I Sumeri (parte I)

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Due furono le grandi popolazioni che apparvero nelle valli del Tigri e dell’Eufrate nel IV e III millennio a.C.: gli Accadi a Nord e i Sumeri a Sud. A partire dalla più remota civiltà di Sumer, per secoli convissero nei territori della Mesopotamia avvicendando tra loro supremazia e prestigio sotto l’egida di grandi re, nonostante il loro costante isolamento iniziale in quanto semplici comunità dedite all’agricoltura e all’allevamento ovino e bovino, finché, successivamente all’avvento dei Gutei, un popolo barbaro di origine nomade, la popolazione sumerica, ormai dedita ai grandi traffici commerciali, ebbe il predominio sull’altra diffondendo in tutta l’area mesopotamica la sua influenza culturale e le sue abitudini, tra le quali il culto del vestire, già radicate dai primordi del loro insediamento.

Tutte le informazioni ottenute sui costumi di questa antica civiltà sono frutto di una conoscenza recepita dagli studi effettuati sui ritrovamenti archeologici reperiti nelle tombe di personaggi della nobiltà, quindi statue e bassorilievi, in cui i morti venivano sotterrati con tutti i loro averi affinchè potessero usufruirne nella loro vita futura, segno di prosperità per i medesimi, poiché essendo il territorio molto fertile e ricco d’acqua sarebbe stato impossibile recuperare indumenti soggetti all’erosione del tempo e sopravvissuti alla distruzione dei millenni. Anche se tali reperti sono estremamente stilizzati gli studiosi sono riusciti a identificare la presenza di un tipologia del vestire sumero dalle fogge ben definite. Complessivamente si individua uno stile prettamente semplice caratterizzato da forme ritenute povere ipotizzando che, secondo le varie testimonianze riportate, l’abbigliamento fosse una delle prerogative meno importanti su cui soffermarsi, sia per la raffinatezza dei gusti spesso sofisticati, specie nei monili d’oro, sia per l’acuto ingegno testimoniato dalle enormi risorse tecniche che consentirono la costruzione di edifici perfetti e la produzione di macchinari altamente progrediti.

Per entrambi i sessi il vestire sumero consisteva in una gonna lunga e pelosa sino alla caviglia, stretta in vita e avvolta intorno ai fianchi, realizzata in un tessuto a fiocchi, ciocche o frange definita propriamente a falpalà, mentre il torso rimaneva completamente scoperto. Potrebbe probabilmente trattarsi di pelle di pecora o montone con i ciuffi di lana rivolti verso l’esterno. I riccioli della lana erano disposti a balze regolari e sovrapposte, tagliati e pettinati.

Alcuni frammenti di tessuto rinvenuti nelle tombe fanno supporre invece che il materiale usato non fosse in realtà pelle, in considerazione del clima abbastanza caldo, ma kaunakès, un tessuto dalla trama annodata con ciuffi di lana, che potevano far alludere a ricci e probabilmente realizzato con un procedimento simile alla confezione dei tappeti.

a cura di Marius Creati

 

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