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Archive for the ‘Cultura News’ Category

Evgenia Medvedeva, pattinatrice russa in Sailor Moon al Exhibition World Team Trophy 2017

April 28, 2017 Leave a comment
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Tokyo, la pattinatrice russa diventa Sailor Moon e balla sulle note della sigla tv

Non avrebbe potuto scegliere un modo migliore per omaggiare il Giappone. Evgenia Medvedeva, una delle pattinatrici del Team Russia, a Tokyo per l’Exhibition World Team Trophy 2017 di pattinaggio artistico, ha scelto di esibirsi in una coreografia ispirata al noto anime “Sailor Moon”. Sulle note della sigla “Moonlight Densetsu”, l’atleta diciassettenne ha eseguito salti e figure interpretando il personaggio nato dalla matita di Naoko Takeuchi e diventato un cartone animato negli anni ’90. Durante la performance, ha recitato, cantato e si è trasformata, cambiandosi d’abito proprio come fa Sailor Moon nella sigla dell’anime. Appassionata di cartoni animati giapponesi, Medvedeva non è la prima volta che sul ghiaccio indossa i panni dell’eroina vestita “alla marinara”

A cura di Corinna Spirito

Fonte: Repubblica

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Premio Basileo 2016, quarta edizione premio conferito allo stilista Michele Miglionico

October 1, 2016 Leave a comment

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Assegnato allo stilista Michele Miglionico il Premio BasiLeo

Alla sua quarta edizione il Premio Basileo 2016 è stato riconosciuto dal Leo Club Potenza allo stilista Michele Miglionico. 

Alla sua quarta edizione il Premio Basileo è stato riconosciuto allo stilista Michele Miglionico. L’onorificenza, scolpita nel legno dalle mani dello scultore e pittore Giuseppe Ligrani, è stata conferita dal Leo Club Potenza ed è un riconoscimento a chi dedicandosi all’arte e alla cultura è riuscito a distinguersi a livello nazionale e internazionale senza dimenticare mai la sua terra di origine come lo stilista Michele Miglionico originario della città capoluogo della regione Basilicata.

La cerimonia di consegna del Premio Basileo si è svolta nella sede del Consiglio Provinciale di Potenza alla presenza dei rappresentanti dei Lions Clubs Potenza, dell’Amministrazione Comunale e Provinciale di Potenza e del Consiglio Regionale della Basilicata.

Ad aprire la serata la Presidente del Leo Club Potenza Ivana Grillo che ha fatto gli onori di casa e che ha consegnato il Premio BasiLeo allo stilista Michele Miglionico, il quale ha detto: “Provo grande soddisfazione, grande gioia. Per me, poi, è una doppia soddisfazione perché il premio mi viene dato nella città dove ho vissuto la mia fanciullezza e dove vivono i miei genitori. E’ una gioia per me ma anche per loro”. Tra i progetti futuri lo stilista ha spiegato di essere in procinto di chiudere “la prossima collezione che è il proseguimento della collezione dedicate alle Madonne Lucane ma più declinata verso il giorno”.

Christian Louboutin, games begin at the Rio Olympics 2016

August 2, 2016 Leave a comment

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In celebration of the 2016 Olympic Games in Rio, Christian Louboutin has teamed up with the French E-concept store SportyHenri.com to support the Cuban National delegation as Official Supplier of the Celebratory Outfit. For the project, chic non-performance footwear was created to be worn by the athletes at formal occasions, in particular the Closing Ceremony. The shoe designs take visual cues not only from Cuban heritage but from the athletes themselves. Serving as a strong source of inspiration and guidance, the Cuban athletes as well as several former athletes had an active part in shaping the final collection.

Joining forces with Sportyhenri.com, the recently launched E-concept store for men devoted to sport and style, Louboutin dresses the delegation of over 100 Cuban elite athletes. Henri Tai, founder of Sporty Henri, lent expertise from his former life as a professional athlete, whilst Christian Louboutin has drawn inspiration from sports for decades, “It´s that elegance and fluidity of movement of someone who is so in control of their body that fascinates me. At the Olympics, it feels like these athletes put on performance gear and simultaneously turn into these superheroes that defy gravity, that defy time, that defy all rules of physics. We designed the celebratory outfit for the moment they turn back into humans, still in that glory moment, still in their light but heading back to the real world. We really want them to continue feeling amazing in their skin while looking astonishing.”

In order to create perfect looks that express a uniquely Cuban sense of style without compromising ease, comfort or fit, custom fittings with the Olympic athletes and consultations with former Olympians  played an integral role in the creation of the athletic silhouettes. Henri Tai, former French handball player explains, “The clothes need to fit spectacular athlete bodies – they are definitely not sample size or average, neither in length of limbs, nor in proportions. It was our mission to make them look tailor-fitted and great.” To complete the athletes tailor-made ensembles, Christian Louboutin high-top trainer and loafer style Naza Star for men were fabricated in calf leather on slim fitting silhouettes, enabling  a light tread for gymnast Manrique Larduet Bicet and adding elegance to the remarkable size 51.5 foot of wrestler Mijaín López Núñez. A kitten heel sandal for female athletes, Naza Sandal, adds a touch of glamour and vivacity without foregoing the fact that for these athletes, their stage is the track, the pitch and the ring. The elegant clothing concept was brought to life within a Parisian atelier, creating sharply tailored jackets, in red for men and beige for women, which are equally suited to adorning the shoulders of delicate judoka Dayaris Mestre Alvarez or the biceps of Judo star Alex Garcia Mendoza. The athlete’s jackets contrast with interchangeable trousers, shorts or skirts and proudly carry the nation’s flag on the wearer’s breast pocket, whilst the five- pointed star is used as emblem of luck displayed upon the back of each athlete’s jacket. To see the Gala looks in action, tune into the Closing Ceremonies of the Rio Olympic Games on August 21, 2016. Discover Henri Tai’s world of chic, high-performance sportswear at SportyHenri.com.

 

Rohan Dennis, nuovo record al Velodromo Suisse di Grenchen

February 18, 2015 Leave a comment

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Rohan Dennis ha raggiunto un nuovo record superando per la prima volta i 52 km, più esattamente 52,49km, in un’ora al Velodromo Suisse a Grenchen in Svizzera.

La bicicletta che ha portato l’australiano è la BMC Trackmachine TR01.

Aerodinamica, Integrazione e Regolabilità sono le caratteristiche principali di questo modello da record.

Con le indicazioni ed i suggerimenti della Squadra Nazionale su Pista Svizzera, gli ingegneri che hanno costruito la aerodinamica time-machine, sono riusciti a trapiantarla sulla pista.

BMC crede nel futuro del ciclismo, crede anche che molte brillanti carriere abbiano il loro punto di partenza dal velodromo e per questo motivo lavorano a stretto contatto con la squadra nazionale. Quello che hanno imparato da questa collaborazione si vede nella serie Track, che da quest’anno è disponibile per tutti.

La trackmachine TR01 è ciò di cui avete bisogno per dominare la pista…

Fonte: MondoRaro

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“Il Flauto magico”, rappresentazione al Teatro Marruccino di Chieti – recensione di Marius Creati

December 2, 2013 Leave a comment

Il Flauto magico, rappresentazione al Teatro Marruccino di Chieti - recensione di Marius Creati

Serata di grande impatto culturale, lo sorso 22 novembre 2013, al maestoso Teatro Marruccino di Chieti, con sala gremita di appassionati e cultori della lirica, per la prima della rappresentazione dell’opera Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, diretto dal Maestro Maurizio Colasanti con la regia di Enrico De Feo.
L’ouverture d’inizio serata precede l’apertura del sipario introducendo con sottigliezza parsimoniosa le prime battute di scena quando, atto primo scena prima, il principe Tamino, inseguito da un serpente che sembra non dargli tregua, scivola e cade privo di sensi. Ciò segna l’inizio di un viaggio emblematico nel cuore della favola mozartiana che, a luci smorzate, ben accarezzati dalle note sonore dell’orchestra sinfonica, inibisce la realtà plateale trasbordando lo spettatore verso i luoghi enfatici del sogno.
La soirée diventa magica sotto il fervore musicale che riecheggia nella sala; le battute del libretto scorrono con disinvoltura nel perdurare della lunga serata, devozione e bravura degli attori in scena, i quali sembrano ben immedesimati nei ruoli interpretati, per alcuni di essi con flebile stento ben ponderato in alcuni tratti, considerata probabilmente la stesura del libretto in lingua originale. Ma l’ebbrezza dell’opera freme e risalta delle emozioni dei personaggi che sorgono sul palcoscenico dal nulla scenico per godere e soffrire, gioire ed ansimare sulle paure, sulle certezze e nonché sulle ansie degli attori stessi che, senza peccare d’orgoglio, caratterizzano la scena illibati, intatti… e assolutamente incontaminati.
Secondo una personale visione dell’opera in sé, la presente rappresentazione risulta evirata nella sua caratteristica favolistica originale, nessun dettaglio scenico che possa far presentire al mondo meraviglioso nel quale s’imbatte il principe svenuto, la scena soffre incontrovertibilmente della perdita del mistero profetico esaltante, l’ambientazione sembra confusa nei tratti di una scenografia sin troppo contemporanea e scarna per far presagire a un’opera dal gusto esotico di fine settecento; inoltre l’eclettismo adottato nei costumi di scena non fanno intuire all’idea, al sogno e al barlume della favola stessa, bensì sembra esumare un grottesco componimento teatrale del nostro secolo, magari legato all’operetta dialettale. Il Flauto magico risulta essere un simbolo del fenomeno esoterico ove magia e mistero iniziatico tracciano un solco indelebile nella narrazione, che qui risulta vacillante.
Acribia… Chiedo venia per la critica summenzionata, ma sono convinto che il teatro abbia l’onere di affascinare, di entusiasmare, e allo stesso tempo di corrompere l’abitudine immedesimando completamente lo spettatore nella finzione scenica, quale confine estremo, nonché sutura estrema, tra gli anfratti della vita e lo sciabordio dell’illusione, ovviamente laddove il canovaccio ne consenta  la fattispecie, anche se posso intuire una fievole erosione della teatralità spesso sin troppo legata all’abominevole scempio dei tempi moderni.
Soave l’interpretazione della Regina della Notte, alias Giulia Della Peruta, la quale ha edulcorato la platea con l’eccelsa esibizione del secondo atto, voce incantevole sovrana della serata, mentre sublime fuoriesce l’esibizione spettacolare di Pamino, alias Felipe Oliveira, grande artefice della rappresentazione, attore di grande carisma scenico, dotato di abile dialettica e spirito teatrale, quasi un’amalgama con il suo alter ego di scena, tale da indurlo a diventare inverosimilmente reale. Vorrei bissarne la bravura caratterizzante sottolineando più volte le scene in duetto con Pamina, la cui Giulia De Blasis ha interpretato con grande fermezza empatica, e la scena finale con Papagena, nella quale Tania Buccini ha sublimato se stessa. Bravi gli attori; celeberrimo il coro di accompagnamento forte, vigoroso e altamente presente come su stesura da libretto; solenne l’interpretazione musicale de l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.
Il Teatro Marruccino di Chieti si presenta nella sua maestosa solennità, quale gioiello architettonico della città di Chieti, il quale nonostante l’esiguità delle dimensioni, seppur piccolo, sprigiona un’effervescente teatralità tale da poter essere annoverata tra i più rinomati della regione abruzzese, non che del resto d’Italia.

Marius Creati

“Il Flauto magico”, opera magica di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Marruccino di Chieti

November 22, 2013 Leave a comment

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Presentazione
Il Flauto magico, l’opera magica di Mozart di Alberto Mammarella
Magia e mistero, tragedia e comicità, meraviglioso e triviale, bontà e cattiveria, tutto regolato da effetti speciali e poco rispetto per la verosimiglianza. Questa è la Zauberopera (l’opera magica), il modello scelto da Mozart per la sua ultima creazione teatrale e il genere musicale più amato e seguito dal pubblico tedesco del tempo. Il Flauto magico è senza dubbio una Zauberopera, e più specificamente un Singspiel, un genere operistico che includeva accanto al canto anche i dialoghi parlati. Il libretto del Flauto magico fu confezionato per Mozart dall’amico massone Emanuel Schikaneder che attinse a piene mani dalla Raccolta di fiabe e di spiriti di Cristoph Martin Wieland come da diversi singspiel, drammi eroici e romanzi, tutti recitati o letti in prima persona. Schikaneder era, infatti, attore ed impresario e gestiva il Theater auf der Wieden di Vienna, il teatro che vide la prima del Flauto magico il 30 settembre del 1790. Nel Flauto magico il ribaltamento delle situazioni è l’elemento unificante di un cannovaccio basato su elementi fiabeschi a cui, però, Mozart e Schikaneder imprimono una direzionalità morale improntata sulla fratellanza e la solidarietà, cardini saldi della massoneria. Sin dalla prima rappresentazione, il Flauto magico stregò ed affascinò il pubblico viennese ed ancor oggi questa magia si ripete di rappresentazione in rappresentazione. Mozart, sulla scia dell’entusiasmo delle prime repliche, scrisse alla moglie Costanza «Sala sempre piena. Il duetto “Mann und Weib”, il “Glockenspiel” del primo atto sono stati bissati come al solito. E così pure al secondo atto il trio dei paggi. Ma quel che mi fa più piacere è il consenso silenzioso! Si vede come l’opera sale sempre più nella stima generale». Non a caso, un po’ di tempo dopo, Einstein lo definì «un lavoro che incanta un fanciullo, commuove l’uomo più indurito ed entusiasma il saggio». Provare per credere!
LA TRAMA
ATTO I
In un ambiente egiziano immaginario selvaggio e roccioso, il principe Tamino, inseguito da un enorme serpente, esausto cade a terra svenuto. Tre dame di compagnia della Regina della notte uccidono il serpente e gli salvano la vita. Allontanatesi entra l’uccellatore Papageno che, vedendo il serpente morto, si vanta di averlo ucciso. Per questo viene punito dalle dame che gli chiudono la bocca con un lucchetto. Le tre donne mostrano a Tamino la foto di Pamina, figlia della regina della notte rapita dal perfido Sarastro. Alla vista dell’immagine il principe si innamora della fanciulla e promette alla regina della notte di liberarla. Intanto Papageno è liberato dal lucchetto ma è costretto ad accompagnare il principe Tamino nella sua impresa. I due ricevono quindi un flauto magico e dei campanelli per difendersi in caso di necessità e sono guidati verso il castello da tre geni. Nel castello, intanto, Pamina tenta di fuggire ma è fermata dal moro Monostatos. Papageno, che nel frattempo si era introdotto nel castello, riconoscendo Pamina, le spiega che presto un principe la libererà. Tamino è condotto dai geni davanti al Tempio di Iside dove tenta di entrare ma solo una delle porte è aperta. Qui è avvicinato da un sacerdote da cui apprende che è vittima di un intrigo femminile e che è stato ingannato su Sarastro. Poco dopo arriva Sarastro. Pamina, gettatasi ai suoi piedi, ammette la tentata fuga e riceve il suo perdono. Intanto Pamino è catturato da Monostatos che lo conduce da Sarastro ma, invece di riconoscenza, viene condannato a settentasette frustate.
ATTO II
Nel bosco, Sarastro chiede ai sacerdoti di ammettere Tamino al Tempio. Potrà farlo, però, solo dopo un percorso di iniziazione. Intanto il principe apprende che Sarastro ha rapito Pamina solo per separarla dalla madre. La Regina della notte vuole infatti seminare malcontento tra la popolazione e distruggere il Tempio di Iside. Nel pronao del Tempio i due sono sottoposti alla prima prova: mantenere il silenzio. Nonostante molte tentazioni la prova è superata. Poco dopo Monostatos, che è a guardia di Pamina, tenta di baciare la giovane ma è sorpreso dalla Regina della notte che lo caccia. Questa dà alla figlia un pugnale per uccidere Sarastro. Il moro, avendo assistito di nascosto alla scena, minaccia la giovane ma è fermato da Sarastro. È tempo, però della seconda prova: anche questa superata non senza difficoltà. Grazie ai loro strumenti magici Tamino e Pagageno riescono a superare barriere di fuoco e di acqua e finalmente possono entrare nel Tempio. Nel frattempo, La regina della notte, alleatasi con Monostatos, e le sue tra dame tentano di entrare nel Tempio ma tuoni e lampi le fanno precipitare negli abissi. Nel Tempio del Sole sorge l’alba e Sarastro, in trono, accoglie Tamino e Pamina celebrando la vittoria della luce sulle tenebre e il trionfo della bellezza e della sapienza.

Teatro Marrucino
Via Cesare de Lollis, n. 1
66100 Chieti

Urbino 2019, programma Capitale Europea della Cultura

July 9, 2013 Leave a comment

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Urbino – L’azione comunitaria “Capitale europea della cultura” che fa parte del Programma Cultura ha lo scopo di valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni delle culture europee e di contribuire a migliorare la comprensione reciproca tra i cittadini europei. La capitale europea della cultura è una città designata dall’Unione Europea che per il periodo di un anno ha la possibilità di far conoscere la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale.
Concepito come un mezzo per avvicinare i cittadini europei, il programma “Città europee della cultura”  venne lanciato nel 1985 dal Consiglio dei Ministri su iniziativa dell’allora ministro greco della Cultura Melina Mercuri anche con la partecipazione dell’allora ministro della cultura francese Jack Lang. Nel 1999 l’iniziativa è stata ribattezzata “Capitali Europee della Cultura” e finanziata nell’ambito del Programma Cultura 2000; nello stesso anno sono state introdotte nuove procedure di selezione che, di anno in anno, assegnano la candidatura a uno o più Paesi.
Secondo questo nuovo criterio di assegnazione, nel 2019 il titolo di Capitale Europea della Cultura sarà aggiudicato a una città italiana e ad una bulgara. Dalla sua istituzione soltanto due città italiane si sono fregiate di tale riconoscimento: Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. La Regione Marche ha deciso di candidare “Urbino” per l’assegnazione del titolo di “Capitale Europea della cultura” per il 2019. La scelta di candidare Urbino, nasce dal fatto che questo è un territorio che si è sempre distinto per capacità di innovazione nei processi organizzativi, amministrativi, culturali ed economici e soprattutto per il ruolo del capoluogo come asset fondamentale per uno sviluppo che punti sulla cultura e sul turismo.  Dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO in quanto la città è stata  centro politico e culturale di primaria importanza durante il Cinquecento. Il suo Palazzo Ducale è uno dei capolavori più insigni dell’arte rinascimentale. La cittadina visse in questo periodo una fioritura artistica unica attirando artisti e studiosi da tutta Italia ed oltre, influenzando gli sviluppi culturali europei.  Durante la sua breve supremazia culturale Urbino ha attirato alcuni dei più illustri studiosi e artisti del Rinascimento, che hanno creato un complesso urbano d’eccezionale omogeneità, la cui influenza si è largamente estesa al resto d’Europa. La città inoltre rappresenta un vertice dell’arte e dell’architettura del Rinascimento, così armoniosamente adattata al suo ambiente fisico e al suo passato medievale che la città diventa del tutto eccezionale.
A presiedere il comitato promotore, formato da intellettuali e personalità illustri a livello internazionale,  sarà il Prof. Jack Lang già ministro alla Cultura del Governo Mitterand convinto che Urbino  e le Marche intere  possano incarnare una nuova visione del mondo e dell’uomo, dando vita ad un nuovo Rinascimento.
Se il titolo di capitale europea della cultura sarà assegnato ad Urbino, per l’intero anno 2019 sono previsti eventi, iniziative, spettacoli, mostre e buone pratiche che porranno “Urbino” al centro dell’intera scena culturale europea.

Il sito dell’iniziativa: www.urbino2019.eu

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