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TrentoFilmfestival 2013, iscrizioni alla manifestazione

January 23, 2013 Leave a comment

TRENTOFILMFESTIVAL

61° TRENTOFILMFESTIVAL ISCRIZIONI AL VIA
Sono aperte le iscrizioni all’edizione 2013, la numero 61, del Trento Film Festival che si svolgerà dal 25 aprile all’8 maggio, a Trento e Bolzano. 
Il più antico festival internazionale dedicato al cinema di montagna, esplorazione e avventura dà nuovamente appuntamento a filmmaker e documentaristi di tutto il mondo (più di 360 sono state le opere inviate nel 2012), e a quanti hanno dimestichezza con gli ambienti più selvaggi ed estremi e sanno raccontare con originalità di linguaggio il confronto fra l’uomo e la natura, fra l’uomo e le montagne. O ancora, sanno trasmettere le sensazioni di sfidare le proprie paure, avventurandosi su un terreno incognito, su difficoltà via via nuove, o narrare la vita di chi fa tutto ciò semplicemente per sopravvivere, ogni giorno, sulle terre più alte del mondo.
Sul sito del TrentoFilmfestival, all’indirizzo www.trentofestival.it, è già da ora scaricabile il regolamento dell’edizione 2013 che non presenta modifiche di rilievo, se non per quanto riguarda le date ultime per iscrivere le opere. 
Queste sono state infatti anticipate rispetto al passato: rispettivamente al 15 gennaio 2013, per le opere prodotte nel 2011 e nel 2012, e al 20 febbraio 2013 per quelle prodotte nel 2013.
Insieme al regolamento della rassegna cinematografica è scaricabile dal sito ufficiale della manifestazione anche la scheda di iscrizione alla 27a Rassegna internazionale dell’Editoria di montagna “MontagnaLibri”, che si svolgerà a Trento dal 25 aprile al 5 maggio, e ad inizio autunno a Bolzano. Gli editori di tutto il mondo hanno tempo fino al 30 marzo 2013 per inviare tutte le novità del 2012 e del 2013.
Seguiteci su facebook, twitter, youtube e su  www.trentofestival.it
REGISTRATION OPEN FOR THE 61st  TRENTOFILMFESTIVAL
Registration are open for the 2013 TrentoFilmfestival, the 61st edition, the dates of which wil be from  25 April to 8 May in Trento and Bolzano. 
The oldest international film festival dedicated to the mountains, exploration and adventure once again sets a date for film and documentary makers around the world (in 2012 more than 360 works were sent in). It is an appointment not to be missed for those familiar with the wildest and most extreme environments and capable of using original language to recount the relationship between man and nature, and between man and the mountains. Likewise, it is directed at those who know how to transmit the sensations involved in facing one’s own fears, venturing out onto unknown terrain and confronting new difficulties, or recounting the life of those who do all this simply to survive each day, in the highest regions of the world.
From the web site of TrentoFilmfestival, at the address www.trentofestival.it, it is already possible to download the regulations for the 2013 edition, which are substantially unchanged, except in relation to the deadlines for registering works.
These have indeed been anticipated as compared to the past, and are respectively 15 January 2013, for works produced in 2011 and 2012, and 20 February for those produced in 2013.
The registration form for the 27th International Mountain Books Festival, “MontagnaLibri”, which will take place in Trento from 25 April to 5 May and in Bolzano at the beginning of the Autumn, can also be downloaded from the official site for the event, together with the regulations for the film festival. Publishers from all over the world have until 30 March 2013 to send in volumes published in 2012 and 2013.
Follow us on facebook, twitter, youtube and www.trentofestival.it
INFO: www.trentofestival.it  |  WEBTV: www.trentofestival.tv
 

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TrentoFilmfestival, selezione dei migliori film dell’edizione 2012 presso Spazio Oberdan di Milano

Terza edizione a Spazio Oberdan del TrentoFilmfestival, con una selezione dei migliori film dell’edizione 2012, svoltasi da 26 aprile all’8 maggio. La rassegna di quest’anno si presenta molto più ricca della precedente. Fra cortometraggi, documentari e lungometraggi arriverranno infatti sullo schermo di Spazio Oberdan ben 16 titoli, provenienti da ogni parte del mondo e presentati in anteprima per Milano. Sono tutte opere di grande interesse e qualità, sia dal punto di vista estetico che per la loro capacità di raccontare il senso di percorsi avventurosi diversi, i cui protagonisti, alcuni più strettamente legati al mondo dell’alpinismo, altri semplici “esploratori”, appaiono animati dal desiderio inesauribile di ritrovare un rapporto più autentico con se stessi, con gli altri e con la natura, attraverso prove fisiche che, spesso estreme, finiscono per diventare spirituali. Se, in fondo, ogni film è un’avventura del corpo e della mente, opere come quelle qui proposte elevano a seconda potenza l’esperienza della visione che ci apprestiamo a vivere ogni volta che entriamo in una sala cinematografica. Detto che ogni titolo meriterebbe una segnalazione, ne indichiamo fin da ora due: One Mile Above, storia dell’incredibile percorso in bicicletta dalla provincia cinese dello Yunnan alla città di Lhasa, in Tibet, e Lasciando la baia del re, racconto di un’amicizia e di un viaggio ideale dalla periferia milanese al Polo Nord che si è guadagnato la candidatura per il miglior documentario ai David di Donatello 2012. Segnaliamo ancora che del programma farà parte un rarissimo cortometraggio del 1912 proveniente dagli archivi della Cineteca: Bellezze italiche: Trento e dintorni. Presentato in anteprima alTrentoFilmfestival 2012, il cortometraggio è stato restaurato per l’occasione da Cineteca Italiana in collaborazione con Fondazione Cassa Rurale di Trento e con lo stesso Trento Film Festival. Infine, la rassegna sarà completata da un omaggio a Dino Buzzati nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Tratti da romanzi del grande scrittore bellunese, che di montagna fu un appassionato, presenteremo tre lungometraggi (Barnabo delle montagne, Il segreto del bosco vecchio e Il deserto dei tartari) e, in copia restaurata dalla Cineteca Italiana, un cortometraggio, Il postino di montagna, scritto da Buzzati.
PROGRAMMA:
Mercoledì 16 maggio
h 16.30 Barnabo delle montagne (M. Brenta, 124’)
h 19.00 40 Days at Base Camp (D. Whelan, 88’) v.o. sott. it.
h 21.00 Bellezze italiche: Trento e dintorni (P. Marelli, 5’) muto, copia restaurata
Magic Bean (B. Delapierre, 11’)
One Mile Above (D. Jiay, 91’) v.o. sott. it.
Giovedì 17 maggio 
h 16.30 Il segreto del bosco vecchio (E. Olmi, 124’)
h 19.00 Strong – A Recovery Story (A.H. Kollmann, 87’) v.o. sott. it.
h 21.00 Verticalmente demodé (D. Carrani, 18’)
The Iron Hole – Trou de Fer (P. barabas, 56’) v.o. sott. it.
Venerdì 18 maggio 
h 17.00 Peak – Un mondo al limite (H. Lang, 91’) v.o. sott. it.
h 19.00 Les Piolets d’or (J. Afanassieff, 52’) v.o. sott. it.
Kukuczka (J. Porebski, 46’) v.o. sott. it.
h 21.15 Cold (A. Fogel, 20’) v.o. sott. it.
La Voie Bonatti (B. Peyronnet, 54’) v.o. sott. it.
Sabato 19 maggio 
h 15.00 40 Days at Base Camp (D. Whelan, 88’) v.o. sott. it.
h 17.00 Verticalmente demodé (D. Carrani, 18’)
The Iron Hole – Trou de Fer (P. barabas, 56’) v.o. sott. it.
h 19.00 Lasciando la baia del re (C. Cipriani, 78’)
h 21.15 McKinley 1961 – Storia di un’amicizia (P. Nessi, 29’)
The Scene (C. Fryberger, 78’) v.o. sott. it.
Domenica 20 maggio 
h 15.00 The Great Bear (E.T. Jacobsen, 73’) v.o. sott. it. animazione
h 16.30 Il deserto dei Tartari (V. Zurlini, 150’)
h 19.15 Peak – Un mondo al limite (H. Lang, 91’) v.o. sott. it.
h 21.00 How I Ended this Summer (A. Popogrebsky, 124’) v.o. sott. it.

60° TrentoFilmFestival, alpinismo come spazio avventura per il futuro delle montagne

La montagna è da sempre per l’uomo luogo di avventura, di rischio e di sperimentazione dell’impossibile. Essa permette di confrontarsi con se stessi, con i propri limiti e di provare emozioni uniche. Ma per quanto ancora ciò sarà possibile?
L’ultimo secolo è stato una corsa alla “turisticizzazione” delle aree montane e all’incremento dei pernottamenti. Per fare ciò è stato necessario rendere accessibile la montagna a tutti creando infrastrutture, accoglienza e sicurezza. Ciò comporta la contaminazione e l’inquinamento dei luoghi selvaggi e la conseguente distruzione della loro integrità. Certamente l’accessibilità è un indicatore di progresso e un fattore di civilizzazione, ma com’è noto, la corsa dell’uomo verso il futuro non ha limite. Esempio di questa tendenza è l’Everest, vittima di un progetto turistico, che nel lungo periodo porterà gravi e irrevocabili conseguenze per la più alta montagna al mondo.
Questo l’input dato nell’incontro del 6 maggio 2012 ore 14.00, al Castel Firmiano, dove una cerchia di alpinisti e la stampa internazionale si sono incontrati per dibattere con occhio critico sul problema della preservazione della montagna. La discussione, nata da una cooperazione tra TrentoFilmfestival, Messner Mountain Museum e International.Mountain.Summit., ha visto Hervè Barmasse, Heinz Mariacher, Hanspeter Eisendle, Albert Precht, Denis Urubko, Roger Schäli e Reinhold Messner seduti ad un unico tavolo. Un podio unanime per quanto riguarda la necessità di fermare la corsa della “montagna accessibile per tutti”. La discussione, però si è accesa nel momento in cui hanno avuto inizio le domande dal pubblico.
Qual è l’alpinismo corretto? Chi deciderà chi ha diritto di fare parte dell’elite degli alpinisti? Come si può salvare la montagna? Chi ha questa responsabilità?
Reinhold Messner ha replicato che non esiste alpinismo corretto o sbagliato. Questa non è una discussione su tecniche alpinistiche o su una volontà egoistica di questa elite di preservare il proprio spazio d’avventura. “Questa è una questione di valori che riguarda tutti. Gli input devono venire dai protagonisti della montagna, come club alpini e alpinisti stessi, ma sopratutto dai media.”
Jacopo Merizzi della Valdimello ha sostenuto: “Non conta solo l’alpinismo, bensì gli spazi selvaggi, come luoghi d’immaginazione e di libertà per tutti sono importanti.”
Hanspeter Eisendle e Reinhold Messner hanno confermato: “La montagna va lasciata selvaggia. Sarà la natura a decidere chi farà parte dell’elite e la paura mostrerà a tutti i propri limiti. Solo così il futuro dell’alpinismo e delle montagne sarà garantito.”
“L’uomo ha bisogno dell’impossibile per sentirsi vivo!” – Hervè Barmasse.

60° TrentoFilmFestivalI Day By Day, giovedì 3 maggio 2012

60° TRENTOFILMFESTIVAL I DAY BY DAY | giovedì 3 maggio 2012
L’alpinista americano Steve House e l’astrofisica Margherita Hack sono i personaggi di questa giornata al TrentoFilmFestival. Steve House, per la prima volta al TrentoFilmfestival sarà l’atteso protagonista della serata in Auditorium dove racconterà il suo alpinismo sulle pareti più impossibili. Margherita Hack invece racconterà al pubblico il legame che nel corso di una vita ha stretto con il suo mezzo di trasporto preferito, la bicicletta. Tra gli appuntamenti in programma anche il Convegno sulla libertà in alpinismo, condotto da Alessandro Gogna e che coinvolgerà alpinisti come Bernard Amy, giuristi, uomini del soccorso alpino, istruttori del CAI, sul tema delle limitazioni sempre più ricorrenti alle attività in montagna, in estate come in inverno: provvedimenti ragionati o colpi di teatro di amministratori in cerca di visibilità? E alla Sosat l’incontro tradizionale tra le generazioni di alpinisti di ieri e di oggi.
GLI EVENTI
Serata alpinistica | Steve House in “Nanga Parbat and beyond” | ore 21.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67
L’ascensione sul versante Rupal del Nanga Parbat: quindici anni di ricerca per Steve House e una pietra miliare nell’alpinismo. Poi un grave incidente e una nuova prospettiva che si apre. Steve House non ama scalare ottomila, è un cacciatore di pareti, smisurate, verticali, difficili, che si possono fermare a sei o settemila metri, sono sconosciute ai più, sono anche molto isolate e una volta che si incomincia a salirle si può contare solo su se stessi. Nella regione himalayana e nel Karakorum pakistano ve ne sono a migliaia, inviolate, aspettano una generazione di alpinisti che come Steve House hanno scelto uno stile leggero e veloce per affrontarle. Reinhold Messner lo considera l’alpinista americano “ il miglior alpinista di alta quota al mondo” e ne ammira il modo in cui affronta le montagne. Il suo nome è entrato nelle cronache alpinistiche nei primi anni del nuovo millennio, scalate nelle Alpi, nelle catene di Canada e Alaska, in Karakorum e Himalaya. E’ diventato da prima pagina nel 2005, con la salita in stile alpino, lungo una nuova linea diretta, della parete Rupal sul versante sud est Nanga Parbat, la più alta parete del mondo (un dislivello di 4500 metri), insieme a Vince Anderson in soli sette giorni. Questa salita gli è valsa il Piolet d’Or nel 2006, l’Oscar per l’alpinismo. Proprio la salita di questa parete, a coronamento di una ricerca durata 15 anni, oggi considerata una pietra miliare dell’alpinismo moderno è al centro della serata che Steve House proporrà al pubblico del TrentoFilmfestival che lo ospita per la prima volta. Nella seconda parte invece House ripercorre una pagina particolarmente drammatica della sua carriera: la caduta, nel marzo del 2010, durante l’ascensione al Monte Temple una cima delle Canadian Rockies nel Parco nazionale di Banff. Una caduta di 25 metri arrestata da una cengia che avrebbe potuto avere conseguenze mortali. Ma la guarigione ha rappresentato per lui la scoperta di una nuova prospettiva. Un anno dopo l’incidente, nella primavera del 2011 Steve House era ai piedi della parete ovest del Makalu
Emozioni tra le pagine | “La mia vita in bicicletta” di Margherita Hack, Ed. Ediciclo | ore 21.30
Teatro Cuminetti, via Santa Croce
La celebre astrofisica dialoga con Alberto Faustini e con garbata ironia ripercorre la sua vita al ritmo di dolci pedalate.
Margherita Hack
Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettraledi molte categorie di stelle. Conclusi gli studi superiori classici si iscrive nel 1943 alla facoltà di Fisica all’Università di Firenze dove si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili condotta presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, luogo presso il quale inizia a occuparsi di spettroscopia stellare, che diventerà il suo principale campo di ricerca. Nel 1954 ottiene la libera docenza in Astronomia e inizia la sua attività di divulgatrice scientifica. Inizia a collaborare con università straniere: l’Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda) e l’Università di Città del Messico. Nel 1964 diviene professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia presso l’Istituto di Fisica teorica dell’Università di Trieste. In qualità di professore ordinario assume l’incarico della direzione dell’Osservatorio astronomico. La sua gestione durerà per più di vent’anni, fino al 1987. Ha alternato la stesura di testi scientifici universitari, alla scrittura di testi a carattere divulgativo. Il trattato “Stellar Spettroscopy”, scritto a Berkeley nel 1959 assieme a Otto Struve (1897-1963) è considerato ancora oggi un testo fondamentale. Nel tempo ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista “L’Astronomia” di cui è tuttoggi direttore. Nel 1980 ha ricevuto il premio “Accademia dei Lincei”. Margherita Hack è membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.
GLI INCONTRI
MontagnAmbiente | Cinema Giovani 2012 | ore 8.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67 “
Concorso video di opere realizzate da scuole superiori, università e gruppi giovanili dedicate alla montagna, all’ambiente e all’energia. Organizzato dal Comitato del Trentino U.I.S.P.
Salotto letterario | “Arrampicare nella Valle del Sarca” di Heinz Grill, Ed. Idea Montagna | ore 10.00
Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera
L’esperienza del ritmo dell’arrampicata sulle pareti e sulle rocce della Valle del Sarca. La Valle del Sarca è considerata la “valle del sole”. Grazie al particolare clima, all’esposizione solare delle sue pareti, all’eccellente qualità della sua roccia è frequentatissima dagli arrampicatori di tutto il mondo. Il tedesco Heinz Grill, negli ultimi 10 anni, ha segnato linee che prima non erano state viste nemmeno dagli alpinisti trentini attrezzando le pareti in modo da renderle piacevoli e sicure. La guida, pubblicata in italiano, inglese e tedesco, contiene la relazione di 60 vie. Ma non solo. Ognuna di esse ha una storia, ha un significato, a volte intimo, a volte in armonia con l’ambiente circostante. Una guida quindi da leggere, consultare e… arrampicare.
Heinz Grill è nato in maggio 1960 a Soyen vicino a Wasserburg, presso il Chiemsee. Maestro spirituale e alpinista, ha aperto numerosi tracciati di arrampicata sportiva in Valle del Sarca dove oggi risiede.
Convegno | “Libertà in alpinismo” | ore 15.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Garibaldi, 33
Una discussione aperta sul tema della “libertà” nell’alpinismo e nell’arrampicata e sui tentativi di limitarla da parte dei legislatori e degli amministratori locali. La stampa dedica particolare attenzione agli incidenti che accadono nel corso di attività alpinistiche, con valutazioni spesso superficiali e toni critici che hanno una certa presa sull’uomo della strada ed anche sull’opinione di molti amanti della montagna; persino di qualche alpinista un po’ distratto. È così che, a livello parlamentare o di autorità locali, può nascere la tentazione di ridurre la libertà di azione nel campo dell’alpinismo.
Accrescere la propria visibilità e ridurre i fastidi sono le motivazioni più ovvie di queste tentazioni, che hanno facile presa sull’opinione pubblica delle società più sviluppate. Queste sono sempre più lontane dal rapporto con la natura che implica non solo piaceri, ma anche sofferenze, fatiche e rischi. C’è una bella espressione francese per questo tipo di società: la “société sécuritaire”. In questa pullulano gli “esperti di sicurezza”, che fanno leva sulle sue paure. Gli alpinisti debbono reagire, non fosse che per i fondamentali principi di libertà a cui si ispirano le civiltà democratiche. L’Osservatorio per la Libertà in Montagna sarà un gruppo consultivo e operativo, riconosciuto e appoggiato dal CAI, che si occuperà di realizzare una rete di persone, distribuite sul territorio nazionale, che stano all’erta nei confronti di qualsiasi tentativo di limitare la libertà di accesso ai terreni di alpinismo e arrampicata ed la libertà di rischiare, tipicamente effettuati da legislatori e amministratori locali. Gran parte della rete sarà costituita dalle Sezioni del CAI (più di 400). Le informazioni saranno inviate al Comitato di Gestione, che reagirà attraverso i mezzi di informazione, un’azione nei confronti delle autorità pubbliche e di soggetti privati nonché con iniziative politiche ma apartitiche per mezzo del “Gruppo di Amici della Montagna” del nostro Parlamento. Una delle attività principali dell’Osservatorio sarà quella di monitorare l’opinione pubblica riguardo ai problemi della sicurezza e dell’alpinismo e di far giungere alla collettività un’informazione corretta su questi problemi e sui valori dell’alpinismo.
I partecipanti ed i temi che saranno affrontati:
Alessandro Gogna, coordinatore. Carlo Zanantoni. CAAI, la tematica in generale e i suoi aspetti internazionali. È essenziale la rapida costituzione di un Comitato di Gestione snello e agile, che si appoggi ad un reticolo di Delegati designati da varie sezioni del CAI. Primo ovvio compito è quello di capire e far capire: capire che cosa l’uomo della strada pensa del rischio in alpinismo e fargli capire se/dove sbaglia. Poi prepararsi a rintuzzare iniziative lesive della libertà tramite i media e l’attività politica. Maurizio Dalla Libera. Libertà in alpinismo e Scuole di Alpinismo. La montagna deve restare un luogo di libera frequentazione senza norme di legge che regolano i comportamenti e senza obbligo di patenti per chi frequenta le aree non controllate. I responsabili del CAI sono chiamati ad esercitare una grande vigilanza e ad intervenire presso le autorità competenti al fine di evitare ogni intervento limitativo nell’uso degli spazi di montagna Carlo Caccia, giornalista. L’eternamente tormentato rapporto tra l’alpinismo e i media (generalisti e non), tra l’avventura vissuta e il suo racconto (o commento) da parte di chi non solo non ne è stato protagonista ma anche, in qualche caso, non è in grado di capirla. Così, agli occhi di molti, l’alpinista (in senso purtroppo lato) resta o un eroe che combatte per un ideale ultraterreno o un pazzo temerario (da legare?) più o meno aspirante al suicidio. Bernard Amy, alpinista. presenterà i lavori compiuti recentemente in Francia in favore delle libertà di accesso alla montagna e del riconoscimento sociale dei valori dell’alpinismo. Gino Comelli. La libertà in alpinismo e il soccorso alpino. Evoluzione del Soccorso Alpino, da quando ci si arrangiava fino al tempo attuale in cui basta digitare tre numeri. Possibilità sempre maggiore che il soccorso alpino da valore ideale venga considerato solamente un “servizio” pubblico. Carlo Bonardi. Libertà di alpinismo e aspetti legali. In particolare, esporrà i fondamenti che hanno caratterizzato l’evoluzione del diritto e della prassi in Italia negli ultimi decenni, a suo parere negativamente e per influenza del mercato.
Salotto letterario | “Aree protette alpine: ruoli, esperienze, prospettive” di AA.VV., curatore Cesare Lasen, Ed. ETS | 17.00 Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera Panoramica che delinea luci ed ombre dello stato attuale delle aree protette alpine. Partecipano Cesare Lasen e Claudio Ferrari
Cesare Lasen
E’ nato a Feltre (BL), nella frazione omonima, il 13 gennaio 1950. Biologo, il suo interesse preminente è sempre stato rivolto alla botanica, in particolare floristica, fitosociologia, geobotanica. In seguito si è occupato anche di studi ecologici e applicativi, con particolare attenzione ai problemi della tipologia forestale, dei prati e di tutti gli habitat Natura 2000. Membro della Commissione Paritetica per l’istituzione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, ne è stato il primo Presidente, dal 1993 al 1998. È stato componente della Giunta della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali con la quale collabora attualmente nell’ambito della segreteria tecnica.
Prima a … Roccabruna | Tor de Géants® | ore 18.00 Palazzo Roccabruna, Via Santa Trinità, 24 La più lunga e spettacolare gara di corsa in montagna ai piedi dei quattro giganti della Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. Partecipano Fabrizio Pistoni autore di Elogio del limite, Ed. Ediciclo e Stefano Torrione autore di Il giro dei giganti, Edizioni Sime Books. Modera l’incontro Laura Ciarallo, giornalista del TG5
Fabrizio Pistoni
Fabrizio Pistoni è uno dei 179 concorrenti arrivati al traguardo della prima edizione del Tor des Géants® nel 2010. In questo libro Fabrizio racconta la sua emozionante avventura durata 108 ore, 51 minuti e 49 secondi, per un 20 ° posto finale. Vero racconto di gara, il monologo trasmette i sentimenti e le sensazioni provate dall’autore: la fatica e la sofferenza, ma anche l’emozione data da paesaggi mozzafiato in una montagna a volte aspra ma bellissima. La gara diventa un pretesto per raccontare la fatica e tutte le diverse risorse utilizzate per non mollare fino alla linea del traguardo. Fabrizio Pistoni è di nuovo iscritto al Tor des Géants® del prossimo mese di settembre.
Stefano Torrione
fotografo ufficiale della gara nel 2010 e 2011. Stefano Torrione è il fotografo ufficiale del Tor des Géants® fin dalla sua prima edizione nel 2010. Il suo libro conduce sulle due Alte Vie che con un percorso ad anello percorrono la Valle d’Aosta al ritmo dei trailers, in un viaggio non convenzionale nel cuore di questa splendida regione. 240 pagine di foto, di aneddoti raccontati da Paola Pignatelli e di illustrazioni firmate da Monica Parussolo danno vita, passo dopo passo, alle sue due prime edizioni.
Incontro alpinistico | Cordate nel futuro | ore 18.00 Sede della SOSAT, via Malpaga, 17 Generazioni vecchie e nuove di alpinisti si ritrovano insieme nella sede della Sosat. Il progetto “Cordate nel futuro”, nato nel 1998 come stimolo all’incontro fra vecchie e nuove generazioni nell’universo alpino, e dal 2006 affiancato dal “Chiodo d’oro Sosat”, avrà anche quest’anno il tradizionale spazio all’interno del Filmfestival di Trento. E’ un’occasione che si ripete ormai da tredici anni per richiamare attorno alla Sosat – la Sezione Operaia della SAT – quel mondo alpinistico che sa trasmettere esperienze a chi in questo mondo vuole entrare. Il tutto nello spirito della Sosat che intende la montagna non soltanto come alpinismo, ma anche come cultura, amore per il territorio e per l’ambiente, come solidarietà e spirito collettivo. Della Commissione incaricata di assegnare il Chiodo d’Oro fanno parte le g.a. Maurizio Giordani, Marco Furlani, Andrea Zanetti, Walter Vidi, l’accademico Bruno Menestrina, i giornalisti Fabrizio Torchio e Toni Cembran. Il premio sarà assegnato ad “un alpinista polivalente per attività e passione che siano protratte nel tempo, tali da diventare esempio e insegnamento per i giovani”.
Premiazione | Entra nella storia di Coppa delle Dolomiti… | ore 19.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Garibaldi, 33
Premiazione ufficiale della 20a edizione della Coppa e del concorso fotografico per la copertina della ventunesima edizione. La Coppa delle Dolomiti è il più prestigioso circuito scialpinistico italiano, che nel 2012 è giunta alla 20° edizione. Il Comitato organizzatore ha indetto tra tutti gli appassionati un concorso fotografico per individuare l’immagine ufficiale dell’edizione del 2013, ma l’incontro diventerà anche momento ufficiale per la premiazione della 20a edizione della Coppa.
Interviste storiche | Mountain Story | ore 17.00
Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23
ENEL<<REWIND
Kay Rush intervista: Chris Sharma (57° TFF, 2009) Silvia Vidal (56° TFF, 2008) Ermanno Salvaterra (56° TFF, 2008) Su gentile concessione di Mountainetwork – PlanetMountain
Film 58° TrentoFilmfestival | Asgard Jamming | ore 18.30
Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23
ASGARD JAMMING di Sean Villanueva O’Driscoll Belgio, 2009 – 54′ Premio del Pubblico Alpinismo e Premio “Mario Bello” 58° TrentoFilmfestival 2010 v.o. con sottotitoli italiani Cinque grandi arrampicatori con un obiettivo comune: scalare la parete nord-ovest del monte Asgard. Su gentile concessione del Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI
INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA
E’ possibile visionare le interviste realizzate da MOUNTAINBLOG ai protagonisti del 60° TrentoFilmfestival, sull’event blog dedicato all’evento http://www.mountainblog.it/trentofestival/ o sul sito del TrentoFilmfestival http://www.trentofestival.it
L’Ufficio Stampa è a disposizione per concordare interviste ai protagonisti del TrentoFilmfestival presso la Sala Stampa (Foyer Auditorium S. Chiara), previa richiesta a Chiara Caliceti (334/6933176).

60° TrentoFilmFestival, a Bolzano si parla del futuro dell’alpinismo

A BOLZANO SI PARLA DEL FUTURO DELL’ALPINISMO
Discutendo proveremo a salvare l’alpinismo». Prenderanno parte al tavolo aperto al pubblico degli alpinisti, domenica 6 maggio a Castel Firmiano, Alexander
Huber, Beat Kamerlander, Hans Peter Eisendle, Hervé Barmasse, Robert Jasper, Rolando Larcher, Hainz Mariacher, Luisa Jovane, Roger Schäli, Denis Urubko.
Dopo aver ripercorso a Trento la storia dell’alpinismo e del TrentoFilmfestival, dal suo museo-castello Reinhold Messner volge il pensiero al futuro delle montagne e dell’alpinismo, facendosi promotore del forum QuoCLIMBis, nel quale saranno coinvolti alpinisti di ogni generazione. «Tutti gli anni noi scalatori di ogni età – spiega Reinhold Messner – dovremmo avere un’occasione per trovarci e parlare di dove va l’alpinismo, adesso che è divenuto un’attività globale. Abbiamo pensato di radunarci a Castel Firmiano, in una sorta di campo base, il giorno dopo la conclusione del TrentoFilmfestival, il più internazionale dei festival legati al mondo della montagna e dell’avventura. Domenica 6 maggio alle 14.00 discuteremo di dove sta andando l’alpinismo in occasione del forum intitolato QuoCLIMBis?».
Un evento che per la prima volta riunisce in un’unica cordata, il TrentoFilmfestival, il Messner Mountain Museum e IMS – International Mountain Summit di Bressanone, una manifestazione che negli ultimi anni ha promosso discussioni sui temi più attuali della montagna.
All’incontro parteciperanno alcuni tra i più noti alpinisti provenienti da tutto il mondo. Tra i nomi già confermati
Alexander Huber, Beat Kamerlander, Hans Peter Eisendle, Hervé Barmasse, Robert Jasper, Rolando Larcher, Hainz Mariacher, Luisa Jovane, Roger Schäli, Denis Urubko.
«Con loro – precisa ancora Reinhold Messner – parleremo di come provare a salvare l’alpinismo. Se lasciamo che l’alpinismo diventi puro sport, la montagna non potrà più essere luogo che offre valori agli uomini. Coltivando la pura attività dell’arrampicare noi miglioriamo le nostre prestazioni sportive e agonistiche, ma non saremo in grado di comprendere quanto, nel confrontarsi con gli spazi selvaggi, la natura umana possa dare».
Il Forum si aprirà alle 14.00 all’interno del Museo Messner a Castel Firmiano. L’ingresso alla partecipazione è di 9,00 Euro. Si prega di prenotare entro il 4 maggio all’indirizzo E-mail
event@ims.bz o al numero 346 6903132.
Forum QuoCLIMBis? Domenica 6 maggio ore 14.00 | Messner Museum Firmian Castel Firmiano (Bz)

60° TrentoFilmfestival, Day by Day lunedì 30 aprile 2012

April 30, 2012 Leave a comment

La seconda settimana del 60° TrentoFilmfestival si apre con un primo appuntamento alpinistico di grande interesse: all’Auditorium S.Chiara Hervè Barmasse insieme ai due fratelli baschi Iker ed Eneko Pou e allo scrittore e giornalista Enrico Camanni presenterà in anteprima mondiale il nuovo documentario di cui sono protagonisti, “Non così lontano”; tutti insieme racconteranno come l’esplorazione e l’avventura sia ancora possibile sulle pareti delle Alpi. Nel dopo serata l’appuntamento è allo Spazio archeologico sotterraneo del Sas in compagnia di Maurizio Nichetti e di una serie di inedite animazioni da lui proposte. Nel programma anche l’incontro che chiude la sesta edizione della Rassegna Eurorama dedicata al documentario antropologico.
GLI EVENTI
Serata alpinistica | “Alpi, esplorazione e avventura con Hervé Barmasse e The North Face | ore 21.00
Auditorium Santa Chiara, Via Santa Croce, 67
Si può ancora trovare l’avventura sulla porta di casa? È oggi realizzabile un alpinismo di ricerca sulle Alpi? La risposta è sì, se si antepone la ricerca personale all’exploit sportivo, se si accettano rischi e fatiche, soprattutto se si riducono drasticamente i mezzi tecnici in favore di solitudine, fantasia e creatività. È questa la tesi della guida e alpinista di Valtournenche Hervé Barmasse e del suo film “Non così lontano” (35′ Italia 2012), che verrà presentato in anteprima al TrentoFilmfestival. Nel 2011 Hervé ha scelto le tre montagne più importanti della Valle d’Aosta e le più alte delle Alpi – il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Cervino – ed ha aperto tre vie nuove: con due amici baschi, con suo padre Marco, infine da solo. Il film racconta in presa diretta le tre avventure, eccezionali per i luoghi, le distanze e lo spirito che le accompagna. Il film presentato in anteprima sarà il punto di partenza per un dibattito che coinvolgerà alcuni alpinisti con vasta esperienza sulle Alpi, cercatori di vie nuove sia in senso fisico che culturale, innovatori sulla roccia, sul ghiaccio e nel pensiero: Hervé e Marco Barmasse, Iker ed Eneko Pou, e l’alpinista scrittore Enrico Camanni che ha collaborato con Hervé alla realizzazione del film. Abbandonando le suggestioni esotiche delle grandi scene dell’alpinismo internazionale, si concentreranno riflessioni ed emozioni sulle “vecchie” pareti alpine, nella certezza che niente è mai vecchio se lo si sa guardare con occhi nuovi. Il dibattito sarà animato da Sandro Filippini, giornalista della Gazzetta dello Sport.
Hervé Barmasse
Seguendo le orme del padre, Marco Barmasse, a diciotto anni diventa maestro di sci e di snowboard, a ventidue guida alpina. Prosegue così nella lunga tradizione di famiglia, quarta generazione di guide, scegliendo una professione che in qualche modo non lo allontana dalle montagne. Inizia la carriera d’alpinista sulla montagna di casa, il Cervino, aprendo e ripetendo diverse vie prestigiose, praticando lo sci ripido, imparando a confrontarsi con la montagna in solitaria per poi varcare il confine delle Alpi, verso nuovi orizzonti.
Nelle Alpi continua a scalare su ogni terreno, cercando sempre salite impegnative, prediligendo nuovi itinerari ed esprimendosi in solitarie veloci come la via “Casarotto – Grassi” (Cervino, Parete Sud – 1300m di sviluppo ED). Nel 2005 ritorna in Pakistan con Up Project. In quest’occasione scala in solitaria una parete inviolata di circa 6000 metri sulla costiera del Faerol Peak e apre due nuove vie: “Up and down” (800 m di sviluppo, difficoltà 6C/7a e A1) e “Fast and Fourius” (700 m di sviluppo), quest’ultima di ghiaccio e misto moderno, su una cima inviolata, molto tecnica e dalla linea molto elegante.
Per l’esperienza extraeuropea Up Project (due nuove vie in Pakistan nel 2005) riceve un importante riconoscimento dal Club AlpinoItaliano, l’assegnazione del Premio accademico “Paolo Consiglio” che riceve anche nel 2006 per la nuova via “Caffé Cortado” (1200m di sviluppo ED) sul versante Nord del Cerro San Lorenzo. Nell’aprile 2007 riesce in un’impresa storica sulla montagna di casa, compiendo la prima salita in solitaria e la seconda ripetizione assoluta della Parete Sud del Cervino, passando per la via “Direttissima” aperta nel 1983 dal padre Marco. Nel luglio 2008 è nuovamente in Pakistan con Simone Moro dove riescono in una impresa senza eguali: la salita in stile alpino del Bekka Brakai Chhok 6940 m. Nel marzo 2010 un’altra grande impresa portata a termine insieme al padre Marco sulla parete sud del Cervino, una nuova grande via di 1220 m al centro della parete Sud del Cervino, 1220 metri che risolvono uno dei “problemi” della grande parete della “Becca” già tentato da molte importanti cordate. Poi la sua trilogia nell’estate 2011.
Evento | “A Cartoonia” con Maurizio Nichetti | ore 23.00
S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, Piazza Cesare Battisti
Maurizio Nichetti torna a Trento come protagonista di una serata divertente e dissacrante con i grandi classici dell’animazione. Lo spettacolo offrirà a grandi e piccini anche momenti di puro stupore, sorprendendo gli spettatori con espedienti inediti e originali, tutti da scoprire. A seguire, in occasione di questa serata, la Cantina Toblino, offrirà una degustazione di Vino Santo, una delle eccellenze del territorio trentino.
GLI INCONTRI
Presentazione | “Carnival King of Europe” Un progetto di antropologia visuale | ore 10.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Via Garibaldi, 33 Tra domenica 29 e lunedì 30 aprile avrà luogo la sesta edizione della rassegna Eurorama, a cura dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, in occasione del sessantesimo compleanno del TrentoFilmfestival. Undici film di notevole qualità provenienti da undici tra i maggiori festival del film etnografico presenti in Europa, per un programma che affronta i temi privilegiati dalla cinematografia documentaria ed etnografica negli ultimi anni: il rarefarsi dei contesti sociali nelle aree montane e rurali del Vecchio Continente, durante la prima giornata; l’intersecarsi continuo delle culture, il rapporto con altri continenti e l’immigrazione, nel corso della seconda giornata. Ancora una volta, lo sguardo partecipe dell’antropologia visuale conduce lo spettatore lungo un viaggio che percorre l’Europa, dalle paludi Audomarois, attraverso Balcani, Carpazi e Urali; nel cuore di villaggi sperduti e in quello metropolitano di Londra, Amsterdam, Torino e Istanbul. Carnival King of Europe è un progetto di antropologia visuale a cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige. Questo incontro è dedicato alla presentazione dei materiali di campo del 2012. Lo scopo del progetto, che consiste in attività di ricerca sul campo, nella realizzazione di film, di una mostra itinerante, del sito web http://www.carnivalkingofeurope.it, e di convegni di studio, è individuare ed esplorare le radici comuni del carnevale europeo, nell’ambito dei riti invernali della fertilità che vengono ancora oggi messi in atto in un gran numero di comunità dell’Europa rurale e post-rurale. Il progetto intende mettere in luce, studiare e interpretare criticamente le significative somiglianze di alcuni aspetti specifici del Carnevale in aree culturali molto vaste del continente europeo. Dai Balcani alle Alpi, fino al Paese Basco e ai Pirenei, passando anche attraverso l’Italia peninsulare, sopravvivono infatti nelle comunità rurali e montane consuetudini del tutto simili legate ai tradizionali riti di fertilità invernali, a dimostrazione delle comuni radici culturali delle popolazioni europee. Intervengono Giovanni Kezich, Antonella Mott e Michele Trentini.
Presentazione | “Tante penne, un unico sentimento” | ore 17.00
Sala Conferenze della Fondazione Bruno Kessler, Via Santa Croce, 77 In concomitanza con l’imminente 85a adunata nazionale degli Alpini, il giornalista Bruno Pizzul condurrà, insieme agli autori, un evento dedicato a tutti gli alpini, presentando i libri “Ring road” di Mario Renna, Ed. Mursia e “Alpini” di Paolo Valente e Niccolò Degiorgis, Ed Curcu&Genovese. Durante la presentazione saranno proiettate immagini e filmati sulle attività degli Alpini in armi ed in congedo. La Ring Road è una strada, quasi tutta asfaltata, che percorre in circolo il cuore dell’Afghanistan. È l’unica arteria del paese dalla quale ha preso il titolo un libro che il maggiore della brigata Taurinense, Mario Renna, ha dato alle stampe. Un libro prezioso, molto più di qualsiasi reportage inesorabilmente legato a episodi e scansioni temporali. Perché questo libro è il frutto dell’esperienza sul campo acquisita in due missioni compiute nella provincia di Herat, grande come tutto il nord Italia. Ed è soprattutto il diario dell’ultima, da aprile a settembre dell’anno scorso, svolta in una terra dai paesaggi lunari (“non esiste il verde, tutto è monocolore…”) e dove il tempo si è fermato a mille anni fa. Ma dove gli alpini, i soldati italiani, danno sicurezza, assistenza, risvegliano la speranza, dove la gente che era fuggita ritorna nei villaggi, riaprono scuole e bazar, si scavano pozzi…
Bruno Pizzul.
Già calciatore professionista, è stato telecronista per la RAI degli incontri della nazionale italiana di calcio dai mondiali del 1986 al 2002. Da gennaio 2012 è suo il commento tecnico nella trasmissione Quelli che… il calcio.
Prima a … Roccabruna | “Che tempo farà?” | ore 18.00 Palazzo Roccabruna, Via Santa Trinità, 24 Quanto conta l’informazione meteorologica nella scelta delle destinazioni escursionistiche in montagna, quali alternative possono offrire i rifugi in caso di tempo avverso. A questa tavola rotonda, a cura di Accademia d’Impresa (CCIAA di Trento) in collaborazione con Sat e Associazione gestori rifugi del Trentino interverranno: Angelo Iellici – gestore Rifugio La Rezila (Moena), Luca Lombroso – meteorologo e previsore, Gianluca Tognoni – meteorologo, previsore, nivologo – Meteo Trentino.
Incontro | “Uomo e Montagna: Paesaggi in trasformazione” | ore 19.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto,Via Garibaldi, 33 Conversazione a più voci sulle metamorfosi del mondo alpino, e sulla sfida del ritorno consapevole alla montagna. Interventi di Iva Berasi, Alberto Folgheraiter, Geremia Gios, Ugo Morelli, Annibale Salsa. A seguire, breve presentazione degli atti del Convegno Cultura Minoritaria e Toponomastica (Tra le rocce e il cielo 2010).
AL PARCO DEI MESTIERI
Lungo i sentieri dell’armonia | ore 17.00
Racconti sulla montagna a cura di Fausto De Stefani.
INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA
L’ Ufficio Stampa è a disposizione per concordare interviste ai protagonisti del TrentoFilmfestival presso la Sala Stampa (Foyer Auditorium S. Chiara), previa richiesta a Chiara Caliceti (334/6933176).