“Siate voci fuori dal coro”, aforisma di Bertrand Russell

June 21, 2022 Leave a comment

Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. 

Non esiste la verità assoluta. 

Non smettete di pensare.

Siate voci fuori dal coro. 

Siate il peso che inclina il piano. 

Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. 

Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. 

Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata.

Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

Presentazione del libro “Prigionieri del Tempo” di Tino Di Cicco, presso Dopolavoro Ferroviario a Pescara

June 20, 2022 Leave a comment


Tino Di Cicco

PRIGIONIERI DEL TEMPO

io non vorrei scrivere poesie
ma debbo esercitarmi
a capire
perché si nasce
e perché si muore

perché siamo qui
prigionieri del tempo
e tutti facciamo finta
di niente

Come sarebbero diverse le nostre vite […], se fossimo venuti al mondo in un humus dove si potesse ri/conoscere, già dalle nostre cellule più infinitesimali, che il vivere e il morire sono processi intrecciati, simultanei e coterminali, per cui sapremmo di cominciare a morire dal momento in cui nasciamo. Moriamo, insomma, mentre viviamo, ma ciò non sarebbe un dramma nella misura che la coincidenza rientra, letteralmente, nell’ordine più semplice e dato delle cose. E come sarebbe diverso, di conseguenza, il nostro rapporto col tempo, e con la grandiosità, al contempo feroce e sublime, della vita.

(Dalla prefazione di Anthony Molino)

Presentazione del libro PRIGIONIERI DEL TEMPO di Tino DI Cicco a Pescara, presso Dopolavoro Ferroviario, via Vittorio Emanuele 257/A, Pescara – 23 giugno 2022 ore 18:00

“Prigionieri del Tempo” di Tino Di Cicco, Edizioni Mondo Nuovo

June 20, 2022 Leave a comment

Tino Di Cicco

PRIGIONIERI DEL TEMPO

io non vorrei scrivere poesie
ma debbo esercitarmi
a capire
perché si nasce
e perché si muore

perché siamo qui
prigionieri del tempo
e tutti facciamo finta
di niente

Come sarebbero diverse le nostre vite […], se fossimo venuti al mondo in un humus dove si potesse ri/conoscere, già dalle nostre cellule più infinitesimali, che il vivere e il morire sono processi intrecciati, simultanei e coterminali, per cui sapremmo di cominciare a morire dal momento in cui nasciamo. Moriamo, insomma, mentre viviamo, ma ciò non sarebbe un dramma nella misura che la coincidenza rientra, letteralmente, nell’ordine più semplice e dato delle cose. E come sarebbe diverso, di conseguenza, il nostro rapporto col tempo, e con la grandiosità, al contempo feroce e sublime, della vita.

(Dalla prefazione di Anthony Molino)


Tino Di Cicco – Nato a San Vincenzo Valle Roveto (AQ), vive a Pescara. Ha pubblicato i seguenti libri: In principio era il caos (Rebellato, Venezia, 1977); La crisi veniale (Bastogi, Foggia, 1983); Un altro tempo(Vecchio Faggio, Chieti, 1988); Wender Strasse (Tracce, Pescara, 1994); I Castelli del tempo (Tracce, Pescara, 1998); Il tempo pieno e il nulla (Moretti e Vitali, 2006); La volontà docile (Edizioni Feeria, Firenze, 2010); Le stagioni e l’azzurro (Youcanprint, Tricase, 2013); Quasi amore (Ed. Feeria, Firenze, 2014); Senza mentire (Ed. Noubs, Chieti, 2014); Avrei dovuto amare di più (Ed. Mondo Nuovo, Pescara, 2017); Venne poi l’identità (Ed. Mondo Nuovo, Pescara, 2019); La colpa e la primavera (Ed. Mondo Nuovo, Pescara, 2020).

SCHEDA TECNICA

Collana: Liminaria
Formato: 15 x 21
Pagine: 172
Prezzo: € 15,00
ISBN: 9788832115963
Uscita: 24 giugno 2022

“La variante DC. Storia di un partito che non c’è più e di uno che non c’è ancora” di Gianfranco Rotondi, Solferino Libri

June 20, 2022 Leave a comment

Che fine ha fatto la Dc? È davvero scomparsa, superata dagli eventi politici e da nuovi protagonisti, archiviata con la crisi dei partiti tradizionali? Gianfranco Rotondi, che ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana, ne ricostruisce la storia in queste pagine concentrandosi sulla parabola discendente della «Balena bianca» ma anche sulle sue molteplici mutazioni e resurrezioni susseguitesi in trent’anni di vita politica. Ne emerge un racconto appassionato e sinceramente di parte. La testimonianza di un protagonista che ha vissuto la dissoluzione del partito e la racconta senza peli sulla lingua e con una prospettiva privilegiata sulla storia politica italiana nazionale.
Si va dalla morte ufficiale della Dc alla seconda vita dei democristiani fuori dal partito dello scudo crociato, dal centrosinistra al centro-destra, dal Patto Segni al Partito popolare, da Martinazzoli a Buttiglione, dall’Ulivo al Ccd, da Forza Italia alla Balena verde e oltre. Per scoprire che forse la Dc non è mai finita e i suoi eredi non sono solo i nostalgici.

Informazioni

  • AUTORE GIANFRANCO ROTONDI 
  • LINGUA ITALIANO 
  • PAGINE 256 
  • ANNO 2021 
  • ISBN978-88-282-0794-8 
  • COLLANA TRACCE 
  • FORMATO BROSSURA CON ALETTE 
  • PREZZO DI COPERTINA 17 EURO

Vaiolo delle Scimmie, la nuova profezia pandemica

May 21, 2022 Leave a comment

Quanto abbiamo vissuto negli ultimi due anni dovrebbe spingerci a non sottovalutare le “simulazioni” di eventi catastrofici, soprattutto se gli attori sono sempre gli stessi. 

L’era delle pandemie?

Event 201, per esempio, è stata quasi profetica; parliamo della simulazione tenutasi a ottobre 2019 a New York City, tra i cui partner spiccavano gli onnipresenti World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation. Oggetto della simulazione una pandemia virale con “nuovo coronavirus”. Nel giro di pochi mesi l’incubo è diventato realtà, con una tempistica così perfettache gli organizzatori si sono affrettati a sostenere in una nota che “gli input usati nella simulazione non sono simili a nCoV-2019”.

Il futuro pieno di possibili pandemie, è una realtà che ci prospettano a fasi alterne capi di stato e sedicenti filantropi, i quali spingono per trovare nuovi fondi per sviluppare vaccini con cui imbottire la popolazione, mentre la sanità pubblica soffre di carenze sempre più gravi. Mentre facciamo i conti con il fantasma della quarta dose di vaccino anti covid e con la preoccupazione per i casi di epatite nei bambini, arriva un’altra possibile candidata a novella pandemia: il vaiolo delle scimmie.

Il vaiolo delle scimmie

Innanzitutto, cos’è: si tratta di un rara malattia virale che si trova per lo più nei paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale. Negli USA il virus era apparso per la prima volta nel 2003, identificato in persone residenti negli Stati Uniti che si erano ammalate dopo essere state a contatto con cani delle praterie malati.

I sintomi sono febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, linfonodi gonfi, malessere generale, e spossatezza, e nel giro di alcuni giorni dall’insorgenza della febbre, il paziente sviluppa eruzione cutanea pustolosa sul viso o su altre parti del corpo. Come riporta l’ISS, In Africa il vaiolo delle scimmie è fatale in circa il 10% delle persone che contraggono la malattia, mentre la mortalità per il vaiolo umano era di circa il 30% dei casi.

Casi in crescita

In Europa il numero dei nuovi casi è in aumento costante: ne sono stati segnalati 7 in UK, di cui 3 di ritorno da un viaggio in Africa e 4 apparentemente contagiati a Londra senza collegamenti con Paesi dove il virus è endemico. Il Portogallo conferma 5 casi, di cui 20 sospetti, tutti nella regione di Lisbona e della Valle del Tago. In Spagna sono stati rilevati 8 casi sospetti. Anche in Italia sarebbe stato identificato il primo caso, in un uomo tornato dalle Canarie. Secondo quanto si apprende tutti i contagiati finora sono di sesso maschile. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito ha chiesto agli uomini gay e bisessuali di segnalare possibili sintomi, perché i quattro casi più recenti sono stati identificati all’interno di quei gruppi. Il virus, stando a quanto affermato dagli studiosi, potrebbe trasmettersi per via orale durante il contatto diretto o tramite contatto con i liquidi organici di una persona infetta.

E veniamo di nuovo a Bill Gates. A novembre 2021 Gates era tornato sull’argomento “pandemie” durante un importante meeting di Policy Exchange, che è il principale think tank del Regno Unito. In quell’occasione il Presidente della Bill & Melinda Gates Foundation aveva invitato i Governi del mondo a investire su ricerca e sviluppo per prepararsi a eventuali nuove pandemie e a “attacchi” compiuti proprio tramite vaiolo.

Infine, un vaccino contro il vaiolo delle scimmie esiste già, l’FDA lo ha approvato nel 2019. Come si legge sul sito dell’agenzia statunitense, il vaccino contiene una forma modificata del virus Vaccinia chiamato “Modified Vaccinia Ankara” che, si legge sul sito, “non causa malattie negli esseri umani e non è replicante, il che significa che non può riprodursi nelle cellule umane”.

Fonte: ByoBlu

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Eurovision Song Contest 2022, l’arte abuso della politica

Non metto in discussione l’operosità degli addetti ai lavori e il fervore suscitato nel realizzare una manifestazione gioiosa e al tempo stesso emozionante, come il festival Eurovision Song Contest è sempre stato nell’insieme delle sue edizioni. L’evento dir per se è impeccabile dal punto di vista artistico, ma l’idea che una nazione, intendo la Russia, possa essere stata esclusa soltanto perché poco affine al pensiero politico atlantista, per così dire, se non addirittura perché incline al conflitto contro l’Ucraina è un’azione ignobile che collide l’ideologia della cultura, quale simbolo di pace e condivisione tra i popoli, anche e soprattutto per quelli in contrasto tra di loro. I dissidi di gabinetto tra gli Stati non hanno nulla da condividere con le emozioni dell’animo, ragion per cui penalizzare un giovane artista russo solo per un’affinità nazionale è un grave insulto alle leggi dell’uomo, nella consapevolezza che un tale misfatto venga amministrato come atto persecutorio, contro un paese che motiva argomentazioni sensate per muoversi contro un pari avversario, che con l’arte non ha nulla da spartire! Il compromesso della partecipazione affettiva degli artisti russi all’Eurovision Song Contest sarebbe stato sentito come  un primo passo europeo verso una strategia di pace, cui vocifera il presidente Mario Draghi dal ritorno dal suo viaggio in America, non che spunto di riflessione che spinga verso quei termini di resa dalle armi che, malgrado tutto, continuano ad uccidere uomini donne e bambini senza compromessi di razza, odore e colore di popolo. L’arte e la cultura rappresentano simboli inviolabili della nostra coesione con il mondo. La Rai e i vari organizzatori della manifestazione avrebbero dovuto imporre maggiore imposizione dinnanzi alla richiesta di rifiuto obbligato del governo italiano contro giovani artisti russi innocenti. In sintesi l’Italia, o meglio la politica italiana al potere, avrebbe fatto la differenza!

di Marius Creati

Mystic, personale di Riccardo Paternò Castello  presso la Galleria SACCA di Pozzallo

Domani alle ore 18 appuntamento con l’arte contemporanea alla Galleria SACCA di Pozzallo (Ragusa) per l’inaugurazione di MYSTIC, la personale di Riccardo Paternò Castello (Catania 1980, vive e lavora a Milano).

La mostra, a cura e con un testo critico di Giovanni Scucces, focalizza l’attenzione sulle opere più recenti, realizzate fra il 2020 e il 2022, in particolare quelle tratte dalle serie “Pitture nere” e “Tabula rasa”

Due corpus molto diversi fra di loro, sia esteticamente che tecnicamente. Infatti, il primo è il risultato di operazioni eseguite con solventi su supporti in tessuto nero, sbiancati in modo da plasmare diffondendo luce e intervenendo, poi, con dei pigmenti di colore. Egli agisce su una superficie monocroma, decolorandola con bagni e colpi di pennello. E come fosse uno scalpellino, ciò che viene rimosso non può più essere aggiunto, corretto.

Le opere dell’altra serie, invece, sono frutto di un lavoro basato su un disegno che fuoriesce in maniera delicata e appena percettibile dal fondo bianco della tela. Con l’uso di grafite e/o carboncino traccia un disegno labile concentrandosi sugli aspetti principali dell’opera originaria. Poi, come a negare il suo operato, interviene con la gomma e l’acrilico bianco a sfumare, purificare, dissolvere, dando un’aurea di misticità, una sensazione di trasognato che ben si adatta alle rappresentazioni a carattere sacrale qui presentate.

Il fil rouge fra i vari lavori è dato dal legame che l’autore intrattiene con alcune opere e artisti del passato; non un confronto su base tecnica, che risulterebbe poco utile e sterile, ma sulla costruzione formale della composizione.

Le opere di riferimento da cui scaturiscono i suoi lavori sono tratte principalmente dal repertorio rinascimentale e barocco. Le scene vengono distillate di tutti gli “orpelli”, dei significati reconditi e portati all’essenza della rappresentazione. I personaggi, talvolta, perdono le loro caratteristiche fisionomiche pur mantenendo una propria riconoscibilità data dalla posizione o dalla postura assunta. 

I suoi lavori sembrano avere anche un legame recondito con gli affreschi. Le Pitture nere ricordano infatti delle pitture murali erose dallo scorrere dei secoli, seppur prive della stratificazione di stucchi e colori; mentre le Tabula rasa hanno il sapore di uno spolvero intaccato dal tempo su un intonaco bianco. Anche in questo caso, lo spolvero aveva un legame diretto con l’affresco, dato che veniva utilizzato come disegno preparatorio per la sua realizzazione.

Pertanto, attraverso un modus operandi sperimentale, antitetico e contemporaneo, si respirano secoli di storia. Sta a noi riconoscerli e immergerci nei loro meandri, alla scoperta di nuove possibili e più attuali letture.

La mostra potrà essere visitata fino al 30 giugno, dal martedì al sabato, secondo i consueti orari d’apertura o su appuntamento.

Informazioni

SACCA gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 – Pozzallo (RG)

Titolo della mostra: MYSTIC – Riccardo Paternò Castello.

Inaugurazione: 8 maggio 2022 ore 18

Periodo: 8 maggio – 30 giugno 2022

A cura di Giovanni Scucces

Apertura al pubblico: dal mar. al sab. ore 16.30-19.30 / mar. e gio. anche di mattina ore 10-13. Domenica, lunedì e fuori orario su appuntamento.

Contatti: 

web www.sacca.online
social (FacebookInstagramLinkedIn) sacca.online
e-mail info@sacca.online
phone +39 338 1841981 (Giovanni Scucces)Link Evento Facebook (confermaci la tua presenza)

Questa guerra di Putin non è rivolta all’Europa… 

Questa guerra di Vladimir Putin non è rivolta all’Europa… il gioco della nuova guerra in Europa ha trame sottili e ben affusolate, che iniziano con una provocazione velata da parte degli Stati Uniti d’America sotto la presidenza di Barack Obama, lo ricordare il presidente nero sorridente e accomodante… una lusinghiera facciata! Joe Biden tesseva le fila di una guerra in sordina nascosto agli occhi del mondo, ma non a quelli della Nato… diciamo che faceva buon viso e cattivo gioco! Sarebbe stato facile inasprire i cuori degli ucraini piazzando benessere e savoir faire di tipo americano in un paese abituato al rigore! Noi siamo stati svezzati con hamburger e coca cola! Mentre con la scusa di formare false democrazie (pandemia, vaccini, tamponi e green pass sono un esempio) negli anni furono promosse guerre su guerre portatrici di morte e distruzione! Ma fino a quando erano lontane da casa tutto filava liscio… La Nato era contenta di vendere armi al popolo e al governo e un nuovo ideale di vita in Ucraina! Ma il profitto era ciò che contava! Nulla di più! Per i contestatori contrari e i filo-russi nel Donbass se ne occupavano le milizie azov e aidar… tanto i nazionalsocialisti discendenti delle Schutzstaffel SS sono annidati anche nei poteri delle potenze occidentali! Era tutto in famiglia! … Questa guerra di Putin non è rivolta all’Europa… questa guerra è stata progettata contro la Russia, ma il presidente russo l’ha semplicemente anticipata con un’invasione. La guerra ci sarebbe stata ugualmente! Sarebbe stata escogitata dopo l’entrata di Zelens’kyj in Nato… era imminente entro i primi di marzo… ma questo Putin lo ha evitato sventando l’inizio di una guerra tra potenze mondiali! E mentre in Ucraina si combatte per far crollare un complotto occidentale che brama per il controllo globale, nel contesto gli ucraini sono tra l’incudine e il martello, dal lato ovest del mondo si cerca in tutti i modi di trasformare un conflitto per il controllo dei confini degli stati cuscinetto in una guerra che abbia il sentore di terza guerra mondiale! E quel che la Nato sembra aver dimenticato è che la Russia per ben due volte nella storia delle grandi guerre è stata al fianco della salvaguardia dei paesi europei, tra errori misfatti e alleanze, mentre il governo democratico americano ha sempre cercato di frammentarne la forza, la compattezza, l’unione della Grande Europa, cuore del Vecchio Mondo!

Marius Creati

Catherine Spaak, muore la famosa attrice francese

April 18, 2022 Leave a comment

Attrice, cantante e conduttrice: è scomparsa a Roma a 77 anni dopo una lunga malattia. Tra le interpretazioni più note, “Il Sorpasso”, “L’Armata Brancaleone” e “Febbre da cavallo”. In tv lanciò Forum, poi per anni fu il volto di “Harem”, primo talk al femminile

Il mondo dello spettacolo ha perso oggi una delle sue rappresentanti più note ed eclettiche. È morta a 77 anni in una clinica romana Catherine Spaak: malata da tempo, l’attrice, conduttrice, cantante, ballerina e scrittrice è stata colpita da un’emorragia cerebrale. La conferma è stata data dal ministro della Cultura Dario Franceschini: “Apprendo con dolore della scomparsa di Catherine Spaak, artista poliedrica, colta ed elegante che nel nostro Paese ha trovato una casa che l’ha accolta e amata. Mi stringo ai familiari e agli amici in questa triste giornata”.

DAL CINEMA ALLA TV 

La Spaak era nata in Francia, a Boulogne-Billancourt il 3 aprile del 1945 da una famiglia belga. Naturalizzata italiana, qui aveva ha conosciuto la fama negli anni Sessanta e Settanta. Il suo debutto nel cinema italiano ad appena 15 anni, nel film Dolci inganni di Alberto Lattuada. La consacrazione è arrivata con La voglia matta di Luciano Salce e soprattutto con Il sorpasso di Dino Risi. Da non dimenticare la sua partecipazione ad altre pellicole amatissime dagli italiani come L’armata Brancaleone di Mario Monicelli e Febbre da cavallo. Nella musica trovò il successo grazie soprattutto alla cover di Tous les garçons et les filles di Françoise Hardy e L’esercito del surf. Negli Anni 80 trovò spazio anche nel piccolo schermo: fu la prima conduttrice di Forum che guidò per le edizioni del 1985 e 1986 ma soprattutto volto di Haremche, su Raitre, fu il primo vero talk al femminile, quindi alcune partecipazioni in Un posto al sole e Un medico in famiglia e persino una breve partecipazione all’Isola dei famosi 2015 che lasciò dopo poco tempo dall’inizio.

QUATTRO MATRIMONI  

Catherine Spaak riempì le pagine di rotocalchi e settimanali anche grazie alla sua movimentata vita sentimentale. È stata infatti sposata quattro volte. La prima negli anni Sessanta con Fabrizio Capucci, incontrato sul set della pellicola La voglia matta, da cui ebbe una figlia, Sabrina. Più tardi, dal 1972 al 1979, con Johnny Dorelli, da cui ha avuto un altro figlio, Gabriele. Quindi con l’architetto Daniele Rey, dal 1993 al 2010, e tre anni più tardi con Vladimiro Tuselli, che lasciò nel 2020.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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“The Red Hot”, mostra giapponese a Carrara

April 8, 2022 Leave a comment

The Red Dot una grande mostra di arte giapponese a Carrara presso Vôtre Spazi Contemporanei – dal 9 aprile al 26 giugno

Dal 9 aprile al 26 giugno 2022, le sale di Vôtre Spazi Contemporanei presso Palazzo del Medico a Carrara ospitano la mostra The Red Dot, a cura di Nicola Ricci e Federico Giannini, con testo critico di Federico Giannini e patrocinio dell’ambasciata del Giappone in Italia. The Red Dot è una mostra che raduna circa quaranta opere di quindici artisti giapponesi contemporanei. La selezione include opere di scultura e pittura di artisti storicizzati, mid-career ed emergenti, con l’obiettivo di fornire al pubblico una panoramica sulle attuali tendenze dell’arte giapponese. Gli artisti in mostra sono Takako Hirai, Misaki Kawai, Ayumi Kudo, Fumitaka Kudo, Kazumasa Mizokami, Tomoko Nagao, Hidetoshi Nagasawa, Maki Nakamura, Yoshin Ogata, Akiko Saheki, Yuji Sugimoto, Isao Sugiyama, Sisyu, Kenji Takahashi, Kan Yasuda. 

The Red Dot: il rosso richiama il colore dell’Hinomaru, il “disco solare” che campeggia al centro della bandiera del Giappone, mentre dot, letteralmente “punto” in inglese, vuol essere, oltre a un ulteriore richiamo alla forma dell’Hinomaru, anche una sorta di dichiarazione d’intenti. Stabilire dunque un punto fermo, senza pretesa di esaustività, per operare una prima ricognizione, una panoramica a volo d’uccello sull’arte giapponese dei giorni nostri, in un momento storico in cui le produzioni nipponiche cominciano a riaffacciarsi con decisione sul mercato, grazie anche a una nuova generazione di artisti che, lavorando sulla lezione dei grandi maestri (alcuni dei quali presenti in mostra: Kazumasa Mizokami, Maki Nakamura, Hidetoshi Nagasawa, Yoshin Ogata, Kan Yasuda) e assorbendo l’estetica tipica del paese, dànno luogo a risultati oltremodo interessanti.

La mostra di Vôtre vuole gettare uno sguardo sulle produzioni di alcuni importanti artisti giapponesi dei giorni nostri, orientando l’indagine su tre linee: la scultura contemporanea giapponese (in particolare quella in marmo), l’arte legata alla cultura pop del Giappone, e le produzioni di illustratori e artisti più legati alla tradizione. L’obiettivo è quello di far emergere la ricchezza di un panorama che, dagli anni Sessanta-Settanta a oggi, non ha smesso di rinnovarsi, guardando alle produzioni occidentali ma senza mai perdere il legame con la tradizione e giungendo pertanto a risultati di assoluta originalità. 

“In un momento in cui l’arte contemporanea asiatica viene comunemente associata alle produzioni cinesi e coreane, anche nel nostro paese, la scena giapponese rimane in realtà molto vitale”, dichiarano i curatori Ricci e Giannini. “La mostra The Red Dot intende pertanto fornire al pubblico alcuni spunti per cogliere questa vivacità, senza naturalmente porsi l’obiettivo di restituire ai visitatori una veduta completa su ciò che il Giappone delle arti oggi riesce a offrire, dal momento che il panorama è ben più vasto. È stata comunque operata una selezione rappresentativa di alcune delle principali tendenze che, emerse alcuni decenni fa, continuano a informare gli attuali sviluppi dell’arte in Giappone. Da molto tempo non si teneva una mostra sull’arte giapponese con questi obiettivi e di questa portata. Inoltre, un particolare focus, dal momento che la mostra si tiene a Carrara, è stato dedicato alla scultura in marmo, materiale molto apprezzato dagli scultori giapponesi attivi in Italia, che hanno ampliato le possibilità di espressione che il marmo offre”.

The Red Dot è visitabile presso le sale di Vôtre Spazi Contemporanei (Palazzo del Medico, piazza Alberica 5, Carrara) dal lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30, dal 9 aprile al 26 giugno. Inaugurazione aperta a tutti sabato 9 aprile dalle 18 alle 21. La mostra è a ingresso gratuito. Per informazioni telefonare al numero +39 3384417145, inviare una mail all’indirizzo associazionevotre@gmail.com oppure visitare il sito https://www.votrespazicontemporanei.it.

Categories: Vernissages e Mostre