Aleksandr Dugin… in questo frangente fa caldo nel mondo

September 21, 2022 Leave a comment

Siamo entrati nel terzo periodo della storia moderna della Russia: una guerra con l’Occidente, che è riuscita a imporci.

Questo periodo è il più difficile e decisivo, ma non potevamo impedirlo o evitarlo. 

Il prezzo era la resa.

La guerra geopolitica dell’Occidente contro la Russia è in corso, cambiano solo gli stadi: freddo o caldo. In questo momento fa caldo, non c’è posto più caldo.

L’Occidente non ammette la possibilità stessa dell’esistenza di una Russia sovrana, indipendente e autonoma.

Lo stesso vale per la Cina e per altri Paesi che prendono sul serio la propria sovranità.

Dal punto di vista dei globalisti, hanno diritto di esistere solo quegli Stati che sono d’accordo con l’ideologia del liberalismo, con la linea generale degli Stati Uniti e della NATO, con il movimento verso il governo mondiale. Tutti coloro che si oppongono devono essere sconfitti.

Si tratta di un approccio puramente razzista. 

Chiunque la pensi diversamente da noi dovrebbe essere cancellato dalla faccia della terra. Non è una novità per l’Occidente.

La novità è la sua fusione con il liberalismo, con l’agenda LGBT, con il desiderio radicale dell’Occidente moderno e delle sue élite di distruggere tutte le strutture della società tradizionale – la religione, lo Stato, la famiglia, l’etica, l’uomo stesso – fondendolo con una macchina e mettendolo sotto totale sorveglianza, sotto totale controllo. 

Benvenuti in Matrix, nel “nuovo mondo coraggioso”.

La Russia – e soprattutto la Russia sovrana – non rientra affatto in questo contesto. 

Ecco perché l’Occidente sostiene apertamente tutte le organizzazioni terroristiche ed estremiste e gli atti terroristici diretti se sono diretti contro la Russia, contro i russi, contro la stessa civiltà russa e i suoi portatori.

È già impossibile evitarlo e fin dall’inizio non è mai stato evitabile, perché questa è la logica di fondo della storia delle cose: mentre alcune potenze vogliono mantenere il mondo unipolare e la loro egemonia planetaria ad ogni costo, altre si ribellano ad esso e proclamano apertamente un ordine mondiale multipolare. 

Chi vincerà questa guerra determinerà il futuro, se esiste un futuro.

La Russia è già entrata in guerra. 

La Cina, altro potente polo sovrano, sta per entrare.

Non deve quindi sorprendere che la Russia si trovi in un cerchio di fuoco. L’escalation delle ostilità tra gli alleati russi Azerbaigian e Armenia, il conflitto tra altri alleati, Tagikistan e Kirghizistan, la promessa di alcune forze politiche in Georgia di aprire un secondo fronte contro la Russia, l’artificioso riaccendersi del conflitto transnistriano in Moldavia, le crescenti minacce alla Bielorussia e alla politica del suo leader sovrano Alexander Lukashenko e, infine, i tentativi di isolare la regione di Kaliningrad e gli attacchi diretti alle regioni russe – Crimea, oblast’ di Belgorod, Voronezh, Kursk, oblast’ di Rostov, Krasnodar Krai – sono tutti elementi della strategia dell’Anaconda occidentale, consueta per gli Stati Uniti, per strangolare la Russia.

Legittimamente, stiamo cercando una risposta e questo spiega il vero significato dell’ultimo vertice SCO. Abbiamo bisogno di alleati in un mondo multipolare. 

E abbiamo la possibilità di trovarli, ma questa volta fuori dall’Occidente.

In sostanza, siamo nella terza guerra mondiale.

Il dado è tratto e non si può tornare indietro. Chi sta dalla nostra parte viene condannato da quella parte.

Chi cerca di passare dalla parte di un nemico intenzionato a distruggerci, firma la propria condanna.

Sì, non siamo su un piano di parità. L’Occidente collettivo lotta per la sua supremazia planetaria, mentre noi lottiamo solo per essere, solo per la vita, solo per il diritto di essere ciò che siamo. Possono ritirarsi, purché abbiano un posto dove andare. Non possiamo. Siamo con le spalle al muro.

L’Occidente ci sta attaccando sul nostro stesso suolo russo.  E nessuno può contare sul perdono del nemico.

A tutti verrà ricordato tutto.

Non resta che la vittoria. 

Nel nome dei caduti. 

Nel nome dei vivi. 

In nome di coloro che devono ancora vivere e che potrebbero non avere la possibilità di nascere. 

Tutto dipende da noi.

di Aleksandr Dugin 

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Mattia Sorbi, giornalista italiano dimenticato dagli accoliti di Stato

September 16, 2022 Leave a comment
epa10170216 A handout still image taken from video provided by the Russian Defence Ministry press-service shows Italian journalist Mattia Sorbi, who was injured in a mine explosion in the Kherson region, while covering the fighting from the side of the Armed Forces of Ukraine, pictured in hospital in Kherson, Ukraine, 08 September 2022. According to the Russian Defence Ministry information ‘People dressed as military servicemen of the Armed Forces of Ukraine promised to escort reporter Mattia Sorbi by taxi to the line of contact between Ukrainian and Russian troops. While driving along the road, the car with the journalist was blown up by a Ukrainian mine. The taxi driver died on the spot, and Mattia Sorbi was seriously injured. Seeing a civilian car blown up on a mine, Russian servicemen, despite fire from Ukrainian positions, pulled Mattia Sorbi out of the burning car. On the spot, Russian servicemen provided him with first aid, carried him to a safe place and ensured an emergency delivery of the seriously wounded journalist to a medical facility’. EPA/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY PRESS SERVICE/HANDOUT HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

“Le fiamme della morte bruciano sulle ali della libertà mentre l’Icaro Sorbi cade sotto il fragore ardente del Sol Malato!”

Conosciamo ormai l’avventura sinistra del buon Mattia Sorbi, un fiero reporter italiano inviato speciale in Ucraina, spesso e mal volentieri relatore a favore del regime di Kiev, per raccontare spaccati di vita e di morte nella fatidica guerra del Donbass.

Si da il caso che costui, vittima ignara designata, sia rimasto intrappolato in una delle sue tante storie di vita spezzata!

Il buon Mattia, di buon mattino, si reca in territorio ostile – “gli avevan detto che fosse terra sicura” – per pianificare il suo ennesimo servizio di guerra da presentare all’Occidente! Ma nel bel mezzo del nulla, a metà del percorso stradale designato, quella che avrebbe dovuto rappresentare la scorta baliva fino a destinazione lo barcamena in periferia dicendo di proseguire in direzione del vento, verso le nubi oscure dell’incertezza, e se ne va lasciando il prode giornalista e il suo tassista sventurato in balia di una sorte avversa, in realtà già profetizzata. 

Si, perché quel sentiero dissestato era e rimane ancora un percorso minato dai soldati ucraini con svariate mine di provenienza occidentale, gli stessi che in qualche modo lo avevano condotto verso la sua dipartita.

Tutti noi conosciamo i presupposti di un tipico attentato in fervido vecchio stile Old America che evidentemente piace ancora agli occidentali … e non.

Si da proprio il caso che siano stati un manipolo di soldati russi, in realtà un distaccamento di brigata in perlustrazione, a salvar la vita al giovane militante della stampa italiana dalle fiamme ardenti del tradimento, strappando il povero Mattia, tumefatto dalle ustioni e dalle ferite della detonazione, da morte sicura. 

E si da proprio il caso che la Signora in Nero abbia scelto l’autista per fare scempio della notizia, lasciando una dose di verità scomoda in balia dell’onda mediatica, che sicuramente in questi giorni non ha fatto salti di gioia per osannare la salvezza del prode giornalista sacrificato dai poteri alti, il quale sarebbe dovuto perire in sordina per divenire egli stesso falsa notizia di propaganda negativa nei confronti dei russi. 

In barba agli stolti, la Morte ne dispensa l’atto e fa sapere al mondo che un misfatto è stato compiuto! È risaputo che la cerea Nera Mietitrice non accetti il tradimento di buon grado, specie quando la terra pullula di corpi esanimi da lei non pianificati!

Mattia Sorbi è sopravvissuto al suo attentato! I soldati russi lo hanno strappato dal flagello del fuoco che ne avrebbe insabbiato l’omicidio, ordito dallo stesso governo di Kiev e dai suoi mandatari ostili!

Ma la storia non finisce nel silenzio di un letto d’ospedale in attesa di un sentito risveglio! 

Anzi la salvezza dell’Icaro Sorbi diventa preludio dell’anti-storia, quella che nessuno ancora abbia reso nota al mondo e che mi appresto a diffondere!

Mattia Sorbi impastava cera per modellare le sue ali cerose nel sogno di concretizzare la notizia perfetta che lo avrebbe consacrato nelle alte sfere del giornalismo di guerra. Quando i fogli cerei della sua propaganda furono disciolti da una cernita blasfema, quella della sua ora decretata! 

Quel fatidico giorno del 29 agosto le sorti di Sorbi erano state già sentenziate! Lui doveva perire! E di conseguenza diventare l’ennesimo eroe di guerra sacrificato ingiustamente per dare in pasto al mondo l’ennesima notizia di scempio occidentale ed alimentare così il dissenso russo. 

In questi giorni il governo di Kiev cerca di smentire la notizia, facendo sapere che il buon prode giornalista, dissuaso dal personale militare ucraino, decise di varcare volontariamente la soglia del fato, quella linea di contatto di combattimento in luogo non specificato, senza coordinamento a discapito della sua stessa incolumità. Come sono bravi a mettere le pezze quando serve giustificare l’evidenza, senza considerare che il buon Mattia abbia asserito di persona di aver ricevuto la conferma dal famoso personale militare ucraino che il percorso era sicuro! Sta di fatto che se son pezze, sono pezze rattoppate in maniera maldestra e le suture del rattoppo sono così evidenti da evidenziare una pessima manifattura! 

Già… signori e signore avete inteso bene! Mattia Sorbi è stato mandato a morire ingiustamente, la stampa italiana non lo ha difeso e nessun personaggio politico di spicco che abbia speso due parole in sostegno della sua condizione. Dove sono le parole di conforto dei grandi leader politici che avrebbero dovuto fare monologhi in difesa del giornalista italiano attentato in Ucraina, oserei dire non dai russi. Il governo tace, la stampa tace, la politica asserisce il “tacimento”. E nel marasma del silenzio tacito, qualche ora dopo dal fragore della scomoda notizia, il buon vecchio Mario Draghi, alza la cornetta del telefono per chiamare il baldanzoso presidente americano Joe Biden per fagli sapere che in Italia va tutto bene e che il governo italiano, non possiamo parlare del popolo italiano dissente, è ancora al fianco della sua governance belligerante. Sì, perché noi italiani possiamo morire sotto un fuoco amico, per mano di un alleato, e nessuno spenderà due parole in difesa di quella morte!

E quindi vorrei perorare la causa del buon giornalista, dato che in Italia quelli che contavano qualcosa hanno scelto la finzione tacita decretandone la sorte con un indegno silenzio indiscreto. Mattia Sorbi, il giornalista reporter, attentato ingiustamente per scopi iniqui, non avrebbe dovuto subire l’onta del suo sacrificio, l’ennesima cavia italiana immolata da una governance corrotta che fa scempio del nostro nazionalismo, del nostro libero arbitrio, della nostra libertà.

Editoriale di Marius Creati

Elizabeth Alexandra Mary di Windsor, muore Sua Altezza Reale la grande Regina Elisabetta II del Regno Unito

September 14, 2022 Leave a comment

La regina Elisabetta II del Regno Unito è morta giovedì pomeriggio a 96 anni, «serenamente». Lo ha annunciato Buckingham Palace, dopo che stamattina si erano diffuse le prime notizie su un aggravamento delle sue condizioni di salute, che erano state seguite da estese apprensioni. Elisabetta II, che era regina da 70 anni, era nella sua residenza estiva del Castello di Balmoral, in Scozia, ed era stata raggiunta nelle ultime ore dalla famiglia reale. Carlo, primo nella linea di successione, è ora re e assumerà il nome di Carlo III.

I dettagli sui funerali e sull’incoronazione di Carlo non sono ancora stati diffusi, e non ci sono precedenti recenti su cui basarsi, ma il Regno Unito si preparava da tempo a questo evento, per il quale aveva predisposto un complesso e minuzioso protocollo: la cosiddetta “Operazione London Bridge”.

Carlo ha diffuso un comunicato:

«La morte della mia amata madre, sua maestà la regina, è un momento di grande tristezza per me e i membri della mia famiglia. Piangiamo profondamente la dipartita di una sovrana adorata e di una madre molto amata. So che la sua perdita sarà molto sentita nel paese, nel regno e nel Commonwealth, e da tantissime persone nel mondo. In questo periodo di lutto e di cambiamento, la mia famiglia ed io saremo rincuorati e sostenuti dalla consapevolezza del rispetto e del profondo affetto di cui godeva la regina»

La prima ministra Liz Truss ha fatto un discorso di omaggio alla regina, descrivendola come «la roccia su cui è stata costruita la Gran Bretagna moderna», la cui morte è un «enorme shock» per il Paese e il mondo.

Diventata regina nel 1952, Elisabetta II è stata la sovrana più longeva del Regno Unito: aveva fatto in tempo a vedere come primo ministro Winston Churchill, e soltanto martedì aveva incontrato Truss dopo la sua recentissima nomina. In mezzo, di primi ministri ce ne sono stati quattordici. Elisabetta II era probabilmente il capo di stato più riconoscibile al mondo, e la maggior parte delle persone che vive nel Regno Unito e nei paesi del Commonwealth non ha mai conosciuto un tempo in cui non era a capo della monarchia.

Per ore, nel pomeriggio, nel Regno Unito e all’estero si era estesa l’apprensione ed erano arrivati messaggi di vicinanza. Annunci come quello arrivato giovedì erano piuttosto rari, perché intorno alla salute della regina veniva mantenuto solitamente un gran riserbo; l’arrivo di tutti i famigliari più stretti di Elisabetta II aveva poi confermato la gravità della situazione. I conduttori della BBC, che aveva trasmesso una copertura speciale, si erano vestiti di nero, come prevede il protocollo in caso di morte della regina.

La regina era nata col nome di Elizabeth Alexandra Mary della casa reale di Windsor il 21 aprile del 1926 a Londra. Suo padre era diventato re del Regno Unito con il nome Giorgio VI dieci anni dopo: gli era succeduta alla sua morte, venendo incoronata il 6 febbraio del 1952, pochi anni dopo essersi sposata con Philip Mountbatten, poi principe Filippo, morto l’anno scorso. Carlo, il loro primogenito ed erede al trono, era nato nel 1948.

Durante il suo lungo regno ebbe a che fare con gli avvenimenti più importanti del Novecento, vide passare sedici primi ministri e nonostante diverse crisi si guadagnò una grande popolarità nel Regno Unito e all’estero, alimentata di recente dal fatto che, ultranovantenne, continuò a presenziare alle cerimonie e agli eventi più importanti, pur riducendo le apparizioni in pubblico, specialmente dopo la pandemia. Pochi mesi fa aveva festeggiato il cosiddetto Platinum Jubilee (il giubileo di platino), ovvero i 70 anni di regno.

In un messaggio di cordoglio pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri italiana, Mario Draghi ha definito Elisabetta II «protagonista assoluta della storia mondiale degli ultimi settant’anni» e una sovrana che «ha raccolto rispetto, affetto, simpatia ovunque nel mondo». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha inviato al nuovo re del Regno Unito «le più sentite condoglianze della Repubblica Italiana e mie personali» e ha detto che di Elisabetta verranno ricordate «l’autorevole saggezza e l’altissimo senso di responsabilità, espresso soprattutto nella generosità di spirito con la quale la Sovrana ha consacrato la sua lunga vita al servizio dei cittadini britannici e della più ampia famiglia del Commonwealth».

Fonte: Il Post

“Due Maestri Incisori”, mostra al Museo delle Arti – Castello De Sterlich-Aliprandi di Nocciano

August 31, 2022 Leave a comment

Se il ”Vate” Gabriele d’ Annunzio aveva percorso con i versi ” Pastori d’Abruzzo” gli antichi tratturi degli usi e della cultura della transumanza fino al mare, Vittorio Manno e Antonio Rizzelli, artisti di lunga esperienza che hanno contribuito a portare la Grafica di via Sette Dolori nel mondo, ne hanno riattivato un altro dalla Murgia agli ” Abruzzi” , come ripete un toponimo in disuso del passato. Il punto d’incontro è il castello museo delle Arti di Nocciano ( Pescara) dove i due artisti salentini, ma da mezzo secolo buono nella Città dei Sassi, esporranno dal 4 al 30 settembre. Il tema della mostra ”Due maestri incisori” è incentrato sulla loro storia artistica, fatta di creatività, pazienza, dedizione, ricerca e tanta voglia di confrontarsi nel laboratorio di via Sette Dolori, dove la scuola ospita periodicamente giovani e artisti da mezzo mondo. Grafica in movimento, transumante, e con tanti segni in comune tra territori che dalla dorsale adriatica, toccano e si soffermano su tre ”M” dai monti alla Murgia al mare…

a cura di Anthony Molino

dal 4 al 3 0 Settembre 2022 | Castello De Sterlich / Museo delle Arti di Nocciano (Pe) 

Istituzione Castello e Museo delle Arti di Nocciano -Nocciano (Pe) www.castellonocciano.it/

Mario Draghi, passaggi di testimone agli accoliti di palazzo

August 26, 2022 Leave a comment

😂 … La mia risata satirica non è predisposta per l’editoriale di Cancellato, direi redatto in maniera impeccabile, piuttosto vale quale screzio al discorso di Mario Draghi che, pur continuando a stendere il bucato simbolico di un euro atlantismo di stampo americano, mette in rassegna stampa la nuova politica distruttiva fagocitante della quale Letta e Meloni sembrano coprire il ruolo di turiferari. La mia non vuole solo essere una politica del dissenso, piuttosto un’avvisaglia coriacea e risolutiva verso coloro i quali sembrano aver barcamenato il lume della ragione verso lidi arenili in cui è impossibile trovare un raffronto razionale. Non vorrei che, turiferanti a destra e a manca, lo Stato d’Italia alla fine debba imbattersi in quella che definirei “accolitato di poltrone”, i cui accoliti di palazzo tenderanno una mano verso l’alto in attesa di ricevere il boccone raffermo da conservare nei propri sacchetti, mentre con l’altra saranno accondiscese le peggiori vicissitudini politiche della storia italiana…

Marius Creati, candidato al Senato della Repubblica Politiche 2022

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Mario Draghi, standing ovation specchio per le allodole

August 24, 2022 Leave a comment

STANDING OVATION AL MEETING DI RIMINI… SPECCHIO PER LE ALLODOLE… IL DISSENSO ITALIANO È PIÙ FORTE DELL’OMERTÀ 

Mario Draghi presenzia a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione… In realtà dobbiamo considerare che il gran numero di persone presenti nella sala – bisogna vedere se codesti erano tutti italiani oppure se sussistevano presenze straniere, sicuramente esponenti di alta finanza, alta industria e politicanti vari – corrisponde effettivamente ad un numero esiguo di partecipanti, i quali hanno gremito la sala del convegno piuttosto compressa rispetto ad un’ampia platea arenale, in comparazione al volume immenso delle masse che rappresentano il popolo italiano. La standing ovation é uno specchio per le allodole, per dare adito a qualcosa che effettivamente non esiste poiché la stragrande maggioranza della popolazione italiana non corrisponde gli ideali e presupposti di Mario Draghi. Tutt’altro! Il pericolo si insidia laddove una categoria prettamente abbiente scelga la politica dello sterminio per salvaguardare i propri interessi economici piuttosto che salvaguardare lo spirito del nazionalismo italiano e, ragion per cui, dei suoi abitanti.

Marius Creati

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Aleksandr Dugin, commemorazione per la morte della figlia Darya Dugina

August 24, 2022 Leave a comment

«Come tutti sapete, a seguito dell’attacco terroristico compiuto dal regime nazista ucraino, il 20 agosto, al ritorno dal festival Tradizione vicino a Mosca, mia figlia Daria Dugina è stata brutalmente uccisa davanti ai miei occhi da un’esplosione. Era una bella ragazza ortodossa, patriota, inviata di guerra, filosofa. I suoi discorsi e reportage sono sempre stati profondi, fondati e misurati. Non ha mai invocato la violenza e la guerra.
Era una stella nascente all’inizio del suo percorso. I nemici della Russia l’hanno uccisa vilmente, di nascosto…
Ma la nostra gente non può essere spezzata nemmeno con colpi così insopportabili. Volevano reprimere la nostra volontà con un terrore sanguinoso contro i migliori e i più vulnerabili di noi. Ma non raggiungeranno il loro obiettivo.
I nostri cuori non bramano solo la vendetta o il castigo, è troppo meschino, non da russi. Abbiamo solo bisogno della nostra Vittoria. Mia figlia ha messo la sua vita da giovane ragazza sul suo altare. Quindi vincete, per favore!
Volevamo crescerla intelligente ed eroina.
Che possa anche ora ispirare i figli della nostra patria a compiere gesta eroiche

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RUSSIA: ITALIANI AMICI DELLA RUSSIA, ‘SOLIDARIETÀ A DUGIN, DA OCCIDENTE SILENZIO

August 22, 2022 Leave a comment

RUSSIA: ITALIANI AMICI DELLA RUSSIA, ‘SOLIDARIETÀ A DUGIN, DA OCCIDENTE SILENZIO

ASSORDANTÈ = Pescara, 22 ago. (Adnkronos) – L’Associazione degli Italiani amici della Russia esprime «tutta la propria solidarietà al filosofo Alexandr Dugin per il vile attentato subito che gli ha sottratto, per sempre, l’amata figlia Darya». «Tale atto terroristico – dice il presidente dell’associazione, Lorenzo Valloreja, di Pescara – è ancor più grave di quel che sembra perché mirava all’eliminazione fisica dello stesso professore russo ritenuto uno degli ispiratori del putinismo. In altri termini, in certi ambienti, si è iniziato a pianificare non solo l’emarginazione della cultura russa ma anche l’uccisione di coloro i quali hanno idee difformi rispetto al pensiero unico globalista». «Tutto ciò – viene aggiunto – è deprecabile perché siamo nel pieno di una guerra e la comunità internazionale di tutto ha bisogno tranne che di atti terroristici che alimentino lo scontro. E altresì deplorevole il silenzio assordante da parte di tutte le Cancellerie occidentali che in altre occasioni e verso soggetti di diverso orientamento politico avrebbero certamente sollevato polveroni mediatici di dimensioni galattiche, mentre, in questo caso, sembra che le vite umane non abbiano lo stesso valore». (Ser/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 22-AGO-22 19:49

Darya Dugina, morte inutile di una giovane politica russa

August 22, 2022 Leave a comment

Sono profondamente rattristato per la morte violenta di questa giovane donna russa, barbaramente uccisa solo per perseguire le sue ideologie. I responsabili dell’attentato dovrebbero essere condannati secondo la pena giudiziaria più severa che vige nel paese, tenendo conto dell’aggravante della situazione conflittuale tra le due nazioni. La sua morte non ha certo aiutato i suoi mandanti ad ottenere vantaggi strategici o diplomatici. Tutt’altro è l’intento! La sua morte è solo un aspetto deteriorante di una strategia strampalata e grottesca. R.I.P. Darya Dugina!

Marius Creati

Piero Angela, muore il giornalista inventore di Quark

August 16, 2022 Leave a comment

È morto Piero Angela: addio all’inventore di Quark che ha insegnato la scienza agli italiani

Era nato a Torino il 22 dicembre 1928. La serie Quark a cui ha legato il suo nome è cominciata nel 1981

Piero Angela è morto. Il giornalista e divulgatore scientifico noto per i suoi programmi sulla Rai aveva 93 anni. Ad annunciarlo con un breve post su Facebook il figlio Alberto: «Buon viaggio, papà». Era nato a Torino il 22 dicembre 1928. La serie Quark a cui ha legato il suo nome è cominciata nel 1981. È stato anche inviato e conduttore del telegiornale della Rai. Angela era anche un musicista (suonava il pianoforte) e un estimatore del jazz. La storica prima sigla di Quark è una rivisitazione dell’Aria sulla 4a Corda (dalla suite n° 3 in re maggiore) di Johann Sebastian Bach nella versione eseguita dal gruppo The Swingle Singers e pubblicata nel loro album d’esordio del 1963 Jazz Sébastien Bach. La Camera ardente sarà allestita il 16 agosto dalle 11.30 in Campidoglio, a Roma. Nelle ore successive ci sarà un funerale laico.

Innovazione e tradizione

La prima idea di Quark in Rai era innovativa. L’ispirazione veniva dai documentari della Bbc mentre l’uso dei cartoni animati di Bruno Bozzetto per spiegare i concetti era piuttosto nuova all’epoca. Dal programma-base nacquero diversi spin-off tra cui gli speciali su Economia ed Europa. Nel 1986 e nel 1987 Angela ha condotto due serate sul clima da Torino sulla Rai. Nel 1995 è nato SuperQuark mentre dal 2000 lui e il figlio Alberto sono autori di Ulisse, programma a puntate sulle scoperte storiche e scientifiche. Dal 2001 al 2006 ha diretto il mensile Quark, poi chiuso per mancanza di fondi. È stato autore di oltre trenta libri che complessivamente hanno venduto tre milioni di copie. Nel 2000 fu citato in tribunale per diffamazione da due associazioni omeopatiche sia nel civile che nel penale. L’accusa partiva da una puntata di SuperQuark dell’11 luglio 2000 in cui spiegava che la medicina omeopatica non aveva fondamento scientifico. Difeso da Giulia Bongiorno e Franco Coppi, fu assolto nel penale e vinse al civile. Il giudice gli diede ragione non riconoscendo la scientificità della disciplina.

L’addio al pubblico

Nei giorni scorsi Angela ha voluto lasciare al sito Internet del suo programma SuperQuark l’ultimo messaggio di saluto ai telespettatori

“Cari amici mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia. 

È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”.

Fonte: Open

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