Stan Lee, muore il leggendario fumettista Marvel

November 13, 2018 Leave a comment

Stan-Lee

Stan Lee, leggendario scrittore e fumettista della Marvel, si è spento all’età di 95 anni. A svelare la triste notizia è sua figlia, J.C. Lee, secondo cui il nostro sarebbe stato portato d’urgenza all’ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles nel corso della mattinata, morendo poco dopo.

Figlio di immigrati ebrei, a soli 17 anni Stan divenne il più giovane editor presso la Timely Comics, azienda che poi sarebbe diventata successivamente la Marvel. La grande rivoluzione portata dall’autore in campo arrivò però all’inizio degli anni ’60, quando in risposta alla Justice League della DC, il nostro creò, assieme a Jack Kirby, i Fantastici 4, a cui seguiranno poi altri supereroi destinati a entrare nella cultura pop, e pensiamo a Spider-ManHulk, Doctor StrangeDaredevilIron ManThor e gli X-Men.

Molto amati, chiaramente, sono anche i suoi camei nei cinecomic Marvel, ormai diventati un imprescindibile appuntamento per tutti i fan dell’UCM, e basti citare ad esempio la sua partecipazione a Guardiani della Galassia Vol. 2, la quale ha dato via a numerose speculazioni secondo cui il nostro interpreti in verità Uatu l’Osservatore, personaggio creato da lui medesimo nel 1966.

Tra le tante commemorazioni nei confronti di Stan Lee, grande fumettista scomparso ieri all’età di 95 anni, non poteva certamente mancare quella della Walt Disney e della Marvel, che hanno ricordato l’autore sul sito ufficiale della Casa delle Idee.

«Oggi, la Marvel Comics e la Walt Disney si prendono una pausa per riflettere con grande tristezza sul trapasso di Stan Lee, Presidente Emerito della Marvel. Con un peso sul cuore, esprimiamo le nostre più profonde condoglianze a sua figlia e suo fratello, e onoriamo e ricordiamo il creatore, la voce e il campione della Marvel. “Stan Lee era tanto straordinario quanto i personaggi che ha creato. Un supereroe egli stesso per i fan Marvel di tutto il mondo, Stan aveva il potere d’ispirare, di intrattenere e di unire. La portata della sua immaginazione era superata solo dalle dimensioni del suo cuore”, ha detto Bob Iger, Presidente e Ceo della Walt Disney Company. […] Come redattore capo della Marvel, Stan “The Man” Lee ha reso la sua voce la voce stessa delle storie. Scrivendo praticamente ogni titolo Marvel e lavorando con altri luminari come Jack Kirby, Steve Ditko, Don Heck, Gene Colan e John Romita, Stan ha iniziato a costruire un universo di continuità interconnessa, uno in cui i fan sentivano di poter incontrare un supereroe all’angolo della strada. Una ricca collezione di personaggi è cresciuta dal suo lavoro ininterrotto, tra cui i Fantastici Quattro, Spider-Man, Thor; Iron Man, Hulk, gli X-Men e anche di più. Oggi, sarebbe quasi impossibile trovare un angolo dell’Universo Marvel non segnato dalla mano di Stan. […] La Marvel e tutta la Walt Disney Company rendono onore alla vita e alla carriera di Stan Lee offrendo la loro eterna gratitudine per i suoi impareggiabili traguardi. Ogni volta che aprirete un fumetto della Marvel, Stan sarà lì».

Qui invece le parole di Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios: «Nessuno più di Stan Lee ha avuto un impatto maggiore sulla mia carriera e su tutto ciò che facciamo ai Marvel Studios. Stan si lascia dietro una straordinaria eredità che sopravviverà a tutti noi. I nostri pensieri vanno a sua figlia, alla sua famiglia e ai suoi milioni di fan. Grazie Stan. Excelsior!».

Fonte: Best Movie

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Antartide, iceberg gigante fotografato dalla Nasa

October 31, 2018 Leave a comment

Antartide un iceberg rettangolare

E’ un fenomeno naturale, fotografato dalla Nasa

Con la sua forma perfettamente rettangolare, sembrerebbe tagliato dall’uomo, e invece è stata la natura a modellare l’iceberg gigante che in Antartide  si è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C, fotografato dalla Nasa nell’ambito di Icebridge, la più vasta missione di ricognizione aerea dei poli mai fatta.

Gli angoli appuntiti e la superficie completamente livellata di questo iceberg indicano che probabilmente è stato ‘partorito’ dalla calotta stessa. Solo il 10% della sua grandezza esce dall’acqua, e la massa sott’acqua sembra avere una forma simile a quella che si vede in superficie. Con la missione IceBridge la Nasa vuole raccogliere immagini tridimensionali dall’Artico e Antartide come mai fatto prima.

I voli offriranno, ogni anno, uno sguardo sui rapidi cambiamenti dei ghiacci di Groenlandia e Antartide, aiutando a completare i dati raccolti con il satellite della Nasa IceSat nel 2003 e 2010, e ICESat-2, programmato per il 2018. I voli di IceBridge si faranno da marzo a maggio in Groenlandia e da ottobre a novembre in Antartide.

Fonte: Ansa

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Gilberto Benetton, muore la mente finanziaria di Benetton Group

October 23, 2018 Leave a comment
Gilberto Benetton
AVEVA 77 ANNI Addio a Gilberto Benetton, co-fondatore del gruppo

A tre mesi dalla scomparsa del fratello Carlo, se ne va la mente finanziaria del gruppo di Ponzano Veneto, Gilberto Benetton.

Nato a Treviso nel 1941, aveva lottato a lungo con la malattia e negli ultimi mesi, dicono fonti vicino alla famiglia, era rimasto fortemente scosso dalla morte improvvisa del fratello minore, stroncato in pochi mesi da un tumore, e dalla tragedia del ponte Morandi, sul quale lui – unico della famiglia veneta nel cda di Atlantia (che controlla Autostrade per l’Italia) – aveva rotto il silenzio parlando al Corriere della Sera a 24 giorni dal crollo.

Definito come una persona schiva, riservata, pragmatica, come lo sono spesso gli imprenditori veneti, e con un tenore di vita al di sotto delle proprie possibilità, Gilberto Benetton nel 1965, insieme ai fratelli Luciano (che ha da poco ripreso le redini dell’azienda), Giuliana e Carlo, aveva dato avvio all’attività di Benetton Group, ma è stato lui successivamente il regista della diversificazione del business di famiglia portata avanti negli ultimi 20 anni nei settori delle infrastrutture, della ristorazione, dell’immobiliare e della finanza.

Insieme al suo braccio destro, il fidato Gianni Mion, ha posto le basi per la creazione di una holding di partecipazioni molto articolata, Edizioni (di cui Gilberto era vicepresidente), che conta oggi circa 100mila addetti, divisi tra Autogrill, Aeroporti di Roma, Cellnex (attiva nel settore delle torri per le telecomunicazioni) e la stessa Benetton.

Un impero che si è espanso nel tempo, fino all’acquisizione tramite Atlantia – completata recentemente – della spagnola Abertis, con il fine di dare vita al più grande gruppo delle infrastrutture in Europa.

Con l’idea di dover un giorno passare il testimone, per gestire la cassaforte di famiglia negli ultimi anni Gilberto Benetton si è attorniato di alcuni manager, nominando Marco Patuano ad amministratore delegato e Fabio Cerchiai a presidente di Edizione e da mesi aveva diradato la sua presenza nei consigli di amministrazione.

«La sua lucida percezione del mondo e la sua capacità di cogliere e prevedere le evoluzioni economiche e sociali – dichiarano in una nota ufficiale Cerchiai e Patuano – hanno stimolato e indirizzato le più importanti scelte strategiche di Edizione. Non mancherà soltanto il grande imprenditore, ma resterà il vuoto di una persona con rare doti umane e con una innata capacità di restare ancorato alla concretezza della vita guardando lontano. Il suo stile riservato e rigoroso e il suo equilibrio resteranno sempre impressi nella nostra vita personale e professionale».

Cavaliere del Lavoro dal 2002, Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore dal 2011, Stella d’oro al Merito Sportivo dal 2013, Gilberto Benetton secondo Forbes era il 12esimo uomo più ricco d’Italia (2 miliardi di dollari) e il 736esimo al mondo.

Dal 2012 ha fatto parte dell’Italia Basket Hall of Fame in qualità di benemerito, in virtù della sua esperienza nel mondo cestistico con la Benetton Pallacanestro Treviso.

Fonte: Fashion Magazine

“Lost in a Fragile Myth”, personale di Ray Caesar al Dorothy Circus Gallery di Roma

October 22, 2018 Leave a comment

Lost in a Fragile Myth

By Ray Caesar 

Solo Show

Rome, October 20th – November 20th 2018

Private Preview, October 20th from 16.30 to 18.30

Public Opening, October 20th from 18.30 to 21.00

“My works are like the map of a Villa over the sea made of rooms that, in turn, give birth to even more rooms, and so on forever.” (Ray Caesar)

The new exhibition season at Dorothy Circus Gallery starts on 20th October 2018, with the show Lost in a Fragile Myth, an aesthetic and emotional encounter with the work of the artist Ray Caesar, renowned as the king of digital art avantgardes.

Four years after the success of The Trouble with Angels, Ray Caesar returns to Rome with Lost in a Fragile Myth, a brand new and exclusive solo show composed of new masterpieces in unique edition and small-run limited editions, accompanied by rare editions now sold out for some time.

The master Caesar, as a landlord in his own imaginary of the inconnu – always enriched of surprises and broaden on an intimate language – accompanies us once again through the chambers of his imagination, travelling with us across rooms decorated with caustic torments and sublime memories that crystallise in a time and place of our Soul.

In this new journey, the essence of the purest digital creativity is entwined with mythologies and contemporary symbolism, in a Provocative Surrealism where once again femininity and childhood take over – ancestral themes the artist has always identified himself with.

Caesar’s gaze opens widely on the psyche, focusing on images capable of representing the most controversial human dynamics through an unforgettable aesthetic, which involves the viewer in a waltz of soft and voluptuous aerial images defined by a dense and stratified decoration born from his greatest knowledge of 3D elaboration tools.

Motionless landscapes, rarefied atmospheres and evanescent joyful moments carry on the mysterious tale that binds Caesar’s creatures to each other, celebrating the cult of beauty through the whimsical lightness of Rococo, the sophisticated harmony of Art Deco, and the dreamlike hyper-modernity of Vanity.

With the new series of artworks in Lost in A Fragile Myth, the Artist confirms his interpretation of fragility as a healing force, in which sensuality and candour disguise with white Chemises and refined fabrics and intriguingly whispering their soft-spoken secretive language.

Lost in a Fragile Myth brings us in a Magical Time beyond this world, where the Artist, as the Landlord of Fantasy, invites us to participate in parties, games, luncheons on the grass and masked balls, with the company of his favourite artists Lancret, Fragonard, Boucher, leaving us submerged in a whirlwind of grandeur and echoes of the history of Art.

“I miei quadri sono come la mappa di una Villa sul mare composta da stanze che, a loro volta, danno origine ad ancor più stanze, e così all’infinito.” (Ray Caesar)

La nuova stagione espositiva della Dorothy Circus Gallery si aprirà il prossimo 20 Ottobre con la mostra Lost in a Fragile Myth, un incontro estetico ed emozionale con il lavoro dell’artista Ray Caesar, considerato il re delle avanguardie d’arte digitale.

Quattro anni dopo il successo di The Trouble with Angels, Ray Caesar torna a Roma con Lost in a Fragile Myth, un’inedita ed esclusiva personale che si compone di nuovi capolavori in edizione unica e in tiratura, accompagnati da rare edizioni ormai sold out da tempo.

L’abile Caesar, padrone di un prezioso immaginario dell’inconnu, sempre ricco di sorprese e dilatato su un linguaggio intimo, ci accompagna ancora una volta attraverso le camere della sua fantasia, percorrendo con noi stanze decorate da pungenti tormenti e sublimi ricordi che si cristallizzano in un tempo e luogo dell’Anima.

In questo nuovo viaggio l’essenza della più pura fantasia digitale si fonde tra mitologie e simbolismi contemporanei, in un Surrealismo Provocatorio di cui sono ancora una volta padroni femminilità e infanzia, temi ancestrali con cui l’artista si è da sempre identificato.

Lo sguardo di Caesar si apre sulla psiche, focalizzando immagini capaci di rappresentare le più controverse dinamiche umane attraverso un’estetica indimenticabile che coinvolge il visitatore in un valzer di immagini aeree, soffici e voluttuose, definite da una decorazione fitta e stratificata resa dalla più alta conoscenza degli strumenti di elaborazione 3D.

Paesaggi immobili, atmosfere rarefatte e gioie evanescenti proseguono il racconto misterioso che lega l’un l’altra le creature di Caesar, celebrando il culto della bellezza attraverso la capricciosa leggerezza del Rococò così come la sofisticata armonia dell’Art Deco, fino all’onirica iper-moderna Vanità.

Con la nuova serie di opere Lost in A Fragile Myth, l’Artista conferma la sua interpretazione della fragilità come forza generatrice in cui sensualità e candore si mascherano con bianche Chemise e raffinati tessuti, sussurrando complici il loro dolce linguaggio segreto.

Lost in a Fragile Myth ci porta in un Tempo Magico che si trova al di fuori di questo mondo, dove l’Artista, quale Landlord della Fantasia, ci invita a partecipare a feste, giochi, colazioni sull’erba e balli in maschera, in compagnia dei suoi artisti preferiti Lancret, Fragonard, Boucher, lasciandoci immersi in un turbine di suggestioni e rimandi alla storia dell’Arte.

Klimt e Schiele. Eros e Psiche, 22-23-24 ottobre 2018 al cinema

October 22, 2018 Leave a comment

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In occasione delle celebrazioni dedicate agli artisti simbolo della Secessione viennese
ARRIVA IN ANTEPRIMA NEI CINEMA ITALIANI KLIMT & SCHIELE. EROS E PSICHE IL FILM EVENTO SU SCANDALI, SOGNI E OSSESSIONI DELLA VIENNA DELL’EPOCA D’ORO

Con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Richelmy
Solo il 22, 23 e 24 ottobre (elenco sale su nexodigital.it)

In anteprima nelle sale italiane solo il 22, 23 e 24 ottobre (elenco sale su nexodigital.it), un viaggio nella Vienna di Klimt e Schiele attraverso le opere dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches, del Leopold, del Freud e del Wien Museum.

1918. Mentre i boati della prima guerra mondiale si vanno spegnendo, a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa, un’epoca dorata è ormai al tramonto. L’impero austro-ungarico comincia a disgregarsi. È il 31 ottobre. Quella notte, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime causate dall’influenza spagnola. Se ne va guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni. Solo pochi mesi prima, il salone principale del palazzo della Secessione si era aperto alle sue opere: 19 oli e 29 disegni. La sua unica mostra di successo, celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell’uomo. Qualche mese prima era morto il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall’inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell’arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione viennese. Oggi i suoi capolavori attirano visitatori da tutto il mondo o diventano star al cinema in film come Woman in Gold, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent’anni dopo, le opere di questi artisti visionari – tra Jugendstil ed espressionismo- tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca, insieme a quelle del designer e pittore Koloman Moser e dell’architetto Otto Wagner, morti in quello stesso 1918 nella stessa Vienna.

Caravaggio, Lectio Magistralis itinerante di Mimmo Centonze a Milano

October 18, 2018 Leave a comment
Caravaggio, Lectio Magistralis itinerante di Mimmo Centonze
Venerdì 19 ottobre 2018 ore 19:30
ASTRID – Associazione Studi e Ricerca Demetra
Via Alzaia Naviglio Grande, 150 | Milano
(Ingresso libero – Aperitivo)

Dopo il successo di pubblico e il grande entusiasmo raccolto finora nelle precedenti tappe, la Lectio Magistralis itinerante di Mimmo Centonze su Caravaggio arriva anche a Milano, venerdì 19 ottobre 2018 alle ore 19:30 negli spazi di ASTRID, l’Associazione Studi e Ricerca Demetra, all’interno della Cascina San Cristoforo, in via Alzaia Naviglio Grande 150.

La conferenza di venerdì 19 ottobre a Milano segue di qualche giorno l’incontro organizzato dal Vaticano ieri a Roma per cercare di ritrovare, dopo quasi 50 anni dal suo furto, la “Natività” di Caravaggio trafugata dalla Mafia nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969, considerato “il quadro più ricercato al mondo”. Rimasto un mistero irrisolto, il quadro è stato inserito nella lista dei 10 capolavori d’arte più ricercati dalle polizie di tutto il mondo, indagano perfino FBI e Scotland Yard.

“Abbiamo deciso senza esitazione di sostenere questo importante appuntamento su Caravaggio a Milano – racconta l’imprenditore di Matera Aldo De Paloperché conosciamo da anni la maniera avvincente con la quale Mimmo Centonze promuove l’arte e la cultura. Siamo convinti che conquisterà anche il pubblico di Milano e aspettiamo con ansia i prossimi progetti artistici che ha già in serbo per la nostra città, nel pieno di Matera Capitale Europea della Cultura 2019“.

A circa 60 anni dalla riscoperta avvenuta proprio a Milano ad opera dello storico dell’arte Roberto Longhi, dopo un interminabile oblio durato più di 300 anni, Caravaggio è diventato l’artista più importante e attuale, alla stregua di Giotto, anche più di Michelangelo.

Ma a causa della sua condotta turbolenta, delle sue opere oltraggiose, non in linea con gli ideali ed il gusto del suo tempo, lo storico dell’arte del ‘600 Bellori prima e la Chiesa poi, lo condannarono ad una lunga damnatio memoriae.

La conseguenza fu che per tre secoli Caravaggio fu eliminato dalla storia dell’arte.

“Spesso nei guai con la legge e varie volte incarcerato per i continui litigi e risse, sempre pronto a scattare a qualsiasi provocazione – afferma Mimmo Centonze – assomiglia più a Tommy DeVito, il personaggio interpretato da Joe Pesci nel film “Quei Bravi ragazzi” di Martin Scorsese“.

È documentata la sua frequentazione sia di diverse prostitute, alcune ritratte anche nelle sue opere, sia di ragazzi con cui pare intrattenesse rapporti sentimentali, modelli anch’essi di alcuni dei suoi dipinti più noti.

Fin dalle sue prime opere Caravaggio dipinse la realtà come nessun’altro prima di lui, preferendo rappresentare temi negativi e mai addolciti o idealizzati come: la malattia (il pallido “Bacchino malato” 1593-1594), foglie rinsecchite e mele bacate (“Fanciullo con canestro di frutta” 1593-1594 e “Canestro di frutta” 1596), situazioni illegali e da furfanti (i due personaggi che imbrogliano a carte ne “I bari” 1594).

Poi con il “Ragazzo morso da un ramarro” (1595-1596) inventa la fotografia moderna, quando dipinge lo scatto del movimento della mano, la smorfia di dolore su tutto il viso e la spalla contorta, anticipando la poetica che ha caratterizzato il fotografo dei primi del ‘900 Cartier Bresson.

In questa fase la realtà vista dagli occhi di Caravaggio supera i limiti della finzione, della posa, con una forza travolgente mai vista prima di lui.

Poi arriva una nuova visione, il cogliere l’ attimo decisivo di una situazione come nella “Vocazione di San Matteo” (1599-1600) o nella “Conversione di Saulo” (1600-1601).

Nel 1604 la Chiesa gli commissiona la “Morte della vergine”, ma lui prende come modella una prostituta appena morta nel Tevere, con il viso e la pancia gonfi per l’annegamento. L’opera viene rifiutata.

Poco prima dell’uccisione di Ranuccio Tomassoni, avvenimento che segnerà definitivamente gli ultimi anni dell’artista passati come fuggitivo, termina la “Madonna di Loreto” (1604-1606) rendendo la figura di Maria finalmente – ma anche troppo – accessibile, non celeste ed eterea ma presa dalla strada, proprio come i giovani rappresentati nelle opere giovanili.

Dipinge poi un Cristo preso dagli uomini, rendendolo imperfetto, nel “Cristo alla colonna” (1606-1607) mostrandolo in un attimo di paura in cui cerca quasi disperato, allontanandosi e torcendosi sulla colonna, di sfuggire a due uomini animaleschi e spietati, come anche nella “Flagellazione di Cristo” di Capodimonte (1607-1608).

Dopo l’omicidio di Tomassoni fu condannato alla decapitazione, che poteva essere eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per strada.

Non gli resta che scappare e, in questa continua ansia di essere afferrato, gli tocca dipingere, su commissione o per scelta, teste mozzate: “Decollazione di San Giovanni Battista” (1608), “Davide con la testa di Golia” del 1610, anno della sua morte a Porto Ercole dove arrivò provato, affaticato e malato di febbre alta, quindi inutilmente curato in un sanatorio.

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“Grande Maternità” di Antonietta Raphaël presso la Galleria Nazionale di Cosenza

October 16, 2018 Leave a comment

- Grande Maternità

Il patrimonio della Galleria Nazionale di Cosenza si arricchisce della scultura Grande Maternità di Antonietta Raphaël (Vilnius 1895 – Roma 1975). L’opera giunge nelle collezioni del museo per volontà del donante, Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, con decisione condivisa da Giulia Mafai, figlia dell’artista; a conclusione di un delicato intervento di restauro sarà esposta da sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18.00, accanto alle sculture di Giorgio de Chirico, Emilio Greco, Pietro Consagra, Mimmo Rotella completando, nella sala dedicata, il nucleo donato dalla Famiglia Bilotti. Per l’occasione la Galleria Nazionale di Cosenza osserverà un’apertura straordinaria degli spazi espositivi fino alle ore 21.00.  

Antonietta Raphaël, artista cosmopolita e anticonformista, fu tra le voci femminili più aperte e libere del Novecento. Testimone delle immani tragedie del secolo, fu capace di fondere, nella sua incessante ricerca visionaria, la memoria della millenaria tradizione ebraica con l’utopia, amalgamando nella pittura e nella scultura l’angoscia con la gioia di vivere. 

Nata in Lituania da famiglia ebraica – il padre era rabbino e la madre, di origini sefardite, esperta di teologia – alla morte del genitore nel 1905, a causa delle leggi di discriminazione delle minoranze ebraiche e lo scoppio della rivoluzione, si trasferisce con la madre a Londra dove studia musica e frequenta l’ambiente artistico, in particolare lo studio dello scultore di origini polacche, Jacob Epstein. Scomparsa la madre, un dolore profondo le impone di lasciare Londra; nel 1924 si ferma a Parigi e poi a Roma; qui porterà la vivacità e la ricchezza dei suoi viaggi e dei suoi incontri, scintilla essenziale per la nascita del sodalizio con Scipione e Mario Mafai  che sarà chiamata «Scuola di via Cavour» o «Scuola romana». Da Mafai, che diviene compagno di vita, avrà tre figlie, Miriam, Simona e Giulia. 

Raphaël affronta incessantemente il tema della maternità inteso come «l’inizio del mondo, l’inizio delle cose, di tutte le cose» e, attratta con energia crescente dalla scultura, lo trasferisce nel gesso, nella terracotta o nel bronzo. 

Già rappresentato, nel 1938, quando l’angoscia, il dolore e la paura dell’artista, all’emissione delle leggi razziali, prende corpo nella Niobe, l’abbraccio protettivo di una madre verso la figlia, quasi a volerla riportare nel grembo, è espresso ancora una volta nella Grande Maternità della Galleria Nazionale di Cosenza, realizzata nel 1960 in gesso e cemento, ricoperti da una vibrante patinatura.

Grazie alla collaborazione con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio”, un concerto accompagnerà l’esposizione della scultura e renderà omaggio alla passione per la musica, coltivata dall’artista negli anni della giovanile formazione a Londra, presso la Royal Academy of Music.

Paolo Presta, fisarmonica, e Federica Greco, voce e tamburi a cornice, proporranno un viaggio nelle melodie della musica tradizionale ebraica, evocando le più intime radici famigliari e poetiche dell’artista lituana. 

La Galleria Nazionale di Cosenza, diretta da Domenico Belcastro, è afferente al Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon.