“Milano Città Mondo #03 Egitto”, ricco palinsesto presso l’Auditorium del MUDEC

October 18, 2017 Leave a comment

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Milano Città Mondo #03 Egitto
Egitto e Italia. Paesi e civiltà, tra mito e realtà

Un ricco palinsesto per scoprire culture, genti e reciproche influenze.

Oltre 20 appuntamenti, tra incontri, letture, concerti, performance, film e laboratori per bambini e adulti: un palinsesto di focus sulla cultura egiziana contemporanea e i suoi rapporti storici con l’Italia raccontato dai tanti protagonisti italo-egiziani che delle due culture sono importanti testimoni. L’Egitto al Mudec dunque, raccontato a 360 gradi, in dialogo con la mostra attualmente in corso “Egitto. La straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II.”

Il palinsesto apre dunque giovedì 19 ottobre ore 18:00 presso l’Auditorium del MUDEC con un nome italiano illustre:

Quirino Principe farà rivivere il pathos, la melodia e le suggestioni dell’opera italo-egiziana per eccellenza, l’Aida di Giuseppe Verdi, guidandoci tra le immagini dell’Egitto nel teatro d’opera. “Giuseppe Verdi, dalle pere cotte al Canale di Suez”, questo il titolo dell’incontro, aperto a tutti: il racconto, tra mito, leggenda e musica illustrerà la genesi di Aida, a partire dal primo rifiuto di Verdi (il quale era restio a viaggiare e allestire oltremare) alla sua accettazione della commissione dopo aver visionato il soggetto steso dall’egittologo e archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo del Cairo.

Dalla fine di ottobre alla fine di gennaio 2018 il public program che proseguirà oltre la chiusura della mostra “Egitto. La straordinaria scoperta del faraone Amenofi II”, ideato anche in collaborazione con le principali associazioni italo egiziane di Milano, promuoverà ogni settimana incontri culturali, performance musicali, laboratori per bambini e adulti con lezioni di calligrafia o disegni corporali con la henna, momenti di apprendimento delle sonorità della lingua araba e del vocabolario di base, “Bell’Araby, l’arabo in 100 parole”, che verrà promosso come appuntamento settimanale in collaborazione con il Laboratorio Formentini. Non mancherà la scena underground italo-egiziana, la musica, e un focus sulle arti visive: “Dal Nilo al Naviglio”, un concorso video promosso da ‘DOCUCITY, Documentare La Città’ (Università degli Studi di Milano) in collaborazione con CTU – e orientato a valorizzare opere di non-fiction di produzione italiana che affrontino in modo creativo le relazioni tra identità egiziane e italiane nei diversi contesti metropolitani.

Tutte le attività sono a ingresso libero fino a d esaurimento posti, alcune su prenotazione.

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“Disco di Libarna“, svelata la funzione del reperto archeologico

October 11, 2017 Leave a comment

Il disco di Libarna

Svelata la funzione del cosiddetto “Disco di Libarna“, oggetto risalente al I secolo dopo Cristo. Il reperto, unico in Europa e conservato al museo di Archeologia ligure, è uno strumento astronomico. A scoprirne il funzionamento è stato il professor Guido Cossard, esperto di archeo-astronomia: il disco era utilizzato per determinare il nord celeste e calcolare le lunazioni. “Gli antichi da sempre si sono posti il problema delle lunazioni ma anche quello di determinare il nord per poter costruire le citta’ in armonia con il cosmo. Per trovare questa armonia – spiega Cossard – era necessario che l’asse principale della citta’, chiamato cardo, fosse parallelo all’asse dell’universo. Ma come si poteva determinare la direzione corretta? A partire dal sesto secolo avanti Cristo, i cinesi utilizzavano uno strumento, il Pi, che consisteva in un disco forato. I miei studi hanno potuto cosi’ affermare, che il Disco di Libarna poteva essere un vero strumento utilizzato in astronomia, proprio come il Pi cinese“.

Di pochi centimetri di diametro, presenta due facce differenti: la faccia principale ha 13 lunette, l’altra 4 settori circolari che rappresentano le stagioni a cui sono legate tre lunazioni e quattro anni solari che, con il quinto della faccia opposta, rappresentano i cinque anni del calendario di Coligny.

L’oggetto è stato ritrovato durante gli scavi di Libarna, antica citta’ romana, a Serravalle Scrivia (Alessandria).

Verrà presentato al Festival della scienza di Genova il 27 ottobre e il 28 in una conferenza dedicata alla Luna.

 

Fonte: MeteoWeb

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“Mangasia: Wonderlands of Asian Comics”, mostra sul fumetto asiatico al Palazzo delle Esposizioni di Roma

October 7, 2017 Leave a comment

MANGASIA- WONDERLANDS OF ASIAN COMICS

7 ottobre 2017 > 21 gennaio 2018

A cura di Paul Gravett
Mostra creata da The Barbican Centre

 

La mostra “Mangasia: Wonderlands of Asian Comics” presenterà la più ampia selezione di opere originali del fumetto asiatico, esposte accanto alle loro controparti commerciali, stampate per il mercato di massa.

Buona parte di esse non è mai stata mostrata fuori dal proprio paese d’origine. La mostra si concentrerà inoltre sul processo creativo che porta alla realizzazione delle storie, partendo dalle sceneggiature e passando per schizzi e layout, fino alle pagine complete.

Curata da Paul Gravett e un team di oltre venti esperti, “Mangasia: Wonderlands of Asian Comics” esplorerà l’intero reame di questo nuovo continente del fumetto asiatico, attraverso opere provenienti da Giappone, Corea del Nord, Corea del Sud, India, Cina, Taiwan, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine e Singapore, nonché dalle scene emergenti come quelle di Buthan, Cambogia, Timor Est, Mongolia e Vietnam. Percorsi tematici metteranno a confronto la varietà di folklore, Storia e sperimentazione di tutta la regione. La mostra darà spazio ai precursori dei fumetti riconducibili alla tradizione asiatica delle arti visive “narrative” e al loro impatto che supera i confini della carta stampata per vivere sotto forma di prodotti animati e live-action per cinema e televisione, musica, video game, moda e arte contemporanea.
Paul Gravett è uno scrittore, specialista, editore e curatore TV che lavora nell’industria del fumetto dal 1981. È autore di molti libri sul tema. Ha anche coordinato numerose mostre sull’arte del fumetto, è co-direttore di COMICA, the London International Comics Festival.
Immagine: Du Gu, Zao Dao, 2014, character design for “Le Vent traversant les pins”. Published by Editions Mosquito, 2015

Catalogna, storia secolare dell’indipendentismo catalano

October 6, 2017 Leave a comment

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Per comprendere l’evoluzione politica di quel che sta accadendo in Catalogna è fondamentale considerare le istanze indipendentiste di questa regione come un fenomeno di lunga durata, che si è sviluppato e modellato nel corso dei secoli. Ripercorrerne le tappe fondamentali può rappresentare un utile strumento di comprensione.

Nel 711 i musulmani attraversarono lo stretto di Gibilterra, conquistando la quasi totalità della penisola iberica, unica eccezione la regione montana del Nord della Spagna dove si formarono diversi nuclei cristiani che cominciarono una fiera resistenza. Nei due secoli di “clausura” montana, si definirono alcuni grandi spazi culturali dai tratti ben definiti: basco, catalano, aragonese, galiziano e castigliano-leonese, che gradualmente diedero vita a regni e contee indipendenti. Nel caso catalano, questo processo si sviluppò e si consolidò sotto la tutela dei sovrani carolingi della Francia, che, dopo la riconquista di Barcellona, occupata dagli arabi tra il 717 e il 718, si stabilirono nei Pirenei, dando vita alla Marca hispanica. La crisi che colpì nel X secolo l’impianto politico creato da Carlomagno indusse le contee catalane a unirsi sotto la casata di Barcellona e a non rinnovare il patto di vassallaggio che legava al regno al di là dei Pirenei.

A partire dal XII secolo, in concomitanza con l’espansione meridionale dei regni cristiani della penisola, cominciarono a definirsi i limiti territoriali del principato della Catalogna, che con l’unione dinastica tra i conti di Barcellona e il re di Aragona (1137) segnarono in qualche modo la nascita di un’idea di nazione catalana. È di quest’epoca il primo riferimento ai Cathalani, che proviene da una fonte pisana, il Liber Maiolichinus.

L’unione dinastica (1469) tra il re della confederazione catalano-aragonese Ferdinando e la regina di Castiglia Isabella, avrebbe portato alla nascita del Regno di Spagna. Sin da subito la neonata monarchia si caratterizzò come una confederazione di regni che condividevano sovrano e diplomazia. Questo delicato equilibrio fu mantenuto da Carlo V d’Asburgo (1500-1558), ma venne meno con suo figlio, Filippo II (1527-1598), che, circondato da ministri castigliani, governò in senso assolutista e centralista a discapito delle leggi e degli interessi degli altri regni. Da quel momento, furono molto frequenti le tensioni tra i monarchi spagnoli e le istituzioni catalane (Generalitat de Catalunya). Il latente conflitto arrivò al suo apice nel 1640, con la ribellione popolare detta Guerra dels Segadors che portò alla nascita della Repubblica catalana (1641), sotto protezione del re di Francia Luigi XIII, e che terminò solo nel 1652 con la conquista di Barcellona.

La Guerra di successione spagnola del 1700 e la successiva pace di Utrecht del 1713 non fecero che aumentare i propositi indipendentisti della Catalogna, duramente repressi dal nuovo re Filippo V di Borbone (1683-1746), che l’11 settembre 1714 (festa nazionale catalana), dopo 13 mesi di assedio, conquistò Barcellona, scatenando una durissima repressione contro le autorità catalane. I due secoli che seguirono, caratterizzati da una calma relativa, favorirono ulteriormente il consolidarsi dell’identità catalana, che trovò un suo compimento nella nascita di un vasto movimento letterario (Aribau, Verdaguer, Maragall, Guimerà).

Si giunge così al XX secolo, quando, durante la guerra civile spagnola (1936-1939) il movimento indipendentista catalano si schierò apertamente a favore dei repubblicani e contro Franco. La vittoria di quest’ultimo portò a un prezzo altissimo da pagare per la comunità catalana. Tra il 1939 e il 1975 il governo centrale sotto le direttive del Caudillo distrusse con ferocia inaudita ogni istituzione locale, con un accanimento particolare nei confronti della cultura e della lingua. Incalcolabile poi il numero delle vittime delle sacas, le esecuzioni sommarie di massa che per anni decimarono quelle classi popolari catalane che maggiormente si erano rese protagoniste della lotta al franchismo. Alla morte del generale Franco, nel novembre 1975, le aspirazioni autonomiste tornarono a manifestarsi più liberamente. Una lunga serie di scioperi e di manifestazioni di massa portarono alla “concessione” dello statuto di autonomia del dicembre 1979, per arrivare ai nostri giorni, al 27 settembre 2015, giorno in cui si sono svolte e concluse le elezioni del Parlamento catalano, che hanno ridato vigore all’idea di una Catalogna indipendente.

Fonte: Treccani

“Una tigre in casa” di Carl Van Vechten, recensione di Marius Creati

September 25, 2017 Leave a comment

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Quanti individui adottano un gatto sognando di condividere l’esperienza di una piccola tigre in casa e quanti riscontrano nelle goffe movenze del proprio Felis Catus le leggiadre movenze di un impavido felide della savana.

“Una tigre in casa”, un libro da comprendere, un saggio compendioso, un lodevole spunto d’osservazione per gli amanti di questo piccolo animale domestico, un petit passe-partout ideato dalla mente di un grand amateur per elogiarne le caratteristiche, da cui trova la sua massima espressione mediante una chiave di lettura disimpegnata attraverso cui i simpatici amici a quattro zampe animano la vita e gli attimi fugaci dei loro condiscepoli umani, spesso attanagliate nelle vicende quotidiane di personaggi di spicco.

Gatti, gatti e semplicemente gatti… di tutte le razze e diversa natura, appassionati, affettuosi, melodrammatici, un peu flanêur e bighelloni…

Carl Van Vechten strumentalizza aneddoti e racconti in maniera esemplare ,immedesimando il lettore in un tripudio irrefrenabile di storie narranti le peripezie rocambolesche di tutta una serie di micioni e micetti, per animare un libretto straordinario di notevole gusto narrativo la cui bellezza espositiva indossa una calzamaglia di pelo gattice lungo le riga della narrazione sottolineanti gli aspetti variegati del folclore, dell’occulto, della musica, dell’arte e della vita sociale di fine secolo scorso.

Marius Creati

Filippo Riniolo

September 6, 2017 Leave a comment

Filippo Riniolo

Filippo Riniolo (www.filipporiniolo.it) nasce a Milano nel 1986. Vive e lavora a Roma, dove si è laureato nel 2011 all’Accademia di Belle Arti con una tesi sull’impatto della finanziarizzazione nel sistema dell’arte contemporanea. La sua ricerca spazia tra temi poetici, politici, sociali, storici e d’attualità. Tra i campi di interesse ci sono il rapporto fra corpo e potere, queer studies, gender studies e post-colonial studies. Fra i suoi strumenti di ricerca troviamo la fotografia, l’installazione, la performance, il suono e il video. Numerose le mostre personali, tra le quali “A jouful sens at work” per il Salone del mobile di Milano nel 2016, “Invisible hand” presso MauMau Gallery di Istanbul, conclusione di una residenza d’artista nel 2015, “La sua presenza” a Sponge Arteconteporanea (Pergola) curata da Fabrizio Pizzuto nel 2014, “LifeLong learning” al Museo CIAC di Genazzano, curata nel 2012 da Claudio Libero Pisano. Fra le mostre collettive, nel 2017 “Critic London” alla London South Bank University e “Fabbrica 0” al Teatro India di Roma; nel 2016 “PerFourMance” al Kunsthalle Eurocenter di Merano e “Dynamo Camp” a San Marcello Pistoiese; nel 2015 “Future Rhythms, Jump into the Unknown”, evento collaterale della 56° Biennale di Venezia, “Siderare“ alla Fondazione Volume! di Roma; nel 2014 “Ginnastica della visione” alla Bienal del Fin del Mundo (Mar del Plata, Argentina), “BIO50 }Hotel” alla 24° Biennale del Design (Ljubljana, Slovenia) e il festival “Seminaria sogni in terra” (Maranola); nel 2013 “Azione! seconda” a The Others Art Fair (Torino) e “Così vanno le cose” ad ArtVerona (Verona); nel 2012 “INTELLèGO” al Museo Bilotti (Roma), “Open#4” al SaleDock (Venezia) e Premio Roma Centro Storico (Roma).

Categories: Ritratti

“I latitanti sono loro”, personale di Filippo Riniolo presso Casa Vuota di Roma

September 6, 2017 Leave a comment

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I LATITANTI SONO LORO

PERSONALE DI FILIPPO RINIOLO

A cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo

Roma, Casa Vuota (via Maia 12, int. 4A)

11 settembre – 31 ottobre 2017

Inaugurazione: lunedì 11 settembre 2017, ore 19.00

Parlare di terrorismo utilizzando i linguaggi dell’arte e della poesia. È questa la sfida che lancia la mostra “I latitanti sono loro”, la personale di Filippo Riniolo che inaugura lunedì 11 settembre 2017 alle ore 19.00 negli spazi di Casa Vuota a Roma (via Maia 12 int. 4A, in zona Quadraro). A partire dalla memoria di alcuni episodi della storia recente del Quadraro, quartiere simbolo della Resistenza capitolina, e della strada stessa in cui Casa Vuota sorge, che ha ospitato a fine anni Novanta un covo delle nuove Brigate Rosse, Filippo Riniolo invita il pubblico a una riflessione sul significato profondo della violenza e sulle sue manifestazioni più estreme, come guerra e terrorismo. Connettendo esperienze locali e scenari globali, conflitti di oggi e memorie di ieri, Riniolo attinge a un repertorio di immagini mediatiche che diventano materia prima per una rielaborazione operata su un piano non solo strettamente visivo, ma anche performativo e installativo, con un coinvolgimento diretto del pubblico. La mostra, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, è visitabile su appuntamento fino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì.

INFORMAZIONI TECNICHE:

TITOLO DELLA MOSTRA: I LATITANTI SONO LORO

AUTORE: Filippo Riniolo

A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo

LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A

QUANDO: dall’11 settembre al 31 ottobre 2017

ORARI: visitabile su appuntamento

VERNISSAGE: lunedì 11 settembre 2017, ore 19.00

INFORMAZIONI: cell. 328.4615638 | email vuotacasa@gmail.com

INGRESSO GRATUITO