Premio Moda “Città dei Sassi” 2016, 8^ edizione del concorso internazionale per fashion designers

September 4, 2016 Leave a comment

LE BELLEZZE ARTISTICHE E PAESAGGISTICHE DI MATERA ISPIRANO 

IL PREMIO MODA “CITTA’ DEI SASSI” 2016 – 8^ edizione

Concorso internazionale per fashion designers 

Presentazione del libro ”Fellini e la Moda”.

Percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga di Gianluca Lo Vetro 

Martedì 6 settembre ore 10.30 

Chiesetta di Palazzo Gattini Luxury Hotel

Piazza Duomo, 13 – 75100 Matera

Premio Moda “Città dei Sassi” 2016 8^ edizione

Concorso Internazionale per Fashion Designers 

Martedì 06 settembre 2016 ore 20.30

Piazza San Pietro Caveoso – 75100 Matera

Moda e FAI insieme per esaltare la bellezza e la creatività dei giovani stilisti sullo sfondo del paesaggio naturale e urbano di Matera. Valorizzare significa per noi dare anima a luoghi e contesti attraverso i linguaggi dell’arte. Lo straordinario universo della moda si coniuga con economia e cultura per promuovere la città nei suoi scenari più emblematici, nel solco di un impegno del FAI per moda e design tra arte e natura”. (Rosalba Demetrio, Capo Delegazione FAI Matera) 

E’ questo il messaggio che vuole lanciare per l’anno 2016 il Premio Moda “Città dei Sassi” un evento interamente dedicato ai giovani stilisti, designers e artigiani creativi dell’alta moda. Il concorso, nato nel 2008 dalla passione che caratterizza la Publimusic.com di Sabrina Gallitto oggi assieme ad Officina della Cultura ha lo scopo di individuare e premiare creatori fashion designers per scoprire stilisti emergenti e/o professionisti nel campo della moda femminile e per valorizzare il talento nella cornice dei  “Sassi” di Matera (Patrimonio Unesco dell’Umanità, candidata a Capitale Europea della Cultura 2019) paesaggio suggestivo e unico al mondo scelto da grandi registi, da Pier Paolo Pasolini, Mel Gibson e Timur Bekmambetov come scenografia a cielo aperto per girare famose pellicole come “Il Vangelo secondo Matteo”, “The Passion” e “Ben Hur”.

Ad aprire la manifestazione sarà, nella mattinata del 6 settembre 2016 alle 10.30  nella  Chiesetta di Palazzo Gattini  Luxury Hotel Piazza Duomo, 13 – Matera, la presentazione del libro Fellini e la moda, percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga (Bruno Mondadori) di Gianluca Lo Vetro, giornalista e docente di Attualità della Moda presso l’Università di Bologna. Il volume, tra le rare pubblicazioni del rapporto di Fellini con la moda, accosta il volto inedito del regista riminese ai protagonisti del fashion system, nonché gli stilisti che hanno messo in luce le affinità o che, per contrasto, hanno preso le distanze dall’immaginario felliniano.

Ecco dunque che in questo percorso si intrecciano e snodano Fellini e la moda, la moda e Fellini: un viaggio ricco e affascinante dal guardaroba del regista ai costumi di Lady Gaga, attraverso i modelli di Dolce e Gabbana, Etro, Moschino e Jean Paul Gaultier. In otto capitoli e mezzo, senza finale. Inoltre,  il volume si inserisce nella collana scientifica, “Culture, moda e società”, promossa dal Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna – Campus di Rimini e diretta da Federica Muzzarelli. Sarà presente l’autore del libro Gianluca Lo Vetro, interverrà la giornalista di moda e costume de La7 e direttore responsabile del magazine Book Cinzia Malvini, moderatrice la giornalista e conduttrice televisiva Mary De Gennaro.

La manifestazione giunta alla 8^ edizione, organizzata dalla Publimusic.com di Sabrina Gallitto Officina della Cultura con la direzione artistica di Enzo Centonze, direttore format Paolo Fumarulo,  Regia e Coreografie di Stefania Coralluzzo, allestimento scenico Marianna Coretti, coordinatore tecnico Vincenzo Scasciamacchia, ufficio stampa  e pubbliche relazioni Nicola Altomonte, fitting Harscel Srl, casting Forme di Elena Brulli. segreteria organizzativa Lidia Lavecchia vedrà il suo clou il 6 settembre 2016 alle ore 20.30 nella splendida Piazza San Pietro Caveoso di Matera con la conduzione della showgirl Veronica Maya.

Media partner Book, Montenapoleoneweb e TRM network, realizzato con il sostegno della Regione Basilicata e con il patrocinio e la collaborazione della Provincia e Comune di Matera dell’APT Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, della Lucana Film Commission, del CNA-Federmoda.

L’evento ricco di uno spettacolo articolato con tempi televisivi ed è riservato alla nuova generazione di creatori della moda a livello nazionale ed internazionale che potranno dar vita alle loro creazioni di alta moda, proponendo le loro idee di eleganza e creatività dinanzi ad un folto pubblico, in buona parte formato da rappresentanti aziende del settore, stampa, autorità e dai tanti turisti che affollano  nel periodo estivo la Città dei Sassi.

Premio Moda Città dei Sassi non è  un concorso ma un  vero e proprio progetto di scouting organizzato dalla Publimusic.com e Officina della Cultura, che ha come obiettivo la ricerca e la promozione di giovani talenti creativi del panorama nazionale ed internazionale. Un contest indirizzato specificatamente a giovani stilisti  del mondo della moda e dedicato alle collezioni femminili nelle categorie abbigliamento ed accessori.

Il Premio Moda “Città dei Sassi”, crocevia della Haute Couture Internazionale, richiama a Matera stilisti provenienti da tutti il mondo per la 8^ edizione e dopo un’attenta selezione vede la partecipazione degli otto finalisti: Rihad Boudaya, Esse Artistic Designers di Simone Bartolotta & Salvatore Martorana, Maria Renata Ippolito, Rossella Isoldi, Vincenza Lacava, Dalila Palumbo, Gaetano Ruisi, Antonella Verriello.

A decretare i vincitori una prestigiosa giuria internazionale di addetti ai lavori (giornalisti, stilisti, consulente d’immagini, associazioni di categoria ed istituzioni): La giuria è composta dai creatori di moda: Gai Mattiolo, (stilista),  Addy van den Krommenacker (stilista), Michele Miglionico (stilista),  Paolo Fumarulo (stilista), dai giornalisti: Paola Cacianti (storica critica di moda, Rai1-Top Tutto quanto fa tendenza), Gianluca Lo Vetro (La Stampa), Luciana Boccardi (Il Gazzettino), Sonia Perfetti (Collezioni), Cinzia Malvini (LA7, Book Moda), Marzio Nocera (Fashion Channel),   Bea Spediacci (La7), Angela Accettura(Stylosophy.it), Michele Capolupo (Sassilive.it), Anna Giammetta (Giornalemio.it), Mariangela Lisanti (Il Quotidiano del Sud), Franco Martina (Ansa), Attilio Romita (Rai3 Puglia), Rosita Stella Brienza (La Nuova Basilicata) e dalle associazioni di categoria: Beppe Angiolini (Presidente Onorario Camera Moda Buyer); Leo Montemurro (CNA-Federmoda),  dalle istituzioni Patrizia Minardi (dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici, Presidenza della Giunta Regione Basilicata).

Saranno assegnati: Premio Moda “Città dei Sassi”Premio della CriticaPremio Speciale Book e il Premio Moda “Matera 2019”, un altro premio di eccellenza, in occasione della designazione della Città dei Sassi a Capitale Europea della Cultura 2019.

Inoltre, sarà assegnato il Premio Moda al Cinema un premio appositamente ispirato al cinema e che viene aggiudicato da colui il quale ha, nel corso della sua sfilata, saputo meglio interpretare il significato e il ruolo del cinema nella moda. Il Premio Moda al Cinema dell’edizione 2016, sarà dedicato all’attrice Marilyn Monroe, icona del cinema e di stile nel mondo in occasione dei 90 anni dalla sua nascita.

A rappresentare l’Alta Moda Italiana con un flash moda delle loro collezioni sono presenti le case di moda Gai Mattiolo, Addy van den Krommenacker, Michele Miglionico.

Al Premio Moda Città dei Sassi quali stilisti fuori concorso parteciperanno; Massimo Orsini e Dama Collezioni 

A rendere ancora più magica la serata sarà l’esibizione dell’Orchestra Città dei Sassi composta da 28 elementi come archi, 1° violini, 2° violini, viole, violoncelli, contrabassi, percussioni, e pianoforte diretta dal direttore d’orchestra Giuseppe Salatino.

A completare il look delle modelle hair stylist: Estilo di Vincenzo Di Liddo, Classy Maison de Beautè di G. Montanaro, Adry Nicoletti, Disanto Parrucchieri di Pino Disanto, Elisabetta Barberio, Elen Style di Maddalena Ruggieri, Charme di Tommaso Bruneo, Tam i Parrucchieri/Michela Maranghino e Femme di Mario Sabatino mentre make up artist: Academy di Antonio Riccardo e Linea Gil Cagnè Art Director Pablo,  le fotografie sono di Paolo De Novi, Enzo Dell’Atti, Antonio Dimita e Brunella Armaiuoli.

Gli anni passano e Matera con il suo paesaggio incantato continua ad affascinare ed emozionare. Le sue bellezze naturali, artistiche incontrano ed illuminano l’Alta Moda Italiana, nel segno della sartorialità, unicità, innata eleganza volta ad esplorare inediti orizzonti creativi. Un viaggio nella creatività e nell’eccellenza italiana per guardare al passato e, così, costruire il futuro del Made in Italy. Una vera e propria passeggiata emozionale nello stile, tra tradizione, innovazione, modernità, contemporaneità  in una Matera che si proietta verso nuovi orizzonti.

Gene Wilder, muore l’attore preferito di Mel Brooks

August 31, 2016 Leave a comment

Gene Wilder

E’ morto l’attore americano Gene Wilder, aveva 83 anni. Wilder fu la star del film “Willy Wonka & the Chocolate Factory” del ’71 e nel mitico “Frankenstein Junior”, e tra gli attori preferiti da Mel Brooks.

Jerome Silberman – questo il suo vero nome – nasce l’11 giugno 1933 a Milwaukee, in Wisconsin, da una famiglia di ebrei russi immigrati. Terminati gli studi universitari negli Stati Uniti, Wilder decide di trasferirsi in Inghilterra, dove frequenta la Bristol Old Vic Theatre School, avvicinandosi per la prima volta al mondo dello spettacolo. Durante il soggiorno nel Regno Unito, frequenta anche una scuola di scherma, disciplina che gli tornerà utile al rientro in patria dove, per mantenersi, terrà proprio lezioni di scherma. Poi inizia a recitare nei teatri off-Broadway, entrando inoltre a far parte dell’Actor’s Studio. L’esordio sul grande schermo arriva nel 1967, con il film “Gangster Story” di Arthur Penn. La svolta per la sua carriera però coincide con l’inizio del sodalizio – che diverrà poi storico – con il geniale Mel Brooks.

Prima arriva la candidatura all’Academy Awards come Miglior attore non protagonista per il ruolo di Leo Bloom in “Per favore, non toccate la vecchietta“, poi il successo con la parodia “Frankenstein Junior” (1974), dove veste i panni del Dottor Frederick Frankenstein. La pellicola si aggiudica il premio Oscar per la Miglior sceneggiatura, che lo stesso Wilder stila a quattro mani con Brooks. Fra i suoi più grandi successi ci sono anche “La signora in rosso“, con Kelly LeBrock, “Non guardarmi: non ti sento” (1989) e “Non dirmelo… non ci credo” (1991).

Il 20 maggio 1989 una tragedia segna la vita di Wilder: la sua terza moglie, Gilda Radner, muore di tumore. L’attore fonda così il Gilda’s Club, per aiutare la ricerca contro il cancro. Un decennio dopo, lo stesso Wilmer è costretto a ritirarsi dalle scene a causa di un linfoma che lo costringe a sottoporsi a frequenti sedute di chemioterapia. Poi il lento declino dell’Alzheimer.

Fonte: Ansa

“Oltre le colline” di Cristian Mungiu, recensione di Marius Creati

August 30, 2016 Leave a comment

Oltre le colline di Cristian Mungiu, recensione di Marius Creati

Un film davvero commovente che sottolinea quanto l’essenza dell’amore, anche quello più recluso agli occhi degli uomini, tragga la sua forza  dalle situazioni più inverosimili… e per amore dell’altra si riesca a sopportare un livello di sopravvivenza psicologica al di fuori della normalità. Non è un film che va contro taluna forma di religione, anche se la venerazione, intesa come forma di salvezza dell’anima, nella narrazione diventa uno strumento di sofferenza interiore, non che di privazione corporale… ma diventa un confronto tra umanità e spiritualità mente l’amore stesso sottende la propria bestialità nutrita dalla vessazione della libertà, colpita nella sua fugacità mediante una spoliazione crescente che denuda le due donne nel profondo e le induce all’aberrazione del raziocinio… Ciò che si scopone nell’animo è avvertire quanto la purezza dei sentimenti possa posporre la fuga a favore del servo arbitrio, quale sottomissione appagante attraverso cui la morte diventa icona empirica della certezza… quella di voler amare fino all’estremo dell’ultimo respiro. Nella mia trasposizione virtuale della narrazione vedo le due giovani donne, Alina e Voichita, libere di potersi amare al di là degli schemi dell’indigenza, libere di potersi confrontare in un mondo più solidale.

Marius Creati

Sonia Rykiel, muore la stilista francese icona della libertà femminile

August 25, 2016 Leave a comment

sonia rykiel

È morta oggi a Parigi, a 86 anni, la stilista francese Sonia Rykiel, fondatrice della «maison» che porta il suo nome. Ne hanno dato notizia i familiari ai media francesi. Nata a Parigi il 25 maggio del 1930 con il cognome Flis, la Rykiel è morta per le conseguenze del Parkinson, malattia di cui ha sofferto per anni e della quale aveva pubblicamente parlato. Appena appresa la notizia, il presidente francese François Hollande ha detto che Rikyel era “una donna libera, una pioniera che ha saputo tracciare il suo percorso”.

In una dichiarazione rilasciata dall’Eliseo, Hollande ha ricordato che la stilista aveva creato la sua casa di moda e aveva aperto il suo primo negozio a Saint-Germain-des-Prés, vicino al Quartiere Latino di Parigi, nel maggio del 1968, una data particolarmente significativa per le rivolte studentesche che si sono verificate proprio in quel periodo. Rikyel ha “inventato non solo una moda, ma anche un atteggiamento, un modo di vivere e di essere, e ha dato la libertà di movimento alle donne – ha detto il capo dello Stato, che ha anche sottolineato che il suo stile è noto in tutto il mondo e continuerà a durare nel tempo “come simbolo di perfetta unione di colore, di ’naturale’, di fluidità e di luce”.

Gli elementi che hanno segnato lo stile di Rykiel nel mondo della moda sono le righe, l’uso del nero e il tricot. Quando, a 28 anni, è rimasta incinta, si è resa conto che i vestiti che vedeva nei negozi non le stavano bene e, da lì, ha cominciato a progettare il tricot, che fu un successo immediato. Rykiel ha inventato il concetto di ’démode’, secondo cui è l’abbigliamento che deve adattarsi alle donne e non viceversa, concetto che si traduce in maglie e abiti comodi e materiali più fluidi. Nel 1987 ha dato un nuovo sviluppo al suo marchio con una collezione per uomo e bambino, una linea di profumi, accessori e scarpe. Al di là del mondo della moda, ha scritto romanzi, ha prodotto opere teatrali e ha disegnato costumi per spettacoli e commedie musicali.

Fonte: La Stampa

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“Iconographic Handbook for the Contemporary Designer / Prontuario iconografico per il designer contemporaneo” di Guido Scarabottolo

August 9, 2016 Leave a comment

Prontuario iconografico per il designer contemporaneo%22 di Guido Scarabottolo

Iconographic Handbook for the Contemporary Designer / Prontuario iconografico per il designer contemporaneo di Guido Scarabottolo, è un’ironica e provocatoria riflessione teorica, minimalisticamente ai limiti dell’iconoclastia, sullo stato della grafica contemporanea: un agile repertorio per professionisti ed insieme un estremo manuale di esercizio per studenti e cultori della materia.

La traduzione, dall’italiano e dall’inglese, in francese, tedesco, spagnolo, greco, russo, cinese, giapponese, arabo, ebraico, bengalese, hindi, turco, svedese e swahili è stata affidata ad un rettangolo nero dagli angoli smussati.

Stampato in offset, il 29 febbraio 2016, dalla Fantigrafica di Cremona con caratteri Helvetica Neue, Heiti TC, Baghdad, Arial Hebrew, Bangla MN, Devanagari MT su carta Fedrigoni Freelife Cento 100 g. in una tiratura commerciale non dichiarata di soli 600 esemplari. La confezione in brossura filo refe stondata al taglio, con copertina in cartoncino Fedrigoni Sirio Pietra 290 g. è della Legatoria Venturini di Cremona.

Guido Scarabottolo è nato nel 1947 a Sesto San Giovanni. Laureatosi in architettura al Politecnico di Milano, entra nel 1973 a far parte dello studio Arcoquattro occupandosi di allestimenti e comunicazione, illustrazione e grafica. Attualmente i suoi disegni sono pubblicati sul domenicale del Sole24Ore e su Internazionale e, irregolarmente, su New York Times e New Yorker. Sue sono molte delle copertine delle edizioni Guanda, per cui ha curato anche la veste editoriale. Dopo aver realizzato a Givigliana, in Carnia, il progetto di una Pinacoteca Portatile (PiPo), nel 2010 ha fondato la Pinacoteca Universale di Topolò (PUT). Vive e lavora a Milano.

Oltre ad aver impaginato Leftovers – Rimasugli e Una vita d’artista – The Life of an Artist di Sergio Ruzzier, e impaginato e illustrato Giallo enigmistico di Danilo Premoli,  per i tipi de La Grande Illusion ha pubblicato:
Macchie solari (Sunspots)

85 x 155 mm

96 pagine

brossura stondata al taglio

29 febbraio 2016

978-88-941348-0-3

8,00 €

Christian Louboutin, games begin at the Rio Olympics 2016

August 2, 2016 Leave a comment

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In celebration of the 2016 Olympic Games in Rio, Christian Louboutin has teamed up with the French E-concept store SportyHenri.com to support the Cuban National delegation as Official Supplier of the Celebratory Outfit. For the project, chic non-performance footwear was created to be worn by the athletes at formal occasions, in particular the Closing Ceremony. The shoe designs take visual cues not only from Cuban heritage but from the athletes themselves. Serving as a strong source of inspiration and guidance, the Cuban athletes as well as several former athletes had an active part in shaping the final collection.

Joining forces with Sportyhenri.com, the recently launched E-concept store for men devoted to sport and style, Louboutin dresses the delegation of over 100 Cuban elite athletes. Henri Tai, founder of Sporty Henri, lent expertise from his former life as a professional athlete, whilst Christian Louboutin has drawn inspiration from sports for decades, “It´s that elegance and fluidity of movement of someone who is so in control of their body that fascinates me. At the Olympics, it feels like these athletes put on performance gear and simultaneously turn into these superheroes that defy gravity, that defy time, that defy all rules of physics. We designed the celebratory outfit for the moment they turn back into humans, still in that glory moment, still in their light but heading back to the real world. We really want them to continue feeling amazing in their skin while looking astonishing.”

In order to create perfect looks that express a uniquely Cuban sense of style without compromising ease, comfort or fit, custom fittings with the Olympic athletes and consultations with former Olympians  played an integral role in the creation of the athletic silhouettes. Henri Tai, former French handball player explains, “The clothes need to fit spectacular athlete bodies – they are definitely not sample size or average, neither in length of limbs, nor in proportions. It was our mission to make them look tailor-fitted and great.” To complete the athletes tailor-made ensembles, Christian Louboutin high-top trainer and loafer style Naza Star for men were fabricated in calf leather on slim fitting silhouettes, enabling  a light tread for gymnast Manrique Larduet Bicet and adding elegance to the remarkable size 51.5 foot of wrestler Mijaín López Núñez. A kitten heel sandal for female athletes, Naza Sandal, adds a touch of glamour and vivacity without foregoing the fact that for these athletes, their stage is the track, the pitch and the ring. The elegant clothing concept was brought to life within a Parisian atelier, creating sharply tailored jackets, in red for men and beige for women, which are equally suited to adorning the shoulders of delicate judoka Dayaris Mestre Alvarez or the biceps of Judo star Alex Garcia Mendoza. The athlete’s jackets contrast with interchangeable trousers, shorts or skirts and proudly carry the nation’s flag on the wearer’s breast pocket, whilst the five- pointed star is used as emblem of luck displayed upon the back of each athlete’s jacket. To see the Gala looks in action, tune into the Closing Ceremonies of the Rio Olympic Games on August 21, 2016. Discover Henri Tai’s world of chic, high-performance sportswear at SportyHenri.com.

 

Anna Marchesini, muore la celebre attrice dell’ironia italiana

July 31, 2016 Leave a comment
Anna Marchesini
Aveva 62 anni. Quarant’anni di teatro ma la popolarità grazie alla televisione insieme a Lopez e Solenghi che oggi dice: “È stata una grande amica”. In una sorta di testamento ironico sul suo sito aveva scritto: “Mettete le mie ceneri in un cofanetto di porcellana nella vetrina dell’Accademia”

Addio alla Signorina Carlo, alla sessuologa Merope Generosa, alla Sora Flora, alla cameriera secca dei signori Montagné e soprattutto alla bella figheira, alla Monaca di Ponza, alla Lucia manzoniana del piccolo schermo. È morta l’attrice Anna Marchesini, a darne l’annuncio su Facebook il fratello Gianni. “Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione – dice in un post – tengo a dirlo io. Ora in questo momento è morta mia sorella Anna Marchesini. Grazie a tutti. Non sarò in grado di rispondervi”. L’attrice, storica componente del Trio assieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez, era nata a Orvieto ed era malata da tempo di artrite reumatoide. Avrebbe compiuto 63 anni a novembre. Lunedì i funerali nella sua città.

“In questo momento mi piace ricordare Anna e non la Marchesini. Mi piace ricordare, cioè, l’amica e la sorella con la quale ho condiviso 12 anni di vita in comune – ha detto Solenghi, primo dei colleghi a ricordarla  – Preferisco pensare ad Anna non soltanto come ad una grande attrice comica, quale è stata per 40 anni. Ma ad un’amica di cui si ricordano tutti gli aspetti privati. È stata un prodigio e ha contribuito a far diventare il Trio quello che è stato per tanti anni. Ma ora penso soprattutto alla persona che è stata”.

Dal teatro alla tv: la nascita del trio. Il debutto a teatro avvenne quando ancora era un’allieva dell’Accademia d’Arte drammatica Silvio d’Amico, nell’estate del 1976, con lo spettacolo Il Borghese Gentiluomo diretto da Tino Buazzelli. Diplomata tre anni dopo, entrò in compagnia con lo spettacolo Platonov di Anton Cechov per la regia di Virginio Puecher (Piccolo di Milano). L’incontro con i due colleghi che cambieranno la sua carriera è all’inizio degli anni Ottanta, nella sua biografia on line l’attrice scriveva “In Svizzera in un programma per gli italiani incontro Tullio Solenghi e già rido. Nel frattempo al doppiaggio di cartoni animati a cui mi dedicavo fra uno spettacolo e l’altro, conosco Massimo Lopez e ancora ridiamo”. Il sodalizio, come si dice in gergo, durerà tutta la vita anche se ufficialmente il trio si scioglierà nel ’94 pur tornando qualche volta insieme. L’esordio in tv è con lo spettacolo su Raidue Helzapoppin a cui seguirono negli anni Ottanta Tastomatto, Domenica In, Fantastico. Il trio conquistò il pubblico televisivo e poi lo traghettò a teatro: il loro primo spettacolo teatrale come trio Allacciare le cinture di sicurezza debuttò nel 1987 al Sistina di Roma e fece il tutto esaurito per tre anni consegnando loro di diritto il Biglietto d’oro.

Il boom dei Promessi sposi. Il successo straordinario della parodia del classico di Manzoni, trasmesso nel 1990 in 5 puntate da Rai 1 con un ascolto medio di 13 milioni e picchi di 17 milioni, li consacrò definitivamente. A quell’exploit tv seguì nel 1991 un secondo spettacolo a tre per il teatro In principio era il Trio, grande successo, biglietto d’oro e tre stagioni di turnée. Nel 1994 il trio si sciolse perché Massimo Lopez scelse di sperimentare la carriera solista. A questo periodo risalgono gli spettacoli a due, con Tullio Solenghi, La Rossa del Roxy Bar (in tv) e Due di Noi di Michael Frayn (a teatro). Poi arrivò la scelta di una serie di show da solista per l’attrice e regista che anche sola riempie il Teatro Olimpico. Dell’autore inglese Alan Bennett oltre a Una patatina nello zucchero portò in scena anche L’occasione d’oroLa cerimonia del massaggio, spettacoli che univano bene l’umorismo “british” dello scrittore con la sua ironia. Nel 2008 il ritorno del Trio in tv per la celebrazione dei 25 anni, con la conduzione a tre di Non esiste più la mezza stagione. Tra un impegno teatrale e uno televisivo Anna Marchesini si è dedicata molto anche al doppiaggio prestando la voce in una serie di cartoon: i francesi La profezia delle ranocchie e Principi e principesse e i film Disney Le follie dell’imperatore e Hercules, ma anche a Judy Garland nel nuovo doppiaggio de Il mago di Oz degli anni Ottanta e alcuni episodi di Star Trek e La casa nella prateria.

I libri e gli ultimi spettacoli. Scrittrice per il teatro naturalmente ma anche per la narrativa, Anna Marchesini ha pubblicato una serie di libri: con Solenghi Uno e trinoChe siccome che sono cecata di matrice teatrale, mentre più recentemente invece si era dedicata alla narrativa pubblicando per Rizzoli Il terrazzino dei gerani timidi e Di mercoledì. Anche il suo ultimo lavoro teatrale, Cirino e Marilda non si può fare in scena al Piccolo Teatro di Milano nel 2014, era tratto dal suo libro Moscerine, una galleria di personaggi femminili dolorosi e comici come quelli che nella sua lunga carriera aveva portato a teatro. Prima di questo la sua ultima sfida era stata portare in scena Giorni felici di Samuel Beckett nonostante le difficoltà causate dalla sua malattia.

Da allieva (bocciata) ad insegnante. Negli ultimi anni Anna Marchesini aveva insegnato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, una cosa di cui andava molto fiera perché entrare in Accademia era sempre stato il suo sogno fin da ragazza e per riuscire a realizzarlo aveva dovuto tentare l’ammissione tre volte, dal momento che le prime due l’avevano bocciata. “Certe volte entravo nella scuola salivo l’ascensore fino al 5° piano – la sede allora era in via 4 Fontane nel palazzo di una Marchesa – diceva – Salivo in “Paradiso” solo per sentire l’odore, attraversare un corridoio fare una domanda solo per “stare lì”. L’Accademia per me è uno dei posti più “evocativi” come dicono i poeti”.

L’ironia anche nel suo “testamento”. “Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri – scriveva con la sua solita ironia sul suo sito – È una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato. Posso tentare…. e se mi ribocciano? E se poi l’Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall’Accademia no mai più!”. Lascia la figlia Virginia di 23 anni appena laureata.

Fonte: La Repubblica

 

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