Piotr Ilic Chaikovskij, lettere d’amore gay inedite del compositore russo

November 5, 2019 Leave a comment

Tchaikovsky

I carteggi, contenuti nell’archivio di famiglia, erano stati censurati in Russia.

Le storie d’amore gay del celebre musicista sono ancora oggi un tema discusso nell’omofoba Russia: un libro le riporta a galla.

Le sue amatissime opere, Lo Schiaccianoci, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata, non hanno salvato Piotr Ilic Chaikovskij dallo stigma per la propria omosessualità.
Né in vita, né dopo la morte. Ora un libro riporta alla luce le sue lettere d’amore gay censurate per anni in Russia.

“The Tchaikovsky Papers: Unlocking the Family Archive” raccoglie parte delle oltre 5mila missive lasciate dal compositore, alcune delle quali non sono state pubblicate in Russia, nemmeno nella più recente edizione del 2009, tentando la folle “impresa” di  nascondere l’omosessualità di una delle più grandi figure della cultura russa.

Tra le lettere d’amore censurate quella dedicata a un giovane servo, “che amo – scrive il musicista – come non mai”. “Mio Dio, che creatura angelica e quanto vorrei essere io il suo schiavo, il suo giocattolo, il suo oggetto”.

“Il mio appuntamento era stato organizzato per stasera – si legge nelle note di Chaikovskij – Che dilemma così terribilmente dolce! Alla fine ho deciso di andare. Ho passato due ore assolutamente splendide e nella situazione più romantica. Ero impaurito, elettrizzato, mi spaventava anche il più impercettibile rumore”. 

“Abbracci, baci, un appartamento nascosto – conclude il compositore – che tenera chiacchierata, che piacere!”.

O come quando Chaikovskij scrisse al fratello dall’Italia: “Alle nove ho avuto voglia di fare una passeggiata e sono uscito. Alcuni “ruffiani”, hai capito di che genere, hanno intuito cosa volessi e non mi hanno più lasciato andare. L’amo che stavano usando per agganciarmi come preda era uno splendido giovane”.

“Ho dovuto mettere su una resistenza perché l’amo stava funzionando, ma non gli ho dato ragione alla fine – continua il compositore – Non so se volessero ricattarmi o semplicemente scucirmi dei soldi, ma non mi sono fatto fregare”.

Il libro è stato pubblicato dalla Yale University negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Fonte: Gay

Festa del Cinema di Roma, quattordicesima edizione nella Capitale

October 17, 2019 Leave a comment

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La quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà dal 17 al 27 ottobre 2019 presso l’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della Capitale. La struttura firmata da Renzo Piano sarà il fulcro della manifestazione e ospiterà proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo.
Oltre ai film della Selezione Ufficiale e di “Tutti ne parlano“, un ruolo importante sarà anche quest’anno svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale, dalla Retrospettiva, dai Restauri e dagli Omaggi.

Accanto alla Festa, come sezione autonoma e parallela, Alice nella città organizzerà, secondo un proprio regolamento, una rassegna di film per ragazzi.
Rivivi la storia della Festa, i film, gli eventi e i personaggi che l’hanno resa una delle manifestazioni di cinema più importanti a livello internazionale.

UE Horizon 2020, stanziati fondi per utero artificiale

October 17, 2019 Leave a comment

utero artificiale

2,9 milioni di euro per uno studio su l’utero artificiale

L’utero artificiale accompagna l’immaginazione dell’uomo già dal 1924 , quando lo scienziato inglese J.B.S Haldane, predisse che entro il 2074 la maggior parte delle nascite sarebbe avvenuta al di fuori dell’utero materno.

L’idea secondo uno studio di cui ha convinto anche L’EU al punto di stanziare 2,9 milioni è quella di creare un utero artificiale in grado di ricreare le condizioni biologiche del ventre materno, partendo dal liquido amniotico fino al battito cardiaco della madre. Per dare a bambini gravemente prematuri – nati addirittura prima delle 22 settimane – una chance di sopravvivenza che oggi è pari a zero.

L’utero artificiale è comparso spesso nella narrativa e nel cinema fantascientifici e anche in romanzi distopici come Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Negli ultimi 30 anni la tecnologia ha fatto passi avanti notevoli verso la possibilità di portare avanti la gestazione al di fuori dall’utero, una forma di parziale ectogenesi.

I ricercatori della Eindhoven University of Technology hanno già sviluppato un modello destinato a diventare un prototipo per eccellenza funzionante da utilizzare nelle cliniche.

A differenza delle incubatrici attuali, il prototipo avvolgerà il bambino nel liquido e gli fornirà ossigeno e nutrimento tramite una placenta artificiale che sarà collegata al loro cordone ombelicale.

Utero artificiale ? Si, ma si presta a essere oggetto di controversie

Come molte altre questioni legati alla riproduzione, anche l’ipotesi di utero artificiale si presta a essere oggetto di controversie per le sue implicazioni etiche. Già ora la possibilità di salvare feti molto prematuri mette in discussione, almeno secondo alcuni, i limiti legali entro cui garantire il diritto all’aborto. E l’utero artificiale renderebbe possibile interrompere la gravidanza mantenendo in vita il feto.

Il team conta di realizzare un prototipo funzionante di utero artificiale pronto per l’uso in cliniche entro cinque anni, il che significa che potrebbe essere il primo al mondo. Il finanziamento proviene dal programma UE Horizon 2020.

 

Fonte: Universo7P

Antarctic Sabbatical, 5 Volontari Per Una Missione In Antartide

October 1, 2019 Leave a comment

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Per questa Missione in Antartide Non sono richieste qualifiche formali, ma piuttosto uno spirito d’avventura

Antarctic Sabbatical, un’opportunità senza precedenti per 5 appassionati di volare nel continente più remoto della Terra e unirsi, nel mese di dicembre, alla scienziata Kirstie Jones-Williams in una missione di ricerca scientifica unica nel suo genere.

I 5 scienziati volontari raccoglieranno campioni di neve e studieranno il grado di penetrazione delle microplastiche nel suolo dell’Antartide. L’obiettivo dell’Antarctic Sabbatical è quello di accrescere la consapevolezza dell’impatto dell’uomo sul clima in uno degli ecosistemi meno conosciuti e più isolati al mondo. Comprendendo l’impatto dell’inquinamento da plastica generato in altre parti del mondo, gli scienziati volontari saranno in grado di condividere dati approfonditi su come la comunità globale può contribuire a proteggere l’Antartide e l’intero pianeta.

“La maggior parte delle persone pensa all’Antartide come a un continente incontaminato e isolato, ma recenti prove dimostrano che anche le località più remote sono colpite dall’inquinamento da plastica.

Questa spedizione ci aiuterà a comprendere i percorsi delle microplastiche verso regioni remote come questa e giunge in un momento critico per evidenziare la nostra responsabilità di proteggere l’ambiente naturale in cui viviamo”, ha dichiarato la scienziata. “Sarà un duro lavoro, che richiederà rigore scientifico durante le inclementi condizioni invernali. Siamo alla ricerca di individui appassionati, con un forte senso di cittadinanza globale, entusiasti di far parte del team e di tornare a casa per condividere le nostre scoperte con il mondo.”

La spedizione degli scienziati volontari durerà un mese e prevederà:

Corso immersivo a Punta Arenas, in Cile, durante il quale i volontari verranno preparati alla missione con lezioni di glaciologia e campionatura sul campo, nonché laboratori ed esercitazioni pratiche con l’attrezzatura.

Volo per l’Antartide, dove avrà inizio la missione scientifica, con atterraggio su una pista di ghiaccio blu formatasi naturalmente.

Raccolta di campioni di neve e studio delle microfibre estranee per determinare il percorso compiuto nel pianeta dai rifiuti e dall’inquinamento.

Visita del Polo Sud, dove con pochi passi è possibile andare da una parte all’altra del globo.

Possibilità di esplorare la bellezza di siti antartici (come Drake Icefall, Charles Peak Windscoop e Elephant’s Head) e scoprire la geografia del continente.

Ritorno in Cile, dove i volontari continueranno a studiare le loro scoperte e collaboreranno con Ocean Conservancy per diventare ambasciatori per la protezione degli oceani. In questo ruolo, forniranno informazioni su come la community di Airbnb e tutti gli altri individui possono contribuire a ridurre al minimo la propria impronta ecologica relativa alla plastica e supportare così la missione di Ocean Conservancy.

Fonte: Universo7P

Spazio e Tumori, cellule cancerogene in assenza di gravità muoiono

September 8, 2019 Leave a comment

Spazio uccide i tumori

Lo Spazio Uccide I Tumori: Le Cellule Cancerogene In Assenza Di Gravità Muoiono

Tumori: le cellule cancerogene in assenza di gravità muoiono

Lo spazio, diventa il primo nemico per i tumori grazie all’assenza di gravità che uccide il 90% delle cellule cancerogene. La scoperta, basata su un esperimento durato 24 ore in un simulatore di microgravità, ha permesso di eliminare il 90% delle cellule tumorali presenti, morte senza ricorrere ai farmaci. Ora, resta da capire come mai è quale sia la causa che ha permesso questo importante fenomeno.

Si tratta di Una grande scoperta che porta la firma di due ricercatori dell’Università di Tecnologia di Sydney, Joshua Chou e Anthony Kirollos.

I due ricercatori sdi sono accorti che le particelle, prelevate da quattro tipi di cancro, alle ovaie, al seno, al naso e ai polmoni, morivano nel giro di un giorno, senza nemmeno bisogno di ricorrere a farmaci. Rimane solo di capire il motivo che spinge queste cellule a morire cosi rapidamente. Per capire il perché, l’esperimento proseguirà sulla Stazione Spaziale Internazionale in attesa di aggiornamenti.

I due scienziati hanno già avanzato qualche prima ipotesi sulle cause del fenomeno. Ad esempio, potrebbero esserci dei problemi di comunicazione tra le cellule maligne quando si trovano in una condizione di gravità ridotta o del tutto assente. Non riescono più a muoversi e ad agire normalmente, così faticano a sopravvivere.

Al momento,per verificare che la teoria sia corretta e, soprattutto, che la formazione tumorale risulti effettivamente danneggiata dopo un viaggio nello spazio, i ricercatorilanceranno in orbita una nuova scatoletta che consegneranno al prossimo lancio agli astronauti australiani che partiranno per la prima missione spaziale del Paese.

Lo scopo sta nel tenere Le cellule in un ambiente privo di gravità per vedere se il risultato si ripete.

Fonte: Universo7P

 

Elon Musk, bombardare Marte con nucleare per renderlo vivibile

August 19, 2019 Leave a comment

Elon Musk, bombardare Marte

Bombardare il pianeta rosso con testate nucleari per renderlo abitabile

Elon Musk, di SpaceX e Tesla, ha ancora intenzione di lanciare bombe nucleari su Marte per trasformarlo in un pianeta vivibile per gli umani.

Bombardando i poli del pianeta rosso, sarebbe possibile far fondere l’anidride carbonica delle calotte, da cui si sprigionerebbero dei gas capaci di ispessire e riscaldare l’atmosfera e permettere così la presenza di acqua allo stato liquido. Si creerebbe quindi una sorta di effetto serra su Marte.

Una idea che in passato aveva ispirato l’associazione Explore Mars, che voleva bombardare Marte per esplorarne le Sue Profondità per dare conferma che su Marte ci possa essere stata la vita.

L’associazione No Profit, Explore Mars, aveva avviato una raccolta fondi per poter bombardare il pianeta rosso ed andare a visitare le sue profondità. La curiosità dell’uomo non conosce limiti e la voglia di sapere a volte prende il sopravvento facendo venire in mente queste ”pazzie”.

Il progetto nello specifico consiste nello sparare missili sulla crosta marziana, con all’interno strumenti progettati per esaminare le viscere e, naturalmente resistere all’impatto e trasmettere tutto sulla Terra via Radio. Non sappiamo se riusciranno a compiere questo folle gesto ma vi terremo informati a riguardo.

Fonte: Universo7P

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Muore Rutger Hauer, il replicante ribelle di ‘Blade Runner’

July 27, 2019 1 comment

Rutger-Hauer

L’attore di Blade Runner scompare a 75 anni

”Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”. E’ la frase cult di ‘Blade Runner’ scritta e interpretata da Rutger Hauer, scomparso a 75 anni il 19 luglio dopo una breve malattia e la cui morte è stata confermata oggi dal suo agente ad esequie avvenute. La sua carriera ruota intorno al ruolo del replicante nel film di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford ma sono decine i film in cui ha lavorato e numerosi i progetti che lo vedevano annunciato nel cast. Nato nel 1944 a Breukelen (Olanda), figlio di due attori, Arend e Teunke, Rutger cresce insieme alle sue tre sorelle. Inquieto, a 15 anni si imbarca su un piroscafo mercantile per un anno, seguendo le orme di suo nonno capitano di goletta. Al suo ritorno si iscrive poi a una scuola di arte drammatica, ma sentendosi piu’ poeta passa i giorni a scrivere poesie nei coffee shop di Amsterdam. Viene cosi’ espulso dalla scuola e approda nella Marina Olandese. Una breve esperienza da cui fugge cercando di convincere i suoi superiori di avere problemi di salute mentale. Viene mandato allora in un istituto psichiatrico, presso il quale Rutger resta fino a quando riesce a convincere definitivamente i suoi superiori che la Marina non ha davvero bisogno di lui. Inizia la carriera nel 1969 con la serie tv ‘Floris’, seguono alcuni film e ancora lavori per il piccolo schermo, ma e’ appunto ‘Blade Runner’ (1982) a imporlo all’attenzione del pubblico internazionale. Un altro dei suoi ruoli piu’ interessanti e’ in ‘The Hitcher – La lunga strada della paura’, film del 1985 di Robert Harmon, in cui interpreta un feroce killer. Nel 1988 vince il Golden Globe per il film tv ‘Fuga da Sobibor’ e l’anno dopo viene premiato come miglior attore al Seattle Film Festival per ‘La leggenda del Santo Bevitore’ di Ermanno Olmi, film vincitore del Leone d’Oro 1988 a Venezia. Nel 1995 le Poste olandesi stampano un francobollo che lo ritrae in uno dei suoi film piu’ famosi, ‘Fiore di carne’ di Paul Verhoeven (1973), per celebrare il centenario della nascita dell’arte cinematografica. Arrivano poi per l’attore film come ‘Hemoglobin – Creature Dell’Inferno’ (1997) ‘Il Richiamo della Foresta’ (1997), ‘Strategia Mortale’ (1998), ‘Simon Magus’ (1999), ‘Impulsi Mortali’ (2000), ‘I Banchieri di Dio – il Caso Calvi’ (2001) e ‘Confessioni di una Mente Pericolosa’ (2002) in cui alterna con disinvoltura, nonostante un fisico che lo vorrebbe relegato alla sola azione, ruoli da intellettuale, cattivo e romantico. Alto, massiccio, occhi azzurri di ghiaccio, quasi un archetipo del puro ariano, Hauer si e’ sposato due volte; dalla prima moglie ha avuto la figlia Aysha (anche lei attrice) mentre dal 1985 si lega in matrimonio con Ineke, scultrice e pittrice. Del suo lavoro diceva: ”Bravo e cattivo ragazzo, eroe o antieroe; non mi importa cio’ che interpreto, ogni ruolo ha qualcosa di magico”. Tornando alla sua propensione per la poesia, e’ vero che la famosa frase di ‘Blade Runner’ e’ stata trasformata proprio dall’attore olandese e questo su indicazione dello stesso Scott. “Era cosi’ toccante – aveva raccontato una volta – che anche quelli che stavano filmando la scena furono commossi”. Tra i suoi lavori recenti, nel 2009 e’ Federico Barbarossa in ‘Barbarossa’ di Renzo Martinelli; ne ‘Il villaggio di cartone’ di Ermanno Olmi (che l’aveva gia’ diretto ne ‘La leggenda del Santo Bevitore’) interpreta il ruolo di un massiccio sagrestano; nel documentario ‘I colori della passione’ di Lech Majewski, adattamento dell’omonimo libro del critico d’arte Michael Francis Gibson, interpreta il pittore Pieter Bruegel il Vecchio; in ‘Dracula 3D’ (2012) di Dario Argento e’ invece Van Helsing. Infine, ne ‘Il futuro’ della regista cilena Alicia Scherson veste i panni di un ex solitario divo dei Peplum divenuto cieco. Numerose le serie tv da True Blood a Channel Zero e Porters. Tra i suoi ultimi film 2047: Sights of death di Alessandro Capone e i Fratelli Sisters di Jacques Audiard.

Fonte: Ansa

 

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