Aforisma di Carl Van Vechten

January 18, 2017 Leave a comment

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“Forse quello che chiamiamo istinto non é altro che una diversa forma di conoscenza”.

Agostino Arrivabene

January 17, 2017 Leave a comment

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Agostino Arrivabene nasce a Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona nel 1967. si è diplomato all’accademia di Belle Arti di Milano, ma la sua vera formazione l’acquisisce attraverso la presa diretta dei dipinti dei grandi maestri del passato osservandone dal vero le loro opere fra i vari musei d’Europa e del mondo, in cerca sempre di un unico filo conduttore che potesse ricongiungere la poetica del passato e la ricerca della “ bellezza”, ma nella contraddittoria realtà del suo tempo presente.

La sua ricerca artistica si sviluppa sotto il segno e la guida degli antichi maestri, in particolare Leonardo, Durer, Van Eych e tutti i primitivi fiamminghi e Rembrandt.

In un personalissimo percorso anti-moderno, l’artista scopre da autodidatta negli anni della formazione le tecniche pittoriche tradizionali fino alla preparazione artigianale dei colori, fino alla ricerca continua degli antichi medium utilizzati nella pittura del passato .

Fra i vari generi dipinti, non possono mancare soggetti bizzarri da naturalia, mirabilia, e artificialia discipline barocche e rinascimentali dell’ antica ed acerba catalogazione museale della realtà e quindi anche manufatti del mondo naturale ancora attuali nella nostra storia moderna fatta ancora di ricercatezze, deformità, bizzarrie del nostro quotidiano , altre tematiche amate da Arrivabene sono le nature morte, o le vanitates e i ritratti realizzati dando sfogo alla sua più mirabolante ( e perversa) fantasia e al suo amore verso tutte le manifestazioni più rare ed insolite della natura.

Rammentando la caducità delle cose umane, in un ciclo che diviene un vero e proprio memento mori, l’artista ha saputo creare sulla tela anche oggi delle moderne e virtuali Wunderkammer , le stanze delle meraviglie dove un tempo i collezionisti conservavano insieme opere d’arte, oggetti insoliti e stravaganti e frammenti del mondo naturale per creare un personalissimo museo del mondo .

Le sue opere sono caratterizzate da una forte carica visionaria con una predilezione al linguaggio simbolista, e sono realizzate con preziosi materiali oggi caduti in disuso, tutti preparati artigianalmente.

Il tema del male, della morte e del dolore, è una costante della sua produzione, in cui figure dolenti vagano in sconfinati paesaggi visionari .
Ma anche paradisi opposti in cui luci accecanti invadono figure in estasi, attendono la risposta a quesiti cosmici, in cui la condizione di “ soglia “ rende l’uomo vago in continuo squilibrio .

Altro genere pittorico scelto oramai da alcuni anni è quello degli animali che ha gia dato prova in passato di costruzioni iconografiche di caleidoscopica fantasia carica di artifici e assurdità animali e che in questa sua ultima personale alla galleria Forni riappaiono dopo tempo in più esempi dell’evoluzione verso il soggetto d’animaliers ma trasmutato attraverso l’aberrazione dell’albinismo e identificandolo nella sua rarità come uno degli elementi di manifestazione della divinità.

L’altro genere pittorico che Arrivabene segue oramai da tempo è il paesaggio che si apre verso sconfinati orizzonti in cui l’ipotesi geografica si confonde con una geografia immaginaria, proveniente dal mondo delle idee e cosi quasi edenica .

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Mehdi Sefrioui

January 13, 2017 Leave a comment

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Mehdi Sefrioui è nato a Tangeri,  di professione fotografo,  e vive tra Parigi e Casablanca realizzando i suoi scatti che definisce “di strada” dal 2010.  Nelle sue immagini, Medhi cattura i momenti effimeri della vita, espressioni di varia umanità conditi da puro senso estetico e bellezza. Ultima sua creazione con Another Africa, debuttando nella fotografia di moda, celebrando il black body; un omaggio all’Africa nera dove uguaglianza, bellezza e moda possono convivere e coesistere creando bellezza, economia e benessere.

Fonte: My Amazighen

Categories: Ritratti

Eros, energia sessuale fonte primaria dell’Agape

January 12, 2017 Leave a comment

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L’energia sessuale è un po’ il lupo cattivo nella storia dell’evoluzione della coscienza

Chi vorrebbe evitarla, chi crede di trovarla affascinante.

Nessuno però che la accolga come la manifestazione primaria e naturale dell’energia psicofisica che rappresenta, riconoscendole il diritto di fluire armonicamente nella totalità del proprio essere.

L’energia sessuale è trattata come una manifestazione DIVISA dal Sé. Ma poiché il Sé è la totalità della Vita nella coscienza, quest’ultimo non sarà realizzato senza che sia prima integrata anche questa manifestazione dell’energia.

Non solo: essendo l’impulso sessuale la forma più bassa e -proprio per questo- più potente del potenziale energetico insito nella nostra macchina biologica, nessuno stato superiore sarà autentico e stabile se non sarà alimentato da questa sorgente zampillante di energia.

Il grande asceta cristiano Origene (183-254 d.C.) affermava addirittura che l’Agape insegnato dal Cristo -la forma più sublime e divina dell’Amore- non potesse essere attinto se non contattando e integrando l’Eros creaturale, ovvero l’energia sessuale. La Via dell’Amore è sempre stata e sempre sarà una Via dell’Alchimia Sessuale.

In termini psicoanalitici questo sarà tradotto da Sigmund Freud nel concetto per cui la sorgente primaria di ogni manifestazione psichica è proprio l’energia sessuale o “Libido”.

Più edotto sui segreti dei grandi iniziati cristiani, Carl Gustav Jung ripartirà da questo assunto ma domandando con più sottigliezza:

“L’energia sessuale è innanzitutto “energia sessuale” o è innanzitutto semplice energia?”

L’energia psicofisica infatti, nella sua forma originaria, non è mai innanzitutto “sessuale”: è energia!

Su questa scoperta semplice eppure cruciale si basa il processo di Trasmutazione che gli insegnamenti di Gesù permettono di realizzare.

Solo quando io rifiuto una certa manifestazione dell’energia e dunque la separo dalla totalità del mio essere, questa pare avere una forma particolare, distinta dal tutto.

Ma in origine la rabbia non è rabbia, è energia.
Il dolore non è dolore, è energia.
Il desiderio sessuale non è desiderio sessuale, è energia!

Quando accolgo in me quella dinamica energetica che attraversa i corpi della personalità, rabbia, dolore, desiderio sessuale tornano a integrarsi nella mia costituzione psicofisica; sul piano emotivo, ogni stato psicofisico nella sua forma perfettamente integrata ha un sapore ben preciso: quello di uno smisurato innamoramento.

L’Agape è il percepire emotivamente la gioia e l’innamoramento che derivano dall’aver ritrovato la propria integrità, dal sentirsi uno in se stessi per aver accettato e riconosciuto ogni parte di sé.

Jung aveva ragione: ogni dinamica psicofisica è innanzitutto pura energia. E l’insegnamento del Cristo aggiunge questa importante precisazione: l’energia in ogni sua forma, una volta integrata nella coscienza, è Amore!

Quel processo di patologica scissione interiore che nella Bibbia viene chiamato “peccato” o “caduta” consiste in una separazione paradossale da se stessi: il Sé che si separa da Sé senza più riconoscersi, acquisendo la Conoscenza del Bene e del Male, ma perdendo l’integrità primeva.

L’Eros è la forma primaria dell’energia psicofisica, e dunque la prima da cui l’essere umano “caduto” si sente separato. Quando la mia energia sessuale è bloccata interiormente essa appare nella forma di un bisogno rivolto all’esterno: il desiderio sessuale. Da questa scissione primaria che sancisce la percezione -patologica- di una separazione tra “Io” e “mondo esterno”, sorgono tutte le conseguenti sfumature emotive: rabbia, euforia, tristezza, etc..

Le indicazioni di lavoro su di sé fornite da Gesù hanno lo scopo di invertire questo movimento di separazione e di riconciliare l’essere umano con se stesso e con il mondo. In questo tipo di lavoro incontriamo prima quelle che siamo soliti definire “emozioni”: rabbia, paura, allegria. Ma presto o tardi dovremo iniziare a lavorare lì dove tutto ha tratto origine, ovvero direttamente sull’energia sessuale.

I pregiudizi che la separazione ha instillato in noi ci fanno credere che il lavoro sull’energia sessuale sia una cosa a parte o richieda di cimentarsi in strane tecniche (talvolta persino dannose!): al contrario la carica sessuale obbedisce agli stessi principi osservati per ogni altro fenomeno psicofisico.

Essa può essere rifiutata attraverso l’esternazione o la repressione, oppure finalmente accolta attraverso l’integrazione.

Le sette indicazioni di lavoro riportate nei Vangeli (di cui tratto approfonditamente nel libro “La Via dell’Amore Perfetto”) hanno lo scopo di produrre l’integrazione progressiva di ogni aspetto di sé, per convertirlo nella sua forma più autentica: l’Amore.

Come Origene aveva compreso, nello stato di salute non c’è alcuna contrapposizione tra Eros e Amore: non c’è altro che Dio, e Dio è Amore (1Gv 4, 8).

Alessandro Baccaglini

Fonte: Facebook

L’ostrica e la perla

January 12, 2017 Leave a comment

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Come fa l’ostrica perlifera a fabbricare una perla? All’origine c’è un corpo estraneo – spesso un granello di sabbia o un parassita – che cade nel suo guscio. Per difendere i suoi tessuti dall’irritazione, l’ostrica produce e deposita vari strati di calcio che, in combinazione con altri minerali, creano intorno al corpo estraneo questo particolare oggetto prezioso chiamato perla. In pratica, questa inaspettata intrusione produce una forte reazione nell’animale che, non riuscendo ad espellere il corpo estraneo, comincia a secernere una sostanza cristallina liscia e dura, definita madreperla. Fino a quando il corpo estraneo resta all’interno, l’ostrica perlifera continua a secernere intorno ad esso la sostanza madreperlacea, strato su strato. Dopo pochi anni, il risultato sarà quello di una bella e splendente gemma. Mentre le pietre preziose devono essere sottoposte al taglio e levigate per farne emergere la bellezza, le perle non hanno bisogno di questo processo complementare. Nascono da questi molluschi con una naturale iridescenza e una lucentezza che nessun’altra gemma al mondo possiede.

Per l’ostrica quel corpo estraneo è una difficoltà, poiché la irrita. Non lo sopporta e vorrebbe espellerlo. Allora si mette a “lavorare su di sé” nell’unico modo che conosce: trasforma l’oggetto estraneo affinché non rappresenti più un fastidio per lei. La difficoltà la costringe a secernere una materia speciale con la quale avvolge quel granello di sabbia tanto sgradevole, e questo, anziché venire distrutto o espulso, resta all’interno… ma diviene bellissimo e prezioso.

In questo fenomeno naturale sono contenuti i due processi più importanti del lavoro alchemico:

1)   Portare la piena attenzione sulla difficoltà, senza cercare di evitarla

2)   Produrre dalla propria stessa sostanza una nuova materia capace di trasformare la difficoltà in un oggetto prezioso

Ogni difficoltà, nel momento in cui smettiamo di volerla allontanare da noi continuando ostinatamente a considerarla un “corpo estraneo”, costringe il nostro Cuore a produrre una sostanza che trasforma la difficoltà in pietra preziosa. Questo effetto è dato dal potere dell’attenzione nel qui-e-ora. Di fronte allo stesso evento proveremo allora un’emozione di gioia e non più sofferenza. In alchimia si parla di “trasmutare il Veleno in Farmaco”.

E chi l’ha voluta capire… l’ha capita.

Fonte: La Porta D’Oro

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Bio-genetica, organi umani da corpi animali

January 7, 2017 Leave a comment

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I biologi stanno cercando di capire come far crescere organi umani all’interno di animali come i maiali grazie ai recenti progressi nella tecnologia delle cellule staminali. Un risultato simile farebbe diminuire drasticamente la carenza di organi da trapianto. L’idea è prendere cellule staminali umane e impiantarle all’interno di embrioni suini allestiti per far sì che l’organismo che ne risulta, chiamato chimera, si sviluppi in un animale con pancreas, reni o altri organi umani. Se gli esperimenti pilota avranno successo e i ricercatori avranno l’autorizzazione delle autorità competenti, l’obiettivo è consentire alle chimere di proseguire lo sviluppo fino al termine della gestazione (quattro mesi per i maiali), per vedere se produrranno organi umani utilizzabili.

Fonte: Le Scienze

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Roma, vulcano alle porte della capitale

January 7, 2017 Leave a comment

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L’area vulcanica a una ventina di chilometri in direzione sud-est dal centro di Roma, conosciuta come Colli Albani, non è estinta. Gli scienziati hanno ricostruito la storia delle eruzioni avvenute in questo distretto vulcanico, insieme a quella delle deformazioni della crosta terrestre che hanno accompagnato nel tempo la sua evoluzione e hanno dimostrato che quest’area non solo è attiva, ma addirittura dà segni di risveglio. La quiete eruttiva dura ormai da 36.000 anni, un intervallo che si avvicina molto al tempo di quiescenza medio calcolato dai ricercatori. Non è però possibile fare previsioni sui tempi in cui potrebbe avvenire una nuova eruzione. Di sicuro ci vorranno secoli, più probabilmente millenni prima, che il magma trovi una via di risalita fino alla superficie.

Fonte: Le Scienze

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