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Archive for the ‘Biennale di Venezia’ Category

May You Live In Interesting Times, Biennale di Venezia 58. Esposizione Internazionale d’Arte

May 11, 2019 Leave a comment

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Si è aperta al pubblico sabato 11 maggio 2019 la 58. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo May You Live In Interesting Times, a cura di Ralph Rugoff. La pre-apertura per la stampa e gli addetti ai lavori si è svolta l’8, 9 e 10 maggio; la Cerimonia di premiazione e inaugurazione ha avuto luogo a Ca’ Giustinian, sede della Biennale, sabato 11 maggio.
“Ci siamo spesso interrogati” – ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta – “sul ruolo della Biennale e sulle sfide che deve affrontare, consapevoli delle molteplici ambivalenti possibili letture del nostro lavoro (della nostra missione), che si distingue da tanti altri non per quello che si fa (Exhibitions) ma forse per lo spirito con cui lo si fa e per le modalità con cui si opera, modalità che a loro volta devono essere coerenti con quello spirito.
In tempi di grandi cambiamenti è parso a tutti necessario essere attenti all’evoluzione del mondo e del mondo dell’arte. Devo riconoscere che alla guida della Biennale di Venezia siamo agevolati in questo esercizio dall’essere attivi in diversi settori artistici – dal Teatro alla Musica alla Danza al Cinema all’Architettura – non cessano mai gli stimoli, le sfide e le sollecitazioni”.

La mostra si articola tra l’Arsenale (Proposta A) e il Padiglione Centrale (Proposta B) ai Giardini e include 79 partecipanti da tutto il mondo, ciascuno dei quali è presente in entrambe le sedi espositive, con opere diverse che mostrano aspetti diversi della pratica di ciascun artista.
«Molte delle opere esposte affrontano le tematiche contemporanee più preoccupanti – spiega Ralph Rugoff – dall’accelerazione dei cambiamenti climatici alla rinascita dei programmi nazionalisti in tutto il mondo, dall’impatto pervasivo dei social media alla crescente disuguaglianza economica. Tuttavia, dobbiamo partire dal presupposto per cui l’arte è più di una mera documentazione del periodo storico in cui viene realizzata».
«May You Live In Interesting Times mette in evidenza opere la cui forma attira l’attenzione su ciò che la forma stessa nasconde e sui molteplici scopi perseguiti dalle opere. Forse, indirettamente, queste opere possono diventare una sorta di guida per vivere e pensare in ‘tempi interessanti’. Possiamo senza dubbio imparare qualcosa dal modo in cui gli artisti di questa Biennale sfidano le consuetudini del pensiero e ampliano l’interpretazione che diamo a oggetti e immagini, scenari e situazioni decisamente eterogenei».

La mostra è affiancata da 89 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 4 i paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Ghana, Madagascar, Malesia e Pakistan. Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è a cura di Milovan Farronato.
Completano il panorama espositivo della Biennale Arte 2019 i 21 Eventi collaterali ammessi dal Curatore e promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali, organizzati in numerose sedi della città di Venezia.
• La mostra sarà aperta fino a domenica 24 novembre 2019.

Alice Rohrwacher, president of the international jury for the Venice Award for a Debut Film

June 16, 2014 Leave a comment
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71st Venice Film Festival from August to 27 to Sept. 6, 2014
06 | 16 | 2014
The Jury will award the Lion of the Future
Italian director Alice Rohrwacher has been appointed the President of the International Jury for the“Luigi De Laurentiis” Venice Award for a Debut Film at the 71st Venice International Film Festival.
Alice Rohrwacher won the Grand Prix at the last Cannes Film Festival with Le Meraviglie (The Wonders). In 2011 her first feature film, Corpo Celeste, premiered at the Cannes Directors’ Fortnight and was selected at Sundance, New York, London, Rio and Tokyo Film Festivals. Corpo Celeste won the Ingmar Bergman International Debut Award, the Nastro d’Argento Award and the Ciak d’Oro Award for best first work, as well as the Suso Cecchi D’Amico Award for best screenplay.
The 71st Venice International Film Festival will be held from 27 August to 6 September 2014 at the Lido of Venice, directed by Alberto Barbera and organized by the Biennale di Venezia, chaired by Paolo Baratta.
The International Jury of the “Luigi De Laurentiis” Venice Award for a Debut Film is composed of 7 personalities in the cinema and culture of different countries, including a producer. The Jury will select one film from among all the first feature films in the various competitive sections of the Festival (Official Selection and Independent and Parallel Sections), awarding it the Lion of the Future – “Luigi De Laurentiis” Venice Award for a Debut Film and a prize of 100,000 USD, provided by Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis which will be divided equally between the director and the producer. No joint winners are allowed.
In recent years the Venice Award for a Debut Film was conferred to: Le grand voyage by Ismaël Ferroukhi (2004), 13 – Tzameti by Gela Babluani (2005),Khadak by Peter Brosens and Jessica Woodworth (2006), La zona by Rodrigo Plá (2007), Pranzo di ferragosto (Mid August Lunch) by Gianni Di Gregorio (2008), Engkwentro (Clash) by Pepe Diokno (2009), Cogunluk (Majority) by Seren Yüce (2010), Là-Bas (Là-Bas: A Criminal Education) by Guido Lombardi (2011), Küf (Mold) by Ali Aydin (2012), White Shadow by Noaz Deshe (2013).

71. Mostra del Cinema della Biennale di Venezia 2014

June 16, 2014 Leave a comment
71. Mostra del Cinema della Biennale di Venezia
La 71. Mostra del Cinema si terrà dal 27 agosto al 6 settembre; l’attrice Luisa Ranieri sarà la madrina delle serate di apertura (27 agosto) e di chiusura (6 settembre).
• Biennale College – Cinema, terza edizione: il nuovo bando internazionale per lo sviluppo e la produzione di opere audiovisive a micro-budget è aperto dal 6 maggio al 1° luglio.
• La seconda edizione del workshop Final Cut in Venice, finalizzato al completamento dei film provenienti dai Paesi africani (nonché da Giordania, Libano, Palestina e Siria) avrà luogo dal 31 agosto all’1 settembre nell’ambito del Venice Film Market.
• Il Venice European Gap-Financing Co-Production Market avrà luogo il 29 e 30 agosto; la nuova iniziativa nell’ambito del Venice Film Market intende sostenere i produttori europei, assicurando il completo finanziamento dei loro progetti, attraverso incontri con qualificati professionisti internazionali.

The 71st Venice Film Festival will run 27th August to 6th September; the actress Luisa Ranieri is to host the opening (27 Aug.) and closing (6 Sept.) events.
• Biennale College – Cinema, third edition: the new international call for the development and production of micro-budget audiovisual works is open from 6th May to 1st July.
• The second edition of the workshop Final Cut in Venice, aimed at providing support to complete films coming from African countries, Jordan, Lebanon, Palestine, and Syria will run 31st August to 1st September as part of the Venice Film Market.
• The Venice European Gap-Financing Co-Production Market will run on 29th and 30th August; the new initiative of the Venice Film Market is intended to support European producers to secure the final financing of their projects through meetings with international professionals.

 

 

“Fundamentals”, 14. Mostra Internazionale di Architettura

June 16, 2014 Leave a comment
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La 14. Mostra Internazionale di Architettura, intitolata Fundamentals e diretta da Rem Koolhaas, apre al pubblico sabato 7 giugno (fino a domenica 23 novembre) ai Giardini e all’Arsenale, con orario 10-18. Vernice: 5 e 6 giugno.
Cerimonia di premiazione e di inaugurazione: 7 giugno. Il Leone d’oro alla carriera della 14. Mostra è stato attribuito all’architetto canadese Phyllis Lambert.
La Mostra accoglie tre manifestazioni complementari: Absorbing Modernity 1914-2014 (Padiglioni nazionali); Elements of Architecture (al Padiglione Centrale: gli elementi fondamentali utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo); Monditalia (all’Arsenale: esposizioni, spettacoli dal vivo e conversazioni).Informazioni e Biglietteria (dal 26 maggio è possibile acquistare i biglietti anche a Ca’ Giustinian, San Marco 1364/A).

The 14th International Architecture Exhibition titled Fundamentals and directed by Rem Koolhaas, opens to the public from 7th June to 23rd November in the Giardini and the Arsenale. Preview on 5th and 6th June; Award ceremony and inauguration on 7th June. Phyllis Lambert has been chosen to be the recipient of the Golden Lion for Lifetime Achievement of the 14th Exhibition.
The show consists of three interlocking exhibitions: Absorbing Modernity 1914-2014 (National pavilions); Elements of Architecture (in the Central Pavilion: the fundamentals of our buildings used by any architect, anywhere, anytime); and Monditalia (in the Arsenale, featuring exhibitions, live performances, and talks). Information and Tickets (as of 26 May, tickets will be on sale at Ca’ Giustinian, San Marco 1364/A).

 

 

“Mondo Novo – questo, luogo, comunità”, molteplici arti coreutiche per la Biennale Danza 2014

June 6, 2014 Leave a comment

biennale danza

Il settore Danza nella sezione Monditalia (Corderie dell’Arsenale) della Biennale Architettura
dal 7 giugno alle Corderie dell’Arsenale
28 | 05 | 2014
avvenimenti di ogni tipo e a ciclo continuo
“Mai come quest’anno tutta la Biennale è nella Biennale” ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta presentando la 14. Mostra Internazionale di Architettura diretta da Rem Koolhaas. La sezione della Mostra intitolata Monditalia, alle Corderie dell’Arsenale, impegna infatti tutti i settori della Biennale: Danza, Musica, Teatro e Cinema. Si tratta di “attività – ha precisato Baratta – non semplicemente affiancate e giustapposte alla Mostra di Architettura, ma integrate nella Mostra di Architettura. Qui Danza, Musica, Teatro e Cinema sono infatti chiamati a rappresentare elementi essenziali della vita delle realtà storiche e degli spazi complessi in cui può essere pensata e immaginata l’architettura”.
Il Programma del settore Danza
A partire dal 7 giugnoapertura al pubblico della Biennale Architettura, le Corderie dell’Arsenale ospiteranno continuativamente anche attività di Danza, dalla momentaneità della performance ai tempi lunghi della creazione. Nello spazio cinquecentesco, accanto alle installazioni architettoniche di Monditalia, sono stati dislocati 6 palcoscenici di foggia diversa, dove avvenimenti di ogni tipo e a ciclo continuo, programmati o estemporanei, cambieranno la mostra di giorno in giorno. Una situazione inedita per coreografi e danzatori, così come per il pubblico: la danza si misura e si modifica in rapporto allo spazio e al tempo della mostra, alla libertà dello spettatore/visitatore e al suo sguardo diretto, al racconto “esposto” di un’opera in divenire, dove la dimensione pubblica si sovrappone a quella solitamente intima della creazione.
Per questo esperimento Virgilio Sieni, direttore del Settore Danza, ha coinvolto artisti che con i loro lavori hanno programmaticamente sperimentato luoghi e tempi non convenzionali. Come i Kinkaleri, autori di performance, installazioni, produzioni video ospitate in musei d’arte contemporanea, teatri, festival, discoteche, che alle Corderie saranno autori di incursioni fulminee con Found Dances & Everyone Gets Lighter/All!: la messa in opera di un’ “alfabetizzazione del movimento” che ad ogni gesto fa corrispondere una lettera dell’alfabeto coinvolgendo il pubblico della mostra. O come Michele Di Stefano, co-fondatore della compagnia mk e vincitore del Leone d’argento della Biennale Danza, che in Sahara para todos persegue la sua personale ricerca tra orientamento e spaesamento, tracciando mappe che spostano continuamente la linea di demarcazione tra spettatore e performer.
Anche Luisa Cortesi, autrice di un pensiero rigoroso sulla danza, con La trappola declina una riflessione sul tempo e sullo spazio architettonico delle Corderie “mettendo in scena” un lavoro in fieri dalla struttura aperta.“La trappola è un’azione concepita in un tempo dilatato e in un luogo predisposto architettonicamente per la visione e l’esposizione al pubblico del corpo della durata di otto ore al giorno per venti giorni. Uno spazio aperto di costruzione e rappresentazione” (Luisa Cortesi). La situazione inedita con cui si confrontano gli artisti alle Corderie ha portato invece Marina Giovannini, educata al classico e danzatrice solista per il Balletto di Toscana, a interrogarsi sulla genesi di un lavoro coreografico – Punto sulla forma – in bilico tra dimensione intima e pubblica, tra arte e vita.
Bolero Variazioni di Cristina Rizzo, co-fondatrice di Kinkaleri prima di intraprendere la carriera solista, impegna un gruppo di interpreti in una scrittura coreografica contemporanea “aperta”, che trova nella musica di Ravel un campo espressivo esteso, che si amplifica come detonatore di espressione.Dance Grammar dell’israeliano Roy Assaf, a lungo in collaborazione come danzatore e coreografo con Emmanuel Gat, trasforma la serie di regole che governano la composizione in nuove modalità di relazione e di “gioco” fra i performer.
Ci saranno le danze di Giuseppe Comuniello, interprete non vedente e portatore di un diverso alfabeto espressivo. Il percorso di trasmissione tra danzatori e non vedenti porterà quotidianamente all’elaborazione di brevi brani coreografici in forma di duetto, trio e quartetto, ricreando lo spazio della rappresentazione tra i visitatori della mostra. Ed è sempre Giuseppe Comuniello, questa volta in assolo, l’interprete sensibile di danze con personaggi immaginari tratti da fiabe, racconti e pitture che accadranno in orari non prestabiliti.
Altre azioni coreografiche di carattere estemporaneo, raccolte sotto il nome di “ballate”, saranno create dai coreografi di volta in volta presenti alle Corderie. Mentre i giovanissimi interpreti del ciclo di spettacoli Vita Nova, danzatori dai 10 ai 14 anni, proveranno le coreografie di Adriana Borriello,Cristina RizzoStian DanielsenHelen CerinaSimona Bertozzi in vista del debutto serale.
Infine, sarà sempre alle Corderie che prendono corpo gli Appunti del Vangelo secondo Matteo di Virgilio Sieni: a partire da un’idea di work in progresse da un sistema di pratiche che precedono la creazione si vedranno i primi quadri dello spettacolo che debutterà in forma compiuta nei primi tre weekend di luglio.
Tutte le attività del Settore Danza per il 2014 sono sostenute dalla Fondazione Prada.

CORDERIE DELL’ARSENALE  –   PROGRAMMA DANZA
BALLATE – improvvisazioni con i coreografi presenti
7-29 GIUGNO
SAHARA PARA TODOS – fasi di creazione e performance (19.06 h12.00)
coreografia Michele Di Stefano_mk
7-21 GIUGNO
APPUNTI PER IL VANGELO SECONDO MATTEO – fasi di creazione
ideazione e regia di Virgilio Sieni
7-29 GIUGNO
DANZE LEGGERMENTE DIVERSE – fasi di creazione
di e con Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente
7-29 GIUGNO
LA TRAPPOLA – fasi di creazione
di e con Luisa Cortesi
7-29 GIUGNO
PUNTO SULLA FORMA – fasi di creazione e performance (27.09>29.06 h14.00)
di e con Marina Giovannini
7-29 GIUGNO
BOLERO VARIAZIONI – fasi di creazione
coreografia Cristina Rizzo
9-18 GIUGNO
DANZE PER CAPIRE – fasi di creazione
a cura di Gaia Germanà e Giuseppe Comuniello
10-29 GIUGNO
DANCE GRAMMAR – fasi di creazione e performance (27.06>29.06 h16.00)
coreografia Roy Assaf
15-29 GIUGNO
FOUND DANCES & EVERYONE GETS LIGHTER | ALL! – fasi di creazione e performance (h15.00)
di e con Kinkaleri
19-29 GIUGNO
TACITA MUTA… fasi di creazione
coreografia Adriana Borriello
con i danzatori di Biennale College – Danza di età compresa tra i 10 e i 14 anni
20 GIUGNO
POST GRAMMATICA fasi di creazione
coreografia Helen Cerina
con i danzatori di Biennale College – Danza di età compresa tra i 10 e i 14 anni
21 GIUGNO
LA STANZA DEL FAUNO fasi di creazione
coreografia Virgilio Sieni
con i danzatori di Biennale College – Danza di età compresa tra i 10 e i 14 anni
24 GIUGNO
GUARDARE AD ALTEZZA D’ERBA – fasi di creazione
coreografia Simona Bertozzi
con i danzatori di Biennale College – Danza di età compresa tra i 10 e i 14 anni
25 GIUGNO
LET’S PLAY – fasi di creazione
coreografia Stian Danielsen
con i danzatori di Biennale College – Danza di età compresa tra i 10 e i 14 anni
26 GIUGNO
INDIGENE_prima parte
coreografia Virgilio Sieni
con i danzatori di Biennale College – Danza di età compresa tra i 10 e i 14 anni
28 GIUGNO
VANGELO SECONDO MATTEO – PROGETTO SPECIALE
coreografia Virgilio Sieni
1-18 LUGLIO

“A remote whisper”, straordinaria mostra di Pedro Cabrita Reis a Venezia

June 15, 2013 Leave a comment

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Venezia – dal 30 maggio 2013 al 24 novembre 2013, presso Palazzo Falier, sarà possibile visitare ”A remote whisper”. “A remote whisper” è la straordinaria mostra dell’artista portoghese conosciuto in tutto il mondo Pedro Cabrita Reis, pensata appositamente per la 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia. L’artista presenta nei 700 metri quadri del piano nobile di Palazzo Falier un intervento monumentale, che invade le pareti e i pavimenti invitando il visitatore a intraprendere traiettorie casuali attraverso lo spazio, costruendo così un’intricata percezione dell’opera. La mostra, curata da Sabrina van der Ley, Direttore per l’Arte Contemporanea del National Museum of Art, Architecture and Design di Oslo, è una ricostruzione in situ, semi-precaria, artigianale, che combina alluminio, vetro, lampade fluorescenti, disegni, quadri e foto. Cabrita Reis, la cui ricerca mira da sempre a creare una forte relazione tra opera, spazio e fruitore, nel progetto di Palazzo Falier sottolinea la propensione a sovrapporre lo spazio dell’esposizione con quello del lavoro artistico. Fin dall’inizio degli Anni ’90, il suo lavoro ruota attorno a tematiche quali la casa, l’abitare, le costruzioni e il territorio. Oltre a creare lavori con elementi della vita quotidiana come sedie, tavoli, porte e finestre, l’artista compone opere che si impossessano dello spazio espositivo con strutture complesse e altrettanto pervasive. “I suoi interventi, di natura quasi integralmente site specific, racchiudono una presenza persistente di percorsi che si incrociano, come reminiscenze o esperienze vernacolari appartentemente banali. Ogni lavoro si propone come inventario continuo del mondo e allo stesso tempo come un modello per la sua percezione. Questo personale e intricato metodo di costruzione, caratteristico del linguaggio dell’artista, è l’approccio prevalente nella mostra di Palazzo Falier, e assume i connotati di dialogo con uno spazio da vivere”. -Sabrina van der Ley
La mostra a remote whisper è organizzata per conto del Segretario di Stato per la Cultura del Portogallo con il supporto di Galerie Nelson-Freeman, Parigi | Ivorypress, Madrid | Magazzino, Roma | Mai 36, Zurigo | Peter Freeman Inc., New York.
Sede espositiva: Palazzo Falier, Venezia;
Durata: 30 maggio 2013- 24 novembre 2013;
Giorni e orari: dal martedì alla domenica, 10:00 – 18:00;
Costo del biglietto: ingresso gratuito.

“Love Me, Love Me Not”, straordinaria esposizione di arte contemporanea dell’Azerbaijan a Venezia

June 15, 2013 Leave a comment

Love me Love me not

Venezia – Arte Contemporanea dall’Azerbaijan e dai Paesi Vicini. Evento Collaterale della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia: Love Me, Love Me Not è una straordinaria esposizione di arte contemporanea dell’Azerbaijan e dei paesi vicini che mette in mostra i lavori più recenti di 17 artisti provenienti da Azerbaijan, Iran, Turchia, Russia, e Georgia. Prodotta e supportata da YARAT Contemporay Art Organization, un’organizzazione no-profit per l’arte contemporanea con sede a Baku, e curata da Dina Nasser-Khadivi, la mostra sarà aperta al pubblico dall’ 1 Giugno al 24 Novembre 2013 presso la Tesa 100 dell’Arsenale Nord della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Artisti in mostra:
Faig Ahmed (Azerbaijan) – Rashad Alakbarov (Azerbaijan) – Afruz Amighi (Iran) – Kutluğ Ataman (Turchia) – Shoja Azari (Iran) – Rashad Babayev (Azerbaijan) – Mahmoud Bakhshi (Iran) – Ali Banisadr (Iran) – Ali Hasanov (Azerbaijan) – Orkhan Huseynov (Azerbaijan) – Sitara Ibrahimova (Azerbaijan) – Aida Mahmudova (Azerbaijan) – Taus Makhacheva (Russia) – Farhad Moshiri (Iran) – Farid Rasulov (Azerbaijan) – Slavs and Tatars (‘Eurasia’) – Iliko Zautashvili (Georgia)
“Ogni opera presente in questa mostra ha il ruolo di offrire al visitatore una nuova prospettiva sulle nazioni rappresentate nel padiglione, con il puro intento di dare una più profonda comprensione dell’area a cui fa riferimento. Esporre le opere di questi artisti in un’unica mostra mira fondamentalmente ad interrogarsi sulla propria percezione della storia e della geografia. L’arte promuove il dialogo e la Biennale di Venezia ha dimostrato di essere  la migliore arena di scambio culturale”, spiega la curatrice Dina Nasser-Khadivi.
Il titolo della mostra Love Me, Love Me Not, si riferisce alle vacillanti relazioni tra i paesi che circondano l’Azerbaijan e a quelle tra l’artista e gli osservatori dell’opera, oltre che al il titolo del lavoro esposto del noto collettivo Slavs e Tatars.
Love Me, Love Me Not è prodotta da YARAT Contemporary Art Organization, un’ organizzazione no-profit dedicata alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea in Azerbaijan.
Il catalogo:
Edito dalle curatrici Dina Nasser-Khadivi e Farah Rahim Ismail, include tra gli editor:
- Nada Raza, Assistente Curatrice presso Tate Modern
- Nicholas Cullinan, Curatore di Arte Moderna e Contemporanea presso il Metropolitan Museum of Art 
- Negar Azimi, Scrittrice e Senior Editor presso Bidoun Projects 
- Monica Steinberg, Studentessa PhD presso The Graduate Center, City University of New York 
- Suad Garayeva, Scrittrice e Curatrice specializzata nell’Arte Contemporanea di Russia, Asia Centrale e  Caucaso 
- Slavs and Tatars, Collettivo Artistico “Euroasiatico”
Dettagli della Mostra
Titolo: Love Me, Love Me Not
Luogo: Arsenale Nord, Tesa 100, Venezia, Italia
Press Preview: 30 Maggio, 11.00-14.00
Date della Mostra: 1 Giugno fino a 24 Novembre (apertura al pubblico)
Vaporetto: per raggiungere l’Arsenale Nord le fermate più vicine sono Bacini e Celestia (linee del vaporetto 5.1, 5.2, 4.1, 4.2). Durante le vernici sarà attivo un servizio gratuito di boat shuttle dall’Arsenale.
Accesso: cliccando il link sotto per aprire la mappa con la posizione delle due fermate del vaporetto e della Tesa 100.

Padiglione Tibet, mostra presso Santa Marta Congressi – Venezia

June 15, 2013 Leave a comment

padiglione tibet

Venezia – Dopo le mostre a Venezia presso Cà Zanardi nel 2011 ed a Torino nella Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni nei primi mesi del 2012, coordinata in collaborazione con Dossier Tibet, ISCOS e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, dopo i servizi giornalistici per RAI Parlamento trasmessi su RAI 1 e RAI 2, anche quest’anno Venezia, grazie a Padiglione Tibet – con il patrocinio del Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Giovanili Centro Pace – sarà invasa pacificamente da immagini, colori, atmosfere e suoni che misceleranno, come un prezioso intreccio, la creatività e la sensibilità degli artisti contemporanei, che hanno voluto aderire e contribuire a creare questo particolare Padiglione, con l’arte della composizione dei Mandala dei monaci tibetani (Lama Thupten e Lama Tenzing) che completeranno, con la loro sapiente, accurata e minuziosa perizia durante un rituale-performance che ne evidenzierà ancor più l’intima spiritualità ed energia, un Archivio di STRUTTURE – MANDALA realizzate in sinergia con gli artisti che ne tracceranno le “linee-guida” e con la spiritualità tibetana intrinseca nelle RUOTE DELLA PREGHIERA chiamate anche della legge: strumenti di preghiera buddista, esclusivamente tibetani, per la crescita spirituale.
Strutture cilindriche – realizzate nei laboratori di Albisola, luogo d’eccellenza della ceramica artistica – che saranno elaborate/progettate dagli artisti e realizzate in ceramica con un perno centrale che ne permetterà la rotazione e con cui i visitatori interagiranno attraverso un’esperienza sensoriale che si trasmetterà con un lieve tocco ed uno sfioramento sulla materia-segno. All’interno di ogni ruota sarà arrotolato un mantra (preghiera buddista) che verrà scritto direttamente dai monaci invitati all’evento con i caratteri tipici della loro lingua; i tibetani fanno ruotare le ruote della preghiera (come faranno anche i visitatori della mostra) per invocare un buon karma per tutti gli esseri senzienti rendendo questa pratica più di un semplice movimento rotatorio.
In un’epoca in cui dati di tutti i tipi vengono trasmessi ad iper-velocità da una parte all’altra della Terra – la convinzione che delle preghiere possano essere recitate e diffuse per invocare divinità solo con un semplice, lieve tocco, con un soffio di vento, può sembrare quasi infantile; al contrario è indice di quanto la realtà tibetana profondamente spirituale si fonda intrinsecamente con la natura stessa in un inarrestabile scambio con l’universo. Da sempre la circolarità è sinonimo di movimento, di ritmo, di flusso, un concetto presente in ogni aspetto della storia dell’Umanità e che la cultura tibetana ha sviluppato attraverso la realizzazione di strutture e costruzioni legate alla propria filosofia di vita. Per l’uomo tibetano la maggiore preoccupazione non è cosa fare durante il giorno, ma cosa essere nella propria intera esistenza. Questo grande evento artistico è dedicato ai 100 martiri tibetani (numero ormai tragicamente superato) che si sono immolati per la libertà di altri, per la verità di tutti…
Un unico tema declinato nei modi della pittura, della scultura, della performance, del video per realizzare un grande evento che sottolinei coralmente il profondo senso di spiritualità dell’ universo tibetano e creare un ponte sensibile che induca i visitatori ad una maggiore conoscenza di questo popolo che ormai si può definire, purtroppo, una minoranza etnica e che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e spirituale fondato su concetti di pace e non violenza … un ulteriore motivo per varcare la soglia della Chiesa di Santa Marta.
Artisti
Irene Accarini, Lucio Afeltra, Piergiorgio Baroldi, Luisa Bergamini, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Renzo Bortolussi, Nirvana Bussadori, Jorge Canale, Rosaspina B. Canosburi, Paolo Carnevale, Domenico Castaldi, Stefano Cerioli, Pino Chimenti, Giampietro Cudin – Carla Rigato, Flaminio Da Deppo, Marcello Diotallevi, Gillo Dorfles, Giglio Frigerio, Luciano G. Gerini, Carlos Gigena Seeber, Bruno Gorgone, Isa Gorini, Ursula Huber, Celeste Lazo, Franco Lippi, Oronzo Liuzzi – Roberto Scala, Beatriz Margossian, Fabrizio Martinelli – Giovanni Genshō Ponzoni, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Alessandro Novellino, Silvia Ovsejevich, Clara Paci, Lucia Paese, Marisa Pezzoli, Giorgio Piccaia – Matteo Piccaia, Siro Polazzetto, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori – Simonetta Chierici, Monica Rizzi, Pietro Ronzat, Virginia Ryan, Maria Savino, Pino Secchi, Cesare – Leonardo – Lucio – Simone Serafino, Ilaria Sperotto, Francesco Stefanini, R. Steiner, Roberto Testori, Micaela Tornaghi, Silvio Vigliaturo, Andrea Vizzini, Marcela Zelikowicz.
Video arte
Marco Agostinelli, Ciriaca+Erre, Francesca Lolli, Ruggero Maggi, Marco Rizzo, Ritu Sarin & Tenzing Sonam.
Testi di
Gianluca Anselmo, Elisabetta Bacci, Boris Brollo, Lara Caccia, Claudio Cardelli, Mauro Carrera, Giorgia Cassini, Stefano Dallari, Giulia Fresca, Alexander Larrarte, Enzo Lo Scalzo, Ruggero Maggi, Mimma Pasqua, Cristina Romieri, Alberto Rovida, Massimo Scaringella, Giuliana Schiavone, Roberta Semeraro, Tiziana Tacconi, Claudio Tecchio, Trini Castelli, Piero Verni, Roberto Vidali, Emma Zanella.
PADIGLIONE TIBET
ideato e curato da Ruggero Maggi
Santa Marta Congressi – SpazioPorto – Venezia
1 giugno – 7 settembre 2013
inaugurazione 1 giugno ore 18.00
Vernice 29/30/31 maggio 2013 ore 15.00 – 20.00
con la performance/rituale di monaci tibetani che completeranno alcuni mandala.
Inaugurazione con apertura al pubblico
1 giugno 2013 ore 18.00
con la performance/rituale di monaci tibetani che completeranno alcuni mandala.
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 – chiusura: lunedì
per informazioni e aperture straordinarie (22 giugno – 6 luglio – 7 settembre): www.padiglionetibet.comtel.: 320.9621497
modalità di visita
Data la natura molto particolare della mostra e dei mandala siamo costretti a vietare l’ingresso ai cani. Si prega di tenere i bambini in braccio o comunque lontani dalle opere.

Biennale di Venezia, regista Paul Schrader presidente della Giuria Orizzonti

June 11, 2013 Leave a comment

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la Biennale di Venezia / Paul Schrader Presidente della Giuria Orizzonti /
Il suo nuovo film The Canyons sarà presentato Fuori Concorso
Il regista e sceneggiatore statunitense Paul Schrader è il Presidente della Giuria internazionale della sezione Orizzonti alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), che assegnerà il Premio Orizzonti per il miglior film e gli altri premi ufficiali.
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.
Paul Schrader, cineasta tra i più importanti e apprezzati della generazione che diede vita alla Nuova Hollywood, ha diretto, per non citare che i suoi film più famosi, Blue Collar (1978), American Gigolo (1980), Il bacio della pantera (1982), Mishima (1985), Affliction (1997, presentato a Venezia nella sezione Mezzanotte). Ha sceneggiato Yakuza (1974) di Sidney Pollack, Obsession – Complesso di colpa (1976) di Brian De Palma e Taxi Driver (1976), Toro scatenato (1980), L’ultima tentazione di Cristo (1988) e Al di là della vita (1999) di Martin Scorsese.
Schrader ha praticato con continuità l’esercizio dell’intelligenza al servizio del cinema e della sua costante necessità di rinnovarsi – ha dichiarato il Direttore della Mostra Alberto Barbera – In virtù del suo riconosciuto interesse per le personali forme di espressione cinematografica, potrà contribuire in maniera significativa a valorizzare la funzione specifica di una sezione come Orizzonti, attenta ai nuovi autori e alla ricerca di nuovi linguaggi, capaci di indicare prospettive inedite per il cinema contemporaneo”.
In omaggio a Paul Schrader, sarà presentato a Venezia, fuori concorso, il suo nuovo film The Canyons, scritto da Bret Easton Ellis, con Lindsay Lohan e James Deen, realizzato con i fondi raccolti sulla piattaforma web Kickstarter. “La Mostra è lieta di offrire alla platea internazionale l’anteprima di un film lungamente atteso, lucida riflessione sulla Hollywood contemporanea e insieme modello di un nuovo modo per produrre i film”, ha dichiarato Alberto Barbera. “The Canyons è onorato dell’abbraccio della Gran Dama dei festival”, ha detto Paul Schrader.
La Giuria internazionale di Orizzonti, presieduta da Paul Schrader e complessivamente composta da 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i premi:
– Premio Orizzonti per il miglior film
– Premio Orizzonti per la migliore regia (nuovo riconoscimento)
– Premio Speciale della Giuria Orizzonti (nuovo riconoscimento)
– Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo
– Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio
La sezione Orizzonti comprende un Concorso internazionale riservato a un massimo di 20 lungometraggi, dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale, con particolare riguardo per gli esordi, gli autori emergenti e non ancora pienamente affermati, le cinematografie minori e meno conosciute, ma anche opere che si misurano con i generi e la produzione corrente con intenti d’innovazione e di originalità creativa. All’interno della sezione Orizzonti è ospitata una selezione competitiva di cortometraggi della durata massima di 20 minuti, scelti in base a criteri di qualità e originalità linguistico-espressiva. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi e i cortometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale.

 

Biennale di Venezia, William Friedkin, Leone d’oro alla carriera alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

image001la Biennale di Venezia /
70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
(28 agosto – 7 settembre 2013)
William Friedkin Leone d’oro alla carriera
E’ stato attribuito al regista statunitense William Friedkin il Leone d’oro alla carriera della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013).
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.
Nella presentazione al Cda della proposta di Leone d’oro alla carriera, Alberto Barbera scrive che William Friedkin “ha contribuito, in maniera rilevante e non sempre riconosciuta nella sua portata rivoluzionaria, a quel profondo rinnovamento del cinema americano, genericamente registrato dalle cronache dell’epoca come la Nuova Hollywood. Dopo aver scardinato le regole del documentario con alcuni lavori televisivi impostisi per lo sguardo asciutto, spietato e imprevedibile, Friedkin ha rivoluzionato poi  due generi popolari come il poliziesco e l’horror, inventando di fatto il blockbuster moderno con Il braccio violento della legge (1971, premiato con cinque Oscar, tra cui miglior film e miglior regia) e L’esorcista (1973, nominato a dieci Oscar). E’ stato poi autore di film in anticipo sui tempi come Il salario della paura (Sorcerer, 1977), Cruising (1980), Vivere e morire a Los Angeles (1985) e Jade (1995, presentato alla Mostra di Venezia in Notti veneziane), alcuni dei quali solo in seguito ampiamente rivalutati come autentici capolavori”.
Friedkin ha ottenuto di recente un grande successo di critica e pubblico alla Mostra di Venezia 2011 con Killer Joe, presentato in Concorso.
“Venezia, specialmente durante la Mostra, è una casa spirituale per me – ha dichiarato William Friedkin -. Il Leone d’oro alla carriera è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ma sono onorato di accettarlo con gratitudine e amore”.
William Friedkin riceverà il riconoscimento durante la 70. Mostra di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), dove presenterà il restauro de Il salario della paura (Sorcerer, 1977), appositamente realizzato dalla Warner Bros.
Approccio originale a Vite vendute (Wages of Fear) di Henri-Georges Clouzot (anch’esso adattamento del romanzo di Georges Arnaud scritto nel 1950), Il salario della paura sposta gli immancabili scenari urbani di Friedkin nella profondità della giungla sudamericana, dove la passione del regista per il realismo, e il suo inappuntabile istinto per la suspense, convergono con magistrale effetto nella leggendaria, angosciante scena dell’attraversamento del ponte. Produzione già difficile di per sé, Il salario della paura è stato un film molto discusso quando uscì (una settimana dopo Guerre stellari di George Lucas). Da allora è diventato uno dei titoli di Friedkin più acclamati dalla critica e uno dei meno facili da riuscire ad ammirare sul grande schermo. “Considero Il salario della paura il mio film più personale e il più difficile da realizzare – ha dichiarato Friedkin -. Sapere che sta per avere una nuova vita al cinema, è qualcosa di cui sono profondamente riconoscente.  Il fatto poi che il film abbia la sua prima mondiale alla Mostra di Venezia, è qualcosa che attendo con grande gioia. E’ una vera resurrezione di Lazzaro”.
Il restauro de Il salario della paura da parte della Warner Bros. è cominciato con una scansione in 4K del negativo originale in 35mm. Il progetto di restauro è stato completato sotto la guida di William Friedkin assieme al colorista Bryan McMahan, che ha lavorato con Friedkin sin dal 1994, e a Ned Price della Warner Bros., che supervisiona i progetti di restauro per lo Studio. “Ero stupefatto della brillantezza della fotografia originale – ha dichiarato Ned Price –. Finora avevo visionato solo copie cinematografiche in 35mm di bassa qualità provenienti da duplicati negativi con sottotitoli. Avendo lavorato con il negativo originale, si permetterà finalmente al pubblico di apprezzare l’impatto visivo di questo film”.
Nella motivazione del premio, Alberto Barbera scrive inoltre che Friedkin ha manifestato negli anni “una fedeltà rischiosa ai propri ideali che, allontanandolo dal centro del cinema hollywoodiano, lo ha spinto a cercare nel cinema indipendente quella libertà necessaria a perseguire la ricerca di un linguaggio fatto di spiazzamenti continui, di istinto visivo folgorante, visionario, allucinatorio, eppure insaziabilmente affamato di realtà anche quando sembra perdersi nel delirio cinetico, astratto e perfezionistico delle prepotenti sequenze d’azione e d’inseguimento che caratterizzano la sua opera in maniera emblematica. William Friedkin rappresenta ancora oggi l’esempio di un cinema esigente, intellettualmente onesto, emotivamente intenso, programmaticamente avventuroso ed erratico: un antidoto potente e generoso al crescente livellamento del cinema contemporaneo”.
E’ stata pubblicata da pochi giorni negli Stati Uniti la sua autobiografia, The Friedkin Connection (HarperCollins), che Bompiani sta traducendo in italiano e che presenterà a Venezia in anteprima.