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Archive for April 6, 2011

Gli Assiri (parte I)

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Il declino della supremazia babilonese nel territorio mesopotamico assiste all’avvento di una nuova civiltà, la quale in breve ne prenderà il posto, mi riferisco al popolo degli Assiri, e in concomitanza di siffatto cambiamento storico si nota il medesimo mutamento anche nel vestiario.

Anche il sovrano babilonese Marduk-nâdin-akhkhê, vissuto nell’ultimo periodo della dominazione del suo popolo, adotta una foggia prettamente assira.

Tuttavia una delle figure più autorevoli da cui attingere una piena visibilità del costume tipico è il re assiro Assurnasirpal II, vissuto nel IX secolo a.C.

Sin dai primordi l’indumento di base è costituito da una tunica aderente lunga fino alle caviglie che lascia completamente visibile il collo del piede, con le maniche corte e anch’esse alquanto aderenti. Era solitamente confezionata con un tessuto prettamente sfarzoso e caratterizzato da un’impronta assolutamente rigida e austera. Il nome generico usato per definire questo indumento è kandis, una veste abilmente cucita con frange e ornamenti vari, disposti in particolar modo sul fondo dell’abito.

Al di sopra, lo stile del momento preferiva l’uso di un drappo particolare, kaunace o kaunakès, usato a guisa di mantello, una sorta di scialle frangiato e riccamente decorato, con decorazioni più evidenti del l’indumento sottostante, avvolgente completamente i fianchi e sostenuto da una fascia ricamata nel quale venivano infilati sul davanti i due pugnali. Inoltre, si riscontra spesso l’utilizzo di più scialli sovrapposti tra loro indossati al di sopra della veste sottostante, forse per protezione o per semplice appariscenza.

Il tessuto impiegato nell’uso delle frangiature cucite sulle vesti o sui drappi come una moderna applicazione di passamaneria è solitamente la lana, che in quel tempo probabilmente era l’unica fibra che, abilmente lavorata, riusciva a conformarsi al modello desiderato. Ma con il trascorrere del tempo, i tessuti in generale impiegati nel confezionare le vesti e gli scialli diventano sempre più lavorati e ricchi di ornamenti, prerogativa che intensifica il consecutivo sviluppo degli accessori complementari.

Tra il IX secolo a.C. e il VI secolo a.C. il costume assiro si divide in tre modelli particolari: cerimoniale, militare e venatorio, ma piuttosto che dare particolare attenzione alla linea, bisogna considerare la  stretta funzionalità.

Il costume militare adotta lo stesso stile delle classi nobili con l’uso della tunica di base sottostante, ma dalle lunghezze ridotte, non oltrepassanti il ginocchio, in modo da permettere maggiore libertà nei movimenti, e maniche corte aderenti. Al posto dello scialle si adottano particolari drappi più grossolani, probabilmente con funzione protettiva.

Durante il regno di Assurbanipal, 668-629 a.C., si assiste ad un cambiamento del vestire tramite una lieve modifica dal modello finora conosciuto: l’innovazione marginale prevede che la tunica principale, rimasta lunga fino alla caviglia, sia indossata privata dell’ostentazione dei vistosi scialli, ma con il conseguente incremento delle ricche decorazioni dei tessuti e della varietà dei colori adoperati nelle tessiture.

Il popolo vestiva possibilmente seguendo la foggia principale, ma con l’impiego di tessuti meno sontuosi e ovviamente meno ricchi di decorazioni sgargianti.

a cura di Marius Creati

 

Luxury Toys: For Men, lusso per soli uomini

Luxury Toys: For Men è il nuovo volume pubblicato dal prestigioso editore tedesco teNeues, capace di rendere pubbliche una serie di risposte riguardanti il lusso maschile.
Il volume in questione, riporta in ben 220 pagine tutte le risposte per quel che riguarda le auto, lo stile, gli accessori e le vacanze più desiderate dagli uomini, considerando poco il prezzo e focalizzando l’attenzione sulla dimostrazione e sui motivi che portano a tali scelte.
Secondo quanto emerso dalla prima lettura del volume, infatti, per quel che riguarda le supercar, gli uomini desidererebbero tutti una Aston Martin One-77, numero dovuto alla tiratura limita dei soli 77 esemplari, seguita dall’Audi R8 GT e dalla Rolls-Royce Ghost.
All’interno del volume sono presenti anche ben 138 gigantografie ed i testi sono riportati in inglese, italiano, tedesco, francese e spagnolo.
Per altre informazioni basta visitare il sito teneues.com

Fonte: GoLook.it

 

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“Stockhausen” di Conny Stockhausen, recensione di Marzia Carocci

«Un libro che finalmente ci fa riflettere, poiché qui, vi troviamo i dilemmi, le domande gli interrogativi che emergono in ogni uomo, ogni riflessione infatti fa da eco ai quesiti esistenziali.

Ogni essere umano può sentirsi partecipe a ciò che l’autore con parole misurate e scarne scava in un pensiero che è costantemente in continua evoluzione.

Non mi era ancora chiaro / se ero io a guardarmi allo specchio / o una mia proiezione da vecchio/

Riflessioni, meditazioni, considerazioni sono i fattori principali che Conny Stockhausen usa nei suoi “monologhi”. Il lettore s’immerge nella lettura, entrando quasi in simbiosi con le osservazioni dell’autore che magistralmente apre gli atavici dubbi dell’umanità.

Fra le righe sorvola la voce d’un amore ormai muto che ha lasciato la consapevolezza di un vuoto dolore:

Non ho dimenticato, / non ci sono ancora riuscito. / Sono andato a vivere dove tu / non potevi trovarmi. / La fine me l’aspettavo diversa / l’immaginazione mi ha ingannato ancora

/ Scrittura creativa dove poche parole danno il senso di compiuto e specificato.

Dieci anni fa il cuore ha deciso di separarsi dal corpo. / Vivo ancora oggi questa duplice sofferenza.

Come in un quadro di autore, l’arte va “cercata” nel segno così come Stockhausen lascia il segno indelebile d’una vita vissuta nella meditazione e nella considerazione d’un navigare terreno.»

Written by Marzia Carocci

Ecobioball, la pallina da golf biodegradabile e ecologica

Negli ultimi anni il golf è cresciuto tanto, non solo i tesserati sono diventanti oltre 100.000, ma continua a guadagnare prime serate su Sky Sport, ricevendo sempre tantissimi ascolti, inoltre i videogiochi del golf hanno un giro di milioni se non miliardi di dollari. In poche parole, attraverso le sue varie forme, il golf sta diventando sempre più popolare, in Italia e non. È riconosciuto come un gioco di lealtà e rispetto verso la natura. Ed oggi, grazie alla Ecobioball, una pallina biodegradabile già presente in navi, isole, spiagge e tanti altri posti, dove ora è possibile tirare le palline in mare o nell’oceano, senza aver paura di fare danni all’ambiente…

Come funziona

Ecobioball è una pallina biodegradabile che viene già usata in tutti quei luoghi dove è possibile praticare il golf tirando le palline in mare, quindi navi, spiagge, isole ecc.  Essa è uguale ad una normale pallina da golf, infatti la forma ed il peso sono gli stessi, ma a differenza delle normali palline la EcoBioBall è costituita da un materiale biodegradabile contenente cibo per pesci, inoltre non possiede coloranti quindi il suo colore naturale giallognolo è differente dal classico colore bianco delle palline da golf. Una volta che la pallina è immersa nell’acqua, in 24 ore il tessuto esterno biodegradabile si decompone, il cibo all’interno viene rilasciato e in 48 ore la pallina non c’è più, in quanto decomposta e mangiata dai pesci.

Indagando meglio sul tessuto biodegradabile usato, abbiamo scoperto che in realtà non è un tessuto naturale, bensì si tratta di un polimero sintetico solubile nell’acqua, quindi sostanzialmente una plastica che si scioglie. In ogni caso è una plastica non tossica e che non danneggia in nessun modo l’ecosistema.

E riguardo le performance? Utilizzando i ferri più corti (7,8,9, Sand, Pitch…) la pallina mantiene almeno il 95% delle performance delle normali palline. Coi bastoni da distanze più lunghe, invece, le performance sono ridotte al 60-70%. Ma come giustamente dice il sito web di Albus Golf, l’azienda che ha creato Ecobioball, lo scopo di questa pallina è dare la possibilità di giocare a golf dove prima non si poteva, ed è chiaro che quando uno si trova su una crociera (dove queste palline sono frequentissime) non gli interessa tanto sapere a che distanza ha tirato.

Fonte: Skimbu

 

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