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Super Green Pass… annessi e connessi verso la fine della libertà

January 8, 2022 Leave a comment

Zibaldone Green Pass… annessi e connessi… verso la fine

Salve… in risposta alle provocazioni sistematiche del governo italiano, in cui per ciò che sta accadendo repentinamente non riconosco alcuna validità costituzionale, inerente il nuovo decreto legge appena instaurato in sordina da Mario Draghi & Co – in quanto esiste una coalizione di fanto(cci) politici di poco conto che si è acclusa la briga di governare uno stato senza alcuna reale legittimazione né sostegno da parte degli italiani – come una bomba radioattiva piovuta dal cielo, quasi quasi volutamente innescata in via di un imminente virtual game d’inizio secolo, vorrei sottolineare quella che potrei definire una storia controversa… alla vigilia della vigilia di capodanno mi sono imbattuto in un episodio al limite dell’incredibilità, dopo essermi recato insieme ad un amico presso il centro commerciale IKEA della mia città, in vista degli ultimi acquisti per i preparativi del cenone di fine anno. Probabilmente non tutti sanno che il salmone norvegese proposto dallo store food è uno dei migliori sulla piazza nella fattispecie qualità prezzo. Lì, all’interno dello stabile, durante il percorso prestabilito che dall’ingresso conduce verso l’area di uscita, abbiamo incontrato una sua amica, giovane dipendente dell’azienda summenzionata, la quale dopo i vari convenevoli, auguri e saluti, parlando del più e del meno ha iniziato a menzionare argomenti sullo zibaldone mediatico cha da circa un anno attanaglia le menti salubri e quelle meno sane dello stivale, il fantomatico Green Pass con sieri sperimentali spacciati per vaccini annessi e connessi verso la fine della libertà di pensiero, di parola non che di vita. Lei, miracolata con tre dosi inoculate a forza contrariamente alla sua volontà, mostrava eccessi di preoccupazione appunto per le tre dosi somministrate contro il suo volere, ma prontamente accettate solo per la facoltà di mantenere il suo stipendio. Dicevo molto preoccupata per la sua salute in quanto, raccontava, molti dei suoi amici vaccinati a due e tre dosi si sono recentemente infettati e ammalati di coronavirus nonostante la vaccinazione sottoposta, alcuni in maniera lieve mentre altri più seriamente compromessi, destando sospetti sulla veridicità e validità dei cosiddetti sieri, finora inoculati, e iniziando a sospettare che, effettivamente, questi composti chimici non siano così efficaci come vorrebbero far credere politicanti e giornalisti schierati. La giovane donna, vaccinata per dovere di quieto vivere e non per volere personale, iniziava ad avere paura degli effetti collaterali dei finti vaccini, che per quel che si sa, stanno provocando malesseri vari e molte problematiche gravi se non addirittura mortali per controindicazioni patologiche; paura dell’inefficienza dei medesimi contro il virus pandemico; paura di contagiarsi ugualmente dal coronavirus, nonostante abbia abbassato la testa e ascoltato i grandi gerenti dello stato italiano… Paura, pausa, soltanto paura… un’espressione “pathos logica” che si esprime concettualmente dallo sguardo terso di chi ne espande l’avvilimento. Ma, elemento discutibile per inverosimiglianza, chiedendomi se fossimo al momento vaccinati o meno, disse che “lei”, la giovane formica produttiva di IKEA, lei come molti altri tra amici e conoscenti, nutriva una profonda invidia per i non vaccinati, i quali con la loro forza d’animo sostengono la vera cura contro il virus, che esiste ma non viene enfatizzata, contrari alla somministrazioni dei veleni trasparenti, nutriva invidia di aver scelto di essere fermi e non sottoposti, per non dire sottomessi, e che pian piano stava iniziando a credere davvero che i No Vax abbiano effettivamente ragione su tutto… Disse che, effettivamente, li invidiava profondamente desiderando di voler essere una di loro, per sentirsi sana e non compromessa, perché dalla somministrazione dei sieri sperimentali, nonostante i diversi piccoli malesseri accusati, stava iniziando ad accusare un tormento interiore crescente inerente l’eventuale salubrità compromessa della sua stessa vita al di fuori della pandemia, e non per colpa della malattia, messa in discussione dalla vaccinazione obbligata… Ma il mio racconto non finisce qui! Continuando con la sua mancanza di fiducia sui vaccini e ormai convinta di sentirsi costretta a vaccinarsi contro la sua volontà… disse che una sua amica infermiera, prestante servizio di assistenza in ospedale, le aveva confessato che nei reparti sono ricoverati più vaccinati che non vaccinati, sia stazionari sia più gravi… rivelando inoltre “che tutto ciò che viene raccontato in televisione sui ricoverati, sui vaccini, sulle vicende perpetrate è falso” … nel senso che stanno raccontando una marea di bugie! Anche se personalmente ne ero già a conoscenza, questa rivelazione mi ha lasciato davvero senza parole… nel senso, uno va in un negozio per acquisire salmone e caviale pensando a come poter trascorrere la sua vigilia di un capodanno di “ “… diciamo sottotono… e lì non è che in quei momenti vai alla pesca di notizie clamorose… non te ne frega nulla della pandemia, dei vaccini, vaccinati e non vaccinati!!! Invece no… le notizie rivelazione si accludono proprio nei momenti meno prevedibili!La morale della mia favola… i vaccinati si vaccinano solo per mantenere uno stipendio se non ne possono farne a meno, hanno paura degli effetti collaterali dei vaccini tanto quanto degli effetti collaterali della pandemia, forse anche di più … diciamo la verità, una pandemia progettata proprio dalle stesse lobbies farmaceutiche che stanno somministrando vaccini da vendere worldwide per ingrassare gli ingranaggi finanziari dei loro proventi… a discapito di intere popolazioni mondiali… i vaccinati vorrebbero tornare indietro per non vaccinarsi, costretti da uno stato che li ha traditi nella fiducia più profonda poiché invece di curare la gente pensa a far propinare sieri; nel profondo vorrebbero essere come loro, i no vax, per andare a dormire tranquilli e non con la paura di sentirmi male in uno di questi giorni per incompatibilità organica dei vaccini al corpo; i vaccinati sono quelli che veramente iniziano a credere che il governo abbia realmente fallito nella sua fattispecie! Un governo che ha scelto il lucro e l’interesse personale all’integrità nazionale… mettendo a morte quella in cui dovrebbe riconoscersi, l’unità nazionale. Viva l’Italia con i suoi veri Italiani! #governo#greenpass#covid19#mariodraghi#raiuno#raidue#raitre#presidentedellarepubblica#palazzochigi

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MES, fondi accessibili non accessibili contro COVID-19

MES

Signori miei voi pensate davvero che il MES possa risolvere il problema del finanziamento economico dell’Italia e di tutti i paesi europei coinvolti nel COVID-19 mediante emissione di un fondi monetari facilmente – “si fa per dire” – accessibili… la cui somma implicita, può far semplicemente sognare l’ideale di una ripresa economica. Credo che accettare la proposta infine possa incorrere nel rischio di far collassare l’intera stabilità nazionale, già seriamente compromessa dalla profonda crisi strutturale che stiamo affrontando al momento, senza considerare i vari elementi di crisi già pre-esistenti, a cui seguirà una seconda che dovremo ancora affrontare nell’imminente prossimo futuro, subito dopo aver superato questa tragica pandemia. Mi limito nel dire che un’Italia attuale, già fortemente compromessa da situazioni di stallo che perdurano da troppi anni senza rimedi effettivi di crescita e di cambiamento radicale per il paese, oggi fortemente compromessa da disagi strutturali causa coronavirus che, da quel che evince, perdurerà non poco tempo nei territori delle singole regioni – e qui sottolineo il disagio sanitario, il disagio economico imprenditoriale, il disagio demografico a cui stiamo assistendo, giorno dopo giorno, che sicuramente avrà una ripercussione negativa sul reddito pro capite degli Italiani, specie di medio/basso ceto, il che vuol significare la prospettiva di un serio impoverimento, non che disagio, per molte famiglie, “e chi vuole intendere, intenda” – la nostra Nazione, non sia in grado di affrontare un impegno gravoso come quello proposto dal MES sotto forma di trattato salva stato/i, nonostante la cifra e la condizione possano sembrare allettanti, poiché una volta presi i fondi destinati e giustamente spesi qui e là… e magari da qualche altra parte come sovente in uno stato di potere abilmente corrotto… potrebbe non essere in grado di pareggiare i conti, salvo dover incombere in eventuali compromessi, una situazione paradossale che potrebbe indurre il paese al tracollo. Sinceramente in questo primo ventennio di “Unione Europea”, non ho mai assistito a manovre realmente solidali tra stati membri, quanto piuttosto una miriade di espedienti mirati, progettati al fine di generare forme di prevaricazione tra stati di potere, il cui gioco effimero scaturisce la tacita sottomissione. Credo che per essere definita unita una confederazione di stati debba operare all’unisono in qualunque circostanza, come in una grande famiglia, ma non credo che l’Europa sia arrivata ancora a siffatto livello di coesa condivisione. Questa é la mia mera opinione.

Marius Creati

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Virus contro l’uomo, salto di specie in soli 16 anni

March 16, 2020 Leave a comment

Coronavirus

Ilaria Capua, tre i coronavirus simili a quello diffuso in Cina

Sono 5, in 16 anni, i virus che hanno fatto il ‘salto di specie’, ossia che dagli animali che li ospitavano sono diventati capaci di trasmettersi da uomo a uomo.

Di questi, 3 appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa cui appartiene il virus 2019-nCoV che ha cominciato a diffondersi dalla città cinese di Whuan.

   “Tre coronavirus in meno di 20 anni un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell’ecosistema: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi”, ha detto all’ANSA la virologa Ilaria Capua, che nell’Universita’ della Florida dirige il Centro di eccellenza dedicato alla ‘One Health’, che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.

Risale al 2003 la mutazione del virus della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), che era stato trasmesso dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo.
Sei anni più tardi, nel 2009, era stata la volta del virus dell’influenza A H1N1 trasmesso dagli uccelli ai suini e da questi all’uomo: un vero e proprio collage con elementi di tre specie che ha generato il quarto virus pandemico dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.
Nel 2012 era stata la volta della Mers (Middle East Respiratory Syndrome), un altro coronavirus che dai pipistrelli si era trasmesso ai cammelli e poi all’uomo.
Nel 2014 ha acquisito la capacità di trasmettersi da uomo a uomo anche il virus responsabile della febbre emorragica di Ebola e adesso è comparso il nuovo virus, indicato con la sigla 2019-nCoV che, come hanno reso le autorità sanitarie cinesi, dai pipistrelli sarebbe passato a un serbatoio animale ancora non chiaramente identificato e da lì sarebbe mutato in modo da adattarsi all’organismo umano.

Fonte: Ansa

Niccolò Ciatti, morte incredula nel mezzo di una catena vitale…

August 15, 2017 Leave a comment
Niccolò Ciatti, morte incredula nel mezzo di una catena vitale
“Nella vita sorridi sempre perché nessuno é così importante da toglierti il sorriso!”… Niccolò Ciatti…  morte incredula nel mezzo di una catena vitale il cui fulcro diventa nodo scorsoio tra la vita e la morte

Il degrado morale e sociale sfocia in massacro di gruppo nel quale pochi efferati uccidono liberamente sotto gli occhi di una piccola moltitudine incredula, come se il surrealismo blasfemo della violenza tridimenzionale subentri nel “fottuto” mondo reale colmo di noia consuetidaria, materializzandosi in un episodio truculento che si concretizza nell’osservare come sia possibile sopprimere un uomo a pochi passi dalla vita.

Quale pena sia la più plausibile per la perdita di una giovane vita stroncata dalla mera dabbenaggine deflagrante di una mediocre generazione contaminata se non quella più giustificata della morte stessa per castigare non il gesto irreparabile, bensì l’idillio della brutalità animosa che alberga sempre più frequentemente nelle giovani e meno giovani menti deviate di una colonia di massacratori urbani che credono di dover esprimere la propria personalità a suon di pugni e calci, quali sinonimi paradigmatici di rappresentativi epitaffi mortuari. In una civiltà globale cosmopolita dove l’ergastolo a vita ormai per molti non trasuda neppure un barlume d’ansia, la pena corporale diviene gioco mortale che si concretizzata in un’arena consociata piuttosto che penitenza espiabile per un reato commesso e la tracotanza arma il pugno protervo del sussiegoso bullismo di massa a discapito della benevolenza della brava gente.

Ed intanto si assiste increduli all’ennesimo atto di viltà attraverso cui l’ennesima vittima perisce sotto gli sguardi indiscreti e le recriminazioni generali dell’opinione pubblica, ma in realtà cosa cambia realmente dinanzi al millesimo scempio del degrado sociale. PENA DI MORTE esemplare per i tre assassini che, empi di virulenza virale, hanno plasmato la solidarietà in cinismo, lo svago in spregio e pietrificata l’esistenza in materia cinerea? Pura nefandezza d’animo… la possibilità di vederli fuori dal carcere tra dieci o quindici anni per buona condotta!!!

Ed intanto si assiste, incapaci di ribellione culturale, alla dipartita di un giovane “gigante buono”, poco più di un fanciullo erto alle prime luci della giovinezza, il cui reato é stato semplicemente quello di amare una vita semplice e spensierata. Perché i buoni di cuore devono soccombere dinnanzi alla torbida viltà della spavalderia degenerata?

In memoria del milionesimo martire del ludibrio del nostro tempo

(mi stringo dolcemente ai cuori dei familiari e quanti coinvolti)

Marius Creati

Giulietto Chiesa, attentato Charlie Hebdo… a Parigi attentato alla pace mondiale, pensato per accendere la miccia”

January 9, 2015 Leave a comment

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Lucida, ruvida, scomoda e acuta la riflessione del giornalista Giulietto Chiesa sull’attentato alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo che ha fatto dodici morti. “Penso si sia trattato di un attentato alla pace mondiale, il tentativo di accendere la miccia e far entrare in guerra l’Europa” ha detto Chiesa.

Nell’intervento che potete ascoltare nel video in fondo all’articolo, Giulietto Chiesa parla chiaro, chiarissimo. «Hollande ha detto che il massacro di Parigi è stato un attentato alla nostra libertà, io penso si sia trattato di attentato alla pace mondiale. Io penso sia stato un attentato agli equilibri internazionali, a quel poco che resta dei precari equilibri che ancora esistono, a quel poco che resta della sovranità dell’Europa. Il massacro di Parigi è la strattonata, forse quella finale, che punta a trascinare l’Europa in guerra. L’Isis è una trappola ben congegnata, quasi perfetta, come altre già scattate in passato. Ma molti non hanno ancora capito la lezione. Lo stato islamico è creatura molto inquinata, molto dubbia; le frequentazioni di Al Baghdadi con i servizi segreti americani, con il senatore McCain si sposano con la domanda cui troppi nostri commentatori in questi mesi non hanno neanche nemmeno provato a dare risposta: chi paga? Chi paga un esercito di olte 50mila uomini, le armi, gli stipendi, le comunicazioni? Chi paga non è la Russia, non è l’Iran perché lo Stato islamico è nato proprio contro l’Iran. Allora restano pochi candidati al ruolo di mecenati del terrorismo cosiddetto islamico; e quindi tutto quello che viene da lì è da ritenere inquinato. Pochi capiscono che i servizi segreti innanzi tutto occidentali sono ormai diventati creature potentissime senza nessun controllo, il cui mestiere è quello di sfuggire al controllo persino degli stessi dirigenti politici. Molti dovrebbero riflettere su quali siano i gradi di libertà dei dirigenti politici europei, perennemente sotto controllo e minaccia se non ubbidiscono agli ordini. Ma la trappola è ben congegnata anche in un altro senso: voglio invitare a una reazione meditata nei confronti di quello che sta accadendo, di questo terribile fatto di sangue di Parigi. Voglio invitare al ragionamento. C’è un esercito di cani arrabbiati qui in Europa, qui in Italia, pronti a mordere dove ordina il padrone, tori schiumanti di furia che muovono le loro corna verso il nemico di turno messo in bella vista perché sia esecrato senza chiedersi neanche chi, perché e come. Piango i colleghi uccisi, ma c’è una muta di stupidi imbestialiti solo perché cerco di pormi la solita e unica domanda: a chi giova tutto questo? Chi è stato? Imbestialiti perchè cerco di capire e perché ho chiesto che si facesse luce sul colpo di stato di Kiev, su chi lo ha favorito, organizzato e finanziato e perché cerco di tirare fuori le vere responsabilità sull’abbattimento del boeing malesiano del luglio 2014. Io ho paura non solo degli attentatori che abbiamo potuto vedere in azione, professionisti, non kamikaze. Ho paura anche anche dell’esercito degli imbestialiti manipolati in Europa già pronti a entrare in guerra, non è ben chiaro contro chi. Più ci penso e più mi convinco che il massacro di Parigi è stato pensato proprio per accendere la miccia”.

Fonte: Il Cambiamento

Brasile 2014, rimozione forzata di residenti causa mondiali di calcio

June 7, 2014 Leave a comment

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Tra le conseguenze piu’ drammatiche e meno evidenti nei dati che accompagnano i preparativi per i Mondiali di calcio di Brasile 2014 c’e’ la rimozione forzata di migliaia di residenti in comunita’ povere situate in prossimita’ dei cantieri della Coppa. Una rete di attivisti impegnata nelle 12 citta’ sede di partite ha calcolato che alla fine 170mila persone saranno sfollate dalle loro case per consentire l’accelerazione dei lavori per il 2014 ed anche per le Olimpiadi di Rio 2016.

Fonte: Terra Real Time

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Ramadan, osservanza dei non digiunanti

July 15, 2013 Leave a comment

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Una parte di marocchini, circa il 2% secondo una recente statistica (da prendere con le molle) non segue il quarto pilastro dell’Islam, il digiuno del Ramadan. Ovviamente vivono molto male questo fatto in quanto la paura di essere giudicati (e arrestati) è molta. “Chiunque notoriamente conosciuto per la sua appartenenza alla religione musulmana rompa ostentamente il digiuno in un luogo pubblico durante il Ramadan, senza motivi ammessi da questa religione, è punito con il carcere da uno a sei mesi”, recita l’artciolo 222 del Codice penale marocchino.  Lungi da me entrare nell’interpretazione di questa legge che torna alla ribalta nei giorni sacri del Ramadan, ma è importante capire chi non digiuna e perchè? Come può non urtare la famiglia, i colleghi o semplicemente la società? “Non digiuno da quando frequentavo l’università”, sostiene in in noto quotidiano un giornalista arabofono di 46 anni. La ragione: è credente ma non rispetta  il secondo pilastro dell’Islam, la preghiera,  quindi si chiede a che serva rispettare il digiuno del Ramadan, quarto pilastro.  “Il Ramadan è il tipico periodo dove la relazione con la religione, che io considero strettamente personale e intima, è totalmente pubblica. Non digiunare davanti agli altri, è in primis una forma di ipocrisia che, nella nostra società, circonda un mese dedicato invece alla pietà, alla solidarietà con chi soffre di malnutrizione e durante il quale si svolge una vita sottotono. Lo spettacolo che si presenta è esattamente agli antipodi di queste raccomandazioni e non desidero fare parte di questo circo”, conclude questo casablanchese decisamente contro il Ramadan. Per un giovane funzionario di Fès, il suo rifiuto di digiunare durante il Ramadan ha a che fare con la sua educazione “senza contratti religiosi”. “Mio padre non è mai stato ligio alle obbligazioni religiose. Ci ha insegnato a pregare, ad aiutare i poveri, ma gli obblighi non erano per noi fondamentali. Infine, ho conservato questa filosofia e tutto procede al meglio essendo in osmosi con Dio e con me stesso. Lui sa che non sono cattivo”, spiega il ragazzo. Se questo ragazzo è stato educato alla religione ma senza obblighi, altri invece con gli stessi pensieri, non scappano al controllo vigile ed attento dei familiari e della società e sono obbligati a nascondere il loro non-digiuno. “Ho fatto uno sforzo quando sono ritornato a El Jadida, il week-end, perchè il Ramadan è sinonimo di raggrupamento famigliare. Ma il resto della settimana, non ho nessun interesse a questo. Dove lavoro, pochi fanno il Ramadan, ma come me, moltissimi marocchini che non rispettano il digiuno, si nascondono dalle loro famiglie e dai loro vicini. Si tratta di ipocrisia del Ramadan.”  Una giovane ragazza che vive a Casablanca dichiara: “Per mangiare, molti sono obbligati a nascondersi o di rinchiudersi in casa. Durante il Ramadan io mangio a casa o nel mio luogo di lavoro se le condizioni me lo permettono”. Quest’ultima dichiara anche che non è contro l’articolo penale 222 che proibisce ai muslmani di mangiare in pubblico durante il Ramadan in quanto si tratterebbe di “ordine pubblico” e la società marocchina non è pronta a vedere gente che mangia seduta ad un bar o a un ristorante.  Stesso discorso  per un giovane impreditore malato il cui medico ha consigliato di non osservare il digiuno. “Durante il Ramadan, torno dalla nonna tre volte al giorno, per parlare, prendere un caffè e fumarmi una sigaretta. Non mangio un pasto completo per non urtare le persone che sono nella casa e che digiunano” precisa il ragazzo. Per lui non è un problema il non mangiare in pubblico e neppure sul  luogo di lavoro, ha trovato una nonna compiacente.  Al di là dell’articolo 222 del Codice penale, altre sono le cose che danno fastidio e provocano collera tra i fondamentalisti. Secondo Abbdelbari Zemzami, membro del Consiglio degli Oulemas, la più alta carica teologica dello Stato, parlando ai musulmani dal sito goud.ma, consiglia di rompere il digiuno se non si può resistere al forte calore presente nel paese. Interrogato su questa affermazioni, a dir poco pagana, Zemzami ha risposto: “la società non ha niente a che fare con questa  questione. Il digiuno è un fatto tra l’individuo e Dio quindi nessuna persona può interferire”. Parole che potranno in futuro aprire un largo spiraglio di dibattito nella società marocchina.
Negli altri paesi come è vissuto il Ramadan:
In Turchia, la laicità è provata da un governo islamista molto rigido sul rispetto dei pilastri dell’Islam. A Istambul, a differenza del Marocco, ristoranti e bar sono aperti duranti la giornata e servono i clienti che lo desiderano, turisti e non. Il mese sacro corrisponde anche ad un periodo ancora più animato del normale, durante il quale la città turistica vive a ritmi incandescenti.
In Niger, paese che dichiara una popolazione con oltre il 97% di musulmani, il Ramadan è, come in Marocco, l’occasione per tornare nel percorso dettato dalla spiritualità. Le moschee si riempiono, il digiuno è strettamente rispettato, anche se  bar e ristoranti rimangono aperti al pubblico. La sera, l’alcol cola a fiotti e alcuni si permettono qualche sigaretta durante la giornata, per togliere la fame. Stessa cosa per il Senegal.
Crédits: AuFait Maroc  

Fonte: My Amazighen

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Economia Popolare, flash mob in occasione della MFW

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Un tempo, almeno una ventina di anni fa, se avessimo detto alle nostre madri che avevamo acquistato un costume a 10 euro – all’epoca 5000 lire -, le nostre genitrici ci avrebbero insegnato che la qualità di quel prodotto era inesistente e che avevamo comprato vera e propria fuffa. Oggi, grazie alle cheap chain, un costume a 10 euro è praticamente la norma e la qualità, se il capo viene paragonato a un altro capo di poco più caro, è praticamente la stessa perché i paesi in via di sviluppo dove vengono confezionati, si sono, nel frattempo, aggiornati e hanno migliorato le tecniche di lavorazione.  E allora qual è il problema? E’ molto semplice. In Italia, a causa delle leggi fiscali, della disciplina sul lavoro e delle normative in generale, un costume non può assolutamente avere un costo di produzione pari o inferiore a 10 euro. Ergo, se per realizzare un costume in Italia costa di più e  un’azienda subisce la concorrenza di Paesi come la Cina o di cheap chain che fatturano in Italia, ma pagano le tasse nei Paradisi Fiscali, le aziende, inevitabilmente, chiudono. E’ un assioma. Economia Popolare, il movimento politico creato dall’imprenditore Fabrizio Politi, in occasione della MFW ha organizzato sabato scorso un flash mob per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema – che non riguarda solo la moda, ma tutti i comparti, dall’arredamento ai pannelli solari, ecc. – inscenando in Corso Vittorio Emanuele un suicidio di massa e denunciare gli effetti della concorrenza sleale sull’economia italiana. La manifestazione aveva un titolo “Di dumping si Muore ” e si è conclusa proprio davanti al negozio Zara di Corso Vittorio Emanuele. Al flash mob hanno partecipato un centinaio di persone. I partecipanti all’iniziativa hanno occupato l’area ricostruendo una scena del crimine a regola d’arte: dal nastro crime scene, agli uomini della scientifica che tracciavano le sagome dei suicidi– ovvero imprenditori italiani uccisi dalla crisi – stesi a terra, a vittime ricoperte di sangue. L’azione dimostrativa aveva lo scopo di denunciare gli effetti devastanti della concorrenza sleale delle aziende multinazionali, come appunto Zara, ai danni del settore industriale italiano. Questi processi, che permettono la vendita di prodotti sul mercato italiano a prezzi bassissimi e senza concorrenza, sono infatti causa della crisi economica che sta stritolando l’Europa, della chiusura di numerose aziende, fino alla scomparsa di interi distretti produttivi, e degli innumerevoli suicidi degli imprenditori italiani. (Viviana Musumeci)

Fonte: VM-Mag

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Marocco, governo sotto controllo dal Fondo Monetario Internazionale

June 24, 2013 Leave a comment

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L‘economia marocchina offuscata e molte riforme devono essere approvate per frenare il cattivo andamento attuale. Il Governo è accusato di lentezza e inefficacia. Degli esperti del Fondo Monetario Internazionale dovranno analizzare queste riforme e se giudicheranno che sono insufficienti il rischio di una sospensione della « linea di precauzione » di 6,2 miliardi di dollari  diventerà un incubo. Questi esperti del FMI sono attualmente in Marocco per una “mission” quasi impossibile : fare il punto sugli sforzi presi dal Governo per attuare delle riforme strutturali, in primis la riforma della Cassa di Compensazione, il regime delle pensione, il calo degli ingressi fiscali. RIforme, che dovranno aprire la strada della ”linea di precauzione” di liquidità pari a 6,2 miliardi di dollari accordati dal FMI, linea che il governo, molto provato, avrà molte difficoltà a portare in rada. Le riforme, sempre più difficili da attuare, tra cui la cassa di compensazione dei prezzi calmierati, il cui budget equivale all’8% del PIL nel 2012. Reclamate dall’opposizione e dal FMI, questo ventaglio di riforme è oggi sporcata da un dibattito politico surrealista tra il governo Benkirane e l’opposizione. Il Governo vuole mantenere la cassa di compensazione dei prezzi con qualche trasformazione, mentre l’opposizione, tra cui l’Istiqal, vorrebbe sopprimere e accordare un aiuto diretto ai più demuniti. Nel 2012, la sovvenzione dei prezzi di prima necessità è costata al bdget dello Stato qualcosa come 54 miliardi di DH (circa 5,4 miliardi di euro), tra cui la sovvenzione dei prezzi dei cereali. La settimana scorsa, un rapporto  dell’Alto Commissariato marocchino al Piano (HCP) confermava la cattiva salute dell’economia marocchina. La caduta della crescita economica marocchina nel 2012 sta proseguendo in questo 2013 e si spiega, secondo l’HCP, dal  ribasso del valore aggiunto agricolo del 8,9% sul volume (+5,6% nel 2011), mentre il rialzo del valore aggiunto degli altri settori economici si è stabilizzato al 4,4% nel 2012, contro il 2 ,7% nel 2011. Il tasso di crescita del PIL (agricoltura esclusa) è sceso al 4,5% nel 2012 contro il 4,9% del 2011. Il capo del Governo, Abdelilah Benkirane, ha riconosciuto  “il cattivo momento” attuale dell’economia marocchina, indicando che l’anno 2011 è stato archiviato con un deficit del 6,1% del PIL contro le previsioni del Governo che stimava un 3,5%, deteriorandosi ancora nel 2012 al  7,1%. La legge finanziaria 2013 si basa su un deficit budgettario del 4,8% del PIL, un tasso di crescita del 4,5%, un inflazione a meno del 3% e un tasso di disoccupazione a meno del 10%. Per il Presidente del RNI, Salaheddine Mezouar, ex ministro delle Finanze sotto il precedente governo diretto dall’Istiqal, la legge 2013 non  “invia messaggi forti per rilanciare la crescita” . Mezouar stima che questa legge manca di innovazione e di stimoli seri per l’incoraggiare l’impiego e se questo è l’orientamento, il FMI potrà sospendere la sua linea di precauzione. Nei migliore dei casi, stima L’Economiste, è obbligatorio un piano di rilancio che si prenda carico della lentezza sull’esecuzione di certe riforme. Il FMI non crede più alle promesse del Governo Benkirane che prevede di ristabilire gli equilibri macro-economici a medio termine, aggiunge il quotidiano finanziario marocchino. E la situazione dell’economia è lontana dall’essere brillante. A fine aprile, il deficit budgettario si è attestato a 21,3 miliardi di DH, quasi  la metà della previsione (43,5 miliardi) stimata dalle legge finanziaria 2013. Tutto questo allontana ancor più le previsioni di un ritorno progressivo del deficit sotto il 3% nel 2016. Nel 2012 si è attestato al 7%. Secondo diversi economisti marocchini, tutti questi dati potranno far rivedere completamente al FMI il sostegno alle riforme in corso nel paese e tornare indietro  sulla linea di precauzione di liquidità di 6,2 miliardi di dollari. E’ dell’altra settimana la notizia che l’indice MSCI (Morgan & Stanley Country Index) ha deciso di declassare il Marocco da “Paese Emergente” a ”Paese Frontaliero” e  questo comporterà una caduta di investimenti stranieri.  Un vero incubo.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Srl semplificate, iniziativa inappagante a favore delle imprese

srl 1euro capitale sociale

Un’iniziativa imprenditoriale luminare apre le porte alla nuova impresa italiana – sinonimo di ripresa economica del paese – la quale, avvalendosi della facoltà di intraprendere l’inizio della società a responsabilità limitata ‘semplificata’ mediante la costituzione di un atto costitutivo a basso investimento, di cui per la cronaca il minimo consentito sarebbe soltanto di un euro – considerando accettate determinate caratteristiche fondamentali conformi al modello standard, nonché al medesimo atto dettato dal Dm Giustizia – rappresenterebbe la via di sbocco alternativa, per così dire secondo propaganda, per favorire la ripresa delle nuove iniziative giovanili, e meno… tralasciando, a mio avviso, il reale contributo vertibile al fine di avvantaggiare la crescita del Paese, ormai vittima di una deflagrante scia negativa accomiatante dettata dal nullismo inerme che da troppo tempo dilaga negli ambienti della politica nazionale.
La legge che favorisce la realizzazione delle Srls a basso investimento può apparire come una via sicura e innovativa per incentivare la rinascita della volontà di fare impresa, ma in realtà a mio avviso non ne favorisce lo sviluppo. Il più delle volte – senza considerare coloro che fortunatamente possiedono un capitale investibile appropriato – si cerca di invogliare l’imprenditoria italiana adottando sistemi di investimento paradossalmente inappropriati e lontani dalle reali esigenze dei neo imprenditori, già fortemente contrastati dalle molteplici difficoltà dell’inserimento sul mercato d’impresa.
Le società Srl semplificate, a mio avviso, non semplificano nulla sul piano economico, considerando la possibilità o meno delle banche di intraprendere lo sforzo creditizio, né sul piano strutturale, poiché riducendo i costi iniziali non si risolve l’inconveniente enigmatico di materializzare il capitale sociale munifico all’attività intrapresa; la si può definire una mera agevolazione iniziale, ma nulla evince dall’essere qualcosa di favolisticamente intraprendente. L’intraprendenza si verifica da un radicale cambiamento dei presupposti… Non serve a nessuno e, per lo più, non è sufficiente offrire una caramella per edulcorare una medicina amara somministrata a lungo. Il reale cambiamento adatto a reintegrare l’attitudine di investire nell’impresa in grado di crescere nuovamente il nostro Paese, specie in quella giovanile, è possibile soltanto mediante l’annullamento dell’erogazione delle tasse che esanimano le nuove piccole e medie imprese ancor prima di definire un’identità propria, le quali vengono letteralmente violate dall’onere di dover estinguere tributi statali annualmente mentre in realtà dovrebbero usare i capitali somministrasti dalla tassazione vigente per reinvestire sullo sviluppo dell’impresa.
Lo Stato dovrebbe garantire pienamente lo sviluppo della neo imprenditoria e non favorirne il costante dissanguamento mediante sfruttamento delle nuove risorse acquisite, bensì dovrebbe concentrare il controllo su quelle attività imprenditoriali già consolidate che, il più delle volte, cercano di creare uno svincolo dalla tassazione regolare, spesso favorita da una serie di clausole accuratamente strumentalizzate. Il cambiamento è necessario se si desidera impedire l’arresto impellente del sistema imprenditoriale e quindi economico della nazione.

Marius Creati