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Aleksandr Dugin… in questo frangente fa caldo nel mondo

September 21, 2022 Leave a comment

Siamo entrati nel terzo periodo della storia moderna della Russia: una guerra con l’Occidente, che è riuscita a imporci.

Questo periodo è il più difficile e decisivo, ma non potevamo impedirlo o evitarlo. 

Il prezzo era la resa.

La guerra geopolitica dell’Occidente contro la Russia è in corso, cambiano solo gli stadi: freddo o caldo. In questo momento fa caldo, non c’è posto più caldo.

L’Occidente non ammette la possibilità stessa dell’esistenza di una Russia sovrana, indipendente e autonoma.

Lo stesso vale per la Cina e per altri Paesi che prendono sul serio la propria sovranità.

Dal punto di vista dei globalisti, hanno diritto di esistere solo quegli Stati che sono d’accordo con l’ideologia del liberalismo, con la linea generale degli Stati Uniti e della NATO, con il movimento verso il governo mondiale. Tutti coloro che si oppongono devono essere sconfitti.

Si tratta di un approccio puramente razzista. 

Chiunque la pensi diversamente da noi dovrebbe essere cancellato dalla faccia della terra. Non è una novità per l’Occidente.

La novità è la sua fusione con il liberalismo, con l’agenda LGBT, con il desiderio radicale dell’Occidente moderno e delle sue élite di distruggere tutte le strutture della società tradizionale – la religione, lo Stato, la famiglia, l’etica, l’uomo stesso – fondendolo con una macchina e mettendolo sotto totale sorveglianza, sotto totale controllo. 

Benvenuti in Matrix, nel “nuovo mondo coraggioso”.

La Russia – e soprattutto la Russia sovrana – non rientra affatto in questo contesto. 

Ecco perché l’Occidente sostiene apertamente tutte le organizzazioni terroristiche ed estremiste e gli atti terroristici diretti se sono diretti contro la Russia, contro i russi, contro la stessa civiltà russa e i suoi portatori.

È già impossibile evitarlo e fin dall’inizio non è mai stato evitabile, perché questa è la logica di fondo della storia delle cose: mentre alcune potenze vogliono mantenere il mondo unipolare e la loro egemonia planetaria ad ogni costo, altre si ribellano ad esso e proclamano apertamente un ordine mondiale multipolare. 

Chi vincerà questa guerra determinerà il futuro, se esiste un futuro.

La Russia è già entrata in guerra. 

La Cina, altro potente polo sovrano, sta per entrare.

Non deve quindi sorprendere che la Russia si trovi in un cerchio di fuoco. L’escalation delle ostilità tra gli alleati russi Azerbaigian e Armenia, il conflitto tra altri alleati, Tagikistan e Kirghizistan, la promessa di alcune forze politiche in Georgia di aprire un secondo fronte contro la Russia, l’artificioso riaccendersi del conflitto transnistriano in Moldavia, le crescenti minacce alla Bielorussia e alla politica del suo leader sovrano Alexander Lukashenko e, infine, i tentativi di isolare la regione di Kaliningrad e gli attacchi diretti alle regioni russe – Crimea, oblast’ di Belgorod, Voronezh, Kursk, oblast’ di Rostov, Krasnodar Krai – sono tutti elementi della strategia dell’Anaconda occidentale, consueta per gli Stati Uniti, per strangolare la Russia.

Legittimamente, stiamo cercando una risposta e questo spiega il vero significato dell’ultimo vertice SCO. Abbiamo bisogno di alleati in un mondo multipolare. 

E abbiamo la possibilità di trovarli, ma questa volta fuori dall’Occidente.

In sostanza, siamo nella terza guerra mondiale.

Il dado è tratto e non si può tornare indietro. Chi sta dalla nostra parte viene condannato da quella parte.

Chi cerca di passare dalla parte di un nemico intenzionato a distruggerci, firma la propria condanna.

Sì, non siamo su un piano di parità. L’Occidente collettivo lotta per la sua supremazia planetaria, mentre noi lottiamo solo per essere, solo per la vita, solo per il diritto di essere ciò che siamo. Possono ritirarsi, purché abbiano un posto dove andare. Non possiamo. Siamo con le spalle al muro.

L’Occidente ci sta attaccando sul nostro stesso suolo russo.  E nessuno può contare sul perdono del nemico.

A tutti verrà ricordato tutto.

Non resta che la vittoria. 

Nel nome dei caduti. 

Nel nome dei vivi. 

In nome di coloro che devono ancora vivere e che potrebbero non avere la possibilità di nascere. 

Tutto dipende da noi.

di Aleksandr Dugin 

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RUSSIA: ITALIANI AMICI DELLA RUSSIA, ‘SOLIDARIETÀ A DUGIN, DA OCCIDENTE SILENZIO

August 22, 2022 Leave a comment

RUSSIA: ITALIANI AMICI DELLA RUSSIA, ‘SOLIDARIETÀ A DUGIN, DA OCCIDENTE SILENZIO

ASSORDANTÈ = Pescara, 22 ago. (Adnkronos) – L’Associazione degli Italiani amici della Russia esprime «tutta la propria solidarietà al filosofo Alexandr Dugin per il vile attentato subito che gli ha sottratto, per sempre, l’amata figlia Darya». «Tale atto terroristico – dice il presidente dell’associazione, Lorenzo Valloreja, di Pescara – è ancor più grave di quel che sembra perché mirava all’eliminazione fisica dello stesso professore russo ritenuto uno degli ispiratori del putinismo. In altri termini, in certi ambienti, si è iniziato a pianificare non solo l’emarginazione della cultura russa ma anche l’uccisione di coloro i quali hanno idee difformi rispetto al pensiero unico globalista». «Tutto ciò – viene aggiunto – è deprecabile perché siamo nel pieno di una guerra e la comunità internazionale di tutto ha bisogno tranne che di atti terroristici che alimentino lo scontro. E altresì deplorevole il silenzio assordante da parte di tutte le Cancellerie occidentali che in altre occasioni e verso soggetti di diverso orientamento politico avrebbero certamente sollevato polveroni mediatici di dimensioni galattiche, mentre, in questo caso, sembra che le vite umane non abbiano lo stesso valore». (Ser/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 22-AGO-22 19:49

Verso Sud, nessun sostegno effettivo dal Libro Bianco di Mara Carfagna

Gentile Mara Carfagna, ho avuto modo di leggere causalmente la sua prefazione “Libro Bianco Verso Sud” ma nell’insieme di argomenti riscontrati al suo interno non ho trovato nulla di pertinente con la vera problematica del Sud, ossia l’aumento sistematico della disoccupazione dei territori del meridione. Sinceramente se il PNRR debba essere rivolto al Sud con le sue prerogative, posso tranquillamente asserire che quei finanziamenti non risolveranno le reali problematiche del meridione, ma alimenteranno soltanto un canale di assorbimento di quel denaro, che andrà ovunque, quindi nelle mani di non so chi, ma sicuramente non aumenterà il tenore di vita sociale, culturale, geopolitico del Sud Italia, il quale rimarrà nello stesso livello in cui si trova al momento, se non peggio! Quando edifichiamo impalcature di sostegno per il paese, cerchiamo di vedere chiaro, specialmente di focalizzare le vere problematiche del paese e non cercare di sviluppare teorie ambientaliste e digitalizzazioni stratosferiche lasciando la gente letteralmente alla fame. Cordialmente!

Marius Creati

L’arte abuso della politica mentre la Russia recede dall’EXPO-2030 

L’operazione militare in Ucraina avanza oltre misura e non sembra voler trovare un riscontro immediato che ne decreti la conclusione, gettata a capofitto in una continua escalation di morte a discapito delle migliaia di persone coinvolte, tra militari delle fazioni avverse che combattono in procinto di una guerra inarrendevole e civili inermi che soccombono di conseguenza sotto i continui scontri. 

Tra i costanti colpi di scena e le pesanti sanzioni economiche, che perlopiù colpiscono i paesi europei sempre più sfiancati dal carovita incalzante nonostante le misure eccezionali che il parlamento europeo sembra voler edificare continuamente a nostro vantaggio o meno, dipende dal punto di vista, traspare una linea sottile di demarcazione chiamata “cultura” che fa del conflitto una propaganda mediatica e nella propaganda sociale trova una riscontro belligerante, ma tra i continui riverberi dei media contro i filo-russi e le accuse incessanti di categoria, tra giornalisti inarrestabili, opinionisti apolidi, blogger imperterriti, virostar e politici polifunzionali che si avvicendano senza sosta nelle assordanti trasmissioni televisive, si innalza l’eco del ritornello virale che echeggia alle “armi all’Ucraina”, divenuto fastidievole leitmotiv indiscusso che barcamena nella melodia del nucleare mentre nella contropartita dura e irreversibile dei dissidenti partigiani della pace, maldestramente dichiarati pro putiniani, al di là della presunta malaccortezza, ne difendono la quiete.  

L’arte diventa abuso della politica, coalizzata nel suo insieme, e nella cultura trova una nuova arma propagandistica strumentalizzata contro l’immagine russa a difesa di una continuità delle azioni ostili nelle frontiera ucraina. La Russia bandita dalle manifestazioni artistiche occidentali, l’EBU-UER ne ha decretato la sospensione rappresentativa, ovviamente si prende in considerazione soltanto l’assolutismo del superfluo, l’arte sovietica diventa improvvisamente pericolosa, per alcuni esponenti politici addirittura deleteria mentre per altri un’arma a doppio taglio da usare contro la stessa civiltà russa ignara di subire il boicottaggio esistenziale della propria libertà d’espressione. 

Recentemente una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha reso noto che Mosca ha deciso di ritirare volontariamente la propria candidatura per il diritto di ospitare l’EXPO-2030. La rispettiva notifica è stata presentata all’Ufficio Internazionale delle Esposizioni. “Siamo costretti a constatare che il movimento fieristico internazionale si è rivelato un’altra vittima della grande campagna anti-russa lanciata dall’Occidente collettivo per estromettere il nostro Paese da tutte le aree di cooperazione. In tali condizioni, purtroppo, non è possibile parlare di concorrenza leale per il diritto di ospitare esposizioni universali mondiali. È ovvio che la candidatura di Mosca per ospitare l’EXPO-2030 in competizione con gli altri quattro candidati non può contare su una valutazione equa e imparziale, per quanto possa avere innegabili vantaggi. Non c’è dubbio che la pressione sulla Russia e sui nostri partner sia un altro tentativo senza scrupoli da parte di diversi Paesi di denigrare il nostro Paese. Il mondo intero ha visto il padiglione russo all’EXPO 2020 di Dubai, unico nel suo genere, che includeva una presentazione high-tech di Mosca come città candidata per l’EXPO 2030. A qualcuno è sembrato che, invece di competere ad armi pari, fosse meglio agire spudoratamente, ricorrendo a metodi senza scrupoli.”

La cultura non dovrebbe manifestare un abuso di stato. L’idea che la Russia possa essere stata esclusa dai contesti social e culturali dell’Occidente soltanto perché poco affine al pensiero politico atlantista, per così dire, se non addirittura perché incline al conflitto contro l’Ucraina è un’azione ignobile che collide l’ideologia della civiltà, quale simbolo di pace e condivisione tra i popoli, anche e soprattutto per quelli in contrasto tra di loro. I dissidi di gabinetto tra gli Stati non hanno nulla da condividere con le emozioni dell’animo, ragion per cui penalizzare l’arte e il patrimonio dottrinale che racchiude in se, solo per un’affinità nazionale è un grave insulto alle leggi dell’uomo, nella consapevolezza che un tale misfatto venga amministrato come atto persecutorio, contro un paese che motiva argomentazioni sensate per muoversi contro un pari avversario, che con l’arte, in sé per sé, non ha nulla da spartire! 

Il compromesso della partecipazione affettiva degli artisti russi alle rappresentazioni culturali occidentali sarebbe sentito come un primo passo europeo verso una strategia di pace, cui vocifera continuamente il presidente Mario Draghi dal ritorno dal suo viaggio in America, non che spunto di riflessione che spinga verso quei termini di resa dalle armi che, malgrado tutto, continuano ad uccidere uomini donne e bambini senza compromessi di razza, odore e colore di popolo. L’arte e la cultura rappresentano simboli inviolabili della nostra coesione con il mondo. 

In sintesi l’Italia, o meglio la politica italiana al potere, dovrebbe arguire la differenza!

di Marius Creati

Eurovision Song Contest 2022, l’arte abuso della politica

Non metto in discussione l’operosità degli addetti ai lavori e il fervore suscitato nel realizzare una manifestazione gioiosa e al tempo stesso emozionante, come il festival Eurovision Song Contest è sempre stato nell’insieme delle sue edizioni. L’evento dir per se è impeccabile dal punto di vista artistico, ma l’idea che una nazione, intendo la Russia, possa essere stata esclusa soltanto perché poco affine al pensiero politico atlantista, per così dire, se non addirittura perché incline al conflitto contro l’Ucraina è un’azione ignobile che collide l’ideologia della cultura, quale simbolo di pace e condivisione tra i popoli, anche e soprattutto per quelli in contrasto tra di loro. I dissidi di gabinetto tra gli Stati non hanno nulla da condividere con le emozioni dell’animo, ragion per cui penalizzare un giovane artista russo solo per un’affinità nazionale è un grave insulto alle leggi dell’uomo, nella consapevolezza che un tale misfatto venga amministrato come atto persecutorio, contro un paese che motiva argomentazioni sensate per muoversi contro un pari avversario, che con l’arte non ha nulla da spartire! Il compromesso della partecipazione affettiva degli artisti russi all’Eurovision Song Contest sarebbe stato sentito come  un primo passo europeo verso una strategia di pace, cui vocifera il presidente Mario Draghi dal ritorno dal suo viaggio in America, non che spunto di riflessione che spinga verso quei termini di resa dalle armi che, malgrado tutto, continuano ad uccidere uomini donne e bambini senza compromessi di razza, odore e colore di popolo. L’arte e la cultura rappresentano simboli inviolabili della nostra coesione con il mondo. La Rai e i vari organizzatori della manifestazione avrebbero dovuto imporre maggiore imposizione dinnanzi alla richiesta di rifiuto obbligato del governo italiano contro giovani artisti russi innocenti. In sintesi l’Italia, o meglio la politica italiana al potere, avrebbe fatto la differenza!

di Marius Creati

Super Green Pass… annessi e connessi verso la fine della libertà

January 8, 2022 Leave a comment

Zibaldone Green Pass… annessi e connessi… verso la fine

Salve… in risposta alle provocazioni sistematiche del governo italiano, in cui per ciò che sta accadendo repentinamente non riconosco alcuna validità costituzionale, inerente il nuovo decreto legge appena instaurato in sordina da Mario Draghi & Co – in quanto esiste una coalizione di fanto(cci) politici di poco conto che si è acclusa la briga di governare uno stato senza alcuna reale legittimazione né sostegno da parte degli italiani – come una bomba radioattiva piovuta dal cielo, quasi quasi volutamente innescata in via di un imminente virtual game d’inizio secolo, vorrei sottolineare quella che potrei definire una storia controversa… alla vigilia della vigilia di capodanno mi sono imbattuto in un episodio al limite dell’incredibilità, dopo essermi recato insieme ad un amico presso il centro commerciale IKEA della mia città, in vista degli ultimi acquisti per i preparativi del cenone di fine anno. Probabilmente non tutti sanno che il salmone norvegese proposto dallo store food è uno dei migliori sulla piazza nella fattispecie qualità prezzo. Lì, all’interno dello stabile, durante il percorso prestabilito che dall’ingresso conduce verso l’area di uscita, abbiamo incontrato una sua amica, giovane dipendente dell’azienda summenzionata, la quale dopo i vari convenevoli, auguri e saluti, parlando del più e del meno ha iniziato a menzionare argomenti sullo zibaldone mediatico cha da circa un anno attanaglia le menti salubri e quelle meno sane dello stivale, il fantomatico Green Pass con sieri sperimentali spacciati per vaccini annessi e connessi verso la fine della libertà di pensiero, di parola non che di vita. Lei, miracolata con tre dosi inoculate a forza contrariamente alla sua volontà, mostrava eccessi di preoccupazione appunto per le tre dosi somministrate contro il suo volere, ma prontamente accettate solo per la facoltà di mantenere il suo stipendio. Dicevo molto preoccupata per la sua salute in quanto, raccontava, molti dei suoi amici vaccinati a due e tre dosi si sono recentemente infettati e ammalati di coronavirus nonostante la vaccinazione sottoposta, alcuni in maniera lieve mentre altri più seriamente compromessi, destando sospetti sulla veridicità e validità dei cosiddetti sieri, finora inoculati, e iniziando a sospettare che, effettivamente, questi composti chimici non siano così efficaci come vorrebbero far credere politicanti e giornalisti schierati. La giovane donna, vaccinata per dovere di quieto vivere e non per volere personale, iniziava ad avere paura degli effetti collaterali dei finti vaccini, che per quel che si sa, stanno provocando malesseri vari e molte problematiche gravi se non addirittura mortali per controindicazioni patologiche; paura dell’inefficienza dei medesimi contro il virus pandemico; paura di contagiarsi ugualmente dal coronavirus, nonostante abbia abbassato la testa e ascoltato i grandi gerenti dello stato italiano… Paura, pausa, soltanto paura… un’espressione “pathos logica” che si esprime concettualmente dallo sguardo terso di chi ne espande l’avvilimento. Ma, elemento discutibile per inverosimiglianza, chiedendomi se fossimo al momento vaccinati o meno, disse che “lei”, la giovane formica produttiva di IKEA, lei come molti altri tra amici e conoscenti, nutriva una profonda invidia per i non vaccinati, i quali con la loro forza d’animo sostengono la vera cura contro il virus, che esiste ma non viene enfatizzata, contrari alla somministrazioni dei veleni trasparenti, nutriva invidia di aver scelto di essere fermi e non sottoposti, per non dire sottomessi, e che pian piano stava iniziando a credere davvero che i No Vax abbiano effettivamente ragione su tutto… Disse che, effettivamente, li invidiava profondamente desiderando di voler essere una di loro, per sentirsi sana e non compromessa, perché dalla somministrazione dei sieri sperimentali, nonostante i diversi piccoli malesseri accusati, stava iniziando ad accusare un tormento interiore crescente inerente l’eventuale salubrità compromessa della sua stessa vita al di fuori della pandemia, e non per colpa della malattia, messa in discussione dalla vaccinazione obbligata… Ma il mio racconto non finisce qui! Continuando con la sua mancanza di fiducia sui vaccini e ormai convinta di sentirsi costretta a vaccinarsi contro la sua volontà… disse che una sua amica infermiera, prestante servizio di assistenza in ospedale, le aveva confessato che nei reparti sono ricoverati più vaccinati che non vaccinati, sia stazionari sia più gravi… rivelando inoltre “che tutto ciò che viene raccontato in televisione sui ricoverati, sui vaccini, sulle vicende perpetrate è falso” … nel senso che stanno raccontando una marea di bugie! Anche se personalmente ne ero già a conoscenza, questa rivelazione mi ha lasciato davvero senza parole… nel senso, uno va in un negozio per acquisire salmone e caviale pensando a come poter trascorrere la sua vigilia di un capodanno di “ “… diciamo sottotono… e lì non è che in quei momenti vai alla pesca di notizie clamorose… non te ne frega nulla della pandemia, dei vaccini, vaccinati e non vaccinati!!! Invece no… le notizie rivelazione si accludono proprio nei momenti meno prevedibili!La morale della mia favola… i vaccinati si vaccinano solo per mantenere uno stipendio se non ne possono farne a meno, hanno paura degli effetti collaterali dei vaccini tanto quanto degli effetti collaterali della pandemia, forse anche di più … diciamo la verità, una pandemia progettata proprio dalle stesse lobbies farmaceutiche che stanno somministrando vaccini da vendere worldwide per ingrassare gli ingranaggi finanziari dei loro proventi… a discapito di intere popolazioni mondiali… i vaccinati vorrebbero tornare indietro per non vaccinarsi, costretti da uno stato che li ha traditi nella fiducia più profonda poiché invece di curare la gente pensa a far propinare sieri; nel profondo vorrebbero essere come loro, i no vax, per andare a dormire tranquilli e non con la paura di sentirmi male in uno di questi giorni per incompatibilità organica dei vaccini al corpo; i vaccinati sono quelli che veramente iniziano a credere che il governo abbia realmente fallito nella sua fattispecie! Un governo che ha scelto il lucro e l’interesse personale all’integrità nazionale… mettendo a morte quella in cui dovrebbe riconoscersi, l’unità nazionale. Viva l’Italia con i suoi veri Italiani! #governo#greenpass#covid19#mariodraghi#raiuno#raidue#raitre#presidentedellarepubblica#palazzochigi

Categories: Politick, Sententia

MES, fondi accessibili non accessibili contro COVID-19

MES

Signori miei voi pensate davvero che il MES possa risolvere il problema del finanziamento economico dell’Italia e di tutti i paesi europei coinvolti nel COVID-19 mediante emissione di un fondi monetari facilmente – “si fa per dire” – accessibili… la cui somma implicita, può far semplicemente sognare l’ideale di una ripresa economica. Credo che accettare la proposta infine possa incorrere nel rischio di far collassare l’intera stabilità nazionale, già seriamente compromessa dalla profonda crisi strutturale che stiamo affrontando al momento, senza considerare i vari elementi di crisi già pre-esistenti, a cui seguirà una seconda che dovremo ancora affrontare nell’imminente prossimo futuro, subito dopo aver superato questa tragica pandemia. Mi limito nel dire che un’Italia attuale, già fortemente compromessa da situazioni di stallo che perdurano da troppi anni senza rimedi effettivi di crescita e di cambiamento radicale per il paese, oggi fortemente compromessa da disagi strutturali causa coronavirus che, da quel che evince, perdurerà non poco tempo nei territori delle singole regioni – e qui sottolineo il disagio sanitario, il disagio economico imprenditoriale, il disagio demografico a cui stiamo assistendo, giorno dopo giorno, che sicuramente avrà una ripercussione negativa sul reddito pro capite degli Italiani, specie di medio/basso ceto, il che vuol significare la prospettiva di un serio impoverimento, non che disagio, per molte famiglie, “e chi vuole intendere, intenda” – la nostra Nazione, non sia in grado di affrontare un impegno gravoso come quello proposto dal MES sotto forma di trattato salva stato/i, nonostante la cifra e la condizione possano sembrare allettanti, poiché una volta presi i fondi destinati e giustamente spesi qui e là… e magari da qualche altra parte come sovente in uno stato di potere abilmente corrotto… potrebbe non essere in grado di pareggiare i conti, salvo dover incombere in eventuali compromessi, una situazione paradossale che potrebbe indurre il paese al tracollo. Sinceramente in questo primo ventennio di “Unione Europea”, non ho mai assistito a manovre realmente solidali tra stati membri, quanto piuttosto una miriade di espedienti mirati, progettati al fine di generare forme di prevaricazione tra stati di potere, il cui gioco effimero scaturisce la tacita sottomissione. Credo che per essere definita unita una confederazione di stati debba operare all’unisono in qualunque circostanza, come in una grande famiglia, ma non credo che l’Europa sia arrivata ancora a siffatto livello di coesa condivisione. Questa é la mia mera opinione.

Marius Creati

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Virus contro l’uomo, salto di specie in soli 16 anni

March 16, 2020 Leave a comment

Coronavirus

Ilaria Capua, tre i coronavirus simili a quello diffuso in Cina

Sono 5, in 16 anni, i virus che hanno fatto il ‘salto di specie’, ossia che dagli animali che li ospitavano sono diventati capaci di trasmettersi da uomo a uomo.

Di questi, 3 appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa cui appartiene il virus 2019-nCoV che ha cominciato a diffondersi dalla città cinese di Whuan.

   “Tre coronavirus in meno di 20 anni un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell’ecosistema: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi”, ha detto all’ANSA la virologa Ilaria Capua, che nell’Universita’ della Florida dirige il Centro di eccellenza dedicato alla ‘One Health’, che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.

Risale al 2003 la mutazione del virus della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), che era stato trasmesso dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo.
Sei anni più tardi, nel 2009, era stata la volta del virus dell’influenza A H1N1 trasmesso dagli uccelli ai suini e da questi all’uomo: un vero e proprio collage con elementi di tre specie che ha generato il quarto virus pandemico dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.
Nel 2012 era stata la volta della Mers (Middle East Respiratory Syndrome), un altro coronavirus che dai pipistrelli si era trasmesso ai cammelli e poi all’uomo.
Nel 2014 ha acquisito la capacità di trasmettersi da uomo a uomo anche il virus responsabile della febbre emorragica di Ebola e adesso è comparso il nuovo virus, indicato con la sigla 2019-nCoV che, come hanno reso le autorità sanitarie cinesi, dai pipistrelli sarebbe passato a un serbatoio animale ancora non chiaramente identificato e da lì sarebbe mutato in modo da adattarsi all’organismo umano.

Fonte: Ansa

Niccolò Ciatti, morte incredula nel mezzo di una catena vitale…

August 15, 2017 Leave a comment
Niccolò Ciatti, morte incredula nel mezzo di una catena vitale
“Nella vita sorridi sempre perché nessuno é così importante da toglierti il sorriso!”… Niccolò Ciatti…  morte incredula nel mezzo di una catena vitale il cui fulcro diventa nodo scorsoio tra la vita e la morte

Il degrado morale e sociale sfocia in massacro di gruppo nel quale pochi efferati uccidono liberamente sotto gli occhi di una piccola moltitudine incredula, come se il surrealismo blasfemo della violenza tridimensionale subentri nel “fottuto” mondo reale colmo di noia consuetudinaria, materializzandosi in un episodio truculento che si concretizza nell’osservare come sia possibile sopprimere un uomo a pochi passi dalla vita.

Quale pena sia la più plausibile per la perdita di una giovane vita stroncata dalla mera dabbenaggine deflagrante di una mediocre generazione contaminata se non quella più giustificata della morte stessa per castigare non il gesto irreparabile, bensì l’idillio della brutalità animosa che alberga sempre più frequentemente nelle giovani e meno giovani menti deviate di una colonia di massacratori urbani che credono di dover esprimere la propria personalità a suon di pugni e calci, quali sinonimi paradigmatici di rappresentativi epitaffi mortuari. In una civiltà globale cosmopolita dove l’ergastolo a vita ormai per molti non trasuda neppure un barlume d’ansia, la pena corporale diviene gioco mortale che si concretizzata in un’arena consociata piuttosto che penitenza espiabile per un reato commesso e la tracotanza arma il pugno protervo del sussiegoso bullismo di massa a discapito della benevolenza della brava gente.

Ed intanto si assiste increduli all’ennesimo atto di viltà attraverso cui l’ennesima vittima perisce sotto gli sguardi indiscreti e le recriminazioni generali dell’opinione pubblica, ma in realtà cosa cambia realmente dinanzi al millesimo scempio del degrado sociale. PENA DI MORTE esemplare per i tre assassini che, empi di virulenza virale, hanno plasmato la solidarietà in cinismo, lo svago in spregio e pietrificata l’esistenza in materia cinerea? Pura nefandezza d’animo… la possibilità di vederli fuori dal carcere tra dieci o quindici anni per buona condotta!!!

Ed intanto si assiste, incapaci di ribellione culturale, alla dipartita di un giovane “gigante buono”, poco più di un fanciullo erto alle prime luci della giovinezza, il cui reato é stato semplicemente quello di amare una vita semplice e spensierata. Perché i buoni di cuore devono soccombere dinnanzi alla torbida viltà della spavalderia degenerata?

In memoria del milionesimo martire del ludibrio del nostro tempo

(mi stringo dolcemente ai cuori dei familiari e quanti coinvolti)

Marius Creati

Giulietto Chiesa, attentato Charlie Hebdo… a Parigi attentato alla pace mondiale, pensato per accendere la miccia”

January 9, 2015 Leave a comment

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Lucida, ruvida, scomoda e acuta la riflessione del giornalista Giulietto Chiesa sull’attentato alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo che ha fatto dodici morti. “Penso si sia trattato di un attentato alla pace mondiale, il tentativo di accendere la miccia e far entrare in guerra l’Europa” ha detto Chiesa.

Nell’intervento che potete ascoltare nel video in fondo all’articolo, Giulietto Chiesa parla chiaro, chiarissimo. «Hollande ha detto che il massacro di Parigi è stato un attentato alla nostra libertà, io penso si sia trattato di attentato alla pace mondiale. Io penso sia stato un attentato agli equilibri internazionali, a quel poco che resta dei precari equilibri che ancora esistono, a quel poco che resta della sovranità dell’Europa. Il massacro di Parigi è la strattonata, forse quella finale, che punta a trascinare l’Europa in guerra. L’Isis è una trappola ben congegnata, quasi perfetta, come altre già scattate in passato. Ma molti non hanno ancora capito la lezione. Lo stato islamico è creatura molto inquinata, molto dubbia; le frequentazioni di Al Baghdadi con i servizi segreti americani, con il senatore McCain si sposano con la domanda cui troppi nostri commentatori in questi mesi non hanno neanche nemmeno provato a dare risposta: chi paga? Chi paga un esercito di olte 50mila uomini, le armi, gli stipendi, le comunicazioni? Chi paga non è la Russia, non è l’Iran perché lo Stato islamico è nato proprio contro l’Iran. Allora restano pochi candidati al ruolo di mecenati del terrorismo cosiddetto islamico; e quindi tutto quello che viene da lì è da ritenere inquinato. Pochi capiscono che i servizi segreti innanzi tutto occidentali sono ormai diventati creature potentissime senza nessun controllo, il cui mestiere è quello di sfuggire al controllo persino degli stessi dirigenti politici. Molti dovrebbero riflettere su quali siano i gradi di libertà dei dirigenti politici europei, perennemente sotto controllo e minaccia se non ubbidiscono agli ordini. Ma la trappola è ben congegnata anche in un altro senso: voglio invitare a una reazione meditata nei confronti di quello che sta accadendo, di questo terribile fatto di sangue di Parigi. Voglio invitare al ragionamento. C’è un esercito di cani arrabbiati qui in Europa, qui in Italia, pronti a mordere dove ordina il padrone, tori schiumanti di furia che muovono le loro corna verso il nemico di turno messo in bella vista perché sia esecrato senza chiedersi neanche chi, perché e come. Piango i colleghi uccisi, ma c’è una muta di stupidi imbestialiti solo perché cerco di pormi la solita e unica domanda: a chi giova tutto questo? Chi è stato? Imbestialiti perchè cerco di capire e perché ho chiesto che si facesse luce sul colpo di stato di Kiev, su chi lo ha favorito, organizzato e finanziato e perché cerco di tirare fuori le vere responsabilità sull’abbattimento del boeing malesiano del luglio 2014. Io ho paura non solo degli attentatori che abbiamo potuto vedere in azione, professionisti, non kamikaze. Ho paura anche anche dell’esercito degli imbestialiti manipolati in Europa già pronti a entrare in guerra, non è ben chiaro contro chi. Più ci penso e più mi convinco che il massacro di Parigi è stato pensato proprio per accendere la miccia”.

Fonte: Il Cambiamento