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Archive for the ‘Ritratti’ Category

Philippe Briand

May 16, 2017 Leave a comment

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London-based Philippe Briand has been conceiving high-performance yachts since his La Rochelle childhood, and his technical excellence and precision – accompanied by a strong artistic flair – have continued to evolve over what is arguably the most prolific career of any yacht designer today.
Early insights into naval architecture, advanced hydrodynamics and production engineering during an internship with Swedish designer Pelle Petterson armed Briand with the skills to create dozens of successful production yacht models, of which over 12,000 vessels have been built.
His portfolio spans four decades, starting with his first IOR Quarter Ton design at the age of 16. His designs for competition have included eight yachts for six America’s Cup campaigns; two of the vessels for the French team that won the Admiral’s Cup in 1991; and countless high-performance offshore racing yachts. An accomplished sailor himself, Briand has won the Half-Ton Cup in 1993 and the One-Ton Cup in 1994, in yachts of his own designs.
Briand’s first foray into superyachts came in 1995, with a winning submission for the design of the groundbreaking, award-winning 44.7m S/Y Mari Cha III, and then Mari Cha IV. The success of these lightweight, high-performance cruising racers propelled him into the world of superyachts, where he has enjoyed considerable success.
Briand and his team of designers have won over 30 international yacht design awards (to date year 2017) for their work, and have collaborated with some of the most highly respected sailing yacht builders in the world, including Alloy Yachts (New Zealand), CNB (France), Groupe Beneteau (France), Perini Navi (Italy), Royal Huisman (Netherlands) and Vitters (Netherlands). They currently produce yacht designs and naval architecture always oriented on use of new technologies – ranging from 6 to over 100 metres, both for sailing yachts and motor yacht. The team puts a strong emphasis on performance and is continually employing new technologies to enhance designs, in a quest for perfection.
He is one of the few – if not the only – yacht designers with the technical capabilities and experience to design high performance yachts of both the motor and sailing variety. In recent years, his collaboration with Vitruvius Yachts has seen three of his motor yacht designs launched (50m, 55m and 73m), bringing an evolved, high-performance and long-range style to the sphere.

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Kris Ruhs

April 3, 2017 Leave a comment

Kris Ruhs

Kris Ruhs

1952 – Nasce a New York (USA) da genitori di origine tedesca

1972 -1975 Frequenta la School of Visual Arts, New York.

1972 -1996. Lavora a New York.

1996- ad oggi. Lavora tra Milano e Parigi.

Kris Ruhs frequenta la School of Visual Arts a New York e inizia le sue esplorazioni artistiche negli anni Settanta, quando nelle arti visive si tendeva a tornare alle basi creative nelle diverse tecniche espressive dando la stessa attenzione tanto al processo creativo in azione quanto alle opere finite.

In questi anni supera velocemente carta e pittura come mezzo espressivo e realizza una prima serie di sculture ispirate da legname scartato nelle vie vicino al suo studio a sud di Broadway. Scarti materici dalle forme e misure sempre diverse diventano i suoi materiali preferiti. Il legno vecchio viene segato, piallato, dipinto e bruciato per dare una nuova superficie e una nuova forma che implicano una profondità e un peso metaforici.

Anche se ancora riconoscibile come legno, queste prime “scatole” riflettono i nuovi processi a cui sono sottoposte. Le scatole degli anni Ottanta prefigurano il modello germinale delle opere successive e della relazione dell’artista con nuovi materiali: dalla corda, al ferro, dalle ceramiche al vetro, dall’acciaio corten alla luce.

Mentre vive a New York alla fine degli anni Settanta, l’amicizia di Ruhs con il leggendario designer di gioielli Robert Lee Morris di Art Wear lo porta ad esplorare un suo personale concetto di arte da indossare.

Negli anni Ruhs ha costituito un consistente corpus di gioielli dove ogni lavoro viene martellato, modellato e assemblato in un modo che rievoca le sue grandi sculture.

La sua forte capacità di estrapolare il potenziale espressivo da una struttura, dai materiali  e dai colori gli permette di superare i consueti confini tridimensionali della scultura e bidimensionali della pittura: dalla superficie di una carta, di un legno e di una tela,  al sottile confine che oscilla tra l’astrazione e la rappresentazione.

Questa continua ricerca del processo e della sua espressione lo porta a soluzioni estetiche differenti, con cui Ruhs continua a confrontarsi. La luce in movimento – in processo – e la luce ferma sulla superficie inerte di un’opera rivelano un nuovo livello del processo creativo nel tempo. Materia e luce si possono muovere o rimanere in stato di riposo. Il loro processo di crescita e dissoluzione viene fermato o guidato dall’artista come un compagno che rivela il loro processo interno, non il proprio.

Il dialogo serrato tra l’artista e i suoi materiali permette a Ruhs di utilizzare qualunque cosa come materia e di adattare ogni genere di tecnica al proprio processo creativo.

Il risultato del suo fare arte fa si che la disciplina formale e la padronanza tecnica si riflettano in quel misterioso processo spazio-temporale che agisce sulle cose e che Kris Ruhs rivela in ogni elemento della sua opera.

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Pierre Cardin

April 3, 2017 Leave a comment

Pierre Cardin

Pierre Cardin

(1922, Italia/Francia)

Nel 1945 si trasferisce a Parigi dove lavora prima per Paquin poi per Schiaparelli. Conosce Jean Cocteau e Christian Berard, con i quali realizza diversi costumi e maschere per film come “La Bella e la Bestia”. Nel 1946  lavora per Christian Dior che ha appena aperto il suo atelier e nel 1950 fonda il proprio atelier dove crea principalmente  costumi e maschere per il teatro. Tre anni dopo presenta la sua prima collezione. Nel 1954 i suoi vestiti “bulles” trionfano in tutto il mondo. Inaugura la prima boutique “Eve” a Parigi. Nel 1957 inaugura la seconda boutique “Adam” dedicata all’abbigliamento maschile. È nominato Professore Ordinario alla scuola di stilismo di Bunka  Fukusou, Giappone. Nel 1958 riceve a Boston il premio dei “giovani stilisti”. Presenta nel 1959 la prima collezione di prêt-à-porter femminile nel grande magazzino parigino “Au Printemps” e, l’anno seguente, la prima collezione maschile. Nel 1970 apre a Parigi l’ “Espace Pierre Cardin” che comprende un teatro, un ristorante, una galleria d’arte e uno studio di creazione di arredamento. Nel 1977, riceve il premio “d’or” dell’Alta Moda francese destinato alla collezione più creativa della stagione. Presenta la prima linea di mobili: sculture Utilitaires. Apre la Boutique Maxim a Parigi. Nel 1979 Pierre Cardin riceve per la seconda volta il premio dell’Alta Moda francese “Dé D’or”. Presenta le collezioni uomo e donna a Pechino e Shanghai. A New York nel 1980 celebra i suoi trent’anni di attività al Metropolitan Museum e inaugura la sua sede nella 57ma Strada. Nel 1981 rileva il famoso ristorante Maxim’s in rue Royal a Parigi. Al Grand Palais presenta la retrospettiva sui 30 anni di carriera e, l’anno seguente, in Giappone. Riceve il suo terzo “Dé d’or” dell’Alta Moda Francese. Nel 1983 riceve la Légion d’Honneur. Inaugura un ristorante Maxim’s a Pechino e a Rio de Janeiro. È nominato “Commandeur de l’ordre du Mérite” dal Presidente della Repubblica francese nel 1985. Riceve l’Oscar della Moda all’Opéra di Parigi. Nel 1986 firma di un contratto con l’Urss per la fabbricazione in loco del prêt-à-porter uomo, donna e bambino e per l’apertura di uno show room di 10.000 m². Nel 1988 è nominato Grande Ufficiale del merito della Repubblica italiana. Nel 1990 al Victoria & Albert Museum di Londra espone la retrospettiva sui quarant’anni di moda femminile e trent’anni di moda maschile. È promosso al grado di “Officier” della Légion d’Honneur nel 1991. Riceve il premio dell’Ordine del Sacro Tesoro e la Stella d’oro e d’argento, la maggiore onorificenza del governo giapponese. Nel 1992 è eletto membro dell’Accademia delle Belle Arti. Nel 1994 è organizzata una sua retrospettiva a San Paolo, Brasile. Nel 1995 inaugura la prima boutique Pierre Cardin a San Pietroburgo. Due anni dopo è elevato al grado di Commendatore della Légion d’Honneur. All’Espace Pierre Cardin viene inaugurata una retrospettiva sui cinquant’anni di carriera. Presenta nel 2000 di una retrospettiva a Shangai e Pechino e nel 2002, a Los Angeles e Tokio, nel 2003, a Firenze. Nel 2009 viene nominato Goodwill Ambassador of the Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO).

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Agostino Arrivabene

January 17, 2017 Leave a comment

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Agostino Arrivabene nasce a Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona nel 1967. si è diplomato all’accademia di Belle Arti di Milano, ma la sua vera formazione l’acquisisce attraverso la presa diretta dei dipinti dei grandi maestri del passato osservandone dal vero le loro opere fra i vari musei d’Europa e del mondo, in cerca sempre di un unico filo conduttore che potesse ricongiungere la poetica del passato e la ricerca della “ bellezza”, ma nella contraddittoria realtà del suo tempo presente.

La sua ricerca artistica si sviluppa sotto il segno e la guida degli antichi maestri, in particolare Leonardo, Durer, Van Eych e tutti i primitivi fiamminghi e Rembrandt.

In un personalissimo percorso anti-moderno, l’artista scopre da autodidatta negli anni della formazione le tecniche pittoriche tradizionali fino alla preparazione artigianale dei colori, fino alla ricerca continua degli antichi medium utilizzati nella pittura del passato .

Fra i vari generi dipinti, non possono mancare soggetti bizzarri da naturalia, mirabilia, e artificialia discipline barocche e rinascimentali dell’ antica ed acerba catalogazione museale della realtà e quindi anche manufatti del mondo naturale ancora attuali nella nostra storia moderna fatta ancora di ricercatezze, deformità, bizzarrie del nostro quotidiano , altre tematiche amate da Arrivabene sono le nature morte, o le vanitates e i ritratti realizzati dando sfogo alla sua più mirabolante ( e perversa) fantasia e al suo amore verso tutte le manifestazioni più rare ed insolite della natura.

Rammentando la caducità delle cose umane, in un ciclo che diviene un vero e proprio memento mori, l’artista ha saputo creare sulla tela anche oggi delle moderne e virtuali Wunderkammer , le stanze delle meraviglie dove un tempo i collezionisti conservavano insieme opere d’arte, oggetti insoliti e stravaganti e frammenti del mondo naturale per creare un personalissimo museo del mondo .

Le sue opere sono caratterizzate da una forte carica visionaria con una predilezione al linguaggio simbolista, e sono realizzate con preziosi materiali oggi caduti in disuso, tutti preparati artigianalmente.

Il tema del male, della morte e del dolore, è una costante della sua produzione, in cui figure dolenti vagano in sconfinati paesaggi visionari .
Ma anche paradisi opposti in cui luci accecanti invadono figure in estasi, attendono la risposta a quesiti cosmici, in cui la condizione di “ soglia “ rende l’uomo vago in continuo squilibrio .

Altro genere pittorico scelto oramai da alcuni anni è quello degli animali che ha gia dato prova in passato di costruzioni iconografiche di caleidoscopica fantasia carica di artifici e assurdità animali e che in questa sua ultima personale alla galleria Forni riappaiono dopo tempo in più esempi dell’evoluzione verso il soggetto d’animaliers ma trasmutato attraverso l’aberrazione dell’albinismo e identificandolo nella sua rarità come uno degli elementi di manifestazione della divinità.

L’altro genere pittorico che Arrivabene segue oramai da tempo è il paesaggio che si apre verso sconfinati orizzonti in cui l’ipotesi geografica si confonde con una geografia immaginaria, proveniente dal mondo delle idee e cosi quasi edenica .

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Mehdi Sefrioui

January 13, 2017 Leave a comment

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Mehdi Sefrioui è nato a Tangeri,  di professione fotografo,  e vive tra Parigi e Casablanca realizzando i suoi scatti che definisce “di strada” dal 2010.  Nelle sue immagini, Medhi cattura i momenti effimeri della vita, espressioni di varia umanità conditi da puro senso estetico e bellezza. Ultima sua creazione con Another Africa, debuttando nella fotografia di moda, celebrando il black body; un omaggio all’Africa nera dove uguaglianza, bellezza e moda possono convivere e coesistere creando bellezza, economia e benessere.

Fonte: My Amazighen

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Tom Dixon

October 7, 2016 Leave a comment

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Tom Dixon (1959, Tunisia) – Dall’età di quattro anni vive in Gran Bretagna dove si è diplomato alla Chelsea School of Art di Londra nel 1978. Nel 1987, crea la “Kitchen Chair”, realizzata con padelle e mestoli. Nello stesso anno, fonda la propria fabbrica, la Dixon PID, in seguito denominata Space. Dagli anni Novanta, i primi manufatti vengono modificati per la produzione di massa. La “Kitchen Chair”, la “S Chair”, le sedie a sdraio “Bird” e  “Bird 2” sono state prodotte da Cappellini dal 1992. Nel 1989, la “Pylon Chair” formata da sottili bastoncini d’acciaio saldati insieme, fu prodotta da Cappellini completamente a mano. Nel 1997, disegna le lampade, e produce “Star”, “Octo” e “Jack”. Nel 2002, fonda la “Tom Dixon. The Company”. Nello stesso anno, disegna la linea “Fresh Fat”, sedie e tavoli in corda di plastica, annodata ed intrecciata da sembrare vetro. Nel 2003, sperimenta le stoviglie da tavola “Eco Ware” con materiale biodegradabile con 85% di fibra di bambù. Nel 2005, lancia la serie di lampade  “Copper Shade” e “Mirror Ball”, realizzate in plastica. Collabora come disegnatore di prodotti e decoratore d’interni con Asplund, Cappellini, De Vecchi, Driade, Inflate, Moroso, Salviati, Swarovski, Terence Conran, e con gli stilisti Jean Paul Gaultier, Romeo Gigli, Ralph Lauren, e Vivienne Westwood.

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Sarah Moon

September 17, 2016 Leave a comment

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Sarah Moon (1941, Francia) – Negli anni Sessanta è modella professionista. Nel 1967 comincia a dedicarsi alla fotografia di moda per Cacharel e, quindi, gira spot pubblicitari per la stessa azienda. Nel 1979 vince, per uno spot Cacharel, il LION d’OR, Films Publicitaires a Cannes. Collabora con le riviste Marie-Claire, Vogue, Nova, Harper’s Bazaar, Elle, Stern. Negli anni Settanta e Ottanta realizza campagne pubblicitarie internazionali per Biba, L’Oreal, Patou e firma oltre 150 fra clip e cortometraggi. Nel 1972 realizza il calendario Pirelli. Nel 1990 gira il film Mississipi One, e alcune pellicole dedicate alla vita di grandi fotografi quali Henri Cartier-Bresson e Lillian Bassman. Nel 1984 rivisita “Cappuccetto rosso” di Charles Perrault in un’edizione per bambini che vince il premio della Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Dal 2003 pubblica Circuss, da “La piccola fiammiferaia” e L’effraie, da “Il soldatino di piombo” di Hans Christian Andersen; Le fil rouge, da “Barbablu” di Charles Perrault sono stati pubblicati sotto forma di libri – DVD, in edizione limitata, da Kahitsukan, Museum of Contemporary Art di Kyoto. Nel 2006 esce La sirène d’Auderville, tratto da “La Sirenetta” di Andersen.

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