Archive

Archive for the ‘Green Peace’ Category

Krill, catena alimentare a rischio

November 13, 2016 Leave a comment

krill

Oggi questo ecosistema è minacciato dalla pesca commerciale. Il tesoro più ambito è il krill, piccolissimi crostacei pescati per nutrire i salmoni d’allevamento e per produrre olio per le formulazioni di cosmetici e per integratori alimentari: ne viene pescato troppo e troppo in fretta. Sul krill si regge buona parte della catena alimentare antartica: è infatti nutrimento per balene, foche, pinguini e uccelli di mare. Con l’enorme e indiscriminato prelievo di krill si mettono in pericolo molte specie. La riserva non fermerà la pesca nell’Antartico, ma terrà le navi lontane dai luoghi ecologicamente più sensibili.

Fonte: Focus

Categories: Antartide, Green Peace Tags:

Bambu, sempreverde salvezza futura del pianeta

March 18, 2013 Leave a comment

bambu-158343-700x478

Cibo preferito dei panda, urside simbolo del WWF e per riflesso specie a rischio d’estinzione per antonomasia, il bambù potrebbe davvero costituire l’arma vincente dell’umanità contro tutti i problemi ambientali che ci affliggono e di cui sentiamo parlare 24 ore su 24. Vediamo come questo sempreverde potrà guidarci verso il salvataggio del pianeta.
Perchè è sbagliato abbattere le foreste pluviali?
Appurato che potremmo scrivere un intero articolo sull’argomento, possiamo riassumere le conseguenze fondamentali della deforestazione spietata e incontrollata delle foreste pluviali in quattro punti:
La deforestazione in se è la causa di circa il 20% delle emissioni di gas serra, in pratica non solo ci tolgono i nostri polmoni planetari, ma lo fanno anche inquinando. Oltre al danno la beffa.
L’ abbattimento delle grandi foreste pluviali porterà alla scomparsa della biodiversità, maggiore rischio di malattia per le piante e conseguente utilizzo di pesticidi su larghissima scala.
Le piante che abbattiamo contribuiscono in modo determinante al ciclo dell’acqua attraverso l’ evaporazione che si opera attraverso le loro foglie. Eliminare queste foreste equivarrebbe a portare il ciclo dell’acqua a un brusco rallentamento.
L’ erosione e le frane maggiori sono causate molto spesso dalla deforestazione, visto che non ci sono gli alberi che con le loro radici trattengono il terreno.
In parole povere gli alberi regolano qualsiasi aspetto di una nostra serena interazione col mondo che ci circonda e un utilizzo maggiore del bambù può contribuire significativamente a rendere questa esperienza sempre migliore, anche perchè peggio di così è molto difficile.
Perchè il bambù è la pianta del futuro?
Il bambù impiega circa 4 anni per essere utilizzabile al 100%, mentre gli alberi “normali” impiegano dai 20 ai 50 anni. Inoltre ha una crescita giornaliera che può arrivare anche al metro.
Una determinata superficie di terreno coperta di bambù produce più ossigeno della stessa superficie coperta di foresta pluviale.
Il bambù può crescere praticamente con qualsiasi clima. (no, al Polo Nord non cresce!)
In virtù della sua grande resistenza ai parassiti il bambù richiede un utilizzo di pesticidi che tende alla nullità.
I prodotti in bambù si decompongono totalmente in concimi per l’agricoltura estremamente nutrienti.
Applicazioni quotidiane
Vestiti
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Genesi, capitolo 3,7
No, non dovete andare in giro vestiti con germogli di bambù come fecero Adamo ed Eva con le foglie di fico; tuttavia le fibre della corteccia del bambù costituiscono un ottimo materiale da filare e vengono prodotti dei capi (acquistabili qui)che, a detta degli utilizzatori, danno al tatto una sensazione simile a quella del cashmere. Inutile dire che le emissioni di gas serra per questo tipo di produzioni sono molto ridotte rispetto a quelle del cotone.
Mobili, immobili ma estremamente attenti all’ambiente
La maggior parte dei mobili fatti di bambù è costruita nella maniera più ecologica possibile per allinearsi all’essenza verde di questa pianta. Infatti per produrre questi oggetti di estrema qualità viene usata solo colla di origine organica che si decompone naturalmente (ovviamente non mentre sta svolgendo il suo lavoro!). Inoltre date le proprietà del legno di bambù, molto resistente ed elastico allo stesso tempo, questi mobili hanno una durata straordinaria.
Fatti
Come abbiamo detto il bambù è la pianta con la crescita più rapida del mondo, è un’ ottima fonte di nutrienti sia per gli animali che per l’uomo ed è utilizzata da secoli in molte ricette della cucina cinese.
Il Bambù, piantato in zone strategiche produce molto più ossigeno rispetto alle altre piante e può effettivamente aiutarci a salvaguardare l’ambiente
Conclusioni
Che fate ancora davanti al computer? Andate immediatamente a comprare una felpa in bambù, sarebbe la felpa più green e geek di sempre (curioso come “green” e “geek” abbiano quasi le stesse lettere)! Contribuirete a salvare il mondo o quantomeno a “Lasciarlo un po’ migliore di come lo avete trovato“, tenendo sempre a mente un proverbio indiano che mi accompagna da anni: “Il mondo non lo ereditiamo dai nostri padri ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli“. E’ così che dobbiamo ragionare se non vogliamo arrivare a un punto di non ritorno.

Roberto Collorafi

Fonte: Tasc

Categories: Green Peace

WWF Russia, petizione per la protezione delle foreste

March 11, 2013 Leave a comment

WWF Russia, petizione per la protezione delle foreste-w600-h600

Il WWF Russia ha lanciato nel 2013 una petizione per la protezione delle foreste, puntando a ottenere la firma di oltre 100.000 cittadini russi. L’obiettivo è una legge che torni a proteggere le foreste, che le recenti modifiche del codice forestale hanno aperto allo sfruttamento industriale indiscriminato, anche in molte aree protette. Se la petizione avrà successo, sarà in grado di proteggere un’area grande il doppio della Francia, mettendo sotto protezione il 18 per cento delle foreste del paese.
“Le risorse forestali della Russia sono già esaurita, a causa di un eccessivo sfruttamento nel periodo sovietico, e del taglio illegale degli ultimi decenni. Negli ultimi 150 non è cambiata la metodologia nel decidere la quantità di legname da prelevare delle foreste. Questo ha portato le compagnie del legno a cercare sempre nuove foreste per lo sfruttamento commerciale “, spiega Konstantin Kobyakov, del WWF Russia.
“Le recenti modifiche alla legge fanno di queste aree un obiettivo primario per le compagnie del legno”, ha aggiunto.
Le foreste da proteggere coprono 17 diverse categorie, tra cui zone umide, boschi che assicurano prodotti non legnosi (funghi, bacche, noci), le foreste montane, le foreste boreali di tundra, le zone verdi, i parchi, le foreste urbane e zone di riproduzione delle fauna e di deposizione delle uova.
Aree forestali situate sulla riva di fiumi, torrenti, laghi o mari, così come le zone verdi attorno alle grandi città, dovrebbero rientrare nella definizione di “boschi soggetti a protezione ‘ .
Queste foreste servono a proteggere i bacini idrogeologici, a fornire acqua potabile, ad assicurare la fertilità del suolo, a stabilizzare il clima, a pulire l’aria, così come a fornire cibo alla fauna selvatica (frutti di bosco, funghi e noci). Queste aree avranno anche un a funzione ricreativa per gli abitanti delle grandi città, e di reddito sussidiario per le famiglie delle aree rurali.
Il WWF ritiene che le foreste in grado di assicurare preziosi servizi non possono essere sacrificate allo sfruttamento industriale: “Per 70 anni di queste foreste ci hanno protetto. Ora è giunto il momento di proteggerle. Per questo la legge forestale deve tornare a vietarne lo sfruttamento industriale”, ha aggiunto Kobyakov.

Fonte: Salva le Foreste

Categories: Green Peace Tags: ,

Davidoff Cool Water e National Geographic Society, partnership per la salvaguardia degli oceani e di aree marine protette

March 10, 2013 Leave a comment

oceano-davidoff-600x277

A sostegno della salvaguardia degli oceani e della creazione di aree marine protette
Prosegue anche per il 2013 l’accordo di partnership per il programma Pristine Seas tra National Geographic Society e Davidoff Cool Water, a sostegno della salvaguardia di alcuni degli ultimi luoghi incontaminati degli oceani e della creazione di aree marine protette.
La partnership è iniziata lo scorso anno, con una spedizione alle Pitcairn Islands nell’Oceano Pacifico, guidata dal dottor Enric Sala, ecologista marino ed Explorer-in-Residence National Geographic. 384 immersioni hanno avuto luogo nelle acque delle Pitcairn Islands, per un totale di 450 ore a persona sott’acqua, 40.210 pesci, 14.500 alghe e 6.300 colonie di coralli contati e misurati. Dopo aver visto ciò che il team della spedizione ha trovato, la comunità Pitcairn nel Settembre 2012 ha votato all’unanimità per la protezione delle loro acque. Un enorme successo per l’iniziativa.
Ora, in seguito al risultato positivo di questa prima spedizione l’avventura di National Geographic Society e Davidoff Cool Water continua. A seguito del rinnovo della partnership, il marchio di profumi supporterà la nuova spedizione iniziata al largo del Cile il 7 Febbraio 2013.
Questo rapporto con National Geographic è fondamentale per Davidoff Cool Water. Il legame che abbiamo creato con l’oceano è diventato più forte e riteniamo essenziale proseguire a lavorare a questa partnership”, ha commentato Jean Mortier, Presidente di Coty Prestige.
Anche i fan della fragranza potranno partecipare al progetto benefico, unendosi al brand nel supportare il programma National Geographic Pristine Seas. L’interazione con essi sarà implementata grazie a nuove animazioni in-store e ad attività digital.

Fonte: Olfatto Matto

Acqua, risorsa preziosa inestimabile

January 3, 2013 1 comment

acqua

Il nostro pianeta è coperto da acqua per il 70% ma meno del 3% è a disposizione dell’uomo. Nonostante ciò, ogni giorno ne sprechiamo una quantità abnorme, senza renderci conto di ciò che stiamo facendo. La buona notizia è che esistono nuovi modi per aumentare le riserve di acqua, vediamo quali sono e come vengono realizzati.
Nuove forme di approvvigionamento idrico
Molta dell’acqua a nostra disposizione non è facilmente accessibile perché è intrappolata nei ghiacciai o sottoterra, quella che invece abbiamo maggiormente a disposizione si trova nell’oceano, nei fiumi e nel cielo (la pioggia). Ed è proprio da queste tre fonti di acqua che dobbiamo attingere per creare le nuove riserve.
Desalinizzazione
Con questo processo viene rimosso il sale dall’acqua di mare per produrre acqua potabile. Di solito gli impianti di desalinizzazione si trovano a terra e quindi risulta difficoltoso trasportare l’acqua potabile da un luogo ad un altro; in ogni tragitto, infatti, ne può essere trasportata una quantità limitata.
La società Water Standard Company ha pensato di risolvere questo problema installando un impianto di desalinizzazione a bordo di una nave in modo da poter produrre acqua potabile ovunque. Pensate che una loro nave può produrre fino a 280 milioni di litri di acqua potabile al giorno, sufficienti a rifornire 750 mila persone!
Ma non è tutto così semplice. La desalinizzazione, infatti, ha un costo molto elevato perché necessita di tanta energia: per separare il sale dall’acqua dolce, bisogna spingere l’acqua attraverso un filtro microscopico, grande più o meno come un atomo. Questo processo, inoltre, potrebbe anche alterare gli ecosistemi marini perché il sale concentrato che viene separato dall’acqua, viene ributtato in mare.
Pulizia dei fiumi
Molte cittá utilizzano l’acqua dei fiumi, ma molti di questi sono inquinati perché ci vengono gettati dentro metalli, plastica, e tantissime altre sostanze che avvelenano l’ecosistema marino. Uno dei fiumi più inquinati è, ad esempio, il Mississipi ed un ragazzo di nome Chad Pregracke ha ben pensato di fondare un’organizzazione chiamata Living Lands & Waters che dal 1998 si è occupata inizialmente di pulire solo quel fiume, ma oggi si occupa di bonificare tutti i fiumi d’America, affinché gli abitanti possano utilizzarne la loro acqua.
Tutti i volontari che ne fanno parte, raccolgono ogi giorno migliaia di bottiglie, pneumatici, palle da bowling, frigoriferi e ogni genere di oggetto gettato nei fiumi, lo portano a riva e lo suddividono per riciclarlo.
Raccolta di acqua piovana
La pioggia è stata da sempre utilizzata nei millenni come acqua nelle società agricole in quanto è un elemento piuttosto puro. Se si riuscisse a trovare un modo di raccogliere grosse quantità di acqua piovana e mantenerla pura, è ragionevole pensare che questa possa essere utilizzata anche come acqua potabile.
A San Juan ad esempio, Tim Pope ha ideato un efficace sistema di raccolta dell’acqua piovana: la pioggia cade sul tetto che possiede delle scanalature verso l’interno, scende nella grondaia, va in un tubo sottoterra e attraverso una pompa viene spinta in una cisterna da 113mila litri dove viene immagazzinata. L’acqua piovana, però, per essere potabile deve essere purificata con una combinazione di filtri e luce ultravioletta, che, comunque, sono facilmente sostituibili all’occorrenza.
Conclusioni
L’acqua è una risorsa preziosa che non deve essere sprecata perché è insostituibile; non dobbiamo darla per scontata pensando che non possa esaurirsi perché è proprio quello che sta succedendo. Se saremo in grado di creare riserve d’acqua accessibili, soprattutto nei luoghi dove ci sono persone che ne hanno bisogno, perché rischiano la vita, avremo trovato la soluzione giusta per salvare il pianeta e noi stessi.

Fonte: Tasc

Categories: Green Peace, Natural World Tags:

Energia, sguardo allo sviluppo sostenibile

January 3, 2013 Leave a comment

energiapulita_01

Oggi, nell’era del consumo, sembra che l’attenzione alla materie prime e la salute dell’ambiente siano argomenti di cui nessuno si interessa, o di cui nessuno parla. Purtroppo il pianeta è più fragile di quanto si pensi, quindi ecco una piccola guida su tutto quello che c’è da sapere delle energie pulite!
Partiamo dalla definizione
Wikipedia detta:
In economia e ingegneria energetica con il termine energia sostenibile (o energia verde) si considera quella modalità di produzione ed utilizzazione dell’energia che permette uno sviluppo sostenibile.
Lo sviluppo sostenibile è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. Tale processo lega quindi, in un rapporto di interdipendenza, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali alla dimensione economica, sociale ed istituzionale, al fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, evitando di compromettere la capacità delle future di soddisfare i propri. In questo senso la sostenibilità dello sviluppo è incompatibile in primo luogo con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili) ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità.
Si evince dunque dal concetto precedente che sensibilizzarsi nel rispetto dell’ambiente è delle risorse non è solo una questione economica, ma è una cosa da fare nel proprio interesse, nell’interesse degli uomini e della propria sopravvivenza.
Energie rinnovabili
Tra le tecnologie rinnovabili più utilizzate troviamo:
Impianti fotovoltaici: impianto elettrico costituito essenzialmente dall’assemblaggio di più moduli fotovoltaici, i quali sfruttano l’energia solare incidente per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.
Impianti solari termici: dispositivi che permettono di catturare l’energia solare, immagazzinarla e usarla nelle maniere più svariate, in particolare ai fini del riscaldamento dell’acqua corrente in sostituzione delle caldaie, generalmente alimentate tramite gas naturale.
Impianti eolici: producono energia eolica che viene per lo più convertita in energia elettrica tramite una centrale eolica, mentre in passato l’energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per applicazioni industriali e pre-industriali (come ad esempio nei mulini a vento).
Ci sono tanti altri modi per produrre energia pulita, come le centrali geotermiche e idroelettriche. Oggi si riesce a produrre energia perfino dal movimento delle onde marine.
Da alcuni esperimenti si è riuscito a creare motori che consumano lo 0% di carburante! Essi vengono messi in azione tramite energia magnetica (grazie al semplice concetto “poli opposti si respingono, poli uguali si attraggono”). Inspiegabilmente, o per ovvie ragioni, queste tecnologie non vengono finanziate, e quindi non sviluppate e messe in commercio.
Un investimento per il futuro
Istallare un impianto tra quelli sopra descritti, è un investimento che comporta si una grande spesa, ma sicuramente anche un grande guadagno! nel corso degli anni si può risparmiare su gas e luce, e se istallate un impianto abbastanza potente che produce più energia di quanto consumate, potete vendere quella in eccesso venendo retribuiti dall’Enel. Inoltre lo Stato mette a disposizione per i cittadini vari finanziamenti.

Antonio Carbone

Fonte: Tasc

Categories: Green Peace Tags:

Ambiente, cosa fare del vecchio cellulare

October 16, 2012 1 comment

Al giorno d’oggi, cambiare il cellulare appena un nuovo modello esce sul mercato, è diventato quasi una routine. E man mano che compriamo i nuovi modelli, quelli vecchi rimangono abbandonati in un cassetto o buttati via, il più delle volte senza seguire le regole della raccolta differenziata. Quindi, per evitare sprechi e per non danneggiare l’ambiente, vediamo insieme come assicurarci che il nostro vecchio cellulare “muoia” dignitosamente.
5 utili consigli
1. Conservalo
Innanzitutto un vecchio cellulare può servire come sostituto del nuovo nel caso si guasti. Infatti è dimostrato che i nuovi cellulari sono molto propensi a guastarsi rispetto ai vecchi modelli che duravano veramente tanto, e che ancora oggi girano nelle tasche degli italiani (un esempio è il classico Nokia 3310, di cui non a caso circolano molte parodie nel web). Quindi tenetene sempre uno di riserva e mi raccomando: i contatti salvateli nella SIM!
2. Vendilo
Il secondo modo più veloce, ed anche più redditizio, per liberarsi del vecchio cellulare è quello di venderlo. Molti negozi ritirano telefonini usati per poi rivenderli. Prima di portarlo da un rivenditore, però, assicuratevi di controllare bene lo stato in cui si trova il vostro cellulare, poiché se è molto danneggiato ovviamente nessuno lo vorrà comprare, ma se è tenuto bene ed è un modello raro, potrebbe valere molto di più di quello che pensate!
Attenzione comunque: nel momento in cui decidete di venderlo assicuratevi di aver eliminato ogni informazione presente su di esso. Una recente ricerca ha dimostrato, infatti, che il 60% degli utenti che decide di vendere il vecchio cellulare è assolutamente convinto di aver rimosso tutti i dati sensibili, ma in realtà il 54% dei telefoni usati contiene molte informazioni sui loro proprietari precedenti. Quindi come è possibile cancellare completamente i dati dal cellulare?
Gli esperti che si occupano della sicurezza dei dati dicono che eliminarli manualmente non è sufficiente perché sarà possibile recuperarli con gli strumenti giusti. Consigliano perciò di ripristinare le impostazioni di fabbrica, dopo di che rimuovere la scheda SIM e la scheda di memoria, se presente. Inoltre bisogna eliminare ogni backup effettuato sia sul telefono che sul PC.
3. Regalalo
Una ovvia seppur scontata soluzione è quella di regalarlo. Oggi come oggi la gente è sempre più affezionata ai beni materiali e non si rende conto che possiede oggetti che non userà mai! Quindi, facendo un atto di benevolenza, si può regalare il vecchio cellulare ad un parente che ne ha bisogno, magari un nipote o un cugino che è alle prime armi, e che sicuramente non ha bisogno di uno smartphone di ultima generazione.
Ci sono inoltre alcune aziende che si occupano di ritirare i cellulari usati, recuperare le parti riutilizzabili e smaltire in maniera ecocompatibile quelle non più utilizzabili. Una di queste è “Cellulari per Beneficenza” che effettua, per ogni cellulare raccolto, una donazione a “SOS Villaggi dei Bambini”. Se siete dirigenti di un attività commerciale o azienda sappiate che tramite il loro sito internet è anche possibile richiedere dei raccoglitori per la raccolta dei cellulari usati: in questo caso, al raggiungimento del 20° telefono sarà possibile avere un ritiro gratuito.
4. Rottamalo
Alcuni gestori telefonici offrono, di tanto in tanto, incentivi per la rottamazione del vecchio cellulare se si acquista un loro prodotto. È il caso di un’azienda Americana (non c’è nulla da fare, sono avanti!), la “Erecyclingcorps”, che si occupa di riciclare e smaltire il vostro cellulare in cambio di buoni acquisto. Ma non c’è da temere! Anche in Italia si sta muovendo qualcosa. Infatti l’azienda 3 sta proprio lavorando su un programma che prevede incentivi per gli utenti che decidono di riciclare i vecchi cellulari.
Se invece siete solamente amanti dell’ambiente e non vi interessa ricevere incentivi ma solamente “liquidare” ecologicamente il vostro cellulare, potete rivolgervi a Vodafone, che si sta occupando di smaltire i cellulari in modo pulito. Il progetto è partito nel 2000 e prende il nome di “My Future”, e prevede il ritiro di vecchi cellulari in 800 negozi Vodafone One e 130 centri assistenza indipendenti, in cambio di punti Vodafone One.
5. Trasformalo
Infine, se nessuna delle soluzioni precedenti vi convince, è possibile trovare nel web tantissimi modi di “trasformare” un vecchio cellulare. Ci sono tutorial per generare uno spettroscopio o addirittura un microscopio. Addirittura, tramite alcune modifiche, si può far diventare il cellulare uno spy-phone, con tanto di avviso di chiamata nel caso venga scoperto! Con alcune conoscenze tecniche si può anche decidere di farne un modem o il telecomando per un vecchio televisore.
L’idea green
Se ancora non siete certi che l’ambiente venga rispettato e avete l’animo davvero green, in Olanda è nato quello che fa per voi: il cellulare biodegradabile! Il designer olandese Gert-Jan van Breugel ha infatti progettato Bamboo. E’ un telefonino che, al termine del proprio ciclo di utilizzo, può essere sotterrato: l’involucro è, infatti, fabbricato in bioplastica, derivata da materie prime rinnovabili come il mais e il bambù. Una volta buttato, Bamboo riserva una piacevole sorpresa: dopo poche settimane l’involucro si disintegrerà e i semi di bambù contenuti al suo interno inizieranno a germogliare. Per fare l’albero, ci vuole il seme…o il cellulare!
Pensateci prima!
Insomma da oggi in poi, prima di gettare il cellulare nel primo cassonetto trovato per strada, pensateci bene perché le alternative ci sono, e sono molte. Basterebbe riflettere un po’ di più su ciò che facciamo per rendere il mondo un luogo migliore.

Antonio Carbone

Fonte: Tasc

Ibride, auto del futuro sempre più green

September 18, 2012 Leave a comment

Come si evolverà nel futuro il settore automobilistico? Quali rivoluzioni porterà? Da bambini ci veniva raccontato che avremmo viaggiato su auto volanti, o altre fantasie che ai giorni nostri sono più adatte ai film di fantascienza che alla vita di tutti i giorni. Il futuro che ormai si prospetta davanti a noi sembra sempre più indirizzato a ridurre i consumi e le emissioni di gas serra, a prescindere dalla tecnologia (Elettrica, Ibrida, Idrogeno ecc.). Agli attuali mezzi di locomozione a motore viene sempre attribuita la colpa dell’inquinamento delle nostre città: sono infatti responsabili del 36% della CO2 presente nell’aria, dell’83% delle polveri sottili, dell’86% dell’ossido d’azoto e del monossido di carbonio. Ora, finalmente, l’auto è in una fase di evoluzione tecnologica mirata all’ecologia.
Tutti seguono il trend
Su scala mondiale tutte le principali aziende del settore automobilistico si stanno impegnando per realizzare prototipi di “eco-car” a bassa emissione di CO2: basti pensare che allo scorso salone di Ginevra, gran parte delle presentazioni di prototipi o di conceptcar erano indirizzati verso una mobilità più ecocompatibile.
Anche l’UE di recente ha approvato nuove leggi che fissano ad oggi un tetto di emissione per ogni auto di 130gr/km di CO2, e che prevedono un graduale processo di abbassamento fino ad arrivare nel 2020 a 95gr/km, come stabilito dal protocollo di Kyoto. Se pensiamo che attualmente la media delle autovetture è di 150gr/km è subito chiaro che le case automobilistiche dovranno trovare soluzioni innovative.
Ma quale sarà la tecnologia trionfante?
In lotta ci sono le auto ibride, che stanno riscuotendo un notevole successo, quelle elettriche, sulle quali c’è ancora molta strada da percorrere per incrementarne l’autonomia (il vero tallone d’Achille di questo tipo di auto) quelle ad idrogeno, come il prototipo di auto a fuel cell di idrogeno presentato recentemente a Bergamo (tecnologia molto promettente sulla quale scriveremo un articolo prossimamente) e per ultime le auto a biocombustibili, tecnologia ancora in fase di sperimentazione per le auto.
L’elettrica si fa avanti
Tra le varie opzioni sovra indicate quella che per ora sembra ricevere più attenzioni è sicuramente l’auto a motore elettrico. E ciò per vari motivi: il litio è una risorsa ampiamente disponibile (le batterie sono costituite da polimeri di litio), livello di sicurezza dei motori altissimo, hanno un’efficienza energetica del 90% (notevolmente maggiore rispetto al 25% dei classici a benzina e del 40% dei diesel), non emettono gas di scarico, sono silenziosi, sono più performanti in accelerazione, in quanto il propulsore elettrico eroga immediatamente la coppia massima (ci si è finalmente resi conto che la convinzione “le auto elettriche sono di serie B” è totalmente infondata)… ecc.. Un esempio di una casa automobilistica che sta scommettendo su questa tecnologia è la BMW, che con la nuova serie i si sta impegnando per progettare un’auto nata per essere elettrica (quelle attuali spesso sono normali auto a cui viene sostituito il motore con uno elettrico)
Nonostante questi pregi hanno anche alcuni difetti, che sono quelli che non ne permettono una veloce diffusione: Ci sono pochi punti di ricarica pubblici, anche se ormai tutte le auto elettriche sono dotate di sistema plug-in (la possibilità di ricaricare l’auto solo con una normale presa), costano più di una vettura normale (anche se il costo si ammortizza con gli anni) ma soprattutto hanno un’autonomia piuttosto scarsa, difetto non da sottovalutare (anche se con il progresso tecnologico le batterie migliorano di giorno in giorno) visto che in media le auto elettriche hanno un’autonomia di 100km, e, che rimangono piuttosto scarsi anche considerando che l’87% degli spostamenti in europa è inferiore a 60km.
Le ibride, una via di mezzo che sembra accontentare tutti
Come accennato sopra, le auto ibride stanno avendo molto successo. Esse infatti uniscono i vantaggi del motore elettrico (tecnologia che come detto ha ancora molti difetti e quindi da perfezionare) a quelli di un normale motore a benzina. Le auto ibride infatti sono alimentate da due motori: uno elettrico e uno a benzina, i quali possono funzionare contemporaneamente o singolarmente. La loro forza sta nel fatto che la gestione dei motori viene effettuata automaticamente, dunque se l’autonomia della batteria sta per esaurirsi il computer metterà automaticamente in funzione il motore a benzina, il quale potrà o caricare la batteria o prendere il posto del motore elettrico.
Conclusioni
Le auto ibride rappresentano quindi l’inizio di un processo di transizione che, con l’innovazione tecnologica e il miglioramento delle batterie agli ioni di litio, e con il supporto degli incentivi statali (seguendo come esempio l’UE, gli USA e la Cina, dovrebbero arrivare anche in Italia nel 2013) consentiranno di liberarci dalla schiavitù dell’oro nero. Tutto per iniziare a vivere in un mondo migliore senza distruggere le risorse del nostro pianeta.

Fonte: Tasc

Categories: Green Peace, Tecno-Logie Tags:

Greenpeace, richiesta creazione parco nell’Artico

Al Rio+20 i negoziatori sono incapaci di produrre documenti incisivi e mentre l’unica preoccupazione presa in considerazione è quella di evitare un fallimento formale, le associazioni ambientaliste,non che una parte del mondo imprenditoriale, hanno intenti ben più propositivi.
Infatti Greepeace ha volutamente mobilitato ambientalisti, attori, famosi imprenditori e rock-stars per lanciare il progetto ambito di un grande parco nell’Artide, un’area protetta per far si che vengano bloccate le trivellazioni e la pesca eccessiva.
Alla campagna di adesione si sono uniti già Paul McCartney, Penelope Cruz, Robert Redford, la “boy band” One Direction, Sir Richard Branson, il regista Pedro Almodovar, il leader dei Radiohead Thom Yorke, Emily Blunt, Baaba Maal, Lucy Lawless, Javier Bardem, la star di Boolywood Dev Patel e molti altri, tra cui 9 vincitori di Oscar e 10 vincitori di Golden Globe.
Greenpeace ha stillato un elenco con i nomi di coloro che hanno aderito all’iniziativa, celebrità in primis nella lista, sperando di raggiungere la quota di 1 milione, la quale verrà inserita in una capsula e adagiata sul fondale del mare artico.
Paul Mc Cartney afferma: “L’artico è una delle regioni più belle e incontaminate del pianeta, ma è sotto attacco. Alcuni paesi e alcune aziende vogliono aprirlo alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi e alla pesca industriale e fare all’artico quello che hanno fatto al resto del nostro fragile pianeta. Mi pare una pazzia andare alla fine del mondo per strappare gli ultimi barili di petrolio quando la scienza ci dice che dobbiamo uscire dai combustibili fossili per dare ai nostri figli un futuro. Un giorno, da qualche parte, dovremo ribellarci a tutto questo. E io dico che il momento è adesso e il posto è l’Artico”.

Marius Creati

Categories: Artide, Green Peace Tags: , ,

Sole, tempeste solari segno di trasformazione

June 21, 2012 Leave a comment

Stiamo vivendo un anno di eventi cosmici straordinari. Da poco abbiamo assistito al transito di Venere sul Sole: secondo il simbolismo esoterico in questi 13 anni, dal 5 gennaio 1999 ai nostri giorni, ci sarebbe stato un riequilibrio dopo 5.125 anni di dominio di forze mascoline. Il 6 giugno 2012, secondo la leggenda Maya, abbiamo la discesa sulla terra di “Kukulkan”: la “coscienza cristica”. Questo avvenimento implica, o meglio vuole indicarci, probabilmente l’inizio di una nuova epoca orientata alle piccole percezioni, alle percezioni sottili, all’empatia e alla telepatia, un epoca ispirata anche da forze femminine. Così, gli scienziati affermano che il nostro sole è entrato in una di quelle fasi che l’astrofisica definisce “fase attiva” e ci rimarrà per tutto il 2012 e 2013: è in corso la più grande tempesta solare degli ultimi cinque anni. Tra gli eventi che il cosmo ha in serbo per noi nel 2012, ci sarebbero le alterazioni nel campo magnetico della Terra provocate dalle tempeste solari, esse potrebbero alterare la nostra percezione del tempo e della realtà, e a seconda della nostra preparazione, produrre esperienze di tipo mistico, cambiamenti di coscienza e nella consapevolezza, allucinazioni e forse anche poteri mentali (riattivando parti del cervello finora inutilizzate). Gli incidenti delle ultime settimane sono la prova evidente che la luce sta permeando la coscienza collettiva mentre il mondo assiste al potere delle persone che si sono unificate in un certo proposito. Uno di questi, sembrerebbe essere lo sviluppo della Green Economy.
Lo scienziato e biofisico tedesco Dieter Broers da oltre 30 anni indaga gli effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri umani, ed è uno dei pochi che toccano il tema del “2012″ con una visione realistica, scientifica e con una buona dose di speranza. Lo scienziato ha scoperto come le eruzioni solari possono influenzare il sistema nervoso centrale, tutte le attività del cervello, insieme al comportamento umano e tutte le risposte psico-fisiologiche (mentale-emotivo-fisico). Sebbene siamo di fronte ad una delle teorie che tanto vanno di moda in questi tempi, e che hanno ovviamente bisogno di ulteriori conferme, una cosa è certa, sembra davvero essere giunto il “tempo della conoscenza”. Chi ha sempre cercato la verità in se stesso, cercando nel proprio Io e sondando la propria personalità, si troverà a proprio agio, o perlomeno sarà maggiormente pronto al cambiamento cosmico che si sta attuando in questo nostro secolo: a quanto pare, secondo alcuni esperti in questo istante il sole, aumentando le eruzioni solari, emette forti cariche di elettricità che investono l’intero nostro pianeta, non solo sulla corteccia terrestre e sul sottosuolo, questo rende la terra viva e immerge tutti i suoi abitanti nel suo cambiamento. Il dott. Broers afferma che le tempeste dovute all’attività solare del 2012 e del 2013 provocheranno non solo uno stato alterato sconcertante, ma anche stati estremamente piacevoli che alcuni potranno denominare “illuminazioni”. Molti pazienti sottoposti a campi elettromagnetici nel cervello, ne sono usciti positivamente dalla terapia. È chiamata “terapia di mega-onde” e consiste nel somministrare campi elettromagnetici, identici a quelli che si incontrano nella natura, attraverso dei dispositivi collocati nella testa del paziente. Questa terapia ha ottenuto un altissima percentuale di cure con esito positivo, grazie al fatto che per la prima volta, i pazienti sono stati in grado di percepire le cause delle loro malattie. La stessa terapia applicata a pazienti sani e senza problemi, ha fatto si che questi pazienti sperimentassero uno stato di coscienza alterato che gli ha permesso di vedere la realtà delle cose di questo mondo, in un contesto molto più grande. Secondo gli esperti, come effetto di questi campi elettromagnetici sul sistema nervoso centrale, ci saranno persone capaci di espandere la propria coscienza, usare la mente per la telepatia, le guarigioni, sensazioni e visioni mistiche, esperienze che sembreranno reali. Questa “tempesta magnetica” apporterà benessere fisico e mentale a chi si “abbandonerà” di fronte ad eventuali “sensazioni” a lui sconosciute: sarà il coraggio di vivere, senza paura, a mediare tutte le influenze neuro-fisiologiche che questi campi elettromagnetici avranno sul nostro cervello e sul nostro sistema nervoso. Così nello stesso tempo, ci saranno persone avvolte invece dal manto della paura, esse potrebbero divenire aggressive e addirittura pericolose, perché imbrigliate dal malessere, tipo ansia, depressione, mancanza di realtà, stati allucinatori provocati dalle tempeste geomagnetiche.. Insomma, l’indole profonda della persona si scoprirà, saremo il frutto delle nostre esperienze passate, ma non mancheranno anche i cambiamenti per il bene collettivo e mondiale. Altra cosa certa, è che l’uomo è sempre più consapevole che lo sfruttamento del nostro pianeta ci porterà alla rovina: economica, ecologica e umana. È stato il messaggio della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si è celebrata il 5 giugno, non so se è un effetto delle tempeste solari sulla nostra “consapevolezza”, ma rimane il fatto che se ce la faremo: la Green Economy genererà presto 60 milioni di posti di lavoro nei prossimi anni.
Di fatto, la crisi economica mondiale si potrà vincere solo con la Green Economy, l’unica ormai in grado di generare ricchezza, rilanciare lavoro, razionalizzare lo sviluppo, ecc… Da Algeri a Auckland sono già 8mila le comunità del mondo registrate all’evento con il loro impegno concreto nella green economy. Tra queste, l’Unep mette in luce il Bosco Verticale di Milano, “città italiana famosa per la moda ma tra le più inquinate d’Europa”, con il progetto di un grattacielo costruito con e dalle piante, dall’ambizioso obiettivo di rivoluzionare l’edilizia. Nel sottosuolo sociale, qualcuno sta iniziando a prendere coscienza; ci sono progetti, idee, piani di sviluppo, ecc… In sintonia con l’attuale evoluzione dell’intero universo, abbiamo già visto come gran parte dell’umanità comincia a cambiare “forma mentis”: il coinvolgimento locale è infatti legato ad una mentalità globale sempre più diffusa (vedi articolo: “Cresce il “glocalismo”… mentre si bombardano basi aliene sulla luna!“). Anche la scienza ci spiega come queste “tendenze consapevoli” iniziano a manifestarsi, ma può spiegarci anche di più. Broers ha scoperto che i campi elettromagnetici che circondano gli esseri umani se troppo alterati possono creare stati mentali simili a quelli causati da droghe allucinogene o dalle esperienze mistiche. L’alterazione dei campi elettromagnetici prodotti dalle “esplosioni solari” o “tempeste solari” previste per il 2012, potrebbero quindi influenzare il nostro campo elettromagnetico e di conseguenza la nostra coscienza e la percezione della realtà. Si potrebbero provare, nei giorni di alta attività solare allucinazioni e stati mentali estremamente confusi o piacevoli. Per Broers, l’importanza di questi stati mentali, che potremmo chiamare “alterati”, ci permetterebbero di capire la crisi globale che vive il pianeta come un sintomo di una malattia che può essere curata. Nel suo libro “Revolution 2012″ Dieter Broers ci avverte sulle tempeste solari: «Gli eventi che il cosmo ha in serbo per noi nel 2012 potrebbero essere paragonati ad avere un bicchiere di succo in cui qualcuno ha messo un po’ di LSD o acido lisergico senza che ne fossimo a conoscenza. In considerazione del fatto che i campi elettromagnetici possono aiutare un paziente a identificare la causa di una malattia, è molto probabile che le forze elettromagnetiche del cosmo possano rendere il genere umano consapevole della malattia che sta attaccando il nostro pianeta. Ci sono le condizioni per un’espansione della coscienza». I venti solari rilasciano particelle ad alta energia che possono creare fenomeni come aurore boreali ma possono anche interferire nelle reti elettriche, disturbare le comunicazioni e abbrustolire i satelliti. Nel 1859 ci fu la più grande tempesta geomagnetica mai registrata che causò l’interruzione delle linee telegrafiche e produsse un’aurora boreale visibile in latitudini inusuali come a Roma, in Giamaica e a Cuba. Collegando tutto questo con le profezie Maya, pensiamo al 28 ottobre 2011, una data che ha coinciso con il giorno sul calendario Maya in cui tutti e “nove i livelli” sono stati completati -i Maya sviluppano il loro calendario su nove onde o livelli ciclici. Tutte le potenzialità dell’uomo, secondo la leggenda, da questo momento in poi possono manifestarsi. Tornado ai nostri ultimi livelli, ovvero il periodo che stiamo vivendo, secondo le profezie in questi tempi la coscienza assume il compito di rompere il dominio maschile degli ultimi cinquemila anni (patriarcato, domino dell’economia e della tecnica, guerre…), conducendoci a un’emersione del dominio femminile (collaborazione, creatività, arte…). Secondo gli esperti sulla civiltà Maya e qui riportiamo il pensiero di Marco Fardin, divulgatore in italia del lavoro di Carl Johan Calleman, l’onda di cambiamento non sarà indipendente dal libero arbitrio umano. Tutto dipenderà dalla coscienza della nostra possibilità di scegliere e dalla consapevolezza della nostra potenzialità creativa. Non saranno delle date esterne a cambiarci ma la nostra attiva partecipazione al processo di evoluzione. Secondo il calendario Maya avanziamo verso la Coscienza d’Unità (9 Onda), ovvero un campo collettivo di Coscienza, non più di natura fisica ed elettromagnetica, e quindi mediato dalla tecnologia ed internet ad esempio, ma organica. Il punto preciso di inizio di questo processo è il 5-6 giugno 2012, ovvero il secondo transito di Venere (che abbiamo potuto vedere qualche giorno fa con la sua parziale eclissi sul sole). Un evento precede e anticipa Rio20, vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dove ai grandi della terra verranno mostrate proprio quelle attività virtuose, dal 20 al 22 giugno. E poco importa se Obama non ci sarà perché troppo preso dalla sua campagna elettorale, anche la Merkel e Cameron diserteranno per i troppi impegni legati alla crisi economica. I cambiamenti stanno nei fatti. In effetti Obama sta cavalcando negli Stati Uniti i segni di rinascita economica legati, guarda caso, proprio al boom delle rinnovabili nel suo Paese. Il suo cavallo di battaglia per la rielezione passa da lì, da quel record di 3,5 milioni di nuovi posti di lavoro garantiti negli Usa da aziende della green economy, che ha già superato il numero di dipendenti del settore delle energie fossili e si piazza subito dopo il settore dell’It. l’information tecnology che ha reso grande l’America. La Germania non ci sarà? In Europa è comunque il Paese che ha investito di più in questo senso, con 30 miliardi destinati all’uscita dal nucleare e al rilancio delle rinnovabili e 100 miliardi destinati a ristrutturare l’edilizia al risparmio energetico (creando 300mila nuovi posti di lavoro l’anno). Tutto questo per tenere testa alla Cina, che da Paese inquinatore si è trasformato negli ultimi anni in modello di sviluppo e cambiamento culturale. La parola chiave è cambiamento, presa di coscienza collettiva. Identificare i problemi da noi causati e porre rimedio, immediato, per l’avvio al bene comune, la collettività, base della coabitazione pacifica e organizzata per un fine comune (..delle prime tribù apparse sulla terra). Vivo l’esaltante sensazione d’essere nell’ingranaggio cosmico, nella fase di cambiamento, che il sole fa ogni 11 anni, emettendo radiazioni al di sopra delle normali emissioni, creando attorno a se un magnetismo che sempre ha affascinato e ispirato filosofi e l’arte in generale, attendendo lo stato di grazia, la musa mistica e inafferrabile, che sempre torna e vive nella nostra realtà. Le dimensioni aprono nuovi mondi, paralleli al nostro materiale, solo la coscienza è in grado di varcare questo sottile confine. «Alcune tempeste solari di forte magnetismo potrebbero essere sufficienti per modificare la nostra realtà. Le allucinazioni sarebbero il primo segno che stiamo utilizzando nuove aree del nostro cervello. Ciò che seguirà è un territorio sconosciuto. Poteri mentali? Telepatia? Proprietà quantistiche? Realtà parallele? Altre dimensioni?», si chiede il dot. Broers. Secondo Mitch Battros, di Earth Changes Media: «Una delle profezie più conosciute degli Anziani Maya è il messaggio di un cambiamento di paradigma nella nostra epoca. Nelle parole dei Maya, si dice che ora siamo in un momento di “cambiamento e conflitto”». Il cambiamento è in arrivo “dall’esterno” per mezzo di fenomeni naturali, disturbi di origine celeste (eruzioni solari) e traumi artificiali auto-inflitti dall’uomo. Il conflitto invece, nasce “dall’interno” in forma di sfide personali, dolore, confusione, depressione, ansia e paura. Le eruzioni solari e le onde di fotoni stanno cambiando il tessuto stesso della nostra realtà fisica in quanto hanno un potente effetto sul nostro livello fisico cellulare, provocando il risveglio e la purificazione della nostra memoria cellulare. Spesso si fa esperienza di queste energie come vampate di calore o sensazione di riscaldamento in alcune parti del nostro corpo. Le nostre emozioni più basse sono l’energia a bassa frequenza archiviata nelle nostre cellule dalle esperienze passate e dai traumi che abbiamo incontrato e mai trasformato o risolto, e quindi sono state archiviate come memorie cellulari (Wilhelm Reich ha dimostrato chiaramente nei suoi studi psicanalitici, e successivamente anche per mezzo di strumenti ed effetti fisici queste cose, da cui nacque la scoperta della “corazza emozionale” e dell’energia Orgonica). L’energia fotonica è un’energia di frequenza molto più alta che spinge in alto la frequenza emotiva più bassa in modo da poterla calibrare con la frequenza più alta… e così ci ritroviamo a rilasciare queste emozioni particolari senza sapere perché. I vari elementi del nostro progetto di vita sono interfacciati nella coscienza cellulare e quando il progetto viene amplificato attraverso le energie dei fotoni, diversi elementi del progetto raggiungono la nostra coscienza e cominciamo a ricordare lo scopo della nostra anima. Verremo così spinti a fare cambiamenti nella nostra vita, sarà un processo naturale.
Il raggio cosmico sta dimostrando la sua vera esistenza, apparso come oscuro presagio e messo al bando dall’ignoranza del pregiudizio, ora accresce la volontà di scoprire la vera natura della nostra esistenza. Questo “raggio solare” è la forza trascendete dell’Essere cosmico, è l’Esseità assoluta che genera la Vita, il sole ne è la sua più importante manifestazione per la nostra esistenza, per questo il Sole è sempre stato la rappresentazione visibile dell’Essere divino e invisibile, e per lo stesso motivo alla base di ogni religione ci sono dèi solari, da Krishna, Mitra passando per il Sol Invictus fino al Cristo. Questo “raggio divino” crea attorno a noi catene di empatia del benessere, perché è questo l’effetto delle sue frequenze energetiche sulle vibrazioni della nostra realtà, sul nostro cervello e nel nostro DNA, esso ci accoppia e ci amalgama nell’atto di risollevare le nostre coscienze per metterci di fronte al fatto che siamo gli artefici del nostro futuro.

Immacolata Chessa

Fonte: Ukizero