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Archive for April 28, 2011

Le Voyage Initiatique, tre colori e tre passi verso la metamorfosi

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LE VOYAGE INITIATIQUE -TRE FOTOGRAFI, TRE COLORI, TRE PASSI VERSO LA METAMORFOSI

a cura di Alice Mazzini, Erika Borella e Res Pira

dal 6 all’8 Maggio 2011 – Officina delle Arti – Via Brigata Reggio, 29 – Reggio Emilia

Vernissage: Venerdì 06 Maggio 2011 ore 19:00

Orari: Venerdì 06 Maggio – 19:00/00:00

Sabato 07 e Domenica 08 Maggio: 14:00/00:00

INGRESSO LIBERO

In collaborazione con Offset e inserito nel progetto Revolt: T R E, un percorso che va dagli albori dell’unità nazionale (e ciò che ne rimane) passando da piccoli frammenti sonori provenienti da frangenti culturali eterogenei, per poi proiettarsi in uno spazio visivo di alta ricercatezza formale a-temporale, onirico e iperrealista. Stupore, analisi, sintesi.

Attraverso l’incrocio di sguardi di fotografi italiani e stranieri, LE VOYAGE INITIATIQUE immagina un percorso di trasformazione intima, segreta e simbolica dell’essere umano da Albero Secco ad Albero Fiorito.

Il processo alchemico non è solo un viaggio iniziatico a livello spirituale, ma anche a livello fisico e materiale; la chimica alchemica é indissolubile dall’aspetto più metafisico e mistico. Se l’Uomo trasmuta nella sua intimità, anche il mondo esterno cambia, il Paese dunque e, ad un livello più ampio, il pianeta. Così in alto come in basso, insomma, in un percorso in cui il microcosmo è in relazione con il macrocosmo e l’Uomo è in relazione con l’Ambiente.

VERDE (Viriditas), BIANCO (Albedo) e ROSSO (Rubedo) diventano i colori di tre delle fasi del processo alchemico, momenti di una trasformazione auspicata del Paese e dell’essere umano.

VERDE

Se la Nigredo (Opera al Nero) è morte apparente, distruzione, vuoto, silenzio e cenere, forse è anche il tempo presente. Dal nero si passa al verde, la Viriditas (fase intermedia tra la Nigredo e l’Albedo), in cui la vita torna lentamente a manifestarsi. È linfa, resurrezione, germoglio. L’Uomo di Olivier Valsecchi si risveglia scuotendosi maestosamente la polvere di dosso.

BIANCO

Inoltrandosi il viaggio si fa sempre più nascosto e segreto. L’Albedo (Opera al Bianco) è l’arrivo della luce dopo la purificazione, è un ulteriore passo nel percorso di rinascita e conoscenza. L’attimo illuminato caravaggesco è quello dei lavori di Nicol Vizioli.

ROSSO

La Rubedo(Opera al Rosso), infine è l’infiammarsi di pura essenza. Nulla come l’infanzia è disarmante ed immacolata purezza, incantevole nell’interpretazione di Aëla Labbé.

Le Voyage Intiatique parte dal presupposto che quanto c’è di più alto in questo mondo parla un linguaggio simbolico, passando attraverso una comunicazione segreta tra anima ed anima.

“Ma il vero significato dell’iniziazione è  che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un’ombra, che questa vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno, o, in altre parole, che quanto vediamo è un’illusione. L’iniziazione è il dissolversi – un dissolversi graduale, parziale – di questa illusione.” PAGINE ESOTERICHE, F. Pessoa (1888-1935)

Artisti partecipanti:  Olivier Valsecchi, Nicol Vizioli, Aëla Labbé

http://www.off-set.org/sito/revolt2011.php

“Descensio ad Infinitum” di Enzo Bonacci, Rupe Mutevole Edizioni

“< Devo recarmi in una fortezza lontanissima, forse irraggiungibile. Puoi seguirmi, ma sappi che se vorrai desistere non ti tratterrò.>

< Messere, sarò il suo armigero fedele! Non l’abbandonerò.>”

Con questo dialogo si sancisce il patto d’amicizia e di rispetto intellettuale e sociale tra il cavaliere nero, Yolen, ed il giovane Jalek.

“Descensio ad Infinitum”, edito nel 2007 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Rivelazioni”, è un racconto filosofico – antropologico ambientato nel II° secolo dall’anno innominabile della Grande Mareggiata. L’autore, Enzo Bonacci (1972), insegna matematica e fisica a Latina, è consulente d’ingegneria ma collabora anche come giornalista per diverse testate.

Il racconto consta di dodici capitoli per un totale di 65 pagine. Il titolo di ogni capitolo riassume con un ordine temporale e spaziale la narratio degli eventi: “L’incontro”, “Il bivio”, “Il prisma”, “La montagna”, “La foresta”, “Il senso del viaggio”, “Il grifone”, “Il bosco”, “Il mare”, “Il veliero”, “La fortezza”, “La strada”.

I due protagonisti di “Descensio ad Infinitum”, Jalek e Yolen, s’ incontrano quasi per caso in una strada. Yolen è un cavaliere bardato di tutto punto, la sua armatura nera celebra la grandezza dell’uomo. Jalek è un ragazzo semplice, proviene dal popolo, ma ha studiato filosofia e storia. È un tempo storico metaforico nel quale l’umanità è sopravvissuta ad un grande mareggiata che ha distrutto le città e decimato la popolazione mondiale. Ciò ha portato ad un nuovo inizio, ad una sorta di medioevo giovane di appena due secoli. Gli abitanti superstiti hanno cercato di ricostruire la civiltà superando gli errori che hanno portato alla distruzione della Terra, causata dallo sviluppo smodato della tecnologia e dalla brama di potere.

“Descensio ad Infinitum” è una sorta di racconto che offre una verosimile visione di un possibile nostro futuro attraverso il viaggio fisico e metaforico di Jalek e Yolen. Yolen, ha vissuto gran parte della sua vita percorrendo le nuove regioni abitate dagli uomini alla ricerca di un luogo – la fortezza – in cui fermarsi per vivere la sua esistenza in pace con altri esseri simili a lui, con il suo stesso desiderio profondo di giustizia ed eguaglianza di pensiero. Un viaggio introspettivo all’interno delle convinzioni etiche e sociali supportato dalle teorie della tradizione utopica dalla cultura filosofica greca a quella del basso medioevo con la pressante dicotomia idealismo/materialismo.

“…Ciononostante è nostro dovere tentare, per questo ora ti narrerò della fortezza così come l’ho varie volte sognata. Vista da fuori è una costruzione imponente, bianca d’un madreperlaceo candore, con mura alte, al centro d’un esteso altopiano sommerso dalle acque.

Al nostro arrivo, il portone in legno intarsiato verrà spalancato ed una folla festante ci darà il benvenuto: si tratta della comunità che vive in quel luogo. Una volta entrati, ti stupirai d’un fatto eccezionale: le mura scompariranno e rimarremo in un mondo libero. Quella che fuori appare un’inespugnabile roccaforte, è in realtà un universo illimitato in cui è possibile entrare ma non uscire.”

Jalek, sin dall’istante nel quale vede per la prima volta Yolen splendente a cavallo, si rende conto che la sua vita sta per mutare e che ciò che non riusciva nemmeno a sperare poteva avverarsi. Decide di seguire il cavaliere, suo nuovo maestro, senza rimorso verso la famiglia e la sua piccola comunità. L’idea di viaggio, e quindi di conoscenza, era ciò che lo faceva riversare nelle strade in attesa di qualcosa di indefinito.

“< La gente comune non si pone il problema d’interpretare la percezione. In generale, riteniamo esistere una realtà distinta da noi, in cui siamo immersi ma in maniera separata. Per me, invece, tale dicotomia non sussiste. La realtà non sta al di fuori di noi, né, al contrario, alberga in noi, bensì sono gli osservatori e ciò che osservano allo stesso momento…>”

Lascio link utili per visitare il sito dell’autrice, della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Written by Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa Rupe Mutevole

Fonte: Oubliettemagazine

“L’orologio” di Charles Baudelaire

L’orologio

Orologio! Dio sinistro, spaventoso, impassibile,

 il cui dito ci minaccia dicendo: “Ricordati!

 I Dolori vibranti nel tuo cuore pieno di sgomento

 si pianteranno come in un bersaglio;

.

Il Piacere vaporoso fuggirà verso l’orizzonte

come una silfide in fondo al retroscena;

ciascun istante ti divora un boccone di delizia

 a ogni uomo promesso sposo per tutta la sua stagione.

.

Tremila seicento volte l’ora, il Secondo

 mormora: Ricordati! – Rapido con la sua voce

 da insetto, Adesso dice: Sono Allora

 e ho succhiato la tua vita con la mia immonda proboscide!

.

Remember! Ricordati! prodigo! Esto memor!

 (La mia gola di metallo parla tutte le lingue).

 I minuti, mortale pazzerello, sono pastoie

 da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

.

Ricordati che il Tempo è un giocatore avido

che guadagna senza barare, ogni volta! È la legge.

 Il giorno declina; la notte cresce; ricordati!

 L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

.

Fra poco suonerà l’ora in cui il divino Caso,

in cui l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,

 in cui lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),

in cui tutti ti diranno: Muori, vecchio pusillanime! È troppo tardi!”

Horloge! dieu sinistre, effrayant, impassible,

Dont le doigt nous menace et nous dit: “Souviens-toi!

Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi

Se planteront bientôt comme dans une cible;

.

Le Plaisir vaporeux fuira vers l’horizon

Ainsi qu’une sylphide au fond de la coulisse;

Chaque instant te dévore un morceau du délice

A chaque homme accordé pour toute sa saison.

.

Trois mille six cents fois par heure, la Seconde

Chuchote: Souviens-toi! – Rapide, avec sa voix

D’insecte, Maintenant dit: Je suis Autrefois,

Et j’ai pompé ta vie avec ma trompe immonde!

.

Remember! Souviens-toi! prodigue! Esto memor!

(Mon gosier de métal parle toutes les langues.)

Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues

Qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or!

.

Souviens-toi que le Temps est un joueur avide

Qui gagne sans tricher, à tout coup! c’est la loi.

Le jour décroît; la nuit augmente; souviens-toi!

Le gouffre a toujours soif; la clepsydre se vide.

.

Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,

Où l’auguste Vertu, ton épouse encore vierge,

Où le Repentir même (oh! la dernière auberge!),

Où tout te dira Meurs, vieux lâche! il est trop tard!”

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Compleanno di Yves Klein, nato a Nizza nel 1928

Oggi è il compleanno di Yves Klein, nato a Nizza nel 1928. Artista a tutto tondo che nella sua vita si dedicò alla pittura, alla fotografia, alla musica, alla scultura senza mai definire nettamente i limiti ed i confini tra le varie espressioni della sua filosofia.
Dipingeva con modelle che diventavano pennelli per le sue tele “traccia di vita” o immortalava la pioggia nei sui dipinti “registrazioni” portando una tela legata sul tetto della sua macchina in movimento nei temporali. Dipinse migliaia di quadri, quasi tutti monocromo, e creò “la più perfetta espressione del blu” brevettato come: International Klein Blue. Uno dei temi che più lo interessarono è il vuoto, visto come una sorta di Nirvana; lo rappresentò sotto forma di performance, vendendo spazi vuoti della città di Parigi in cambio di oro puro, sotto forma di musica, Monotone Symphony del1949, e in molte altre opere rappresentando il “materiale” attraverso la sua assenza.

Fonte: Linea Di Sezione

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“Nel mese di Athyr” di Konstantinos Petrou Kavafis

Nel mese di Athyr

A fatica leggo sulla vecchia pietra

SIGN(OR)E GESU’ CRISTO. La parola ANI(M)A distinguo.

NEL ME(SE DI) ATHYR LEUCI(O) SI SP(ENS)E.

Menzionando l’eta’ … ANNI VIS(SU)TO

Le Kappa e Zeta dicono che si spense presto.

Dove la parte e’ guasta vedo COSTU(I)… DI ALESSANDRIA.

Poi vengono tre righe molto mutile, appena posso

decifrare le parole NOSTRE L(A)CRIME, e DOLORE

e ancora LACRIME e GLI (AM)ICI IN LUTTO.

Questo Leucio a me pare che fu molto amato.

Nel mese di Athyr Leucio si spense.

(Konstantinos Kavafis)

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Mortal Kombat – Legacy: Ep. 1 – Jax, Sonya and Kano (Part 1)

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Cosmic Communist Constructions Photographed, paesaggi contaminati dal modernismo

Sin dai primi degli anni settanta fino al crollo  dell’Unione Sovietica avvenuta nel 1991, la Russia stata il centro di un bizzarro, non che originale, periodo architettonico nel quale architetti, designers e artisti scultori si sono spinti oltre i confini del design, prefigurando visioni espressive oltre  ogni modernismo realizzando opere espressioniste che sfidavano le normali convenzione tradizionale dell’epoca.
Ammaliato dal fascino estemporaneo di siffatta fase architettonica molto particolare, il critico Frédéric Chaubin ha documentato personalmente i monumenti straordinari di quel periodo girovagando per circa sette anni tra le quattordici repubbliche ex sovietiche dell’URSS  in cerca di eventuali opere complesse, oltre novanta edifici disseminati nel immenso paese. Il risultato di questo lungo percorso è Cosmic Communist Constructions Photographed, un bellissimo volume pubblicato dalla Taschen nel quale é possibile scrutare le foto incredibili di imponenti strutture architettoniche catturate dall’autore per essere immortalate tra le pagine del volume.

by Marius Creati

“Momenti di Parole” di Paolo Baù, Seneca Edizioni – recensione di Nadia Turriziani

Libro: Momenti di parole
Autore: Paolo Baù
Prezzo: € 14,50
Pagine: 192
Editore: Seneca Edizioni
Collana: Nuove proposte
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788861222564

“Un bar, un tavolino di legno scuro e un bicchiere di latte.
Tra due persone sconosciute, parole sul senso della vita, sul perché della morte, sulla gioia dei sentimenti, sull’amaro della solitudine…
La persona che parlava meno era quella che ne sapeva di più.”
Avevo iniziato a leggere il libro con un po’ di scetticismo.
Lui e l’altro, un appuntamento in un bar. Ho pensato: “Ecco la solita storia tra gay. Sono stanca di recensire questo tipo di racconti.”
Non demordo però e quindi continuo a leggerlo con curiosità, stupendomi ed apprezzando l’autore.
Quel nome riesumato da una agenda telefonica. Solo tre lettere sotto la “D”. Ci ho pensato per un attimo ed ho pensato: “Noooo! Non sarà mica chi penso io?”
Ed invece sì!
Stupenda la conversazione a senso unico con quell’uomo vestito di bianco che, con il bicchiere di latte posato sul tavolo, ascolta senza proferire parola.
“Il Sig “D” mi ascoltava, fermo, in silenzio, nella solita penombra. Anch’io ora guardavo in basso, pensavo. Sapevo che avrei avuto altro da dire, altro dacapire, altro da raccontare a quell’uomo con la giacca bianca seduto silenziosamente di fronte a me, nella stanza dietro, quella dove una volta c’era il biliardo, in quel Bar ad angolo, con i muri di sasso, vicino alla Chiesa.”
Il senso della vita sembra essere descritto nelle parole e nelle poesie, con dolcezza e rispetto.
Mai una mancanza, mai una parola detta fuori posto. Solo osservazioni e piccole riflessioni, le sue.
“Non sono solo….non mi sento solo in questo cammino, in questo corridoio….”
Il corridoio al pari della vita. Tante le porte da aprire e quattro presenze ad accompagnarlo nel tortuoso cammino.
La Speranza, la Realtà, il Rimpianto ed il Rimorso.
Le parole sono tante. “I sentimenti sono come le parole, di quelle strane, dal suono che sa di lontano di cui non sappiamo il significato…A volte sono solo un bisbiglio, che vive lì, timido in noi, chiede di farsi ascoltare, Sempre…”
E qual è il sentimento in assoluto che tutti i poeti adorano scrivere?
L’amore!
“Quando andiamo nel letto per fare l’amore, non voglio la bugia del profumo, voglio il tuo odore. Non voglio il bello del trucco, voglio il tuo lucido di sudore, non voglio un corpo di donna ideale, ma scoprire di te la parte animale.
Paolo Baù è nato a Milano ma vive e lavora in provincia di Vicenza.
Fondatore del centro Culturale Pentagym, si occupa da anni di insegnamento e ricerca marziale e psicomiletica.
“Momenti di parole” è il suo terzo libro.

Nadia Turriziani

Fonte: Oubliettemagazine

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“Lumina, da gioiello a creazione luminosa” da 70m2 di Livorno

Partirà venerdì 29 Aprile la mostra “Lumina, da gioiello a creazione luminosa” presso lo studio di architettura 70m2 a Livorno.
Questa mostra nasce dall’esperienza dello scorso anno che coinvolgeva designer di gioielli, a seguito di quella positiva collaborazione, lo studio, ha proposto a questi artigiani di pensare un oggetto luminoso.
L’evento andrà avanti fino al 7 Maggio in via Poggiali n.10, successivamente, dal 24 Maggio all’11 Giugno, le opere si sposteranno alla Scuola di Gioielleria Contemporanea Alchima in Piazza Piattellina 3/r a Firenze, in concomitanza con la Florence Design Week.

Fonte: Linea Di Sezione

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Gio Ponti, il fascino della ceramica a Palazzo Pirelli

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Milano – Palazzo Pirelli
Dal 6 maggio al 31 luglio 2011

Nel cinquantenario del Palazzo Pirelli, la sede della Regione Lombardia promuove e ospita una raffinata esposizione delle creazioni di Gio Ponti, l’architetto che progettò il grattacielo Pirelli, una mostra dedicata alla figura del famoso designer e più specificamente alla realizzazione di ceramiche da lui ideate per la manifattura della maison Richard-Ginori tra il 1923 e il 1930. La mostra prodotta da Anonima Talenti è curata da Dario Mattoni.

Gio Ponti (1891 – 1979) assume nel 1923 la direzione artistica della Manifattura Richard-Ginori stabilendo il suo ufficio nello stabilimento milanese di S. Cristoforo. Con la prima Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza del 1923, egli espone le prime opere prodotte (ceramiche e maioliche), la cui modernità trova un primo riscontro nella critica di Carlo Carrà, il quale intravede nel “giovine architetto Giovanni Ponti, un neoclassico di Milano, profondamente sincero nelle sue ricerche stilistiche e, quello che più conta, riccamente dotato di qualità inventive”.

In seguito Ponti presenterà alla “Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes” di Parigi del 1925  le sue ceramiche per la Richard Ginori vincendo il Gran Prix dell’esposizione.

Forme e ispirazioni sono tradotte dall’antichità classica, ma il percorso culturale insegue una ricerca nel classicismo anche nei riferimenti oltre l’antico: la prospettiva rinascimentale, la teatralità e il gusto antiquario di derivazione palladiana, l’eleganza neoclassica.

Con la serie di ceramiche disegnate per Richard-Ginori la cultura figurativa italiana volge verso una nuova modernità, attraverso la quale se da un lato nel suo lavoro si riscontra una classicità che insegue la tipologia dell’oggetto, dall’altro emerge una classicità che penetra l’aspetto materico e decorativo dell’oggetto stesso.  Ma le sue opere illustrano una produzione immaginata di figure isolate contrapposte a fondi di natura geometrica, tali da elidere qualunque tipo di inflessione verista, impazzando in una dimensione quasi metafisica mediante l’accostamento mimico di scenografie decorative sospese in una modernità che trovano riscontro nelle correnti artistiche del Novecento. Opere originali, oggetti di uso comune, qualità pregiata, estrema raffinatezza, stile eccellente trapelanti in una sottile nouvelle vague dal gusto ironico e distaccato.

Alla Biennale di Monza del 1927, accanto alle opere prodotte dalla Richard-Ginori, Gio Ponti presenta due iniziative di strabiliante successo iniziata con il gruppo Il Labirinto, una lussuosa linea di arredamento  riservata alle classi più abbienti, e la linea di arredi Domus Nova, più vicina alla famiglia media, mediante i Grandi Magazzini La Rinascente, entrambe legate da un’immagine classica semplificata da decori eleganti ed equilibrati.

L’antico pone il confronto con l’opera del designer architetto a partire dalle forme di oggetti emblematici che ritraggono fonti d’ispirazione prese in prestito dal mondo greco, etrusco e romano attraverso cui vasi e urne racchiudono decorazioni manifestanti un ricorso evidente alla citazione archeologica. Inoltre tutta una serie di coppe offrono attraverso la variazione dei decori e  la natura seriale delle forme una naturale curiosità verso le esperienze figurative più contemporanee.

Il rapporto con la manifattura delle arti minori non esclude riferimenti riconducibili al panorama architettonico. Infatti di ampio interesse risultano alcuni decori che fanno riferimento proprio all’architettura, provenienti da un repertorio di tipica ispirazione palladiana, e alle esperienze coeve della sua reale attività professionale. In effetti  il confronto con alcuni disegni preparatori per la sua produzione delle opere in materiale ceramico sono veri e propri studi di architetture nei quali risulta evidente una rigorosa costruzione classica.

a cura di Marius Creati

Gio Ponti. Il fascino della ceramica

Luogo: Milano – Palazzo Pirelli
Via Fabio Filzi, 22 – Milano

Periodo: dal 6 maggio al 31 luglio 2011

Orari: dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00. Ultimo ingresso 18.30. Per gruppi, su prenotazione anche la mattina. Sabato e domenica 10.00 – 19.00. Ultimo ingresso 18.30. Lunedì chiuso

Ingresso: gratuito

Info: tel. 0541 787681