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BilBOlbul 2017, XI edizione del Festival Internazionale del Fumetto di Bologna

November 15, 2017 Leave a comment

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UN ANNO DI BILBOLBUL, TRE GIORNI DI FESTIVAL
LA NUOVA ANIMA DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FUMETTO
A BOLOGNA DAL 24 AL 26 NOVEMBRE, E OLTRE
La grande mostra Jacovitti. Il teatrino perpetuo tra gli appuntamenti di punta dell’XI edizione

Un cambio di passo inaugura il secondo decennio di vita di BilBOlbul – Festival Internazionale del Fumetto di Bologna, la manifestazione ideata e organizzata da Hamelin Associazione Culturale. Una trasformazione riassunta dallo slogan “Un anno di BilBOlbul, tre giorni di Festival”: se infatti resta invariata la consueta concentrazione di tre giorni di eventi dislocati sul territorio cittadino – quest’anno in programma dal 24 al 26 novembre– BilBOlbul si propone da questa edizione come soggetto operante tutto l’anno con progetti variabili per natura e pubblico di riferimento. Una vera e propria officina della cultura visuale, che intende agire su due fronti: uno costante e continuo dedicato alla formazione dei nuovi lettori, giovani o adulti, l’altro focalizzato su iniziative ed eventi culturali, dalle mostre ai convegni agli incontri con i più importanti graphic novelist del panorama nazionale e internazionale.

Un nuovo corso, quello di BilBOlbul, inaugurato lo scorso 20 ottobre con l’apertura della mostra Mattotti. Primi lavori presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna (via delle Belle Arti, 54), progetto speciale sostenuto dal main partner Gruppo Hera: i giorni del Festival saranno l’occasione per visitare, prima della chiusura del 29 novembre, l’esposizione che vede oltre un centinaio di originali tra manifesti, disegni, tavole a fumetti che disegnano il ritratto della nascita di un grande artista: un’occasione unica con la quale BilBOlbul intende anche provocare un confronto tra gli aspiranti giovani autori di oggi e l’opera di un Maestro quando aveva la stessa età.

Il rapporto tra disegno e musica, che nell’opera di Mattotti è fondante, è anche al centro della prima delle proposte formative della nuova “anima” di BilBOlbul, realizzata in collaborazione con un’altra importante manifestazione sostenuta dal Gruppo Hera, il Bologna Jazz Festival. Si tratta di Segnosonico, che coinvolgerà 25 studenti provenienti da Accademia, Conservatorio, Liceo Musicale e Artistico in un laboratorio di improvvisazione musicale e grafica capitanato dal disegnatore Stefano Ricci e dal musicista Pasquale Mirra. Un progetto, promosso da Transbook Children’s Literature on the Move, i cui risultati verranno mostrati al pubblico durante il Festival, che evidenzia la volontà di lavorare alla formazione di nuovo pubblico, favorendo le occasioni di educazione allo sguardo, che a partire dalle specificità del fumetto possano aprire confronti e ragionamenti sullo statuto delle immagini oggi, sul modo in cui le guardiamo, o non guardiamo, sui valori e significati che esse assumono.

Un’altra novità caratterizza questa XI edizione di BilBOlbul: si tratta della pubblicazione In corso d’opera: attraverso interviste, registrazioni di conversazioni tra gli organizzatori, articoli e citazioni, il libro disegna la traccia del lavoro di preparazione del festival, i dubbi, le direzioni di ricerca, le motivazioni dietro il coinvolgimento di alcuni autori rispetto ad altri.

Il Festival: 24 – 26 novembre

L’undicesima edizione di BilBOlbul apre con una preview la sera di giovedì 23 novembre a partire dalle 18, quando inaugureranno le principali mostre off dell’edizione 2017: una vera e propria Notte Bianca del Fumetto per celebrare le tante iniziative cittadine che in BilBOlbul trovano la più importante vetrina di scoperta e promozione. Tra i nomi di punta si segnalano Sarah Mazzetti, Otto Gabos, lo street artist Giorgio Bartocci, il talento emergente Dario Sostegni, un aficionado del Festival come Tuono Pettinato, nuove scoperte come Noemi Vola e tanti altri.

Venerdì 24 sipario alzato sul fitto programma di eventi del Festival, tra mostre, incontri, convegni, workshop e performance. Tra gli eventi più attesi la grande mostra dedicata al genio di Jacovitti, presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, e il focus su Rodolphe Töpffer, universalmente riconosciuto come il padre del fumetto.

E ancora la mostra dedicata ad Éric Lambé, vincitore del Premio Fauve D’or al Festival d’Angoulême 2017, e la prima edizione di URCA, il Festival nel festival dedicato alle autoproduzioni, che ospiterà una residenza d’artista e un mercato delle più interessanti autoproduzioni nazionali ed internazionali.

Tra i filoni più importanti di questa undicesima edizione un posto di primissimo piano è dedicato al comico, con mostre e incontri che vogliono mettere in evidenza la linea di collegamento tra i grandi maestri e gli autori moderni, e la sua centralità nella costituzione del linguaggio fumettistico. Saranno gli spazi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (via delle Donzelle, 2) a ospitare uno degli eventi di punta dell’edizione 2017 di BilBOlbul, la grande mostra Jacovitti. Il teatrino perpetuo dedicata al genio surreale di Jacovitti (inaugurazione sabato 25 novembrenel ventennale della sua scomparsa. L’esposizione, realizzata dalla Fondazione in collaborazione con UniCredit, mostrerà al pubblico una selezione di oltre cento opere che spaziano nella sconfinata produzione dell’autore: dalle “panoramiche”, le grandi illustrazioni corali intrise di surreale comicità, alle storie prodotte tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, fino ai suoi personaggi-attori alle prese con dinamiche surreali ed esilaranti. Una mostra che intende andare al nocciolo della poetica di Jacovitti e della sua “ossessione” per il racconto, condotto attraverso una ridda di situazioni e di personaggi che continuamente vengono messi in scena, come a costruire un teatro in cui quello che conta è il movimento perpetuo, in un tentativo di tenere lontano il fondo cupo che è nascosto dietro l’irruente comicità dell’autore. In occasione del Festival sarà pubblicato da Coconino Press Fandango il volume Jacovitti. Il teatrino perpetuo dedicato all’opera di Jacovitti, con saggi e articoli inediti. Domenica 26 novembre alle 11 il Salone dei Carracci di Palazzo Magnani, sede di UniCredit (via Zamboni, 20) ospiterà il convegno Il metodo Jacovitti: un confronto sull’arte del maestro con la partecipazione di fumettisti come Paolo Bacilieri, Maicol & Mirco, Luca Salvagno e Marco Taddei, promosso da UniCredit e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Dai figli ai padri: gli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna accoglieranno venerdì 24 novembre (ore 9, via delle Belle Arti, 54) il convegno di studi dedicato a Rodolphe Töpffer, autore svizzero vissuto nella prima metà dell’Ottocento, amico di Goethe, oggi riconosciuto universalmente come inventore del fumetto. Un ruolo di precursore e padre che gli è stato riconosciuto anche da molti autori, a partire dagli anni Novanta, da Art Spiegelman a David B, da Chris Ware ad Anke Feuchtenberger. Al lavoro dell’artista svizzero è dedicato un omaggio d’artista di Nicola Robel e Francesco Cattani, una reinterpretazione in chiave contemporanea del lavoro del maestro, che sarà visibile presso la hall del Hotel Al cappello Rosso (via de’ Fusari, 9) durante il festival. Robel e Cattani saranno protagonisti dell’incontro Ridisegnare Töpffer sabato 25 novembre (h. 15.30, Libreria Ubik Irnerio, via Irnerio, 27), in collaborazione con Pro Helvetia.

Rientra nel filone del comico anche l’opera di Fabio Tonetto, autore versatile che passa dall’animazione al fumetto alla scultura ai montaggi fotografici mantenendo sempre una vena surreale. La sua presenza, oltre a rientrare nella linea di valorizzazione dei talenti emergenti che BilBOlbul da sempre persegue, aiuterà a unire i discorsi sul comico e sulla narrazione non strettamente lineare: in mostra i suoi lavori a partire dal 24 novembre (Capodilucca Hub Creativo, via Capo di Lucca, 12).

Domenica 26 novembre alle 14.30 Tonetto sarà protagonista, assieme a Dottor Pira e Alessio Spataro, dell’incontro Ridere fino alle lacrime. Un incontro sulle nuove vie del comico a fumetti presso l’Auditorium della Biblioteca Salaborsa (piazza del Nettuno, 3).

Due mostre saranno dedicate a due importanti autori internazionali che esplorano percorsi alternativi nel linguaggio del fumetto, spostando l’attenzione dalla narratività a un approccio meno lineare, legato anche alla poesia. La prima è dedicata a Éric Lambé, vincitore del Premio Fauve D’or al Festival d’Angoulême 2017 con Paysage après la bataille su testi di Philippe de Pierpont (pubblicato in Italia da Coconino Press – Fandango), protagonista di una mostra alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (via delle Belle Arti, 56, in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Bologna, inaugurazione 24 novembre) che vuole mettere in evidenza la peculiare modalità con cui l’autore costruisce la narrazione per immagini.

L’allestimento lascerà dialogare le singole opere dell’artista per mettere in evidenza echi e risonanze. Così lo spettatore potrà rendersi conto di come l’autore usi il frammento e il dettaglio nella costruzione delle scene, dell’uso del simbolico e della citazione e della modalità in cui, per associazioni visive successive, si arriva da un’immagine all’altra.

Il giovane talento americano di Conor Stechschulte sarà presentato allo Spazio& (via Guerrazzi, 1, inaugurazione 24 novembre): autore di numerosi volumi autoprodotti ma anche di libri pubblicati dalla Fantagraphics, che da sempre porta avanti una sperimentazione sul linguaggio in chiave non-narrativa. Entrambi con le loro opere scardinano la narrazione strettamente lineare del graphic novel a cui siamo ormai abituati.  A de Pierpont e alla sua parallela attività di regista (ha collaborato coi fratelli Dardenne, oltre a realizzare documentari e film di finzione) inoltre sarà dedicata una rassegna presso il Cinema Lumière, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e promossa da Transbook Children’s Literature on the Move: inaugurazione il 23 novembre con il film L’homme qui marche, che sarà proiettato alla presenza dell’autore, con un inedito Lorenzo Mattotti nei panni di attore. Sempre in collaborazione con la Cineteca di Bologna si segnala il ciclo di proiezioni dedicate ad Alessandro Rak, fumettista e illustratore, con la proiezione degli acclamati L’arte della felicità e Gatta Cenerentola(venerdì 24 novembre, rispettivamente h.18 e h. 20, Cinema Lumière, via Azzo Gardino, 56). Opere insolite nel panorama italiano, animazioni non per bambini, storie poetiche e malinconiche ambientate in una Napoli afflitta dal degrado, capaci di restituire la realtà nella sfrenata invenzione visiva del disegno animato.

Animerà i tre giorni del Festival una ricca programmazione di incontri. Dalla collaborazione tra BilBOlbul e la Scuola di Lettere e Beni Culturali dell’Università di Bologna e Accademia di Belle Arti di Bologna nasce il ciclo di incontri Frontiere. L’apertura internazionale, l’interesse per le forme contemporanee del fumetto e per la sua capacità di confrontarsi con linguaggi e pubblici diversi accomunano gli incontri, che vedranno confrontarsi alcuni dei protagonisti dei progetti di questa XI edizione. Appuntamento il 24 novembre (h. 16, Scuola di Lettere e Beni Culturali, via Zamboni, 38) con Éric Lambé e Philippe de Pierpont in Apparizioni/Sparizioni; il 25 novembre alle 14.30 presso l’Auditorium della Biblioteca Salaborsa la masterclass Segnosonico con Pasquale Mirra e Stefano Ricci, promossa da Transbook Children’s Literature on the Move mentre alle 16.30 sempre all’auditorium l’incontro Non sequitur con Lambé, Davide Reviati e Conor Stechschulte.  Domenica 26 novembre l’Auditorium ospita alle 16.30 Ritratto d’autore: Enrique Breccia, in collaborazione con Rizzoli. Uno spazio speciale infatti è dedicato ad uno dei grandi maestri delle Historietas argentine che per l’occasione ripercorrerà per il pubblico i nodi salienti e le opere più significative del suo percorso, da Alva Mayor a La guerra della Pampa, da Tex a Che, appena ripubblicato.

Tra gli incontri spicca quello di sabato 25 novembre Corpo a fumetti. Il sesso disegnato (h. 10, Aula Magna di Santa Cristina – Biblioteca Italiana delle donne, via del Piombo, 5) in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Nine Antico, Silvia Rocchi, Emanuele Rosso, Cristina Portolano e Laura Scarpa discutono della rappresentazione del sesso nei fumetti, di come esso viene “visto” all’interno del meccanismo narrativo e se ci sia un giudizio latente del lettore sull’autore che affronta il tema. L’incontro è promosso in collaborazione con Biblioteca Italiana delle Donne, Festival La Violenza Illustrata di Casa delle donne ed Alliance Française di Bologna.

Musica e disegno si incontrano nella mostra Più giù di Stefano Ricci (inaugurazione sabato 25 novembre ore 19.30, Squadro Stamperia Galleria d’Arte, via Nazario Sauro, 27). La mostra presenta centocinquanta disegni tratti dal libro Mia madre si chiama Loredana e da Più Giù, sintesi visiva delle prove per lo spettacolo teatrale che il disegnatore ha portato sulle scene a partire dallo scorso anno assieme ai musicisti Giacomo Piermatti e Vincenzo Core. Durante l’inaugurazione Ricci disegnerà accompagnato dal vivo dai due musicisti, che proporranno in anteprima il loro ultimo disco, Il sogno di mio fratello.

E ancora sabato 25 novembre (AtelierSì, via San Vitale, 69, ore 21.30) si segnala Dandelion, performance che vedrà protagoniste la disegnatrice Elisa Talentino e la violoncellista e compositrice canadese Julia Kent, nota al grande pubblico per la sua collaborazione con Antony and the Johnsons: durante il suggestivo live a due, i disegni realizzati da Talentino saranno accompagnati dalle musiche di Kent. Una collaborazione, quella tra le due artiste, nata in occasione del cortometraggio animato Dandelion, realizzato nel 2017 dalla Talentino, che nei giorni di festival sarà visibile presso Miro ArtGallery (via Sant’Apollonia, 25): una reinterpretazione poetica della danza tradizionale occitana, la bourrée a due tempi, ballo pregno di significati sentimentali e amorosi e messa in scena di un sottile gioco di seduzione, che la disegnatrice reinterpreta graficamente. Elisa Talentino realizzerà anche la porta dell’Ateliersi, che ogni anno viene decorata e personalizzata in occasione del Festival.

La formazione rivolta ai ragazzi si arricchisce, oltre al già citato progetto Segnosonico, di altri tre momenti dedicati agli studenti e studentesse delle scuole superiori i cui risultati saranno mostrati durante il Festival presso LOrtica (via Mascarella, 26/b-c). Il binomio musica-disegno è al centro del workshop Atmosfere narrative, presso gli spazi di CUBO Unipol (Piazza Vieira De Mello 3/5): un gruppo di studenti di un istituto artistico svizzero, guidati dall’illustratrice e fumettista Silvia Rocchi, produrranno una tavola a fumetti a partire dalle atmosfere suggerite dall’ascolto di una serie di pezzi musicali scelti dall’autrice. Di Lingua in Lingua – tradurre il fumetto è il progetto pilota di traduzione di fumetto realizzato in collaborazione con Coconino Press-Fandango e Institut Français Italia: la classe 4H della sezione Internazionale Esabac del liceo linguistico Laura Bassi di Bologna, guidata da alcuni professori, sta lavorando ad una traduzione autonoma del libro Stupor Mundi dell’autore franco-tunisino Nejib, ospite quest’anno al festival. La classe incontrerà per un confronto Stefano Sacchitella, traduttore dell’edizione italiana edita da Coconino Press-Fandango Editore oltre che di numerosi altri libri a fumetti. Durante i giorni del festival infine la classe incontrerà l’autore Nejib, mentre alcune tavole tradotte dai ragazzi verranno pubblicate sul sito di BilBOlbul alla fine del percorso. Si segnala Wunderkammer, il titolo del ciclo di incontri rivolti a partire dal prossimo anno a classi delle scuole superiori per attivare, attraverso il fumetto, occasioni di confronto e ragionamento più ampi sulle immagini e sul modo in cui le guardiamo: dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla pubblicità ai social network, un percorso critico nell’iconosfera e nella visualità. Infine il 25 novembre (h. 9-13; 14-18 Cineteca di Bologna, Via Riva Reno 72) Let’s picture book!, promosso da Transbook children’s literature on the move, una giornata Chris Judge per percorrere i punti nodali della costruzione di un picture book, un sistema organico in cui molte componenti grafiche, iconografiche, testuali si intrecciano: dallo sviluppo di una storia, alla costruzione dei personaggi, dal respiro delle doppie pagine fino alla presentazione all’editore.

Dall’adolescenza ai più piccoli: il consueto spazio di BilBOlbul dedicato all’infanzia vedrà protagonista quest’anno Bastien Contraire, autore francese di fumetto e illustrazione, che dal 14 novembre al 2 dicembre, in concomitanza con la Settimana dei Diritti dell’infanzia, allestirà una mostra-gioco rivolta a bambine e bambini a partire dal suo albo illustrato Gli intrusi (Ippocampo). Un’occasione promossa da Transbook Children’s Literature on the Move per riflettere sulle tematiche legate al genere fin dalla più tenera età, e per esplorare in maniera ludica e divertente il tema dell’identità di bambine e bambini attraverso un gioco di somiglianze e diversità. All’autore francese anche il compito di creare la nuova produzione de l’hotel Al Cappello Rosso dell’edizione 2017: una stanza in cui Bastien Contraire creerà con un gioco di stencil un fantastico giardino geometrico. Sempre al Cappello Rosso la consueta BilBOlbul Room che raccoglie le dediche della scorsa edizione del festival realizzate per l’hotel, che quest’anno sarà scenografata, sempre sul tema del giardino, dalla giovane e talentuosa Irene Penazzi.

L’omaggio a Jacovitti coinvolge anche i più piccoli, per un tuffo nel coloratissimo mondo di uno degli autori italiani più amati e conosciuti: in collaborazione con la Cinnoteca di Bologna, lo spazio che Cineteca di Bologna dedica ai più piccoli, sabato 25 novembre si potrà assistere alla proiezione di Una camomilla al burro! I cartoni animati di Cocco Bill (ore 16, Sala Cervi, via Riva di Reno, 72).

A seguire sempre negli spazi della Cinnoteca di via Riva di Reno, W Cocco Bill, un laboratorio speciale con Luca Salvagno, l’artista che continua a disegnare, ancora oggi, le avventure dello strampalato cow boy, che giocherà con i bambini a raccontare le sue mille storie.

Infine, BilBOlbul accoglie nella sua programmazione la prima edizione di URCA Festival, la manifestazione dedicata alla conoscenza e alla promozione dell’autoproduzione internazionale di fumetti. Un vero e proprio festival nel festival, a conferma della grande attenzione che da sempre BilBOlbul dedica al fumetto indipendente.  URCA Festival sarà curato da Delebile Edizioni attraverso l’invito di sei progetti di autoproduzione (provenienti da Inghilterra, Svezia, Germania, Polonia, Stati Uniti), che diverranno protagonisti di incontri, di una residenza all’Ostello di Bologna e della vendita delle loro pubblicazioni in un bookshop dedicato in Biblioteca Salaborsa. Una più ampia selezione darà vita inoltre a un mercato delle principali autoproduzioni italiane e straniere, ospitato dalla stessa Salaborsa.

BilBOlbul – Festival internazionale del fumetto di Bologna
Bologna, 24-26 novembre 2017
a cura di Hamelin Associazione Culturale

Con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla cultura, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Scuola di lettere e beni culturali, Accademia di Bell Arti di Bologna, Cineteca di Bologna

Main Partner Gruppo Hera

Partner: UniCredit, Arci Bologna, Albergo Al Cappello Rosso, Fabriano, CUBO Centro Unipol Bologna
Festival partner: Bologna Jazz Festival, La Violenza illustrata, Treviso Comic Book Festival, Ratatà Festival, Gender Bender, Scriba

BilBOlbul fa parte della Rete dei Festival del Contemporaneo di Bologna.

BilBOlbul è una tappa di TRANSBOOK- Children’s literature on the move, un progetto Europa Creativa 2014/2020 coordinato da Salon du livre et de la presse jeunesse (Francia) in partenariato con Europäische Kinder- und Jugendbuchmesse Saarbrücken (Germania), Tantàgora (Spagna), Arts Basics for Children (Belgio), Nobrow Ltd (UK), Literárne informačné centrum (Slovacchia), Hamelin Associazione Culturale (Italia).

Per info: Hamelin Associazione Culturale – www.bilbolbul.net I info@bilbolbul.net | 051 233401

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Digitalife 2017, sezione del Romaeuropa Festival dedicata alle nuove tecnologie e all’arte digitale

November 14, 2017 Leave a comment

Romaeuropa digitalife 2017

DIGITALIFE 2017

7 ottobre 2017 > 7 gennaio 2018

L’ottava edizione di Digitalife, sezione del Romaeuropa Festival dedicata alle nuove tecnologie e all’arte digitale, stimola una riflessione sulla fragilità delle rappresentazioni del reale, ingannevole quanto le illusioni virtuali che sono in grado di deformarlo. All’interno degli spazi del Palazzo delle Esposizioni lo spettatore interagisce con complesse architetture audiovisive, vi si immerge, viene avvolto da vortici di luce e suono. Gli strumenti con cui le installazioni da noi selezionate assieme a Richard Castelli sono state realizzate offrono agli artisti la possibilità di ampliare i propri orizzonti espressivi e di captare e riprodurre i mutamenti in atto nell’ambiente in cui viviamo. Un mondo basato sulle immagini in cui le nuove tecnologie non sono più solo mezzi di conoscenza e interazione, ma contribuiscono a ridisegnare la nostra identità, o meglio le nostre molteplici identità, a ridefinire il concetto di tempo e i confini delle nostre potenzialità. Sulla centralità delle immagini e sull’importanza della percezione visiva si concentra il lavoro di due importanti istituzioni culturali: la Fondazione Giuliani, legata alla Biennale dell’Immagine in Movimento del Centre d’Art Contemporain di Ginevra, e la Nomas Foundation, che con KizArt riesce ad avvicinare anche i più piccoli alla video arte contemporanea.

Arte e scienza. Privato della sua realtà materiale e trasformato in bit, oppure ricostruito per essere indossato come un’armatura in grado di superare i limiti e le imperfezioni di pelle, ossa, muscoli, il corpo umano è un ibrido. Frammentato in numeri o ripensato in silicio, convive e viene contaminato dalla tecnologia, che si insinua sempre più nel nostro processo evolutivo. La scienza determina questi cambiamenti, l’arte li anticipa. In occasione della giornata conclusiva del Festival, Romaeuropa mette in comunicazione queste due forme di conoscenza, libere nella loro espressione e internazionali per vocazione, per immaginare il nostro futuro.

Una coproduzione
Fondazione Romaeuropa
Azienda Speciale Palaexpo

Un progetto di Monique Veaute

A cura di Richard Castelli per Jean Michel Bruyère, Dumb Type, Ivana Franke, Granular Synthesis

Kizart a cura di Raffaella Frascarelli per Nomas Foundation

Biennale de l’Image en Mouvement: da Ginevra a Roma a cura di
Andrea Bellini
, Cecilia Alemani, Caroline Bourgeois, Elvira Dyangani Ose per Fondazione Giuliani

“Le Grand Armorial équestre de la Toison d’or “, livre de Michel Pastoureau, Seuil

November 10, 2017 Leave a comment

LE GRAND ARMORIAL EQUESTRE DE LA TOISON D'OR

Le Grand Armorial équestre de la Toison d’or

Auteur du Texte : Michel Pastoureau
Préface de : Jean-Charles de Castelbajac

Précieusement conservé à la bibliothèque de l’Arsenal au titre de trésor national, le Grand Armorial équestre de la Toison d’or est l’un des manuscrits enluminés les plus spectaculaires de la fin du Moyen Âge. Peint à la gouache sur papier à Lille en 1435-1438, il représente les chevaliers de l’ordre de la Toison d’or, fondé par le duc de Bourgogne Philippe le Bon en 1430, et des personnages importants du temps. Rois, ducs, comtes et princes de l’Église y sont figurés en grande tenue héraldique, dans un costume à la fois militaire et civil en tout point extraordinaire. L’ensemble des 79 portraits équestres est accompagné de 950 armoiries collectées dans toute l’Europe par différents hérauts d’armes venus participer en 1435 à la grande paix d’Arras.

Reproduit ici à l’identique, ce manuscrit exceptionnel est enrichi d’une présentation de l’historien Michel Pastoureau, spécialiste des armoiries, des couleurs et du bestiaire médiéval, et d’un entretien croisé entre le médiéviste et l’artiste Jean-Charles de Castelbajac, créateur iconoclaste passionné d’histoire et d’art contemporain, ainsi que de nombreux dessins inédits de sa main.

Beaux livres
Date de parution 02/11/2017
49.00 € TTC
256 pages
EAN 9782021373257

“The Archive Box”, images of Marina Faust at Galleria Carla Sozzani of Milan

November 10, 2017 Leave a comment

 

Each Archive Box contains a unique choice of 10 images of Marina Faust’s nearly 20-year collaboration with Martin Margiela. The images are re-appropriations of her photo-series done on assignment between 1990 and 2008. She looks at her material again today with a fresh and new point of view. The sources are photo prints, negatives, contact sheets, Polaroids, photocopies and digital material. Marina Faust was the only photographer having worked with Margiela throughout his whole career, which, besides other considerations, makes her archive unique.

She was invited by MOMU Belgium in 2016 to photograph the Hermes archive pieces for the book that accompanies the exhibition ‘Margiela, the Hermes Years’, in March 2017 in Antwerp. Photos out of her archive are also part of the book as well as of the exhibition that is now traveling to other museums.

The Archive Box is an edition of 30.

A signed and numbered certificate comes with each box.

Each print is signed on the back and the season of the collection is specified.

The prints are inkjet prints on acid free silk tissue paper lying on white mat acid free paper.

26 ottobre 2017 – 11 febbraio 2018

Milano

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10, 20154 Milano

Paolo Roversi

November 10, 2017 Leave a comment

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Paolo Roversi

(1947, Italy)

Paolo Roversi’s interest in photography was kindled seventeen years old during a holiday in Spain. At twenty years old he worked as reporter in a photographic agency. In 1970 he opened his first studio in Ravenna, dedicated to still-life and portraits. In 1973 he moved to Paris and he began to approach fashion photography. He met Laurence Sackman, the well-know fashion photographer at that time. Sackman introduced Roversi to this kind of photography. Roversi was the first photographer to use the 20 x 25 polaroid. He has cooperated with Vogue Italy and England, Harper’s Bazaar, Men’s Vogue, Interview, W, Arena, I-D, Marie Claire magazines. He has signed many advertising campaigns for Armani, Cerruti, Comme des Garçons, Christian Dior, Alberta Ferretti, Romeo Gigli, Givency, Krizia, Valentino, Yves Saint Laurent, Yohij Yamamoto. He has realised some commercial for Dim, Evina, Gervais, Kenzo e Woolmark. He has exhibited in many solo and collective exhibitions in Italy and abroad.

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“A lezione con A G Fronzoni”, libro di Ester Manitto

November 10, 2017 Leave a comment
A lezione con A G Fronzoni libro di Ester Manitto
A lezione con A G Fronzoni
Dalla didattica della progettazione alla didattica di uno stile di vita
L’attualità di un maestro
Questo libro è un atto di gratitudine di un’allieva ad un “maestro” ed è anche un invito perché altri diano il loro contributo a ricostruire la storia di un’esperienza umana e professionale di altissimo valore e di grande attualità. Ester Manitto, rielaborando il materiale, le annotazioni, gli scritti utilizzati nel proprio percorso di allieva, ci consente di entrare nella scuola-bottega di A G Fronzoni fondata a Milano nel 1982 e attiva fino al 2001. La scuola-bottega ha formato moltissimi giovani provenienti da ogni ceto sociale e da ogni parte del mondo orientandoli verso un atteggiamento di continua ricerca di essenzialità delle forme nella vita, nella natura, nell’arte, nell’architettura, nel design e al rispetto del fare. Una scuola artigiana e concettuale assieme, volta alla formazione e alla consapevolezza critica delle persone, che si è posta l’arduo compito pedagogico del coniugare le strategie e le tecniche del progetto alla scelta di uno stile di vita. Emerge, in questi ricordi, la generosità di un uomo di cultura che, da vero maestro, donava molto tempo e pensieri ai propri allievi, spronandoli a sperimentare gli aspetti più vari dell’esistenza (il cibo, la musica, il teatro, il viaggio), a conoscere e incontrare artisti, intellettuali, artigiani con sguardi nuovi sul mondo. Questo libro non è un’antologia, ma una raccolta ragionata di note accompagnato da un dialogo tra Ester Manitto e lo storico del design Gabriele Oropallo, da un testo dalla figlia di A G Fronzoni Elena Lia, da un testo dello studente, l’architetto Claudio Silvestrin, corredato da un’attenta lettura critica dell’architetto e designer Enrico D. Bona. Arricchisce l’opera il contributo dei fotografi Fabrizio Cicconi, Alessandro Fornili, Giuliano Grossi, Armin Linke and Stefano Malobbia che hanno donato le loro testimonianze fotografiche.
Marina Cinieri, pedagogista
Fronzoni era, allo stesso tempo, un maestro, un educatore, un progettista, un genio. Grande fortuna esser stato suo allievo. Ester Manitto, con quella serietà e professionalità tipicamente femminile, ci dona una panoramica in bianco e nero dei suoi appunti e osservazioni colti durante l’insegnamento di Fronzoni. È un libro-documento talmente valido che dovrebbe essere essere divulgato in tutte le scuole del mondo: dico sul serio. Un libro capace di trasformare il teenager in un uomo e fare di uno studente un umanista libero dall’illusione del carrrierismo e della specializzazione.
Claudio Silvestrin, Architetto
Come è nato il mio libro
Ho iniziato a lavorare al progetto di questo libro 11 anni fa, ovvero da quando Fronzoni ci ha lasciati. Era l’8 febbraio del 2002. Il giorno della sua morte ero disperata, perché avevo perso la mia figura di riferimento; il mio maestro non c’era più. Nei giorni successivi, per stemperare il dolore, mi promisi di trasmettere, al mio meglio, quanto da lui avevo imparato, non avevo ancora la consapevolezza di come e di cosa avrei fatto esattamente, ma fu proprio allora che gettai le basi di questo libro.
Ma chi era A G Fronzoni?
Visto che non esistono libri su di lui mi sembra doveroso scrivere una breve introduzione. Innanzitutto Fronzoni amava definirsi “progettatore”, e diceva a questo proposito: “Non architetto, non grafico, non designer di qualsiasi disciplina, ma progettatore in grado di risolvere problemi su diversa scala”. Per lui il progetto era inteso come progetto della propria esistenza; che non esclude il progetto di un abito, di un mobile o di un tavolo, ma che va oltre e che comprende la totalità della vita. Contemporaneamente alla libera professione Fronzoni ha insegnato per tanti anni. Dell’insegnamento lui stesso diceva: “Dal 1967, da quando sono stato chiamato nella scuola, ho sempre più coscienza che il vero compito del progettista è di educare, più che di tecnico; il suo vero fine non è di creare una città, ma di educare a costruire la città, la città come forma sensibile della civiltà. Dal 1982 Fronzoni decise di fondare una sua scuola a Milano, che fu attiva fino al 2001, anno che precede la sua morte. Fronzoni lavorò molti anni nella scuola pubblica (IVC e Umanitaria a Milano, ISA di Monza, ISIA di Urbino, Accademia di comunicazione oltre a svariati corsi in varie parti d’Italia). Nel 1982, con quel importante bagaglio di esperienza, decise di fondare una scuola tutta sua; la sua scuola-bottega.
Qualcuno l’ha definita “una scuola di vita”, Fronzoni amava paragonarla alle botteghe rinascimentali, dove il maestro artigiano insegnava “passando” direttamente i suoi segreti agli allievi perpetrando la cultura del fare.
“Imparare facendo” era il motto preso in prestito da Albers, e il Bauhaus il modello di ispirazione.
Sono stata una sua allieva, dapprima ad un corso professionale ad Ovada nel 1987, ed inseguito alla scuola-bottega a Milano dal 1988 al 1991. In seguito ho sempre mantenuto vivi i contatti con Fronzoni e con la sua insostituibile assistente Myrna Cohen. Frequentare la scuola bottega è stato un privilegio, ho scritto questo libro perché desidero diffondere questa esperienza. Non parlerò del suo intenso lavoro di progettatore, ma essendo stata sua allieva per molti anni parlerò del suo metodo di insegnamento originale ed innovativo, soprattutto valido. È trascorso tanto tempo da allora, ma credo che l’esempio della scuola-bottega di Fronzoni resti una prova dell’esistenza di un luogo, dove imparare non era sinonimo di sofferenza, dove si instaurava un clima ineffabile tale che apprendere era una conseguenza naturale. Le esortazioni che ricevevamo, non erano circoscritte al campo della grafica o del design, ma andavano ben oltre. L’ obiettivo a cui Fronzoni mirava, era quello di creare in noi curiosità e stimoli tali da indurci ad aspirare ad una qualità di vita più ampia e meno banale. Fronzoni affermava che la scuola è il seme delle società democratiche e che da essa bisognava partire per “correggere” il mondo. La piccola scuola di Fronzoni, secondo me, è un modello cui riferirsi soprattutto oggi che le scuole italiane mancano del rapporto diretto col “fare” concreto, la scuola-bottega è un prototipo vitale a cui ispirarsi ed è per questo che ho scritto questo libro. Oggi è l’8 febbraio 2013 sono trascorsi 11 anni dal giorno della sua morte, ma il desiderio di far conoscere il suo metodo di insegnamento continua.
Ester Manitto
Seconda edizione ampliata
autrice: Ester Manitto
anno: 2017

testi: Enrico D. Bona, Marina Cinieri, Elena Fronzoni, Ester Manitto, Gabriele Oropallo, Claudio Silvestrin.
fotografie: Fabrizio Cicconi, Alessandro Fornili, Giuliano Grossi, Armin Linke, Stefano Malobbia.
curatore: Mario Muda
grafica e direzione artistica: Artiva Design / www.artiva.it
stampa: Nava Press Milano / www.navapress.com
lingua: ogni libro è scritto sia in italiano sia in inglese
traduzioni: Andrea Jones, Francesca Emily Amato
pagine totali in italiano: 77
pagine totali con immagini: 36
pagine totali in inglese: 77
illustrazioni e fotografie: bianco e nero
formato: 20×22 cm.
codice ISBN: 979-12-200-0934-8
costo: € 35,00 + spese di spedizione

 

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“… MONTI, SORGENTI dall’ ACQUE… addio.”, personale di Franco Bianchetti a al Monastero di Santa Maria del lavello di Calolziocorte

November 3, 2017 Leave a comment

Cartolina_Bianchetti

Questa folgorante visione di “monti, sorgenti… elevati al cielo” rende viva e presente l’esperienza di ciò che sentiamo e nominiamo “natura”. Natura, paesaggio degli a etti, ispirazione dell’anima, spazio attraversato da forze che incessantemente mutano le forme: una metamorfosi capace di trasfi gurare opachi ed aspri monti in movimento, atto sorgivo e luminoso.

È un artista contemporaneo colui che ci suggestiona con questa personalissima riflessione sull’acqua: elemento vitale così intimamente correlato con il sito dell’antico monastero del Lavello. È l’acqua di “quel ramo del lago di Como…” in cui il Manzoni fa muovere i primi passi ai protagonisti del proprio capolavoro, è l’acqua dell’immutabile placido scorrere del vicino fiume Adda, è l’acqua dei lavacri rituali che caratterizzavano il primitivo santuario. Vetro e pittura cantano tra le forze della natura il primordiale degli elementi: quelle acque su cui aleggiava lo Spirito di Dio…

Inaugurazione 4 novembre, ore 16
segue momento conviviale

Monastero di Santa Maria del Lavello – Calolziocorte (Lc)

5 novembre – 10 dicembre 2017

da lunedì a venerdì 10–12 / 16–18

sabato e domenica 10–12 / 15–18

Tutte le domeniche alle 16 visita guidata al complesso monumentale e alla mostra

Inaugurazione 4 novembre, ore 16

segue momento conviviale

11 novembre, ore 17

Performance musicale di Adelio Leoni e Roger Rota