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Archive for the ‘Performance’ Category

Sakir Gökcebag, installazione realizzata con carta igienica

April 8, 2013 Leave a comment

Sakir

L’arte, si sa, è soggettiva; può quindi non piacere a tutti ed inoltre le opere risultano spesso incomprensibili. Chissà che cosa è passato per la testa all’artista Sakir Gökcebag che, per la sua installazione, ha avuto la brillante idea di usare la carta igienica.

Fonte: Tasc

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Mehdi Georges Lahlou, l’uomo dai tacchi rossi

February 4, 2013 Leave a comment

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Nelle sue creazioni, il fotografo pittore Medhi Georges Lahlou prova a rispondere alle tante proibizioni del sesso e della religione, con humor e leggerezza. Zoom su di un artista che fa dell’ambiguità il suo marchio di fabbrica.
Lahlou ha preso l’abitudine di percorrere decine di kilometri sui suoi tacchi a spillo rosso fuoco ; qualcuno potrà pensare che sia una forma di provocazione o di eccentricità ma in realtà è un suo puro divertissement. Questo giovane artista, che presenterà i suoi lavori quest’anno al DabaMaroc (una stagione artistica dedicata all’arte contemporanea marocchina a Bruxell), si serve delle sue prestazioni per regalare al suo pubblico un universo meraviglioso e spostato. E piace. Nato da una madre spagnola cattolica e da un padre marocchino musulmano, trascorre la sua infanzia tra il Marocco (Casablanca) e la Francia. Diplomato alla scuola regionale di Belle Arti a Nantes prosegue i suoi studi al St. Joost Accademy di Breda, in Olanda, confrontando con il suo lavoro i paradossi quotidiani delle sue due culture, arabo-musulmana e giudeo-cristiana. Una sintesi che vuole perseguire senza affronti. ”Raccolgo delle immagini opposte che, alla fine, non lo sono. Ma capisco l’incomprensione delle immagini nuove“. Le sue immagini sono provocanti. Prima dei ”Tacchi di Allah“, ha messo in scena nel ”Cocktail o autoritratto in società“, alcune scarpe con tacco a spillo, di un rosso vivissimo, sexy e diaboliche, nel bel mezzo di un tappeto da preghiera davanti al quale si allineano diverse scarpe maschili. In altre rappresentazioni l’artista si denuda o si traveste, servendosi del suo corpoper costruire un ponte tra due estetiche precise. ” Il mio lavoro è autobiografico e parla di me“.Lui è il personaggio principale delle sue creazioni e non esita a mettersi in scena con modalità burlesche e ironiche. In una frase Mehdi respinge i suoi limiti, brucia e trasforma le frontiere culturali, identitarie e religiose per ricreare il suo mondo, decostruendo clichès e tradizioni, decomponendo la sua identità, multipla. Con le sue danzatrice del ventre si traveste e rivisitala mascolinità nel mondo arabo ma il pubblico non è mai sicuro che si tratti di un affronto. Il suo segreto ? L’ambiguità. È la base e la forza del suo lavoro prorompente; è quella che crea tensioni nel pubblico, che scava nei diversi sentimenti personali. Questa ambiguità diventa la sua linea di difesa contro le eventuali controversie; il ridicolo e l’humor sono presenti per consolare i  sentimenti che deragliano. Se le sue creazioni portano il pubblico a farsi domande, l’artista rifiuta l’idea di veicolare un messaggio qualunquista. È nell’immaginario e nella meraviglia che desidera restare; ”Nulla è reale, tutto è immaginario“, questo il suo karma. Il risultato del suo lavoro spinge inevitabilmente a farsi delle domande senza risposte. Ognuno ha la sua interpretazione. Ad oggi Medhi ha esposto principalmente in Europa e dichiara: ”Non espongo le stesse cose in Marocco; le culture sono differenti e le immagini non hanno la stessa storia“. Già, la prova provata, una delle sue opere che rappresenta il suo corpo nudo su cui appaiono versetti del Corano ha creato una feroce polemica durante il Marrakech Art Fair del 2011. Questo lavoro, pubblicato su Internet, non doveva essere esposto in Marocco perchè, secondo Mehdi, l’artista può zommare su dei temi delicati come la sessualità, l’omosessualità o la religione, ma deve farlo diversificando in funzione del luogo dove saranno esposti i lavori. ”Non sono qui per criticare o per essere irrispettoso; prima di iniziare un lavoro devo sapere dove esporrò e non procedo nello stesso modo se preparo una esposizione in Marocco o in Europa ». Un rispetto profondo dunque che contraddice la sua personale storia, i suoi lavori e le sue peculiarità, che tracciano visivamente un percorso di vita in bilico tra due culture e due religioni contrapposte al suo essere artista controcorrente, che hanno però forgiato in lui l’espressione più vera delle abusate paroleRispetto dell’Altro, qualsiasi Altro sia.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

“Guerrilla knitting”, colore in ambiti urbani da Magda Sayeg

March 9, 2012 Leave a comment

Uno bell’esempio di Guerrilla knitting realizzato a Sydney da Magda Sayeg (tra l’altro la home del suo sito è veramente ipnotica). La foto è sicuramente ritoccata, ma l’idea di portare del colore in ambiti urbani di per se anonimi è interessante e permette varie applicazioni nelle nostre città.

Fonte: Linea Di Sezione

Frank Buckley, casa in banconote espressione della recessione

January 31, 2012 Leave a comment

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Avete mai immaginato di poter prendere un pezzo della vostra parete per andare a fare dello shopping? Beh, sinceramente non credo, a meno che le vostre pareti non siano un ammasso di soldi.
Ebbene si, c’è chi questo oltre a pensarlo l’ha fatto, costruendo così una “casa di soldi”, dove le mattonelle sono degli ammassi da 40/50 mila dollari ciascuna.
Parliamo dell’artista Frank Buckley che ha costruito la sua casa usando delle banconote vere, ma dismesse dalla Central Bank of Ireland, che gli ha fornito un intero container pieno zeppo di banconote.
La casa, ora abitata dall’artista, non ha un look che è dei migliori ed è caratterizzata soltanto da tre stanze; nonostante questo, il suo valore è di 1,4 miliardi di dollari.
Buckley, intervistato dopo la creazione della sua nuova opera, ha fatto sapere che con questo ha voluto raccontare la crisi immobiliare e finanziaria del suo Paese.

Fonte: GoLook.it

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Ted Prize Wish, l’arte può cambiare il mondo?

November 7, 2011 Leave a comment

Forse non lo sapete, ma il TED (di cui vi ho ampiamente parlato negli ultimi mesi) prevede anche un premio annuale di 100.000 $ che devono essere devoluti in beneficienza. Il vincitore poi è chiamato a tenere un discorso chiamato TED Prize Wish nel quale si deve proporre un modo per cambiare il mondo. Quest’anno ha vinto un artista di strada, JR, e la domanda da cui è partito per il suo discorso è “Could art change the world?” (L’arte potrebbe cambiare il mondo?)
Lo so, vi ho abituati diversamente. Di solito vi metto subito il video con qualche riga di spiegazione e lascio che il resto lo faccia il discorso della persona che si trova sul palco del TED. Questa volta però vorrei spendere due parole perchè penso sia importante capire quello di cui parla JR nel video. Naturalmente se preferite sentirlo direttamente dalle sue parole, potete saltare lo scritto e andare subito al filmato.

JR

JR è un artista di strada francese che ha cominciato a 15 anni facendo graffiti per le strade e sui tetti di Parigi. Un giorno trovò una macchina fotografica e decise di fotografare i suoi amici durante questi atti vandalici per poi stampare le foto e attaccarle ovunque in quella che viene chiamata street exhibition.
La vera svolta però si ha nel 2004, 4 anni dopo i primi lavori di meta-arte, in seguito ad alcune rivolte nella periferia di Parigi. Gli amici di JR in quell’occasione vengono dipinti come mostri a causa dei disordini e quindi lui decide di andare a fotografarli facendogli fare espressioni che i mostri li richiamavano davvero. Ha stampato queste foto con una grandezza di 6×8 metri e ha deciso di incollarli sui muri della Cité des Bosquets (Montfermeil, France). Ebbe così tanto successo con questi poster che vennero trasferiti davanti al municipio in modo che tutti potessero vederli.

L’arte di JR ha capito che poteva tirare fuori l’arte dai posti più improbabili grazie a qualche fotografia, un po’ di carta e della colla vinilica.
Non voglio anticiparvi quali lavori ha fatto e quale sia la portata dei risultati ottenuti, ma sappiate che se si fa chiamare JR è perchè qualche nemico se l’è fatto e quindi il suo nome per intero rimane un segreto. Tra le altre cose con il suo progetto d’arte è diventato un ospite indesiderato in molti Stati.

Il discorso di Ted

Dopo avervi raccontato in sintesi la vita artistica di JR, posso finalmente lasciarvi al video che illustra come l’arte possa cambiare il mondo e come quella dell’artista francese lo stia già facendo.

E ora, dopo aver seguito tutto il discorso, pensate anche voi che l’arte possa cambiare il mondo? Pensate che il desiderio che JR esprime alla fine possa avverarsi?
Se i lavori di JR vi hanno appassionato, vi invito a visitare il suo sito web, dove trovate anche i riferimenti ai progetti in corso e i contatti nel caso decidiate anche voi di avviare il vostro progetto.

Fonte: Skimbu


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Markos Aristides Kern

November 2, 2011 Leave a comment

Markos Aristides Kern è uno dei più famosi artisti visuali in circolazione; in questo filmato ecco parte dello show che ha realizzato sulla facciata della Pinacoteca di Monaco di Baviera.
In giro per la rete trovate anche altro materiale, ma già questo video rende l’idea del suo eccezionale lavoro.

Fonte: Linea Di Sezione

Textile Field, installazione al Victoria & Albert Museum

October 5, 2011 Leave a comment

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In occasione dello scorso London Design Festival i designer Ronan Bouroullec e Erwan Bouroullec in collaborazione con la compagnia tessile Kvadrat hanno dato vita a questa installazione al Victoria & Albert Museum.
Textile Field è un rettangolo di 30×8 metri che riveste il pavimento della famosa Raphael Cartoons Gallery.
L’idea è quella di vivere gli spazi museali in maniera più informale e rilassata, per questo è stato creato questo “campo” dove i visitatori possono camminare, sedersi o perfino sdraiarcisi sopra; rimanendo immersi nell’atmosfera suggestiva del museo.

Fonte: Linea Di Sezione