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Archive for April 29, 2011

“La città” di Konstantinos Petrou Kavafis

La città

Hai detto: per altre terre andrò, per altro mare.

Altra città, più amabile di questa, dove

Ogni mio sforzo e’ votato al fallimento

Dove il mio cuore come un morto sta sepolto

Ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?

Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,

della mia vita consumata qui, non vedo

che nere macerie e solitudine e rovina.

Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.

La città ti verra’ dietro. Andrai vagando

Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.

Imbiancherai in queste stesse case. Sempre

Farai capo a questa città. Altrove, non sperare,

non c’e’ nave, non c’e’ strada per te.

Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto

Tu l’hai sciupata su tutta la terra.

(Konstantinos Kavafis)

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Mortal Kombat – Legacy: Ep. 2 – Jax, Sonya and Kano (Part 2)

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Intervista di Alessia Mocci a Filomena Cecere ed alla sua trilogia fantasy

La trilogia fantasy dell’autrice Filomena Cecere è composta da “I cavalieri di Elidar”, “Il sacro Diaspro” e “Il pugnale di ghiaccio”. La casa editrice è la Ego Edizioni e tutto ha avuto inizio nel 2008. Filomena ha iniziato per caso, nella sua testa ha sempre avuto molta immaginazione ma non aveva mai preso in considerazione la possibilità della scrittura, così iniziando con delle immagini ed un breve racconto ha dato vita ad una trilogia che sin dal primo volume è stata gradita dai lettori.
Filomena è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla creazione dei suoi romanzi e sulle novità della sua carriera.

A.M.: Com’è nato il tuo amore per il fantasy? Pensi di averlo sempre avuto anche da bambina?

Filomena Cecere: Da piccolissima, cinque o sei anni, ero affascinata da “Alice nel paese delle meraviglie”. A dieci leggevo, anzi no divoravo i romanzi fantastici di Jules Verne. Nei primissimi anni ottanta amavo immergermi nelle letture fantascientifiche, in particolare i racconti che avevano come protagonisti i cyborg, il cosiddetto filone cyberpunk. Ma il romanzo “La storia infinita” di Michael Ende ha consacrato la mia passione. Da allora il mondo del fantastico non mi ha più abbandonata. Sono stata un’accanita lettrice di questo genere e lo sono tutt’ora. La scrittura è venuta molto più tardi ed in maniera casuale. Credevo di scrivere un breve racconto che da troppo tempo mi passava per la mente, invece è nata la trilogia di Elidar.

A.M.: Secondo te perché da adulti non si perde l’interesse verso il mistero e il fantasioso?

Filomena Cerere: L’uomo è sempre stato attratto dal mistero e dal fantastico. Ha sempre immaginato altri mondi con eroi e creature mostruose. Per rendersene conto basta studiare l’animismo o il magismo degli uomini primitivi, pratiche di culto ancora presenti. Oppure leggere gli antichi miti egizi con racconti particolari sul viaggio per l’aldilà e la vita dopo la morte. La mitologia greco-romana poi ci offre mondi affascinanti e leggende ricche di avventure. Senza parlare delle teorie sugli ufo. Questi solo pochissimi esempi di come l’uomo ha sempre sognato altre dimensioni. Forse perché è alla continua ricerca di ciò che non riesce a percepire con i soli sensi.

A.M.: La tua trilogia ha visto in tre anni la sua conclusione. Hai iniziato nel 2008 con “I cavalieri di Elidar”, seguito nel 2009 con “Il sacro Diaspro” e quest’anno “Il pugnale di ghiaccio”. Quale dei tre pensi sia il libro più accattivante per un lettore? E per te?

Filomena Cecere: La trilogia di Elidar, edita da Ego Edizioni, fa parte del genere high fantasy o fantasy classico. È una storia crescente, nel senso che narra le vicende di due bambini ne “I cavalieri di Elidar”, che diventano adolescenti ne “Il sacro diaspro” e giovani adulti ne “Il pugnale di ghiaccio”. Così come cresce l’intreccio narrativo e le metafore inerenti alle problematiche legate alle diverse età. Più fiabeschi i primi due, più ricco di azioni l’ultimo. Dipende quindi dal gusto personale e dall’età del lettore. Personalmente sono affezionata a tutti i tre. Ho visto crescere i protagonisti, li ho visti soffrire ed innamorarsi. Mi hanno narrato le loro vite. Ma sicuramente, almeno per i miei gusti, il più accattivante è “Il pugnale di ghiaccio”.

A.M.: Com’è la città di Elidar? Ti sei ispirata a qualche città o idea di architettura esistente?

Filomena Cecere: Come dicevo la trilogia è un fantasy classico quindi per la città bianca di Elidar mi sono ispirata alle architetture medioevali, come richiede questo genere. Per l’ambientazione invece, la costa ed i laghi costieri, il mare, le isole, i monti, l’ispirazione è venuta dai luoghi in cui abito. La pianura e l’Arcipelago Pontino, i Monti Lepini ed i giardini di Ninfa. Persino la palude ha fornito l’immagine ideale per un momento della storia. Una curiosità per i lettori: il fiume Anìtal che spesso ricorre nel racconto e il nome al contrario della città in cui vivo, Latina.

A.M.: In “Il sacro Diaspro” hai curato la copertina e le illustrazioni, avevi il desiderio di creare le immagini che le tue parole descrivevano?

Filomena Cecere: Per “Il sacro diaspro” come per “Il pugnale di ghiaccio” disegnare le illustrazioni è stato un lavoro in parallelo con la scrittura. Quando sogno o racconto la storia a me stessa, prima di scriverla, immagino i luoghi, i personaggi, le azioni. Realizzare a matita o ad acquerello quelle scene è una naturale evoluzione che mi aiuta ad entrare ancor di più nelle vicende che narro.

A.M.: Se potessi entrare all’interno della tua trilogia, quale tra i personaggi saresti? Quale pensi sia maggiormente somigliante alla tua persona?

Filomena Cecere: Mi diverto spesso a creare il background di un personaggio, descrivendolo a livello caratteriale come qualche amico o conoscente. Ma non ho mai pensato di farlo somigliante a me. Solo a lavoro ultimato mi rendo conto che alcuni di loro hanno mie caratteristiche. Orian, uno dei fratelli, ha un grande senso di protezione nei confronti di sua sorella; Ein è un’elfa affettuosa, ma sa anche essere dura all’occorrenza; Irèa la sacerdotessa ha un forte senso della spiritualità; Tenebra, la strega, l’eterna nemica, è una donna caparbia. Non ritengo necessario far somigliare a me i personaggi, è qualcosa che a volte nasce spontaneamente.

A.M.: Con “Il pugnale di ghiaccio” concludi, è stato facile il pensiero di abbandonare i tuoi personaggi e la tua città?

Filomena Cecere: Non è mai facile lasciare andare una storia e considerarla conclusa, specialmente se si è prolungata per tre volumi. Devi sapere che in questi anni Elidar mi ha talmente coinvolta che spesso sognavo vicende e battaglie, intrighi e nuovi personaggi. Poi una volta sveglia trascrivevo tutto in un block notes. Molti capitoli sono nati così. Quando ho finito di scrivere il terzo volume sono terminati anche i sogni. Ad essere sincera mi mancano.

A.M.: Ci puoi dire di cosa ti stai occupando e qualcosa sui prossimi fantasy che hai intenzione di pubblicare?

Filomena Cecere: Mi sto occupando della promozione di un Istantaneo fantasy “La tredicesima costellazione”, edito dalla casa editrice GDS. Un racconto particolare sulle teorie bizzarre del gesuita Athanasius Kircher, vissuto nel 1600. E di “Ritratti di Sangue”, altro Istantaneo ma di genere noir, sempre edito da GDS. Entro l’anno la stessa casa editrice pubblicherà un volume new ghotic: “Le streghe della Palude”. Quattro racconti nati dai miei incubi. Sto lavorando ad alcuni racconti per antologie ed ad un nuovo romanzo new ghotic con contaminazioni urban fantasy, ma è ancora troppo presto per parlarne, posso solo dire che si tratta di un’ambientazione dark in una Roma moderna.

Vi lascio la pagina facebook di Filomena Cecere per seguire online le novità sulle sue pubblicazioni:
http://www.facebook.com/?ref=logo#!/filomenacecere?ref=ts

Fonte: Oubliettemagazine

[REC] Genesis – La sposa insanguinata

April 29, 2011 Leave a comment

Ritorna il successo dei registi Paco Plaza e Jaume Balagueró, nel terzo capitolo dell’horror REC. La Filmax, già casa di produzione dei primi due film, ha dato il via alle riprese lo scorso 4 aprile, ma non ci sono previsioni per quanto riguarda l’uscita nelle sale cinematografiche. Il sito ufficiale della pellicola non ci rivela nulla a parte il link alla pagina ufficiale di Facebook.

[REC] Genesis, diretto da Paco Plaza, è il prequel della storia dell’infezione che trasforma le persone in zombie, ambientata questa volta molto lontano dal condominio spagnolo ma con il medesimo senso claustrofobico in linea con i primi due capitoli, e in parte girato alla luce del giorno, fattore che darà un nuovo stile a questa ennesima corsa per la sopravvivenza.

Nella nuova locandina ritroviamo la protagonista Leticia Dolera che piange sangue in abito bianco, e la frase “Il giorno più felice della mia vita” ci scatena tutta una serie di interrogativi sulla trama, che riprenderà i misteri irrisolti o accennati nei primi due REC per completare la storia dell’intera vicenda. Rumors nel web segnalano che l’incipit del film sarà proprio un matrimonio ma non conviene sperare troppo in un lieto fine… il quarto e ultimo capitolo, [REC] Apocalypse, diretto dal secondo regista Jaume Balagueró è già in fase di pre-produzione.

Fonte: Noisymag

“La bottega del caffè” di Carlo Goldoni al Teatro San Rocco di Seregno

Si é conclusa ieri sera la stagione 2010-2011 del teatro seregnese con un classico targato Carlo Goldoni.

Una commedia in cui il drammaturgo veneziano è superbo nel mettere in scena un angolo di Venezia dove tre botteghe, “quella di mezzo ad uso di caffè, quella alla dritta, di parrucchiere e barbiere, quella alla sinistra ad uso di giuoco, o sia di biscazza“, diventano il terreno di disputa tra le due parti che animano l’uomo: il vizio e la virtù.
In un continuo susseguirsi di battute, pettegolezzi e misunderstanding si muovono i diversi personaggi, dal caffettiere Ridolfo, anima buona e consigliere di fiducia del giovane Eugenio, emblema, invece, della fragilità e vacuità dell’essere umano, passando per Don Marzio, nobiluomo partenopeo dalla lingua biforcuta e tagliente, interprete negativo, ma non troppo, perchè ci giunge sciocco, quasi buffo con il suo “occhiale indagatore”. Come non rimanere indifferenti alla simpatia e alla giovialità di Trappola, il garzone della bottega che, tra una parlata in dialetto veneziano e un aforisma in latino (non sempre riuscito), smorza e alleggerisce le vicissitudini della vita.

Come oggi, così un tempo, i protagonisti si nascondono dietro una maschera, reale come nel caso di Vittoria, moglie di Eugenio, oppure figurata, come per Flaminio, torinese che si finge nobile o della consorte, Placida, giunta a Venezia sotto le fattezze di una pellegrina.Ecco quindi che la commedia goldoniana ci risulta contemporanea, fatta su misura per calzare le vesti dell’uomo di oggi, in cui vizi e virtù restano sempre gli stessi.

Compagnia del Teatro Carcano fondata da Giulio Bosetti

Direttore artistico Marina Bonfigli
LA BOTTEGA DEL CAFFE’

di Carlo Goldoni
Personaggi Interpreti

Ridolfo, caffettiere Virgilio Zernitz
Don Marzio, gentiluomo napolitano Antonio Salines
Eugenio, mercante Umberto Terruso
Flaminio, sotto il nome di Conte Leandro Francesco Migliaccio
Placida, moglie di Flaminio in abito da pellegrina Marina Bonfigli
Vittoria, moglie di Eugenio Alice Redini
Lisaura, ballerina Valeria Perdonò
Pandolfo, biscazziere Massimo Loreto
Trappola, garzone di Ridolfo Enrico Bonavera
Un garzone del parrucchiere che parla Pompeo Gregori

Fonte: Noisymag


										

Speranze per la serie fantascientifica “Flash Forward”?

“Il 6 ottobre, il pianeta è andato in black-out per due minuti e diciassette secondi, tutto il mondo ha visto il futuro.”

Come incipit di sicuro non c’è male! Lo spettatore si incuriosisce all’istante in quanto l’uomo è sempre alla ricerca di risposte riguardanti il suo futuro. La citazione è stata presa, infatti, dall’intro degli episodi della serie televisiva fantascientifica americana “Flash Forward” che già dal titolo illumina sulla sua tematica.

La nascita di “Flash Forward” risale al 24 settembre 2009 quando per la prima volta la serie è stata trasmessa in Nord America. In Italia è stata trasmessa su Fox dal 5 ottobre 2009 e su Italia 1 dal 1 settembre 2010. Purtroppo però la serie è stata cancellata, cos’è accaduto?

David S. Goyer e Marc Guggenheim sono i creatori e produttori della serie, inizialmente si era parlato di una durata che andava dai tre anni ai sette a seconda dell’entusiasmo del pubblico ma dopo un inizio travolgente già dalla quinta puntata si ha avuto un calo esorbitante che ha prodotto la chiusura prematura della serie ad una sola stagione.

La prima stagione consta di 22 puntate totali, in origine erano 25. Ogni puntata ha la durata di 40/45 minuti. Come interpreti principali troviamo Joseph Fiennes, John Cho, Jack Davenport, Zachary Knighton, Peyton List, Brian F. O’Byrne, Courtney B. Vance, Sonya Walger, Christine Woods, Dominic Monaghan.

Il protagonista della serie è Mark Benford (interpretato da Joseph Fiennes), un agente federale dell’FBI che lavora a Los Angeles. Mark è sposato con Olivia Benford (interpretata da Sonya Walger) e ha una figlia di nome Charlie. Negli ultimi anni è riuscito a non incappare nel suo più grande problema: l’alcool. Infatti Mark ha quasi perso Olivia e la sua Charlie a causa della sua follia per l’alcool. L’agente compagno di Mark è Demetri Noh (interpretato da John Cho). Il 6 ottobre 2009 Mark e Demetri stavano svolgendo una delle loro indagine anti terroristiche quando qualcosa ha fermato tutto il mondo: un black out cerebrale.

Tutti gli abitanti della Terra, a parte pochi che possedevano uno speciale anello, hanno perso coscienza nel medesimo istante per 2 minuti e 17 secondi. In questo arco di tempo la maggior parte della popolazione mondiale ha visto il proprio futuro, ha visto 2 minuti e 17 secondi del 29 aprile 2010, e quindi ha avuto una sorta di premonizione: un flash forward per l’appunto, un salto nel futuro. Non tutti però hanno avuto un flash forward, alcuni non hanno visto niente perché morti prima del 29 aprile e Demetri è uno di questi.

Tutte le 22 puntate sono una ricerca della causa di questo black out che ha ucciso milioni di persone e che ha messo in panico il Mondo ed i governi, nessuno sa nulla. La premonizione di Mark però è illuminante perché ha visto se stesso nel suo ufficio con davanti a se una tabella di foto, eventi, nomi tutti collegati per scoprire una possibile nuova data di un flash forward, tabella che prenderà il nome di “Mosaico”. Dal 6 ottobre Mark si mette a lavoro con la sua unità per ricostruire il Mosaico e per aiutare il suo amico Demetri che rischia di morire. Sono coincidenze che si accavallano, premonizioni in comune con altre persone che aiutano a risolvere piccoli pezzi del puzzle che Mark ricorda del suo flash forward, “ricorda” in quanto nella visione era ubriaco e ciò sconvolge Mark perché ogni giorno lotta per non cadere nell’alcool e per tornare a casa sereno dalla sua famiglia.

“Flash Forward” è un’ottima serie televisiva che ha le carte di regola per continuare, anche perché il finale della prima ed unica serie è abbastanza libero, infatti termina con un altro salto, un salto maggiore però, di anni.

In corso c’è una petizione da parte dei telespettatori che amavano la serie e forse qualcosa si sta muovendo anche da noi in Italia per l’aumento repentino dei fan. Il problema maggiore è stata la pubblicità negativa, infatti “Flash Forward” è stato avvicinato alla serie tv “Lost” e la caduta di spettatori è di sicuro dovuta a questo. Ma le due serie non hanno nulla da spartire, sono tematicamente e strutturalmente diverse. Condividono soltanto alcuni attori ma non credo che questo possa essere un difetto del cast.

Fonte: Oubliettemagazine

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Mostra mercato MADE IN VINTAGE in provincia di Brescia

Fervono i preparativi per la manifestazione che dal 6 all’8 maggio verrà ospitata nella prestigiosa sede dei Musei Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano (BS), in oltre 800 mq di gallerie della splendida costruzione neo-palladiana, sede di collezioni permanenti, tra le quali il Museo della Moda e del Costume, una raccolta di abiti antichi e accessori, diretto da Massimiliano Capella, storico della Moda e del Costume, nonché curatore di tutti gli eventi espostivi realizzati presso i Musei.

Ventuno tra i più importanti vintagisti italiani hanno aderito all’iniziativa, ed esporranno e venderanno una prestigiosa scelta di articoli esclusivamente vintage: abiti, accessori, articoli da viaggio, libri, occhiali, ecc.

Fonte: BlogModa

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“Camminando verso” di Roberto Cuzzillo

CAMMINANDO VERSO di Roberto Cuzzillo – prodotto da Enzimistudio e Sap11

con Anastazija Vidmar, Amel Orucevic, Fiorenza Tessari, Giancarlo Barbero

proiezione 1° maggio ore 18.00 Cinema Massimo, sala 1

all’interno del festival GLBT di Torino – sezione BINARI LUNGOMETRAGGI

In seguito al notevole successo internazionale del primo lungometraggio ‘Senza fine’ (2008, 75′, Col., HD) che ha partecipato a più di trenta festival in tutto il mondo, ricevendo una Menzione Speciale al NEWfest di New York e premi come miglior attrice al Festival LEsgaiMad di Madrid, Gallio Film Festival, Chieti Film Festival e Festival Del Sol delle Canarie, Roberto Cuzzillo torna con una nuova sceneggiatura. Il lungometraggio ‘Camminando verso’ con Anastazija Vidmar, Amel Orucevic, Fiorenza Tessari, Giancarlo Barbero verrà presentato il 1° maggio alle ore 18.00 presso il Cinema Massimo, all’interno del festival GLBT di Torino – sezione BINARI LUNGOMETRAGGI.

È lo stesso Cuzzillo a introdurci il suo nuovo lavoro: “Il progetto nasce dopo aver visitato diverse volte la Bosnia ed essere entrato in contatto con la storia di questo Paese, profondamente colpito dal conflitto bellico. Attraverso l’amore tra le due protagoniste e il passato di una di loro, ho cercato di ricordare cosa è successo nell’’Ex Jugoslavia, raccontando ciò che la guerra ha lasciato in eredità alle vittime e agli stessi carnefici…entrambi vittime della guerra”.

SINOSSI

Nello sguardo di Emina si scorge un’ombra che nasconde un oscuro segreto del passato, ma che ancora incupisce il suo spirito e le conferisce un alone di ambiguità del quale Antonia viene irrimediabilmente attratta. Antonia e Emina vorrebbero amarsi fino in fondo, ma la vita porterà quest’ultima a scontrarsi con un misterioso uomo bosniaco che la costringerà a fare i conti con ciò che le sembra impossibile lasciarsi alle spalle.

L’Associazione Enzimistudio nasce nel 2005 come centro creativo realizzando prodotti audiovisivi che hanno come obiettivo quello di realizzare e diffondere cortometraggi, documentari e lungometraggi prodotti dalla Associazione stessa. I lavori sono realizzati da Roberto Cuzzillo, presidente dell’Enzimistudio.

Sap 11 si occupa di sviluppo, produzione e distribuzione cinematografica, con particolare attenzione a film europei di interesse culturale. Ha distribuito ‘Le Grand Role’, ‘Odgorbadogroba’ e prossimamente ‘Sztuczki’ con 9 nomination e 17 premi nei festival internazionali. Ha recentemente acquisito il service torinese Torinoset.com

Il primo lungometraggio di Roberto Cuzzillo continua a circuitare nei festival. ‘Senza fine’ è stato sostenuto dall’Unione Europea – Azione 1.3 “Iniziative Giovani” e con il supporto dell’Ufficio Scambi Internazionali – Settore Politiche Giovanili – Città di Torino. Inoltre si appoggia per l’estero a importanti realtà nel settore vendita quali Pro fun media per la Germania, la Svizzera tedesca, l’Austria, il Lichtenstein e il Lussemburgo e BQHL per la Francia, il Belgio e la Svizzera francese.

regia: Roberto Cuzzillo

sceneggiatura: Carla Scicchitano

fotografia: Alessandro Giverso

musica: Fabio Viana

interpreti: Anastazija Vidmar, Fiorenza Tessari, Amel Orucevic, Carlo Barbero