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Archive for April 26, 2011

“Brame” di Kostantinos Petrou Kavafis

 – Brame

Corpi belli di morti, che vecchiezza non colse:
li chusero, con lacrime, in mausolei preziosi,
con gelsomini ai piedi e al capo rose.
Tali sono le brame che trascorsero
inadempiute, senza voluttuose
notti, senza mattini luminosi.

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“Con gli occhi dell’assassino”, Guillermo Del Toro racconta

April 26, 2011 Leave a comment

CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO è molto più che una riunione familiare tra quelli di noi che hanno collaborato a “The Orphanage”. Molto di più. CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO, secondo me, è un vero e proprio miracolo. Il tema centrale del film è allo stesso tempo profondamente classico e anche profondamente innovativo. Un perverso e ingegnoso mix tra la tesi di Borges, il thriller di Hitchcock e il Giallo all’italiana. Carico di emozione, sensibilità e di uno stile impeccabile, il film appartiene al suo regista, ai suoi sceneggiatori e alla sua eroina, ma è stato confezionato con amore anche da tutti noi.

Parafrasando Shakespeare, in maniera del tutto assurda: “Vedere o non vedere, questo è il problema.” Julia vive una transizione verso l’oscurità, che la obbliga a confrontarsi con i suoi limiti e i suoi desideri. In un modo meravigliosamente chiaro, il personaggio comprende che ciò che stava veramente cercando non era la sua vista, ma un modo per vedere. L’atto meccanico del “vedere” non è il vero miracolo. Il miracolo è sapere come guardare. Come regista cinematografico, Guillem Morales possiede una comprensione innata della difficile situazione vissuta dalla sua protagonista.

E’ la seconda volta che presento un film, e sono estremamente orgoglioso di far parte di questa bellissima storia. La narrazione attenta e i colpi di scena inaspettati della sceneggiatura hanno reso questo film un’avventura perfetta in cui cimentarsi ancora una volta assieme a Rodar y Rodar, e da presentare dopo “The Orphanage.” La mia affiliazione con Rodar y Rodar ha sempre portato dei risultati eccellenti, e, assieme, abbiamo cercato il miglior modo di rendere giustizia alle doti di un’attrice come Belén e a un regista pieno di forza e di idee come Guillem Morales. Con questo film, il secondo che sostengo, Morales rivelerà il suo vero potenziale e le sue possibilità.

26° Torino GLBT Film Festival, la voce di Noemi apre il Festival

Giovedì 28 aprile, alla sala 6 dell’UCI Cinemas Lingotto alle ore 21, si terrà la cerimonia di inaugurazione del Festival 2011.

Madrina della serata, la cantante Noemi che eseguirà live alcuni dei suoi maggiori successi, tratti anche dal suo nuovo album RossoNoemi.
Così commenta la sua partecipazione la cantante romana, non a caso laureata in Storia del Cinema con un tesi dal titolo Un corpo per Roger Rabbit:

«Il cinema è una delle mie grandi passioni, capace di veicolare i sentimenti e le idee più disparate, come la musica, immediato ed irresistibile, in grado di annullare distanze e differenze se trainato da una grande passione. Lo spirito con cui ho accettato l’invito al Festival è proprio questo: la passione. Quando salgo sul palco lo faccio sempre come se fosse l’ultima volta, ho un grande rispetto per chi mi segue e ci tengo a dare tutta me stessa a chi mi ascolta.
Come la musica, che per me è una forma di espressione molto naturale, riesco a tirare fuori le mie energie, i miei pensieri, e buttarli fuori è molto liberatorio. Nelle mie canzoni, che le scriva io o no, c’è sempre un pezzo di me, trovo che sia importante per arrivare a chi ti ascolta in maniera diretta. Per me è quasi una terapia!
Sarò all’inaugurazione del Torino GLBT Film Festival perché quando penso alle persone che mi ascoltano non mi capita mai di dividerle per categorie. Vedo solo degli esseri umani che mi capiscono e con cui sono in empatia, a prescindere dai loro gusti sessuali, mi sembrerebbe anacronistico. Alla fine sono delle differenze superate da un pezzo!».

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“Misteri per orchestra”, il nuovo libro di Filippo Facci

Filippo Facci potrebbe anche fare un altro lavoro. Il giornalista, noto come polemista politico, ha in uscita proprio in questi giorni un libro edito da Mondadori intitolato Misteri per orchestra. Un’inchiesta nel passato di cinque grandi compositori condotta con appassionata precisione, con un grande amore per i dettagli, per l’enumerazione di fatti ed episodi e per la materia che consentono al lettore di rispondere ai cinque quesiti che diventano i titoli di altrettanti capitoli. Che cosa uccise Cajkovskij?, I Wagner erano nazisti? La morte di Mozart è davvero un mistero? Perché Rossini sparì? Chi era Nicolò Paganini? Questo libro dovrebbe essere letto sia dagli amanti della musica classica, sia da coloro i quali non abbiano molta dimestichezza con la materia. I primi godranno delle risposte che forse hanno sempre cercato nelle biografie sui cinque compositori che, in un modo o in un altro hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della musica classica. Qualcuno avrà delle conferme sui propri sospetti, altri rimarranno stupiti. Chi invece non ha molta passione per questo genere di musica, comunque apprezzerà il libro poiché l’autore riesce a incollare il lettore al testo dall’inizio alla fine. Non ci si scolla proprio e lo si divora poiché Facci riesce prima a catturare l’attenzione del lettore, poi a inchiodarlo fino alla fine della storia del musicista in questione chiudendo i capitoli con le risposte ai quesiti. Cosa, peraltro strana, in una società come la nostra dove le domande si sprecano, ma le risposte tardano sempre ad arrivare aggrovigliandosi alla fine in complottismi fini a loro stessi. Dove trasmissioni come Voyager o Misteri, lanciano inquietanti quesiti ispirandosi probabilmente a telefilm del passato come Ai confini della realtà, senza poi arrivare a un punto fermo. Non solo: la scrittura di Facci è peraltro, dannatamente sincopata, seducente, appassionata, frutto di anni e anni di studio e ascolto. Sì, Filippo Facci dovrebbe fare un altro lavoro. Dovrebbe condurre una trasmissione raccontata nello stesso modo sulla musica classica – magari su La7 o Raicinque -. Lo farebbe con parole che non lascerebbero scampo. E forse la gente tornerebbe ad ascoltare questo genere di musica, piuttosto che farsi inquinare le orecchie da musichette passeggere e “unz unz” di vario tipo che, come i propri esecutori, non lasceranno traccia nella storia. Perché se è vero che Cajkovskij, Wagner, Mozart, Paganini, Rossini vengono descritti come novelli rockstar, affetti anche da vizi, eccessi, malattie veneree e mortali, è anche vero che l’autore ci ricorda in maniera non pedante, che questi personaggi avevano una cosa di cui spesso si parla ma che ormai è codificato come ogni prodotto al consumo: il talento.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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MIT, finestre fotovoltaiche come pannelli solari

La nuova tecnologia del MIT (Massachusetts Institute of Technology) potrebbe rivoluzionare la cattura dell’energia solare, consentendo alle finestre di un edificio di produrre energia, entro il prossimo decennio. I due ricercatori del MIT Richard Lunt (che tiene tra le dita, il prototipo di cella solare trasparente, nella foto), e Vladimir Bulovic, hanno ideato una cella fotovoltaica perfettamente trasparente, a base di molecole organiche, che sfrutta l’energia della luce a infrarossi. Applicata sulla lastra di vetro di una finestra standard, anche esistente, potrebbe fornire elettricità. L’idea di produrre energia elettrica da una superficie vetrata non è nuova, ma contrariamente ai precedenti tentativi che non hanno avuto gran seguito, per la non totale trasparenza, e per la mancanza d’efficienza (meno di 1% della radiazione solare è convertita in elettricità), questa nuova scoperta promette una perfetta trasparenza e un’efficienza a breve del 12%. Secondo Bulovic “Il costo potrebbe essere notevolmente inferiore agli impianti solari attuali”.

Fonte: Futurix

Fraunhofer Institute, nastro indicatore di freschezza degli alimenti

Non sempre si può vedere se il pesce e la carne confezionati, che compriamo al supermercato sono ancora freschi, e la data di scadenza del prodotto è solo indicativa. Inutile dire che la stima non tiene conto d’eventuali interruzioni accidentali della catena del freddo, anche per poche ore! Il tedesco Fraunhofer Institute, uno dei più attivi ed avanzati centri di ricerca, ha sviluppato un nastro di plastica, a basso costo, che cambia colore alla presenza di cibo marcio. Il nastro applicato nella parte interna del packaging alimentare, sarà in grado di monitorare le amine biogene (composti volatili) prodotte dalla decomposizione di carne o pesce, modificando il colore del nastro, dal giallo al blu.

Fonte: Futurix

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“Lucerna di versi” di Giuseppe Colapietro

Recensione a “Lucerna di versi” di Giuseppe Colapietro

a cura di Marzia Carocci

La poesia di Giuseppe Colapietro è una luce nel buio, la stessa luce che lui stesso ha menzionato nel titolo “lucerna di versi”, così, come per illuminare quell’interiorità che cerca chiarore e risposte, quell’introspezione umana che nella conca dell’anima vive e genera interrogativi e dubbi.

L’autore ci propone musica di parole e ritmo verbale grazie alla conoscenza della tecnica poetica ch’egli possiede, ogni suo verso ,ogni sua riflessione, diventa riverbero dell’uomo che cerca e che concentra la propria attenzione al mondo circostante, quel mondo fatto di gioie, di angosce, di timori e quesiti continui sul senso del tempo che con il suo fluire ci lascia spesso senza risposte.

L’amore e l’intensità che Colapietro esprime nel descrivere l’emozione ch’egli prova per la natura intorno a lui, ci fa quasi sentire l’olezzo dei fiori, il rumore del vento e il fruscio delle foglie sui rami.

Con le parole ne fa ritratto d’autore, rendendo le immagini particolarmente visive e mai statiche.

Poesie senza retorica ne uso di idiomi obsoleti, un viaggio emozionale che passo dopo passo ci fa vedere quel chiarore che la sua “lucerna” proietta, quella luce che è fatta di canto, di constatazioni di voli e sogni.

Da “visione onirica”

C’è un chiarore oltre il fiume,

la stella del Dio obliato

che soltanto quel vecchio sa vedere

come faro finale del suo viaggio…

Di nuovo quel chiarore, in questo caso simbiosi di speranza, di seguito, di certo; quella luce di eterno in fondo al viaggio terreno, quell’ albore, diventa aspettativa dell’uomo, che fragile e umano attende.

Fra ricordi, radici mai dimenticate, affetti accarezzati e onirici sogni, il poeta ci porterà nel suo mondo dove ogni uomo potrà riflettersi, e riconoscersi, perché Giuseppe Colapietro ci parla di vita, dei desideri e riflessi di luce , quella luce dove ogni essere umano si prona ogni giorno, quella luce che si chiama incanto di vita.

Marzia Carroci: apollinaire.mc@libero.it

Fonte: Oubliettemagazine

Marocco, gli Islamisti, i Liberal e i Comunisti

April 26, 2011 Leave a comment

Dopo neppure una settimana di libertà, l’ex detenuto della Salafya, Mohamed Fizazi, ha suscitato la collera dei giovani del Movimento 20 Febbraio, a causa delle sue dichiarazioni qualificate “esclusioniste”. Su Internet e durante le manifestazioni del 20 febbraio e del 20 marzo, il Movimento aveva chiesto la liberazione di tutti i prigionieri “politici”. Oggi, l’appello di Fizazi al Movimento “per sbarazzarsi degli atei presenti nei suoi ranghi” ha creato un moto di rivolta tra i giovani. Dopo 8 anni passati in prigione con accusa di terrorismo, lo sceicco, volutamente, ha gettato una pietra nel mare idealista del movimento liberale. “Ho appena lasciato la prigione. Io non conosco un solo miscredente nè un eretico dentro al Movimento del 20 Febbraio. In realtà pero’ ho saputo che alcuni membri di questo movimento, nobile e integrato, desiderano la rottura del digiuno durante il Ramadan in pieno giorno. Noi rifiutiamo categoricamente questo. Tutti i marocchini musulmani e anche gli ebrei lo rifiutano. Si tratta di un attentato all’identità marocchina e un attentato a una delle costanti della Nazione. L’identità musulmana del Marocco è una linea rossa. Se fosse vero che ci sono delle persone simili all’interno del Movimento 20 Febbraio bisogna combatterle. Tutto quello che si rapporta al pensiero deve essere trattato con il dialogo e con il pensiero”. Questo il comunicato stampa lanciato dallo sceicco Fizazi durante una conferenza stampa organizzata martedi’ scorso a Casablanca, dal gruppi Al-Massae con soggetto “la realtà della detenzione politica in Marocco”, conferenza che ha visto la partecipazione di diverse persone che hanno beneficiato della grazia reale della scorsa settimana. Fizazi ha dichiarato che “deve la sua libertà ad un certo numero di fattori, uno di questi il Movimento 20 Febbraio”. “Mio figlio è membro del Movimento a Tangeri” ha poi aggiunto. I membri del Movimento 20 Febbraio, presenti a questa conferenza, non sono rimasti indifferenti alle dichiarazioni provocatrici di Fizazi. “Durante le manifestazioni del 20 febbraio e del 20 marzo noi abbiamo chiesto ad alta voce la liberazione dei detenuti politici senza eccezioni. Nessuno è stato escluso, neppure le persone con altre convizioni religiose. Per quanto riguarda il non rispetto del digiuno, certo, le nostre idee sono diverse, ma noi siamo in accordo per quanto concerne la modernità politica,i Diritti Umani e l’equità”, ha risposto allo sceicco uno dei membri del 20 Febbraio. I giovani del Movimento restano, al di là della diplomazia, molto adirati a proposito dello sceicco Fizazi, rifiutando tutti i tentativi di dissenso su base religiosa o ideologica che potrebbero dividere il movimento nel momento in cui si è deciso di continuare le proteste per richiedere più riforme politiche nel paese. “Con la sua portata esclusionista, le dichiarazioni di Fizazi vogliono dividere il Movimento del 20 Febbraio. Questo lascia presagire che esiste un patto tra lo Stato e la corrente salafista”, ha dichiarato Najib Chaouki, membro del 20 Febbraio. Secondo gli osservatori, il dissenso tra lo sceicco e il 20 Febbraio rimette in questione la possibilità di coabitazione in seno al movimento, essendo presenti correnti ideologiche completamente differenti, con i giovani liberal, gli islamisti di Al Adl wal Ihsane, i comunisti di Annahj, e quelli che Fizazi qualifica come “atei”, il dissenso è dietro l’angolo in ogni momento.

Fonte: My Amazighen

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Mostra in Via Margutta, “Artisti a confronto”, un pensiero per l’Italia

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La Galleria Margutta 53 B/bis -un tempo storica Galleria Il Tetto che fu sede, nei primi anni cinquanta, del “Circolo degli Artisti” facente capo alla Scuola Romana- apre le sue porte alla mostra “Artisti a Confronto, un pensiero per l’Italia”, patrocinata da Roma Capitale “Ass.to Politiche culturali e Centro storico”, curata e diretta dal noto Critico d’Arte Daniele Radini Tedeschi

A dirigere la mostra nella selezione e scelta delle opere è il critico d’Arte Daniele Radini Tedeschi, conosciuto nel panorama romano come storico d’Arte antica, scopritore di pregevoli opere e nell’arte contemporanea scopritore di talentuosi artisti. La Galleria Margutta 53 affida quindi allo sguardo estremamente critico del Professore una mostra connotata da un taglio particolarmente moderno e informale. Il titolo “Artisti a confronto ”, sembrerebbe sottendere una lieve vena provocatoria qualora si consideri il periodo espositivo coincidente con i Cento Pittori di Via Margutta. Tuttavia cosi il curatore spiega lo spirito dell’esposizione : “Il Tema di questa mostra, che si terrà in concomitanza con l’esposizione dei Cento pittori di Via Margutta, nasce dalla volontà di generare il confronto tra gli artisti. Sin dal Rinascimento infatti, Roma è stata il centro di scambi e influenze tra gli artefici che, provenendo da tutta Italia, miglioravano il loro stile grazie al confronto diretto con altre maestranze. In questa mostra l’incontro e confronto sarà il tema principale al fine di ampliare la propria conoscenza. Si confronteranno quindi due tipi di mentalità espositive, quella “interna” alle Gallerie e quella “esterna”. Senza togliere nulla ad ognuna delle due impostazioni, è opportuno riflettere sui moti del collezionismo moderno, che ancora oggi compie una biforcazione sostanziale. Da un lato vi è il mercato “eletto”, ovvero quello delle aste, delle grandi gallerie, delle esposizioni istituzionali, dall’altro quello “di genere” , ossia quello più commerciale ed accessibile. Opere di pregio si possono trovare in entrambi i mondi poiché non vi è un’arte di serie A ed una di serie B, visto che molto dipende dell’ambiente in cui lavora l’ artista, dal suo approccio al collezionismo e dalle sue precipue attitudini. Questo incontro tra i due emisferi sarà formativo sia per gli uni che per gli altri, visto che il dovere dell’artista è quello di migliorarsi e di superarsi in ogni suo atto creativo. Una sezione specifica verrà riservata alle opere celebrative dei 150 anni trascorsi dall’Unità d’Italia”(d.r.t) Il periodo espositivo sarà dal 27 Aprile al 3 Maggio e l’inaugurazione è prevista per il 27 Aprile alle ore 18.00; i tanti visitatori richiamati dalle luci dei Cento Pittori potrebbero incantarsi invece, al bagliore, degli artisti in Galleria. Titolo: Artisti a confronto

Patrocinio gratuito Comune di Roma- Ass.to Politiche Culturali e Centro Storico
Sede: Galleria Margutta 53B/bis
Periodo Espositivo: 27 Aprile/03 Maggio
Curatore: Daniele Radini Tedeschi
Organizzazione: Ass.ne Rosa dei Venti

Fonte: Artevista

Acqua allo stato liquido nelle comete

Le comete sono tutt’altro che semplici palle di ghiaccio sporco: nuove analisi condotte sui minerali che le compongono, e che si formano solo in presenza di acqua liquida, dimostrano per la prima volta che il passato delle comete deve essere stato molto piu’ complesso di quanto si immaginasse. Lo dimostra una ricerca condotta dall’Università dell’Arizona e pubblicata sulla rivista Geochimica et Cosmochimica Acta. La scoperta e’ destinata a far discutere perche’ per la prima volta contraddice il paradigma secondo cui le comete non hanno mai raggiunto una temperatura abbastanza elevata da provocare lo scioglimento del ghiaccio che le costituisce.

”Secondo le opinioni correnti e’ impossibile che l’acqua liquida possa formarsi all’interno di una cometa”, ha osservato il coordinatore della ricerca, l’esperto di cosmochimica e formazione dei pianeti, Dante Lauretta.

La scoperta si deve invece alla studentessa Eve Berger, del Johnson Space Center e del Naval Research Laboratory, che ha analizzato i grani della cometa Wild-2, catturati e portati a Terra nel 2006 dalla missione Stardust della Nasa.

”Nei nostri campioni abbiamo trovato un materiale che si e’ formato in presenza di acqua liquida”, ha detto Berger. ”Cio’ significa che a un certo punto della sua storia la cometa deve avere avuto al suo interno una sacca d’acqua”.

Fonte: ANSA