Archive

Archive for the ‘Scientia’ Category

Luna, regolite e ossigeno per sostenere la vita

November 20, 2021 Leave a comment

La Luna Ha Ossigeno Per 8 Miliardi Di Persone Sufficiente Per 100.000 Anni

Lo strato superiore della superficie lunare potrebbe fornire abbastanza ossigeno per sostenere la vitadi persone per 100.000 anni. Un progetto belga sta lavorando per migliorare il processo di produzione di ossigeno per elettrolisi sulla Luna

Il regolite , che costituisce lo strato di roccia e di polvere fine di cui copre la superficie della Luna contiene una grande quantità di ossigeno. Se fosse possibile estrarlo, fornirebbe ossigeno a 8 miliardi di persone nel corso di 100.000 anni. Una startup con sede in Belgio ha sviluppato una nuova tecnologia che potrebbe ottimizzare la produzione di ossigeno per elettrolisi sul nostro satellite. Tale tecnologia Sarebbe pronta per il 2025.

Di solito pensiamo alla Luna come a un luogo dove l’ossigeno scarseggia: a causa della sua sottile atmosfera di idrogeno, neon e argon, sarebbe impossibile per gli esseri umani dipendenti dall’ossigeno sopravvivere lì. Comunque, c’è molto ossigeno sulla luna, il problema è di riuscire ad estrarlo.

L’ossigeno lunare è intrappolato nelle sue rocce: i materiali presenti sulla superficie lunare sono fondamentalmente regoliti nella loro forma originale intatta, contenenti il 45% di ossigeno. 

La realtà è che l’ossigeno si trova in molti dei minerali del suolo su cui camminiamo sulla Terra: la Luna è composta principalmente dalle stesse rocce che si trovano sul nostro pianeta, quindi minerali come silice, alluminio, ossido di ferro e magnesio dominano il paesaggio lunare. Tutti questi minerali contengono ossigeno, ma è “intrappolato” al loro interno.

Per un futuro interplanetario

Secondo la NASA, se gli esseri umani hanno bisogno di respirare circa 800 grammi di ossigeno al giorno per sopravvivere, 630 chilogrammi di ossigeno potrebbero tenere in vita una persona per circa due anni. Possiamo calcolare facilmente l’importanza di sfruttare questa risorsa.

Nei prossimi decenni, l’umanità sembra determinata a realizzare il suo sogno a lungo coltivato di popolare altri pianeti e stelle. La Luna è un punto focale di molti progetti delle principali agenzie spaziali, quindi l’ossigeno sarà essenziale per il successo di queste missioni. Sembra che la Luna ci lasci in eredità un elemento vitale per la nostra vita dalle profondità delle sue rocce silenziose.

Fonte: Universo7p

Categories: Scientia, Tecno-Logie Tags:

Limulus polyphemus, artropode chelicerato preistorico brutalizzato dall’uomo

November 16, 2021 Leave a comment

Il Limulo: Un Animale Che Ha Vissuto Con I Dinosauri Ed Ora Viene Brutalizzato Dall’Uomo

Pochi sanno cosa sia, pochi sanno che esiste e ancora meno sanno che questo animale ha praticamente vissuto con i dinosauri, forse anche prima di loro, si stima possa avere circa 550 milioni di anni, ed è arrivato fino a noi attraverso le ere per essere poi brutalizzato dall’uomo.

Il limulo, Limulus polyphemus conosciuto anche come granchio reale, è un artropode chelicerato, unico rappresentante del genere Limulus  diffuso prevalentemente sulla costa est del nord America, dal Maine fino al sud della Florida, e nel golfo del Messicofino alla penisola dello Yucatan annoverabile fra le vittime della moderna medicina. In realtà ha molto poco in comune con i granchi, si può dire che sia più un aracnide, corazzato e in grado di vivere sott’acqua. Un animale strano, non particolarmente affascinante, ma di sicuro curioso, assomiglia molto ad uno strano fossile e la sua particolarità è avere il sangue trasparente che a contatto con l’aria diviene blu.

Ed è proprio questo sangue così particolare che fa di lui una preda così ambita e così vulnerabile.

Nonostante l’aspetto preistorico, è un’animale a tutti gli effetti, e come tale soffre, ha paura e muore.

Un’altra sorprendente caratteristica di questo animale sono gli occhi, infatti il suo apparato visivo è costituito da due occhi laterali composti situati in cima al carapace e 5 occhi semplici sensibili alla luce, di cui due mediani, uno endoparietale e due laterali rudimentali.

Ma perché interessa così tanto alle case farmaceutiche? Perché il suo sangue, ricco di rame, reagisce ai batteri gram-negativi formando coaguli, per questo viene impiegato nel cosiddetto LAL TEST, una test utilizzato per garantire la sterilità e la apirogenicità dei farmaci. Sostanzialmente serve per vedere se un farmaco è contaminato da batteri o meno.

Fu lo scienziato statunitense Frederick B. Bang, in una ricerca scientifica pubblicata nel 1956, a mettere in evidenza questa caratteristica del sangue dei limuli e per le case farmaceutiche si profilò immediatamente un grosso risparmio economico, rispetto alla stabulazione di cavie o conigli utilizzati poi per i vari test.

Questi animali vengono prelevati dal loro habitat nel periodo della riproduzione, quando raggiungono le acque meno profonde della costa, vengono lavati, disinfettati e immobilizzati su una linea di prelievo dove gli viene infilato un ago nel dorso per accedere al loro vaso sanguigno maggiore e prelevare loro il 30% del sangue.

Molti di loro muoiono traumatizzati da queste procedure poco gentili, per usare un’eufemismo, altri muoiono quando vengono ributtati in mare per la troppa debolezza, ma nessuno se ne occupa perché li stanno solo sfruttando non li massacrano. Eppure il National Geographic afferma che su migliaia di animali catturati ne muoiano il 20%… e sono tanti.

Ci sono addirittura campagne per salvare il limulo, ma per quale motivo? Empatia? Amore per la natura? Purtroppo no, è un mero interesse, il limulo serve all’industria farmaceutica e nascono addirittura vasche per l’allevamento e la fecondazione assistita, più limuli uguale più sangue, più sangue uguale più soldi.

Fonte: Eticamente

Categories: Scientia, Warning Tags:

Bibliotheca Philosophica Hermetica, la casa delle teste sede de L’Ambasciata Del Libero Pensiero

April 2, 2021 Leave a comment

La casa delle Teste venne eretta come residenza per il ricco mercante e collezionista Nicolas Sohier. Il progetto venne commissionato nel 1621 al grande architetto Hendrick de Keyser il Vecchio  e venne ultimato nel 1622. E’ classificata come monumento nazionale.

Sorge sul Keizersgracht e rappresenta un notevole esempio dell’architettura rinascimentale olandese.

Il Keizersgracht (“Canale dell’Imperatore”) è – insieme al Prinsengracht e allo Herengracht – uno dei tre canali (in olandese, al singolare: gracht) principali del centro storico di Amsterdam: iniziato nel 1612intitolato all’imperatore Massimiliano d’Austria è il largo canale del centro cittadino e il più centrale dei tre canali principali.

Nel 2006, la casa fu ceduta all’uomo d’affari e collezionista d’arte Joost Ritman, che vi trasferì alcuni volumi sull’alchimia e il misticismo provenienti dalla Biblioteca Philosophica Hermetica, di cui è proprietario.

Un antico palazzo nel cuore di Amsterdam ospita “L’Ambasciata del libero pensiero”, con i suoi 25mila testi ermetici e gnostici. Che ora vengono digitalizzati grazie al suo frequentatore più celebre: l’autore del ” Codice da Vinci”

È Dan Brown uno dei più assidui frequentatori della Bibliotheca Philosophica Hermetica, ribattezzata “Ambasciata del libero pensiero” da quando, due anni fa, i suoi venticinquemila volumi sono stati trasferiti nel seicentesco Palazzo delle Teste del Keizersgracht, uno dei canali più eleganti di Amsterdam.Grato per avervi forse scoperto un’oscura setta satanica o qualche formula esoterica da inserire nei suoi romanzi, l’autore di Inferno e del Codice da Vinci ha donato alla biblioteca 300mila euro, subito impiegati per digitalizzare la sua straordinaria collezione di testi ermetici, mistici, cabalistici, rosacrociani, massonici, gnostici e alchemici. «Grazie a quei soldi sono già online quasi cinquemila opere e trecento manoscritti, tutti pubblicati prima del Novecento», mi spiega la direttrice Esther Ritman, una gigantessa bionda con gli occhi azzurro ghiaccio e il sorriso gentile. «Conserviamo soprattutto trattati di filosofia ermetica, che sono anche la parte predominante del nostro programma di acquisizioni».

L’ufficio della Ritman è al primo piano di questo palazzo ultimato nel 1622, dieci anni dopo che ad Amsterdam si cominciarono a scavare i canali.

Salvo poche modifiche è rimasto uguale ad allora, con pavimenti di legno lucidato, porte in noce e ampi camini in ogni stanza. È qui che la direttrice mostra a Repubblica alcune gemme della sua collezione, cominciando con un’opera del XVII secolo nella cui epigrafe si rende omaggio alla famiglia dei ricchi e illuminati mercanti De Geer, primi proprietari del palazzo.

Oltre a importare spezie e sete dalle Indie Orientali, i De Geer ospitavano artisti e letterati, offrivano rifugio a chi era perseguitato e custodivano in casa oltre cinquemila libri, che per l’epoca era una cifra da primato. «Un po’ come mio padre Joost, brillante uomo d’affari e insieme appassionato di spiritualismo, che colleziona testi ermetici dall’età di 23 anni, e cioè da quando mia nonna gli regalò Aurora del filosofo e teologo tedesco Jacob Böhme, uno dei principali esponenti del misticismo cristiano moderno.

Nel 1984, mio padre decise di aprire al pubblico la sua biblioteca privata per condividere con il resto del mondo i tesori di saggezza che vi aveva accumulato.

L’Ambasciata del libero pensiero è frutto della sua passione per chi si è dedicato alla ricerca del significato dell’esistenza, in particolare per chi considera l’uomo un miracolo, “una vera meraviglia, alla quale si deve onore e venerazione” come scrissero gli ermetici, perché specchio sia della natura sia della sfera divina».

La collezione del Palazzo delle Teste è anche un tributo ad Amsterdam, che secondo la Ritman è la capitale mondiale dell’ermetismo assieme a Firenze e Venezia, città dove ha recentemente partecipato all’allestimento di due mostre: una su Giordano Bruno, l’altra su un personaggio leggendario di età preclassica, Ermete Trismegisto, ritenuto l’autore del Corpus hermeticum.

Ora, nella sua biblioteca sono conservate anche molte opere sulla libertà d’opinione, pubblicate proprio nella prima città d’Olanda. «Già, perché se il Seicento è stato in Europa un secolo funestato dalle guerre di religione, ad Amsterdam si stampavano i libri messi all’indice altrove, ognuno poteva credere in ciò che voleva e i governanti dell’epoca già cercavano di accontentare il filosofo Baruch Spinoza quando chiedeva loro di garantire la libertà ai cittadini senza mai opprimerli», dice ancora Esther Ritman. «È del resto lo stesso Spinoza che nel suoTrattato teologico- politico del 1670 asserisce che i miracoli non sono segnali divini bensì fenomeni naturali, perché uno come lui che voleva liberare il popolo dalla superstizione tollerava soltanto la religione del raziocinio».

Grazie ai tesori della biblioteca che si affaccia sull’esclusivo Keizersgracht è stata anche creata la cattedra di Ermetica all’Università di Amsterdam, con studenti e professori che possono gratuitamente consultare tutte le opere in catalogo. Ma questa raccolta di libri antichi è importante anche per un altro motivo. Infatti, sostiene la direttrice, se siamo abituati a credere che la filosofia occidentale dipenda solo da alcuni grandi pensatori quali Platone, Cartesio o Kant, non va dimenticato che il pensiero moderno s’è forgiato anche grazie all’influenza della corrente ermetica, immaginata quasi duemila anni fa da pensatori sconosciuti.

«All’inizio del Rinascimento, questa filosofia riapparve. E fu anch’essa strettamente legata al processo di modernizzazione della società occidentale, con la riscoperta di opere dell’antichità e trovando divenute così fonte l’ispirazione per un progetto di rinnovamento culturale. Nel 1471, l’umanista Marsilio Ficino tradusse dal greco la summa dell’ermetica di Trismegisto e la consegnò nelle mani di Cosimo de’ Medici. Ebbene, quel testo divenne una sorta di bestseller dei suoi tempi influenzando radicalmente tutto il secolo successivo», aggiunge la direttrice.

A lungo gli storici hanno trattato l’ermetica come una curiosità di poca importanza. Così come l’astrologia e la magia, essa non combaciava con la loro immagine del Rinascimento, fondamento del mondo razionale e moderno, sebbene lo stesso Isaac Newton scrivesse più di alchimia che di qualsiasi altro argomento.Dice ancora la Ritman: «Negli ultimi decenni s’è finalmente capito l’errore. E sappiamo oggi che il pensiero ermetico costituisce un elemento essenziale nell’evoluzione del nostro pensiero, poiché indissolubilmente legato alla modernità della cultura occidentale».

L’Ambasciata del libero pensiero contiene anche un museo di tele e sculture che raffigurano temi sacri e filosofici, allestito in un palazzo che è un luogo incantato.

Quest’imponente edificio con sei teste romane che ne ornano la facciata fu costruito secondo i criteri armonici del Rinascimento olandese. E anche secondo i canoni estetici di una certa “saggezza mercantile”, tipica della città che da quattrocento anni esalta la tolleranza.

La direttrice Esther Ritman: “Con il nostro patrimonio vogliamo tenere alta la bandiera della tolleranza e dell’incrocio tra saperi, nello spirito che fu di Spinoza”

Fonte: Nel Delirio Non Ero Mai Sola

Nanoparticelle d’oro, nuova arma efficace contro i virus

March 16, 2020 Leave a comment

nanoparticelle d'oro

Nanoparticelle d’oro contro i virus: ecco come distruggono ebola, Hiv e papilloma

Un team di ricerca internazionale guidato da italiani ha creato una nuova “arma” per distruggere i virus, basata sulle nanoparticelle d’oro. Test positivi in laboratorio su cellule umane e modelli animali.

I virus responsabili di malattie diffuse come polmonite, papilloma, herpes e AIDS possono essere aggrediti e distrutti da nanoparticelle d’oro, che mimando la superficie delle cellule umane riescono a ingannare, attirare ed eliminare questi agenti patogeni dall’organismo. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell’Università di Torino e del Politecnico Federale di Losanna (EPFL), guidato dagli italiani Francesco Stellacci e David Lembo. La speranza dei ricercatori è che questa scoperta possa gettare le basi per la creazione di una nuova famiglia di farmaci antivirali, in grado di contrastare virus responsabili di milioni di morti ogni anno.

Gli studiosi hanno determinato l’efficacia delle nanoparticelle d’oro – innocue per l’essere umano – dopo aver condotto diversi test di laboratorio su cellule e tessuti umani in vitro, infettati da varie tipologie di virus. Fra essi il papilloma, l’Hiv, l’herpes simplex, il virus respiratorio sinciziale (RSV) e quello responsabile della febbre dengue. Anche gli esperimenti condotti sui modelli murini (topi) hanno dato esito positivo: i roditori infettati con la polmonite, dopo essere stati trattati con le nanoparticelle d’oro, sono infatti completamente guariti dalla malattia.

Ma come agiscono queste microscopiche particelle del prezioso metallo? In parole semplici, le nanoparticelle d’oro riescono a camuffarsi da cellule dell’organismo umano, esibendo una struttura che imita la superficie cellulare. I virus vengono ingannati e le attaccano per avviare il processo di replicazione, ma restano prima intrappolati e successivamente distrutti, sotto l’effetto di una pressione locale. L’intero processo non provoca alcun tipo di danno alle vere cellule dell’organismo.

Si tratta di una scoperta importante non solo per l’efficacia dimostrata, ma anche perché per la prima volta si potrebbero contrastare i virus nello stesso modo in cui vengono affrontati i batteri con gli antibiotici, ovvero con farmaci ad ampio spettro e non specifici come gli antivirali attualmente disponibili. “Lo studio dimostra che esiste un modo nuovo di creare farmaci contro i virus”, ha sottolineato all’ANSA il professor Stellacci. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto il ricercatore – è ideare una nuova strategia di contrasto alle infezioni che agisca ad ampio spettro su virus diversi, proprio come fanno gli antibiotici contro i batteri. Il passo successivo è disegnare molecole biologiche con proprietà simili alle nanoparticelle d’oro, capaci di agire come farmaci antivirali, e passare alla fase dei test clinici”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Materials.

Fonte: Fanpage

UE Horizon 2020, stanziati fondi per utero artificiale

October 17, 2019 Leave a comment

utero artificiale

2,9 milioni di euro per uno studio su l’utero artificiale

L’utero artificiale accompagna l’immaginazione dell’uomo già dal 1924 , quando lo scienziato inglese J.B.S Haldane, predisse che entro il 2074 la maggior parte delle nascite sarebbe avvenuta al di fuori dell’utero materno.

L’idea secondo uno studio di cui ha convinto anche L’EU al punto di stanziare 2,9 milioni è quella di creare un utero artificiale in grado di ricreare le condizioni biologiche del ventre materno, partendo dal liquido amniotico fino al battito cardiaco della madre. Per dare a bambini gravemente prematuri – nati addirittura prima delle 22 settimane – una chance di sopravvivenza che oggi è pari a zero.

L’utero artificiale è comparso spesso nella narrativa e nel cinema fantascientifici e anche in romanzi distopici come Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Negli ultimi 30 anni la tecnologia ha fatto passi avanti notevoli verso la possibilità di portare avanti la gestazione al di fuori dall’utero, una forma di parziale ectogenesi.

I ricercatori della Eindhoven University of Technology hanno già sviluppato un modello destinato a diventare un prototipo per eccellenza funzionante da utilizzare nelle cliniche.

A differenza delle incubatrici attuali, il prototipo avvolgerà il bambino nel liquido e gli fornirà ossigeno e nutrimento tramite una placenta artificiale che sarà collegata al loro cordone ombelicale.

Utero artificiale ? Si, ma si presta a essere oggetto di controversie

Come molte altre questioni legati alla riproduzione, anche l’ipotesi di utero artificiale si presta a essere oggetto di controversie per le sue implicazioni etiche. Già ora la possibilità di salvare feti molto prematuri mette in discussione, almeno secondo alcuni, i limiti legali entro cui garantire il diritto all’aborto. E l’utero artificiale renderebbe possibile interrompere la gravidanza mantenendo in vita il feto.

Il team conta di realizzare un prototipo funzionante di utero artificiale pronto per l’uso in cliniche entro cinque anni, il che significa che potrebbe essere il primo al mondo. Il finanziamento proviene dal programma UE Horizon 2020.

 

Fonte: Universo7P

Spazio e Tumori, cellule cancerogene in assenza di gravità muoiono

September 8, 2019 Leave a comment

Spazio uccide i tumori

Lo Spazio Uccide I Tumori: Le Cellule Cancerogene In Assenza Di Gravità Muoiono

Tumori: le cellule cancerogene in assenza di gravità muoiono

Lo spazio, diventa il primo nemico per i tumori grazie all’assenza di gravità che uccide il 90% delle cellule cancerogene. La scoperta, basata su un esperimento durato 24 ore in un simulatore di microgravità, ha permesso di eliminare il 90% delle cellule tumorali presenti, morte senza ricorrere ai farmaci. Ora, resta da capire come mai è quale sia la causa che ha permesso questo importante fenomeno.

Si tratta di Una grande scoperta che porta la firma di due ricercatori dell’Università di Tecnologia di Sydney, Joshua Chou e Anthony Kirollos.

I due ricercatori sdi sono accorti che le particelle, prelevate da quattro tipi di cancro, alle ovaie, al seno, al naso e ai polmoni, morivano nel giro di un giorno, senza nemmeno bisogno di ricorrere a farmaci. Rimane solo di capire il motivo che spinge queste cellule a morire cosi rapidamente. Per capire il perché, l’esperimento proseguirà sulla Stazione Spaziale Internazionale in attesa di aggiornamenti.

I due scienziati hanno già avanzato qualche prima ipotesi sulle cause del fenomeno. Ad esempio, potrebbero esserci dei problemi di comunicazione tra le cellule maligne quando si trovano in una condizione di gravità ridotta o del tutto assente. Non riescono più a muoversi e ad agire normalmente, così faticano a sopravvivere.

Al momento,per verificare che la teoria sia corretta e, soprattutto, che la formazione tumorale risulti effettivamente danneggiata dopo un viaggio nello spazio, i ricercatorilanceranno in orbita una nuova scatoletta che consegneranno al prossimo lancio agli astronauti australiani che partiranno per la prima missione spaziale del Paese.

Lo scopo sta nel tenere Le cellule in un ambiente privo di gravità per vedere se il risultato si ripete.

Fonte: Universo7P

 

Elon Musk, bombardare Marte con nucleare per renderlo vivibile

August 19, 2019 Leave a comment

Elon Musk, bombardare Marte

Bombardare il pianeta rosso con testate nucleari per renderlo abitabile

Elon Musk, di SpaceX e Tesla, ha ancora intenzione di lanciare bombe nucleari su Marte per trasformarlo in un pianeta vivibile per gli umani.

Bombardando i poli del pianeta rosso, sarebbe possibile far fondere l’anidride carbonica delle calotte, da cui si sprigionerebbero dei gas capaci di ispessire e riscaldare l’atmosfera e permettere così la presenza di acqua allo stato liquido. Si creerebbe quindi una sorta di effetto serra su Marte.

Una idea che in passato aveva ispirato l’associazione Explore Mars, che voleva bombardare Marte per esplorarne le Sue Profondità per dare conferma che su Marte ci possa essere stata la vita.

L’associazione No Profit, Explore Mars, aveva avviato una raccolta fondi per poter bombardare il pianeta rosso ed andare a visitare le sue profondità. La curiosità dell’uomo non conosce limiti e la voglia di sapere a volte prende il sopravvento facendo venire in mente queste ”pazzie”.

Il progetto nello specifico consiste nello sparare missili sulla crosta marziana, con all’interno strumenti progettati per esaminare le viscere e, naturalmente resistere all’impatto e trasmettere tutto sulla Terra via Radio. Non sappiamo se riusciranno a compiere questo folle gesto ma vi terremo informati a riguardo.

Fonte: Universo7P

Categories: Astro, Scientia Tags: ,

HD 26965b alias Vulcano, esiste il pianeta del signor Spock di Star Trek

September 19, 2018 Leave a comment

40 eridani a

Esiste davvero il pianeta Vulcano, del signor Spock il vulcaniano, nel cui cielo brillano tre stelle ed è proprio dove la saga di Star Trek lo aveva immaginato: ruota intorno alla stella 40 Eridani A, che è distante 16 anni luce dalla Terra. Ha una massa otto volte superiore a quella della Terra e potrebbe sostenere forme di vita, perché si trova nella zona abitabile del sistema, dove le temperature consentono la presenza dell’acqua liquida. Descritto sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato scoperto dai ricercatori coordinati dall’astronomo Jian Ge, dell’università della Florida, nell’ambito del programma Dharma Planet Survey.

“Questa stella è visibile a occhio nudo. Chiunque può vederla e indicare la casa di Spock”, rileva Bo Ma, dell’università della Florida. Nella saga di Star Trek il pianeta dei Vulcaniani è stato immaginato proprio intorno alla stella 40 Eridani A, nella costellazione meridionale dell’Eridano, che è coetanea del Sole: ha infatti circa 4 miliardi di anni, e “un suo pianeta avrebbe avuto il tempo di evolvere un essere come Spock” scrisse nel 1991 l’inventore della serie, Gene Roddenberry, in una lettera alla rivista Sky and Telescope.

Nel frattempo, una scoperta del 2016 aveva cominciato a confermare l’intuizione: 40 Eridani A fa parte di un sistema di tre stelle, proprio come il sistema stellare del pianeta dei Vulcaniani. Ora, è stato scoperto che la stella più grande del sistema ha davvero un pianeta. Inizialmente indicato con la sigla HD 26965b, il pianeta non ha potuto che essere chiamato Vulcano.

Fonte: Ansa

Terzo Reich, costo insostenibile per l’atomica di Hitler

June 2, 2017 Leave a comment

atomica hitler

Nella seconda guerra mondiale gli Stati Uniti diedero inizio a un costoso progetto per lo sviluppo di armamenti atomici perché pensavano di essere in competizione con la Germania nazista. Di fatto nessuno in Germania stava lavorando a una bomba nucleare. Oggi domina l’idea che i fisici tedeschi conoscessero il principio della bomba atomica, ma che gli enormi costi della sua produzione fossero insostenibili per il Terzo Reich nel corso della guerra. Le analisi delle fonti originali dimostrano che gli storici hanno trascurato nessi fisici importanti. Sino alla fine della guerra i ricercatori tedeschi non ebbero affatto chiari alcuni principi fondamentali.

Fonte: Le Scienze

Categories: Curiosità, Scientia

Neuralink, integrazione cervello-macchina

April 1, 2017 Leave a comment

Neuralink, integrazione cervello-macchina

Si chiama Neuralink ed è il nuovo progetto con il quale Elon Musk ha intenzione di sviluppare una tecnologia in grado di effettuare connessioni dirette tra un cervello umano e un computer.

A coadiuvare Musk in questa ambiziosa avventura – che, secondo il Wall Street Journal è già in fase avanzata di sviluppo – saranno Vanessa Tolosa (ingegnere al Lawrence Livermore National Laboratory ed esperta di elettrodi flessibili), Philip Sabes (professore all’Università della California a San Francisco ed esperto dei modelli di controllo del movimento del cervello) e Timothy Gardner (professore all’Università di Boston e studioso del modo in cui cantano gli uccelli attraverso piccoli elettrodi impiantati nella corteccia cerebrale dei fringuelli). Un team di tutto rispetto per quesa startup, Neuralink, a quanto pare interamente finanziata dal numero uno di Tesla.

Quando si tratta di novità nell’ambito dell’intelligenza artificiale, Musk è un vulcano di idee: quest’ultima prevede, appunto, lo sviluppo di dispositivi da inserire direttamente nel cervello per metterlo in connessione diretta con un computer. Insomma, l’obiettivo è “fondere” l’intelligenza umana con quella artificiale. Lo scopo? Più che nobile: aiutare a trattare malattie come l’epilessia, il morbo di Parkinson o la depressione. Interfacciando il cervello direttamente con un sistema informatico sarà possibile regolare l’attività elettrica cerebrale tramite gli elettrodi.

Neuralink dovrebbe presentare (il condizionale è d’obbligo) un prototipo funzionante già nei prossimi mesi per dimostrare l’efficacia e l’affidabilità della nuova tecnologia. Qualora dovesse funzionare – e Musk ne è fortemente convinto – lo step successivo sarà quello di aumentare le prestazioni e la memoria del genere umano.

Fonte: Nibiru 2012