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Eurovision Song Contest 2022, l’arte abuso della politica

Non metto in discussione l’operosità degli addetti ai lavori e il fervore suscitato nel realizzare una manifestazione gioiosa e al tempo stesso emozionante, come il festival Eurovision Song Contest è sempre stato nell’insieme delle sue edizioni. L’evento dir per se è impeccabile dal punto di vista artistico, ma l’idea che una nazione, intendo la Russia, possa essere stata esclusa soltanto perché poco affine al pensiero politico atlantista, per così dire, se non addirittura perché incline al conflitto contro l’Ucraina è un’azione ignobile che collide l’ideologia della cultura, quale simbolo di pace e condivisione tra i popoli, anche e soprattutto per quelli in contrasto tra di loro. I dissidi di gabinetto tra gli Stati non hanno nulla da condividere con le emozioni dell’animo, ragion per cui penalizzare un giovane artista russo solo per un’affinità nazionale è un grave insulto alle leggi dell’uomo, nella consapevolezza che un tale misfatto venga amministrato come atto persecutorio, contro un paese che motiva argomentazioni sensate per muoversi contro un pari avversario, che con l’arte non ha nulla da spartire! Il compromesso della partecipazione affettiva degli artisti russi all’Eurovision Song Contest sarebbe stato sentito come  un primo passo europeo verso una strategia di pace, cui vocifera il presidente Mario Draghi dal ritorno dal suo viaggio in America, non che spunto di riflessione che spinga verso quei termini di resa dalle armi che, malgrado tutto, continuano ad uccidere uomini donne e bambini senza compromessi di razza, odore e colore di popolo. L’arte e la cultura rappresentano simboli inviolabili della nostra coesione con il mondo. La Rai e i vari organizzatori della manifestazione avrebbero dovuto imporre maggiore imposizione dinnanzi alla richiesta di rifiuto obbligato del governo italiano contro giovani artisti russi innocenti. In sintesi l’Italia, o meglio la politica italiana al potere, avrebbe fatto la differenza!

di Marius Creati

Questa guerra di Putin non è rivolta all’Europa… 

Questa guerra di Vladimir Putin non è rivolta all’Europa… il gioco della nuova guerra in Europa ha trame sottili e ben affusolate, che iniziano con una provocazione velata da parte degli Stati Uniti d’America sotto la presidenza di Barack Obama, lo ricordare il presidente nero sorridente e accomodante… una lusinghiera facciata! Joe Biden tesseva le fila di una guerra in sordina nascosto agli occhi del mondo, ma non a quelli della Nato… diciamo che faceva buon viso e cattivo gioco! Sarebbe stato facile inasprire i cuori degli ucraini piazzando benessere e savoir faire di tipo americano in un paese abituato al rigore! Noi siamo stati svezzati con hamburger e coca cola! Mentre con la scusa di formare false democrazie (pandemia, vaccini, tamponi e green pass sono un esempio) negli anni furono promosse guerre su guerre portatrici di morte e distruzione! Ma fino a quando erano lontane da casa tutto filava liscio… La Nato era contenta di vendere armi al popolo e al governo e un nuovo ideale di vita in Ucraina! Ma il profitto era ciò che contava! Nulla di più! Per i contestatori contrari e i filo-russi nel Donbass se ne occupavano le milizie azov e aidar… tanto i nazionalsocialisti discendenti delle Schutzstaffel SS sono annidati anche nei poteri delle potenze occidentali! Era tutto in famiglia! … Questa guerra di Putin non è rivolta all’Europa… questa guerra è stata progettata contro la Russia, ma il presidente russo l’ha semplicemente anticipata con un’invasione. La guerra ci sarebbe stata ugualmente! Sarebbe stata escogitata dopo l’entrata di Zelens’kyj in Nato… era imminente entro i primi di marzo… ma questo Putin lo ha evitato sventando l’inizio di una guerra tra potenze mondiali! E mentre in Ucraina si combatte per far crollare un complotto occidentale che brama per il controllo globale, nel contesto gli ucraini sono tra l’incudine e il martello, dal lato ovest del mondo si cerca in tutti i modi di trasformare un conflitto per il controllo dei confini degli stati cuscinetto in una guerra che abbia il sentore di terza guerra mondiale! E quel che la Nato sembra aver dimenticato è che la Russia per ben due volte nella storia delle grandi guerre è stata al fianco della salvaguardia dei paesi europei, tra errori misfatti e alleanze, mentre il governo democratico americano ha sempre cercato di frammentarne la forza, la compattezza, l’unione della Grande Europa, cuore del Vecchio Mondo!

Marius Creati

Non armi, ma più sanzioni per ogni bambino ucciso… metodo efficace di Alessandro Orsini

Devo dire che di molteplici teorie che si sono avvicendate in tv, le sue impressioni mi hanno permesso di riflettere su alcuni punti che mi sfuggivano. Interessante questa teoria… meno armi e più sanzioni per ogni bambino ucciso ingiustamente … un metodo efficace per dire no alla guerra, limitando drasticamente l’influsso di armi si limiterebbe categoricamente la possibilità di inasprire i colloqui diplomatici con i paesi fautori delle spedizioni verso l’Ucraina, e di conseguenza la morte accidentale di bambini innocenti favorirebbe l’imposizione di sanzioni più pertinenti di quelle che attualmente vorrebbero imporre che, a mio avviso, la Russia non accetterà di buon grado… Mi perdoni, mi viene da pensare! La Russia ha già subito nel corso di questi ultimi anni molteplici sanzioni pesanti di cui si è assunta l’onere, non per timore di una rappresaglia diplomatica occidentale, quanto piuttosto per fare buon viso e cattivo gioco (virtuale eufemismo) nei confronti degli occidentali, ma qui sappiamo bene che il gioco cattivo non proviene da est bensì da ovest! La situazione ucraina è molto delicata, come ben sa… e alle spalle come ha suggerito di recente, potrebbero esserci sviluppi estremi verso la Cina meridionale… considerando che stiamo parlando di conflitti strategici di natura puramente economica in cui grandi potenze stanno sferrando attacchi sotto corrente per stabilire un neo asset geo finanziario in cui ricchezze minerarie e finanziarie ne costituiscono un succulento bottino, cosa impedirebbe alla Russia, forte delle sue molteplici alleanze mondiali, di subire le sanzioni imposte sui bambini morti continuando ad incidere la sua presenza in territorio ucraino per imporre un diktat preciso nei confronti di un governo USA che da diversi anni imperversa in quei territori con il preciso scopo di creare un conflitto europeo NATO-RUSSIA … perché diciamoci la verità… stiamo parlando proprio di questo… Lei conosce la cruda verità (monologo trascritto da originale lasciato sulla pagina del prof. Alessandro Orsini)

di Marius Creati

Super Green Pass… annessi e connessi verso la fine della libertà

January 8, 2022 Leave a comment

Zibaldone Green Pass… annessi e connessi… verso la fine

Salve… in risposta alle provocazioni sistematiche del governo italiano, in cui per ciò che sta accadendo repentinamente non riconosco alcuna validità costituzionale, inerente il nuovo decreto legge appena instaurato in sordina da Mario Draghi & Co – in quanto esiste una coalizione di fanto(cci) politici di poco conto che si è acclusa la briga di governare uno stato senza alcuna reale legittimazione né sostegno da parte degli italiani – come una bomba radioattiva piovuta dal cielo, quasi quasi volutamente innescata in via di un imminente virtual game d’inizio secolo, vorrei sottolineare quella che potrei definire una storia controversa… alla vigilia della vigilia di capodanno mi sono imbattuto in un episodio al limite dell’incredibilità, dopo essermi recato insieme ad un amico presso il centro commerciale IKEA della mia città, in vista degli ultimi acquisti per i preparativi del cenone di fine anno. Probabilmente non tutti sanno che il salmone norvegese proposto dallo store food è uno dei migliori sulla piazza nella fattispecie qualità prezzo. Lì, all’interno dello stabile, durante il percorso prestabilito che dall’ingresso conduce verso l’area di uscita, abbiamo incontrato una sua amica, giovane dipendente dell’azienda summenzionata, la quale dopo i vari convenevoli, auguri e saluti, parlando del più e del meno ha iniziato a menzionare argomenti sullo zibaldone mediatico cha da circa un anno attanaglia le menti salubri e quelle meno sane dello stivale, il fantomatico Green Pass con sieri sperimentali spacciati per vaccini annessi e connessi verso la fine della libertà di pensiero, di parola non che di vita. Lei, miracolata con tre dosi inoculate a forza contrariamente alla sua volontà, mostrava eccessi di preoccupazione appunto per le tre dosi somministrate contro il suo volere, ma prontamente accettate solo per la facoltà di mantenere il suo stipendio. Dicevo molto preoccupata per la sua salute in quanto, raccontava, molti dei suoi amici vaccinati a due e tre dosi si sono recentemente infettati e ammalati di coronavirus nonostante la vaccinazione sottoposta, alcuni in maniera lieve mentre altri più seriamente compromessi, destando sospetti sulla veridicità e validità dei cosiddetti sieri, finora inoculati, e iniziando a sospettare che, effettivamente, questi composti chimici non siano così efficaci come vorrebbero far credere politicanti e giornalisti schierati. La giovane donna, vaccinata per dovere di quieto vivere e non per volere personale, iniziava ad avere paura degli effetti collaterali dei finti vaccini, che per quel che si sa, stanno provocando malesseri vari e molte problematiche gravi se non addirittura mortali per controindicazioni patologiche; paura dell’inefficienza dei medesimi contro il virus pandemico; paura di contagiarsi ugualmente dal coronavirus, nonostante abbia abbassato la testa e ascoltato i grandi gerenti dello stato italiano… Paura, pausa, soltanto paura… un’espressione “pathos logica” che si esprime concettualmente dallo sguardo terso di chi ne espande l’avvilimento. Ma, elemento discutibile per inverosimiglianza, chiedendomi se fossimo al momento vaccinati o meno, disse che “lei”, la giovane formica produttiva di IKEA, lei come molti altri tra amici e conoscenti, nutriva una profonda invidia per i non vaccinati, i quali con la loro forza d’animo sostengono la vera cura contro il virus, che esiste ma non viene enfatizzata, contrari alla somministrazioni dei veleni trasparenti, nutriva invidia di aver scelto di essere fermi e non sottoposti, per non dire sottomessi, e che pian piano stava iniziando a credere davvero che i No Vax abbiano effettivamente ragione su tutto… Disse che, effettivamente, li invidiava profondamente desiderando di voler essere una di loro, per sentirsi sana e non compromessa, perché dalla somministrazione dei sieri sperimentali, nonostante i diversi piccoli malesseri accusati, stava iniziando ad accusare un tormento interiore crescente inerente l’eventuale salubrità compromessa della sua stessa vita al di fuori della pandemia, e non per colpa della malattia, messa in discussione dalla vaccinazione obbligata… Ma il mio racconto non finisce qui! Continuando con la sua mancanza di fiducia sui vaccini e ormai convinta di sentirsi costretta a vaccinarsi contro la sua volontà… disse che una sua amica infermiera, prestante servizio di assistenza in ospedale, le aveva confessato che nei reparti sono ricoverati più vaccinati che non vaccinati, sia stazionari sia più gravi… rivelando inoltre “che tutto ciò che viene raccontato in televisione sui ricoverati, sui vaccini, sulle vicende perpetrate è falso” … nel senso che stanno raccontando una marea di bugie! Anche se personalmente ne ero già a conoscenza, questa rivelazione mi ha lasciato davvero senza parole… nel senso, uno va in un negozio per acquisire salmone e caviale pensando a come poter trascorrere la sua vigilia di un capodanno di “ “… diciamo sottotono… e lì non è che in quei momenti vai alla pesca di notizie clamorose… non te ne frega nulla della pandemia, dei vaccini, vaccinati e non vaccinati!!! Invece no… le notizie rivelazione si accludono proprio nei momenti meno prevedibili!La morale della mia favola… i vaccinati si vaccinano solo per mantenere uno stipendio se non ne possono farne a meno, hanno paura degli effetti collaterali dei vaccini tanto quanto degli effetti collaterali della pandemia, forse anche di più … diciamo la verità, una pandemia progettata proprio dalle stesse lobbies farmaceutiche che stanno somministrando vaccini da vendere worldwide per ingrassare gli ingranaggi finanziari dei loro proventi… a discapito di intere popolazioni mondiali… i vaccinati vorrebbero tornare indietro per non vaccinarsi, costretti da uno stato che li ha traditi nella fiducia più profonda poiché invece di curare la gente pensa a far propinare sieri; nel profondo vorrebbero essere come loro, i no vax, per andare a dormire tranquilli e non con la paura di sentirmi male in uno di questi giorni per incompatibilità organica dei vaccini al corpo; i vaccinati sono quelli che veramente iniziano a credere che il governo abbia realmente fallito nella sua fattispecie! Un governo che ha scelto il lucro e l’interesse personale all’integrità nazionale… mettendo a morte quella in cui dovrebbe riconoscersi, l’unità nazionale. Viva l’Italia con i suoi veri Italiani! #governo#greenpass#covid19#mariodraghi#raiuno#raidue#raitre#presidentedellarepubblica#palazzochigi

Categories: Politick, Sententia

Green Pass, limitazione elettronica in formato digitale

É difficile trovare le parole opportune per iniziare questo breve monologo scritto… che la guerra dei vaccini fosse già in atto da molto tempo lo si avvertiva nell’aria; per alcuni il presentimento di essere assoggettati involontariamente da una forza superiore vibrava sugli strati estremi dell’epidermide. Non vorrei soffermarmi sulle capacità effimere di taluni poteri di voler creare a tutti i costi una serie di virus letali per l’essere umano. In definitiva tutti sanno che il coronavirus, specificatamente il virus che ha colpito l’umanità tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, sia in realtà un progetto occulto programmato e realizzato in gran segreto per fini tutt’altro che benefici. Non si tratta di voler infondere ideali cospirativi, non è ciò in cui credo, non si tratta di voler indire alla cospirazione, ragion per cui lascerò correre l’ideologia del vaccini legati ai virus e del giuoco strutturale ascoso alle sue spalle, ma vorrei soffermare la mia attenzione sulla promulgazione del nuovo decreto, ordito forzatamente senza esclusione di forma e di rispetto, che dal 6 agosto 2021 entrerà a far parte senza una reale utilità nel menage quotidiano di chiunque abbia modo di vivere a stretto contatto con la società. Mi riferisco ovviamente al Green Pass, questo lasciapassare digitale strategico apparentemente innocuo ideato, secondo come vogliono far credere, per facilitare la fruizione dei servizi sociali, il ritorno al benessere e la ripresa economica generale. In linea di massima si tratterebbe di presentare un insignificante certificato elettronico, o perlomeno cartaceo, almeno spero per coloro che optino per un tampone e non sappiano usare un’applicazione specifica, ovunque si vada nei luoghi prestabiliti dall’emendamento. Fin qui potrei dissertare sull’opportunità utilità, o quanto meno, di numerose applicazioni che sono divenute oggigiorno di uso comune, per le quali si spendono ore interminabili su smartphones divenuti improvvisamente i migliori amici a portata di clic, ma vorrei dissentire sulle capacità comunicative di questo servizio socialmente inopportuno, come inopportuni sono state anche le applicazioni Immuni e Io, nonché sulle reali capacità limitative che si nasconderebbero al di là del suo quadrante verde. Il green pass, o meglio “passaggio verde” la di cui verdezza risulta incomprensibile, non sarà lo strumento che ci consentirà di vivere liberi dai contagi. La sua rilevanza comunicativa ha un valore irrisorio poiché, eticamente parlando, verrà meno una fruizione libera e rilassata dei movimenti tra la gente, piuttosto sembrerà indurre la collettività verso un controllo sistematico individuale sempre più assoggettato, con il passare delle stagioni e degli anni in cui si sarà esposti alle contaminazioni da coronavirus, a restrizioni psicologiche più specifiche. In realtà la vera natura del passaggio verde non sarà un trasbordo verso salubri lidi verdeggianti circondati da benessere e ricreazioni cultuali, e quindi quella di consentire un libero movimento esenti dalla possibilità di poter vivere incontaminati, non che esenti dai contagi profusi da altri soggetti potenzialmente virali… nessun lasciapassare, presente o futuro, non permetterebbe al virus di poter attecchire, vaccinati o non vaccinati, ragion per cui la sua natura di estrema vigilante sarebbe assolutamente insignificante e ribadisco inutile… piuttosto avrà lo scopo preciso, sistematico e psicologicamente indotto di creare un vuoto ecumenico tra coloro che sceglieranno di viverne senza, un obbligo occulto e paradossalmente forzato, celato da una proforma incisa nei limiti della legalità, per fare in modo che più persone possibili possano indursi volontariamente… ovviamente trattasi di una forzatura volontaria… alla vaccinazione, di cui si conosce la vera sostanza economica, paradossalmente ancora inaffidabile e alquanto pericolosa per l’inefficienza strutturale nei tempi di ricerca, ordita da quelle strutture di cui usufruiscono un lauto guadagno. Vorrei dire che sia tutto già prestabilito! 

Per dirla tout court l’idea del Green Pass come vigile sentinella dell’umanità sarebbe più idonea a voler esporre la negatività dei tamponati piuttosto che esplicare la positività negativa dei vaccinati… senza tralasciare il rapido aumento dei costi per i tamponi che dovrebbero essere assolutamente gratuiti, o per lo meno avere un costo assolutamente irrisorio… tutto questo risulta paradossalmente inconcepibile! 

Detto ciò non vorrei offendere nessuno in particolare, ma semplicemente esprimere in maniera diplomatica la mia visione globale di quel che accade intorno. Negli anni ho avuto modo di scorgere molti scempi, molte atrocità, molteplici forme di corruzione e sfruttamento… la tecnologia, la robotica, la bio-genetica e il progresso dell’evoluzione devasteranno in maniera positiva e negativa le vite degli uomini, ma si può scegliere di coesistere in maniera più trascendentale con l’umanità e pacifica senza dover ricorrere a stratagemmi orditi per fini obnubilati da falsi presupposti contraddittori. 

Marius Creati

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Telgate, sindaco propone agli italiani i 36 euro destinati agli immigrati

July 31, 2015 Leave a comment

Telgate

“Caro concittadino, ti invito a compilare l’allegato modulo in modo che io mi adoperi affinché lo Stato si faccia carico delle tue necessità e chiedere allo Governo Italiano, anche per te, lo stesso trattamento economico di 37 euro giornalieri, che viene riservato a tutte le persone richiedenti lo status di profugo, che ormai quotidianamente arrivano nelle nostre regioni, grazie alle infelici operazioni Mare Nostrum, Frontex e ora Triton”. La firma è del sindaco leghista di Telgate, in provincia di Bergamo, che intervistato dal quotidiano Il Tempo ha spiegato come l’ufficio del Comune sia diventato mèta di molti cittadini che chiedono una mano perché in difficoltà. Dice al giornalista de Il Tempo: “Sa cosa mi ha colpito? La mia iniziativa è partita alcune settimane fa, ho cercato di farla conoscere e, anche a mia sorpresa, mi son trovato inondato di telefonate di colleghi sindaci, da tutte le parti di Italia, da Nord a Sud, che volevano girassi loro i moduli perché vogliono fare come me. Tra questi sindaci, non le dico i nomi perché sarebbe scorretto nei loro confronti, ce ne sono parecchi anche del Pd, di centrosinistra, non sono tutti della Lega, sa o del centrodestra. Cosa vuol dire questo, secondo lei?”. E ancora: “Non è possibile che il nostro Stato impegni 37 euro giornalieri per i profughi, gli immigrati, e poi non si curi degli italiani che non ce la fanno. Dopo la crisi è arrivato il momento di pensare a noi stessi, alla nostra gente”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Parigi, condanna internazionale per Charlie Hebdo

January 8, 2015 Leave a comment

Parigi Charlie Hebdo Hollande

Solidarietà dai capi di Stato. Napolitano: “Un gesto vile”. Obama: “Pronti a lavorare con i francesi nelleindagini“. Cameron: “Nauseato”. Renzi: “Oggi piange tutta l’Europa”. Stoltenberg, Shultz, Merkel e Juncker: “Una barbarie che riguarda tutti”. Papa Francesco: “Orribile attentato ben oltre i confini della Francia”

PARIGI – La condanna per la strage nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, è unanime. A poche ore dall’assalto terrorista a Parigi, dove tre uomini armati di kalashnikov e un lanciarazzi hanno ucciso 12 persone, le reazioni si susseguono senza sosta. Mentre la galassia dei siti jihadisti “loda” gli assalitori, ricordando la “derisione” del settimanale nei confronti di Maometto e il coinvolgimento militare della Francia nei Paesi musulmani. Lo riporta il Site, sito americano di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web.

Il presidente francese, Francois Hollande, è arrivato subito sul luogo dell’attentato, in pieno centro: “È terrorismo, non c’è dubbio”. E più tardi, poche ore dopo, alle 20, in diretta tv. “Un vile attentato”, dice il presidente parlando alla Nazione e proclama il lutto nazionale per domani. “Dobbiamo essere consapevoli che la nostra arma è l’unità, niente potra dividerci, separarci”. La Francia, continua, “è grande e la libertà è più forte della battaglia. Uniamoci e vinceremo, niente potrà farci flettere dalla nostra determinazione. Dobbiamo essere compatti, mostrare che siamo un Paese unito. Siamo in un momento difficile, sapevamo di essere minacciati perché siamo un Paese di libertà. Viva la repubblica e viva la Francia”. Il governo ha deciso l’immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici, polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. “Dobbiamo rispondere cercando gli autori di questo atto infame, arrestarli e giudicarli e faremo tutto possibile”, assicura il presidente. “Dobbiamo tutelare gli organi pubblici, le forze dell’ordine saranno dispiegate ovunque e abbiamo messo in atto il piano antiterrorismo”.

Numerose manifestazioni e raduni di sostegno a Charlie Hebdo sono state organizzati già oggi in Francia, a Parigi sulla place de la République, “per la libertà di stampa, la Repubblica e la democrazia”. Ma anche a Lille, Lione, Bordeaux, Montpellier, Tolosa, Nimes e Rennes. Un raduno è in programma anche a Strasburgo, non lontano dal Parlamento europeo.

L’ex presidente Nicolas Sarkozy, leader dell’Ump, parla di “atto barbaro” e di “tragedia nazionale che ci sconvolge profondamente “. “I colpevoli di queste barbarie – continua – dovranno essere perseguiti e puniti con la più estrema severità”. “Tutti i mezzi di Stato” saranno messi in azion “per neutralizzare i tre criminali all’origine di questo barbaro atto”: per il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve “i francesi saranno informati in continuazione sugli sviluppi delle indagini”.  “Bisogna dire basta all’ipocrisia e chiamare le cose con il loro nome: è una strage perpetrata dall’integralismo islamico”: lo afferma Marine Le Pen. La leader del Fronte esorta tutti i francesi a schierarsi per “la difesa della libertà di stampa”.

Il mondo è attonito, l’attentato violentissimo, il più grave in Francia dal 1940. “Barbaro attacco”, lo definisce il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa – prosegue il Capo dello Stato -. Nella lotta contro il fanatismo, il terrorismo e tutte le forme di odiosa violenza nei confronti di cittadini inermi, la Francia potrà sempre contare sulla vicinanza e la fattiva collaborazione dell’Italia”.

In una nota diffusa dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, si denuncia “la violenza omicida abominevole”. Nel dettaglio, si fa sapere che Papa Francesco esprime “la più ferma condanna per l’orribile attentato che ha funestato Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace ben oltre i confini della Francia”. Papa Francesco “partecipa nella preghiera alla sofferenza dei feriti e delle famiglie dei defunti ed esorta tutti ad opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, di religione e di cultura”.

Un attacco “codardo e diabolico”, lo definisce il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Siamo con i francesi”, rimarca sottolineando come i terroristi abbiamo paura della libertà di stampa visto che hanno organizzato una strage di giornalisti. “Il presidente Obama e la moglie sono vicini alle famiglie delle vittime”, dice il portavoce Josh Earnest. “L’islam è una religione pacifica ed è una sfortuna vedere questi estremisti radicali”, aggiunge dichiarando che hli Stati Uniti lavoreranno per proteggere gli americani in casa e all’estero e sono “consapevoli” del rischio di attacchi da parte di combattenti stranieri disposti a dare la loro vita per la loro causa. Obama, che ha incontrato oggi il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, dice ancora: “Di volta in volta, la popolazione francese ha difeso i valori universali. La Francia e la magnifica città di Parigi dove è avvenuto l’attacco offrono al mondo un esempio che durerà ben oltre la visione odiosa di questi killer”. “Ogni americano è con voi”, aggiunge il segretario di Stato americano John Kerry. “Il mondo non si arrenderà” ai terroristi, ha rimarcato Kerry parlando anche in francese. “Nessuno sa meglio della Francia che la libertà ha un prezzo”, ha affermato definendo le vittime della strage dei “martiri della libertà”. Condoglianze” al Paese anche dal presidente russo Vladimir Putin che “condanna fermamente” l’attacco di Parigi ed “il terrorismo in tutte le sue forme”.

“Gli omicidi a Parigi sono nauseanti. Siamo con il popolo francese nella lotta contro il terrore e per la difesa della libertà di stampa”, scrive su Twitter il capo del governo britannico David Cameron. “Londra è al fianco di Parigi e del
popolo francese contro questo flagello”, dichiara il sindaco di Londra, Boris Johnson.

Matteo Renzi esprime “orrore e sgomento” e ribadisce che “la violenza perderà sempre contro la libertà e la democrazia”. “Oggi piange tutta l’Europa, tutto il mondo libero, tutti gli uomini e le donne che credono nella libertà e nella ragione”. Intervenendo all’Ambasciata di Francia a Roma, Renzi prosegue: “E’ un gesto di terrore senza fine, abbiamo il dovere di reagire. Siamo tutti francesi perché la libertà è l’unica ragion d’essere per l’Europa. Nelle prossime settimane l’Europa intera dovrà dare un messaggio di unità molto forte contro ogni estremismo”, conclude parlando in francese.

Angela Merkel conferma al solidarietà della Germania alla Francia e si dice “sconvolta” da un “attentato abominevole”. “Questo atto orribile non è solo un’aggressione contro la vita delle cittadine e dei cittadini francesi” ma “anche un attacco ingiustificabile contro la libertà di stampa e di opinione, fondamento della nostra cultura libera e democratica”. “Profonda costernazione” anche del governo spagnolo. Il premier Mariano Rajoy rinnova “la solidarietà” e “l’affetto del popolo spagnolo”, oltre a ribadire la “cooperazione” nella “lotta contro il terrorismo”. Il ministro degli interni, Jorge Fernandez Diaz, si riunirà nel pomeriggio con i massimi responsabili della lotta antiterrorista di polizia, guardia civile e Centro nazionale di intelligence contro il terrorismo.

La Turchia condanna ogni forma di “terrorismo” ma chiede all’Europa di combattere la crescente “islamofobia”. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu continua: “E’ una religione di pace: non è corretto associare l’Islam al terrorismo”. Due quotidiani islamici turchi vicini al governo del presidente Recep Tayyip Erdogan oggi avrevbbero “giustificato” il sanguinoso attacco terroristico contro Charlie Hebdo. Yeni Akit ha definito la strage un “attacco contro la rivista che ha provocato i musulmani”. Successivamente il giornale ha cambiato il titolo della notizia sul proprio sito in “Grande provocazione a Parigi”. Anche Turkiye ha titolato nell’edizione online “Attacco contro la rivista che ha insultato il profeta”, poi ha modificato il titolo in “Attacco contro la rivista che ha pubblicato orrendi disegni sul nostro profeta”.

L’Arabia Saudita condanna con forza e denuncia questo vile atto terroristicola vera religione islamica respinge con forza, così come il resto delle religioni e credenze“.

Il presidente iracheno Fuad Masoum condanna l’attacco invitando la comunità internazionale ad aumentare gli sforzi contro il terrorismo. “Il presidente, per conto del popolo iracheno in tutte le sue religioni ed etnie – si legge in un comunicato – sottolinea la sua forte condanna per questo crimine, che riflette la degenerazione della morale e dei valori umani degli estremisti terroristi”. La nota aggiunge che l’attacco “vigliacco” conferma l’importanza degli sforzi internazionali per “eliminare il terrorismo e sradicare le sue risorse”.

“Profondamente scioccato per l’attacco assassino contro Charlie Hebdo. I miei pensieri allo staff, ai poliziotti e ai loro cari”, scrive il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz su Twitter. Piena solidarietà alla Francia sempre con un tweet anche dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie”, dice il segretario generale dell’Alleanza atlantica. “Tutti gli alleati della Nato – prosegue – sono assieme nella lotta contro il terrorismo, che in tutte le sue forme e manifestazioni non può essere tollerato o giustificato”. L’attacco a Charlie Hebdo “era teso a dividere, non dobbiamo cadere in questa trappola”: lo dice il segretario Generale dell’Onu Ban Ki moon.

Duro il commento di Jean-Claude Juncker. Il presidente della Commissione Europea ha condannato come “atto intollerabile, disumano” l’attacco a Parigi. “Sono profondamente scioccato. E’ una barbarie che ci riguarda tutti, in quanto esseri umani ed europei” dichiara in un comunicato.

Lega Araba e moschee. La Lega Araba e l’università cairota di Al Azhar, la massima istituzione religiosa dell’islam sunnita, condannano la strage. Per il segretario generale della Lega, Nabil al-Arabi, “è un attacco terroristico che va condannato con forza”. Al-Azhar stigmatizza “l’attacco criminale” ricordando che “l’Islam è contro ogni violenza”. Stesso coincetto espresso dal rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur: “E’ una dichiarazione di guerra clamorosa. I tempi sono cambiati, stiamo entrando in un nuovo periodo di questo confronto”. “Siamo inorriditi dalla brutalità e dalla ferocia”, aggiunge Boubakeur, sottolineando di condannare “assolutamente” fatti di questo genere e di aspettare “dalle autorità le misure più adeguate. La comunità è esterrefatta da quanto è successo”. Per il segretario generale dell’unione delle moschee di Francia, Mohammed Mraizika: “Nulla, assolutamente nulla, può giustificare o scusare questo crimine”. L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii) esprime “costernazione e rabbia”. “Non abbiamo nessun bisogno di dissociarci: niente come questa prassi assassina è estranea alla nostra religione, alla nostra etica e pratica civile e tuttavia vogliamo esprimere, oltre alla costernazione, cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime, anche la nostra rabbia nei confronti di chiunque abbia pianificato e messo in atto questo sanguinoso atto criminale”.

Su Twitter. Tutta l’attenzione del web si sta rivolgendo ai tragici fatti di Parigi. In pochissimo tempo l’hashtag #CharlieHebdo è balzato in testa alla classifica degli argomenti più discussi su Twitter. C’è anche la voce dell’altra faccia dell’intolleranza: tra i numerosi cinguetti c’è chi sottolinea che non bisogna più meravigliarsi: “A furia di giocare con il fuoco ci si brucia”, si legge in uno dei tweet. E non manca chi teme le ripercussioni politiche di questo attentato e un rafforzamento del Front National, il partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen.

In Italia. 
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo presso il Dipartimento di pubblica sicurezza. “Rafforzare le misure di vigilanza e di prevenzione” su tutti gli obiettivi sensibili, è la raccomandazione rivolta dal Viminale a prefetti e questori di tutta Italia. A quanto si apprende, la direttiva sensibilizza le autorità provinciali di sicurezza ad adottare le opportune iniziative a protezione e tutela di tutte le sedi istituzionali presenti sul territorio di competenza, con particolare riferimento a quelle francesi, statunitensi ed ebraiche. Attenzione anche alle redazioni dei giornali e dei mezzi di comunicazione in genere. “Il livello di allerta è elevatissimo benché non ci siano tracce concrete di segnali specifici di organizzazioni di eventuali attentati in Italia”, dichiara Alfano.

“Sgomento per gravissimo attentato a #CharlieHebdo. Ho espresso a ministro Le Drian e all’ambasciatrice francese mio cordoglio e vicinanza Italia”. Così, su Twitter, la ministra della Difesa Roberta Pinotti.

“Un atto terroristico di dimensioni pazzesche. Il governo italiano manifesta al popolo e al governo francese la sua vicinanza” è il commento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “Di fronte alla violenza inaudita e all’orrore di quanto successo, dobbiamo rispondere con la fermezza che viene dalla nostra storia e dalla nostra cultura. Chi ama la morte più di quanto noi amiamo la vita, la verità e la libertà non potrà prevalere”, dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. “Se il massacro di Parigi fosse confermato di matrice islamica, sarebbe chiaro che il nemico ormai ce l’abbiamo in casa. Bloccare l’invasione clandestina in corso, subito. Verificare chi, come e perché finanzia moschee e centri islamici. Chi non rispetta la Vita e la Libertà, non merita niente. Un pensiero per le povere vittime, disgusto per i politici incapaci”. Così in un tweet il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

“Dopo il massacro di Parigi Matteo Renzi deve sospendere l’accordo Schengen sulla libera circolazione, per evitare passaggio di terroristi da Francia e Italia”, chiede in un tweet il presidente della Regione Lombardia ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“Ue sia ferma nel difendere libertà fondamentali” scrive il presidente della Camera, Laura Boldrini su Twitter.

“Le atrocità come quella di oggi a Parigi – dice il presidente del Senato, Pietro Grasso – devono indurci a rafforzare ancora di più il comune impegno a livello europeo ed internazionale per la difesa dei diritti umani”.

E’ “difficile trovare le parole”, l’attentato di Parigi è un “atto di barbarie”. Lo dice il ministro dei rapporti con il Parlamento e le Riforme, Maria Elena Boschi, intervenendo nell’aula del Senato. “La matrice è terrorista – sottolinea – la risposta non può che essere ferma nel condannare” queste violenze, “oggi è il giorno del dolore”.

“Si tratta di una follia che, vanificando secoli di costruzione della civiltà e del diritto, mette a rischio ognuno di noi dal momento che non esiste, agli occhi di chi compie atti di questo genere, alcuna garanzia di pacifica convivenza, nel rispetto delle libertà politiche, civili e religiose di ognuno. Per questo oggi ci sentiamo tutti attaccati e colpiti”, dice Silvio Berlusconi.

“Sono d’accordo con Aldo Giannuli su attentato Parigi. Rafforzare nostra identità per battere gli estremismi”: lo afferma Luigi Di Maio (M5S) su Facebook. Il deputato 5 stelle fa riferimento alle parole di Giannuli sull’opportunità che “chi vuol entrare in un paese europeo – così scrive Giannuli sul blog – una dichiarazione giurata (insisto: giurata) di osservanza della Costituzione del Paese in cui entra e di accettazione dei valori di libertà, di tolleranza religiosa, di laicità dello Stato, di eguaglianza fra i sessi, in mancanza della quale, il soggetto è respinto alla frontiera”.

Fonte: La Repubblica

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Della Vedova, legalizzazione cannabis profitto per lo Stato

September 13, 2014 Leave a comment

Benedetto-Della-Vedova

”Ha ancora senso lasciare che sia la criminalità organizzata a rifornire i quattro milioni e mezzo di italiani consumatori di spinelli?”. Lo scrive in un articolo pubblicato oggi su La Stampa il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, ricordando l’esempio di alcuni paesi che hanno ”recentemente legalizzato la produzione e la vendita della marijuana per uso ricreativo oltre che terapeutico” rendendo ”possibile iniziare a misurare empiricamente gli effetti di questa scelta”. ”Il caso del Colorado offre gli spunti più interessanti”, scrive Della Vedova, ricordando come ”dopo 6 mesi dalla legalizzazione della vendita al dettaglio e 18 mesi dalla decriminalizzazione i reati sono persino diminuiti”. Inoltre l’eliminazione delle pene ”per i piccoli reati connessi alla marijuana fa risparmiare alle casse dello stato americano tra i 12 e i 40 milioni di dollari all’anno, mentre il gettito fiscale della legalizzazione nei primi 6 mesi del 2014 è stato superiore ai 30 milioni di dollari. La legalizzazione della vendita della marijuana ha rappresentato una svolta importante, un business di quasi 1 miliardo di dollari interamente sottratto all’economia nera e alla criminalità”. ”Per l’Italia – prosegue Della Vedova – grande dodici volte il Centennial State, parleremmo di numeri molto maggiori. Le analisi più recenti sul mercato dei derivati della cannabis portano a una stima di oltre 7 miliardi di euro annui, che dal prossimo mese troveremo persino contabilizzata nel Pil” secondo i nuovi criteri Eurostat.
Con la legalizzazione e una tassazione analoga a quella dei tabacchi, ”pari a circa i tre quarti del prezzo di vendita”, spiega Della Vedova, ”lo stato risparmierebbe sul fronte della repressione e riscuoterebbe entrate oggi interamente assorbite dai profitti criminali”. ”Nessun giudizio positivo sul consumo di cannabis” conclude Della Vedova, che però invita a adottare rispetto a queste sostanze ”il percorso intrapreso per altri consumi nocivi – in particolare per i più giovani – come alcol e tabacco: quello dell’informazione, della dissuasione e della tassazione. La mia opinione, conclude, è che di questo non solo si possa, ma si debba discutere senza pregiudizi”.

“Della Vedova racconta le solite menzogne da 30 anni, da ex Radicale quale è. E’ evidente che parla a nome proprio” e non del governo di cui è sottosegretario “perche uno che parla così si squalifica da solo”. Così il senatore Carlo Giovanardi commenta all’Adnkronos l’intervento del sottosegretario agli Esteri, e si chiede se “ha ancora senso lasciare che sia la criminalità organizzata a rifornire i quattro milioni e mezzo di italiani consumatori di spinelli”. Giovanardi ricorda inoltre che “il Parlamento ha appena fatto una legge, di cui sono stato relatore al Senato, che ha riconfermato che lo spaccio di qualsiasi tipo di droga è reato, e che l’uso comporta sanzioni amministrative”. E aggiunge: “ricordo che non solo Paolo Borsellino girava l’Italia spiegando a tutti che la liberalizzazione della cannabis era il più grande regalo che si potesse fare alla criminalità organizzata, che avrebbe così moltiplicato i suoi affari e i suoi traffici, ma la scorsa primavera il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti si è pronunciato contro la liberalizzazione allo stesso modo del magistrato siciliano”.

“Sulle questioni etiche c’e’ confusione all’interno della maggioranza e del governo. Sconcerta l’intervista di Della Vedova per il quale lo Stato dovrebbe trarre profitto dalla legalizzazione della marijuana. Essendo Della Vedova, ahinoi, anche sottosegretario, mi chiedo se la sua posizione sia da ritenersi quella del governo. Dopo la vergognosa sentenza che ha concesso l’adozione a una coppia gay, sembra che anche su altri fronti l’esercito del male stia avanzando. Cose ne pensa Renzi? Sulle questioni etiche bisogna avere posizioni decise. Non si possono confondere generici diritti, sui quali anche Berlusconi e’ stato chiaro, con tentativi di legittimare le adozioni gay, andando contro principi giuridici e di diritto naturale. Su queste questioni daremo filo da torcere in Parlamento”. Lo dichiara il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Fi).

“Della Vedova non dice cose campate in aria, esprime una corrente di pensiero rispettabilissima, che pone un problema vero. Io però sono contro la legalizzazione, convinto che si debba continuare a contrastare, possibilmente in modo più efficace, i traffici di marijuana, così come di cocaina e altre sostanze, che sono un business della criminalità organizzata”. E che “si debba farlo intensificando le indagini su chi li finanzia e non solo chi lucra a valle, penso alle società che ne stanno dietro a livello internazionale”. Così il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, commenta all’Adnkronos l’intervento del sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “Secondo me legalizzare è un errore – prosegue Roberti – perchè anche la marijuana è una droga e deve esser combattuta come tale dallo Stato, perchè arricchisce ampiamente i clan della criminalità organizzata”. Dunque – ribadisce – “dobbiamo puntare l’attenzione e intensificare le indagini su chi finanzia i traffici di droga e non arrenderci alla legalizzazione”. “Io sono deputato al contrasto ma – conclude Roberti – se il legislatore facesse una scelta diversa sarebbe una scelta politica che rispetterei”.

Fonte Aduc

Mirco Battistella, corte europea boccia il marchio 100% Italia… Grillo, Bersani, Berlusconi se ci siete battete un colpo

April 5, 2013 1 comment

Goya_Saturno_Mirco Battistella
ECCO PERCHE’ LA CORTE EUROPEA HA BOCCIATO IL MARCHIO ‘100% ITALIA’. GRILLO,BERSANI, BERLUSCONI… SE CI SIETE, BATTETE UN COLPO.
MIRCO BATTISTELLA: L’EUROPA CI VUOLE MORTI!
”L’Europa ci vuole morti. A mo’ di Saturno, che era solito divorare i suoi figli. Ringrazio, a nome di tutti i produttori enogastronomici italiani, il giornalista-cane da guardia Attilio Barbieri, che ha avuto il coraggio di pubblicare un importante documento ‘segreto’ targato ‘made in UE’, ennesima prova provata della volonta’ europea non solo di non tutelare il prodotto italiano, ma anche, ben piu’ grave, di valorizzare i prodotti di origine NON italiana, soffocando, di fatto, il Made in Italy -e, effetto domino- un intero indotto. Suggestivo e’ il quadro di Goya su Saturno, personalmente mi sento uno dei figli”.
Con queste parole, in una nota pubblicata su http://www.proseccobattistella.com, il produttore 28enne veneto Mirco Basttistella commenta il post, pubblicato alla pagina http://www.etichettopoli.com/2013/03/la-carta-che-ha ucciso- il-made-in-italy.html sul blog del giornalista Attilio Barbieri.
”Mentre in Italia si fa un gran parlare di europeisti ed euroscettici, etichette che spesso i nostri politicanti si appiccicano autonomamente in fronte, in Europa, da decenni, non solo ridono di noi, cercano pure di soffocarci. Grillo, Berlusconi, Bersani, se ci siete, battete un colpo. E’ scandaloso. E, oltre il danno, la beffa, i documenti ufficiali con i quali cercano di asfiassarci, spesso vengono ‘protetti’ dalla casta europea e ritenuti ‘top secret’, come, appunto, quello pubblicato dal giornalista di Libero” contiene Mirco Battistella dalle pagine di www.proseccobattistella.com.
”Nel post viene pubblicato il ‘parere circostanziato’ con cui la Commissione Ue ha detto no all’etichetta «100% Italia». Il cuore del provvedimento, come evidenza Barbieri, si trova nel passaggio con cui (Punto 1, commi 1 e 2) Bruxelles spiega perché la tracciabilità rappresenta una «misura restrittiva» alla libera circolazione delle merci all’interno del mercato unico europeo. In violazione degli articoli 28-30 del trattato Ce.
Nel lungo post, pubblicata alla pagina http://www.etichettopoli.com/2013/03/la-carta-che-ha-ucciso-il-made-initaly.html, si legge: ”Ecco il ragionamento utilizzato nel 2005 per affossare la norma appena approvata dal Parlamento italiano: «Il sistema del marchio [100% Italia], introdotto per promuovere la commercializzazione di prodotti realizzati interamente in Italia e il cui messaggio pubblicitario sottolinea l’origine italiana dei prodotti interessati, può indurre i consumatori ad acquistare i prodotti che recano il marchio “100% Italia”, escludendo i prodotti importati».
Davanti al bancone del supermercato, avendo di fronte due prodotti simili, uno marcato 100% Italia e l’altro anonimo e del tutto opaco come tracciabilità e origine, il consumatore può essere indotto ad acquistare quello trasparente… E questo, secondo i Soloni della Commissione rappresenta un ostacolo alla libera circolazione delle merci!
LA CORTE DI GIUSTIZIA. Ma c’è dell’altro. L’Eurogoverno – vi confesso che mi fa un po’ impressione definirlo così – per supportare il no all’etichetta trasparente utilizza alcune sentenze della Corte di Giustizia europea. In particolare una del 1975 in cui il tribunale della Ue stabilisce un principio a dir poco discutibile: «per l’acquirente non è necessario sapere se un prodotto abbia o meno un’origine precisa, a meno che detta origine non implichi una determinata qualità, particolari materie prime di base o un determinato procedimento di fabbricazione o, ancora, un certo ruolo nel folclore o nella tradizione della regione di cui trattasi». Vi confesso che mi viene la pelle di cappone nel constatare che un’istituzione chiamata a giudicare su principi alti, si permette di decidere unilateralmente cosa sia necessario sapere oppure no. Non sono un costituzionalista ma ci vuol poco a capire che i magistrati di Lussemburgo, così facendo, entrano in conflitto con uno dei diritti fondamentali dell’individuo: quello di essere informato., Siccome la tracciabilità e la trasparenza potrebbero danneggiare i prodotti opachi e «reticenti» (mi vien da pensare alle lasagne alla carne di cavallo), allora si dica no alla tracciabilità. E questo è in sostanza quanto è accaduto. Scrive infatti la Commissione europea: «La Corte ha considerato che, se i prodotti in questione non rispondono a queste condizioni, il marchio d’origine non è giustificato e avrebbe, di conseguenza, “carattere manifestamente discriminatorio”». Tanto è acclarato il principio che a un consumatore non deve interessare da dove provenga quel che porta in tavola. Come hanno stabilito i giudici del Lussemburgo con la sentenza del 20 febbraio 1975., Ripeto quanto ho scritto nel post precedente: tutto questo puzza maledettamente di soviet. Atteggiamenti di questo genere erano la normalità nell’Urss dove a decidere cosa fosse lecito pensare lo stabiliva il Politburo del Partito comunista. Che poteva contare, fra l’altro, su tribunali totalmente asserviti all’ideologia dominante. Un organismo, sia pure sovranazionale, la cui Corte suprema arrivi a decidere cosa debba interessare o meno ai cittadini è l’antitesi della democrazia. Ma è con queste argomentazioni che Bruxelles ci ha bocciato, nell’ordine, l’etichetta «100 Italia» – era il 2005 – e più di recente la legge Zaia sulle filiere trasparenti. Ogni ulteriore commento è superfluo. Ora però capisco perché il «parere circostanziato» che ha affondato la tracciabilità, è stato secretato”.
Battistella, il Prosecco – comunicato stampa

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Mario Monti, summa benedictio nel filo diretto con la Santa Sede

December 28, 2012 Leave a comment

Pope Benedict XVI (R) is greeted by Ital

Il Vaticano ‘benedice’ la scelta di Mario Monti di “salire in politica” con un appello singolare sottolineato dall’Osservatore Romano attraverso cui l’ex Presidente del Consiglio intende “recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune”.
Secondo quanto riportato nel quotidiano della Santa Sede codesto impegno rappresenta una “domanda di politica alta che probabilmente la figura di Mario Monti sta intercettando o sulla quale comunque il capo del governo uscente intende legittimamente far leva e che interpella i partiti al di la’ dei contenuti del suo manifesto politico”.
Istantanea la riprovazione dell’ex premier Silvio Berlusconi, il quale da una trasmissione televisiva ribadisce il suo aspro dissenso criticando sarcasticamente l’evento: “Ha ragione ad usare l’espressione ‘salire in politica’, ma solo perché “aveva un rango inferiore a quello di presidente del Consiglio. Io ho detto ‘sceso in campo’ perché avevo un rango superiore”. Inoltre: “Non temo Monti. Credo che da deus ex machina quale era stato proposto, se scende in campo diventa un protagonista qualunque”.
Un attacco subitaneo e pesante anche da parte di Beppe Grillo, il quale accende il dibattito con toni più diretti: “E’ un fenomeno della autoreferenzialità estrema, un energumeno anticostituzionale, un presuntuoso che non ammette lo sfascio economico di cui e’ diretto responsabile”.
Mario Monti è un uomo in carne ed ossa, non un dio temerario immedesimato nella natura umana, né un aberrante alieno ben camuffato come si nota in certi film d’autore, ma tutto sommato durante i mesi del suo mandato egli ha assunto il ruolo di Sommo Pontefice dello Stato, noncurante della profonda crisi popolare incombente sotto il giusto pretesto della ripresa economica mediante il risanamento delle banche, assistendo indenne – si fa per dire – allo sfacelo della Repubblica. Ma, come in certi film, il dio tiranno preannuncia esecuzioni demiurgiche senza minimamente sindacare la responsabilità nei confronti delle classi sociali meno abbienti mentre il “vampiro alieno” sugge lentamente le vittime inconsapevoli della sua prode voracità, poiché sature di un risparmio consacrato a lungo nel sangue versato nei decenni della rinuncia.
Mario Monti inteso dall’opinione pubblica contrastante quale profano demiurgo, profeta della nuova Italia vestita a festa con gli stracci della plebe costituzionale, o sacro romano arcano chirottero della devota salvezza statutaria, ma quel che trapela a noi esseri mortali sono solo le gesta di un uomo elegantemente morigerato il cui scopo ultimo è stato quello di salire al trono d’Italia, patron dei patroni, nel sortire le sorti di una nazione inginocchiata dagli abusi politici di una sfrenata corruzione epocale, ancora costantemente impunita oserei aggiungere.
Mario Monti, l’uomo delle banche, il ministro “dell’elusione finanziaria”, il grande amico delle lobbies, colui che ha consacrato il ‘sacrificio’ di oggi in nome di una proficua ascensione del domani, l’artefice della concessione dell’IMU sul territorio italiano, sottratto irresponsabilmente alle molteplici attività ecclesiastiche sotto un profilo puramente caritatevole, il maestro dell’elisir della morte accidentale, silenziosamente somministrata agli avventori del club del plasma infetto, è stato benedetto dal Sommo Pontefice della Chiesa quale nobile portavoce del bene comune nel più elevato senso del dovere, coadiuvando a mio avviso una sorta di alleanza velata dalla mera coerenza politica.
Nessuno interdice una pia benedizione… Mario Monti deve sentirsi fiero di una meritevole consacrazione.
Tutto questo non porta a pensare che forse dietro il gioco della formula rituale esista un gioco molto più profano, un disegno ben congetturato il cui fine ultimo sembra piuttosto curare gli interessi di pochi eletti? La visione di due Sommi che intercedono in un linguaggio comune il cui prezzo è racchiuso nel nichilismo liberale. E chi dovrebbe insorgere difatti al fine di depistare questo nuovo cavillo della diplomazia, il prode Silvio Berlusconi o forse l’impavido Beppe Grillo…? A seguire poi una fila esangue di uomini e semidei fagociti!

Marius Creati

Fonte: MondoRaro