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Posts Tagged ‘Mesopotamia’

I Medi e i Persiani (parte I)

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Alla fine del VII secolo a. C. la civiltà assira venne sopraffatta e sconfitta dall’unione di due civiltà assoggettate precedentemente, i Medi e i Babilonesi, i quali a sua volta furono sconfitti cinquant’anni più tardi, nel mezzo del VI secolo a. C., dall’esercito dei Persiani guidati da Ciro il Grande, il medesimo fondatore della famosa dinastia degli Achemenidi.

Si hanno pochissime testimonianze sul periodo di dominazione dei Medi sul territorio mesopotamico nel periodo intermedio tra le due grandi dominazioni, ma è certo che il popolo persiano nutrì un grande rispetto per questa civiltà, ad esso sconosciuto,  assimilando molte delle loro idee e delle loro abitudini.

In origine i Persiani erano un popolo prettamente montanaro proveniente dalla zona dell’odierno Turkestan,  dedito all’agricoltura, alla pastorizia e alla metallurgia. In seguito alla conquista del vasto territorio si resero conto che l’abbigliamento adottato era assolutamente inadeguato in rappresentanza del nuovo dominio, così diedero inizio ad un vertiginoso cambiamento delle fogge, in balìa di uno stile prettamente eclettico, mescolando le caratteristiche peculiari delle varie precedenti civiltà dominanti della Mesopotamia, assimilate mediante la grande vittoria riportata sul popolo medo-babilonese.

Il contributo elargito da parte dei Medi al nuovo popolo presidiante è enorme, basti pensare che la civiltà persiana adottò la veste d’onore, l’abito indossato dal re e dal suo seguito durante le cerimonie, proprio da questa promettente civiltà, la quale contribuì a lungo nell’arricchire la conoscenza e l’ampollosità del popolo persiano, che da popolazione prevalentemente nomade e povera di contenuti riuscì ad evolversi divenendo un grande impero longevo e potente. Ma, in contropartita, il contributo distribuito nei confronti dei popoli assoggettati è egualmente notevole poiché, in quanto montanari e cavallerizzi, i Persiani erano abituati a confezionare vesti aderenti e indumenti in pelle. In realtà essi erano abili nel taglio e nel cucito ed erano in grado di definire i vari contorni del corpo in un modello. Sommariamente furono i primi sarti della storia del costume e questo permise loro di adeguarsi pienamente ai nuovi materiali più leggeri usati in quei luoghi appena conquistati.

Si devono ai Persiani la confezione dei primi pantaloni lunghi e delle prime giacche con maniche inserite, finora sconosciuti.

a cura di Marius Creati

 

I Babilonesi (parte I)

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La civiltà babilonese s’impose nel territorio della Mesopotamia all’inizio del XXII secolo a.C., succedendosi ai suoi predecessori per un periodo di quasi mille anni, ma già da tempo le loro preziose idee, i loro costumi, le loro abitudini  erano entrati a far parte dell’entourage del modo di vivere prettamente sumero.

Nel XXIV secolo a.C. la gonna a balze scomparve completamente per dare ampio spazio al più antico abito talare della storia. Da questo periodo, durante l’intera dominazione babilonese e assira, si assiste ad uno sviluppo cruciale del vestire sia nelle fogge più ricche, sia nelle decorazioni più variopinte.

I tessuti leggeri sostituirono le pelli più pesanti del periodo precedente,  conferendo agli abiti maggiore praticità e comfort, per essere indossati esclusivamente in presenza di un clima sub-tropicale sempre più caldo, tipico dell’estesa regione mesopotamica. Il primo ad essere utilizzato per ovvia disponibilità fu la lana, la quale venne saputamente tessuta per essere indossata, prima della scoperta del cotone e del lino.

Il periodo di transizione, intercorrente tra la fine della dominazione sumera e l’inizio della supremazia babilonese, divenne fautore del cambiamento delle fogge, le quali prevedevano l’ausilio di un sontuoso drappeggio di pezzi di tessuto non confezionati come veri abiti, ma ricchi di minute decorazioni realizzate con disegni geometrici. Negli uomini il tessuto veniva saputamente avvolto intorno al corpo passando al di  sotto delle ascelle, con il lembo eccedente che dalla schiena risaliva sopra la spalla sinistra rivestendola e nascondendo completamente il braccio limitrofo, ma lasciando completamene svestito il corrispondente lato destro.

Questa nuova caratteristica del drappeggio unilaterale la si può riscontrare inizialmente nelle statue di Gudea, signore di Lagas, datate circa 2300 a.C., il quale, nonostante fosse un sovrano sumero, fu tra i primi ad adottare il tipico abbigliamento babilonese. Infatti, successivamente, diverse statue ritraenti il re babilonese Hammurabi, presente nella storia antica  circa cinquecento anni più tardi, presentano nelle raffigurazioni il tipico indumento maschile summenzionato.

a cura di Marius Creati

 

I Sumeri (parte I)

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Due furono le grandi popolazioni che apparvero nelle valli del Tigri e dell’Eufrate nel IV e III millennio a.C.: gli Accadi a Nord e i Sumeri a Sud. A partire dalla più remota civiltà di Sumer, per secoli convissero nei territori della Mesopotamia avvicendando tra loro supremazia e prestigio sotto l’egida di grandi re, nonostante il loro costante isolamento iniziale in quanto semplici comunità dedite all’agricoltura e all’allevamento ovino e bovino, finché, successivamente all’avvento dei Gutei, un popolo barbaro di origine nomade, la popolazione sumerica, ormai dedita ai grandi traffici commerciali, ebbe il predominio sull’altra diffondendo in tutta l’area mesopotamica la sua influenza culturale e le sue abitudini, tra le quali il culto del vestire, già radicate dai primordi del loro insediamento.

Tutte le informazioni ottenute sui costumi di questa antica civiltà sono frutto di una conoscenza recepita dagli studi effettuati sui ritrovamenti archeologici reperiti nelle tombe di personaggi della nobiltà, quindi statue e bassorilievi, in cui i morti venivano sotterrati con tutti i loro averi affinchè potessero usufruirne nella loro vita futura, segno di prosperità per i medesimi, poiché essendo il territorio molto fertile e ricco d’acqua sarebbe stato impossibile recuperare indumenti soggetti all’erosione del tempo e sopravvissuti alla distruzione dei millenni. Anche se tali reperti sono estremamente stilizzati gli studiosi sono riusciti a identificare la presenza di un tipologia del vestire sumero dalle fogge ben definite. Complessivamente si individua uno stile prettamente semplice caratterizzato da forme ritenute povere ipotizzando che, secondo le varie testimonianze riportate, l’abbigliamento fosse una delle prerogative meno importanti su cui soffermarsi, sia per la raffinatezza dei gusti spesso sofisticati, specie nei monili d’oro, sia per l’acuto ingegno testimoniato dalle enormi risorse tecniche che consentirono la costruzione di edifici perfetti e la produzione di macchinari altamente progrediti.

Per entrambi i sessi il vestire sumero consisteva in una gonna lunga e pelosa sino alla caviglia, stretta in vita e avvolta intorno ai fianchi, realizzata in un tessuto a fiocchi, ciocche o frange definita propriamente a falpalà, mentre il torso rimaneva completamente scoperto. Potrebbe probabilmente trattarsi di pelle di pecora o montone con i ciuffi di lana rivolti verso l’esterno. I riccioli della lana erano disposti a balze regolari e sovrapposte, tagliati e pettinati.

Alcuni frammenti di tessuto rinvenuti nelle tombe fanno supporre invece che il materiale usato non fosse in realtà pelle, in considerazione del clima abbastanza caldo, ma kaunakès, un tessuto dalla trama annodata con ciuffi di lana, che potevano far alludere a ricci e probabilmente realizzato con un procedimento simile alla confezione dei tappeti.

a cura di Marius Creati