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Archive for April 27, 2011

Legacy, web series dedicata a Mortal Kombat

Oggi vi segnaliamo una nuova e fantastica web series, basata sul leggendario picchiaduro Mortal Kombat. In occasione del lancio del nono capitolo della serie, Kevin Tancharoen ha ideato questa serie live action, intitolata Legacy, che racconterà delle origini di ogni personaggio del celebre videogame e le motivazioni che li hanno spinti a partecipare al torneo Mortal Kombat.

Non avendo nessun tipo di restrizione, Mortal Kombat: Legacy sarà una serie abbastanza violenta. La prima stagione è composta da nove episodi, ciascuno dalla durata che varia dai 6 ai 10 minuti, ed è diffusa gratuitamente sul canale YouTube di Machinima a partire da Aprile.

Fonte: Skimbu

Visione in Costa D’Avorio… manifestazioni spirituali o complotti olografici ultra moderni!

Mercoledì 20 aprile 2011, nel quartiere di Yopougon ad Abidjan (Costa d’Avorio), esattamente nove giorni dopo il golpe Stato della Francia per instaurare uno dei suoi governatori , nella persona di Alassane Ouattara, uno strano evento si è verificato, visibile a migliaia di persone. La folla urlò, e tutti dicono di aver visto la Vergine Maria in cielo. Diverse persone hanno potuto registrare con i telefonini l’evento. Nella registrazione è visibile solo una forte luce proveniente dal Sole, ma dopo 1:30, si può vedere qualcosa di simile ad una donna vestita di bianco e una coperta blu, galleggiando vicino agli alberi.

Alcuni ricercatori asseriscono che si possa trattare di isteria di massa, mentre alcuni cospiratori parlano di fasci laser provenienti dallo spazio, Progetto Blue Beam, HAARP e UFO. Altri dichiarano che si trattava del Diavolo.

Molti si chiedono quali siano i motivi dell’apparizione della Vergine Maria e per quale motivo sia arrivato in questo momento. La gente gridò di aver visto la Vergine Maria, altri parlano di manifestazione Extraterrestre, di UFO e dischi volanti.
Forse avrebbe potuto essere un test preliminare di un qualche sistema di olografia avanzato (Blue Beam e HAARP), in fase di sperimentazione su una popolazione povera, per determinare il deterrente di possibile effetto sociale, per una vasta operazione psicologica. Tutto è possibile ma tale manifestazione non avviene per caso, anche perchè la situazione mondiale di crisi, aumenta sempre di più, in attesa di un intervento Divino che possa mettere fine a questo inferno planetario. ” Non è più tempo di filosofie ma è tempo di Realtà e la Realtà è desolazione, è l’Agonia della Terra“.

Fonte: National Corner

“Ekomisa Eis Thn Tecnh” (Portai nell’Arte mia) di Kostantinos Petrou Kavafis

Ekomisa Eis Thn Tecnh/Portai nell’Arte mia

Sto, seduto. Fantastico. E brame e sensazioni
portai nell’Arte mia – appena intraveduti
visi, vaghi contorni; di non compiuti amori
poche memorie labili. A Lei voglio concedermi.
Forme della Beltà delinea, esperta; e colma
tutta la vita, quasi inavvertitamente:
associa percezioni, associa le giornate.

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“Con gli occhi dell’assassino” di Guillem Morales, sceneggiatura

April 27, 2011 Leave a comment

IL FILM
CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO è il viaggio nell’oscurità fisica ed emozionale di una donna che è costretta ad affrontare le sue più intime paure. L’isolamento vissuto dalla protagonista, quello di una donna che perde la vista, serve come mezzo per raccontare, sottoforma di un incubo terrificante, la storia di un viaggio di accettazione, di superamento dei propri limiti, di amore e sopravvivenza. Come nel mondo delle emozioni, CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO gioca con la sottile linea che separa il visibile dall’invisibile, il reale dall’irreale, ciò che vediamo da ciò che immaginiamo. E fa tutto ciò mettendo la sua eroina in situazioni estreme, obbligandola a risolvere un puzzle per il quale ci sono ben pochi pezzi. Mentre Julia inizia a mettere assieme i pezzi, inizia anche a capire che qualcosa di terribile sta accadendo attorno a lei, qualcosa che nessun altro sembra notare, e che la lascerà sola ad affrontare il pericolo.

LA SCENEGGIATURA
CON GLI OCCHI DELL’ASSASSINO è un thriller che racconta la storia di una donna incapace di accettare la malattia che l’ha colpita che le sta causando la perdita della vista. Questa sceneggiatura è congeniata come una corsa contro il tempo, in cui ogni rivelazione nasconde una piccola risposta per svelare il mistero. Si punta a coinvolgere il pubblico, facendolo identificare con la protagonista. I suoi occhi sono gli occhi del pubblico. Quello che Julia vede lo vede anche il pubblico. Quello che Julia sente, lo sente anche il pubblico. E ciò di cui Julia ha paura, è ciò che di cui ha paura anche il pubblico. Questo coinvolgimento è spinto fino al limite, in un gioco formale ed emozionale, progettato per intrappolare lo spettatore, al punto da trascinarlo assieme alla protagonista nell’oscurità, dove si nasconde qualcosa di terribile: la verità.

Fonte: MondoRaro

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Intervista di Giuseppe Giulio alla “Femme Fatale” dei colori, Liliana Comes

“Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista orginale”. Questa frase di Marcel Proust racchiude tutta l’essenza di un artista semplice ma ricca di espressioni umane, protagoniste del nostro quotidiano.
Lilliana Comes nasce a Napoli figlia d’arte di padre scultore, incisore e miniaturista, si diploma all’Istituto d’Arte “F.Palizzi” di Napoli, rivolge ben presto i suoi interessi alla pittura partecipando a molte mostre collettive di giovani artisti emergenti. Allieva dello scultore Lelio Gelli e di Enrico Cajati segue brillantemente i corsi di disegno del pittore Luigi Annunziata.
Appassionatasi in particolare agli artisti dell’ Ottocento Napoletano, ne studia le campiture e ne subisce il fascino coloristico, che influenzerà fin dall’inizio la sua tecnica pittorica. Il colore è al centro del suo mondo pittorico e continua gli studi approfondendo le ricerche coloristiche, in particolare viene attratta da ” La Teoria dei colori” Di J.W. Goethe, che diventa ben presto il suo vademecum.

G.G.: Ciao Liliana. Cosa significa per te dipingere?

Liliana Comes: Caro Giuseppe dipingere significa scatenare pura adrenalina…mi sento strettamente collegata alle mie creazioni…le vivo…mi emoziona anche solo il pensiero di intingere il pennello nel colore…l’idea di una tela bianca che accoglie forma e contenuto pittorico mi eccita…mi dà energia e penso al momento in cui si compie la magia della completa realizzazione dell’opera stessa che già è ben definita a livello emozionale nella mia mente…Anche il terrore iniziale della non riuscita… le difficoltà…le riflessioni su come affrontare l’esecuzione dell’opera mi danno un emozione indescrivibile..ogni volta mi sembra la prima volta…non mi stanco mai.

G.G.: Liliana, la tua biografia racconta di una particolare passione verso gli artisti dell’ottocento partenopeo. Cosa ti colpisce di questi artisti napoletani del XIX sec?

Liliana Comes: Dell’ottocento napoletano mi affascina lo studio coloristico degli artisti…la luce le campiture..il modo di narrare…..I dipinti di quell’epoca profumano di una particolare aria di umanità e libertà di espressione artistica oltre ad un ineguagliabile padronanza tecnica che porta oltre i canoni tradizionali ma questo vale per tutte le correnti artistiche dell’ottocento.

G.G.: Il “Colore” è al centro del tuo mondo e della tua arte. Qual è il colore che meglio ti rappresenta?

Liliana Comes: Prediligo le tonalità calde, ma non ho preferenza per un unico colore…sono tutti belli ..tutti hanno un loro fascino ed una loro utilità.

G.G.: “La teoria dei colori” di Goethe è il tuo vademecum. Ci sono altri “vademecum” nella tua vita da Artista?

Liliana Comes: Il più utile Vademecum c’è l’ ho nella testa..ma è difficile da spiegare.

G.G.: Il tuo stile pittoresco è molto intimistico e nobile, ma anche molto comunicativo. Un quadro può davvero essere un nuovo e forte mezzo di comunicazione?

Liliana Comes: L’arte in generale è sempre stato un forte mezzo di comunicazione ,il compito dell’artista è quello di comunicare le proprie emozioni e sensazioni … personalmente lo trovo un gesto d’amore verso gli altri, condividere con l’osservatore la propria creazione..essere compresi nel messaggio che si vuole comunicare…l’emozione più grande l’ho avuta alla mia prima personale ..si avvicinò una vecchietta e mi disse che le mie opere facevano compagnia..probabilmente era quello che a lei serviva in quel momento..si era identificata nei miei lavori..mi sono commossa.

G.G.: Cosa ti hanno lasciato Lelio Gelli e Luigi Annunziata?

Liliana Comes: Lo scultore Lelio Gelli mi ha trasmesso il rispetto per i volumi plastici, conoscerli mi è stato indispensabile per poi ridurli al minimo per mio gusto ed esigenza. Ed inoltre l’armonia di impostazione che nel mio caso ho adottato in pittura ed è necessaria per la riuscita di un opera piacevole….Luigi Annunziata mi ha trasmesso invece l’amore per il disegno.

G.G.: Napoli è una città bella ma maledetta allo stesso tempo. Come la rappresenteresti in un tuo dipinto?

Liliana Comes: La rappresenterei con i meravigliosi colori lavici del Vesuvio.

G.G.: Un Ultima domanda Liliana! Tra i tanti quadri,qual’è quello che ti emoziona,o meglio che ti lascia un brivido particolare ogni volta che lo guardi?

Liliana Comes: Tutti…non considero mai un opera realizzata se non mi dà una forte emozione…curo i miei lavori come se fossero dei figli..

Colori e Fiamme di vita, questa è l’arte di Liliana Comes.

Fonte: Oubliettemagazine

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Resoconto presentazione L’Orologio Parallelo, di Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini, Ostia Antica

Si è svolta sabato 16 aprile 2011 alle 17:30 nel borgo medioevale di Ostia Antica, presso il Salone Riario in Piazza della Rocca 13, la prima presentazione di un’interessante novità editoriale di aprile. “L’Orologio Parallelo” nasce con una sfida lanciata da Gianni Maritati (1962), scrittore e giornalista del Tg1, ad alcuni scrittori che si sono cimentati nell’organizzare degli schizzi di soggetto del giornalista per crearne dei racconti.

Gli autori che sono riusciti in questo esperimento di creazione ed interazione artistica sono Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini. “L’Orologio Parallelo”, edito dalla casa editrice Linee Infinite Edizioni, consta della prefazione dello scrittore e giornalista Vincenzo Mollica(1953) e dei tre racconti:  “L’angelo di cioccolata” di Michele Gentile, “La città sul volante” di Monica Baldacchino ed “Il pianista maledetto” di Cinzia Baldini.

La presentazione è stata un vero successo. Presenti all’evento uno svariato numero di giornalisti tra i quali Salvatore Spoto, scrittore e giornalista, che si ringrazia per l’intervento costruttivo ed entusiasmante sul libro. Presenti le maggiori autorità politiche del territorio e il TG3. L’evento è stato promosso nel DO-RE-CIAK-GULP delle 13:30 nel quale Vincenzo Mollica ha comunicato della presentazione.

Gli spettatori, dopo la presentazione, hanno praticamente preso in ostaggio gli autori per avere maggiori notizie sul libro e per la propria copia autografata.

Tre sono stati gli attori che si sono dati il cambio per la recitazioni di brani scelti dal libro e che hanno mostrato una professionalità altissima: Luisa Iacurti, Alessandro Ostili ed Eleonora Gnazi.

Due domande a Michele Gentile:

 A.M.: La presentazione de “L’orologio parallelo” è stato un successone. Hai in vista altre presentazioni in altre città?

Michele Gentile: La casa editrice sta varando un calendario di presentazioni fuori Roma, ma ,
per adesso è tutto molto nebuloso, di certo c’ è che la prossima presentazione si terrà nuovamente ad Ostia, il 28-29 maggio all’interno della Festa del Libro e della Lettura di Ostia, la creatura di Gianni Maritati.

A.M.: C’è qualche aneddoto della serata che vuoi condividere con noi?

Michele Gentile: Sì certo svariati ma voglio condividere con i lettori l’entusiasmo del pubblico alla fine della presentazione. Io, Monica e Cinzia abbiamo firmato decine di autografi (e chi se lo aspettava!!!!) soprattutto a ragazzi  e ragazze giovani che ci chiedevano consigli ed aiuti per essere indirizzati sulla strada della scrittura. Incredibile, davvero incredibile!

Notizie sugli autori:

Michele Gentile, autore della raccolta poetica “Sassi nel fiume” e dei romanzi “I respiri del mare” e “I graffi del buio” (con Monica Baldacchino); Cinzia Baldini, autrice dei romanzi “Semplicemente Donna, Orichalcum” ed “Il veleno di Circe”; Monica Baldacchino, autrice di monologhi teatrali e del romanzo “I graffi del buio”.

Vi lascio alcuni link utili per maggiori info sulla presentazione di “Orologio Parallelo” ed il sito della casa editrice:

http://www.facebook.com/pages/LOrologio-Parallelo/179633738749935?ref=ts
http://www.facebook.com/event.php?eid=119656574775559

http://oubliettemagazine.com/2011/04/04/presentazione-di-orologio-parallelo-di-michele-gentile-monica-baldacchino-e-cinzia-baldini-ostia-antica-16-aprile-2011/

www.lineeinfinite.net

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Michele Gentile

“Freddo” di Marius Creati

– Freddo –

Freddo.

Mai fui accarezzato così duramente dalle tue mani velate,

mai tu mi avvolgesti così fortemente dinnanzi ai tuoi figli.

La mia delicata pelle risente del tuo inferto piacere;

il mio corpo, combattuto, dibattuto e vinto,

soccombe innanzi al tuo strabiliante potere.

Sei tu! Il principe della natura che muore.

Dammi tutta la forza che ti ha sostentato,

dammi la grinta che ha legato i tuoi passi

al suolo terraneo dell’eternità.

Io, umile figlio della natura,

posso soltanto sentirti arrivare,

posso soltanto udirti partire.

Desolazione. Buio. Pallore.

Essi sono gli alfieri del tuo agghiacciante cammino.

Essi sono gli umili Dei che porterai sempre accanto.

Immagino vasti spazi deserti

contaminati dallo squallore delle città bruliche e fedifraghe,

disseminate ovunque in lungo e in largo.

Codeste non esistono più!

Udii il fruscìo delle foglie lasciate in terra a disseccare,

sgretolate dal passo fulmineo che incalza da lontano.

Vidi un uomo di oscur vestito su di un nero cavallo arcigno.

Aveva in pugno l’argentea spada del cammino annebbiato.

E’ lui il principe del freddo.

E’ lui lo scatenato sterminatore della natura.

da Poesie della Giovinezza,

Marius Creati     03 marzo 1990

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Marrakech, omaggio al grande scrittore Amran El Maleh

April 27, 2011 Leave a comment

Il 29 e 30 aprile 2011, Marrakech risuonerà al suono dei testi del celebre scrittore Edmond Amran El Maleh, scomparso nel novembre scorso a Rabat, all’età di 93 anni. Maestro della letteratura, del teatro, della poesia, ma anche della musica e del cinema, la città ocra farà rivivere, con l’iniziativa voluta dagli Amici Horizons Maghrébins e l’Associazione Jazouli, lo spirito libero di quest’uomo, sinceramente innamorato del Marocco. Il Marocco ricambia dedicando all’autore una due giorni per onorare la sua memoria . Testi, musica e immagini per rendere un grande tributo allo scrittore saranno presentati a Dar Athaqâfa Daoudiyate (dietro la sede del Comune di Marrakech), raggruppati in un insieme di manifestazioni letterarie, teatrali, poetiche, musicali e cinematografiche. Da venerdi’ 29 aprile, dalle 17.30 alle 21.30, un testo in bianco titolato “Halqa Matrouz” sarà donata al commediante e autore, ma anche compositore e cantante, Simon Elbaz. Questo rendez-vous seguirà le tracce della tradizione giudeo-marocchina, incrociando idiomi e musiche con la lettura di un estratto di Mchougal Maboul, prefazionato da Edmon Amran El Maleh. Un incontro poetico dei testi dell’autore seguirà poi con la partecipazione dei poeti Bassry Aïcha, Simone Molina, Serge Pey, Simon Elbaz, James Sacré, Abdeklader Hajjam (traduttore) e Salwa Mjadli. Il sabato 30 aprile, dalle 16.30 alle 21.00, si terrà una tavola rotonda multi-tematica che si aprirà con la lettura della lettera di Juan Gotisolo (scrittore spagnolo residente a Marrakech) in omaggio all’amico Edmon Amran El Maleh. Si toccheranno diverse tematiche: “L’opera letteraria di Edomon Amran El Maleh”, “I fondamenti di una scrittura e lettura delle Lettere a me stesso”, “Lo scrittore del luogo e dei luoghi”, “Dal Libro ai libri”, “Improvvisazioni filosofiche nell’opera di Edmon Amran El Maleh”, “Genesi del periplo attorno a Ben Slimane al Jazouli”, “Tradurre Edmon Amran El Maleh”, e ancora “Edmon Amran El Maleh, testimonianze di amicizia”. Ogni tematica sarà affrontata con l’intervento di diverse personalità nel campo dell’insegnamento, delle lettere, della filosofia ma anche dell’etnologia e delle arti. Questi dibattiti saranno seguiti dalla proiezione di un racconto documentario “Le Matrouz” di Simon Elbaz e Annie Brunschwing, seguito da una performance poetica. Infine, la serata del sabato terminerà con una veglia Lila degli Gnawa (rito spirituale), dalle 22.00 alle 07.00 del mattino successivo. Onore dunque ad un grande autore che conosceva bene l’alchimia delle parole e dei verbi, che usava per colorare scritture pregne di musicalità e di estetica, al di là dei sensi stessi, che risuoneranno ancora per lungo tempo.

Dâr Almaslouhiya – Hay Sidi Ben Simane Jazouli – Derb Ben moussa n°8 Marrakech Médina

0524 38 26 07 La manifestazione è gratuita.

Fonte: My Amazighen