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Archive for April 21, 2011

Stabat Mater, inno alla Madonna durante la Crocifissione e la Passione del Cristo

Lo Stabat Mater (dal latino Stava la madre) è una preghiera cattolica in sequenza del XIII secolo attribuito a Jacopone da Todi, sec. XIII, ma l’attribuzione del testo é alquanto controversa.

La prima parte espone una meditazione profonda sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la Crocifissione e la Passione del Cristo, mentre la seconda parte, che ha inizio dal periodo “Eia, mater, fons amóris”  è una sorta d’invocazione attraverso cui l’orante chiede a Maria di renderlo partecipe del dolore provato dalla medesima e dal figlio Gesù durante la Crocifissione e la Passione.

Il testo è infatti in latino, anche se la sua struttura ritmica è quella del latino medievale, tradotta in seguito nella lingua italiana. È facoltativo recitarla durante la messa dell’Addolorata, 15 settembre, ma é possibile  farne uso nell’ufficio del venerdì della settimana di passione, Madonna dei sette dolori, venerdì precedente la Domenica delle Palme, nonché come rinomato canto di accompagnamento durante il rito della Via Crucis e la processione del Venerdì Santo.

Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.
Cuius ánimam geméntem,

contristátam et doléntem

pertransívit gládius.
O quam tristis et afflícta

fuit illa benedícta

Mater Unigéniti !
Quae moerébat et dolébat,

pia mater, cum vidébat

nati poenas íncliti.
Quis est homo, qui non fleret,

Christi Matrem si vidéret

in tanto supplício?
Quis non posset contristári,

piam Matrem contemplári

doléntem cum Filio ?
Pro peccátis suae gentis

vidit Jesum in torméntis

et flagéllis subditum.
Vidit suum dulcem natum

moriéntem desolátum,

dum emísit spíritum.
Eia, mater, fons amóris,

me sentíre vim dolóris

fac, ut tecum lúgeam.
Fac, ut árdeat cor meum

in amándo Christum Deum,

ut sibi compláceam.
Sancta Mater, istud agas,

crucifíxi fige plagas

cordi meo válide.
Tui Nati vulneráti,

tam dignáti pro me pati,

poenas mecum dívide.
Fac me vere tecum flere,

Crucifíxo condolére

donec ego víxero.
Iuxta crucem tecum stare,

te libenter sociáre

in planctu desídero.
Virgo vírginum praeclára,

mihi iam non sis amára,

fac me tecum plángere.
Fac, ut portem Christi mortem,

passiónis fac me sortem

et plagas recólere.
Fac me plagis vulnerári,

cruce hac inebriári

et cruóre Fílii.
Flammis urar ne succénsus,

per te, Virgo, sim defénsus

in die iudícii.
Fac me cruce custodíri

morte Christi praemuníri,

confovéri grátia.
Quando corpus moriétur,

fac, ut ánimae donétur

paradísi glória. Amen.

La Madre addolorata stava

in lacrime presso la Croce

su cui pendeva il Figlio.
E il suo animo gemente,

contristato e dolente

una spada trafiggeva.
Oh, quanto triste e afflitta

fu la benedetta

Madre dell’Unigenito!
Come si rattristava e si doleva

la pia Madre

vedendo le pene dell’inclito Figlio!
Chi non piangerebbe

al vedere la Madre di Cristo

in tanto supplizio?
Chi non si rattristerebbe

al contemplare la pia Madre

dolente accanto al Figlio ?
A causa dei peccati del suo popolo

Ella vide Gesù nei tormenti,

sottoposto ai flagelli.
Vide il suo dolce Figlio

che moriva, abbandonato da tutti,

mentre esalava lo spirito.
Oh, Madre, fonte d’amore,

fammi provare lo stesso dolore

perché possa piangere con te.
Fa’ che il mio cuore arda

nell’amare Cristo Dio

per fare cosa a lui gradita.
Santa Madre, fai questo:

imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso

fortemente nel mio cuore.
Del tuo figlio ferito

che si è degnato di patire per me,

dividi con me le pene.
Fammi piangere intensamente con te,

condividendo il dolore del Crocifisso,

finché io vivrò.
Accanto alla Croce desidero stare con te,

in tua compagnia,

nel compianto.
O Vergine gloriosa fra le vergini

non essere aspra con me,

fammi piangere con te.
Fa’ che io porti la morte di Cristo,

avere parte alla sua passione

e ricordarmi delle sue piaghe.
Fa’ che sia ferito delle sue ferite,

che mi inebri con la Croce

e del sangue del tuo Figlio.
Che io non sia bruciato dalle fiamme,

che io sia, o Vergine, da te difeso

nel giorno del giudizio.
Fa’ che io sia protetto dalla Croce,

che io sia fortificato dalla morte di Cristo,

consolato dalla grazia.
E quando il mio corpo morirà

fa’ che all’anima sia data

la gloria del Paradiso. Amen.

“Alla sera” di Ugo Foscolo

Alla sera

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l’imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all’universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

 tratto da I sonetti, Sepolcri

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“L’ultima stella del mattino”, di Raffaele Balsano, Rupe Mutevole Edizioni

“Ma una sera, una di quelle da dimenticare, lei si presentò con un uomo di vent’anni più vecchio, il ‘padrasto’.

Veniva definito così dagli isolani, colui che conviveva con una donna, ma non era il padre dei figli che lei aveva.”

Ed inizia con questo episodio il pesante distacco dalla fanciullezza da parte di Josè. Il ‘padrasto’ giunge nella sua vita per cambiarla in modo consistente. Con questa intrusione, Josè perde la figura portante della sua vita, colei che l’aveva messo al mondo.

“L’ultima stella del mattino”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è un affascinante viaggio sulle possibilità della fortuna e del caso, sul cambiamento dei rapporti umani e delle sue condizioni. L’autore, Raffaele Balsano, nel 2009 ha pubblicato per la casa editrice SBC Edizioni “Il trabocco dell’anima”, nato a Lucera vive e lavora a Milano. Due romanzi diversi ma con una continuità di alterazione tra lo stato presente e lo stato del passato. “L’ultima stella del mattino” consta di 271 pagine, è suddiviso in due parti fondamentali a loro volta segmentate in capitoli di diversa estensione.

Raffaele Balsano decide di racchiudere l’essenza del romanzo in due indicazioni di lettura delle quali la prima recita: “L’amore vince con la propria sconfitta, l’egoismo perde con la sua vittoria”. Ed è proprio questo profondo pensiero che darà la forza al suo protagonista di andare avanti e di cercare sempre qualcosa di meglio verso la tranquillità di spirito. Il romanzo non prevede un andamento lineare del tempo bensì continui flash back irrompono nel presente per raccontare un passato sconcertante che s’insinua abilmente nella mente del lettore.

Protagonista di “L’ultima stella del mattino” è Josè Barros Silveira, un uomo dall’animo nobile e dalle umilissime origini, si occupa di import-export di merci da tutto il Mondo e possiede centinaia di navi mercantili. Seguiamo Josè attraverso la sua storia, attraverso i suoi pensieri e le sue più intime emozioni. Una vita movimentata che lo vedrà viaggiare attraverso i continenti ed attraverso le persone. Nasce infatti in un’isoletta del Sud America, una di quelle nelle quali la differenziazione sociale è netta, quinto figlio di una ventinovenne scura di pelle. Con i suoi fratelli aveva in comune solo la madre, infatti, ogni figlio era stato concepito con uomini diversi. Passato e presente, povertà estrema e sconfinata ricchezza, questa la profonda dicotomia della vita di Josè.

“I tavoli in cristallo, intorno ad una finta cascata che faceva scivolare l’acqua in una piscina adiacente, erano coperti con tovaglie di lino bianco e su di esse delle candele blu profumate, dalle quali usciva una luce tenue, ma di grande effetto. La posateria naturalmente era d’argento. C’era anche un piccolo eliporto, dove arrivavano gli ospiti, accolti con referenza e …un regalo, un fermacravatta in oro per lui e un pendente a forma di àncora per lei.”

I suoi ospiti giungono per una grandissima cerimonia, l’assegnazione di un importantissimo Premio per Opere Umanitarie. Josè ha dato indicazioni perfette, aspetta questa giornata da tanto, al suo fianco l’amore della sua vita, Ilinka, amore a prima vista, un corteggiamento dal sapore antico e prezioso con una locuzione che diviene nel loro rapporto un affettuoso aforisma: “Posso fare qualcosa per regalarti l’infinito?”.

“Non appena si fece giorno dona mamà sveglio Josè crollato per la stanchezza la sera prima, e lo condusse nel posto stabilito. Era una specie di grotta, all’interno della quale si trovava un piccolo giaciglio.”

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

“Sotto Casa” di Kostantinos Petrou Kavafis

Sotto Casa

Ieri, vagando in un quartiere
fuori mano, passai sotto la casa
dove solevo entrare adolescente.
Amore ivi s’apprese alla mia carne,
con la sua forza prodigiosa.

E ieri,
come passai per quella strada antica,
d’un subito imbellirono per incanto d’amore
le pietre, i magazzini, i marciapiedi,
e muri, e balconi, e finestre:
nulla di brutto era rimasto, là.

Come ristavo e guardavo la porta,
ristavo, e m’attardavo laggiù sotto la casa,
tutto l’essere mio risprigionava
l’emozione, serbata, di piacere.

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“Nel Solco della Vita” di Anna Mucerino

“Avere un cuore libero significa credere nella forza rigenerante della scrittura e nella possibilità di ricominciare dopo ogni insucesso“.

Niente paura! è solo la filosofia di una scrittrice emergente, la quale ogni giorno insegna ai ragazzi un modo nuovo per affronatare incertezze e attegiamenti di comodo, per poter assaporare la gioia della vita.

Anna Mucerino è l’ autrice di un libro semplice ma ricco di sfumature nuove, e vecchie, parole che legano il passato con il futuro.

Nel Solco della vita è il titolo del suo romanzo d’esordio edito da Il Filo-Gruppo Albatros. Uscito nel 2008, ma ancora oggi, a distanza di qualche anno suscita ancora magia.

Una raccolta di racconti che ripercorre una vita vissuta attraverso le emozioni, i colori e i sapori, a partire dai ricordi d’infanzia, dall’affetto per una zia che è stata anche madre, passando per il difficile rapporto con un padre alla fine amato, per le sofferenze causate da un carattere deciso e caparbio che hanno portato la protagonista alla realizzazione nella vita. Ogni racconto è una tappa fondamentale nella formazione della donna, nasconde momenti semplici che segnano però svolte cruciali.

Nelle pagine di Anna Mucerino si leggono l’amore per il suo paese e la convinzione per le scelte che ha dovuto operare, dal continuare gli studi, nonostante fosse una donna e suo padre si opponesse, all’università, al lavoro.

Anna Mucerino è nata a Napoli il 3 luglio del 1956, ma ha sempre vissuto a Marigliano (NA). Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’“Istituto Orientale” di Napoli. Attualmente è docente di Lingua e Civiltà Inglese presso l’I.I.S.S. “Manlio Rossi Doria” di Casalnuovo (NA). Ha pubblicato sul mensile “Il Risveglio” diversi articoli curando tra l’altro la rubrica letteraria “Finestra aperta su… la letteratura francese”. Ha pubblicato in lingua francese Ses expériences de vie durante uno dei suoi stage in Francia. È tra gli autori di 365 Aforismi per un anno, A.C. Pragmata, Roma.

Fonte: Oubliettemagazine

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“Giglio Nero” di Alessandro Erato

Giglio Nero

Questa notte mi sazierò di te,
mangerò le tue labbra
digrignerò i denti
e strapperò le tue carni
senza freni, senza pause.
La mia coscienza non oserà
Sarò libero.
Le tue gambe, mia dolente condanna
Smuoverò piano,
le tue voglie saranno
note di una sconosciuta melodia.
Con le mani soffocherò
Il tuo piacere
Ed esploderò dentro te
Come un giglio nero!

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La Creazione dei Deserti

April 21, 2011 Leave a comment

Molti secoli fa, che ci crediate o no, la terra era verde e fresca, migliaia di ruscelli la percorrevano, gli alberi erano ricchi di ogni genere di frutta e gli uomini, che ignoravano il male, vivevano felici senza farsi la guerra. Allah aveva detto agli uomini: “Questo bel giardino è vostro e vostri sono i suoi frutti, dovete però sempre agire con giustizia, altrimenti lascerò cadere un granello di sabbia sulla terra per ogni vostra azione malvagia e un giorno tutto questo verde e tutta questa frescura potrebbero anche sparire“. Per molto tempo tutti si ricordarono di questo monito, ma un brutto giorno due uomini litigarono per il possesso di un cammello e appena la prima parolaccia fu pronunziata, Allah fece cadere sulla terra un granello di sabbia così minuscolo che nessuno se ne accorse. Ben presto i due litiganti dopo le male parole vennero alle mani e gli uomini si accorsero che un mucchietto di sabbia stava crescendo lentamente. Chiesero allora ad Allah di cosa si trattasse e Allah rispose che era il frutto della loro cattiveria e che ogni volta si fosse verificata una cattiva azione, un granello di sabbia sarebbe sceso ad aggiungersi agli altri e forse, un giorno, la sabbia avrebbe coperto la terra. Gli uomini si misero a ridere e pensarono: “Anche se fossimo estremamente malvagi occorrebbero milioni e milioni di anni prima che questa polvere leggera copra la nostra terra e ci possa danneggiare“. Cosi’ iniziarono a combattersi gli uni contro gli altri, tribù contro tribù, finchè la sabbia seppellì campi e pascoli, cancellò i ruscelli e spinse le bestie lontano, in cerca di cibo. In questo modo fu creato il deserto e da allora le tribù andarono vagando tra le dune, vivendo in tende, aiutate solo dai cammelli per i lunghi spostamenti, e si portarono nel cuore l’immagine della terra perduta. Anzi, perchè non dimenticassero, Allah volle che ogni tanto si presentasse ai loro occhi l’immagine delle piante e delle acque scomparse. Per questo ogni tanto chi cammina nel deserto, vede cose che non ci sono, tende le braccia per toccarle, ma la visione subito svanisce. Sono come i sogni ad occhi aperti e la gente li chiama Miraggi. Solo dove gli uomini hanno osservato la Legge di Dio ci sono ancora ruscelli e palmeti, e la sabbia non può cancellarli ma li circonda come il mare l’isola. Questi luoghi si chiamano Oasi e gli uomini si fermano per trovare acqua, cibo e riposo, ricordando ogni volta le parole di Allah: “Non trasformate il mio mondo verde in un deserto infinito“.

Favola Araba

Fonte: My Amazighen

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Fès riflette sull’avvenire dell’Umanità

April 21, 2011 Leave a comment

L’Accademia del reame marocchino ha invitato centinaia di personalità, tra cui 300 premi Nobel, per riflettere sull’avvenire dell’umanità. Punto d’incontro: Fès, dal 1 al 3 maggio 2011. Il Marocco accoglierà i Nobel per riflettere sullo sviluppo sociale e umano del domani sotto l’egida della prestigiosa Accademia reale ospitando, tra gli altri, Bill Clinton, Lula da Silva, Abdoulaye Wade, Tony Blair, Henry Kissinger e Dominique Strauss-Kahn. Appuntamento di prestigio per Fès, capitale spirituale del reame marocchino e centro turistico internazionale grazie alla sua splendida e medioevale medina, che sarà la scenografia più bella per un incontro socio-culturale di livello mondiale.

Fonte: My Amazighen

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Marrakech, dono ai bambini abbandonati

April 21, 2011 Leave a comment

Bella iniziativa in occasione della passata Giornata Mondiale della Salute (7 aprile 2011), che ha visto consegnare alla sezione di Marrakech della Lega marocchina per la protezione dell’infanzia (LMPE) oltre 3.000 pasti per gli orfani della città, donati da una industria multinazionale di alimentazione per bambini. Restando anonimi, l’amministratore delegato della Società ha dichiarato che “noi dobbiamo, al di là dei nostri benefit industriali, aiutare le associazioni che operano nel quotidiano per accogliere e proteggere i bambini abbandonati”. Questo dono servirà a sfamare per oltre tre mesi, coprendone tutti i bisogni alimentari, i bambini abbandonati della Ville Rouge. La cerimonia di consegna del dono è stata accompagnata dalla presenza di Chantal Chauvin, console generale di Francia a Marrakech, Kamal Eddine Faher, presidente della Camera di Commercio, dell’Industria e dei Servizi (CCIS) della città, Robert Ruiz, presidente della Camera francese del Commercio di Marrakech, e da Mohamed Assa, presidente della sezione di Marrakech dei giovani dirigenti (CJD). Bella e concreta opera di solidarietà che tocca la parte più debole della popolazione, i bambini abbandonati senza una famiglia che si curi di loro.

Fonte: My Amazighen

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“Da Sodoma a Hollywood”, 26° Torino GLBT Film Festival

April 21, 2011 Leave a comment

Da Sodoma a Hollywood, 26° Torino GLBT Film Festival

I FILM CHE CAMBIANO LA VITA

Torino 28 aprile – UCI Cinemas Lingottto

29 aprile – 4 maggio 2011 Multisala Cinema Massimo

La cantante Noemi ospite della cerimonia di apertura Inaugura il Festival Four More Years

Sesso e politica secondo la regista svedese Tova Magnusson-Norling

Premio alla Carriera “Dorian Gray” a Lindsay Kemp

Tre sezioni Concorso per tre Giurie internazionali

Open Eyes: Lesbian Romance, omaggio a Shamim Sarif

Focus: Iran, nodo alla gola

Focus: Omofobia, l’odio mangia l’anima

Focus: Think Pink! Non solo moda. Ospite la top model Veruschka

Dario Argento presenta Midnight Madness

Vintage: Italia 150, il nostro Risorgimento

A qualcuno piace libro: incontri con gli autori

Il 26° Torino GLBT Film Festival, diretto da Giovanni Minerba, si svolge nell’ambito di Esperienza Italia 150 dal 29 aprile al 4 maggio 2011 nella Multisala Cinema Massimo, nel cuore della cittadella torinese del cinema, ai piedi della Mole Antonelliana e del Museo Nazionale del Cinema: dunque un ritorno al passato, negli spazi e nelle sale dove è cresciuto e si è affermato affacciandosi alla ribalta internazionale. L’evento speciale di inaugurazione del Festival si tiene presso l’UCI Cinemas Lingotto la sera di giovedì 28 aprile.

L’immagine guida e il video-trailer sono opera di Massimo Fenati, creatore della celebre coppia di pinguini gay Gus&Waldo, le cui avventure sono state pubblicate in tutto il mondo. Il progetto è una rappresentazione originale e anticonformista dell’arcobaleno gay, delle sue sfaccettature e delle sue diversità, ma anche di una grande festa del cinema, di un evento popolare che coinvolge l’intera città.

Ospite della cerimonia di apertura è Noemi. Dopo L’amore si odia, una canzone destinata a lasciare il segno, grazie anche alla collaborazione con Fiorella Mannoia con la quale ha dato vita a uno straordinario duetto, il suo nuovo album RossoNoemi – il cui primo singolo Vuoto a perdere è stato scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri – è tra i grandi successi discografici del momento.

FILM D’APERTURA

Preceduto dal divertente cortometraggio animato Au Commencement di Laurent Leprince, il film di apertura della 26ª edizione è Four More Years della svedese Tova Magnusson-Norling, una commedia degli equivoci sullo sfondo di temi di grande attualità come sesso e politica. La storia è quella di David, leader politico del partito liberale, sconfitto alle recenti elezioni, sposato con una bella donna (interpretata dalla stessa regista), attratto da un suo collega della fazione opposta. Dalla Camera dei deputati alla camera da letto: Four More Years scherza sulla politica e la sessualità con disinvoltura ed eleganza anche grazie ai suoi due attori, Bjorn Kjellman (presente a Torino) ed Eric Ericsson, che si calano nella parte con un candore romantico e molto naturale. Una storia che si potrebbe definire post-gay e che va decisamente oltre qualsiasi stereotipo con un happy-end nel quale l’amore trionfa alla grande e la politica, una volta tanto, soccombe.

PREMIO ALLA CARRIERA

Il Premio Dorian Gray, istituito nel 2010 in occasione del venticinquennale del Festival, è stato assegnato lo scorso anno a James Ivory.

Per questa edizione è stato attribuito al Maestro Lindsay Kemp, l’artista poliedrico (ballerino, mimo, attore, coreografo, insegnante) che ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo a partire dagli anni Settanta con il suo celeberrimo Flowers e ha partecipato a diversi film tra i quali Sebastiane e Jubilee di Derek Jarman, Valentino e Messia Selvaggio di Ken Russell, Velvet Goldmine di Todd Haynes. Un grande rivisitatore e innovatore dell’estetica camp.

LE SEZIONI

Le sezioni sono state curate dal Comitato di selezione composto da Fabio Bo (coodinatore artistico) e daAngelo Acerbi, Margherita Giacobino, Alessandro Golinelli oltre che dai consulenti Christos Acrivulis, FlavioArmone, Pierre Hombrebueno, Nancy K. Fishman, Simone Morandi, con la direzione di Giovanni Minerba.

Come ogni anno il Festival propone tre sezioni competitive (Concorso Lungometraggi, Concorso Documentari,Concorso Cortometraggi), sottoposte al giudizio di tre giurie internazionali. Per il Concorso Lungometraggiassegneranno il Premio Ottavio Mai: i registi Pratibha Parmar, Carmine Amoroso e Mehdi Ben Attia, lagiornalista Maria Pia Fusco e lo scrittore Gianni Farinetti. Per il Concorso Documentari: il regista Daniele Segre,gli operatori culturali Henrik Neumann e Riccardo Amorini. Per il Concorso Cortometraggi: la programmerdanese Lene Thomsen Andino, il produttore João Federici e il regista Max Croci. Saranno inoltre attribuiti, comeda tradizione, anche i premi del pubblico.

Sono oltre 120 i film programmati in rappresentanza di 35 paesi. Come è ormai consuetudine, spetta agli StatiUniti il record dei titoli presenti (26) di cui due nel Concorso Lungometraggi e due in quello dei Documentari.Folta anche la rappresentanza tra gli europei (9 film tedeschi, 7 francesi, 7 britannici, 6 spagnoli).Ma la vera novità è costituita da una significativa pattuglia di opere italiane come non succedeva da tempo, ben12. Tra queste, nel Concorso Documentari 365 without 377 di Adele Tulli (prodotto da Ivan Cotroneo), in quello

dei Cortometraggi, K@biria di Sigfrido Giammona; mentre nella sezione Binari Lungometraggi l’anteprima delgiovane autore torinese Roberto Cuzzillo Camminando verso e quella assoluta all’interno del Focus Iran, nodo

alla gola (Angels on Death Row di Rocco Bernini e Alessandro Golinelli) alla cui realizzazione ha collaborato lo stesso Festival. Anche la nuova sezione Vintage, in occasione dei 150 anni dell’unità Italia, è dedicata al cinema italiano. Dal continente asiatico, infine, arrivano 12 film (tra i quali per la prima volta uno dal Nepal) e dal centro-sud America, 16 di cui la parte del leone spetta ai brasiliani (ben 7). Tra i lungometraggi (in concorso) da segnalare Insects in the Backyard diretto (e interpretato) dalla thailandese Tanwarin Sukkhapisit: è la prima volta che una regista transessuale gareggia per il Premio Ottavio Mai.

Sempre nel concorso lunghi il film Tomboy della francese Céline Sciamma che è stato acquistato per la distribuzione italiana dalla Teodora Film. Tra i Binari Documentari un occhio di riguardo è riservato all’americano Stonewall Uprising di Kate Davis e David Heilbroner, che sarà presentato in sala dal nipote di Harvey Milk, Stuart, ospite in Italia grazie a Equality Italia, rete sui diritti civili. Stuart Milk, consigliere di Barack Obama, è il Presidente della Fondazione dedicata allo zio Harvey, politico statunitense negli anni ‘70, militante del movimento di liberazione omosessuale e primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay. Altro film da segnalare è Fit, scritto, diretto e interpretato da Rikki Beadle-Blair, già regista della celebre serie-tv Metrosexuality. Il film è stato prodotto da Stonewall, organizzazione inglese a favore dei diritti gay, e sponsorizzato dalla Adidas, per promuovere nelle scuole l’educazione contro il bullismo omofobico.

Tra le celebrità ricordiamo, inoltre, la presenza di due corti, presentati in anteprima, diretti da James Franco (The Clerk’s Tale e Masculinity & Me); Marina Vlady, la nota attrice francese, musa di Godard e di Hossein, è l’interprete di Quelque jours de repit di Amor Hakkar (Focus: Iran, nodo alla gola); Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi sono le protagoniste di Il richiamo di Stefano Pasetto (Binari Lunghi) in uscita nelle sale il 6 maggio; Chaz Bono, la figlia lesbica di Sonny&Cher che recentemente ha deciso di diventare uomo, si racconta nel documentario Becoming Chaz di Fenton Bailey e Randy Barbato (Concorso Documentari).

FOCUS

Omofobia: l’odio mangia l’anima. Così era intitolato lo scorso anno il Focus dedicato all’omofobia. E (purtroppo) anche in questa edizione (numerosissimi i film inviati per la selezione sull’argomento) si è costretti a

insistere, a ribadire il concetto, a denunciare le offese e le minacce perpetuate ai danni dei gay, segnalando

alcune situazioni limite, in Occidente come in Oriente, a nord e a sud del mondo.

Il secondo Focus Iran, nodo alla gola è una testimonianza e un atto d’accusa nei confronti del regime di Ahmadinejad e s’inaugura con l’anteprima assoluta del documentario Angels on Death Row. The Ebrahim Hamidi’s Case di Alessandro Golinelli e Rocco Bernini, una testimonianza sulla pena di morte in Iran a partire dal caso di Ebrahim Hamidi, il ragazzo 21enne condannato a morte per presunta omosessualità. Il film, girato in lingua inglese, è stato realizzato con la collaborazione dello stesso Torino GLBT Film Festival. Tra gli altri titoli

della sezione, che comprende film, documentari e corti, anche il franco-algerino Quelque jours de repit di Amor Hakkar proveniente dal Sundance Film Festival 2011.

L’ultimo Focus Think Pink! Non solo moda getta uno sguardo sul mondo della moda e sul suo glamour, sugli stilisti che hanno segnato un’epoca e influenzato il costume. Sarà ospite del Festival la divina Veruschka, la prima top model a essere riconosciuta tale, “la donna più bella del mondo” secondo il grande fotografo Richard Avedon. Verrà presentato in suo onore il film Veruschka diretto da Paul Morrissey e Bernd Böhm con la sceneggiatura scritta dalla stessa protagonista: un documentario d’autore sulla modella-contessa dalla vita leggendaria e che in Italia divenne un simbolo grazie anche a Emilio Pucci, che ne fece l’icona del look optical.

MIDNIGHT MADNESS

Sarà Dario Argento il padrino delle tre notti di Midnight Madness. La sezione – inaugurata lo scorso anno – è un appuntamento con il cinema di genere, ed è nata dall’esigenza di dare visibilità a film che, di solito, trovano poco spazio all’interno delle programmazioni festivaliere: un omaggio al cinema bizzarro, estremo, assurdo, kitsch – letto naturalmente in chiave gay. Tra i titoli The Craving, in anteprima mondiale, della regista Val Castro, iglia artistica dello stesso Argento.

OPEN EYES

Accanto alle abituali sezioni in concorso e fuori concorso, si affianca la sezione di approfondimento, Open Eyes.

Per l’edizione di quest’anno l’omaggio si intitola Lesbian Romance: eros, happy-end e un pizzico di humour. Una serie di titoli che raccontano l’eterna lotta per il trionfo dell’amore, violente passioni, struggimenti, tenerezze: un affascinante viaggio (spesso esotico) e a lieto fine nel desiderio lesbico. Ospite del Festival sarà la scrittrice e regista Shamim Sarif, inglese di origine indiana ma cresciuta in Sudafrica, che presenta i suoi due film The World Unseen e I Can’t Think Straight.

TEMI

La linea maestra è sempre l’amore, il romanticismo, ma anche la riflessione sul passato.

Tra i temi emergenti quello dell’identità sessuale (e del pansessualismo) legato ai primi turbamenti nella giovane età (è il caso di Tomboy). La condizione degli anziani e la memoria storica riguardano molte pellicole, disseminate in tutte le sezioni, da Gen Silent a Stonewall Uprising, da We Were Here a 80 egunean. Il transgender ma anche l’affermarsi dell’intersex è un argomento sempre più presente (Blattangelus, Insects in the Backyard, Romeos, Becoming Chaz). Oltre naturalmente ai temi classici come il coming out (sempre meno presente, sempre meno traumatico), l’amicizia, la famiglia, il desiderio. Da segnalare un nutrito numero di opere che, in un modo o nell’altro, legano in maniera più duttile e meno problematica il mondo omosessuale a quello eterosessuale.

VINTAGE: ITALIA 150, IL NOSTRO RISORGIMENTO

La nuova sezione Vintage prende vita a partire da questa edizione e, di anno in anno, presenterà film di culto del passato dimenticati o da riscoprire. Quest’anno è dedicata interamente all’Italia. A modo nostro, per celebrare l’Unità d’Italia.

Vintage: Italia 150, il nostro Risorgimento presenta dieci titoli dagli anni Cinquanta ai giorni nostri che ripercorrono le tematiche dell’omosessualità in rapporto all’evoluzione del costume e al momento storico: dalle opere chiave dei Maestri del cinema (Senso di Luchino Visconti, Salò di Pier Paolo Pasolini, Il conformista di Bernardo Bertolucci) a piccoli film recuperati e che da tempo non si vedono (Bionda fragola di Mino Bellei, Quam Mirabilis di Alberto Rondalli, Quartetto Basileus di Fabio Carpi e Vite di ballatoio di Daniele Segre). A rappresentare i giorni nostri è stato scelto Mirna di Corso Salani, ultimo film del regista prematuramente scomparso.

FUORI PROGRAMMA: FUORI!

In anteprima nazionale (2 maggio, ore 19) il Festival presenta Fuori! Storia del primo movimento di liberazione omosessuale in Italia (1971-2011), documentario realizzato dalla Fondazione che porta il nome dell’omonima associazione che diede vita al primo movimento italiano di liberazione omosessuale. In sala, a presentare il film e il progetto, Enzo Cucco, leader del movimento GLBT italiano.

A QUALCUNO PIACE LIBRO

A qualcuno piace libro, l’appuntamento con la letteratura – curato da Gerry Ferrara e Piero Valetto – torna a partire dal 29 aprile alla libreria Coop. Saranno come di consueto presentati titoli inediti, di grande prestigio, alcuni dei quali scritti da autori al loro esordio. Tra i titoli: In nessun paese (Piemme) di Ivan Scalfarotto; Evviva la neve (Mondatori) di Delia Vaccarello; Quando eravamo froci (Il Saggiatore) di Andrea Pini; Vestire Degenere (Donzelli) di Alessandra Castellani; Felici e Maledetti (Zona) di Bruno Casini; Kiss Face (Lineadaria) di Giorgio Ghibaudo; Puro amore (Infinito) di Daniela Tazzioli; Non ci lasceremo mai (Lantana) di Federica Tuzi;

Il Libro del Sesso di Gus & Waldo di Massimo Fenati (Tea). Accanto a questi appuntamenti un particolare evento, Apericena con l’autore, domenica 1 maggio ore 19,00 al BlahBlah di via Po, durante il quale Lorenza Foschini presenta, in anteprima al pubblico torinese, Il cappotto di Proust edito da Mondadori. Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” nasce nel 1986 ed è diretto da Giovanni Minerba. Dal 2005 è gestito e amministrato dal Museo Nazionale del Cinema.

Dal sito del Festival http://www.tglff.com è possibile acquistare in prevendita on-line i biglietti e gli abbonamenti per la manifestazione.

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