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“Cieli Perduti. Archeoastronomia: le stelle degli antichi” di Guido Cossard, UTET

Cieli Perduti. Archeoastronomia: le stelle degli antichi
Guido Cossard
pag. 288
Prezzo 16.00 €
Noi non guardiamo più il cielo. Le timide luci degli astri sono state cancellate dalle nostre notti, fagocitate dall’illuminazione artifi ciale e impallidite di fronte alla nostra indifferenza. Ma, nel passato, il rapporto tra l’uomo e il cielo era molto diverso. Nelle scure notti dei nostri antichi progenitori, spesso passate all’addiaccio, il cielo si popolava di fi gure fantastiche: divinità lanciate su velocissimi carri, barche cariche di mitici eroi che solcavano l’oceano celeste, rozzi utensili della vita quotidiana, spaventosi animali ostili. Nel neolitico poi l’astronomia divenne fondamentale per stabilire un primo calendario, funzionale alla grande rivoluzione economica avvenuta: l’introduzione dell’agricoltura. La ricerca di riferimenti certi per osservare il punto di levata del Sole, della Luna e di alcuni astri brillanti comportò l’innalzarsi di grandi pali totemici, seguiti a breve da imponenti opere megalitiche di natura astronomica. L’autore va alla ricerca dei cieli perduti, in modo sensazionale ma scientifi camente rigoroso nello stesso tempo, a partire dai principali siti archeologici dalla preistoria europea, per arrivare alle popolazioni antiche quali Sumeri, Babilonesi, Egizi, Cinesi, Celti, Indiani d’America, Incas, Atzechi, Maya che ci hanno lasciato una quantità enorme di incredibili testimonianze a conferma della nostra tesi.
Guido Cossard è Presidente dell’Associazione di Ricerche e Studi di Archeoastronomia Valdostana. Attivo conferenziere ha pubblicato numerosi testi tra cui Storia e riti di Capodanno (1999), e per la UTET ha collaborato all’Atlante dell’universo (1998). In considerazione del contributo dato nel campo dell’archeoastronomia, nel 2005 la International Astronomical Union gli ha dedicato il pianetino (4993) 1983 GR, che da allora si chiama Cossard.

Fonte: UTET

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