Archive

Posts Tagged ‘Guido Cossard’

“Disco di Libarna“, svelata la funzione del reperto archeologico

October 11, 2017 Leave a comment

Il disco di Libarna

Svelata la funzione del cosiddetto “Disco di Libarna“, oggetto risalente al I secolo dopo Cristo. Il reperto, unico in Europa e conservato al museo di Archeologia ligure, è uno strumento astronomico. A scoprirne il funzionamento è stato il professor Guido Cossard, esperto di archeo-astronomia: il disco era utilizzato per determinare il nord celeste e calcolare le lunazioni. “Gli antichi da sempre si sono posti il problema delle lunazioni ma anche quello di determinare il nord per poter costruire le citta’ in armonia con il cosmo. Per trovare questa armonia – spiega Cossard – era necessario che l’asse principale della citta’, chiamato cardo, fosse parallelo all’asse dell’universo. Ma come si poteva determinare la direzione corretta? A partire dal sesto secolo avanti Cristo, i cinesi utilizzavano uno strumento, il Pi, che consisteva in un disco forato. I miei studi hanno potuto cosi’ affermare, che il Disco di Libarna poteva essere un vero strumento utilizzato in astronomia, proprio come il Pi cinese“.

Di pochi centimetri di diametro, presenta due facce differenti: la faccia principale ha 13 lunette, l’altra 4 settori circolari che rappresentano le stagioni a cui sono legate tre lunazioni e quattro anni solari che, con il quinto della faccia opposta, rappresentano i cinque anni del calendario di Coligny.

L’oggetto è stato ritrovato durante gli scavi di Libarna, antica citta’ romana, a Serravalle Scrivia (Alessandria).

Verrà presentato al Festival della scienza di Genova il 27 ottobre e il 28 in una conferenza dedicata alla Luna.

 

Fonte: MeteoWeb

Categories: Archeo Tags: ,

“Cieli Perduti. Archeoastronomia: le stelle degli antichi” di Guido Cossard, UTET

December 30, 2011 Leave a comment

Cieli Perduti. Archeoastronomia: le stelle degli antichi
Guido Cossard
pag. 288
Prezzo 16.00 €
Noi non guardiamo più il cielo. Le timide luci degli astri sono state cancellate dalle nostre notti, fagocitate dall’illuminazione artifi ciale e impallidite di fronte alla nostra indifferenza. Ma, nel passato, il rapporto tra l’uomo e il cielo era molto diverso. Nelle scure notti dei nostri antichi progenitori, spesso passate all’addiaccio, il cielo si popolava di fi gure fantastiche: divinità lanciate su velocissimi carri, barche cariche di mitici eroi che solcavano l’oceano celeste, rozzi utensili della vita quotidiana, spaventosi animali ostili. Nel neolitico poi l’astronomia divenne fondamentale per stabilire un primo calendario, funzionale alla grande rivoluzione economica avvenuta: l’introduzione dell’agricoltura. La ricerca di riferimenti certi per osservare il punto di levata del Sole, della Luna e di alcuni astri brillanti comportò l’innalzarsi di grandi pali totemici, seguiti a breve da imponenti opere megalitiche di natura astronomica. L’autore va alla ricerca dei cieli perduti, in modo sensazionale ma scientifi camente rigoroso nello stesso tempo, a partire dai principali siti archeologici dalla preistoria europea, per arrivare alle popolazioni antiche quali Sumeri, Babilonesi, Egizi, Cinesi, Celti, Indiani d’America, Incas, Atzechi, Maya che ci hanno lasciato una quantità enorme di incredibili testimonianze a conferma della nostra tesi.
Guido Cossard è Presidente dell’Associazione di Ricerche e Studi di Archeoastronomia Valdostana. Attivo conferenziere ha pubblicato numerosi testi tra cui Storia e riti di Capodanno (1999), e per la UTET ha collaborato all’Atlante dell’universo (1998). In considerazione del contributo dato nel campo dell’archeoastronomia, nel 2005 la International Astronomical Union gli ha dedicato il pianetino (4993) 1983 GR, che da allora si chiama Cossard.

Fonte: UTET

Categories: Lectio Tags: ,