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Pila di Karpen, batteria perpetua

Ormai ci stiamo accorgendo che il vero problema a livello di hardware dei dispositivi mobili moderni è la batteria. Mentre un tempo il cellulare durava anche una settimana, al giorno d’oggi con sempre più connessioni (Bluetooth, WiFi, rete dati ecc.), schermi sempre più brillanti e software sempre più multitasking diventa difficile consumare poca batteria. Le batterie al litio non sembrano più soddisfare le nostre esigenze. Apple, Samsung e altre aziende stanno lavorando sodo per cercare di migliorare le batterie al litio o persino creare nuovi tipi di batterie (non è escluso che qualcosa possa essere già presentato con l’iPhone 5). E oggi scopriamo una batteria che ha suscitato molto interesse, si tratta della famosa Pila di Karpen, una misteriosa batteria che dura da 60 anni ed è custodita in un piccolo museo rumeno. Scopriamo di cosa si tratta…
Introduzione
La pila di Karpen è stata brevettata e costruita dall’ingegnere rumeno Nicolae Vasilescu-Karpen (Craiova, 1870 – Bucarest, 2 marzo 1964) intorno al 1950. Questa pila è custodita la Museo Nazionale Scientifico “Dimitrie Leonida” a Bucarest, in Romania. Dal momento che il museo non ha soldi per finanziare un’esposizione che richiederebbe un altissimo livello di sicurezza, la pila di Karpen non è praticamente mai stata esposta nel museo, per questo è custodita nell’ufficio del direttore del museo, in una cassaforte. In teoria la pila avrebbe dovuto, secondo gli esperti (non secondo Karpen) fermarsi qualche decennio dopo la sua creazione, ma il 27 Febbraio 2006 un quotidiano rumeno chiamato ZIUA visitò l’ufficio del direttore del museo e controllò che la pila di Karpen avesse terminato la sua “carica”, le misurazioni rilevarono che la pila produceva ancora 1 volt, ovvero quanto produceva più di 50 anni prima. E tutt’ora la pila sta generando elettricità.
Funzionamento
Nonostante le numerose esibizioni scientifiche avvenute a Parigi, Bucarest e anche Bologna e nonostante i numerosi studi del politecnico di Bucarest (questo il documento più significativo che si trova in rete) nessuno è riuscito a riprodurre la pila di Karpen. Il funzionamento, secondo chi l’ha studiata è dovuto in realtà vi sono due pile connesse in serie tra di loro che muovono un piccolo motore galvanometrico (un tipo di motore che semplicemente trasforma l’energia elettrica proveniente dalle pile in energia meccanica), il motore dunque muove un filo collegato ad uno switch, ad ogni mezzo giro, il filo apre e chiude il circuito, durante il tempo di rotazione le pile hanno il tempo di ricostituire la loro polarità e quindi di ricaricarsi. Secondo alcuni l’energia viene prodotta convertendo l’energia termica in energia meccanica, secondo altri questa pila funziona violando le leggi della fisica (in particolare il secondo principio della termodinamica).
Purtroppo è difficile trovare in rete delle spiegazioni efficaci, e come ho detto prima l’unico documento su cui si sono basati tutti i blog nelle loro spiegazioni è questo. Chissà mai se qualcuno con un po’ di denaro vorrà andare a studiare per bene la pila e magari mostrarla ad alcuni dei fisici più autorevoli al mondo. Personalmente non vedo l’ora di avere uno smartphone che mi dura per 60 anni senza mai attaccarlo alla presa di corrente!

Alberto Ziveri

Fonte: Skimbu

  1. March 22, 2015 at 4:03 pm

    Ho venire rassegna a forme poi per selezionare di la operative , è utili ottenere idee
    disponibile.

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