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“Metamorfosi tattiche ed esercizi di disobbedienza”, recensione sulla mostra Blooms of Daphne

December 17, 2011 Leave a comment

17 Dicembre 2011 / 14 Gennaio 2012

INAUGURAZIONE: 17 dicembre 2011 ore 19.00
ARTISTI IN MOSTRA: Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, FIDIA Falaschetti, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Luigi Massari, Pierpaolo Miccolis, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, YoIrene (Studio Arturo), Red Zdreus
SEDE: Fabrica Fluxus Art Gallery – via Marcello Celentano 39, 70121 Bari
PERIODO: dal 17 dicembre 2011 al 14 gennaio 2012
ORARI: lunedì 17.30/20.30; dal martedì al sabato dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 17.30 alle 20.30. domenica chiuso.
INFORMAZIONI: +39 080.5236319 – fabricafluxus@gmail.com – http://www.fabricafluxus.com

In risposta alle criticità della vita contemporanea, il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli. Non è più tempo di rivoluzioni e ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine, nient’altro che utopie fallite, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma. Sbocciano occasioni inedite, insurrezionali, spregiudicate e inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale. Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo “Blooms of Dahpne” descrive atti ed effetti delle mutazioni contemporanee e ipotizza traiettorie per interventi tattici di metamorfosi.
Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi. Coltivano driadi, divinità arboree corposamente sensuali e insieme evanescenti, le fantasie pittoriche di Patrizia Emma Scialpi, tessendo bozzoli di stupore. La potenza arcana del femminino diventa materia di metamorfosi anche nelle raffinate elaborazioni fotografiche di Fernanda Veron, che evoca le potenze ctonie in un colto sincretismo fin de siècle. Illuminano inconsce profondità psicologiche popolate da sirene liquide, di alchemica potenza, i rimaneggiamenti che Marco Rea opera su foto di moda e pubblicità. Tra loro apparentate, le oniriche visioni di Pierpaolo Miccolis e Denis Riva: uso evocativo del colore, leggerezza, opalescenza, giocoso mistero, non privo di un sottofondo di sgomento e irrequietezza, caratterizzano figure intraviste in una nebbia o nel sonno. Un insolito ritratto di famiglia, dimenticato accanto al camino in una favola senza tempo, si diverte ad animalizzare fisionomie e parentele nelle incisioni di YoIrene (Studio Arturo). Schizzi di un bestiario metropolitano sono appuntati da Lucamaleonte sule pagine del diario minimo di una crisi di identità che trasfigura, come in uno stato allucinatorio, il sentire quotidiano di un’intera generazione. Teresa Romano presenta un esperimento fotografico di autoritratto in 3D, rendendo piumato il suo sguardo: è quasi un auspicio di volo che guidi la percezione di un sé mediato dalle possibilità offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione. Con pochi tratti grafici Elena Rapa trasforma un’immagine esotica nel racconto festoso di un’umanità ibridata, con bambini-albero e pomi sorridenti: a suggerire che la metamorfosi è già avvenuta e coglierne i segni è solo un esercizio dello sguardo. Nella misteriosa iperbole dipinta da Luigi Massari la presenza umana sfuma in un’esile traccia di materia volatile, simile a fumo, accentuando il surreale straniamento prodotto dalla presenza di un cavallo che guarda fissamente la tela bianca su un cavalletto da pittore.Ready-made metaforico, pastiche culturale, détournement sono cifre del lavoro di Alessio Bogani, che interroga dispositivi dell’arte e costrutti narrativi per riprodurre le suggestioni di una pittura animata da possessioni paranormali, sulla scorta di leggende urbane e folklore. La visione apocalittica di Nicola Alessandrini affida al disegno la descrizione del bizzarro parto di un’umanità degenerata o liberata, sospesa in bilico tra salvezza e catastrofe. Con distacco scientifico Nunzio Paci scompagina i dati dell’anatomia: la creatura antropozoomorfa descritta dal suo dittico si inserisce in una vasta collezione di affascinanti anomalie non addomesticate dalla catalogazione. I corali disegni di Arrington De Dionyso sono popolati da un’umanità nuda e già mutata, che esibisce teste di leone o di uccelli e corpi ramificati, sopravvivenze o preconizzazioni di una dimensione tribale, brutale e vitale. Il divertissement grafico di Ferencz Kilian affida a un uomo-lupo piangente, di estrazione underground, la certezza che nonostante le mutazioni l’umanità non possa smarrire il tesoro di inquietudini, passioni e aspirazioni. In punta di pennino Riot Queer cesella una sontuosa figura di gusto liberty o nouveau, mediata dalle grafiche della musica hardcore e dal cinema horror: autentico Preraffaellita 2.0, tratteggia la conturbante icona di una seduzione mortifera e pericolosamente amena. Grottesche degenerazioni oscillanti tra mostruosità infantile e involuzione futuribile ballano la musica gracchiante della Via Crucis apocrifa, asfittica e sotterranea di Thomas Raimondi. La serie di illustrazioni proposta da FIDIA Falaschetti adopera in modo dissacrante le coordinate generali del linguaggio pubblicitario per smascherare e denunciare, non senza sarcasmo e ironia, trappole e vizi culturali. Red Zdreus mette in moto, da parte sua, un folle marchingegno, un catalizzatore di metamorfosi, che definisce i cambiamenti di forma dell’umanità dolente che caratterizza il suo immaginario, soggiogata da una sorta di totalitarismo consumistico e disumanizzante.
Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale, il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia e inquietudine. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma infiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario. Fra le macerie dell’oggi, riecheggia potente il richiamo di Dafne, un invito al risveglio, un saluto al bocciolo foriero di metamorfosi, rinnovamento dagli esiti imprevedibili e strabilianti: questa mostra lo raccoglie e prova a far riecheggiare insieme le voci del mito, della profezia e della rivolta.

Francesco Paolo Del Re

Cardinale Angelo Bagnasco, possibile malafede su Ici nei riguardi della Chiesa

December 17, 2011 Leave a comment

Il numero uno della Cei: “Mi chiedo se c’è malafede”. I Radicali: ‘Passata la festa, gabbato santo’
“La Chiesa paga l’Ici”. Il cardinale Angelo Bagnasco contrattacca dopo le persistenti polemiche sull’esenzione per gli immobili ecclesiali. In un’intervista al ‘Corriere della sera’, il presidente della Cei rivendica di aver lanciato “già da anni” l’allarme dell’aumento dei pacchi-viveri da parte delle Caritas diocesane, “quando un po dappertutto si asseriva che la crisi non avrebbe riguardato il nostro Paese”. Poi l’affondo: “La gente che trova aiuto e spesso generi di prima necessità lo sa bene. Ma non basta evidentemente a cambiare l’agenda dell’informazione diffusa. Mi chiedo se sia solo questione di ignoranza. O anche di malafede”.
Concetto ripetuto al suo arrivo ad un convegno a Roma alla Pontificia università Gregoriana. “Speriamo – afferma l’arcivescovo di Genova interpellato dai giornalisti – che la trasparenza dei dati forniti quasi ogni giorno da ‘Avvenire’ mettano in evidenza le cose e spengano ogni polemica perché non ha fondamento”. I radicali vanno all’attacco. Mario Staderini paragona ‘Avvenire’ alla ‘Pravda’ di sovietica memoria e commenta: “Passata la festa, gabbato lo santo. Quando la pressione dell’opinione pubblica metteva paura, Bagnasco faceva aperture e ammetteva l’esistenza di un problema. Ora che in Parlamento il pericolo è scampato, il presidente della Cei torna a pontificare e alzare il muro di gomma”.
Bagnasco specifica, al ‘Corriere’, che “le tasse non sono un optional e l’esenzione dell’Ici per talune categorie di enti e di attività non è un privilegio. E’ il riconoscimento del valore sociale dell’attività che viene esentata e che non riguarda solo la Chiesa ma anche altre confessioni religiose e una miriade di realtà no profit”. Ripete: “Eventuali casi di elusione relativi a singoli enti, se provati, devono essere accertati e sanzionati con rigore: nessuna copertura è dovuta a chi si sottrae al dovere di contribuire al benessere dei cittadini attraverso il pagamento delle imposte”. Ribadisce: “Siamo disposti a valutare la chiarezza delle formule normative vigenti, con riferimento a tutto il mondo dei soggetti e delle attivita non profit oggetto dell’attuale esenzione”. Un concetto scandito di nuovo con i cronisti che lo fermano alla sua uscita dalla Gregoriana. La Chiesa, spiega, è disposta ad “alcune precisazioni laddove nella formulazione di qualche punto della legge queste precisazioni si rivelino necessarie”. I vescovi, ad ogni modo, non sono “per niente” preoccupati dall’atteggiamento del governo Monti, che ieri ha dato parere favorevole ad un ordine del giorno parlamentare sul tema.

Fonte: TMNews

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Alaa Al Aswani, noto scrittore egiziano aggredito

December 17, 2011 Leave a comment

Lo scrittore Alaa Al Aswani, noto in Italia per i suoi romanzi ‘Palazzo Yacoubian’ e ‘Chicago’ e’ stato aggredito da un gruppo di persone, tra cui ha riconosciuto un salafita, che volevano impedirgli di dare un’intervista ad una rete tv francese.

Fonte: Ansa

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Nomisma Energia, possibile stangata per luce e gas

December 17, 2011 Leave a comment

Nuova stangata in vista per le famiglie italiane: da gennaio le tariffe di luce e gas potrebbero aumentare, rispettivamente, del 4,8% e del 2,7%, con un maggiore spesa annua di oltre 53 euro. Lo anticipa all’Ansa Nomisma Energia nelle sue stime, in attesa dell’aggiornamento dell’Authority per l’energia atteso entro fine anno.
Dal primo gennaio le tariffe elettriche sono attese salire del 4,8%, con un aumento di 0,8 centesimi al chilowattora che – spiega Davide Tabarelli, di Nomisma Energia – per una famiglia tipo (2.400 chilowattora consumati l’anno e 3 kw di potenza impegnata) si tradurrebbero in un aumento di 21,5 euro su base annua. Per il gas, invece, è atteso un aumento del 2,7%. Vale a dire 2,3 centesimi al metro cubo che per la stessa famiglia tipo (1.400 metri cubi di metano consumati in un anno) comporterà un aggravio di quasi 32 euro annui.
Un aggravio quello atteso per la luce nel primo trimestre dell’anno che, sommato a quello previsto per la luce, rischia di tradursi in un aggravio di 53 euro l’anno per le famiglie, spiega Tabarelli sottolineando che a spingere i nuovi rincari giocano le quotazioni del greggio – schizzate negli ultimi mesi ai record di 110 dollari al barile – ma anche dai maggiori costi legati alle fonti rinnovabili e ai prezzi di trasmissione.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Manovra Governo, piena fiducia alla Camera…

December 17, 2011 Leave a comment

E’ passata con 402 sì, 75 no e 22 astenuti. Il premier: ”Senza questo intervento a rischio i risparmi degli italiani”. No a odg su Imu a Chiesa, ma questione da regolare. Governo battuto su odg della Lega. Dal governo sì a asta frequenze tv: accolti gli ordini del giorno Pd-Lega-Idv per l’annullamento del beauty contest. Da pensioni a tasse e lavoro, tutte le misure. Bossi: ”Governo non arriva al 2013”. Napolitano: impegno totale per salvare l’euro. Rehn: ”Bene, ma ancora molto da fare”. La rivolta del popolo Pdl che grida al ‘tradimento’. Senato approva l’obbligo del pareggio di bilancio nella Costituzione. Sì a riforma dei vitalizi dei parlamentari.
La Camera ha approvato la manovra con 402 sì. I voti contrari sono stati 75. Gli astenuti 22. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Soddisfatto? ”Certo”. Con un sorriso, il premier Mario Monti ha commentato il via libera.
La fiducia posta dal governo sulla manovra era passata invece con 495 voti favorevoli, 88 no e 4 astenuti.
Il governo è stato battuto oggi su un ordine del giorno della Lega, sul quale l’esecutivo aveva dato parere contrario. L’odg è passato con voto quasi unanime dell’aula e prevede detrazioni sull’Imu per famiglie con disabili.
L’aula della Camera ha invece respinto gli ordini del giorno presentati da Lega e Idv per far pagare l’Imu sugli immobili della Chiesa. Nello stesso tempo l’assemblea ha approvato l’odg bipartisan Pd-Pdl in cui si chiede “di valutare l’opportunità di definire la questione relativa al pagamento dell’Imu sugli immobili parzialmente utilizzati a fini commerciali” da parte “di enti no profit e, tra questi, gli enti ecclesiastici”.
Silvio Berlusconi a chi gli chiedeva se questa manovra sarà sufficiente per tenere i conti a posto ha risposto che “è una situazione che non è italiana, è una situazione generale. Ci sono dei problemi a livello europeo: o si risolvono oppure non c’è intervento che tenga”.
Mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, dice “no a rincorrere manovra su manovra perché si rischia di andare contro un muro. C’è il rischio di un avvitamento tra recessione e austerità”. “Il Pd – ha rimarcato – sarà coerente e fermo” nel sostegno al governo Monti. Si tratta di “una soluzione di emergenza e transitoria. Il nostro orizzonte è l’appuntamento elettorale”.
In Aula c’è stato uno scontro tra i deputati della Lega e il capogruppo del Pd Dario Franceschini. Nel suo intervento, Franceschini si è chiesto se i deputati della Lega, che hanno confermato il no alla fiducia, venissero “dalla luna”. ”Invece – ha scandito – siete stati saldamente al governo negli ultimi tre anni e saldamenti incollati alle poltrone romane, e non sembravate guerrieri padani ma solo soldatini ubbidienti”. E’ scattata la reazione dei deputati del Carroccio che hanno intonato, in rapida successione, uno ‘scemo, scemo’ e poi ‘venduto, venduto’ all’indirizzo di Franceschini, che invece era applaudito dai deputati del centrosinistra.
“Ognuno in questa aula con la propria storia, la propria diversità, le proprie idee, ha la stessa missione: salvare il Paese” ha detto Franceschini spiegando perché la manovra deve essere sostenuta e con convinzione. “Noi diamo la fiducia a questo governo, non un governo tecnico, ma un governo espressione della democrazia parlamentare, di questo Parlamento”, ha precisato il capogruppo del Pd, rivendicando “il lavoro di miglioramento fatto sulla manovra”, che è “indispensabile e urgente per fare uscire l’Italia dalla situazione in cui si trova dopo gli ultimi tre anni”, e anche “l’impegno del Pd per correggerla sin dall’inizio. Lei, presidente, aveva detto equità. Alla fine l’equità c’è stata”.
In Aula Antonio Di Pietro ha bocciato la manovra e il governo, seppure “composto da brave persone di alta professionalità”. “Certo – ha detto il presidente dell’Idv – è decisamente meglio confrontarsi con personalità e professionalità come le vostre, piuttosto che con un premier che in Europa ci faceva ridere dietro o con ex ministri del precedente governo inquisiti per fatti di mafia. Con la fiducia non ci è stata data la possibilità di confrontarci sul merito degli interventi e sul merito noi giudichiamo la manovra iniqua e ingiusta”.
Mettendo il voto di fiducia “ci sentiamo sotto ricatto, come lo siete voi. Un’altra manovra era ed è possibile. Ora – ha aggiunto – ci costringete a darvi la fiducia, ma noi non ve la possiamo dare, perché la manovra non fa gli interessi della collettività. Fa pagare il costo della crisi ai pensionati, alle famiglie e non alle lobby finanziarie” e ”avete colpito i precari”.
“La verità – ha concluso Di Pietro, rivolgendosi al presidente del Consiglio – è che il suo governo è nato tecnico ma si è trasformato subito in governo politico con i suoi compromessi. E, per cercarsi una maggioranza in Parlamento, ha rinunciato ai suoi principi e obiettivi. Noi oggi le neghiamo la fiducia non perché non vi rispettiamo ma perché non condividiamo quel che avete fatto e perché ci dispiace avervi visti così arrendevoli”.
Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha annunciato il sì alla fiducia “per senso di responsabilità, ma occorre assolutamente una seconda fase funzionale alla crescita, perché altrimenti noi rischiamo di trovarci in una situazione in cui le contestazioni, anche forzate, che oggi vengono fatte, rischiano di mordere molto più profondamente nel vivo della società italiana”. Cicchitto ha anche affrontato il tema delle liberalizzazioni, che “non possono concentrarsi nell’eliminazione con metodi stalinisti dei farmacisti, dei tassisti, degli avvocati e degli Ordini professionali, per favorire altri interessi: quelli delle Coop, dei noleggiatori, dei grandi studi legali finanziati dalla Confindustria. Vogliamo liberalizzazioni e privatizzazioni di alto livello e non la mistificazione che è stata tentata in questi giorni”.
Diversamente il deputato del Pdl Alessandra Mussolini parlando in Transatlantico ha reso noto il suo no alla fiducia ”perché questo è un governo di burocrati che copre le banche” e la manovra è ”priva di sviluppo e iniqua”. Anche Giorgio Stracquadanio (Pdl), dopo Alessandra Mussolini, ha reso noto in Aula il suo no alla fiducia e alla manovra.
Giuseppe Moles ha spiegato all’Adnkronos i motivi della sua astensione: “Non riconosco legittimità al governo Monti. Gli ho votato la fiducia iniziale solo perché richiesto dal mio partito e perché il governo tecnico nasceva dal passo indietro di Silvio Berlusconi e per rasserenare il clima politico italiano”. E il deputato del Pdl, Antonio Martino, ha annunciato: ”Non ho votato le precedenti manovre volute da Tremonti, non voterò certo questa”.
In Aula a Montecitorio per la Lega è intervenuta, nelle dichiarazioni di voto, Emanuela Munerato, con indosso una tuta da operaia. ”Rappresenta milioni di lavoratori disgustati da questa manovra” ha detto spiegando di aver indossato la tuta arancione e la cuffietta bianca “fino a due giorni prima di entrare in Parlamento”.
Ha ribadito il sì alla manovra il Terzo polo pur rimarcando la necessità di un passo avanti in materia di liberalizzazioni. “Una questione – ha affermato Bruno Tabacci – che dovrà essere ripresa con forza in maniera organica. Non si possono chiedere sacrifici ai pensionati e strizzare l’occhio alle corporazioni”.

Fonte: IGN Adnkronos

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