Archive

Author Archive

“Cinecittà”, libro di Lizzie Doron, La Giuntina Editore

May 26, 2017 Leave a comment

cinecittà

Il dizionario definisce l’amicizia «vivo e vicendevole affetto fra due persone, ispirato in genere da affinità di sentimenti e da reciproca stima». Ma possono essere amici una scrittrice di Tel Aviv, benestante, figlia di sopravvissuti alla Shoah, e un palestinese sognatore, angosciato dalla pena quotidiana del vivere sotto occupazione? Con l’aiuto di pillole, cioccolata, perseveranza, compassione e molta pazienza Lizzie e Nadim riescono a intessere un rapporto, a scardinare la diffidenza e a compiere lo sforzo più grande: immedesimarsi nell’altro. Ad accompagnarli rimane tuttavia un punto interrogativo: riusciranno anche a sconfiggere i pregiudizi della propria gente?

Cinecittà è una testimonianza coraggiosa che racconta il conflitto e i rapporti tra israeliani e palestinesi da un’angolatura del tutto inedita, frutto di esperienze realmente vissute. Un testo che suggerisce al lettore profonde riflessioni sul tema del dialogo, tra amare disillusioni e improvvise speranze.

Autore: Lizzie Doron
Anno di edizione: 2017
Traduzione: Paola Buscaglione Candela
Pagine: 224
Illustrato: no
Legatura: brossura
ISBN: 9788880576747
Disponibile: si
Prezzo: 17 €
Prezzo EBOOK: 9,99 €

Laura Biagiotti, muore la signora della moda

May 26, 2017 Leave a comment
Laura Biaggiotti
La stilista aveva 73 anni. Èra stata ricoverata mercoledì sera al S.Andrea in seguito a un arresto cardiaco. Nel 2015 aveva festeggiato 50 anni di attività: sabato i funerali. È stata definita dal «New York Times» la «regina del cashmere». Ha sfilato a Pechino e a Mosca prima degli altri brand

Nella notte, in seguito a un nuovo arresto cardiocircolatorio, la stilista Laura Biagiotti è morta dopo due giorni di agonia all’ospedale Sant’Andrea di Roma, che ne ha certificato il decesso alle 2,47 di venerdì. A differenza di quanto annunciato in un primo momento, non sarà allestita alcuna camera ardente nella sua residenza di Guidonia, metre i funerali si terranno sabato alle 11 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a piazza della Repubblica. Già poche ore dopo l’arrivo in ospedale i medici avevano hanno dovuto avviare le procedure per l’accertamento della morte cerebrale. La designer, 73 anni, mercoledì sera era stata colta da un malore improvviso nel suo castello alle porte di Roma e ricoverata in condizioni disperate all’ospedale Sant’Andrea.

Il comunicato

Biagiotti era stata ricoverata martedì alle 21.30: un’ambulanza l’aveva trasportata in ospedale dalla sua residenza di Guidonia, vicino a Roma, il Castello dell’ XI secolo «Marco Simone». Il Sant’Andrea, in un comunicato, aveva ricostruito quanto accaduto: «Le manovre rianimatorie, avviate già prima che la paziente giungesse in ospedale, e poi ripetute più volte al pronto soccorso, hanno consentito la ripresa dell’attività cardiaca, ma il quadro clinico e gli accertamenti effettuati attestano un grave danno cerebrale di tipo anossico – si leggeva – La signora Biagiotti è ricoverata in terapia Intensiva in condizioni gravissime e stanno per essere avviate le procedure per l’accertamento strumentale della condizione di morte cerebrale». Poi, alle 2.47 di venerdì, un nuovo arresto cardiocircolatorio e la morte. La figlia Lavinia Biagiotti Cigna ha lasciato Londra, dove si trovava per lavoro, ed è rientrata urgentemente nella Capitale.

Visse d’arte, archeologa per formazione di studi e stilista per le avventure della vita che — spiegava sorridendo — è sempre capace di sorprenderci, collezionista d’arte futurista di importanza mondiale grazie al gusto infallibile più che ai budget illimitati da hedge fund asiatico, donna coltissima che ai backstage delle sfilate e all’uscita finale in passerella preferiva la compagnia dei diecimila libri della sua biblioteca e dei suoi adorati cani, tutti trovatelli: Laura Biagiotti, scomparsa improvvisamente per un attacco cardiocircolatorio a soli 73 anni, è stata sì «la regina del cashmere» (New York Times) ma soprattutto una dei pionieri della moda italiana, romana cosmopolita che sfilò in Cina quando i marchi giganteschi della moda globalizzata di oggi non esistevano o magari erano valigerie di lusso, in Russia quando gli stilisti superstar di oggi facevano ancora gli assistenti o magari erano ancora alle scuole superiori.

Mezzo secolo di attività

La designer romana, nota anche come la «Regina del cachemire», aveva da poco festeggiato i 50 anni di attività. Intensa, ininterrotta e, per un bel tratto di strada, alla guida di un’azienda tutta al femminile, prima con la mamma Delia e poi, dopo la prematura scomparsa, nel 1996, del marito Gianni Cigna, a fianco della figlia Lavinia, dal 2005 vicepresidente del gruppo.

Gli esordi nell’atelier della madre

Era il 1965 quando Laura, che da giovanissima aveva lavorato nell’atelier della madre, creatrice delle prime divise delle hostess Alitalia, fonda una società per acquisire produzione e distribuzione di grandi firme dell’alta moda romana: Schuberth, Capucci, Litrico, Barocco. Nel 1972 esce la prima collezione «Laura Biagiotti» e dalle sartorie di via Veneto e della Dolce Vita, la stilista, non ancora trentenne, conquista le passerelle del pret-à-porter milanese insieme a Krizia, Missoni, Walter Albini . Negli anni Ottanta sarà la prima a sfilare nella Cina comunista. E meno di dieci anni dopo, nel 1995, le si aprono le porte del Teatro del Cremlino a Mosca.

Gli abiti morbidi e i profumi

Figlia di Delia Soldaini Biagiotti, che aveva una bella sartoria romana, prese il business di famiglia e lo trasformò in un’impresa globale, un’azienda di donne fondata da sua madre diretta da lei e, dal 2005, in collaborazione con l’amatissima figlia Lavinia: in un mondo spesso cattivello come quello della moda di lei si sentiva dire soltanto una cosa, anzi due: che era «una signora» oppure «una gran signora». Incapace di vantarsi d’aver conosciuto l’ultimo imperatore della Cina anni prima del film di Bertolucci che trionfò all’Oscar, allergica al trionfalismo – e al vantarsi di qualcosa d’importante – anche quando la Repubblica Italiana la onorò, giustamente, con un francobollo. La moda ricorderà decenni di sfilate di abiti che la signora Biagiotti voleva morbidi come una carezza per coccolare un po’ le donne, che in un mondo così complicato ne hanno bisogno, il beauty ricorderà profumi di gran successo sempre dedicati a Roma la sua città (ma amava Milano, dove sfilava, dell’amore sincero dei romani laboriosi che riconoscono come sia una grande vetrina internazionale per il business e la città ideale per lavorare).

La passione per l’arte futurista

A Milano prestò, con la generosità di sempre, una delle cose più belle dell’Expo 2015, il grande quadro del «Genio Futurista» di Giacomo Balla, gloriosa esplosione di schegge del nostro tricolore che incantò milioni di visitatori: perché di Balla, Laura Biagiotti fu collezionista privata di riferimento, sempre disposta a mandare per il mondo opere alle mostre sul Futurismo da New York a Tokyo che ne facevano richiesta. Collezionista guidata dal gusto e, ancora una volta, dalle vicende della vita: «Una visita casuale in una galleria romana. Una piccola mostra nel 1986 – spiegò a la Lettura del Corriere della Sera – Mi piacque davvero tanto, uscimmo e mio marito mi disse comprali se ti sono piaciuti tanto. Così cominciò tutto, con una decina di pezzi minori».

Fonte: Corriere Della Sera

Categories: Obituario Tags:

Roger Moore, muore il grande attore britannico ex James Bond

May 24, 2017 Leave a comment

roger-moore-w900-h900

L’attore britannico avrebbe compiuto 89 anni nel prossimo ottobre.
È stato 007 in 7 film. Il debutto con «Vivi e lascia morire» di Guy Hamilton del 1973

Nato a Stockwell, presso Londra, il 14 ottobre 1928, Roger Moore è stato uno dei signori del cinema inglese, erede di quella generazione, metti Stewart Granger, che sapeva tirar di spada o sparare ma con signorilità. L’ha vinto, dopo una dura lotta, il cancro, all’età di 88 anni inoltrati. Il grande pubblico lo identifica con il più longevo tra i 7 James Bond della storia di 007, la famosa spia al servizio di sua maestà: è stato, dopo la breve parentesi di Lazenby, l’erede di Sean Connery ed ha girato di fila 7 episodi, anche andando nello spazio (Moonraker), da Vivi e lascia morire di Guy Hamilton del ’73 a Bersaglio mobile di John Glen dell’85.

Ma gli inizi non sono da super eroe: fa il fattorino in uno studio di animazione, poi la comparsa, infine si iscrive ai corsi drammatici e come attore fa anche il soldato, recitando per le truppe e incontrando la seconda moglie. Si cala nella tradizione cavalleresca con Ivanhoe (alla tv), ruota intorno a Liz Taylor in L’ultima volta che vidi Parigi ed è il popolare beniamino di due serie action dai modi eleganti di allora, The saint e Attenti a quei due con Tony Curtis. Sono il lasciapassare per calarsi, con un plus valore di ironia, nei panni dell’agente segreto di Fleming, il ruolo che gli darà fama, onore e un pezzo di mitologia del cinema seriale, andata poi in pasto agli effetti speciali.

La gran parte della sua carriera sta in questo personaggio che salva e risalva il mondo da perfidi nemici che se ne vogliono impossessare, fra cui Telly Savalas e Donald Pleasance: fra i 7 suoi Bond ce ne sono alcuni di pregio, La spia che mi amava contro lo squalo killer dai denti di acciaio, Octopussy con Kabir Bedi e L’uomo dalla pistola d’oro in cui il villain aveva tre capezzoli oltre a quello fantascientifico girato anche a Venezia in cui va sulla Luna. Tra gli altri suoi film da ricordare I 4 dell’Oca selvaggia, Ci rivedremo all’inferno, Amici e nemici, ma forse era più a suo agio nello stile brillante dei telefilm, il gangster movie per famiglie che sapeva trovare i mezzi toni e ke sfumature oltre che puntate il revolver di 007.

Fonte: Corriere Della Sera

 

Categories: Obituario Tags: ,

“Imperfetta Bellezza”, personale di Pasquale Marinelli presso ART G.A.P. Gallery di Roma

May 23, 2017 Leave a comment
IMPERFETTA BELLEZZA
PASQUALE MARINELLI
a cura di Valentina Spinoso
ART G.A.P. Gallery
Via di San Francesco a Ripa 105/A
Roma
19/05/2017 – 28/05/2017
ATTRAVERSO IL MEDIUM DELLA FOTOGRAFIA IN COMUNIONE CON L’OGGETTO LIBRO, L’ARTISTA CI PROPONE UNA RIFLESSIONE A TUTTO TONDO SUL CONCETTO DEI CONFINI DELLA PERFEZIONE ARTICOLATA SU TRE LIVELLI: L’IMPERFEZIONE DELL’OGGETTO ANALOGICO, ORMAI DIVENUTO OBSOLETO; L’IMPERFEZIONE DEL PAESAGGIO ITALIANO; L’IMPERFEZIONE DEL CORPO UMANO.
IN UNA LOGICA DI ASSOLUTISMO MASSMEDIALE, IL CONCETTO DELLA BELLEZZA VIENE SEGMENTATO ATTRAVERSO L’ATTENZIONE AL DETTAGLIO, SMANTELLANDO, IN MODO IRONICO E DIRETTO, I CANONI SOCIALMENTE RICONOSCIUTI, MUOVENDOSI COSÌ DA UNA DIMENSIONE UNIVERSALE A UNA DI CARATTERE PERSONALE, INDIVIDUALE E INTIMO.

“Le Kamasutra”, livre de Ionna Vautrin, Flammarion

May 22, 2017 Leave a comment

Schermata 2017-05-22 alle 03.11.06

Ionna Vautrin Le kamasutra

«Acrobates, danseuses, matadors, musiciens, yogistes, funambules… sont les super-héros de ce kamasutra espiègle revisité par Ionna Vautrin, à travers une série de dessins inédits. À vos amours!»
L’illustratrice met en scène les personnages de la culture populaire contemporaine (Kim Kardashian, Star Wars, Emmanuelle, etc.) dans ce kama-sutra illustré avec humour.
Cendrine de Susbielle
  • Hors collection
  • Paru le 01/02/2017
  • Genre : Peinture, sculpture, arts graphiques
  • 144 pages – 137 x 188 cm
  • Noir et blanc – Broché
  • EAN : 9782081404335
  • ISBN : 9782081404335

Philippe Briand

May 16, 2017 Leave a comment

Philippe Briand-w900-h900

London-based Philippe Briand has been conceiving high-performance yachts since his La Rochelle childhood, and his technical excellence and precision – accompanied by a strong artistic flair – have continued to evolve over what is arguably the most prolific career of any yacht designer today.
Early insights into naval architecture, advanced hydrodynamics and production engineering during an internship with Swedish designer Pelle Petterson armed Briand with the skills to create dozens of successful production yacht models, of which over 12,000 vessels have been built.
His portfolio spans four decades, starting with his first IOR Quarter Ton design at the age of 16. His designs for competition have included eight yachts for six America’s Cup campaigns; two of the vessels for the French team that won the Admiral’s Cup in 1991; and countless high-performance offshore racing yachts. An accomplished sailor himself, Briand has won the Half-Ton Cup in 1993 and the One-Ton Cup in 1994, in yachts of his own designs.
Briand’s first foray into superyachts came in 1995, with a winning submission for the design of the groundbreaking, award-winning 44.7m S/Y Mari Cha III, and then Mari Cha IV. The success of these lightweight, high-performance cruising racers propelled him into the world of superyachts, where he has enjoyed considerable success.
Briand and his team of designers have won over 30 international yacht design awards (to date year 2017) for their work, and have collaborated with some of the most highly respected sailing yacht builders in the world, including Alloy Yachts (New Zealand), CNB (France), Groupe Beneteau (France), Perini Navi (Italy), Royal Huisman (Netherlands) and Vitters (Netherlands). They currently produce yacht designs and naval architecture always oriented on use of new technologies – ranging from 6 to over 100 metres, both for sailing yachts and motor yacht. The team puts a strong emphasis on performance and is continually employing new technologies to enhance designs, in a quest for perfection.
He is one of the few – if not the only – yacht designers with the technical capabilities and experience to design high performance yachts of both the motor and sailing variety. In recent years, his collaboration with Vitruvius Yachts has seen three of his motor yacht designs launched (50m, 55m and 73m), bringing an evolved, high-performance and long-range style to the sphere.

Categories: Ritratti Tags:

Evgenia Medvedeva, pattinatrice russa in Sailor Moon al Exhibition World Team Trophy 2017

April 28, 2017 Leave a comment
Evgenia-Medvedeva-sailor-moon-2017
Tokyo, la pattinatrice russa diventa Sailor Moon e balla sulle note della sigla tv

Non avrebbe potuto scegliere un modo migliore per omaggiare il Giappone. Evgenia Medvedeva, una delle pattinatrici del Team Russia, a Tokyo per l’Exhibition World Team Trophy 2017 di pattinaggio artistico, ha scelto di esibirsi in una coreografia ispirata al noto anime “Sailor Moon”. Sulle note della sigla “Moonlight Densetsu”, l’atleta diciassettenne ha eseguito salti e figure interpretando il personaggio nato dalla matita di Naoko Takeuchi e diventato un cartone animato negli anni ’90. Durante la performance, ha recitato, cantato e si è trasformata, cambiandosi d’abito proprio come fa Sailor Moon nella sigla dell’anime. Appassionata di cartoni animati giapponesi, Medvedeva non è la prima volta che sul ghiaccio indossa i panni dell’eroina vestita “alla marinara”

A cura di Corinna Spirito

Fonte: Repubblica