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Archive for December 5, 2011

Risonanza di Schumann, onde rilevate dallo spazio

December 5, 2011 Leave a comment

In ogni momento circa 2.000 temporali si abbattono sulla Terra, producendo circa 50 fulminazioni al secondo. Ogni fulmine genera onde elettromagnetiche che iniziano a girare attorno alla Terra con uno spessore compreso tra superficie terrestre e 96 chilometri di quota. Alcune delle onde si combinano, aumentando in forza, per creare quello che sembra un battito del cuore, noto come risonanza di Schumann. Questa risonanza fornisce uno strumento utile per analizzare il clima della Terra, il suo ambiente elettrico, e per determinare quali tipi di atomi e molecole siano presenti nell’atmosfera terrestre, ma fino ad ora erano stati osservati soltanto dal basso. Ora, uno strumento di misura dei campi elettrici (VEFI) a bordo della US Air Force Communications / sistema di navigazione Interruzione Forecast (C / NOFS) della NASA, ha rilevato la risonanza di Schumann dallo spazio. Una vera e propria sorpresa, dal momento che gli attuali modelli di risonanza di Schumann prevedono che queste onde dovrebbero essere intrappolate a quote più basse, tra il suolo e uno strato di atmosfera terrestre chiamato ionosfera. “I ricercatori non si aspettavano di osservare queste risonanze nello spazio“, afferma Fernando Simoes, uno scienziato del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland “Ma si scopre che l’energia è fuoriuscita apre molte altre possibilità, fino allo studio del nostro pianeta dall’alto “. Simoes è il primo autore di un articolo su queste osservazioni che è apparso online sulla rivista Geophysical Research Letters il 16 Novembre scorso e che apparirà nella pubblicazione cartacea nel mese di Dicembre. Egli spiega che il concetto di risonanza in generale è abbastanza semplice: aggiungendo energia al momento giusto aiuterà ogni dato fenomeno a crescere. Le onde create da un fulmine non sono naturalmente visibili come le onde dell’oceano, ma oscillano con le regioni di maggiore e minore energia. Queste onde rimangono intrappolate all’interno di un soffitto in atmosfera creato dal bordo inferiore della “ionosfera” – una parte dell’atmosfera piena di particelle cariche, posta a circa 96 chilometri verso il cielo. In questo caso, il punto dolce per l’onda di risonanza richiede di essere lungo la circonferenza della Terra. Si tratta di un’onda a frequenza estremamente bassa che può essere di soli 8 hertz (Hz) – un centinaio di migliaia di volte inferiore alla frequenza più bassa delle onde radio utilizzate per inviare segnali alle nostre radio AM / FM. Mentre questa ondata scorre attorno alla Terra, essa colpisce nuovamente il luogo ideale in modo tale che le creste e le depressioni siano allineate. Et voilà, le onde agiscono in risonanza con le altre per pompare il segnale originale.

Fonte: MeteoWeb

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Ophiocordyceps Unilateralis, fungo killer trasforma formiche e insetti in zombie

December 5, 2011 Leave a comment

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Scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie. Il fungo entra negli insetti e ne “controlla” la mente ai propri fini prima di ucciderli. Poi si trasmette dai cadaveri ad altri insetti sani. Oltre alle formiche anche vespe, mosche e grilli possono essere attaccati.
Il fungo killer spunta dalla testa
Una “ramificazione” della nuova specie di fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani spunta dalla testa di una formica “zombie” nella foresta pluviale brasiliana.
Considerato all’inizio come una singola specie, Ophiocordyceps unilateralis, questo tipo di fungo in realtà ne conta quattro, e tutte sono in grado di “controllare” la mente delle formiche.
Quando la specie infetta una formica, prende il sopravvento sul suo cervello, poi appena l’insetto si sposta in un luogo ideale per il fungo in cui crescere e disperdere le sue spore, lo uccide.
Le quattro specie di fungo vivono nella foresta pluviale atlantica del Brasile, che, racconta l’entomologo della Penn State University David Hughes, responsabile della ricerca, sta cambiando rapidamente a causa del riscaldamento climatico e della deforestazione.
Hughes e colleghi hanno fatto la scoperta notando l’ampia diversità di crescita fungale che spuntava dagli insetti morti, come racconta lo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE.
“Siamo tentati di ipotizzare che ogni specie di fungo abbia una propria specie di formica a cui si è adattato in modo particolare”, dice Hughes.
“Questo significa che esiste la possibilità che nella foreste tropicali di tutto il mondo vi siano decine e decine di specie in attesa di essere scoperte”, dice.
I ricercatori hanno scoperto che le nuove specie di funghi identificate ricorrono a modi diversi per infettare gli insetti. Alcuni creano una sorte di spillo infettivo che spunta dal corpo dell’insetto e che infetta le formiche di passaggio, dice Hughes.
Altre specie invece hanno sviluppato una sorta di spore esplosive sugli insetti attaccati, e quando le altre formiche si avvicinano al cadavere, queste colpiscono gli insetti sani infettandoli.
Il morso dei morti viventi
Alloggiato nel cervello di una formica “zombie”, il fungo “dirige” la formica morente ad ancorarsi a foglie o altri elementi per dar luogo a un ambiente stabile dove il fungo possa riprodursi.
Ad esempio, quando il fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani sta per uccidere la formica, questa morde qualunque cosa su cui si trovi, ancorandovisi in modo così saldo da restarvi attaccata anche a testa in giù.
Un’escrescenza di una specie del fungo comincia a emergere dalla testa della formica zombie due giorni dopo la morte.
Dopo che l’insetto muore, il fungo si diffonde rapidamente su tutto il corpo, ma nei primissimi giorni il fungo non è visibile all’esterno del corpo.
Durante gli ultimi stadi dell’infezione, il fungo Ophiocordyceps camponoti-rufipedis consuma rapidamente i nutrienti all’interno della formica attaccata e inizia a colonizzare l’esterno del corpo, come si vede nell’immagine. Le ramificazioni che spuntano dal retro della testa si allungano e diventano più evidenti.
Una volta ultimata la crescita, le ramificazioni che spuntano dalla testa delle formiche zombie sono diverse a secondo della specie di fungo.
Ad esempio, Ophiocordyceps camponoti-rufipedis produce un solo ramo (in questa immagine), mentre invece Ophiocordyceps camponoti-balzani crea un ramo biforcuto, come si vede nella prima immagine.
Ancoraggio fallito
Anche per gli spietati funghi killer, le cose non vanno sempre secondo i piani: ad esempio in quest’immagine si vedono due formiche zombie, dove quella che sta sopra si è ancorata con il morso a quella sotto, anziché a un elemento stabile su cui il fungo potesse riprodursi.
Vespa colpita dal fungo zombie
Le formiche non sono gli unici insetti attaccati da questi funghi: nella foto si vede una vespa infettata da un fungo del genere Cordyceps che ancora non è stato identificato.
I funghi di questo genere sono il prodotto di un’interazione estremamente evoluta fra ospite e parassita, spiega Hughes, il che da luogo a un rapporto talmente specialistico che se si estingue l’ospite, anche per il fungo non c’è più modo di sopravvivere.
Mosca mummificata
A differenza delle formiche, molte specie di insetti non sono più facilmente identificabili una volta che il fungo si è diffuso attorno al corpo, come nel caso di questa mosca.
Grillo horror
Anche i grilli, come quello nella foto, possono diventare preda dei funghi killer, anche se si sa poco della specie che ha ucciso questo grillo.
Hughes comunque ora si aspetta di trovare molte altre specie di funghi nella foresta brasiliana: “Quello che abbiamo scoperto”, dichiara, “è solo la punta di un enorme iceberg”.

Matt Kaplan

Fonte: National Geographic Italia

DDL, decreto per riorganizzazione del partito fascista

Cancellare il divieto di riorganizzazione del partito fascista e abolire il reato di apologia del fascismo. Questo pare sia l’intento del DDL presentato al Senato che ha scatenato lo sdegno e le ire di Renato Schifani. Il DDL è stato proposto dal PDL che in una assemblea ha dichiarato la volontà di eliminare la dodicesima disposizione transitoria dalla Costituzione Italiana, che vieta per l’appunto la riorganizzazione del partito fascista. Il decreto è stato esibito da Cristiano De Eccher, uno dei fedelissimi di Silvio Berlusconi e firmato da vari membri del PDL fra cui: Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua e Achille Totaro, aiutati dalla firma di un rappresentante FLI: Egidio Digilio. Il testo è stato depositato a Palazzo Madama lo scorso 29 marzo anche se ancora non è stato assegnato ad alcuna commissione per il suo esame. La presentazione del DDL ha suscitato le ire di Renato Schifani che ha espressamente richiesto ai firmatari di ritirarlo immediatamente, ma Bevilacqua difendendo la validità del testo presentato ha dichiarato: “Sono passati 65 anni e che transitoria è? Da transitoria sta diventando definitiva”. La legge che si vuol abrogare cita espressamente: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. A rendere nota la questione è stato il sito: http://www.fanpage.it.

Fonte: AGS Cosmo

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Negramaro, concerto ai Fori Imperiali per Capodanno 2011

Aprirà il concerto la popolare cantante Giusy Ferreri, così i Negramaro, una delle band più amate e seguite dai giovani si esibirà ai Fori Imperiali a Roma nella notte di Capodanno. La band, così come annuncia anche Giuliano Sangiorgi, sarà dunque protagonista del concerto di fine anno promosso dall’organizzazione di Roma Capitale. Il capodanno romano sarà dunque allietato dalle splendide note del sound dei Negramaro e dalla presenza della bravissima cantante Giusy Ferreri.

Fonte: AGS Cosmo

“La Battaglia di Anghiari”, alla ricerca del Leonardo perduto

December 5, 2011 Leave a comment

I primi risultati confermano l’esistenza dell’intercapedine dietro l’affresco del Vasari. È li che si nasconde il capolavoro di Leonardo da Vinci nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze? Dopo trent’anni di ricerche una sonda high tech potrebbe risolvere il mistero.

Secondo il sito di Universal Leonardo, una mostra organizzata dal Consiglio d’Europa, questa è la migliore copia conosciuta del dipinto murale perduto di Leonardo “La Battaglia di Anghiari“. Dipinto alla metà del XVI secolo, fu poi completato da Rubens all’inizio del XVII secolo.
Il progetto è realizzato dalla National Geographic Society e dal Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology (CISA3) dell’Università della California di San Diego, con la collaborazione del Comune di Firenze.

Firenze — Attorno a mezzanotte, i vicoli stretti e le vaste piazze del centro di Firenze sono pressoché deserte. Ma dietro le finestre dei piani alti di Palazzo Vecchio, le luci  sono ancora accese. All’interno, una ventina di persone, quasi tutti scienziati e ingegneri dell’Università della California a San Diego, esperti d’arte della soprintendenza e membri di una troupe di National Geographic Television si muovono in continuazione su e giù da un’impalcatura di quattro piani eretta nel Salone dei Cinquecento. L’impalcatura si trova di fronte a un grande affresco che rappresenta soldati in battaglia, dipinto nel 1563 da Giorgio Vasari, che riprogettò il palazzo e dipinse i giganteschi affreschi patriottici che adornano le sue pareti. Ma la causa di tanta agitazione notturna non è il Vasari, bensì è ciò che potrebbe nascondersi dietro all’affresco.

Fa freddo nella grande sala, ma nessuno sembra accorgersene. Nel corso della settimana, ogni notte si è ripetuta la stessa scena: una febbrile ricerca al rallentatore, il culmine di un lavoro di anni per determinare se laBattaglia di Anghiari, un dipinto murale di Leonardo Da Vinci, vista per l’ultima volta circa 450 anni fa, sia effettivamente nascosta dietro l’affresco del Vasari.
Il capoprogetto Maurizio Seracini e la sua squadra dell’Università della California, un gruppo composto soprattutto da dottorandi con indosso camici bianchi, esperti di immagini high-tech e analisi dei materiali, si affollano attorno a un piccolo foro praticato sopra il ginocchio destro di un soldato dipinto sulla parete. Seracini infila un endoscopio nello spazio profondo circa 16 centimetri, e un’immagine sorprendentemente nitida compare su un piccolo schermo.
La sonda a fibre ottiche sembra volare attraverso lo spazio mentre attraversa nubi di intonaco e finisce per bloccarsi su una superficie bianca e dura, crivellata di buchi come la Luna. Particelle di polvere volano ovunque.  Seracini continua a indicare questi frammenti fluttuanti. Il regista televisivo Max Salomon e la sua troupe si accalcano.
Con tono emozionato, Seracini annuncia che l’immagine prova che vi è effettivamente un’intercapedine tra la parete del Vasari e il muro esterno dell’edificio. È larga appena più di un centimetro, quanto basta per nascondere il dipinto di Leonardo. Le analisi radar e termografiche effettuate negli anni precedenti avevano rilevato un’intercapedine, l’unica della sala, forse eretta dal Vasari per proteggere il dipinto di Leonardo. Ora un’immagine ad alta risoluzione sembra confermarne la presenza.
Se tutto procede secondo i piani –  e non è affatto sicuro viste le costanti trattative su dove inserire le sonde, la crescente fatica dei partecipanti che vi lavorano per ore di seguito, dal mattino fino a notte inoltrata, e le tensioni e l’eccitazione che accompagnano l’indagine – si spera che verrà praticato almeno un altro foro.
Gli esperti di restauro dell’Opficio delle Pietre Dure di Firenze sono molto cauti nel concedere il permesso di perforare il Vasari. Il loro dovere, riconosciuto da Seracini e da National Geographic, è proteggere l’affresco del Vasari, un’opera d’arte storica a pieno titolo di per sé, e fino a questo punto hanno permesso di perforare solo i punti già danneggiati o privi di pigmento. Seracini e la sua squadra stanno anche raccogliendo campioni dai punti d’entrata. Ogni traccia di materiale organico, come cera, pece o olio di lino, potrebbe essere un indizio della presenza del dipinto di Leonardo. Naturalmente, tutti vorrebbero vedere una traccia anche minima di pigmento.
L’analisi procede lentamente, dato che gli esperti di Seracini sono cauti e scrupolosi nel loro lavoro almeno quanto quelli dell’Opificio. Intanto, si avvicina un’altra notte, e con essa la prospettiva di un altro punto di accesso e di nuove immagini che ancora una volta attireranno  sull’impalcatura una piccola folla in silenziosa contemplazione.

Tom O’Neill

Fonte: National Geographic Italia

Umberto Bossi, annunciato parlamento padano… sentore di secessione!

Ripristinato, così come era già stato annunciato nei giorni scorsi, il ‘parlamento padano’ a Vicenza, struttura che si ripropone di fare la guerra ai ‘palazzi romani’. Tornato quindi in voga lo slogan di ‘Roma Ladrona’ e rispolverata la volontà di secessionismo decantata da Gianfranco Miglio. Lo stesso leader, Umberto Bossi, ha dettato dal pulpito la nuova linea di partito: “La Padania vincerà, lo Stato italiano ha perso la partita”. Bossi però ha dimenticato di dire che anche il partito padano, una volta estromesso dal governo, ha perso qualche miliarduccio di euro per i suoi scopi con tutti quei benefici tipici di chi è in testa ad un Paese e può prendersi il lusso di ricevere favori importanti.

Fonte: AGS Cosmo

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“Sottovoce”, personale di Francesco Stefanini presso Bugno Art Gallery di Venezia

December 5, 2011 Leave a comment

Venezia – Francesco Stefanini, a distanza di anni dalla personale veneziana nel Palazzo delle Prigioni, ritorna a Venezia nella Galleria Bugno con Sottovoce.
L’esposizione propone una vasta e significativa scelta di dipinti e pastelli della più recente produzione.
Durante la mostra sarà proiettato un video, realizzato da Max Marzola, che sintetizza l’attività dell’artista, evidenziando gli spazi e i luoghi in cui opera.
Inoltre sarà presentato il catalogo con testi, anche in inglese, di E. Ferretto, G. Grossato e A. Santin.
Nel corso della sua quarantennale ricerca, Stefanini è arrivato a concentrare il suo interesse sul binomio luce/ ombra, sui ritmi e sulle vibrazioni intesi come elementi di un discorso tutto mentale. A tal proposito, Giovanna Grossato sottolinea in “Francesco Stefanini. La pelle del colore”: …Inseparabili, l’una conseguenza dell’altra, nella sua pittura la luce e l’ombra non sono tuttavia sempre complementari: a volte giocano ciascuna un ruolo indipendente e persino divergente, dicotomico. Cogliere questa impalpabile e pur determinante linea di confine, dove il colore compie il magico tramite tra un mondo e un altro, rappresenta uno dei principali e straordinari meriti della poetica di Stefanini.
E Alessandra Santin in Francesco Stefanini. Contrapposizione: …Vere della verità vibratile e impalpabile della luce che filtra attraverso colori chiamati ad essere altro: sipari di rami, fronde mobili percorse da venti stranieri, buio delle notti non ancora violate dalle luci artificiali…Si tratta di luci filtrate e di leggeri bagliori stellari, di porzioni dell’infinito che traggono dalle velature e dalle colature, oltre ma dentro i confini dell’opera, la finitudine dell’umano. Stefanini mostra il confine e lo vìola. Contrapponendo Spazio e Tempo non allude ma dichiara la soglia oltre la quale non si può andare. Si permette di superarla in modo armonioso e virtuale solo grazie ad una lettura attenta e riflessiva.
E sui temi spazio e tempo, Erika Ferretto scrive in “Francesco Stefanini. Quando gli opposti si incontrano”: …Di certo Stefanini, attraverso la sua arte, ha saputo intrattenere un rapporto profondo con lo spazio traducendone il senso più intimo. Si può affermare che nella geografia dell’omologazione il suo è lo spazio del cambiamento, il luogo in cui, oltre il limite del reale, particolare e universale si fondono… In questa creazione gioca un ruolo fondamentale il tempo, quello di bergsoniana memoria, vissuto e ricco di significato; quel tempo che acquista per chi lo vive un sapore particolare e unico. Il vero soggetto delle opere di Stefanini sembrano essere gli istanti che danno senso all’intera esistenza e che perdurano all’infinito nella memoria…
Mostra: FRANCESCO STEFANINI – Sottovoce, opere recenti
Luogo : Bugno Art Gallery, San Marco,1996 D – 30124 Venezia
Catalogo: Volume monografico con testi di Erika Ferretto, Giovanna Grossato, Alessandra Santin
Video: Francesco Stefanini: opere e luoghi, regia di Max Marzola
Inaugurazione: Sabato 3 Dicembre, ore 18,30
Periodo: Dicembre 2011
Orario: da martedì a sabato 10,30 – 19,30
domenica e lunedì 16,00 – 19,30
Informazioni: Bugno Art Gallery, tel. 041 5231305
http://www.bugnoartgallery.it

Manovra economica, lacrime di Elsa Maria Fornero e sangue degli italiani

Era prevedibile una manovra come si suol dire di ‘lacrime e sangue’, nessuno però si sarebbe aspettato la commozione della Ministro Fornero quando è stato fatto il lungo elenco dei tagli alle pensioni, abituati come si era, dalla freddezza istituzionale dei rappresentanti di governo. Bene, dunque ci siamo, l’Italia si accinge ad una nuova stagione d’inverno economico, ma ci si sente dire che tutto era necessario, tutto questo salva l’Euro, l’Europa e la faccia dell’Italia, rimane da domandarsi cos’è che riesca a salvare agli italiani, eccezion fatta per la biancheria intima, al popolo cosa ne rimarrà? Una cosa però c’è da dirla, che comunque questo governo Monti, differentemente a tutti gli altri che si sono avvicendati nel corso degli anni e dei decenni, per la prima volta prevede un contributo minimo mensile per i disoccupati, anche se si deve ancora capire a quanto ammonterà e se per arginare il problema disoccupazione verranno fatti degli interventi a favore delle nuove occupazioni, favorendo cioè, sia le nuove imprese, sia le aziende che intendono assumere e sia quella fetta di disoccupati ormai fuori target dal mondo del lavoro, che hanno dunque superato la soglia dei 40 anni. Infatti non si deve dimenticare che nella generazione dei 40 e 50enni, vi sono persone che hanno perso il proprio lavoro negli ultimi tempi, alcuni che hanno sempre lavorato al nero, alcuni altri ai quali sta per scadere la cassa integrazione e via dicendo. In buona sostanza appartengono a quella generazione di persone troppo ‘vecchie’ per nuovi impieghi e troppo ‘giovani’ per la pensione. In merito al pensionamento fra l’altro, non va dimenticata assolutamente la questione secondo cui, nella nuova manovra finanziaria, si potrà andare in pensione non prima di aver svolto 42-43 anni di duri sacrifici. Il problema di fondo sta nel fatto che lo Stato italiano non va avanti solo con i lavoratori da ‘scrivania’, ma anche, forse soprattutto, con coloro che ogni giorno spendono energie fisiche rilevanti per poter svolgere la propria professione. La riflessione è presto fatta e riguarda: Le badanti di malati incapaci di deambulare, i muratori, le donne delle pulizie, gli addetti alle catene di montaggio e tutte quelle categorie di lavoratori che svolgono professioni altamente usuranti dal punto di vista fisico. Come si può dire a chi solleva blocchetti di cemento dalla mattina alla sera, in estate come in inverno a 40 gradi all’ombra o a 10 gradi sotto zero, di lavorare per 42-43 anni? Così come non si può dirlo agli operai delle catene di montaggio così come anche non è accettabile per gli operai addetti alle pulizie. Magari lavorare per un tempo così lungo sarebbe gratificante ma solo per coloro che ad esempio, siedono dietro i banchi imperiosi della politica italiana, quella delle alte sfere: Camera dei Deputati, Senato, Consiglio dei Ministri, ecc… Di contro, le buone notizie si spera non tardino ad arrivare in quanto il Premier Monti ha assicurato che sarà alleggerito il cuneo fiscale sul lavoro ed intensificata la lotta all’evasione. Per quanto riguarda gli interventi sul mercato del lavoro, Monti ha dichiarato che arriveranno più avanti poiché questo è un settore in cui è essenziale concertare, ode ai violini di governo e a quelli di opposizione allora; ed intanto il popolo sta indefesso a guardare e a subire, cercando di carpire buone note fra lo stridio di corde stonate. Questo è il momento giusto per ricorrere al sistema pensionistico assicurativo privato, ossia stilare delle buone polizze vita, salute, vecchiaia, caso morte e disabilità permanente, se non fosse che i quattrini non ci sono e seppure ci sono chi ce l’ha se li rimette dentro al materasso come facevano i bisnonni. Una piccola ventata di ossigeno per i più anziani, proverrebbe dall’intenzione del governo Monti di rivalutare in pieno le pensioni minime, quelle fra i 486 e i 936 euro mensili, per le pensioni superiori è previsto invece un congelamento rispetto all’inflazione; questo almeno è quanto è emerso nella riunione di sabato 3 dicembre a Palazzo Chigi. Oltre a questi aspetti già elencanti, inoltre, la manovra finanziaria ‘spremi sassi’, prevede tagli di circa 5 miliardi di euro agli enti locali, penalizzato il settore sanità e dunque gli ospedali pubblici, possibile aumento IVA previsto per il 2013, aumenti del bollo, dei conti correnti e dei titoli ed infine abolite le quote anzianità che permettevano di andare in pensione abbastanza giovani per godersi i frutti del proprio duro e sudato lavoro. In tempi di crisi come questo, l’uomo comune, quello che si alza la mattina alle 5 per andare a lavorare dopo essersi fatto magari 2-3 ore di fila nel traffico, si domanda a che cosa serva ancora, con l’attuale progresso tecnologico, recarsi in ufficio quando molte delle mansioni che vengono svolte specie dentro le amministrazioni pubbliche, si potrebbero espletarle da casa con la telematizzazione. Basta un computer, un telefono, magari una stampante ed un fax, per far sì che alcuni impiegati possano gestire il proprio lavoro direttamente dalle loro abitazioni. Naturalmente gli strumenti dovrebbero essere messi a disposizione dall’amministrazione per cui operano, ma questo abbatterebbe comunque i costi di gestione degli uffici in misura radicale oltreché sostanziosa oltre al fatto che si sfoltirebbe moltissimo del traffico mattutino sulle strade delle città italiane con grandi benefici sia per l’ambiente e sia per la salute psichica di diverse categorie di impiegati pubblici. Dando agli operatori dei vari settori, una maggiore elasticità nello svolgere le attività lavorative, lo Stato avrebbe maggiore produttività a costi minori rispetto a quelli sostenuti oggi, con un altro beneficio da non trascurare che è quello di ritrovarsi numerosi locali vuoti da utilizzare per esempio, per le attività sociali, o per dare una casa a chi non ce l’ha. Questa potrebbe essere una piccola buona idea per arginare i costi di gestione del lavoro in Italia risparmiando milioni di euro ogni anno e favorendo contestualmente uno stato sociale maggiore per le classi meno abbienti.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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“Terra mondo antico: opera infinita”, ceramiche Raku e dipinti di Antonio Capra alla Galleria Nuova di Avigliana

December 5, 2011 Leave a comment

Avigliana – sabato 3 dicembre, alle ore 16,00, la Galleria Nuova ospiterà ilvernissage di “Terra mondo antico: opera infinita” , mostra di ceramiche Raku e dipinti di Antonio Capra. La mostra é stata organizzata dall’Associazione culturale “Arte per Voi” con il patrocinio del Comune di Avigliana. Per presentarvela proponiamo, di seguito, il testo critico di Paolo Nesta: Ancora bozze di pensieri tra di noi .Ricordando il nostro dialogo avviato nel maggio dell’anno scorso, in occasione della tua mostra presso la chiesa di Santa Marta ad Agliè, a così breve distanza di tempo sono tentato ad aggiungere qualche diversa considerazione. Vedi, Antonio, guardando alle tue ultime opere ho l’impressione che esse siano coinvolte in un processo di trasformazione, come una sorta di quasi impercettibile cambio di prospettiva. Però, non saprei distinguere con certezza se una tale sensazione sia da imputare ad una mia intercorsa e mutata attitudine ad osservare le opere d’arte, oppure se la responsabilità sia da accreditare a te, ovvero direttamente ai tuoi lavori più recenti. Forse valgono entrambe le ipotesi. È vero, però, che già nel 2010 sostenevi che “le Opere Esposte in mostra – e non solo quelle – sono variabili nel tempo, ogni giorno, ogni istante possono trasformarsi, assorbire l’Energia Cosmica e disperderla attorno a noi”, ma vorrei lo stesso osservare, più modestamente e concretamente, come in queste tue opere recenti in ceramica si stia compattando e condensando – o se vuoi, raggrumando – una abilità esecutiva ancora più discreta, nel senso di una intima e consapevole discrezione nel rispetto delle procedure plastiche e cromatiche e della loro reciproca integrazione e fusione.È un qualcosa che corrisponde e, direi, sembra coincidere con ciò che ci insegna l’amico comune Giorgio Flis e che egli sintetizza verbalmente con efficacia nell’enunciare la necessità per il pittore di “entrare nella tela”: sarà forse per questo che intanto ti stai riaffacciando alla pittura? Paolo Nesta.
Vernissage: sabato 3 dicembre 2011 alle ore 16,00; Durata: dal 3 al 18 dicembre 2011; Orario di apertura: sabato e domenica dalle . Sito web: http://www.artepervoi.it.

Droga, in crescita fenomeno ‘cyber-pusher’

Da una recente indagine è emerso che il 96% dei farmaci illegali viene acquistato su internet dai cosiddetti ‘cyber-pusher’. Si tratta di un fenomeno in crescente espansione, i pusher stessi acquisterebbero le sostanze stupefacenti direttamente da internet per poi rivenderli con il medesimo mezzo. In genere fra i farmaci illegali ci sono medicinali per l’impotenza maschile e anoressizzanti e tutti vengono acquistati da siti altrettanto illegali che spesso comprano domini esteri per sottrarsi alle leggi italiane in materia.

Fonte: AGS Cosmo

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