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Archive for December 7, 2011

Yassir Zenagui, nomina a Consigliere della Casa Reale del Marocco

December 7, 2011 Leave a comment

Il ministro uscente del Turismo e dell’Artigianato, Yassir Zenagui, è stato nominato oggi Consigliere del Sovrano al gabinetto Reale. Yassir Zenagui è stato nominato come Consigliere reale in ragione della “sua competenza e del suo savoir-faire durante la gestione delle missioni che le sono state conferite”, precisa un comunicato del ministero della Casa reale. Ingegnere dell’ISEA  specializzato in intelligenza artificiale, Yassir Zenagui ha iniziato la sua carriera nel 1995 presso la Societè Generale a Parigi come ingegnere finanziario ed è stato in seguito direttore in carico del trading “prodotti derivati” presso la Deutsche Bank di Londra. Il nuovo consigliere è stato nominato una settimana dopo la designazione di Abdelilah Bekirane come presidente del governo da SAR Mohammed VI. Yassir Zenagui raggiunge l’equipe dei consiglieri del Sovrano nominati per quest’anno che sono Omar Azziman, Abedellatif Menouni e Mustapha Sahel.

Fonte: My Amazighen

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Manovra Governo, stangata immediata sui carburanti

December 7, 2011 Leave a comment
La Manovra del Governo prevede una stangata immediata sui carburanti. Infatti, al contrario del previsto aumento dal primo gennaio, il documento finale stabilisce che, ”a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto”, le aliquote su benzina e diesel salgono rispettivamente a 704,20 euro (+8,2 cent al litro) e 593,20 euro per mille litri (+11,2 cent). La misura produce complessivamente un gettito di 4,8 miliardi di euro.
Per la Federconsumatori, nel corso del prossimo anno gli aumenti delle accise sui carburanti determineranno sulle famiglie ”ricadute di 120 euro annui per costi diretti e 95 euro per costi indiretti, per un totale di 215 euro annui”. Con l’ennesima “maxi stangata” sui carburanti gli italiani alla guida sono diventati “i più tartassati d’Europa”, afferma il Codacons alla luce dei rincari di benzina e diesel dovuti all’aumento delle accise deciso nella manovra. “Si tratta – precisa l’associazione dei consumatori – del quattordicesimo provvedimento preso a danno degli automobilisti in questa legislatura, un record storico e, probabilmente, mondiale. Dopo le 12 misure prese da Tremonti e Berlusconi, infatti, Monti ha deciso l’aumento delle accise e quello del bollo per i veicoli di maggiore cilindrata”. Il Codacons chiede quindi che il nuovo ministro dello Sviluppo Corrado Passera intervenga “almeno liberalizzando il settore con misure serie, ben diverse da quelle ridicole previste dall’art. 28 della legge n. 111/2011”.
Intanto l’effetto maxi-aumento delle accise si e’ gia’ ripercosso sulla benzina e il diesel. Entrambi, riporta Staffetta Quotidiana, salgono sopra gli 1,7 euro al litro. Su base nazionale, (compresa la quota di distributori indipendenti) la benzina sale a 1,708 euro (+9,9 cent) e il gasolio a 1,702 euro (+13,5 cent).
Fonte: Ansa
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“La scena perduta” di Abraham B. Yehoshua, Giulio Einaudi Editore

December 7, 2011 Leave a comment

Abraham B. Yehoshua
La scena perduta
2011
pp. 372
€ 21,00
ISBN 9788806203313
Traduzione di Alessandra Shomroni
La scena perduta è quella che non smette di ossessionarci, abitata da fantasmi la cui segreta influenza subiamo nei modi più inaspettati.
Quando il regista israeliano Yair Moses viene invitato a Santiago de Compostela per una retrospettiva dei suoi film, non sa che il viaggio lo costringerà a fare i conti proprio con un fantasma del suo passato: Shaul Trigano, l’ex amico e sceneggiatore con cui Moses ha rotto diversi anni prima, è deciso a mettere il regista con le spalle al muro, obbligandolo a portare a termine ciò che era stato interrotto e sembrava perduto.
L’ultimo romanzo di Yehoshua è tra i suoi libri più misteriosi e profondi: una vertiginosa meditazione sui legami segreti fra identità, creazione artistica e perdono.
Moses osserva attentamente la riproduzione appesa alla parete. L’occhiata fugace della notte è stata superficiale e fuorviante. Forse il quadro rappresenta un oscuro evento mitologico. Non la passione di un vecchio per una giovane donna ma il tormento di un uomo affamato e disperato. Il vecchio muscoloso è di certo un prigioniero. Ha le mani legate dietro la schiena e i piedi scalzi e sudici  probabilmente sono stati appena liberati dai ceppi lí accanto. I suoi aguzzini gli hanno fatto patire la fame a tal punto che è attratto dai seni caritatevoli di una giovane donna, una balia, che guida con cautela il suo cranio calvo e scuro verso il petto candido.
Moses cerca il nome dell’artista ma trova solo due parole scritte con grafia svolazzante: Caritas romana. E come un fulmine lontano lo folgora la domanda se Trigano conoscesse questo quadro, insolito e audace, appeso casualmente nella camera di un albergo nella regione della Galizia, in Spagna. È possibile che nelle prime luci di un’alba iberica, cosí, per puro caso, lui abbia scoperto qui, a Santiago de Compostela, l’origine nascosta, la scintilla che aveva acceso la fantasia del suo giovane e talentuoso sceneggiatore? […] Era stata questa immagine mitologica ad aver ispirato a Trigano la folle scena destinata a suscitare scandalo alla fine dell’ultimo film che avevano girato insieme?
Abraham B. Yehoshua, La scena perduta
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È un libro complesso, insolito per questo grande narratore. Forse un bilancio personale, di vita e di letteratura. Anche e soprattutto una storia scabrosa nel suo affondo psicologico, nel non detto che tiene insieme – ma soprattutto separa – le intriganti personalità dei protagonisti.
Elena Loewenthal – la Repubblica
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Yair Moses è un regista quasi settantenne, esponente del fior fiore della società israeliana, cresciuto in una colta famiglia gerosolimitana di origini tedesche. Alle spalle ha una lunga carriera cinematografica che sta per essere celebrata nella retrospettiva organizzata in suo onore a Santiago de Compostela. Lì, nella camera d’albergo che Moses condivide con Ruth – protagonista di tutti i suoi film, musa e in qualche modo compagna – un quadro appeso alla parete apre uno squarcio nella memoria: la tela è una riproduzione della Caritas romana nella versione del misconosciuto Matthias Meyvogel, dove una giovane Pero allatta il padre Cimone come gesto di pietà estrema. Un’immagine di grande fascino, ma anche disturbante nella sua sensualità. Moses non l’ha mai vista, ma all’improvviso ricorda la scena, molto simile, che Shaul Trigano, il suo sceneggiatore di molti anni prima, gli aveva proposto come finale di un film. Quando Ruth (allora compagna di Trigano) si era rifiutata di girarla, Moses l’aveva appoggiata: da allora tutto era cambiato. La fine di un’amicizia, di una fertile collaborazione artistica e di una relazione sentimentale, l’inizio della sua storia con Ruth e di una nuova fase della sua carriera. Ecco la scena perduta, la sequenza mai girata, la mancanza che ha deciso le sorti dei loro legami.
Ma questa non è l’unica sorpresa destinata a turbare il soggiorno di Moses in Galizia: man mano che la rassegna procede, l’autore si rende conto che sono stati presi in considerazione solo i suoi primi film, realizzati in un passato così lontano che lui stesso fatica a ricordarli. Sono film surreali, d’avanguardia, visionari e fortemente simbolici, così diversi dall’impronta realista che ha caratterizzato il suo lavoro dopo il «divorzio» da Trigano. E non serve molto altro a Moses per rendersi conto che dietro la manifestazione c’è proprio lui, il suo ex collaboratore, deciso ad affrontarlo una volta per tutte e a costringerlo a fare i conti con le proprie scelte.
La retrospettiva diventerà, così, un viaggio nella memoria, un percorso a ritroso capace di riportare Moses di fronte a quello che aveva deciso di nascondere, per completare qualcosa che sembrava perduto.
«Ho voluto in questo libro esplorare il mistero della creazione artistica, letteraria, figurativa, cinematografica, e in particolare l’interazione tra il genio della fantasia, dell’invenzione provocatoria, che “sfonda” la realtà, e l’imprescindibile fondamento costruttivo, il metodo e la costanza che sono elementi necessari all’artista, – ha detto Yehoshua a Elena Loewenthal in un’intervista per Repubblica. – In Moses c’è qualcosa di me e di ciò che agisce in me quando creo».
E infatti quando Moses, spaesato davanti alle sue stesse creazioni, ripercorre con il lettore le pellicole dimenticate, non è difficile riconoscere echi, dettagli, personaggi, atmosfere delle prime opere di Yehoshua, quei racconti – scritti tra gli anni Cinquanta e Sessanta – che tanto risentivano dell’influenza di Ionesco, Beckett, Fellini, Kafka.
Il percorso di riconciliazione con Trigano sarà così anche un percorso di riconciliazione con un fervore creativo da tempo sacrificato sull’altare del realismo. Qualcosa che, forse, sta accadendo allo stesso Yehoshua: «Penso di aver perso qualcosa», ha detto l’autore a Susanna Nirenstein riferendosi all’evoluzione delle sue opere. E ha sottolineato come la letteratura contemporanea abbia «bisogno di tratti simbolici, metaforici, per fronteggiare la situazione che abbiamo intorno. Parlo della situazione politica israeliana, ma non solo. Usiamo uno sguardo troppo superficiale per decifrare la realtà, occorrono anche altri strumenti».
La realtà e ciò che si sceglie di dimenticare, la finzione narrativa e l’identità di chi crea, i ricordi e il perdono.Tra meditazione e memoria, La scena perduta è il romanzo più misterioso e profondo di Abraham B. Yehoshua, e segna il ritorno a una visionarietà di cui, davvero, abbiamo bisogno: «Spero che Moses faccia un film con Trigano, – ha augurato l’autore al suo personaggio, – un uomo che in una scena a pochi chilometri da Gaza, mentre cadono i missili, si dice convinto che la pace ci sarà».

Fonte: Giulio Einaudi Editore

Tahar Ben Jelloun VS Islamisti

December 7, 2011 Leave a comment

Gli islamisti marocchini propongono una demagogia ”imbecille ma efficace“, ha spiegato lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun in un articolo apparso l’altro ieri su Le Monde. Secondo Ben Jelloun, l’islamismo moderato non esiste e l’ascesa al potere del PJD “rischia di bloccare l’evoluzione del Marocco”. Islamismo e governance non possono  coesistere, questo è il pensiero dello scrittore marocchino, perchè “la religione e la politica coniugate con le tecniche moderne di comunicazione darebbero vita ad un regime autocrate”. La soluzione dei problemi del Marocco necessita di una reale volontà politica, “ le preghiere non sono sufficienti” per lottare contro la corruzione e la miseria che si evince nel paese. L’islamismo, si limita “ a fare la morale alla gente piuttosto che attaccare le radici del male che sono di ordine economico e politico”. L’islam politico inizia con delle preghiere moralizzanti e finisce per decreti e leggi (fatwa) che governano la vita quotidiana dei cittadini, afferma Tahar Ben Jelloun, che associa la nascita dell’islamismo marocchino alla politica di arabizzazione adotatta dal paese agli inizi degli anni ’70, marginalizzando cosi’ la popolazione arabofona, recrutata più tardi dagli islamisti. “ La  facilità dei discorsi religiosi è accettata dalla gioventù sottoculturata” e questo è l’origine della vittoria del PJD alle elezioni legislative del 25 novembre secondo Ben Jelloun. I discorsi rassicuranti del PJD e l’incompetenza degli altri partiti politici in lizza hanno pesato sui risultati di questi scrutini elettorali, conclude lo scrittore, sperando che “gli islamisti non producano troppi danni una volta al comando del governo”.

Fonte: My Amazighen

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”A meno di non ricorrere ad una fotografia”, collettiva di maestri e artisti alla galleria M&D arte di Milano

December 7, 2011 Leave a comment

Milano – La Galleria M&D arte presenta dall’8 dicembre al 19 febbraio una corposa collettiva di maestri e artisti di spicco del panorama internazionale. Tema la meravigliosa fotografia, intesa come strumento d’indagine e riflessione, ma anche come punto di partenza per una commistione dei nuovi linguaggi tecnologici. L’esposizione – che prende il via da una celebre citazione di Ugo Mulas – riflette «senza alcuna pretesa d’essere esauriente, né classificatoria», sullo spettro amplissimo delle pratiche fotografiche, esplorate a partire dall’orizzonte pop fino a quello postavanguardistico attuale. Un’ampia e variegata carrellata di opere compie un esaustivo viaggio attraverso le diverse chiavi interpretative di questo mezzo di espressione artistica per dar voce alle variabilità e contraddittorietà di immagini tutt’altro che oggettive. Sguardi, spesso ambigui e visionari, che sfidano (e amplificano) la ri-costruzione della realtà portando a risultati e angolazioni del tutto differenti. Apparizioni, simulacri e fantasmi che raccontano storie, morali e immaginari collettivi.
Autori: Nobuyoshi Araki, Stefano Arienti, Mattew Barney, Matteo Basilé, Bernd e Hilla Becher, Vanessa Beecroft, Monica Bonvicini, Gregory Crewdson, Sante D’Orazio, Maurizio Galimberti, Robert Gligorov, Nan Goldin, Andreas Gursky, Candida Höfer, Kim Joon, Huang Kehua, Seydou Keïta, David Lachapelle, Loretta Lux, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Tracey Moffatt, Yasumasa Morimura, Vik Muniz, Shirin Neshat, Helmut Newton, Luigi Ontani, Steven Parrino, Andreas Perlick, Paola Pivi, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Thomas Ruff, Sebastião Salgado, Jan Saudek, Andres Serrano, Cindy Sherman, Sandy Skoglund, Jemima Stehli, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Wolfgang Tillmans, Grazia Toderi, Giovanna Torresin, Paolo Vegas, Massimo Vitali,Autori: Nobuyoshi Araki, Stefano Arienti, Mattew Barney, Matteo Basilé, Bernd e Hilla Becher, Vanessa Beecroft, Monica Bonvicini, Gregory Crewdson, Sante D’Orazio, Maurizio Galimberti, Robert Gligorov, Nan Goldin, Andreas Gursky, Candida Höfer, Kim Joon, Huang Kehua, Seydou Keïta, David Lachapelle, Loretta Lux, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Tracey Moffatt, Yasumasa Morimura, Vik Muniz, Shirin Neshat, Helmut Newton, Luigi Ontani, Steven Parrino, Andreas Perlick, Paola Pivi, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Thomas Ruff, Sebastião Salgado, Jan Saudek, Andres Serrano, Cindy Sherman, Sandy Skoglund, Jemima Stehli, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Wolfgang Tillmans, Grazia Toderi, Giovanna Torresin, Paolo Vegas, Massimo Vitali, Andy Warhol.
M&D arte Via Monsignor Cazzaniga 43, 20064 Gorgonzola (MI); Tel. (0039) 02 95305926; Orari: martedì – sabato 10.30/19.00; domenica 10.30-12.30, chiuso lunedì e festivi.

Massimo Consoli, mostra al Centro Habitat Mediterraneo di Ostia

Presso il Centro Habitat Mediterraneo, delegazione LIPU di Roma in via dell’Idroscalo di Ostia, dal prossimo 11 dicembre sarà allestita una mostra fotografica, organizzata dalla Fondazione Luciano Massimo Consoli in collaborazione con la LIPU e i Parchi Letterari di Pier Paolo Pasolini. La mostra è dedicata allo scrittore, storico e giornalista, attivista gay, Massimo Consoli, in occasione del suo 65esimo compleanno postumo. Alcune delle foto riguardano gli ‘affetti speciali’ dello scrittore, da Dario Bellezza, poeta romano a Pier Paolo Pasolini, fino ai più stretti collaboratori delle sue avventure e documentazioni della storia del movimento LGBT italiano ed internazionale. La rassegna sarà aperta l’11 dicembre dalle ore 10,00 alle ore 18,00. Dalla nota della Fondazione Luciano Massimo Consoli si apprende: “Il Centro Habitat Mediterraneo, ampio 20 ettari ed in fase di raddoppio territoriale, comprende già una riuscitissima ricostruzione ambientale di uno stagno, nel quale, tra una lussureggiante vegetazione acquatica, ripariale e di macchia mediterranea, sono già state censite ben 200 specie di uccelli, con specie nidificanti rarissime come l’airone rosso [qui presente con la più importante colonia nidificante del Lazio]. Parallelamente, i più recenti “Parchi Letterari Pier Paolo Pasolini”, rappresentano un’istituzione culturale finalizzata alla valorizzazione dei luoghi d’ispirazione dell’autore ed alla promozione di uno sviluppo sostenibile del territorio, attraverso eventi e manifestazioni di varia natura, accomunati dall’utilizzare l’opera di Pasolini quale originale chiave di lettura”.

Fonte: AGS Cosmo