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QUEERING ROMA, programma e trame degli appuntamenti artistici e letterari

QUEERING ROMA
LA FESTA DEL CINEMA LESBICO GAY BISEX TRANS QUEER DELLA CAPITALE
23 – 24 – 25 Novembre 2012, Casa del Cinema
http://www.queeringroma.it
Una manifestazione organizzata dall’associazione Armilla con il contributo della Provincia di Roma e in collaborazione con il Torino GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood
PROGRAMMA CON TRAME DEI FILM E DESCRIZIONE DEGLI APPUNTAMENTI ARTISTICI E LETTERARI
VENERDI 23 NOVEMBRE
ore 19,00 Sala Sergio Amidei e Cesare Zavattini
INAUGURAZIONE MOSTRE
C’era una volta L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca 
Mostra documentaria a cura di Francesco Pettarin
a partire da materiali gentilmente forniti da Gianni Romoli e Silvia Viglia.
Gli anni Settanta, gli “anni di piombo”, quelli che per chi li ha vissuti sono stati “la primavera di Roma” prima che scoppiasse l’Estate Romana. La città era in grande fermento. I giovani usciti chiedevano a gran voce diritti, possibilità di affermare il proprio essere e ad ogni angolo aprivano locali alternativi, jazzclub, folkstudi, teatrini off, cineclub. Tra questi particolare per il proprio impegno trasgressivo sia nelle tematiche che nel modo di proporle spiccava a Trastevere il cineclub “L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca” che si distinse subito per l’inventiva con cui veniva programmato. Famose le maratone di tutta una notte in cui pagando il biglietto si poteva tirare mattino tra film, documentari, spezzoni e sfizi alimentari.
Simbolo dell’intera temperie culturale degli anni Settanta, un luogo di ritrovo delle varie comunità culturali romane, prima fra tutte quella gay, che nel cineclub trasteverino trovò un posto in cui incontrarsi e riconoscersi senza essere ghettizzata. Il percorso espositivo raccoglie le testimonianze di come allora si lavorava: locandine, programmi, bozzetti, frutto di appassionate discussioni su quale fosse il modo migliore per dare forma a un atteggiamento preciso non solo sul cinema e sulla cultura ma anche sulla vita.
Dedichiamo questa mostra a Roberto Farina e Flavio Merkel.
Gender Utopia. Dalla favola di Adamo ed Eva al genere come utopia
Mostra fotografica a cura di Francesco Paolo Del Re
Opere di Alessandra Baldoni, Jacopo Benassi, Eleonora Calvelli, Fanny Coletta, Roberto Foddai, Aloha Oe, Claudia Pajewski, Angela Potenza, Mustafa Sabbagh e Paola Serino.
Attraverso differenti usi del medium fotografico e con una spiccata preferenza per la ritrattistica, la mostra illustra il dissolvimento e l’utopia del genere, a partire dal superamento dell’ipotesi binaria di divisione del mondo in base all’anatomia e al di là della favola biblica di Adamo ed Eva.
Il melange di visioni e suggestioni proposte invita il visitatore alla scoperta meravigliosa del continente inesplorato della riscrittura del sé desiderante e della decostruzione del genere come territorio di un’utopia possibile. Anche in Italia una cultura de-genere coltiva negli interstizi del pensiero dominante i suoi luoghi di incontro, i suoi rituali, le sue occasioni di visibilità e riconoscimento e propri codici espressivi ed estetici. Gender Utopia prova a mappare le rotte velate di malia delle vite di chi sconfina le codificazioni del genere, abbracciando la molteplicità del pensarsi e dell’essere altro. “Un territorio – scrive il curatore – per definizione franoso e mutevole, in cui è forse impossibile radicare ma in cui ha senso fiorire a piacimento. In cui la dimensione processuale del genere può illuminare stupori di sguardi senza foglie di fico, che si incrociano lungo le traiettorie della scoperta di un’alterità inebriante”.
ore 20,00 Sala Deluxe
INAUGURAZIONE QUEERING ROMA
Apertura ufficiale e saluto delle istituzioni
ore 20,30 Sala Deluxe
The Perfect Family 
di Anne Renton (USA, 2011, 84’)
Per la devota Eileen Cleary (Kathleen Turner) si aprono le porte del paradiso quando padre Murphy (Richard Chamberlain) le annuncia che è in lizza per il titolo di “cattolica dell’anno”. Per ricevere il premio dovrà invitare l’arcivescovo a cena con la famiglia riunita. Peccato che suo marito sia un ex alcolizzato, la figlia, lesbica e prossima al matrimonio, aspetti un bambino e il figlio sia un fedifrago impenitente. Che fare? Una commedia divertente in cui non mancano momenti drammatici.
ore 22,30 Sala Deluxe 
Il mondo sopra la testa 
di Peter Marcias (Italia, 2012, 12’)
Siamo in un mondo disegnato ed è possibile che un gruppo di gay, lesbiche e trans cagliaritano rapisca il leader politico più potente del paese e chieda un riscatto. Ma anche la fantasia rivela un inaspettato finale. Un cartoon di impegno civile, suspense e sensibilità.
a seguire
Dicke Mädchen (Heavy Girls)
di Axel Ranisch (Germania, 2011, 76’)
Sven è un impiegato bancario di mezza età dal fisico ingombrante che vive con l’anziana madre Edeltraut, malata di Alzheimer. A prendersi cura di lei il badante diurno Daniel. Un giorno però Edeltraut scappa di casa. I due uomini si mettono sulle sue tracce ma durante la ricerca Sven trova anche il coraggio per far capire a Daniel quanto gli piace. Daniel saprà apprezzare qualcuno dalla stazza così imponente? Bizzarra, esilarante e isterica dark comedy alla Kaurismaki diretta da un allievo di Rosa von Praunheim.
SABATO 24 NOVEMBRE
ore 16,00 Sala Deluxe 
Audre Lorde – The Berlin Years 1984 to 1992  
di Dagmar Schultz (Germania, 2012, 84’, Doc.)
“Lesbica, femminista, nera, poetessa, madre e attivista”: così si autodefiniva Audre Lorde, saggista e poetessa newyorkese d’origini caraibiche morta nel 1992. Una figura fondamentale per la letteratura femminista americana e  per la nascita del movimento afro-tedesco, a cui ha dato avvio in un periodo, gli anni Ottanta, di grandi cambiamenti che avrebbero portato alla caduta del muro di Berlino. Il ritratto di un personaggio unico e carismatico che sfidò razzismo, omofobia, sessismo e classismo.
ore 16,15 Sala Kodak 
Per l’omaggio a Ottavio Mai
Il Fico del Regime 
di O. Mai/G. Minerba (Italia, 1991, 60’
Documentario dedicato a Giò Stajano, scomparsa lo scorso anno. La protagonista, nata Gioacchino Stajano Starace, nel 1959 si fa conoscere per il racconto autobiografico apertamente gay dal titolo “Roma Capovolta”, opera sequestrata per oltraggio al pudore che attirò l’interesse di Fellini, tanto da chiamarlo per interpretare la parte di se stesso ne La Dolce Vita. Dopo Fellini la/lo vollero Risi, Sordi, Freda, Steno. Negli anni Ottanta cambia sesso assumendo il nome di Maria Gioacchina e nel ’92 pubblica “La mia vita scandalosa” prima del tentativo di diventare suora laica a Vische.  Omaggio ad una persona che, nel bene e nel male, ha inciso nel pensiero e nella cultura italiana riguardo alle tematiche GLBT.
a seguire
Partners 
di O. Mai/G. Minerba, (Italia, 1990, 60’) 
“Tutti sognano di incontrare un partner ideale, ma raramente ciò accade nella realtà. Se poi il destino ti si accanisce contro assegnandoti un partner indesiderato e scomodo come può essere il virus dell’AIDS, allora bisogna rimescolare il tutto e ridimensionare il proprio sogno. Bisogna imparare a mediare con questo compagno tanto indesiderato quanto autoritario e ostinato, saper convivere con lui.” (Ottavio Mai, Giovanni Minerba). Un lavoro “testimonianza”, ironicamente serio realizzato nel periodo “caldo” delle notizie sulla malattia.
ore 17,00 Sala Gian Maria Volonté (ingresso gratuito)
Per gli appuntamenti letterari a cura di Francesco Gnerre
La scoperta di una tradizione
dialogo con Andrea Pini (Quando eravamo froci, Il Saggiatore) e Luca Baldoni (Le parole tra gli uomini. Antologia della poesia gay italiana dal Novecento al presente, Robin Edizioni – libro presentato in anteprima).
Un interessante filone degli studi gay contemporanei è quello del recupero di una tradizione. La prima metà del Novecento ha elaborato dei saperi così omofobi da occultare una fiorente tradizione gay sia nella società che nella cultura, tradizione che alcuni studiosi stanno cercando con il loro lavoro di far emergere.
ore 18,00 Sala Deluxe
Trans 
di Chris Arnold (USA, 2012, 92’, Doc.)
Il piccolo Danann, pur essendo nato nel corpo di un maschietto, si sente una femminuccia. Christopher McGinn, ex medico nella Marina militare americana, ha coronato il sogno di diventare donna dopo essersi congedato. Sogno che per Pam e Erica si è avverato invece solo dopo aver nascosto per cinquant’anni una realtà difficile da accettare, come testimoniano i partecipanti al Transgender Day di San Francisco. Le storie di chi ha dovuto lottare per conquistare la propria identità sessuale.
ore 18,30 sala Kodak (ingresso gratuito)
El Niño Pez 
di Lucía Puenzo (Argentina/Francia/Spagna, 2009, 96’ ) 
Lala vive in una delle zone residenziali più esclusive di Buenos Aires. E’ follemente innamorata di Guayi, una paraguayana ventiduenne che è stata assunta dai suoi genitori come domestica. Le due ragazze sognano di fuggire in Paraguay, da qualche parte sulle sponde del Lago Ypoá, luogo dove ancora aleggia la misteriosa leggenda del “bambino pesce”.  Ma tra il desiderio e la realtà c’è sempre troppa distanza, così per coronare il loro sogno le due ragazze si trovano ad affrontare una serie di eventi che sconvolge le loro vite.
ore 20,30 Sala Deluxe
Zenne Dancer 
di Caner Alper e Mehmet Binay (Germania/Olanda/Turchia, 2011, 104’)
Tra Daniel, fotografo tedesco a Istanbul, e il bear Ahmet, assistente di Can, appariscente ballerino di danza del ventre, nasce l’amore. Ostacolati dalla famiglia del ragazzo turco, decidono di fuggire in Germania. Per ottenere il passaporto Ahmet deve sottoporsi alla visita di leva: il rischio di discriminazioni è alto. L’unica soluzione è dichiararsi omosessuali per ottenere il congedo, come prevede l’antiquato codice militare locale. Coraggioso melò sull’omofobia ispirato ad un fatto realmente accaduto. Pluripremiato nei festival internazionali.
ore 21,00 Sala Kodak  (ingresso gratuito)
Contracorriente 
di Javier Fuentes-León (Perù / Colombia, 2009, 100’) 
Miguel è un pescatore che nasconde la sua omosessualità dietro il paravento di un matrimonio felice con una moglie che lo ama e che sta aspettando un figlio. Segretamente porta avanti una intensa storia d’amore con Santiago e dopo la morte di questi la storia prende una piega fantastica. Miguel si troverà davanti ad un dilemma: dovrà ammettere pubblicamente di avere avuto una storia d’amore con Santiago, rovinando così il suo matrimonio e la sua vita, oppure deve continuare come se nulla fosse successo ma tradendo la memoria del suo amante? Una intensa, lirica e commovente storia d’amore assoluto ambientata in uno scenario paradisiaco.
ore 22,30 Sala Deluxe
Una notte ancora
di Giuseppe Bucci (Italia, 2012, 11’)
La fine di una storia d’amore tra un giovane ragazzo e un uomo nasconde un’ ossessione rivelata solo dall’inaspettato epilogo.
Lovely Man 
di Teddy Soeriaatmadja (Indonesia, 2011, 76’)
Cahaya non vede suo padre da quando aveva quattro anni: decisa ad incontrarlo, si reca a Giacarta. Ad attenderla, una sorpresa spiazzante: il padre è un travestito che si prostituisce e che si rifiuta d’incontrarla. Per l’ingenua Cahaya, devota musulmana, è il crollo di ogni certezza. Ma, dopo lo shock iniziale, un sentimento di amore e comprensione sembra unirli e per una notte, che cambierà le loro vite, passato e presente, segreti mai rivelati e sentimenti inesplorati verranno a galla.
DOMENICA 25 NOVEMBRE
ore 11,00 Sala Gian Maria Volonté (ingresso gratuito)
Per gli appuntamenti letterari a cura di Francesco Gnerre
Inediti scenari gay
Incontro con Eduardo Savarese (Non passare per il sangue, Edizioni e/o).
Negli ultimi decenni una fiorente letteratura gay arriva in Italia anche da Paesi lontani da noi e che non ci aspetteremmo.
Ma scopriamo tra le pagine dei libri che gli omosessuali abitano non solo paesi inimmaginabili ma anche ambienti sociali inimmaginabili, come l’esercito e il mondo del calcio. Questa ricchezza all’interno della produzione letteraria contemporanea rappresenta con una consapevolezza nuova una realtà inedita, mettendo a nudo la tensione tra il modo in cui gli omosessuali sono e il modo in cui la cultura nella quale vivono vorrebbe che fossero.
ore 11,30 Sala Deluxe
The Perfect Family
di Anne Renton (USA, 2011, 84’)  – Replica
ore 15,00 Sala Deluxe
Vito 
di Jeffrey Schwarz (USA, 2011, 93’, Doc.)
La vita e le battaglie di Vito Russo, autore del libro di culto The Celluloid Closet (Lo schermo velato), primo saggio sulla rappresentazione di gay e lesbiche, vera e propria bibbia del sapere GLBT che ispirò nel 1996 l’omonimo documentario di Robert Epstein e Jeffrey Friedman. Un documentario ricco di testimonianze d’epoca su una figura cruciale del movimento per i diritti degli omosessuali negli USA, morto prematuramente di AIDS nel 1990.
ore 16,30 Sala Kodak (ingresso gratuito)
Fuori dal video – Il movimento gay sul piccolo schermo (1972-1982)
a cura del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli con la collaborazione di Enrico Salvatori realizzato con materiali video delle Teche Rai (38’)
a seguire
Fuori! Storia del primo movimento omosessuale in Italia (1971-2011)
  a cura di Angelo Pezzana ed Enzo Cucco (Italia, 2011, 64’)
La storia del primo movimento omosessuale in Italia, la sua fondazione e le battaglie condotte ripercorse attraverso le voci di alcuni dei protagonisti di quella stagione.
ore 16,45 Sala Deluxe
Kommt Mausi raus?!  
di Angelina Maccarone e Alexander Scherer  (Germania, 1995, 89’)
Mausi, ventenne tedesca in cerca di libertà e della propria identità, lascia il villaggio della Westfalia in cui è cresciuta per la convulsa Amburgo. Qui troverà l’amore ma anche il coraggio per tornare indietro e affrontare apertamente la madre. Una storia di comingout esemplare, un’educazione sentimentale e alla vita in cui si ride e ci si commuove. Opera prima dell’esordiente Angelina
Maccarone che con le pellicole successive traccerà un nuovo percorso per il cinema lesbico europeo.
ore 18,30 Sala Deluxe
Per l’omaggio a Ottavio Mai
Ottavio Mario Mai 
di A. Golinelli/G. Minerba (Italia, 2002, 60’)
Vita, arte, impegno politico e imprenditoriale si fondono nella figura di Ottavio Mario Mai. Gli anni di maggior impegno vanno dal 1980 alla sua morte nel 1992. Nel 1986 insieme a Giovanni Minerba crea il primo Festival a tematica GLBT d’Italia. Il documentario sottolinea questi aspetti della vita di Ottavio attraverso i film realizzati e le interviste a personaggi come il direttore del Festival di Venezia Alberto Barbera, Gianni Rondolino, Fabio Bo’, Gianni Vattimo, Angelo Pezzana, fondatore del F.U.O.R.I., il primo movimento gay italiano di cui Ottavio e Giovanni erano militanti, Marziano Marzano, a quei tempi assessore alla cultura di Torino che per primo appoggia e finanzia il Festival pur fra mille difficoltà. Con la partecipazione di Ida Di Benedetto, Leo Gullotta e Leonardo Treviglio.
ore 18.30 Sala Kodak (ingresso gratuito)
Per “C’era una volta L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca”
Homo Promo
Di Jenni Olson (USA, 1993, 90’) 
Come ha lanciato Hollywood i film a tematica omosessuale tra il 1956 e il 1977? Jenni Olson ha curato una compilation di 27 trailer cinematografici presentati in ordine cronologico. Un piccolo corso accelerato di storia del cinema Queer.
ore 20,30 Sala Deluxe 
Mosquita y Mari
  di Aurora Guerrero (USA, 2012, 85’)
Il film racconta la prima cotta di due ragazze di origine messicana che vivono a Los Angeles. Yolanda, studentessa modello, è la figlia unica di severi immigrati. L’arrivo dal Messico della ribelle e povera Mari cambierà tutto: dopo le incomprensioni iniziali, tra le due nascerà l’amicizia. Presto la complicità lascerà spazio ad un sentimento per loro nuovo, così forte e inatteso da distrarre Yolanda dagli studi e Mari dal lavoro. Cosa scegliere tra la famiglia e l’amore? Eccezionali le due giovani interpreti, Fenessa Pineda e Venecia Troncoso. Presentato al Sundance 2012 e  vincitore del Queer Award al Torino GLBT 2012.
ore 21,00 Sala Kodak
Per “C’era una volta L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca”
Tarnation
  di Jonathan Caouette (USA, 2002, 88’)
Prodotto da Gus Van Sant, la storia della vita difficile di Jonathan, dall’infanzia all’età adulta, raccontata attraverso filmini in super 8, spezzoni di video diario, messaggi della segreteria telefonica. L’infanzia traumatica, il rapporto con la madre affetta da una grave malattia psichiatrica, gli abusi subiti, il coming out. Un racconto duro e profondo ma allo stesso tempo straordinario. Un’autobiografia filmata che incolla lo spettatore allo schermo con la forza della vita vera.
ore 22,30 Sala Deluxe
Sandanski
di Paolo Ferrarini (Italia, 2011, 5’) 
Ispirato alla vicenda di Alfredo Ormando, il giovane gay che si è dato alle fiamme in piazza San Pietro per protesta, descrive il rapporto di un ragazzo gay con il fuoco.
a seguire
Verde Verde
di Enrique Pineda Barnet (Cuba, 2011, 74’)
Prima pellicola a tematica gay ufficiale prodotta a Cuba, dopo Fragola e cioccolato, dall’Istituto di Arte Cinematografica. L’attrazione fatale tra Alfredo, medico della marina militare e Carlos, un prestante ragazzo macho. Ognuno uccide ciò che ama? Diretto dal veterano regista Enrique Pineda Barnet che cita apertamente Querelle di Fassbinder e le sue atmosfere oniriche, sensuali e claustrofobiche. Il film segna, anche contraddittoriamente, l’atteggiamento più clemente del regime nei confronti della comunità GLBT.

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