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Archive for October, 2012

Woody Allen, citazione in giudizio per violazione di diritti d’autore

October 31, 2012 Leave a comment

Secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Independent, il celebre regista Woody Allen è stato citato in giudizio dagli eredi dello scrittore statunitense William Faulkner, insieme al Washington Post e un centinaio di altri individui o società, per violazione dei diritti d’autore.
Oggetto di contestazione sarebbe una frase di Faulkner, attribuitagli dal personaggio, usata in un dialogo nel film “Midnight in Paris”: “Il passato non è mai morto, non è neanche passato”. L’uso legittimo” delle citazioni sono previste dalla legge statunitense, ma i legali degli eredi ritengono che Allen e la Sony ne abbiano fatto uso commerciale senza previa autorizzazione.

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Depeche Mode, grande ritorno della famosa band elettronica britannica in Italia

October 31, 2012 Leave a comment

Depeche Mode, grande ritorno della famosa band elettronica britannica con l’annuncio ufficiale nel corso dell’ultima conferenza stampa a Parigi dell’uscita del nuovo 13° album con conferma delle 34 date di una nuova tournée mondiale, estesa a 25 paesi europei, che avrà inizio il 7 maggio 2013 da Tel Aviv. Dopo Israele, la famosa band si esibirà in Grecia, Bulgaria, Turchia, Gran Bretagna, Russia, Francia, Italia e Germania, nazione dove essi terranno il sette concerti. Innumerevoli presenze estive in diversi festival internazionali tra cui, Rock Werchter in Belgio e BBK Festival di Bilbao.

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Alessandro Gassman, confessioni autobiografiche per il noto attore italiano

October 31, 2012 Leave a comment

Sbagliando l’ordine delle cose” è il primo libro scritto da Alessandro Gassman e narra il racconto di una vita difficile all’ombra di un padre ingombrante rivelando ricordi di un’adolescenza particolare vissuta all’insegna di una famiglia diversa sul piano familiare per via dei molteplici divorzi paterni, mentre riflette sui continui cambiamenti del suo carattere nell’ordine della sua crescita. Alessandro Gassman rivela il rapporto faticoso padre-figlio rimarcato dal suo tentativo di volersi liberarsi dal peso della figura autorevole de “il mattatore” al fine di poter intraprendere un processo artistico indipendente scevro dai paragoni imposti dalla consanguineità.

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“L’amore non guarda con gli occhi” di Anne Deniau, De Agostini

October 31, 2012 Leave a comment

Attraverso le immagini delle sue provocatorie sfilate, la storia di un grande artista e creatore di moda, tragicamente scomparso. Visionari e strabilianti. Gli abiti di Alexander McQueen sono emozioni che prendono forma e colore. Le sue sfilate rompono la routine del fashion system per diventare performance teatrali, e rivoluzionano il concetto stesso di passerella, divenendo provocatorio scenario delle sue creazioni. Riconosciuto come il più geniale tra gli stilisti della new generation, unisce meticolosità artigianale e tecnologia, amore per la tradizione e modernità senza tempo, conquistando un ruolo di spicco nella moda come nell’arte. Ma Alexander McQueen ha deciso di porre fine alla sua vita a 40 anni, un grigio giorno di febbraio del 2010. Uno straordinario volume documenta 26 irripetibili sfilate, da settembre 1997 a marzo 2010.
“Autunno 1996. Il mondo della moda era in fermento: le voci del passaggio di un certo stilista di successo da Givenchy a Dior erano appena state confermate. Un ‘giovane talento’, come veniva chiamato Lee Alexander McQueen, stava per prenderne il posto. Ricordo che un addetto alle relazioni pubbliche mi porse una cartella e mi chiese: ‘Cosa ne pensi?’. La cartelletta conteneva due soli fogli: due pagine strappate da una rivista, nient’altro. Le lessi. C’era quella parola, ‘ragazzaccio’, che sarebbe stata associata per sempre alla sua persona, e qualche fotografia. Ricordo l’acqua, modelle che camminano nell’acqua, pizzo nero e un collo alto che forse imprigionava o forse proteggeva il viso, impossibile a dirsi. Ricordo un colore particolare, un viola appena scolorito ma ancora acceso. Chiusi la cartella e pronunciai le altre due parole che sarebbero poi diventate ricorrenti: ‘Forza e fragilità. Entrambe, due estremi; non sarà facile’. Lavoravo per Givenchy da diversi mesi. Scattavo fotografie nel backstage. Non assistevo alle sfilate vere e proprie, le vivevo dall’interno, cercando di trasmettere quello che vedevo: la bellezza di un istante effimero, l’evento unico, la parte di rabbia e la parte di poesia, quel momento fuggevole, perfetto ed esatto, il caos che in altre circostanze mi avrebbe messo in fuga. Quando scatti nel backstage non ci sono angolazioni, nessuno spazio per punti di vista privilegiati.” (Anne Deniau)
Titolo
L’ amore non guarda con gli occhi. Tredici anni con Lee Alexander McQueen
Autore
Deniau Anne
Prezzo
€ 80,00t.gif
Dati
2012, 399 p., ill., rilegato
Traduttore
Arenare G.
Editore
De Agostini

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“I piemontesi a Roma” di Sergio Valentini, La Lepre Edizioni

October 31, 2012 Leave a comment

I piemontesi a Roma
STORIE, ANEDDOTI, IMMAGINI E CURIOSITÀ DAL 1870 AL 1900
Sergio Valentini
E dopo i bersaglieri arrivarono i piemontesi, proiettandosi sulla Città Eterna alla velocità della luce. Il nuovo lavoro di Sergio Valentini ci racconta la Roma post-unitaria nel periodo dal 1870 al 1900, gli anni dell’occupazione piemontese e di una metamorfosi urbana travolgente, spesso tutt’altro che gradita o gradevole: tredici movimentati capitoli corredati da immagini d’epoca per descrivere gli effetti della “furia edilizia”, le prove di convivenza tra romani e buzzurri (come venivano tout court definiti i forestieri), le gioie e i dolori di una città restìa a lasciarsi trasformare nella madre di ogni burocrazia. Grazie a un’approfondita ricerca documentaria Valentini tratteggia un affresco corale dallo sfondo continuamente cangiante, a rendere il senso e il ritmo di una mutazione frenetica. I piemontesi a Roma è una sorta di memorabile foto di gruppo in cui troviamo, in perenne vivace contrappunto, da una parte i romani e dall’altra i piamontesi, la nobiltà sabauda, i politici, i travet, le dame, i cavalieri e commendatori più o meno fittizi: tutti insieme appassionatamente, nell’impareggiabile scenario della Roma fin de siècle, e tutti più o meno impelagati nel cinismo, nella nostalgia, nella lotta per la sopravvivenza. Da piazza Colonna alle spiagge sul Tevere, dalla corte sabauda alle osterie rionali, dalle case patrizie a quelle dei poveracci, quella di Valentini è una Roma mai agiografica e sempre umanissima, raccontata con sentimento e talvolta con amore, ma al netto di ogni retorica. Sempre con una vena agrodolce, marcata da levità e ironia, che fa di ogni aneddoto o ritratto un gioiello di stile.
SERGIO VALENTINI, storico, giornalista, saggista, autore televisivo, ha raccontato della Roma del papa-re sul Corriere della Sera e su Il Messaggero, ha realizzato per la Rai numerosi documentari (tra gli altri Italia anni ’30; Libro e Moschetto – il Fascio sui banchi di scuolaBorghesi e operai – La rivoluzione industriale in Italia) e ha pubblicato una decina di libri sulla Città Eterna, tra i quali il recente E arrivarono i bersaglieri (2011, La Lepre Edizioni, collana I Saggi).
COLLANA: I SAGGI
PAGINE: 272
PREZZO:16 EURO
ISBN: 978-88-96052-72-3

“L’amore non guarda con gli occhi”, in ricordo di Alexander McQueen

October 27, 2012 Leave a comment

“ L’amore non guarda con gli occhi”. Era la frase tatuata sul braccio destro di un uomo che ha rivoluzionato la moda: Alexander Mc Queen. Ora quella frase diventa un libro – edito da De Agostini – che ripercorre la carriera dello stilista londinese morto suicida l’11 febbraio del 2010. A far rivivere le sue creazioni l’amica e fotografa Anne Deniau, che ha lavorato con lui per 13 anni. Da semplice figlio di un tassista a star internazionale. Dopo aver frequentato la Saint Martin  e aver lavorato con Romeo Gigli e Givenchy,inaugura la sua linea nel 2001. Inizia qui il grande successo, sempre sotto quei riflettori che cercava di evitare per la riservatezza del suo carattere. Schivo, sguardo basso, perso nella solitudine dei suoi tormenti. Il vero Alexander era lontano dalle creazioni sofisticate e appariscenti che faceva sfilare in atmosfere fiabesche e futuristiche. Maxi-cappelli, tacchi vertiginosi fatti di statue o farfalle, clutch ornate di teschi, le sue creazioni erano un perfetto incontro di eccessività e raffinatezza. Ora Anne vuole far rivivere quel sogno, quelle immagini rubate in mille scatti che rappresentano l’essenza della moda contemporanea. Un visionario con le idee di un poeta e le mani di un sarto, un uomo che ha dato tutto al mondo della moda. Un mondo che era per lui amore e odio, gioia e disperazione, lacrime e sorrisi.Quel mondo che silenziosamente non ci ha mai abbandonato e che oggi è pronto a far sentire, ancora più forte, la sua voce. (Giulia Pezzolesi)

Fonte: VM-Mag

Roberto Benigni, imminente ritorno in televisione su Rai Uno

October 23, 2012 Leave a comment

Il celebre attore comico toscano Roberto Benigni torna in televisione con un nuovo programma chiamato “La più bella del mondo”, spettacolo che andrà in onda in prima serata su Rai Uno. Spiega alle telecamere del Tg1: “‘La più bella del mondo’, cosa è? La nostra Costituzione, un libro straordinario. Sono stati in tanti nel mondo a copiarci, seguendo questi principi semplici e straordinari. Noi ci stiamo un po’ perdendo e dobbiamo seguire chi ci ha illuminato la strada. Annuncio questo programma con la gioia nel cuore, mi commuovo al pensiero di tornare in tv, peraltro nel periodo natalizio. Ci sono delle persone straordinarie, che hanno scritto la Costituzione, prevedendo il futuro. Regalandoci regole belle e sempre vive, abbiamo il tempo di andare a rivederle queste regole capaci di indicarci la strada”.

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“Degas. Capolavori dal Musée D’Orsay”, esposizione presso la Palazzina Della Società Promotrice delle Belle Arti in Torino

October 23, 2012 Leave a comment

Torino – dal 18 ottobre al 27 gennaio 2013, la storica Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino ospiterà la più importante mostra che l’Italia abbia dedicato a Edgar Degas negli ultimi decenni: il Musée d’Orsay, che conserva le opere più rappresentative del pittore, accetta di privarsi per quattro mesi di ottanta capolavori, tra dipinti, disegni e sculture.
La straordinaria rassegna è prodotta in tutti gli aspetti progettuali, organizzativi e promozionali, da Skira editore, in stretta collaborazione con il Comune di Torino; la curatela è affidata a Xavier Rey, conservatore presso il Musée d’Orsay e specialista di Degas.
Edgar Degas è stato tra i protagonisti della stagione artistica impressionista della seconda metà dell’Ottocento, di cui ha condiviso l’aspirazione a una pittura più libera e aderente al vero, partecipando a quasi tutte le esposizioni del gruppo; ha tuttavia assunto una posizione del tutto autonoma all’interno del movimento, affrontando differenti temie padroneggiando le più svariate tecniche di realizzazione.
In mostra si potranno ammirare tutti i temi della sua copiosa produzione:l’ambiente familiare e l’esperienza italiana, che si concretizzano in ritratti come quello, fondamentale, della famiglia Bellelli; il mondo parigino del tempo, popolato da artisti, letterati e musicisti che amavano ritrovarsi nei caffé; il paesaggio, in cui Degas porta ad un livello di virtuosismo l’uso del pastello; i cavalli e le celeberrime ballerine, cifra stilistica del pittore, che lo spingono a concentrarsi sullo studio del movimento e lo stimolano ad una pittura aderente al reale; il nudo femminile.
La mostra di Torino rivela pienamente il percorso di un genio straordinario, protagonista di quella irripetibile stagione artistica nella Parigi di fine Ottocento.
Durata: dal 18 Ottobre al 27 Gennaio; Sito ufficiale della mostra http://mostradegas.it/

“Cinema e Fede”, rassegna cinematografica al Vicolo del Puttarello di Roma

October 23, 2012 Leave a comment

Rassegna Cinematografica “Cinema e Fede”

Tombe musulmane, legittima aspirazione delle fedi religiose alla sepoltura nei cimiteri italiani

October 22, 2012 1 comment

Tutti, indistintamente tutti hanno diritto ad una sepoltura. Si tratta di un diritto da difendere ma che è garantito dalla stessa Nostra Costituzione che all’articolo 3 nello stabilire l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge tutela la dignità umana e quindi il rispetto di tutti anche al termine della propria esistenza, credenti e non credenti e appartenenti ad ogni confessione, mentre in Italia permane un vuoto normativo che urge essere colmato alla luce del livello di multiculturalità che ha raggiunto il Paese.
Quello delle sepolture è, infatti, un problema che per gli stranieri ed in particolare per i parenti che si trovano ad affrontare la perdita di un caro è all’ordine del giorno, specie se si pensa che la crescita tumultuosa del numero degli immigrati e delle seconde o terze generazioni nate e cresciute in Italia ha contribuito ad aumentare il numero dei cittadini di diverse confessioni a partire da quelli di fede islamica con la conseguente richiesta di forme di sepoltura rispettose delle tradizioni musulmane, anche se analogo discorso, vale, per esempio, per quelli di fede buddista.
Se sino a qualche tempo or sono le stime delle associazioni musulmane accreditavano una percentuale pari ad oltre il 90% dei feretri dei musulmani deceduti in Italia e rimpatriati nel paese d’origine, il radicamento in Italia di cittadini provenienti da paesi islamici ha subito un rafforzamento con la conseguenza che già tra una generazione ossia tra meno di 25 anni, questo trend invertirà la rotta ed il numero di cittadini di fede musulmana che verrà inumato in Italia sarà destinato senza dubbio ad essere maggioritario.
La conseguenza diretta, sarà quella di prendere atto che i cimiteri nostrani, palesemente inadeguati ai giorni nostri, dovranno avere una zona dedicata che permetta ai fedeli di religione musulmana di poter celebrare i propri morti secondo il rituale stabilito dal proprio credo che, come è noto, obbliga, fra l’altro, la sepoltura della salma in modo che la testa del defunto sia rivolta in direzione della Mecca ed avvolta in un lenzuolo, senza bara.
Purtroppo, però ad oggi l’Italia si è rivelata un paese “in – civile” perché ad oggi, nonostante in alcune aree la presenza di islamisti sia elevata, non si è ancora preso atto di tale tendenza e soprattutto di tale necessità. Sono pochissimi, infatti, i cimiteri musulmani che si concentrano soprattutto a nord, in particolare nelle grandi città: Torino, Milano, Bologna, Reggio Emilia e Genova.
Risultano pressoché inesistenti al Sud: il campo del Verano a Roma, e in Molise, vicino a Isernia. Mentre una bella esperienza è costituita da Favara, in Sicilia una paese di 32 mila anime che guarda caso deriva dalla parola araba Fawarah ossia «sorgente d’acqua», dove è stato aperto il primo cimitero musulmano. L’esigenza, è scaturita a seguito di uno dei tragici viaggi della speranza finiti male.
A questo punto, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” non si può più soprassedere e bisogna obbligare i comuni che hanno in gestione i servizi cimiteriali, per legge, a procedere ad individuare delle apposite aree per consentire una degna sepoltura a tutte le persone indipendentemente dall’appartenenza o meno ad un credo religioso, perché si tratta di una scelta di civiltà improrogabile.
Giovanni D’AGATA

Fonte: MondoMistery

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