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“Add Fire. Premio Furla 2013”, nona edizione del premio dedicato alla giovane arte emergente italiana

November 23, 2012 Leave a comment

Add Fire. Premio Furla 2013
La nona edizione del premio dedicato alla giovane arte emergente italiana.
Milano, 20 novembre 2012 – Si intitola “Add Fire” la nona edizione del Premio Furla, riconoscimento biennale d’eccellenza per l’arte contemporanea dedicato ai giovani talenti italiani, presentato oggi a Milano. A firmare il titolo dell’edizione di quest’anno è Jimmie Durham, l’artista – ma anche poeta – statunitense, che farà da padrino al Premio Furla 2013.
Il Premio Furla mira a sostenere la migliore pratica artistica del nostro Paese, attraverso il monitoraggio, la selezione, la formazione degli artisti e la produzione di nuovi lavori, e ha saputo nel tempo affermarsi come vetrina internazionale per la creatività emergente.
Curato da Chiara Bertola, il Premio è organizzato e promosso da Fondazione Furla, Fondazione Carisbo, Fondazione Querini Stampalia, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, con il supporto di Carisbo S.p.A. e con la collaborazione di Arte Fiera e Viafarini.
Nel corso della presentazione, cui hanno preso parte, tra gli altri, Giovanna Furlanetto, Presidente Fondazione Furla, Fabio Roversi-Monaco, Presidente Fondazione Carisbo, e Marino Cortese, Presidente Fondazione Querini Stampalia, Chiara Bertola ha annunciato i nomi dei finalisti della nona edizione e le cinque coppie curatoriali che hanno individuato la rosa dei finalisti per questa edizione.
All’incontro era presente anche Jimmie Durham, nel ruolo già svolto nelle passate edizioni da Christian Boltanski (2011), Marina Abramovic (2009), Mona Hatoum (2007), Kiki Smith (2005), Michelangelo Pistoletto (2003), Lothar Baumgarten (2002), Ilya Kabakov (2001) e Joseph Kosuth (2000). L’artista-padrino ha il compito di rintracciare il tema emergente e il titolo dell’edizione, attraverso la realizzazione di un lavoro appositamente concepito che connoterà tutta l’immagine grafica del Premio. “Add Fire” vuole essere un omaggio a un’iniziativa che si è sempre posta come motore di crescita per i giovani artisti e al tempo stesso invita in modo inequivocabile a non fermarsi di fronte a nessun ostacolo, affrontando il futuro con passione ed energia creativa.
Il Premio Furla opera come un vero e proprio osservatorio sui protagonisti della migliore creatività emergente in ambito contemporaneo e rivolge la propria attenzione agli artisti, ma anche alla più recente generazione di curatori, affidando per ogni edizione la selezione degli artisti e la curatela della mostra collegata a cinque curatori italiani, ciascuno affiancato a un guest curator straniero.I curatori selezionatori della nona edizione sono: Stefano Collicelli Cagol (Padova, 1978) e Bart van der Heide (Olanda, 1974); Francesco Garutti (Milano, 1979) e Yann Chateigné Tytelman (Ginevra, 1977); Ilaria Gianni (Roma, 1979) e Alice Motard (Parigi, 1978); Vincenzo Latronico (Roma, 1984) e Fanny Gonella (Francia, 1976); Filipa Ramos (Lisbona, 1978) e Elena Filipovic (Los Angeles, 1972).
I cinque artisti finalisti, individuati al termine di un vero e proprio viaggio di ricognizione sul territorio, sono:
 Tomaso De Luca (1988) selezionato da Ilaria Gianni e Alice Motard  Chiara Fumai (1978) selezionata da Stefano Collicelli Cagol e Bart van der Heide  Invernomuto / Simone Bertuzzi (1983) e Simone Trabucchi (1982) selezionati da Filipa Ramos e Elena Filipovic  Davide Stucchi (1988) selezionato da Francesco Garutti e Yann Chateigné Tytelman  Diego Tonus (1984) selezionato da Vincenzo Latronico e Fanny Gonella
Nelle prossime settimane i finalisti elaboreranno ciascuno un progetto per la realizzazione di un’opera che, insieme a una selezione di loro lavori, sarà presentato al pubblico e alla giuria interazionale nell’ambito di una mostra collettiva. La mostra, intitolata “Add Fire” dal lavoro di Jimmie Durham, sarà allestita nella suggestiva cornice dell’Ex Ospedale degli Innocenti a Bologna, complesso monumentale di proprietà della Provincia di Bologna, recentemente valorizzato da un ingente restauro e ridisegno funzionale. L’esposizione sarà inaugurata venerdì 25 gennaio in concomitanza con Arte Fiera e resterà aperta al pubblico da sabato 26 gennaio a domenica 3 febbraio 2013.
I cinque progetti finalisti saranno al centro di una tavola rotonda dedicata alla creatività emergente che si terrà nell’ambito di Arte Fiera, venerdì 25 gennaio, e che vedrà la partecipazione dei curatori e degli artisti della nona edizione del Premio Furla.
Il vincitore avrà la possibilità di realizzare l’opera proposta in progetto, interamente prodotta dalla Fondazione Furla e destinata alla fruizione pubblica attraverso la concessione in comodato al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Il lavoro realizzato sarà presentato in anteprima presso la Fondazione Querini Stampalia a giugno 2013, in concomitanza con la 55ma Biennale di Arti Visive di Venezia.
Come ogni anno, il vincitore del Premio Furla avrà la possibilità di studiare e lavorare all’estero, grazie alla
La giuria internazionale, composta da Galit Eilat (Presidente di Akademie der Künste der Welt, Colonia, e Curatore Ricercatore al Van Abbe Museum, Eindhoven), Marina Fokidis (Direttore Fondatore di Kunsthalle Athena), John Peter Nilsson (Direttore del Moderna Museet di Malmö), Chiara Parisi (Direttore dei programmi culturali della Monnaie di Parigi), Dirk Snauwaert (direttore di WIELS Contemporary Art Centre, Bruxelles) selezionerà il vincitore, che sarà annunciato venerdì 25 gennaio 2013 a Bologna alle 19.30, durante l’inaugurazione della mostra.
partecipazione a un progetto di residenza d’artista, che per questa edizione si svolgerà presso il WIELS Contemporary Art Centre di Bruxelles. La gestione della residenza è affidata a Viafarini, centro di documentazione sull’arte contemporanea che, dalla quinta edizione, raccoglie l’archivio generale del Premio Furla e che collabora all’ospitalità dei curatori stranieri grazie al programma di residenza milanese VIR Viafarini-in-residence.
Istituito nel 2000 a Venezia alla Fondazione Querini Stampalia come appuntamento annuale, nel corso degli anni il Premio Furla si è sviluppato, rinnovando e ampliando la propria modalità di intervento. Dal 2003 il premio è un riconoscimento biennale, assicurando così il ricambio generazionale, l’ampiezza e l’efficacia del monitoraggio sulla creatività emergente nel nostro Paese. Il rigore scientifico della manifestazione, l’impianto curatoriale, il sostegno alla formazione e alla produzione di nuovi lavori, si uniscono all’efficace rete internazionale di contatti con critici d’arte, curatori, direttori di musei e centri d’arte di prestigio facendone di fatto oggi un appuntamento cruciale nel percorso di crescita dei giovani artisti italiani.

“Nel Castello di Babbo Natale…”, mercatini di Natale nel Castello di Frontone

November 23, 2012 Leave a comment

E’ ormai da diversi anni uno degli eventi natalizi di maggior successo della provincia di Pesaro-Urbino, capace di attirare a Frontone sempre migliaia di visitatori. E l’undicesima edizione dei mercatini di Natale “Nel Castello di Babbo Natale…”, sarà ancor più ricca, grazie al grande impegno e alla passione degli organizzatori, Pro Loco e Comune.
Saranno ben cinque, anziché quattro come lo scorso anno, le giornate. Si partirà il 25 novembre per proseguire il 2, 8, 9 e 16 dicembre.
Tante idee regalo, animazione, sorprese ed un’atmosfera assolutamente suggestiva accenderanno l’affascinante castello di Frontone per un evento davvero magico. Magico come il percorso che inizierà da piazza del Municipio, dove i visitatori aspetteranno l’arrivo della navetta sotto il maestoso albero di Natale. La salita è subito emozionante, dopo pochi minuti, infatti, si ammira già il castello nella sua atmosfera ovattata.
Scesi, sarà il borgo medievale, a catturare i turisti che, all’ingresso del castello, saranno accolti dal cavallo dell’artista Dall’Osso, una scultura in ferro e fili di rame che con la sua criniera al vento saluta il Massiccio del Catria.
All’interno del castello, musica soffusa, babbi Natale per la gioia dei bambini, espositori altamente selezionati da una commissione interna alla Pro Loco per offrire agli ospiti, prodotti qualitativamente ineccepibili che si potranno ricercare percorrendo le molteplici stanze, riscaldate. Per i bambini anche uno spazio dove poter giocare e divertirsi con degli educatori che li aiuteranno nei vari laboratori. Tanti i prodotti in vetrina di altissima qualità: dagli alberi di Natale di cotone, addobbati con prodotti riciclati, alla rilegatoria, all’oggettistica in legno, rigorosamente artigianale. Tantissime ed interessanti anche le novità per questa edizione 2012.
E nelle cinque giornate non mancheranno spettacoli ed animazione per tutti i gusti: le mascotte di “Tiro e Molla” di Fabriano, truccabimbi, la casina di Babbo Natale nelle prime due giornate, mostre, stand con gustosissime prelibatezze. L’8 dicembre alle 17.30 nella chiesa del castello si esibirà il coro delle Terre Malatestiane Gaudium Vocis.
Il tutto nella splendida cornice del borgo da dove si può godere di un panorama suggestivo. Uscendo dal castello, le due chiese, della Madonna del Soccorso, all’interno della quale si svolgeranno gli spettacoli con i bambini, e la chiesa di Santa Maria Assunta.
Da non perdere la gustosa gastronomia locale. Piatto forte di Frontone sono le tagliatelle, sia con ragù bianco di porcini, che all’anatra, e la “crescia”, da non confondere con la piadina, da accompagnare a salumi, formaggi, prosciutto e verdura cotta.
Ambiente, cultura ed enogastronomia di qualità, ai piedi del monte Catria, imponente massiccio che si svela attraverso escursioni naturalistiche, a cavallo, a piedi, con possibilità di noleggio mountain bike, e uscite con accompagnatori e nelle piste di downhill e free ride.
E con la neve, snow park, piste da sci, ciaspolate e per i più piccoli il Kinder land, la prima area del centro Italia riservata esclusivamente ai bambini per giocare con bob e slittini.
Per i camperisti, da luglio, è in funzione la nuovissima area di sosta attrezzata nel centro di Frontone. Per info: www.ilcinisco.it
Informazioni: 339.8429426 – turismofrontone@gmail.com –www.comune.frontone.pu.it

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“Padre mio” di Marius Creati

November 23, 2012 Leave a comment

Padre mio

Uno sguardo assolto nella rugiada di un mattino smunto dalla nebula notte,
due sguardi dispersi nel vuoto, vacui come la gelida morte
tre sguardi lungimiranti, vagamente perplessi
all’orizzonte s’incontrano
e poi null’altro…
fiele di ragionevolezza… mentre in quella confusa mente
i tuoi occhi assenti divampano un grido disperato;
mente il destino spavaldo senza pudore alcuno, ti guardo e vorrei viverli meco,
come potrei viverli senza!
e ogni giorno che passa dovrei salutarli senza tormenti
e ogni giorno in più annusare il trapasso di un veto tormentato
senza dir nulla, al cospetto di una trasferta maledetta.
Non potrei viverli solo per un istante!
ti vedo in un batter d’occhio,
ti sento in un fervido sorriso estenuato,
ti parlo mentre confondi suoni, sillabe e consonanti
in un dissonare perpetuo limpido come omelia messale,
crocevia di un discorso intrecciato
crocicchio di note ottuse, ma diafane al mio cospetto.
Padre mio non serve dir nulla…
ciò che è detto è scritto in un sacro legame indissolubile.
flagello… flagello… flagello del mio corpo straziato
vidi una nuvola nel cielo cospargere a tratti barlumi di memoria
anfratti argillosi che ritti infrangevano contro le vestigia di eterni cruori,
tristi bagagli di una vita sprecata nell’incoerenza
di tristi rimorsi spezzati dalla misericordia
e ora che si defilano le ore, zitte e meticolose e taciturne
come sanno raccontar facelle indisturbate
tra disturbi irti nella mestizia.
Uno sguardo assolto nella rugiada,
Padre mio… tu sei la mia via per il paradiso
prego affinché tu sia vivo per altri mille anni or sono…
ho amato il tuo nome nonostante l’avessi negato all’eternità
ho vissuto in te nell’intimo del mio respiro, fino all’ultimo respiro del mio afflato;
le visioni sono attimi di eterna virtù
mentre un solco gitano, profondo quanto un miglio di saggezza,
s’intona con la terra gelida e trae la scia del pianto,
in quel lamento germano che accomuna le anime afflitte
in quel gemito stomachevole, guaito soffocante che corrode l’animo
Padre mio… quel mugolio diventa ispirazione
satrapo del fato costrutto, negus di una sorte avversa
mentre nella caligine più polverosa traggo la mia possanza
mentre nella polvere più tormentosa sollevo la vaga speranza
di averti meco per sempre, nell’inverosimile diligenza del miracolo compiuto
tra mille struggimenti, mille afflizioni e mille assilli
poiché dispongo del mio calvario, via crucis intima con Iddio
umiliato al cospetto divino e proclive all’immolazione profetica.
Imperituro e prezioso e unico padre, perché Padre mio…
e non potrò mai avere un altro, perché Padre mio…
e non potrò mai avere un altro.

                                                                                                          19 Settembre 2012
Antonio Gabriele Creati – RIP 16 Novembre 2012

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“GENDER UTOPIA – Dieci artisti per Queering Roma 2012”, mostra presso Villa Borghese a Roma

November 23, 2012 Leave a comment

Dieci artisti per Queering Roma 2012
GENDER UTOPIA
Alessandra Baldoni, Jacopo Benassi, Eleonora Calvelli, Fanny Coletta, Roberto Foddai, Aloha Oe, Claudia Pajewski, Angela Potenza, Mustafa Sabbagh, Paola Serino
Una mostra a cura di Francesco Paolo Del Re
23 novembre – 10 dicembre 2012
Roma, Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni 1 (Villa Borghese)
www.queeringroma.it
Non solo film, cortometraggi e documentari nel programma della terza edizione di Queering Roma (www.queeringroma.it), la festa del cinema Lesbico Gay Bisex Trans Queer della Capitale organizzata dall’associazione Armilla, grazie al sostegno della Provincia di Roma e in collaborazione con il Torino GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood, che si svolge dal 23 al 25 novembre presso la Casa del Cinema di Villa Borghese. Per la prima volta infatti Queering Roma abbracciare altre discipline e forme di espressione, dall’arte contemporanea alla letteratura.
Negli spazi della Casa del Cinema inaugura venerdì 23 novembre alle ore 19.00 ed è visitabile gratuitamente fino al 10 dicembre la mostra collettiva “Gender Utopia. Dalla favola di Adamo ed Eva al genere come utopia”, a cura di Francesco Paolo Del Re. Il percorso espositivo raccoglie le opere di dieci gli artisti: Alessandra Baldoni, Jacopo Benassi, Eleonora Calvelli, Fanny Coletta, Roberto Foddai, Aloha Oe, Claudia Pajewski, Angela Potenza, Mustafa Sabbagh e Paola Serino.
Attraverso differenti usi del medium fotografico e con una spiccata preferenza per la ritrattistica, la mostra illustra il dissolvimento e l’utopia del genere, a partire dal superamento dell’ipotesi binaria di divisione del mondo in base all’anatomia e al di là della favola di Adamo ed Eva. Il melange di visioni e suggestioni proposte invita il visitatore alla scoperta meravigliosa del continente inesplorato della riscrittura del sé desiderante e della decostruzione del genere come territorio di un’utopia possibile.
Anche in Italia una cultura de-genere coltiva negli interstizi del pensiero dominante i suoi luoghi di incontro, i suoi rituali, le sue occasioni di visibilità e riconoscimento e propri codici espressivi ed estetici. “Gender Utopia” prova a mappare le rotte velate di malia delle vite di chi sconfina le codificazioni del genere, abbracciando la molteplicità del pensarsi e dell’essere altro.
“Un territorio – scrive il curatore Francesco Paolo Del Re – per definizione franoso e mutevole, in cui è forse impossibile radicare ma in cui ha senso fiorire a piacimento. In cui la dimensione processuale del genere può illuminare stupori di sguardi senza foglie di fico, che si incrociano lungo le traiettorie della scoperta di un’alterità inebriante”.
In bilico tra fotografia e poesia, Alessandra Baldoni propone per “Gender Utopia” una selezione di ritratti che ha la leggerezza di un gioco di seduzione e la labilità del trucco che vela i lineamenti del viso per la durata dell’eterno istante di un flirt, sospeso nell’interzona immaginifica fra i generi.
Osservatore attento e arguto dell’universo gay bear, Jacopo Benassi suggerisce con il suo lavoro letture gioiose e ironiche di una mascolinità multiforme, fuori dagli schemi e senza grisaglia. Barba vera e unghie finte, nel trittico in mostra, sono gli attributi di un’insolita pin-up queer ammantata di innocente malizia.
Elenora Calvelli è autrice di un delicatissimo lavoro sulle “famiglie arcobaleno” (coppie di uomini o di donne che condividono un progetto di vita insieme e che allevano bambini), che racconta la vocazione intimamente transgenere di gesti ancestrali ed evocativi come quello dell’allattamento.
La meraviglia della trasformazione da uomo a creatura di sogno ispira le immagini scolpite con l’obiettivo fotografico da Fanny Coletta: in mostra una serie di ritratti di Riccardo Castagnari, attore che ha dato corpo e voce in teatro a un’originale omaggio en travesti a Marlene Dietrich.
Artista sardo che vive e lavora da molti anni a Londra, Roberto Foddai è interessato a esplorare i limiti della percezione sociale della bellezza. Usando l’autoritratto, gioca a rifare personaggi della storia, della politica, dello spettacolo o della cultura, come nell’ironica rilettura di Frida Kalho proposta per “Gender Utopia”.
In mostra anche la documentazione fotografica di alcuni interventi en plein air dello street artist romano Aloha Oe, cantore di creature eccentriche, bizzarre e multicolori (con prelievi cinematografici camp come Divine, The Rocky Horror Picture Show o Marilyn Monroe).
Claudia Pajewski propone per la prima volta al pubblico alcuni scatti di un progetto fotografico in bianco e nero e di respiro internazionale sulla post-pornografia, praticata attraverso il video, la scrittura e la performance da gruppi di attiviste e attivisti come strumento di decostruzione di immaginari e stereotipi inerenti il sesso e il genere.
Unico nel suo genere l’affascinante reportage che Angela Potenza dedica al mondo dei drag king, ovvero delle donne che valicano i confine dell’anatomia e trasformano, per gioco e per spettacolo, il loro corpo femminile in un personaggio maschile.
Fotografo di moda italo-giordano, perfettamente a suo agio sia sulle pagine patinate delle riviste glamour che nelle gallerie d’arte, Mustafa Sabbagh ha l’ossessione di mostrare nel suo lavoro la profondità della superficie, ragionando sull’artificio della moda e delle costruzioni sociali come il genere.
Tra leggerezza e tragedia, Paola Serino documenta, infine, le imprese sui tacchi un gruppo di drag queen romane, raccontate nelle loro performance notturne tinte di un sapido bianco e nero.

INFORMAZIONI TECNICHE SULLA MOSTRA:

 

TITOLO: GENDER UTOPIA

AUTORI: Alessandra Baldoni, Jacopo Benassi, Eleonora Calvelli, Fanny Coletta, Roberto Foddai, Aloha Oe, Claudia Pajewski, Angela Potenza, Mustafa Sabbagh, Paola Serino

A CURA DI: Francesco Paolo Del Re

LUOGO: Casa del Cinema a Villa Borghese, Roma, Largo Marcello Mastroianni 1

QUANDO: dal 23 novembre al 10 dicembre 2012

VERNISSAGE: 23 novembre 2012, ore 19.00

INFORMAZIONI – QUEERING ROMA: www.queeringroma.it info@queeringroma.it

INFORMAZIONI – CASA DEL CINEMA: www.casadelcinema.it – tel: 060608

INGRESSO GRATUITO

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“QUEERING ROMA, terza edizione della Festa del cinema LGBTQ della Capitale

November 23, 2012 Leave a comment

QUEERING ROMA
Terza edizione della Festa del cinema LGBTQ della Capitale
23, 24 e 25 novembre 2012
Roma, Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni 1 (Villa Borghese)
http://www.queeringroma.it
Incastonata nella meravigliosa cornice di Villa Borghese, a due passi da Via Veneto e dal ricordo dei fasti della Dolce Vita, la Casa del Cinema fa da fondale alla terza edizione di Queering Roma (www.queeringroma.it), la festa del cinema Lesbico Gay Bisex Trans Queer della Capitale organizzata dall’associazione Armilla, grazie al sostegno della Provincia di Roma e in collaborazione con il Torino GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood.
L’autunno si tinge con i colori dell’arcobaleno LGBTQ: dopo il successo dei precedenti appuntamenti, l’edizione 2012 della manifestazione si svolge infatti dal 23 al 25 novembre e propone al pubblico romano una selezione di lungometraggi, corti e documentari ancora mai proiettati nei cinema della Città Eterna, presentati in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Queering Roma ha ormai raggiunto la sua maturità, cresce di importanza nel tessuto cittadino, anche sotto il profilo istituzionale, e conferma tutti gli elementi fondamentali che hanno finora riscosso l’apprezzamento del pubblico (respiro internazionale, approccio curioso e multiforme alle sfaccettature del mondo LGBTQ, possibilità di fruire di pellicole altrimenti escluse dai circuiti ufficiali di distribuzione nelle sale), rilanciandosi con una veste tutta nuova e ammaliante.
Main sponsor della manifestazione è Lancia che, dopo la Mostra di Venezia e il Festival del Cinema di Roma, conferma l’impegno e l’attenzione verso una cinematografia di qualità, connotandosi come partner d’eccellenza delle principali vetrine dedicate al grande schermo.
CINEMA. Con Queering Roma anche la Capitale rinnova l’impegno a mantenere viva l’attenzione verso una cinematografia che, lungi da essere appannaggio di una nicchia, ha raggiunto grande importanza e dignità a livello internazionale sia in termini di critica che di apprezzamento da parte del pubblico.
Per rendere degnamente omaggio a questa variegata produzione, la terza edizione della Festa è ancora più ricca e internazionale delle precedenti. Sono tre i giorni di proiezione e di visioni oltre il pregiudizio, con una ventina di pellicole presentate al pubblico, provenienti da tutto il mondo (dagli Usa all’Oriente, dall’Europa al Sud America) e mai viste finora a Roma. Per un fine settimana il cinema LGBTQ è protagonista assoluto, anche in orari inconsueti, come per il matinée della domenica, che prevede un pranzo a Villa Borghese insaporito di pellicole e arcobaleni.
La proposta artistica della Festa del cinema LGBTQ di Roma porta lo spettatore, a prescindere dal suo orientamento sessuale e identità di genere, al centro delle vite delle persone LGBTQ e dà a tutti la possibilità di conoscere storie spesso assenti dai palinsesti culturali dominanti. Racconti di vita a volte sconosciuti agli stessi omosessuali, perché lontani in senso geografico e temporale.
Dal punto di vista tematico, Queering Roma rappresenta uno spaccato della cultura LGBTQ di oggi, con uno sguardo a problematiche e contraddizioni, sentimenti e passioni che le condizioni e le storie di vita di omosessuali e trans portano con sé.
Viene raccontata, attraverso una testimonianza del 1990, nel momento di massimo allarme e incertezza sulla malattia, la difficile convivenza con il virus dell’AIDS (“Partners”, sabato 24 novembre). Commedie agrodolci vivisezionano la crisi del modello familiare tradizionale (“The Perfect Family”, venerdì 23 e domenica 25) e il tema della vecchiaia, della malattia e delle cure parentali (“Dicke Mädchen”, venerdì 23). Se l’amore omosessuale è tabù e segreto, come sopravvive un uomo che ha una moglie e dei figli alla morte del suo amato (“Contracorriente”, sabato 24)?
I percorsi di ricerca e definizione di un’identità si intrecciano a racconti sulla necessità e la meraviglia della trasformazione, in particolare nel percorso esistenziale delle persone transgender.
L’esperienza del transito può accomunare così un bambino in attesa di sbocciare, un ex militare che corona il suo sogno di diventare donna dopo il congedo (“Trans”, sabato 24), ma anche una figlia che si trova di fronte alla sconvolgente rivelazione che il genitore, che non vede dall’età di quattro anni, si traveste e si prostituisce, in una pellicola struggente e poetica proveniente dall’Indonesia (“Lovely Man”, sabato 25).
I film in programma riescono a smascherare stereotipi dominanti e pregiudizi ancora largamente diffusi, non solo mettendo in luce ipocrisie e forme di discriminazione ma mostrando anche i difficili percorsi intrapresi da gay, lesbiche e persone transessuali per l’affermazione dei propri diritti.
Il desiderio di un altrove felice e fiabesco in cui una donna argentina e una paraguayana possano vivere serenamente la loro storia d’amore (“El Niño Pez”, sabato 24) si specchia nella trama di un coraggioso melò sull’omofobia ispirato a un fatto realmente accaduto, pluripremiato in festival internazionali, il cui protagonista è un appariscente ballerino di danza del ventre che, per poter espatriare con il suo compagno, deve sottoporsi alla visita di leva e sceglie di dichiarare la propria omosessualità per ottenere il congedo (“Zenne Dancer”, sabato 24).
Preziosi materiali video delle Teche Rai vengono assemblati e proiettati, a cura del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli con la collaborazione di Enrico Salvatori, aprendo un’inedita finestra sul modo in cui la televisione italiana ha raccontato la variopinta galassia omosex in anni di grande fermento politico (“Fuori dal video – Il movimento gay sul piccolo schermo (1972-1982)”, domenica 25).
Tra le curiosità, arriva dall’Italia l’unico corto animato, che mescola suspense e impegno civile: “Il mondo sopra la testa” del regista sardo Peter Marcias (venerdì 23) illustra le gesta di un gruppo di attivisti LGBTQ che rapisce un leader politico chiedendo un riscatto, fino a un inaspettato finale.
La prima “cotta” di due ragazze di origine messicana è al centro di “Mosquita y Mari” di Aurora Guerrero (sabato 25), presentato al Sundance e vincitore del Queer Award al Torino GLBT 2012, con le due giovani ed eccezionali interpreti, Fenessa Pineda e Venecia Troncoso.
Imperdibile infine “Verde Verde” di Enrique Pineda Barnet (sabato 25), la prima pellicola a tematica gay prodotta a Cuba dall’Istituto di Arte Cinematografica dopo il celebre “Fragola e cioccolato”. Con atmosfere oniriche, sensuali e claustrofobiche che ricordano Fassbinder, il film narra l’attrazione fatale tra un medico della marina militare e un prestante ragazzo e segna l’atteggiamento più clemente, ma non privo di contraddizioni, del regime nei confronti della comunità LGBTQ.
SPAZIO ALLA MEMORIA. Particolare attenzione viene dedicata nel cartellone del festival al recupero della memoria storica della comunità LGBTQ, con titoli come “Fuori! Storia del primo movimento omosessuale in Italia (1971-2011)”, documentario incentrato sul racconto della fondazione della prima associazione gay del Belpaese (domenica 25).
La Città Eterna riscopre un cineasta che nelle sue pieghe è nato. In occasione del ventennale della morte di Ottavio Mai (1946-1992), regista, poeta e militante, Queering Roma dedica un piccolo tributo alla sua figura di innovatore del movimento omosex italiano e, più in generale, del tessuto culturale di un’Italia gravata dal pregiudizio contro la diversità (“Ottavio Mario Mai”, domenica 25). Punto di svolta nella sua vita è l’incontro nel 1977 con Giovanni Minerba, con cui condivide la stagione della militanza nel F.U.O.R.I. e nel Partito Radicale. L’innamoramento per il cinema, praticato da autodidatta, lo porta nel 1986 a lanciare insieme a Minerba Da Sodoma a Hollywood, il primo festival in Europa dedicato al cinema LGBT. Con il suo impegno personale e le sue opere filmiche, Ottavio Mai ha contribuito in maniera determinante all’affermazione tra gli anni Settanta e Ottanta di un progetto culturale a tematica omosessuale, che travalica l’esperienza personale rappresentando un esempio per le generazioni future.
Tra i titoli proposti, il documentario “Il Fico del Regime”, omaggio a Giò Stajano (sabato 24), transgender voluta da Federico Fellini nel cast di “La Dolce Vita” e che ha recitato anche con Risi, Sordi, Freda, Steno.
Ma non c’è solo l’Italia. Gli anni Ottanta, periodo di grandi cambiamenti che avrebbero portato alla caduta del muro di Berlino, fanno da sfondo alla vicenda umana di Audre Lorde, saggista e poetessa newyorkese d’origini caraibiche morta nel 1992, che amava definirsi “lesbica, femminista, nera, poetessa, madre e attivista”. Una figura fondamentale per la letteratura femminista americana e per la nascita del movimento afro-tedesco. Queering Roma ospita un ritratto, firmato da Dagmar Schultz, di questo personaggio carismatico che sfidò razzismo, omofobia, sessismo e classismo (“Audre Lorde – The Berlin Years 1984 to 1992”, sabato 24).
La vita e le battaglie di Vito Russo, autore del libro di culto “The Celluloid Closet” (“Lo schermo velato”), primo saggio sulla rappresentazione di gay e lesbiche nel cinema, vengono ripercorse, inoltre, da un documentario ricco di testimonianze dell’epoca (“Vito”, domenica 25). Russo, morto prematuramente di AIDS nel 1990, è una figura cruciale del movimento per i diritti degli omosessuali negli USA.
LETTERATURA E MOSTRE. Non solo cinema per drappeggiare arcobaleni su Villa Borghese. Per la prima volta Queering Roma supera i confini dello specifico cinematografico per abbracciare altre discipline e forme di espressione. L’edizione 2012 della manifestazione dà infatti spazio all’arte contemporanea, a una mostra documentaria e alla letteratura: un punto di partenza per ulteriori approfondimenti e attraversamenti multidisciplinari futuri all’interno del festival, che promette per l’anno prossimo il lancio di una sezione letteraria più articolata e strutturata.
La letteratura affianca le visioni di Queering Roma 2012 nel tentativo di osservare a tutto tondo il prodotto culturale e le rappresentazioni di differenti orientamenti sessuali e identità di genere. Uno specifico percorso di discussione dedicato alle scritture LGBTQ viene tracciato in collaborazione con Francesco Gnerre, uno dei massimi esperti italiani del settore. Allo studioso è riservato il ruolo di guida in una casa fatta di parole, trame, personaggi e narrazioni e accompagna per mano l’uditorio in due incontri che, a partire dalla rivoluzione copernicana dei Gay Studies, osservano da vicino i percorsi creativi che fioriscono all’incontro tra la penna e le vite delle persone LGBTQ. Sabato 24 novembre alle ore 17 l’appuntamento è con “La scoperta di una tradizione”: Francesco Gnerre dialoga con Andrea Pini (“Quando eravamo froci”, Il Saggiatore) e Luca Baldoni (“Le parole tra gli uomini. Antologia della poesia gay italiana dal Novecento al presente”, Robin Edizioni, libro presentato in anteprima). Domenica 25 novembre alle ore 11, per “Inediti scenari gay”, Francesco Gnerre incontra Eduardo Savarese (“Non passare per il sangue”, Edizioni e/o).
Due, inoltre, le mostre ospitate negli spazi espositivi della Casa del Cinema, visitabili dal 23 novembre al 10 dicembre. Sono dieci gli artisti che animano la mostra collettiva “Gender Utopia”, a cura di Francesco Paolo Del Re: Aloha Oe, Alessandra Baldoni, Jacopo Benassi, Eleonora Calvelli, Fanny Coletta, Roberto Foddai, Claudia Pajewski, Angela Potenza, Mustafa Sabbagh e Paola Serino. Attraverso differenti usi del medium fotografico, il melange di visioni e suggestioni proposte dall’esposizione invita il visitatore alla scoperta meravigliosa del continente inesplorato della riscrittura del sé desiderante e della decostruzione del genere come territorio di un’utopia possibile. Anche in Italia una cultura de-genere coltiva negli interstizi del pensiero dominante i suoi luoghi di incontro, i suoi rituali, le sue occasioni di visibilità e riconoscimento e propri codici espressivi ed estetici. E la mostra “Gender Utopia” prova a mappare le rotte velate di malia delle vite di chi sconfina le codificazioni del genere, abbracciando la molteplicità del pensarsi e dell’essere altro.
La mostra documentaria “C’era una volta L’Occhio, l’Orecchio e la Bocca”, a cura di Francesco Pettarin e realizzata con materiali gentilmente forniti da Gianni Romoli e Silvia Viglia, racconta la stagione creativa di un celebre cineclub romano che, per la condotta trasgressiva che caratterizzò sia le sue scelte tematiche che il modo di proporle, assurge oggi a simbolo dell’intera temperie culturale degli anni Settanta. Un luogo di ritrovo delle varie comunità culturali romane, prima fra tutte quella gay, che nel cineclub trasteverino trovò un posto in cui incontrarsi e riconoscersi senza essere ghettizzata. In quattro sezioni, il percorso espositivo raccoglie le testimonianze di come allora si lavorava: locandine, programmi, fotografie, documenti e bozzetti, frutto di appassionate discussioni su quale fosse il modo migliore per dare forma a un atteggiamento preciso non solo sul cinema ma anche sulla vita. Tra le pellicole proiettate nel vagheggiamento di questa temperie culturale, l’autobiografico “Tarnation” di Jonathan Caouette(domenica 25), prodotto da Gus Van Sant.
L’IDEA DELLA MANIFESTAZIONE. Queering Roma é il punto di approdo di un percorso iniziato dall’Associazione Armilla nel 2007 con una rassegna cinematografica a tematica LGBTQ, il cui programma selezionava pellicole provenienti dai più importanti festival italiani di genere: Da Sodoma a Hollywood di Torino, Festival Mix di Milano, Gender Bender di Bologna. Dopo il successo riscontrato, a partire dal 2010 la rassegna si è trasformata in Queering Roma, la Festa del cinema LGBTQ della Capitale.
IL LUOGO – VILLA BORGHESE. Residenza extraurbana, sin dal XVI secolo, della potente famiglia nobile di cui porta il nome, l’area verde di Villa Borghese è stata nel corso dei secoli impreziosita dalla costruzione di eleganti palazzi (come il Casino Nobile, celebre sede museale della preziosa collezione d’arte della famiglia), statue, fontane, monumenti, templi e giardini ispirati all’antichità. Tra gli edifici che il parco ospita, la Casina delle Rose dal 2004 è sede della Casa del Cinema, a pochi passi da via Veneto, luogo-simbolo della Dolce Vita e dei fasti del cinema italiano degli anni Cinquanta.
L’ASSOCIAZIONE ARMILLA. La passione per il cinema ha caratterizzato la produzione di eventi e progetti di Armilla: dalle iniziali collaborazioni con la storica rassegna di Massenzio a Un’emozione continuamente interrotta che ha coinvolto il genio di Peter Greenaway, dalla mostra fotografica La Roma di Moretti alla proiezione sotto il Colosseo del Napoleon di Abel Gance, con una platea di 5 mila persone.
QUEERING ROMA IN SINTESI
DATE: 23, 24 e 25 novembre 2012
INFORMAZIONI: http://www.queeringroma.it info@queeringroma.it
LUOGO: Casa del Cinema a Villa Borghese, Largo Marcello Mastroianni 1 – http://www.casadelcinema.it – tel: 060608
ORGANIZZAZIONE: a cura dell’Associazione Armilla
BIGLIETTI PER LE PROIEZIONI: 5 euro per la sala Deluxe e 3 euro per la sala Kodak
PREVENDITA: È possibile acquistare i biglietti presso le prevendite abituali del circuito Amit Vivaticket, che applicano al costo del biglietto i diritti di prevendita. I posti non sono numerati.
PREVENDITA ONLINE: http://www.helloticket.it – call center 800.90.70.80
Chi acquista in prevendita l’ingresso per tre film diversi riceve un quarto biglietto omaggio al botteghino, in base alla disponibilità delle sale.
INCONTRI LETTERARI con ingresso gratuito
MOSTRE visitabili dal 23 novembre al 10 dicembre, con ingresso gratuito
CONTATTI CON LA STAMPA: Francesco Paolo Del Re – cell. 392.8918793 – fp.delre@gmail.com

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QUEERING ROMA, programma e trame degli appuntamenti artistici e letterari

November 23, 2012 Leave a comment

QUEERING ROMA
LA FESTA DEL CINEMA LESBICO GAY BISEX TRANS QUEER DELLA CAPITALE
23 – 24 – 25 Novembre 2012, Casa del Cinema
http://www.queeringroma.it
Una manifestazione organizzata dall’associazione Armilla con il contributo della Provincia di Roma e in collaborazione con il Torino GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood
PROGRAMMA CON TRAME DEI FILM E DESCRIZIONE DEGLI APPUNTAMENTI ARTISTICI E LETTERARI
VENERDI 23 NOVEMBRE
ore 19,00 Sala Sergio Amidei e Cesare Zavattini
INAUGURAZIONE MOSTRE
C’era una volta L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca 
Mostra documentaria a cura di Francesco Pettarin
a partire da materiali gentilmente forniti da Gianni Romoli e Silvia Viglia.
Gli anni Settanta, gli “anni di piombo”, quelli che per chi li ha vissuti sono stati “la primavera di Roma” prima che scoppiasse l’Estate Romana. La città era in grande fermento. I giovani usciti chiedevano a gran voce diritti, possibilità di affermare il proprio essere e ad ogni angolo aprivano locali alternativi, jazzclub, folkstudi, teatrini off, cineclub. Tra questi particolare per il proprio impegno trasgressivo sia nelle tematiche che nel modo di proporle spiccava a Trastevere il cineclub “L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca” che si distinse subito per l’inventiva con cui veniva programmato. Famose le maratone di tutta una notte in cui pagando il biglietto si poteva tirare mattino tra film, documentari, spezzoni e sfizi alimentari.
Simbolo dell’intera temperie culturale degli anni Settanta, un luogo di ritrovo delle varie comunità culturali romane, prima fra tutte quella gay, che nel cineclub trasteverino trovò un posto in cui incontrarsi e riconoscersi senza essere ghettizzata. Il percorso espositivo raccoglie le testimonianze di come allora si lavorava: locandine, programmi, bozzetti, frutto di appassionate discussioni su quale fosse il modo migliore per dare forma a un atteggiamento preciso non solo sul cinema e sulla cultura ma anche sulla vita.
Dedichiamo questa mostra a Roberto Farina e Flavio Merkel.
Gender Utopia. Dalla favola di Adamo ed Eva al genere come utopia
Mostra fotografica a cura di Francesco Paolo Del Re
Opere di Alessandra Baldoni, Jacopo Benassi, Eleonora Calvelli, Fanny Coletta, Roberto Foddai, Aloha Oe, Claudia Pajewski, Angela Potenza, Mustafa Sabbagh e Paola Serino.
Attraverso differenti usi del medium fotografico e con una spiccata preferenza per la ritrattistica, la mostra illustra il dissolvimento e l’utopia del genere, a partire dal superamento dell’ipotesi binaria di divisione del mondo in base all’anatomia e al di là della favola biblica di Adamo ed Eva.
Il melange di visioni e suggestioni proposte invita il visitatore alla scoperta meravigliosa del continente inesplorato della riscrittura del sé desiderante e della decostruzione del genere come territorio di un’utopia possibile. Anche in Italia una cultura de-genere coltiva negli interstizi del pensiero dominante i suoi luoghi di incontro, i suoi rituali, le sue occasioni di visibilità e riconoscimento e propri codici espressivi ed estetici. Gender Utopia prova a mappare le rotte velate di malia delle vite di chi sconfina le codificazioni del genere, abbracciando la molteplicità del pensarsi e dell’essere altro. “Un territorio – scrive il curatore – per definizione franoso e mutevole, in cui è forse impossibile radicare ma in cui ha senso fiorire a piacimento. In cui la dimensione processuale del genere può illuminare stupori di sguardi senza foglie di fico, che si incrociano lungo le traiettorie della scoperta di un’alterità inebriante”.
ore 20,00 Sala Deluxe
INAUGURAZIONE QUEERING ROMA
Apertura ufficiale e saluto delle istituzioni
ore 20,30 Sala Deluxe
The Perfect Family 
di Anne Renton (USA, 2011, 84’)
Per la devota Eileen Cleary (Kathleen Turner) si aprono le porte del paradiso quando padre Murphy (Richard Chamberlain) le annuncia che è in lizza per il titolo di “cattolica dell’anno”. Per ricevere il premio dovrà invitare l’arcivescovo a cena con la famiglia riunita. Peccato che suo marito sia un ex alcolizzato, la figlia, lesbica e prossima al matrimonio, aspetti un bambino e il figlio sia un fedifrago impenitente. Che fare? Una commedia divertente in cui non mancano momenti drammatici.
ore 22,30 Sala Deluxe 
Il mondo sopra la testa 
di Peter Marcias (Italia, 2012, 12’)
Siamo in un mondo disegnato ed è possibile che un gruppo di gay, lesbiche e trans cagliaritano rapisca il leader politico più potente del paese e chieda un riscatto. Ma anche la fantasia rivela un inaspettato finale. Un cartoon di impegno civile, suspense e sensibilità.
a seguire
Dicke Mädchen (Heavy Girls)
di Axel Ranisch (Germania, 2011, 76’)
Sven è un impiegato bancario di mezza età dal fisico ingombrante che vive con l’anziana madre Edeltraut, malata di Alzheimer. A prendersi cura di lei il badante diurno Daniel. Un giorno però Edeltraut scappa di casa. I due uomini si mettono sulle sue tracce ma durante la ricerca Sven trova anche il coraggio per far capire a Daniel quanto gli piace. Daniel saprà apprezzare qualcuno dalla stazza così imponente? Bizzarra, esilarante e isterica dark comedy alla Kaurismaki diretta da un allievo di Rosa von Praunheim.
SABATO 24 NOVEMBRE
ore 16,00 Sala Deluxe 
Audre Lorde – The Berlin Years 1984 to 1992  
di Dagmar Schultz (Germania, 2012, 84’, Doc.)
“Lesbica, femminista, nera, poetessa, madre e attivista”: così si autodefiniva Audre Lorde, saggista e poetessa newyorkese d’origini caraibiche morta nel 1992. Una figura fondamentale per la letteratura femminista americana e  per la nascita del movimento afro-tedesco, a cui ha dato avvio in un periodo, gli anni Ottanta, di grandi cambiamenti che avrebbero portato alla caduta del muro di Berlino. Il ritratto di un personaggio unico e carismatico che sfidò razzismo, omofobia, sessismo e classismo.
ore 16,15 Sala Kodak 
Per l’omaggio a Ottavio Mai
Il Fico del Regime 
di O. Mai/G. Minerba (Italia, 1991, 60’
Documentario dedicato a Giò Stajano, scomparsa lo scorso anno. La protagonista, nata Gioacchino Stajano Starace, nel 1959 si fa conoscere per il racconto autobiografico apertamente gay dal titolo “Roma Capovolta”, opera sequestrata per oltraggio al pudore che attirò l’interesse di Fellini, tanto da chiamarlo per interpretare la parte di se stesso ne La Dolce Vita. Dopo Fellini la/lo vollero Risi, Sordi, Freda, Steno. Negli anni Ottanta cambia sesso assumendo il nome di Maria Gioacchina e nel ’92 pubblica “La mia vita scandalosa” prima del tentativo di diventare suora laica a Vische.  Omaggio ad una persona che, nel bene e nel male, ha inciso nel pensiero e nella cultura italiana riguardo alle tematiche GLBT.
a seguire
Partners 
di O. Mai/G. Minerba, (Italia, 1990, 60’) 
“Tutti sognano di incontrare un partner ideale, ma raramente ciò accade nella realtà. Se poi il destino ti si accanisce contro assegnandoti un partner indesiderato e scomodo come può essere il virus dell’AIDS, allora bisogna rimescolare il tutto e ridimensionare il proprio sogno. Bisogna imparare a mediare con questo compagno tanto indesiderato quanto autoritario e ostinato, saper convivere con lui.” (Ottavio Mai, Giovanni Minerba). Un lavoro “testimonianza”, ironicamente serio realizzato nel periodo “caldo” delle notizie sulla malattia.
ore 17,00 Sala Gian Maria Volonté (ingresso gratuito)
Per gli appuntamenti letterari a cura di Francesco Gnerre
La scoperta di una tradizione
dialogo con Andrea Pini (Quando eravamo froci, Il Saggiatore) e Luca Baldoni (Le parole tra gli uomini. Antologia della poesia gay italiana dal Novecento al presente, Robin Edizioni – libro presentato in anteprima).
Un interessante filone degli studi gay contemporanei è quello del recupero di una tradizione. La prima metà del Novecento ha elaborato dei saperi così omofobi da occultare una fiorente tradizione gay sia nella società che nella cultura, tradizione che alcuni studiosi stanno cercando con il loro lavoro di far emergere.
ore 18,00 Sala Deluxe
Trans 
di Chris Arnold (USA, 2012, 92’, Doc.)
Il piccolo Danann, pur essendo nato nel corpo di un maschietto, si sente una femminuccia. Christopher McGinn, ex medico nella Marina militare americana, ha coronato il sogno di diventare donna dopo essersi congedato. Sogno che per Pam e Erica si è avverato invece solo dopo aver nascosto per cinquant’anni una realtà difficile da accettare, come testimoniano i partecipanti al Transgender Day di San Francisco. Le storie di chi ha dovuto lottare per conquistare la propria identità sessuale.
ore 18,30 sala Kodak (ingresso gratuito)
El Niño Pez 
di Lucía Puenzo (Argentina/Francia/Spagna, 2009, 96’ ) 
Lala vive in una delle zone residenziali più esclusive di Buenos Aires. E’ follemente innamorata di Guayi, una paraguayana ventiduenne che è stata assunta dai suoi genitori come domestica. Le due ragazze sognano di fuggire in Paraguay, da qualche parte sulle sponde del Lago Ypoá, luogo dove ancora aleggia la misteriosa leggenda del “bambino pesce”.  Ma tra il desiderio e la realtà c’è sempre troppa distanza, così per coronare il loro sogno le due ragazze si trovano ad affrontare una serie di eventi che sconvolge le loro vite.
ore 20,30 Sala Deluxe
Zenne Dancer 
di Caner Alper e Mehmet Binay (Germania/Olanda/Turchia, 2011, 104’)
Tra Daniel, fotografo tedesco a Istanbul, e il bear Ahmet, assistente di Can, appariscente ballerino di danza del ventre, nasce l’amore. Ostacolati dalla famiglia del ragazzo turco, decidono di fuggire in Germania. Per ottenere il passaporto Ahmet deve sottoporsi alla visita di leva: il rischio di discriminazioni è alto. L’unica soluzione è dichiararsi omosessuali per ottenere il congedo, come prevede l’antiquato codice militare locale. Coraggioso melò sull’omofobia ispirato ad un fatto realmente accaduto. Pluripremiato nei festival internazionali.
ore 21,00 Sala Kodak  (ingresso gratuito)
Contracorriente 
di Javier Fuentes-León (Perù / Colombia, 2009, 100’) 
Miguel è un pescatore che nasconde la sua omosessualità dietro il paravento di un matrimonio felice con una moglie che lo ama e che sta aspettando un figlio. Segretamente porta avanti una intensa storia d’amore con Santiago e dopo la morte di questi la storia prende una piega fantastica. Miguel si troverà davanti ad un dilemma: dovrà ammettere pubblicamente di avere avuto una storia d’amore con Santiago, rovinando così il suo matrimonio e la sua vita, oppure deve continuare come se nulla fosse successo ma tradendo la memoria del suo amante? Una intensa, lirica e commovente storia d’amore assoluto ambientata in uno scenario paradisiaco.
ore 22,30 Sala Deluxe
Una notte ancora
di Giuseppe Bucci (Italia, 2012, 11’)
La fine di una storia d’amore tra un giovane ragazzo e un uomo nasconde un’ ossessione rivelata solo dall’inaspettato epilogo.
Lovely Man 
di Teddy Soeriaatmadja (Indonesia, 2011, 76’)
Cahaya non vede suo padre da quando aveva quattro anni: decisa ad incontrarlo, si reca a Giacarta. Ad attenderla, una sorpresa spiazzante: il padre è un travestito che si prostituisce e che si rifiuta d’incontrarla. Per l’ingenua Cahaya, devota musulmana, è il crollo di ogni certezza. Ma, dopo lo shock iniziale, un sentimento di amore e comprensione sembra unirli e per una notte, che cambierà le loro vite, passato e presente, segreti mai rivelati e sentimenti inesplorati verranno a galla.
DOMENICA 25 NOVEMBRE
ore 11,00 Sala Gian Maria Volonté (ingresso gratuito)
Per gli appuntamenti letterari a cura di Francesco Gnerre
Inediti scenari gay
Incontro con Eduardo Savarese (Non passare per il sangue, Edizioni e/o).
Negli ultimi decenni una fiorente letteratura gay arriva in Italia anche da Paesi lontani da noi e che non ci aspetteremmo.
Ma scopriamo tra le pagine dei libri che gli omosessuali abitano non solo paesi inimmaginabili ma anche ambienti sociali inimmaginabili, come l’esercito e il mondo del calcio. Questa ricchezza all’interno della produzione letteraria contemporanea rappresenta con una consapevolezza nuova una realtà inedita, mettendo a nudo la tensione tra il modo in cui gli omosessuali sono e il modo in cui la cultura nella quale vivono vorrebbe che fossero.
ore 11,30 Sala Deluxe
The Perfect Family
di Anne Renton (USA, 2011, 84’)  – Replica
ore 15,00 Sala Deluxe
Vito 
di Jeffrey Schwarz (USA, 2011, 93’, Doc.)
La vita e le battaglie di Vito Russo, autore del libro di culto The Celluloid Closet (Lo schermo velato), primo saggio sulla rappresentazione di gay e lesbiche, vera e propria bibbia del sapere GLBT che ispirò nel 1996 l’omonimo documentario di Robert Epstein e Jeffrey Friedman. Un documentario ricco di testimonianze d’epoca su una figura cruciale del movimento per i diritti degli omosessuali negli USA, morto prematuramente di AIDS nel 1990.
ore 16,30 Sala Kodak (ingresso gratuito)
Fuori dal video – Il movimento gay sul piccolo schermo (1972-1982)
a cura del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli con la collaborazione di Enrico Salvatori realizzato con materiali video delle Teche Rai (38’)
a seguire
Fuori! Storia del primo movimento omosessuale in Italia (1971-2011)
  a cura di Angelo Pezzana ed Enzo Cucco (Italia, 2011, 64’)
La storia del primo movimento omosessuale in Italia, la sua fondazione e le battaglie condotte ripercorse attraverso le voci di alcuni dei protagonisti di quella stagione.
ore 16,45 Sala Deluxe
Kommt Mausi raus?!  
di Angelina Maccarone e Alexander Scherer  (Germania, 1995, 89’)
Mausi, ventenne tedesca in cerca di libertà e della propria identità, lascia il villaggio della Westfalia in cui è cresciuta per la convulsa Amburgo. Qui troverà l’amore ma anche il coraggio per tornare indietro e affrontare apertamente la madre. Una storia di comingout esemplare, un’educazione sentimentale e alla vita in cui si ride e ci si commuove. Opera prima dell’esordiente Angelina
Maccarone che con le pellicole successive traccerà un nuovo percorso per il cinema lesbico europeo.
ore 18,30 Sala Deluxe
Per l’omaggio a Ottavio Mai
Ottavio Mario Mai 
di A. Golinelli/G. Minerba (Italia, 2002, 60’)
Vita, arte, impegno politico e imprenditoriale si fondono nella figura di Ottavio Mario Mai. Gli anni di maggior impegno vanno dal 1980 alla sua morte nel 1992. Nel 1986 insieme a Giovanni Minerba crea il primo Festival a tematica GLBT d’Italia. Il documentario sottolinea questi aspetti della vita di Ottavio attraverso i film realizzati e le interviste a personaggi come il direttore del Festival di Venezia Alberto Barbera, Gianni Rondolino, Fabio Bo’, Gianni Vattimo, Angelo Pezzana, fondatore del F.U.O.R.I., il primo movimento gay italiano di cui Ottavio e Giovanni erano militanti, Marziano Marzano, a quei tempi assessore alla cultura di Torino che per primo appoggia e finanzia il Festival pur fra mille difficoltà. Con la partecipazione di Ida Di Benedetto, Leo Gullotta e Leonardo Treviglio.
ore 18.30 Sala Kodak (ingresso gratuito)
Per “C’era una volta L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca”
Homo Promo
Di Jenni Olson (USA, 1993, 90’) 
Come ha lanciato Hollywood i film a tematica omosessuale tra il 1956 e il 1977? Jenni Olson ha curato una compilation di 27 trailer cinematografici presentati in ordine cronologico. Un piccolo corso accelerato di storia del cinema Queer.
ore 20,30 Sala Deluxe 
Mosquita y Mari
  di Aurora Guerrero (USA, 2012, 85’)
Il film racconta la prima cotta di due ragazze di origine messicana che vivono a Los Angeles. Yolanda, studentessa modello, è la figlia unica di severi immigrati. L’arrivo dal Messico della ribelle e povera Mari cambierà tutto: dopo le incomprensioni iniziali, tra le due nascerà l’amicizia. Presto la complicità lascerà spazio ad un sentimento per loro nuovo, così forte e inatteso da distrarre Yolanda dagli studi e Mari dal lavoro. Cosa scegliere tra la famiglia e l’amore? Eccezionali le due giovani interpreti, Fenessa Pineda e Venecia Troncoso. Presentato al Sundance 2012 e  vincitore del Queer Award al Torino GLBT 2012.
ore 21,00 Sala Kodak
Per “C’era una volta L’Occhio, L’Orecchio e La Bocca”
Tarnation
  di Jonathan Caouette (USA, 2002, 88’)
Prodotto da Gus Van Sant, la storia della vita difficile di Jonathan, dall’infanzia all’età adulta, raccontata attraverso filmini in super 8, spezzoni di video diario, messaggi della segreteria telefonica. L’infanzia traumatica, il rapporto con la madre affetta da una grave malattia psichiatrica, gli abusi subiti, il coming out. Un racconto duro e profondo ma allo stesso tempo straordinario. Un’autobiografia filmata che incolla lo spettatore allo schermo con la forza della vita vera.
ore 22,30 Sala Deluxe
Sandanski
di Paolo Ferrarini (Italia, 2011, 5’) 
Ispirato alla vicenda di Alfredo Ormando, il giovane gay che si è dato alle fiamme in piazza San Pietro per protesta, descrive il rapporto di un ragazzo gay con il fuoco.
a seguire
Verde Verde
di Enrique Pineda Barnet (Cuba, 2011, 74’)
Prima pellicola a tematica gay ufficiale prodotta a Cuba, dopo Fragola e cioccolato, dall’Istituto di Arte Cinematografica. L’attrazione fatale tra Alfredo, medico della marina militare e Carlos, un prestante ragazzo macho. Ognuno uccide ciò che ama? Diretto dal veterano regista Enrique Pineda Barnet che cita apertamente Querelle di Fassbinder e le sue atmosfere oniriche, sensuali e claustrofobiche. Il film segna, anche contraddittoriamente, l’atteggiamento più clemente del regime nei confronti della comunità GLBT.

C’ERA UNA VOLTA “L’OCCHIO, L’ORECCHIO E LA BOCCA”, mostra presso Villa Borghese a Roma

November 23, 2012 Leave a comment

Erano gli anni Settanta, quelli che oggi politici e giornalisti amano chiamare “gli anni di piombo”, quelli che, per chi li ha vissuti, sono stati “gli anni del pane e delle rose”, “la primavera di Roma” prima che scoppiasse l’Estate Romana. 
Come in tutte le primavere la città era in grande fermento. 
Innanzi tutto sociale: i giovani usciti dal Sessantotto chiedevano a gran voce diritti, possibilità di affermare il proprio essere, donne, omosessuali, diversi… semplicemente sè stessi.
Ma anche culturale: aprivano ad ogni angolo locali alternativi, jazzclub, folkstudi, teatrini off ma soprattutto cineclub. Tra questi, particolare per il proprio impegno trasgressivo sia nelle tematiche che nel modo di proporle, spiccava a Trastevere in Via del Mattonato il cineclub “L’occhio, l’orecchio, la bocca” che si distinse subito per l’inventiva con cui veniva programmato. Famose le maratone di tutta una notte in cui, pagando il biglietto, si poteva tirare mattino tra film, documentari, spezzoni e sfizi alimentari, e per la sensibilità che dimostrava nei confronti dei temi caldi del fermento sociale, prima di tutto le tematiche omosessuali. 
Questo fece del cineclub un luogo di ritrovo delle varie comunità culturali romane prima fra tutte quella gay, che trovò un posto in cui incontrarsi e riconoscersi senza essere ghettizzata. L’Occhio, così veniva chiamato per brevità, non era infatti un locale per gay, come ne stavano nascendo in quegli anni, era un cineclub a tutti gli effetti, aperto a tutti ma i gay sapevano di poterci trovare un poco la loro casa.
Per questo vogliamo dedicare una mostra a questo luogo di una stagione mitica della nostra città quando un gruppo di visionari pensava di poter volere tutto.
Nella mostra si troveranno le testimonianze di come allora si lavorava. Locandine, programmi, fotografie, documenti svolgeranno il doppio ruolo di mostrare non solo i contenuti ma anche il modo di proporli, la ricerca della qualità nella grafica portata avanti con lavoro e dedizione, i bozzetti ed il loro alternarsi, testimonianza di appassionate discussione su quale fosse il modo migliore per dare forma ad un atteggiamento preciso sul cinema ma anche sulla vita.
Sarà evidente come uno degli elementi portanti del modo di procedere fosse cercare di uscire dall’atteggiamento volontaristico tipico delle azioni culturali nei partiti o nelle parrocchie per trovare standard di qualità “professionali”.
Il materiale sarà raccolto in quattro sessioni che evidenziano altrettanti atteggiamenti di lavoro e di programmazione che hanno caratterizzato l’azione culturale del cineclub:
• la sperimentazione sul pubblico o meglio sui pubblici mettendo insieme target tra loro diversi
• la contaminazione di stili e generi evidente soprattutto in alcune “maratone”
• la rottura di clichè precostituiti su cosa sia cinema e cosa documentario o addirittura materiale promozionale
• Il gesto sempre provocatorio in cui nulla fosse mai dato per scontato, in cui nulla mai fosse considerato sacro de inviolabile.
Si stava insomma inventando un modo di fare cultura che ha fatto storia aprendo nuovi scenari che nel tempo hanno dato i loro frutti, dall’Estate Romana alle televisioni più o meno fuori orario.
Non a caso la mostra si conclude con il manifesto della prima edizione di Massenzio: la primavera era finita, L’Occhio confluì nell’Estate Romana… ma questa è un’altra storia e forse un’altra mostra. 
Ringraziamo Silvia Viglia e Gianni Romoli, per il materiale che ci hanno fornito. Sono stati “L’Occho, l’Orecchio e la Bocca” insieme a Roberto Farina che non possiamo ringraziare perché non c’è più ma che ricordiamo con tanto, tanto affetto e a cui questa mostra è dedicata.
Ringraziamo anche l’altra Silvia Viglia e Gioia Vicari che con il loro entusiasmo giovanile ci hanno fatto pensare che forse questa storia valeva la pena di raccontarla.
Mostra a cura di Francesco Pettarin (Armilla)
DALLA RETE
http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?idarticolo=7540&idsezione=6 è un’intervista di Gianni Romoli in cui parla di quell’esperienza

INFORMAZIONI TECNICHE SULLA MOSTRA:

 

TITOLO: C’ERA UNA VOLTA “L’OCCHIO L’ORECCHIO LA BOCCA”

A CURA DI: Francesco Pettarin

LUOGO: Casa del Cinema a Villa Borghese, Roma, Largo Marcello Mastroianni 1

QUANDO: dal 23 novembre al 10 dicembre 2012

VERNISSAGE: 23 novembre 2012, ore 19.00

INFORMAZIONI – QUEERING ROMA: www.queeringroma.it info@queeringroma.it

INFORMAZIONI – CASA DEL CINEMA: www.casadelcinema.it – tel: 060608

INGRESSO GRATUITO

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