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C’ERA UNA VOLTA “L’OCCHIO, L’ORECCHIO E LA BOCCA”, mostra presso Villa Borghese a Roma

Erano gli anni Settanta, quelli che oggi politici e giornalisti amano chiamare “gli anni di piombo”, quelli che, per chi li ha vissuti, sono stati “gli anni del pane e delle rose”, “la primavera di Roma” prima che scoppiasse l’Estate Romana. 
Come in tutte le primavere la città era in grande fermento. 
Innanzi tutto sociale: i giovani usciti dal Sessantotto chiedevano a gran voce diritti, possibilità di affermare il proprio essere, donne, omosessuali, diversi… semplicemente sè stessi.
Ma anche culturale: aprivano ad ogni angolo locali alternativi, jazzclub, folkstudi, teatrini off ma soprattutto cineclub. Tra questi, particolare per il proprio impegno trasgressivo sia nelle tematiche che nel modo di proporle, spiccava a Trastevere in Via del Mattonato il cineclub “L’occhio, l’orecchio, la bocca” che si distinse subito per l’inventiva con cui veniva programmato. Famose le maratone di tutta una notte in cui, pagando il biglietto, si poteva tirare mattino tra film, documentari, spezzoni e sfizi alimentari, e per la sensibilità che dimostrava nei confronti dei temi caldi del fermento sociale, prima di tutto le tematiche omosessuali. 
Questo fece del cineclub un luogo di ritrovo delle varie comunità culturali romane prima fra tutte quella gay, che trovò un posto in cui incontrarsi e riconoscersi senza essere ghettizzata. L’Occhio, così veniva chiamato per brevità, non era infatti un locale per gay, come ne stavano nascendo in quegli anni, era un cineclub a tutti gli effetti, aperto a tutti ma i gay sapevano di poterci trovare un poco la loro casa.
Per questo vogliamo dedicare una mostra a questo luogo di una stagione mitica della nostra città quando un gruppo di visionari pensava di poter volere tutto.
Nella mostra si troveranno le testimonianze di come allora si lavorava. Locandine, programmi, fotografie, documenti svolgeranno il doppio ruolo di mostrare non solo i contenuti ma anche il modo di proporli, la ricerca della qualità nella grafica portata avanti con lavoro e dedizione, i bozzetti ed il loro alternarsi, testimonianza di appassionate discussione su quale fosse il modo migliore per dare forma ad un atteggiamento preciso sul cinema ma anche sulla vita.
Sarà evidente come uno degli elementi portanti del modo di procedere fosse cercare di uscire dall’atteggiamento volontaristico tipico delle azioni culturali nei partiti o nelle parrocchie per trovare standard di qualità “professionali”.
Il materiale sarà raccolto in quattro sessioni che evidenziano altrettanti atteggiamenti di lavoro e di programmazione che hanno caratterizzato l’azione culturale del cineclub:
• la sperimentazione sul pubblico o meglio sui pubblici mettendo insieme target tra loro diversi
• la contaminazione di stili e generi evidente soprattutto in alcune “maratone”
• la rottura di clichè precostituiti su cosa sia cinema e cosa documentario o addirittura materiale promozionale
• Il gesto sempre provocatorio in cui nulla fosse mai dato per scontato, in cui nulla mai fosse considerato sacro de inviolabile.
Si stava insomma inventando un modo di fare cultura che ha fatto storia aprendo nuovi scenari che nel tempo hanno dato i loro frutti, dall’Estate Romana alle televisioni più o meno fuori orario.
Non a caso la mostra si conclude con il manifesto della prima edizione di Massenzio: la primavera era finita, L’Occhio confluì nell’Estate Romana… ma questa è un’altra storia e forse un’altra mostra. 
Ringraziamo Silvia Viglia e Gianni Romoli, per il materiale che ci hanno fornito. Sono stati “L’Occho, l’Orecchio e la Bocca” insieme a Roberto Farina che non possiamo ringraziare perché non c’è più ma che ricordiamo con tanto, tanto affetto e a cui questa mostra è dedicata.
Ringraziamo anche l’altra Silvia Viglia e Gioia Vicari che con il loro entusiasmo giovanile ci hanno fatto pensare che forse questa storia valeva la pena di raccontarla.
Mostra a cura di Francesco Pettarin (Armilla)
DALLA RETE
http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?idarticolo=7540&idsezione=6 è un’intervista di Gianni Romoli in cui parla di quell’esperienza

INFORMAZIONI TECNICHE SULLA MOSTRA:

 

TITOLO: C’ERA UNA VOLTA “L’OCCHIO L’ORECCHIO LA BOCCA”

A CURA DI: Francesco Pettarin

LUOGO: Casa del Cinema a Villa Borghese, Roma, Largo Marcello Mastroianni 1

QUANDO: dal 23 novembre al 10 dicembre 2012

VERNISSAGE: 23 novembre 2012, ore 19.00

INFORMAZIONI – QUEERING ROMA: www.queeringroma.it info@queeringroma.it

INFORMAZIONI – CASA DEL CINEMA: www.casadelcinema.it – tel: 060608

INGRESSO GRATUITO

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