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Parigi, condanna internazionale per Charlie Hebdo

Parigi Charlie Hebdo Hollande

Solidarietà dai capi di Stato. Napolitano: “Un gesto vile”. Obama: “Pronti a lavorare con i francesi nelleindagini“. Cameron: “Nauseato”. Renzi: “Oggi piange tutta l’Europa”. Stoltenberg, Shultz, Merkel e Juncker: “Una barbarie che riguarda tutti”. Papa Francesco: “Orribile attentato ben oltre i confini della Francia”

PARIGI – La condanna per la strage nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, è unanime. A poche ore dall’assalto terrorista a Parigi, dove tre uomini armati di kalashnikov e un lanciarazzi hanno ucciso 12 persone, le reazioni si susseguono senza sosta. Mentre la galassia dei siti jihadisti “loda” gli assalitori, ricordando la “derisione” del settimanale nei confronti di Maometto e il coinvolgimento militare della Francia nei Paesi musulmani. Lo riporta il Site, sito americano di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web.

Il presidente francese, Francois Hollande, è arrivato subito sul luogo dell’attentato, in pieno centro: “È terrorismo, non c’è dubbio”. E più tardi, poche ore dopo, alle 20, in diretta tv. “Un vile attentato”, dice il presidente parlando alla Nazione e proclama il lutto nazionale per domani. “Dobbiamo essere consapevoli che la nostra arma è l’unità, niente potra dividerci, separarci”. La Francia, continua, “è grande e la libertà è più forte della battaglia. Uniamoci e vinceremo, niente potrà farci flettere dalla nostra determinazione. Dobbiamo essere compatti, mostrare che siamo un Paese unito. Siamo in un momento difficile, sapevamo di essere minacciati perché siamo un Paese di libertà. Viva la repubblica e viva la Francia”. Il governo ha deciso l’immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici, polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. “Dobbiamo rispondere cercando gli autori di questo atto infame, arrestarli e giudicarli e faremo tutto possibile”, assicura il presidente. “Dobbiamo tutelare gli organi pubblici, le forze dell’ordine saranno dispiegate ovunque e abbiamo messo in atto il piano antiterrorismo”.

Numerose manifestazioni e raduni di sostegno a Charlie Hebdo sono state organizzati già oggi in Francia, a Parigi sulla place de la République, “per la libertà di stampa, la Repubblica e la democrazia”. Ma anche a Lille, Lione, Bordeaux, Montpellier, Tolosa, Nimes e Rennes. Un raduno è in programma anche a Strasburgo, non lontano dal Parlamento europeo.

L’ex presidente Nicolas Sarkozy, leader dell’Ump, parla di “atto barbaro” e di “tragedia nazionale che ci sconvolge profondamente “. “I colpevoli di queste barbarie – continua – dovranno essere perseguiti e puniti con la più estrema severità”. “Tutti i mezzi di Stato” saranno messi in azion “per neutralizzare i tre criminali all’origine di questo barbaro atto”: per il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve “i francesi saranno informati in continuazione sugli sviluppi delle indagini”.  “Bisogna dire basta all’ipocrisia e chiamare le cose con il loro nome: è una strage perpetrata dall’integralismo islamico”: lo afferma Marine Le Pen. La leader del Fronte esorta tutti i francesi a schierarsi per “la difesa della libertà di stampa”.

Il mondo è attonito, l’attentato violentissimo, il più grave in Francia dal 1940. “Barbaro attacco”, lo definisce il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa – prosegue il Capo dello Stato -. Nella lotta contro il fanatismo, il terrorismo e tutte le forme di odiosa violenza nei confronti di cittadini inermi, la Francia potrà sempre contare sulla vicinanza e la fattiva collaborazione dell’Italia”.

In una nota diffusa dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, si denuncia “la violenza omicida abominevole”. Nel dettaglio, si fa sapere che Papa Francesco esprime “la più ferma condanna per l’orribile attentato che ha funestato Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace ben oltre i confini della Francia”. Papa Francesco “partecipa nella preghiera alla sofferenza dei feriti e delle famiglie dei defunti ed esorta tutti ad opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, di religione e di cultura”.

Un attacco “codardo e diabolico”, lo definisce il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Siamo con i francesi”, rimarca sottolineando come i terroristi abbiamo paura della libertà di stampa visto che hanno organizzato una strage di giornalisti. “Il presidente Obama e la moglie sono vicini alle famiglie delle vittime”, dice il portavoce Josh Earnest. “L’islam è una religione pacifica ed è una sfortuna vedere questi estremisti radicali”, aggiunge dichiarando che hli Stati Uniti lavoreranno per proteggere gli americani in casa e all’estero e sono “consapevoli” del rischio di attacchi da parte di combattenti stranieri disposti a dare la loro vita per la loro causa. Obama, che ha incontrato oggi il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, dice ancora: “Di volta in volta, la popolazione francese ha difeso i valori universali. La Francia e la magnifica città di Parigi dove è avvenuto l’attacco offrono al mondo un esempio che durerà ben oltre la visione odiosa di questi killer”. “Ogni americano è con voi”, aggiunge il segretario di Stato americano John Kerry. “Il mondo non si arrenderà” ai terroristi, ha rimarcato Kerry parlando anche in francese. “Nessuno sa meglio della Francia che la libertà ha un prezzo”, ha affermato definendo le vittime della strage dei “martiri della libertà”. Condoglianze” al Paese anche dal presidente russo Vladimir Putin che “condanna fermamente” l’attacco di Parigi ed “il terrorismo in tutte le sue forme”.

“Gli omicidi a Parigi sono nauseanti. Siamo con il popolo francese nella lotta contro il terrore e per la difesa della libertà di stampa”, scrive su Twitter il capo del governo britannico David Cameron. “Londra è al fianco di Parigi e del
popolo francese contro questo flagello”, dichiara il sindaco di Londra, Boris Johnson.

Matteo Renzi esprime “orrore e sgomento” e ribadisce che “la violenza perderà sempre contro la libertà e la democrazia”. “Oggi piange tutta l’Europa, tutto il mondo libero, tutti gli uomini e le donne che credono nella libertà e nella ragione”. Intervenendo all’Ambasciata di Francia a Roma, Renzi prosegue: “E’ un gesto di terrore senza fine, abbiamo il dovere di reagire. Siamo tutti francesi perché la libertà è l’unica ragion d’essere per l’Europa. Nelle prossime settimane l’Europa intera dovrà dare un messaggio di unità molto forte contro ogni estremismo”, conclude parlando in francese.

Angela Merkel conferma al solidarietà della Germania alla Francia e si dice “sconvolta” da un “attentato abominevole”. “Questo atto orribile non è solo un’aggressione contro la vita delle cittadine e dei cittadini francesi” ma “anche un attacco ingiustificabile contro la libertà di stampa e di opinione, fondamento della nostra cultura libera e democratica”. “Profonda costernazione” anche del governo spagnolo. Il premier Mariano Rajoy rinnova “la solidarietà” e “l’affetto del popolo spagnolo”, oltre a ribadire la “cooperazione” nella “lotta contro il terrorismo”. Il ministro degli interni, Jorge Fernandez Diaz, si riunirà nel pomeriggio con i massimi responsabili della lotta antiterrorista di polizia, guardia civile e Centro nazionale di intelligence contro il terrorismo.

La Turchia condanna ogni forma di “terrorismo” ma chiede all’Europa di combattere la crescente “islamofobia”. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu continua: “E’ una religione di pace: non è corretto associare l’Islam al terrorismo”. Due quotidiani islamici turchi vicini al governo del presidente Recep Tayyip Erdogan oggi avrevbbero “giustificato” il sanguinoso attacco terroristico contro Charlie Hebdo. Yeni Akit ha definito la strage un “attacco contro la rivista che ha provocato i musulmani”. Successivamente il giornale ha cambiato il titolo della notizia sul proprio sito in “Grande provocazione a Parigi”. Anche Turkiye ha titolato nell’edizione online “Attacco contro la rivista che ha insultato il profeta”, poi ha modificato il titolo in “Attacco contro la rivista che ha pubblicato orrendi disegni sul nostro profeta”.

L’Arabia Saudita condanna con forza e denuncia questo vile atto terroristicola vera religione islamica respinge con forza, così come il resto delle religioni e credenze“.

Il presidente iracheno Fuad Masoum condanna l’attacco invitando la comunità internazionale ad aumentare gli sforzi contro il terrorismo. “Il presidente, per conto del popolo iracheno in tutte le sue religioni ed etnie – si legge in un comunicato – sottolinea la sua forte condanna per questo crimine, che riflette la degenerazione della morale e dei valori umani degli estremisti terroristi”. La nota aggiunge che l’attacco “vigliacco” conferma l’importanza degli sforzi internazionali per “eliminare il terrorismo e sradicare le sue risorse”.

“Profondamente scioccato per l’attacco assassino contro Charlie Hebdo. I miei pensieri allo staff, ai poliziotti e ai loro cari”, scrive il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz su Twitter. Piena solidarietà alla Francia sempre con un tweet anche dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie”, dice il segretario generale dell’Alleanza atlantica. “Tutti gli alleati della Nato – prosegue – sono assieme nella lotta contro il terrorismo, che in tutte le sue forme e manifestazioni non può essere tollerato o giustificato”. L’attacco a Charlie Hebdo “era teso a dividere, non dobbiamo cadere in questa trappola”: lo dice il segretario Generale dell’Onu Ban Ki moon.

Duro il commento di Jean-Claude Juncker. Il presidente della Commissione Europea ha condannato come “atto intollerabile, disumano” l’attacco a Parigi. “Sono profondamente scioccato. E’ una barbarie che ci riguarda tutti, in quanto esseri umani ed europei” dichiara in un comunicato.

Lega Araba e moschee. La Lega Araba e l’università cairota di Al Azhar, la massima istituzione religiosa dell’islam sunnita, condannano la strage. Per il segretario generale della Lega, Nabil al-Arabi, “è un attacco terroristico che va condannato con forza”. Al-Azhar stigmatizza “l’attacco criminale” ricordando che “l’Islam è contro ogni violenza”. Stesso coincetto espresso dal rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur: “E’ una dichiarazione di guerra clamorosa. I tempi sono cambiati, stiamo entrando in un nuovo periodo di questo confronto”. “Siamo inorriditi dalla brutalità e dalla ferocia”, aggiunge Boubakeur, sottolineando di condannare “assolutamente” fatti di questo genere e di aspettare “dalle autorità le misure più adeguate. La comunità è esterrefatta da quanto è successo”. Per il segretario generale dell’unione delle moschee di Francia, Mohammed Mraizika: “Nulla, assolutamente nulla, può giustificare o scusare questo crimine”. L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii) esprime “costernazione e rabbia”. “Non abbiamo nessun bisogno di dissociarci: niente come questa prassi assassina è estranea alla nostra religione, alla nostra etica e pratica civile e tuttavia vogliamo esprimere, oltre alla costernazione, cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime, anche la nostra rabbia nei confronti di chiunque abbia pianificato e messo in atto questo sanguinoso atto criminale”.

Su Twitter. Tutta l’attenzione del web si sta rivolgendo ai tragici fatti di Parigi. In pochissimo tempo l’hashtag #CharlieHebdo è balzato in testa alla classifica degli argomenti più discussi su Twitter. C’è anche la voce dell’altra faccia dell’intolleranza: tra i numerosi cinguetti c’è chi sottolinea che non bisogna più meravigliarsi: “A furia di giocare con il fuoco ci si brucia”, si legge in uno dei tweet. E non manca chi teme le ripercussioni politiche di questo attentato e un rafforzamento del Front National, il partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen.

In Italia. 
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo presso il Dipartimento di pubblica sicurezza. “Rafforzare le misure di vigilanza e di prevenzione” su tutti gli obiettivi sensibili, è la raccomandazione rivolta dal Viminale a prefetti e questori di tutta Italia. A quanto si apprende, la direttiva sensibilizza le autorità provinciali di sicurezza ad adottare le opportune iniziative a protezione e tutela di tutte le sedi istituzionali presenti sul territorio di competenza, con particolare riferimento a quelle francesi, statunitensi ed ebraiche. Attenzione anche alle redazioni dei giornali e dei mezzi di comunicazione in genere. “Il livello di allerta è elevatissimo benché non ci siano tracce concrete di segnali specifici di organizzazioni di eventuali attentati in Italia”, dichiara Alfano.

“Sgomento per gravissimo attentato a #CharlieHebdo. Ho espresso a ministro Le Drian e all’ambasciatrice francese mio cordoglio e vicinanza Italia”. Così, su Twitter, la ministra della Difesa Roberta Pinotti.

“Un atto terroristico di dimensioni pazzesche. Il governo italiano manifesta al popolo e al governo francese la sua vicinanza” è il commento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “Di fronte alla violenza inaudita e all’orrore di quanto successo, dobbiamo rispondere con la fermezza che viene dalla nostra storia e dalla nostra cultura. Chi ama la morte più di quanto noi amiamo la vita, la verità e la libertà non potrà prevalere”, dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. “Se il massacro di Parigi fosse confermato di matrice islamica, sarebbe chiaro che il nemico ormai ce l’abbiamo in casa. Bloccare l’invasione clandestina in corso, subito. Verificare chi, come e perché finanzia moschee e centri islamici. Chi non rispetta la Vita e la Libertà, non merita niente. Un pensiero per le povere vittime, disgusto per i politici incapaci”. Così in un tweet il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

“Dopo il massacro di Parigi Matteo Renzi deve sospendere l’accordo Schengen sulla libera circolazione, per evitare passaggio di terroristi da Francia e Italia”, chiede in un tweet il presidente della Regione Lombardia ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“Ue sia ferma nel difendere libertà fondamentali” scrive il presidente della Camera, Laura Boldrini su Twitter.

“Le atrocità come quella di oggi a Parigi – dice il presidente del Senato, Pietro Grasso – devono indurci a rafforzare ancora di più il comune impegno a livello europeo ed internazionale per la difesa dei diritti umani”.

E’ “difficile trovare le parole”, l’attentato di Parigi è un “atto di barbarie”. Lo dice il ministro dei rapporti con il Parlamento e le Riforme, Maria Elena Boschi, intervenendo nell’aula del Senato. “La matrice è terrorista – sottolinea – la risposta non può che essere ferma nel condannare” queste violenze, “oggi è il giorno del dolore”.

“Si tratta di una follia che, vanificando secoli di costruzione della civiltà e del diritto, mette a rischio ognuno di noi dal momento che non esiste, agli occhi di chi compie atti di questo genere, alcuna garanzia di pacifica convivenza, nel rispetto delle libertà politiche, civili e religiose di ognuno. Per questo oggi ci sentiamo tutti attaccati e colpiti”, dice Silvio Berlusconi.

“Sono d’accordo con Aldo Giannuli su attentato Parigi. Rafforzare nostra identità per battere gli estremismi”: lo afferma Luigi Di Maio (M5S) su Facebook. Il deputato 5 stelle fa riferimento alle parole di Giannuli sull’opportunità che “chi vuol entrare in un paese europeo – così scrive Giannuli sul blog – una dichiarazione giurata (insisto: giurata) di osservanza della Costituzione del Paese in cui entra e di accettazione dei valori di libertà, di tolleranza religiosa, di laicità dello Stato, di eguaglianza fra i sessi, in mancanza della quale, il soggetto è respinto alla frontiera”.

Fonte: La Repubblica

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