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Giulietto Chiesa, attentato Charlie Hebdo… a Parigi attentato alla pace mondiale, pensato per accendere la miccia”

January 9, 2015 Leave a comment

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Lucida, ruvida, scomoda e acuta la riflessione del giornalista Giulietto Chiesa sull’attentato alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo che ha fatto dodici morti. “Penso si sia trattato di un attentato alla pace mondiale, il tentativo di accendere la miccia e far entrare in guerra l’Europa” ha detto Chiesa.

Nell’intervento che potete ascoltare nel video in fondo all’articolo, Giulietto Chiesa parla chiaro, chiarissimo. «Hollande ha detto che il massacro di Parigi è stato un attentato alla nostra libertà, io penso si sia trattato di attentato alla pace mondiale. Io penso sia stato un attentato agli equilibri internazionali, a quel poco che resta dei precari equilibri che ancora esistono, a quel poco che resta della sovranità dell’Europa. Il massacro di Parigi è la strattonata, forse quella finale, che punta a trascinare l’Europa in guerra. L’Isis è una trappola ben congegnata, quasi perfetta, come altre già scattate in passato. Ma molti non hanno ancora capito la lezione. Lo stato islamico è creatura molto inquinata, molto dubbia; le frequentazioni di Al Baghdadi con i servizi segreti americani, con il senatore McCain si sposano con la domanda cui troppi nostri commentatori in questi mesi non hanno neanche nemmeno provato a dare risposta: chi paga? Chi paga un esercito di olte 50mila uomini, le armi, gli stipendi, le comunicazioni? Chi paga non è la Russia, non è l’Iran perché lo Stato islamico è nato proprio contro l’Iran. Allora restano pochi candidati al ruolo di mecenati del terrorismo cosiddetto islamico; e quindi tutto quello che viene da lì è da ritenere inquinato. Pochi capiscono che i servizi segreti innanzi tutto occidentali sono ormai diventati creature potentissime senza nessun controllo, il cui mestiere è quello di sfuggire al controllo persino degli stessi dirigenti politici. Molti dovrebbero riflettere su quali siano i gradi di libertà dei dirigenti politici europei, perennemente sotto controllo e minaccia se non ubbidiscono agli ordini. Ma la trappola è ben congegnata anche in un altro senso: voglio invitare a una reazione meditata nei confronti di quello che sta accadendo, di questo terribile fatto di sangue di Parigi. Voglio invitare al ragionamento. C’è un esercito di cani arrabbiati qui in Europa, qui in Italia, pronti a mordere dove ordina il padrone, tori schiumanti di furia che muovono le loro corna verso il nemico di turno messo in bella vista perché sia esecrato senza chiedersi neanche chi, perché e come. Piango i colleghi uccisi, ma c’è una muta di stupidi imbestialiti solo perché cerco di pormi la solita e unica domanda: a chi giova tutto questo? Chi è stato? Imbestialiti perchè cerco di capire e perché ho chiesto che si facesse luce sul colpo di stato di Kiev, su chi lo ha favorito, organizzato e finanziato e perché cerco di tirare fuori le vere responsabilità sull’abbattimento del boeing malesiano del luglio 2014. Io ho paura non solo degli attentatori che abbiamo potuto vedere in azione, professionisti, non kamikaze. Ho paura anche anche dell’esercito degli imbestialiti manipolati in Europa già pronti a entrare in guerra, non è ben chiaro contro chi. Più ci penso e più mi convinco che il massacro di Parigi è stato pensato proprio per accendere la miccia”.

Fonte: Il Cambiamento

Parigi, condanna internazionale per Charlie Hebdo

January 8, 2015 Leave a comment

Parigi Charlie Hebdo Hollande

Solidarietà dai capi di Stato. Napolitano: “Un gesto vile”. Obama: “Pronti a lavorare con i francesi nelleindagini“. Cameron: “Nauseato”. Renzi: “Oggi piange tutta l’Europa”. Stoltenberg, Shultz, Merkel e Juncker: “Una barbarie che riguarda tutti”. Papa Francesco: “Orribile attentato ben oltre i confini della Francia”

PARIGI – La condanna per la strage nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, è unanime. A poche ore dall’assalto terrorista a Parigi, dove tre uomini armati di kalashnikov e un lanciarazzi hanno ucciso 12 persone, le reazioni si susseguono senza sosta. Mentre la galassia dei siti jihadisti “loda” gli assalitori, ricordando la “derisione” del settimanale nei confronti di Maometto e il coinvolgimento militare della Francia nei Paesi musulmani. Lo riporta il Site, sito americano di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web.

Il presidente francese, Francois Hollande, è arrivato subito sul luogo dell’attentato, in pieno centro: “È terrorismo, non c’è dubbio”. E più tardi, poche ore dopo, alle 20, in diretta tv. “Un vile attentato”, dice il presidente parlando alla Nazione e proclama il lutto nazionale per domani. “Dobbiamo essere consapevoli che la nostra arma è l’unità, niente potra dividerci, separarci”. La Francia, continua, “è grande e la libertà è più forte della battaglia. Uniamoci e vinceremo, niente potrà farci flettere dalla nostra determinazione. Dobbiamo essere compatti, mostrare che siamo un Paese unito. Siamo in un momento difficile, sapevamo di essere minacciati perché siamo un Paese di libertà. Viva la repubblica e viva la Francia”. Il governo ha deciso l’immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici, polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. “Dobbiamo rispondere cercando gli autori di questo atto infame, arrestarli e giudicarli e faremo tutto possibile”, assicura il presidente. “Dobbiamo tutelare gli organi pubblici, le forze dell’ordine saranno dispiegate ovunque e abbiamo messo in atto il piano antiterrorismo”.

Numerose manifestazioni e raduni di sostegno a Charlie Hebdo sono state organizzati già oggi in Francia, a Parigi sulla place de la République, “per la libertà di stampa, la Repubblica e la democrazia”. Ma anche a Lille, Lione, Bordeaux, Montpellier, Tolosa, Nimes e Rennes. Un raduno è in programma anche a Strasburgo, non lontano dal Parlamento europeo.

L’ex presidente Nicolas Sarkozy, leader dell’Ump, parla di “atto barbaro” e di “tragedia nazionale che ci sconvolge profondamente “. “I colpevoli di queste barbarie – continua – dovranno essere perseguiti e puniti con la più estrema severità”. “Tutti i mezzi di Stato” saranno messi in azion “per neutralizzare i tre criminali all’origine di questo barbaro atto”: per il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve “i francesi saranno informati in continuazione sugli sviluppi delle indagini”.  “Bisogna dire basta all’ipocrisia e chiamare le cose con il loro nome: è una strage perpetrata dall’integralismo islamico”: lo afferma Marine Le Pen. La leader del Fronte esorta tutti i francesi a schierarsi per “la difesa della libertà di stampa”.

Il mondo è attonito, l’attentato violentissimo, il più grave in Francia dal 1940. “Barbaro attacco”, lo definisce il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa – prosegue il Capo dello Stato -. Nella lotta contro il fanatismo, il terrorismo e tutte le forme di odiosa violenza nei confronti di cittadini inermi, la Francia potrà sempre contare sulla vicinanza e la fattiva collaborazione dell’Italia”.

In una nota diffusa dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, si denuncia “la violenza omicida abominevole”. Nel dettaglio, si fa sapere che Papa Francesco esprime “la più ferma condanna per l’orribile attentato che ha funestato Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace ben oltre i confini della Francia”. Papa Francesco “partecipa nella preghiera alla sofferenza dei feriti e delle famiglie dei defunti ed esorta tutti ad opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, di religione e di cultura”.

Un attacco “codardo e diabolico”, lo definisce il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Siamo con i francesi”, rimarca sottolineando come i terroristi abbiamo paura della libertà di stampa visto che hanno organizzato una strage di giornalisti. “Il presidente Obama e la moglie sono vicini alle famiglie delle vittime”, dice il portavoce Josh Earnest. “L’islam è una religione pacifica ed è una sfortuna vedere questi estremisti radicali”, aggiunge dichiarando che hli Stati Uniti lavoreranno per proteggere gli americani in casa e all’estero e sono “consapevoli” del rischio di attacchi da parte di combattenti stranieri disposti a dare la loro vita per la loro causa. Obama, che ha incontrato oggi il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, dice ancora: “Di volta in volta, la popolazione francese ha difeso i valori universali. La Francia e la magnifica città di Parigi dove è avvenuto l’attacco offrono al mondo un esempio che durerà ben oltre la visione odiosa di questi killer”. “Ogni americano è con voi”, aggiunge il segretario di Stato americano John Kerry. “Il mondo non si arrenderà” ai terroristi, ha rimarcato Kerry parlando anche in francese. “Nessuno sa meglio della Francia che la libertà ha un prezzo”, ha affermato definendo le vittime della strage dei “martiri della libertà”. Condoglianze” al Paese anche dal presidente russo Vladimir Putin che “condanna fermamente” l’attacco di Parigi ed “il terrorismo in tutte le sue forme”.

“Gli omicidi a Parigi sono nauseanti. Siamo con il popolo francese nella lotta contro il terrore e per la difesa della libertà di stampa”, scrive su Twitter il capo del governo britannico David Cameron. “Londra è al fianco di Parigi e del
popolo francese contro questo flagello”, dichiara il sindaco di Londra, Boris Johnson.

Matteo Renzi esprime “orrore e sgomento” e ribadisce che “la violenza perderà sempre contro la libertà e la democrazia”. “Oggi piange tutta l’Europa, tutto il mondo libero, tutti gli uomini e le donne che credono nella libertà e nella ragione”. Intervenendo all’Ambasciata di Francia a Roma, Renzi prosegue: “E’ un gesto di terrore senza fine, abbiamo il dovere di reagire. Siamo tutti francesi perché la libertà è l’unica ragion d’essere per l’Europa. Nelle prossime settimane l’Europa intera dovrà dare un messaggio di unità molto forte contro ogni estremismo”, conclude parlando in francese.

Angela Merkel conferma al solidarietà della Germania alla Francia e si dice “sconvolta” da un “attentato abominevole”. “Questo atto orribile non è solo un’aggressione contro la vita delle cittadine e dei cittadini francesi” ma “anche un attacco ingiustificabile contro la libertà di stampa e di opinione, fondamento della nostra cultura libera e democratica”. “Profonda costernazione” anche del governo spagnolo. Il premier Mariano Rajoy rinnova “la solidarietà” e “l’affetto del popolo spagnolo”, oltre a ribadire la “cooperazione” nella “lotta contro il terrorismo”. Il ministro degli interni, Jorge Fernandez Diaz, si riunirà nel pomeriggio con i massimi responsabili della lotta antiterrorista di polizia, guardia civile e Centro nazionale di intelligence contro il terrorismo.

La Turchia condanna ogni forma di “terrorismo” ma chiede all’Europa di combattere la crescente “islamofobia”. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu continua: “E’ una religione di pace: non è corretto associare l’Islam al terrorismo”. Due quotidiani islamici turchi vicini al governo del presidente Recep Tayyip Erdogan oggi avrevbbero “giustificato” il sanguinoso attacco terroristico contro Charlie Hebdo. Yeni Akit ha definito la strage un “attacco contro la rivista che ha provocato i musulmani”. Successivamente il giornale ha cambiato il titolo della notizia sul proprio sito in “Grande provocazione a Parigi”. Anche Turkiye ha titolato nell’edizione online “Attacco contro la rivista che ha insultato il profeta”, poi ha modificato il titolo in “Attacco contro la rivista che ha pubblicato orrendi disegni sul nostro profeta”.

L’Arabia Saudita condanna con forza e denuncia questo vile atto terroristicola vera religione islamica respinge con forza, così come il resto delle religioni e credenze“.

Il presidente iracheno Fuad Masoum condanna l’attacco invitando la comunità internazionale ad aumentare gli sforzi contro il terrorismo. “Il presidente, per conto del popolo iracheno in tutte le sue religioni ed etnie – si legge in un comunicato – sottolinea la sua forte condanna per questo crimine, che riflette la degenerazione della morale e dei valori umani degli estremisti terroristi”. La nota aggiunge che l’attacco “vigliacco” conferma l’importanza degli sforzi internazionali per “eliminare il terrorismo e sradicare le sue risorse”.

“Profondamente scioccato per l’attacco assassino contro Charlie Hebdo. I miei pensieri allo staff, ai poliziotti e ai loro cari”, scrive il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz su Twitter. Piena solidarietà alla Francia sempre con un tweet anche dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie”, dice il segretario generale dell’Alleanza atlantica. “Tutti gli alleati della Nato – prosegue – sono assieme nella lotta contro il terrorismo, che in tutte le sue forme e manifestazioni non può essere tollerato o giustificato”. L’attacco a Charlie Hebdo “era teso a dividere, non dobbiamo cadere in questa trappola”: lo dice il segretario Generale dell’Onu Ban Ki moon.

Duro il commento di Jean-Claude Juncker. Il presidente della Commissione Europea ha condannato come “atto intollerabile, disumano” l’attacco a Parigi. “Sono profondamente scioccato. E’ una barbarie che ci riguarda tutti, in quanto esseri umani ed europei” dichiara in un comunicato.

Lega Araba e moschee. La Lega Araba e l’università cairota di Al Azhar, la massima istituzione religiosa dell’islam sunnita, condannano la strage. Per il segretario generale della Lega, Nabil al-Arabi, “è un attacco terroristico che va condannato con forza”. Al-Azhar stigmatizza “l’attacco criminale” ricordando che “l’Islam è contro ogni violenza”. Stesso coincetto espresso dal rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur: “E’ una dichiarazione di guerra clamorosa. I tempi sono cambiati, stiamo entrando in un nuovo periodo di questo confronto”. “Siamo inorriditi dalla brutalità e dalla ferocia”, aggiunge Boubakeur, sottolineando di condannare “assolutamente” fatti di questo genere e di aspettare “dalle autorità le misure più adeguate. La comunità è esterrefatta da quanto è successo”. Per il segretario generale dell’unione delle moschee di Francia, Mohammed Mraizika: “Nulla, assolutamente nulla, può giustificare o scusare questo crimine”. L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii) esprime “costernazione e rabbia”. “Non abbiamo nessun bisogno di dissociarci: niente come questa prassi assassina è estranea alla nostra religione, alla nostra etica e pratica civile e tuttavia vogliamo esprimere, oltre alla costernazione, cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime, anche la nostra rabbia nei confronti di chiunque abbia pianificato e messo in atto questo sanguinoso atto criminale”.

Su Twitter. Tutta l’attenzione del web si sta rivolgendo ai tragici fatti di Parigi. In pochissimo tempo l’hashtag #CharlieHebdo è balzato in testa alla classifica degli argomenti più discussi su Twitter. C’è anche la voce dell’altra faccia dell’intolleranza: tra i numerosi cinguetti c’è chi sottolinea che non bisogna più meravigliarsi: “A furia di giocare con il fuoco ci si brucia”, si legge in uno dei tweet. E non manca chi teme le ripercussioni politiche di questo attentato e un rafforzamento del Front National, il partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen.

In Italia. 
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo presso il Dipartimento di pubblica sicurezza. “Rafforzare le misure di vigilanza e di prevenzione” su tutti gli obiettivi sensibili, è la raccomandazione rivolta dal Viminale a prefetti e questori di tutta Italia. A quanto si apprende, la direttiva sensibilizza le autorità provinciali di sicurezza ad adottare le opportune iniziative a protezione e tutela di tutte le sedi istituzionali presenti sul territorio di competenza, con particolare riferimento a quelle francesi, statunitensi ed ebraiche. Attenzione anche alle redazioni dei giornali e dei mezzi di comunicazione in genere. “Il livello di allerta è elevatissimo benché non ci siano tracce concrete di segnali specifici di organizzazioni di eventuali attentati in Italia”, dichiara Alfano.

“Sgomento per gravissimo attentato a #CharlieHebdo. Ho espresso a ministro Le Drian e all’ambasciatrice francese mio cordoglio e vicinanza Italia”. Così, su Twitter, la ministra della Difesa Roberta Pinotti.

“Un atto terroristico di dimensioni pazzesche. Il governo italiano manifesta al popolo e al governo francese la sua vicinanza” è il commento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “Di fronte alla violenza inaudita e all’orrore di quanto successo, dobbiamo rispondere con la fermezza che viene dalla nostra storia e dalla nostra cultura. Chi ama la morte più di quanto noi amiamo la vita, la verità e la libertà non potrà prevalere”, dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. “Se il massacro di Parigi fosse confermato di matrice islamica, sarebbe chiaro che il nemico ormai ce l’abbiamo in casa. Bloccare l’invasione clandestina in corso, subito. Verificare chi, come e perché finanzia moschee e centri islamici. Chi non rispetta la Vita e la Libertà, non merita niente. Un pensiero per le povere vittime, disgusto per i politici incapaci”. Così in un tweet il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

“Dopo il massacro di Parigi Matteo Renzi deve sospendere l’accordo Schengen sulla libera circolazione, per evitare passaggio di terroristi da Francia e Italia”, chiede in un tweet il presidente della Regione Lombardia ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“Ue sia ferma nel difendere libertà fondamentali” scrive il presidente della Camera, Laura Boldrini su Twitter.

“Le atrocità come quella di oggi a Parigi – dice il presidente del Senato, Pietro Grasso – devono indurci a rafforzare ancora di più il comune impegno a livello europeo ed internazionale per la difesa dei diritti umani”.

E’ “difficile trovare le parole”, l’attentato di Parigi è un “atto di barbarie”. Lo dice il ministro dei rapporti con il Parlamento e le Riforme, Maria Elena Boschi, intervenendo nell’aula del Senato. “La matrice è terrorista – sottolinea – la risposta non può che essere ferma nel condannare” queste violenze, “oggi è il giorno del dolore”.

“Si tratta di una follia che, vanificando secoli di costruzione della civiltà e del diritto, mette a rischio ognuno di noi dal momento che non esiste, agli occhi di chi compie atti di questo genere, alcuna garanzia di pacifica convivenza, nel rispetto delle libertà politiche, civili e religiose di ognuno. Per questo oggi ci sentiamo tutti attaccati e colpiti”, dice Silvio Berlusconi.

“Sono d’accordo con Aldo Giannuli su attentato Parigi. Rafforzare nostra identità per battere gli estremismi”: lo afferma Luigi Di Maio (M5S) su Facebook. Il deputato 5 stelle fa riferimento alle parole di Giannuli sull’opportunità che “chi vuol entrare in un paese europeo – così scrive Giannuli sul blog – una dichiarazione giurata (insisto: giurata) di osservanza della Costituzione del Paese in cui entra e di accettazione dei valori di libertà, di tolleranza religiosa, di laicità dello Stato, di eguaglianza fra i sessi, in mancanza della quale, il soggetto è respinto alla frontiera”.

Fonte: La Repubblica

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“Félicie de Fauveau. L’amazzone scultrice”, mostra della scultrice al Museo d’Orsay di Parigi

July 6, 2013 Leave a comment

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Félicie de Fauveau (1801- 1886) è un personaggio tanto rappresentativo quanto singolare. Nostalgica di un’epoca che non ha vissuto, monarchica, cattolica, nubile e femminista, questa scultrice ha dedicato la sua vita e la sua arte alla difesa di un’utopia politica che si esprime in primo luogo con un’immagine messa a servizio della Storia.
Fedele alleata della duchessa di Berry, La Fauveau, che assieme alla contessa de La Rochejaquelein era stata l’artefice delle insurrezioni vandeane, accettò l’esilio stabilendosi a Firenze. La de Faveau che fu l’artefice di un’iconografia cattolica militante ed esaltata, nutrita dalla simbologia araldica, attribuì a tale iconografia le forme di un neogotico e di un neorinascimentale ispirati. La maggior parte delle sculture realizzate da quest’artista sono sparpagliate per il mondo e poche sono quelle esposte e custodite in Francia. Questa mostra, organizzata da due musei, l’Historial de Vendée e il museo d’Orsay, è la prima retrospettiva dedicata a quest’artista.
Gli esordi della Signorina de Fauveau
Proveniente da una famiglia che nel 1740 aveva ottenuto un titolo nobiliare, Félicie de Fauveau apprende i rudimenti della pittura prima di restare folgorata dalla scultura a Besançon, città in cui, dopo un semplice scambio d’idee con un fabbricante di statue religiose, la giovane esclamò: “Ebbene, anch’io sono una scultrice”. A parte questa, la de Fauveau non riceve nessun’altra formazione in materia.
Dopo la morte del padre nel 1826, la famiglia si stabilisce a Parigi: la madre tiene un influente salotto in rue de La Rochefoucauld nel cuore del foyer artistico della Nouvelle Athènes e la bottega della de Fauveau è vicina a quella del pittore Ary Scheffer. Come i suoi contemporanei, la giovane Félicie legge Walter Scott, Shakespeare e Dante. Da autodidatta, approfondisce lo studio della storia, dell’araldica e dell’arte medievale, rendendo il suo amico Paul Delaroche partecipe delle sue scoperte.
La carriera della de Fauveau decolla grazie all’aiuto di alcuni suoi parenti molto legati a re Carlo X (1824-1830) e alla protezione dell’autorevole duca di Duras la cui figlia, Félicie de La Rochejaquelein, diventa amica dell’artista: le due omonime intrattengono sin da allora un rapporto fusionale che, nonostante la distanza tra le due, continua fino al decesso della contessa avvenuto nel 1883.
Per mantenere la propria famiglia e spinta senza dubbio da una profonda aspirazione, la de Fauveau “acquisisce professionalità” tanto da diventare la prima scultrice a vivere della sua arte. All’età di 26 anni esordisce al Salon con un colpo da maestro: la suaCristina di Svezia ottiene il plauso generale del pubblico che le procura una fama incontestabile e molto lavoro. Carlo X le commissiona alcune porte destinate al Louvre. Alla de Faveau è altresì affidato il tabernacolo della cattedrale di Metz (queste opere, però, non sono realizzate). Su sollecitazione del conte di Pourtalès inizia a lavorare alla Lampada detta di San Michele e al Monumento a Dante.
Alla vigilia della rivoluzione di Luglio, Félicie de Fauveau è una giovane e promettente artista parigina già affermata.
L’epopea vandeana
Nel 1830, allorquando Carlo X è costretto ad abdicare, decretando così la fine della Restaurazione, il corso della vita di Félicie de Fauveau cambia intrecciandosi in modo inestricabile con la Storia di Francia. Carlo X aveva designato suo erede il nipote Enrico, duca di Bordeaux ma è il duca d’Orléans, disposto a scendere a patti con i parlamentari liberali, a essere chiamato dalle Camere al potere assumendo il nome di Luigi-Filippo I.
Il ramo primogenito, erede legittimo dei Borboni discendente da Luigi XIV è destituito a beneficio del ramo cadetto. Sotto la monarchia di Luglio (1830-1848) Enrico d’Artois, pretendente al trono di Francia sostenuto dai legittimisti, da duca di Bordeaux diventa conte di Chambord ma, per i suoi sostenitori tra le cui fila milita anche Félicie de Fauveau, costui sarà sempre chiamato re Enrico V.
Nel 1831 la giovane scultrice raggiunge, presso il castello di Landebaudière, la contessa de La Rochejaquelein, sua amica e cognata del celebre generale fedele alla monarchia: il castello vandeano diventa allora il quartier generale dei cospiratori. Nonostante la produzione di oggetti propagandistici d’arte decorativa per i suoi compagni d’armi, questo periodo segna una svolta nella carriera della de Fauveau: l’artista atipica lascia, infatti, il posto all’affascinante eroina vandeana.
Fatta prigioniera, la de Fauveau resta in carcere per tre mesi.
Dopo la sua assoluzione, riprende per un breve periodo le armi in difesa della duchessa di Berry. Ricercata dalla polizia, è costretta all’esilio dal 1833. La de Fauveau resta per sempre segnata dall’epopea vandeana al punto da definirsi un'”amazzone” al servizio del suo “signore”, nel suo caso la contessa de La Rochejaquelein.
Firenze, rifugio e patria
Nel 1833, Félicie de Fauveau va in esilio nel paese che le ha dato i natali, la cattolicissima Italia dove resta fino alla fine dei suoi giorni nonostante l’amnistia del 1837. La sua vocazione la conduce a Firenze, ritrovo artistico e culturale ma soprattutto la culla dell’età aurea dell’arte italiana. Le sue opere sono oramai profondamente impregnate dell’arte medievale e di elementi rinascimentali il cui studio la appassiona profondamente.
Al suo arrivo nel capoluogo toscano, La de Fauveau, sebbene estranea all’ambiente artistico fiorentino, è ospitata dallo scultore Lorenzo Bartolini, stringe amicizia con il pittore Antonio Marini, appassionato come lei di Dante, e incontra gli artisti di passaggio. Con il fratello Hippolyte porta avanti, contemporaneamente alla scultura, il commercio di opere d’arte.
La sua bottega, addobbata di tessuti e tappezzerie per la visita di personalità prestigiose come il conte di Chambord o lo zar, è frequentata sia da collezionisti d’arte che da semplici curiosi. Tuttavia, nel 1840, nel periodo di massima attività, la bottega Fauveau impiega soltanto quattro sbozzatori che lavorano in prevalenza blocchi di marmo di piccole dimensioni.
Un legittimista intransigente
Tra le opere che le sono state commissionate, i ritratti, sia che abbelliscano il modello o che serbino il ricordo di un affetto, sono quelle meglio pagate e che consentono all’artista di procurarsi da vivere. La de Fauveau si piega a questa pratica, sostenuta dal suo innato pragmatismo: “I ritratti sono quanto di meglio ci sia nell’attività artistica e ciò che è pagato di più”. L’artista resta tuttavia fedele ai suoi principi, accettando soltanto le commesse provenienti dai suoi familiari, dagli stranieri di provata fede monarchica e dagli aristocratici francesi legittimisti che affollano la sua bottega. Di questi personaggi, l’artista realizza ritratti che mettono in luce uno status più che una psicologia, preferendo che l’altorilievo “parli” al tuttotondo.
La nobile origine dei suoi modelli è rivelata dalla presenza di stemmi araldici e il loro orientamento politico da iscrizioni e da simboli reali, ravvivati da policromia. Il ritratto del marchese Forbin des Issarts in forma di acquasantiera testimonia la fedeltà del vecchio paladino di Francia ai Borboni, mentre le figlie del duca di Rohan sono raffigurate in modo decorativo in un rinascimentale cuoio avvolto con fondo dorato.
Eccezioni alla regola, il fiammeggiante barone François Dudon dagli accenti barocchi e il visconte Brétignières de Courteilles presentano una disposizione più convenzionale.
La rinascita delle arti decorative
Ammiratrice di Benvenuto Cellini scultore e orafo rinascimentale, anche la de Fauveau si dedica alla scultura e alle arti decorative, “scultrice di statue, architetto e colorista al tempo stesso, intendendo l’arte come monumento, decorazione e professione”. Oltrepassando le frontiere tra le discipline e senza mostrare disprezzo per i piccoli oggetti della vita quotidiana, la de Fauveau progetta altresì daghe da cerimonia, cornici di quadri per il principe Anatole Demidoff, gioielli e pomi di bastone.
L’artista, però, non si piega alla ben retribuita ma banale produzione in serie: le sue opere, infatti, sono pezzi unici. Molto esigente nella scelta dei suoi collaboratori, la de Fauveau affida all’abile ed esperto Honoré Gonon la fusione a cera persa della Lampada di San Michele. Il talento arcaicizzante della de Fauveau appare in tutta la sua evidenza nella delicata policromia, la finezza, la preziosità e l’abbondanza dei dettagli: “Che labirinto questi pigmei”, scrive a proposito della campanella per la granduchessa di Russia, nella quale ha inserito un suo ritratto mentre modella una finestra e suo fratello Hippolyte che lavora alla campanella.
Principi e mecenati
Attratti dall’ospitalità del granduca di Toscana e dal clima mite, gli aristocratici europei confluiscono in massa a Firenze e non mancano di visitare lo Studio Fauveau. Fedele al suo ideale di monarchia per diritto divino, la de Fauveau lavora prevalentemente per quei mecenati che, nonostante la loro diversa confessione religiosa, collezionano santini.
Tra la sua prestigiosa clientela, i russi occupano una posizione di tutto rispetto. Dopo i lavori che le sono stati commissionati dalla granduchessa di Russia Maria Nikolaevna (1819-1876), la de Fauveau riceve incarichi anche da parte del padre, lo zar Nicola I (1796-1855) del quale approva il governo autocratico. Lo zar le fa visita nella sua bottega nel 1846 e le commissiona per la terrazza della reggia di Peterhof una graziosa Fontana con ninfa e delfino, che rappresenta un raro esempio di nudo nell’opera dell’artista.
Per la villa San Donato del principe Anatole Demidoff (1827-1891), Félicie e Hippolyte progettano decorazioni e ornamenti che valorizzano la sua sfarzosa collezione, come la base della statua Enrico IV da bambinodi François-Joseph Bosio.
La religione dell’anima
La de Fauveau è affascinata dal gotico e più in generale dall’arte religiosa del Medioevo, la cui purezza arcaica che chiama con il termine “primitivismo” si addice all’espressione dei suoi sentimenti religiosi. La sua profonda religiosità domina tutta la sua produzione artistica che comprende numerosi oggetti legati alla devozione privata.
L’artista innalza l’acquasantiera di casa, presente in gran numero nelle varie stanze, al rango di oggetto prezioso destinato alla sua ricca clientela. “Spero che il diavolo monti su tutte le furie alla vista di questa singolare serie” scrive alla contessa de La Rochejaquelein.
Il modello dell’Acquasantiera con angeloè elaborato ancor prima del suo arrivo a Firenze. Di fronte ad un edificio romano con due torrette, un angelo distende un’ala per proteggere la vasca d’acqua benedetta, sotto la quale nidificano uccelli e crescono piante acquatiche, il tutto è accompagnato da un verso del salmo 16 “Sub umbra alarum tuarum protege me”, “Proteggimi all’ombra delle tue ali”.
Per la principessa Sofia d’Arenberg, la de Fauveau progetta un modello di acquasantiera destinato all’adorazione della croce, portata da un angelo con le ali spiegate. E infine, l’acquasantiera di San Luigi si rivolge alla pietà dei cattolici legittimisti. Per quanto singolare possa sembrare, la de Fauveau ha realizzato soltanto un numero esiguo di oggetti per le chiese come il Cristo in croce di Saint-Aubin-de-Baubigné, “su una bella croce alla Giotto”.
13 giugno – 15 settembre 2013
Museo d’Orsay – Sale 8 e 9

“I Macchiaioli 1850-1874. Impressionisti italiani?”, mostra al Museo dell’Orangerie di Parigi

July 6, 2013 Leave a comment

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Nella seconda metà del XIX secolo, tra i tavoli del caffè Michelangiolo a Firenze, i Macchiaioli, un gruppo di pittori tra le cui fila non militano soltanto esponenti toscani ma anche artisti provenienti da svariate città italiane da Venezia a Napoli, danno vita a un movimento che si oppone alle convenzioni accademiche.
Chi sono veramente i Macchiaioli il cui nome è intraducibile in lingua francese? Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo in un articolo sulla Gazzetta del Popolo del 1862 in cui i pittori toscani sono accusati di ridurre il quadro a un semplice abbozzo, fu successivamente adottato dal gruppo stesso. Questi artisti, rompendo con il classicismo e il romanticismo imperanti e rinnovando così la cultura pittorica italiana, donano alla stessa un nuovo respiro. Questi artisti sono pertanto considerati come i promotori della pittura moderna italiana.
Il museo d’Orsay, che si prefigge di mostrare la magnificenza della pittura della seconda metà del XIX secolo, aveva il dovere di far conoscere al suo pubblico uno dei movimenti più poetici di questo periodo e che presenta molte affinità con le ricerche plastiche condotte dagli artisti impressionisti.
Questo tipo di pittura esercitò un influsso fondamentale sui registi italiani del calibro di Luchino Visconti e Mauro Bolognini che trovarono in questo genere un’ispirazione iconografica e un linguaggio particolare dell’immagine.
10 aprile – 22 luglio 2013
Parigi, museo dell’Orangerie

Ring, opera di Arnaud Lapierre su Place Vendôme a Parigi

February 1, 2013 Leave a comment

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Gli specchi creano giochi visivi da sempre oggetto di attenzione da parte dell’arte, tutto questo diventa ancora più interessante se il contesto in cui vengono inseriti è una delle piazze più belle al mondo, ovvero Place Vendome a Parigi.
E’ qui che l’artista francese Arnaud Lapierre ha posizionato Ring, la sua ultima opera, realizzata da cubi completamente specchiati disposti in un cerchio e sfalsati tra di loro; questo crea una gioco tra le riflessioni e le immagini reali che sembra così frammentare il conteso urbano, creando un piacevole senso di disorientamento al fruitore dell’opera.

Fonte: Linea di Sezione

“Baccarat Taillé sur Mesure”, mostra presso la Maison Baccarat a Parigi

December 28, 2012 Leave a comment

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TAILLÉ SUR MESURE…
Baccarat, Cristallo Haute Couture
Se l’Haute Couture valorizza le forme del corpo umano donando ai tessuti struttura e volume, il taglio del cristallo scolpisce forme ed elementi decorativi. L’alta moda e la creazione di impareggiabili manufatti in cristallo occupano entrambi un ruolo di primo piano nell’artigianato d’eccellenza. La mostra “Taillé sur Mesure” ospita 300 pezzi storici e contemporanei delle collezioni della Maison Baccarat, illustra i leggendari “tour de force” dei propri maestri tagliatori e testimonia della trasmissione della loro abilità senza eguali da una generazione all’altra nell’arco di quasi 250 anni.
“Taillé sur Mesure”, o l’Arte del Taglio è un tributo all’eccezionale lavoro dei laboratori di taglio Baccarat. Dagli schizzi iniziali alla rifinitura, ciascuna fase della creazione di un oggetto in cristallo celebra la perfetta maestria dell’artigiano, la nobiltà del materiale lavorato e ogni singolo, raffinato dettaglio. I motivi intagliati nel cristallo variano dalle decorazioni più semplici a quelle più sontuose, dalla purezza di una linea agli ornamenti che richiamano i ricami e i pizzi più delicati.
Gli oggetti realizzati con taglio a coste piatte, firma distintiva di Baccarat esemplificata dal leggendario servizio di bicchieri a stelo Harcourt, sono esposti in una gamma pressoché infinita di lavorazioni e di tagli: concavo, smussato, a diamante quadrato, a diamante sfaccettato, rosa, foglia di palma, pontello, oliva, trifoglio, chicco di riso o “taille riche”. Questi motivi costituiscono un repertorio ornamentale di cui i designer si avvalgono per creare volumi e decorare una molteplicità di vasi, ciotole, flaconi, lampade e gioielli.
Dalle edizioni limitate, disegnate da artisti del calibro di Ettore Sottsass, Marcel Wanders e Patricia Urquiola, a collezioni “prêt-à-porter” come Masséna o Flers, il taglio valorizza il materiale, ne esalta lo scintillio e lo riveste di luce.
Mostra Taillé sur Mesure  31 ottobre 2012 – 30 marzo 2013
Galerie-Musée Baccarat 11, Place des Etats-Unis, 75116 Parigi
Tel: + 33 1 40 22 11 00
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18.
Chiusa il martedì, la domenica e nelle festività nazionali.
Ingresso € 5, ridotto € 3,50 Visite guidate su prenotazione.
Curatrice della mostra
Michaela Lerch, Sovrintendente
in collaborazione con Sandrine Fritz
Reparto Storico. Tel. +33 1 40 22 11 13 patrimoine@baccarat.fr <mailto:patrimoine@baccarat.fr>
Designer
Vincent Dupont-Rougier  www.vincentdupontrougier.com/ <http://vincentdupontrougier.com/&gt;
UFFICIO STAMPA BACCARAT
Dragonetti e Montefusco Comunicazione
Annachiara Montefusco T 02 48022325   M 339 7218836
montefusco@dragonettimontefusco.com
http://www.baccarat.com <http://www.baccarat.com/&gt;

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Giorgio Armani, partner ufficiale di Paris Photo presenta ACQUA #2 al Grand Palais di Parigi

October 13, 2012 Leave a comment

GIORGIO ARMANI, PARTNER UFFICIALE DI PARIS PHOTO, PRESENTA AL GRAND PALAIS DI PARIGI LA MOSTRA ACQUA#2 
Per il secondo anno consecutivo Giorgio Armani sostiene Paris Photo, l’importante mostra fotografica internazionale che si svolgerà al Grand Palais di Parigi dal 15 al 18 novembre.
Come partner ufficiale dell’evento, Giorgio Armani sosterrà la mostra “Recent Acquisitions” e presenterà per la seconda volta un gruppo di fotografie che celebrano l’acqua.
L’acqua, infatti, elemento emblematico e ricorrente nel lavoro di Giorgio Armani, è dal 2009 anche al centro di un impegno sociale sottoscritto dallo stilista grazie al progetto “Acqua for Life” che, durante l’ultima edizione, ha consentito di raccogliere oltre cinquantadue milioni di litri di acqua potabile per Green Cross International (UNICEF per gli Stati Uniti) e i suoi programmi in Ghana e Bolivia.
Nella mostra  “ACQUA #2” saranno esposti lavori che simboleggiano il potere di questo elemento e la sua energia vitale. Giorgio Armani ha selezionato le opere di 9 fotografi fra quelle suggerite dai curatori delle tre istituzioni invitate  –  Los Angeles County Museum of Art, Huis Marseille di Amsterdam e Fotomuseum di Winterthur – e dalle gallerie partecipanti alla Fiera.
Gli artisti scelti da Giorgio Armani per l’edizione della mostra 2012 sono: Marco Breuer, Anthony Friedkin, Dodo Jin Ming, Syoin Kajii, Joel Meyerowitz, Shinichi Murayama, Toshio Shibata, Aaron Siskind, Alec Soth.

“Chaïm Soutine (1893-1943). L’ordine del caos”, retrospettiva al Musée de l’Orangerie di Parigi

September 15, 2012 Leave a comment

Questa retrospettiva è organizzata partendo da ventidue quadri di Soutine conservati nelle collezioni del museo dell’Orangerie. Queste opere erano state riunite dal collezionista e mercante d’arte Paul Guillaume il quale, nel 1922, a seguito della scoperta di questi “ritratti ove la misura e la demenza lottano e si compensano”, fece conoscere un artista la cui potenza espressionista e la cui tavolozza ardente erano uniche nella Parigi del periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale.
Al di là della leggenda del pittore tormentato, che finisce coll’occultare un’opera esacerbata, fuori dalle regole, l’influsso che Soutine esercitò sugli artisti di fine Novecento, richiede di guardare con occhi diversi un pittore del tutto originale, difficile da interpretare e a tutt’oggi incompreso in Francia.
La mostra riunirà le opere di Soutine passate tra le mani di Paul Guillaume e opere di altri artisti. Il percorso espositivo si svilupperà in ambito cronologico e tematico, facendo chiara allusione all’abitudine di Soutine di dipingere serie. 3 ottobre 2012 – 21 gennaio 2013

“I Macchiaioli 1850-1877. Impressionisti italiani?”, mostra al Musée de l’Orangerie di Parigi

September 15, 2012 Leave a comment

Nella seconda metà del XIX secolo, tra i tavoli del caffè Michelangiolo a Firenze, i Macchiaioli, un gruppo di pittori tra le cui fila non militano soltanto esponenti toscani ma anche artisti provenienti da svariate città italiane da Venezia a Napoli, danno vita a un movimento che si oppone alle convenzioni accademiche. Chi sono veramente i Macchiaioli il cui nome è intraducibile in lingua francese? Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo in un articolo sulla Gazzetta del Popolo del 1862 in cui i pittori toscani sono accusati di ridurre il quadro a un semplice abbozzo, fu successivamente adottato dal gruppo stesso. Questi artisti, rompendo con il classicismo e il romanticismo imperanti e rinnovando così la cultura pittorica italiana, donano alla stessa un nuovo respiro. Questi artisti sono pertanto considerati come i promotori della pittura moderna italiana.
Il museo d’Orsay, che si prefigge di mostrare la magnificenza della pittura della seconda metà del XIX secolo, aveva il dovere di far conoscere al suo pubblico uno dei movimenti più poetici di questo periodo e che presenta molte affinità con le ricerche plastiche condotte dagli artisti impressionisti. Questo tipo di pittura esercitò un influsso fondamentale sui registi italiani del calibro di Luchino Visconti e Mauro Bolognini che trovarono in questo genere un’ispirazione iconografica e un linguaggio particolare dell’immagine. 10 aprile – 22 luglio 2013

“Collezione Spencer e Marlene Hays”, mostra esclusiva al Musée d’Orsay di Parigi

September 14, 2012 Leave a comment

Una coppia americana di collezionisti d’arte, appassionati di cultura francese, ha messo in piedi nel corso dei decenni una straordinaria collezione di opere del XIX secolo e dei primi del Novecento.
Il legame di amicizia instauratosi tra i proprietari di questi capolavori e il presidente dei musei d’Orsay e dell’Orangerie ha reso possibile la presentazione di questa collezione tra i cui pezzi figura il settimo dei nove pannelli, cinque dei quali sono custoditi proprio a Orsay, del ciclo I giardini pubblici di Edouard Vuillard. La collezione Spencer e Marlene Hays comprende anche opere di Bonnard, Ranson, Roussel e molti straordinari dipinti di Vuillard, pannelli decorativi di Maurice Denis e due capolavori simbolisti di Redon. Gli anni sessanta del XIX secolo e il periodo impressionista sono degnamente rappresentati da opere di Fantin-Latour, Tissot, Caillebotte, Berthe Morisot, Eva Gonzalès. Da un punto di vista cronologico questa collezione, che copre un ampio spettro creativo, termina con Derain, Matisse e Modigliani. È la prima volta che gran parte di queste opere fanno ritorno in Francia, paese in cui sono state create. La presentazione di questa collezione al museo d’Orsay permetterà di scoprire non solo alcune delle opere maggiori di artisti universalmente conosciuti ma anche quei capolavori meno noti , testimoni del gusto indubbio e senza pregiudizi dei loro proprietari. 26 marzo – 30 giugno 2013