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Archive for February, 2015

“Alceste: una storia d’amore ferrarese” di Eugenio Bolognesi, Maretti Editore

February 24, 2015 Leave a comment
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Si apre, con il ritrovamento di un inedito carteggio, un nuovo straordinario panorama nella storia intima, culturale e artistica del Grande Metafisico Giorgio de Chirico. La pubblicazione di un centinaio di lettere dell’artista alla fidanzata Antonia Bolognesi, conosciuta e frequentata durante il suo soggiorno nella “Ferrara delle sorprese” (1915-1918), rivelano una nuova prospettiva in cui contestualizzare questo periodo così particolare nella vita dell’artista, neo-soldato con mansioni da scritturale.
Proprio nell’anno del Centenario dell’arrivo di de Chirico a Ferrara, città le cui “splendide apparizioni di spettralità e bellezza sottile” ha ispirato nuovi temi tra cui gli Interni metafisici, i Trovatori e le Muse inquietanti, il pronipote, Eugenio Bolognesi, fornisce alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico un nuovo e quanto mai insolito strumento di indagine. In parallelo a una così bella storia d’amore tra giovani, con progetto di matrimonio (che non si attuerà), emergono anche nuove notizie sulla situazione professionale di de Chirico nell’immediato dopoguerra, che permettono una diversa ed ulteriore conoscenza sia sul piano personale che su quello artistico e professionale: “una diversa prospettiva, quella del retroscena di un rapporto sentimentale finora completamente sconosciuto” (Paolo Picozza).
La vicenda intima della famiglia Bolognesi nella figura di Antonia (per l’artista la mitologica Alcesti – la moglie ideale) viene qui trattata da Eugenio Bolognesi con squisita sensibilità al fine proprio di lasciare la parola a Giorgio de Chirico e per far emergere il valore intrinseco delle lettere inedite. Ci troviamo di fronte ad “un’altro ‘interno’ ferrarese”, sottolinea il Presidente della Fondazione de Chirico, “quello della sua condizione personale e affettiva durante gli ultimi due anni del soggiorno in questa città, non riguardante – scopriamo ora – i soli obblighi militari, la pittura e lo studio”. E continua: “La lettura degli scritti riguardo questa importante relazione […], completa il quadro di de Chirico come uomo, dal quale risalta una profonda integrità personale, l’onestà e il forte impegno lavorativo per conquistare le condizioni necessarie per realizzare il sogno di vita condiviso con la fidanzata e la propria fiducia verso il richiamo del destino”.
Nel proprio contributo, Fabio Benzi sottolinea l’eccezionalità del ritrovamento archivistico, avendo scritto in precedenza che per un’oggettiva carenza di notizie, il 1919 “anno cruciale della formazione del classicismo dechirichiano, è rimasto fino ad oggi dimenticato e sostanzialmente eluso da trattazioni più generiche che filologiche”.
Questo straordinario “diario” fornisce quindi uno strumento d’indagine paragonabile a quello di una prospettiva che, tra disegno e destino, rivela la nobiltà d’animo dei protagonisti e le usanze formali dell’epoca che hanno quel qualcosa di eterno e di classico, di armonia e di fatalità, che coincide con tutta l’arte di de Chirico: dalla Metafisica all’allora nuova ricerca classicizzante. Si scopre ora l’identità della giovane donna ritratta nell’opera esposta nella prima mostra personale dell’artista presso Casa d’arte Bragaglia (febbraio 1919) e acquistata poi da Signorelli. De Chirico scrive da Roma ad Antonia il 5 dello stesso mese: “L’esposizione va benone; il tuo ritratto ammiratissimo; l’ho intitolato ‘Alceste’”, e il 14, giorno di S. Valentino: “‘Alceste’ è molto corteggiata e temo che me la portino via”.
Grazie ad Eugenio Bolognesi (oggi) e alla Fondazione de Chirico (sempre) la città di Ferrara non potrà non riconoscere nell’opera del suo cittadino d’adozione, il proprio ritratto di città “quanto mai metafisica”, che, come ha notato de Chirico, offre bellezze sottili che “fermano e stupiscono il passante astuto ed educato nei misteri della intelligenza”.
Editore Maretti Editore
Anno 2015
Collana Libri d’Autore
Lingua italiano
Pagine 224
Formato 17×24 cm
Legatura brossura
Prezzo € 18.00
ISBN 978-88-98855-21-6
Stato disponibile

Premio Moda “Città dei Sassi”, 7^ edizione concorso internazionale per stilisti a Matera

February 23, 2015 Leave a comment

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Matera Capitale Europea della Cultura palcoscenico dell’Alta Moda Internazionale

Premio Moda “Città dei Sassi”

Concorso Internazionale per stilisti  

7^ edizione – Matera (Italy), 11 giugno 2015

Giovedì,  11 giugno 2015  è in programma il Premio Moda “Città dei Sassi”, concorso internazionale per stilisti giunto alla 7^ edizione e che quest’anno celebra l’evento attraverso il tema “moda, eleganza e creatività”.

Il premio è una competizione di stilisti di alta moda istituito per promuovere artigiani/creativi della moda in total look femminile provenienti da ogni parte del mondo che partecipano all’evento per mettere in luce le proprie capacità artistiche e farsi conoscere attraverso i media ad un pubblico internazionale grazie alla presenza di esponenti della moda,  degli organi di stampa, delle  reti  televisive e del pubblico.

Il concorso ha lo scopo di selezionare e premiare creatori e fashion designers per promuovere e valorizzare il talento attraverso la presentazione in passerella di originali creazioni d’alta moda nella città di Matera, patrimonio Unesco dal 1993 e designata a Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Sono ammessi: 

diplomati di Accademie, Università e/o scuole statali e private, professionisti disegnatori, stilisti di moda, modellisti, operatori moda e autodidatti.

Saranno attribuiti i seguenti premi: 

Premio Moda “Città dei Sassi” – Premio Moda al Cinema (dedicato all’attrice Anita Ekbeg, icona del cinema e di stile nel mondo) – Premio Moda della Critica –  Premio Moda “Matera 2019”.

Successivamente, a chiusura dei termini di iscrizione (20 marzo 2015), una giuria tecnica, appositamente nominata,  decreterà gli otto stilisti finalisti che avranno la possibilità di presentare una  collezione di  creazioni di moda, nello specifico di Alta Moda Donna, sezioni Abbigliamento e Accessori.

Nella serata dell’evento, davanti a una giuria speciale composta da esperti e rappresentanti illustri del mondo della moda italiana, dell’imprenditoria locale e delle associazioni di categoria, affiancata da una giuria composta da rappresentanti della stampa, gli stilisti proporranno le proprie originali creazioni nella suggestiva Città dei Sassi.

Concluso il premio, l’evento continua sul sito web www.premiomoda.it  attraverso una vetrina virtuale del “Premio Moda” per far rivivere non solo la serata, ma anche il fascino della città dei Sassi.

Grazie all’evento il sito web www.premiomoda.it fa registrare ogni mese la presenza di circa 140mila accessi da tutto il mondo. Tale successo va ricercato nel sempre maggiore impegno profuso dall’organizzatore nel migliorare la manifestazione, sempre più apprezzata dalla stampa specializzata.

Al Premio Moda 2015 si registra la presenza di numerose personalità provenienti dal mondo istituzionale, del giornalismo, della tv e del cinema. In proposito gli organizzatori hanno avviato importanti collaborazioni con stilisti e personaggi illustri del panorama italiano i cui nomi verranno resi pubblici durante la conferenza stampa che si terrà nel corso del mese di maggio/giugno 2015.

La consapevolezza di  avere come cornice dell’evento in oggetto una location di altissimo livello culturale rafforza la grande attrazione da parte degli addetti ai lavori nei confronti del Premio Moda promosso da sei anni consecutivi nella Città dei Sassi.

Il concorso scade il 20 marzo 2015. Regolamento e condizioni per la partecipazione al concorso sono disponibili sul sito http://www.premiomoda.it/it/modulistica.html

PREMIO MODA – CITTA’ DEI SASSI

Website: www.premiomoda.it

“Passione residuale”, personale di Francesca Romana Pinzari presso Interno 14 a Roma

February 23, 2015 Leave a comment

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FRANCESCA ROMANA PINZARI

PASSIONE RESIDUALE

Una mostra a cura di Francesco Paolo Del Re

Roma, Interno 14

24 febbraio – 6 marzo 2015

Il pubblico è chiamato a donare direttamente una piccola porzione di sé, del proprio corpo, in occasione della mostra personale di Francesca Romana Pinzari, intitolata “Passione residuale” e curata da Francesco Paolo Del Re, che inaugura martedì 24 febbraio alle 18.30 presso Interno 14 a Roma (via Carlo Alberto 63), lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica. Non in senso figurato, ma in senso fisico. Infatti all’ingresso di Interno 14 i visitatori sono accolti da una piccola urna e da un paio di forbici, con le quali sono invitati – se lo desiderano – a tagliarsi una ciocca di capelli, da custodire come un reperto in una bustina di plastica trasparente su cui apporre il proprio nome e da raccogliere nell’urna. I capelli offerti dal pubblico diventeranno la materia prima dell’arte di Francesca Romana Pinzari (nata a Perth, in Australia, nel 1976 ma formatasi e operante a Roma – http://www.francescaromanapinzari.com).

La sineddoche del feticcio, la metonimia del residuo, il polittoto della collezione sono alcune delle figure retoriche che articolano il discorso artistico di Francesca Romana Pinzari – scrive il curatore Francesco Paolo Del Re – che da sempre si interroga nel suo lavoro sui meccanismi di costruzione dell’identità individuale e collettiva e sulla responsabilità della memoria, spesso a partire da un dato biografico che si fa strumento per una riflessione universale e valorizzando un punto di vista femminile, un sapere corporeo e un’attitudine passionale e desiderante”.

Il percorso espositivo della mostra conduce il visitatore a soffermarsi su alcuni tra i più significativi esiti della ricerca recente di Francesca Romana Pinzari, attraverso videoinstallazioni, pitture, disegni materici e sculture.

Capelli e crini animali, pazientemente raccolti e intrecciati, sono la materia prima plasmata da Francesca Romana Pinzari per realizzare grandi sculture e opere grafiche (“Chimera”, “Nuda”, “Reliquiae”, “Ibridi”) dedicate alla meraviglia della metamorfosi e alle gabbie culturali dell’identità di genere, che imbrigliano la costruzione e la percezione del sé corporeo. Body art residuale, più che mera figurazione, annota il curatore, Francesco Paolo Del Re. Sempre i capelli si modellano, con la grazia minuta di tratti di inchiostro, in piccoli ex voto (“Hair Pray”) di sapore sensuale e feticistico.

L’articolato progetto multimediale “Love Preservation” colleziona testimonianze di un lavoro performativo sulla memoria dell’amore, attraverso un video e la conservazione di una serie di oggetti quotidiani (telefoni cellulari, bustine di zucchero, fiori secchi, un apribottiglie) che vengono meticolosamente custoditi in teche da entomologo o barattoli pieni d’olio.

I lavori pittorici sui cavalli, di grandi dimensioni oppure minimi e giocati sulla serialità e proiettati in una dimensione installativa, si cimentano con l’irrisolta dicotomia tra identità e differenza, pur partendo da un’ennesima, infinitesimale traccia autobiografica.

Lasciandosi alle spalle un’ambizione filmica, la ricerca ultima di Francesca Romana Pinzari nell’ambito della videoarte deriva con consapevolezza da un lavoro performativo. Così è, per esempio, in “I am not”, video che interpella la globalizzazione dei linguaggi e il valore del simbolo come passaporto delle culture, depositato come traccia liquida sul corpo nudo dell’artista. “L’incapacità (o la non volontà) di appartenere/appartenersi – scrive Francesco Paolo Del Reè esplicitata dall’artista attraverso atti compulsivi di computazione, con il sangue, e subitanea cancellazione di simboli politici, religiosi e di comunicazione. Interrogando, in questo modo, il corpo di fondo che l’immaginario collettivo deposita dentro di noi, per andare oltre il chiacchiericcio banalizzato di una mercificazione spersonalizzante”. Di particolare impatto inoltre la video installazione “Get Closer”, già presentata da Sponge Arte Contemporanea e al Festival di Pesaro e realizzata presso Interno 14 grazie alla sponsorizzazione tecnica di Grilli Grandi Arredamenti, storico negozio di Piazza Vittorio. Il corpo etereo che si adagia tra le lenzuola sembra brillare di luce propria nella penombra amiccante della stanza. Proiettata su un grande letto, l’immagine dell’artista, supina e abbigliata soltanto con una sottoveste, invita direttamente lo spettatore a penetrare la sua dimensione più intima, adagiandovisi accanto, in un cortocircuito tra reale e virtuale.

‘Passione residuale’ – conclude il curatore – è una mostra che non si chiude in se stessa, ma si immagina come un punto di partenza per ulteriori evoluzioni, che fanno tesoro proprio del dono di quanti, fra i visitatori, avranno deciso di offrire anche un solo capello della propria chioma. Compresa nella contraddizione tra la parsimonia della formica che fa provvista di semi e briciole per l’inverno e il sontuoso spreco della cicala che si esprime in toto nel canto che magnifica la fuggevolezza del momento presente, della consunzione imperante, la materia viva del lavoro di Francesca Romana Pinzari si dilata, nella meraviglia del dono, fino a diventare un invito, una promessa, una dichiarazione d’amore rivolta a ogni possibile altro. E la sua arte trova corpo nel feticcio di una possibilità di relazione, che abita lo spazio infinito della fruizione, della metabolizzazione e dell’abbandono”.

“Pieno a Perdere”, personale di Bruno Melappioni presso ART G.A.P. Gallery a Roma

February 22, 2015 Leave a comment

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E’ impossibile apprezzare fino in fondo l’arte di Melappioni senza conoscere quel grande uomo che con mansueta determinazione piega il metallo per rendere visibile l’essenziale.

Mostra Personale di: Bruno Melappioni

LocationART G.A.P. Gallery – Modern & Contemporary Art

Via San Francesco a Ripa 105/a – Roma

Tel: 06.9360201 – 392.3327575

Opening: Mercoledì 25 Febbraio 2015 – Ore 18.30 

Orari: tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30.

Luca Ronconi, muore il grande maestro dell’innovazione teatrale

February 22, 2015 Leave a comment

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Una vita tra prosa e lirica, regia e sperimentazione: rivoluzionò il teatro. Avrebbe compiuto 82 anni il prossimo 8 marzo

Il regista Luca Ronconi è morto al Policlinico di Milano dove era ricoverato da alcuni giorni. Nato l’8 marzo 1933 avrebbe compiuto fra pochi giorni 82 anni.

Direttore del Teatro stabile di Torino (1988-93), del Teatro stabile di Roma (1994-98) nonché direttore artistico per oltre un decennio del Piccolo Teatro di Milano, Luca Ronconi ha firmato nella sua lunga carriere regie teatrali e liriche sempre nel segno dell’innovazione. Il nome di Luca Ronconi e’ sinonimo di teatro; o meglio sinonimo di regia teatrale, l’arte composita che consiste nel creare spettacoli, istruire gli attori, offrire al pubblico il tesoro della drammaturgia di tutti i tempi. Solo di Giorgio Strehler e di Luigi Squarzina si puo’ dire lo stesso, ma con una differenza: Ronconi oltre che un supremo interprete e’ stato un formidabile sperimentatore e basterebbe ricordare il torrente di invenzioni ”dell’Orlando furioso” per convincersene. La vita di Ronconi – morto questa sera al Policlinico di Milano, per complicazioni legate probabilmente al virus influenzale – puo’ essere raccontata elencando i cento e piu’ spettacoli, i tanti attori incontrati in palcoscenico, gli allievi che si sono abbeverati alle sue lezioni all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, dove lui stesso aveva studiato anni prima ed anche le schiere di appassionati della sua arte inventiva, che si fregiavano del titolo di ”ronconiani”.

Escobar sconvolto, ora c’è da affrontare la morte – “Sono qua in ospedale, stasera non me la sento proprio di fare dichiarazioni, trentaquattro anni di lavoro insieme, ora c’è da affrontare la morte, poi si vedrà”. Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano, è profondamente sconvolto dalla morte dell’amico regista Luca Ronconi. Troppo presto, dice, anche per parlare di funerali e manifestazioni. “Di sicuro gli attori domani all’inizio della recita lo ricorderanno – anticipa – poi vedremo. E’ ovvio che il Piccolo era la sua casa e farà tutto quello che è possibile fare. Ma c’è da rispettare lui, le sue volontà di uomo sempre riservato. Decideremo insieme alle persone a lui care”. Domenica alle 16, prima della rappresentazione di Lehman Trilogy al Piccolo Teatro di Milano, gli attori ricorderanno Luca Ronconi. Nell’annunciare ”con dolore” la morte del regista, il teatro lo ha ricordato come ”un artista che ha scritto la storia del teatro italiano e ha segnato la vita del Piccolo dal 1998, anno in cui ne è diventato figura di riferimento”. Cioè dopo la morte di Giorgio Strehler. ”Insieme alle persone a lui più vicine – prosegue il comunicato del teatro – il Piccolo concorderà e annuncerà i modi per ricordarlo e per onorarlo più vicini alla sua natura, al suo pensiero, alla sua umanità, alla sua riservatezza”

Teatro alla Scala, bandiera a mezz’asta – “Domenica sulla facciata del Teatro alla Scala la bandiera sarà esposta a mezz’asta”. E’ quanto annuncia lo stesso teatro milanese in un comunicato stampa, rivolgendo “un pensiero affettuoso agli amici del Piccolo Teatro in questo momento di lutto”. “Luca Ronconi, scomparso questa sera a Milano, è stato una delle figure principali del teatro europeo. Alla Scala – ricorda la nota – ha realizzato 25 titoli d’opera dal 1974 al 2009 con tutti i musicisti più significativi, da Claudio Abbado, Riccardo Muti e Riccardo Chailly a maestri come Prêtre, Ozawa, Sinopoli, contribuendo in maniera determinante alla formazione dell’identità stessa del Teatro”. “Vastissimo il repertorio, da Verdi e Rossini al Settecento di Jommelli e Rossi fino al contemporaneo Stockhausen. Nel 2004 Ronconi mise in scena ‘L’Europa riconosciuta’ di Salieri per la riapertura del Teatro dopo i restauri”. Il Teatro alla Scala ricorda infine l’elenco completo delle opere messe in scena da Luca Ronconi, da ‘Guglielmo Tell’ con Riccardo Muti, per l’inaugurazione della stagione 1988/1989, a ‘Tosca’ di Puccini con Semyon Bychkov nel 1997.

L’intervista di Paolo Petroni per gli 80 anni del regista – ROMA, 4 MAR 2013- ”Ne ho fatte davvero di ogni…. per cui non so dare una definizione di cosa sia un regista”, dichiara col suo sorriso ironico e divertito sotto i baffi Luca Ronconi, che l’8 marzo compie 80 anni e Rai Storia gli dedica un omaggio di due notti, il 6 e 7, con due lunghi servizi e la riproposta delle sue storiche registrazioni televisive di teatro, dalle 5 puntate dell’ Orlando Furioso alla terza parte de La Torre, da John Gabriel Borkman a Cenerentola e Lolita.

”Difficile per me rispondere come sia la vita a 80 anni, perche’ qualsiasi presente e’ condizionato da uno sguardo nel futuro – dichiara il regista – E comunque, cio’ che mi aiuta a stare al mondo e’ un certo affetto: affetto verso quello che c’e’, verso qualche persona o qualche momento. Io poi posso dire di non aver mai odiato nessuno, e anche questo e’ il modo che ti fa stare bene al mondo”.

Dopo una grave malattia e un’operazione (”per tre mesi sono stato sicuro che non avrei mai ripreso a lavorare”) non molti anni fa, per cui ”le cose passate e’ come se appartenessero a un’altra persona”, Ronconi, costretto alla dialisi tre volte a settimana, durante le quali legge e si ripete le battute di un copione, afferma: ”la mia vita di oggi non e’ un prolungamento di quella passata, e’ un’altra vita”. Oltre agli spettacoli per il Piccolo di Milano, di cui e’ direttore da molti anni, Ronconi ama lavorare con i giovani, da sempre, e si dedica alla formazione degli attori, come fa con i neodiplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, che ora stanno rappresentando lo spettacolo-saggio creato con lui ”Studio sui Sei personaggi in cerca d’autore” al Teatro India di Roma.  ”In questi tempi confusi c’e’ bisogno di maestri e di maestri che siano, come lo e’ lui, generosi e non solo concentrati su se stessi”, dichiara Silvia Calandrelli direttrice di Rai Educational, che ha promosso e prodotto l’omaggio al regista. E i ragazzi coinvolti si sentono ”dei privilegiati, specie in questo momento di impoverimento generale, visto che abbiamo imparato a usare il linguaggio quotidiano in maniera non banale” perche’, ”in un periodo in cui vengono a mancare tutti i punti di riferimento, lui e’ sempre li’ e ci ha aiutato a crescere, a farci scoprire quale sia il ruolo dell’attore oggi”, spiegano Lucrezia Guidone (la figliastra nello spettacolo) e Fabrizio Falco (il figlio).

Una delle ragioni della crisi del teatro italiano, ”per Luca e’ che i nostri attori hanno spesso una forma di autoreferenzialita’ che li fa nascere e morire velocemente, e non riescono a crescere per riuscire a rappresentare l’altro da se”’, commenta Roberta Carlotto, direttrice del Centro Teatrale Santa Cristina, che prende il nome dal luogo in Umbria dove Ronconi lavora e ha casa. ”Ho sempre ritenuto che sia difficile – chiosa – come fai a insegnare il teatro che e’ un territorio senza regole veramente, oppure ne ha avute poche ed e’ anche bene che ce le abbia, ma solo per metterle in discussione”.

Mercoledi’ aprira’ la lunga notte lo ”Speciale Luca Ronconi – Una storia lunga ottanta anni” alle 23 su Rai Storia, una bella intervista col maestro in cui si e’ creata una sorta di intimita’ tra intervistato e intervistatore, che restituisce allo spettatore momenti commoventi e soprattutto l’uomo e l’artista assieme e Franco Marcoaldi, che la conduce, spiega: ”Ronconi e’ un monaco di quella particolare forma di religiosita’ che e’ il teatro, tanto che ha finito per far coincidere come nessun’altro vita personale con vita professionale”. Giovedi’ invece alla stessa ora a aprire la lunga maratona sara’ ”Appunti di lavoro – Ronconi alla prova” a cura di Ariella Beddini che ha seguito il regista al lavoro (”Quando sei con lui devi essere disposto a andare oltre i tuoi limiti”) e ha anche intervistato molti degli attori che hanno lavorato con lui. Tra questi un bell’intervento di Mariangela Melato, rilasciato non molto prima della sua scomparsa.

Fonte: Ansa

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Rohan Dennis, nuovo record al Velodromo Suisse di Grenchen

February 18, 2015 Leave a comment

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Rohan Dennis ha raggiunto un nuovo record superando per la prima volta i 52 km, più esattamente 52,49km, in un’ora al Velodromo Suisse a Grenchen in Svizzera.

La bicicletta che ha portato l’australiano è la BMC Trackmachine TR01.

Aerodinamica, Integrazione e Regolabilità sono le caratteristiche principali di questo modello da record.

Con le indicazioni ed i suggerimenti della Squadra Nazionale su Pista Svizzera, gli ingegneri che hanno costruito la aerodinamica time-machine, sono riusciti a trapiantarla sulla pista.

BMC crede nel futuro del ciclismo, crede anche che molte brillanti carriere abbiano il loro punto di partenza dal velodromo e per questo motivo lavorano a stretto contatto con la squadra nazionale. Quello che hanno imparato da questa collaborazione si vede nella serie Track, che da quest’anno è disponibile per tutti.

La trackmachine TR01 è ciò di cui avete bisogno per dominare la pista…

Fonte: MondoRaro

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Manrico Gammarota, muore suicida noto attore italiano

February 11, 2015 Leave a comment

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«È’ morto un amico. Aveva un cuore troppo fragile per affrontare l’avventura della vita. Ciao Manrico, grande essere umano» ha scritto su Twitter il noto attore italiano Alessandro Gassman. Muore suicida l’attore e regista di origini barlettane Manrico Gammarota, sessantenne, trapiantato a Roma anche se tornava spesso nella  sua città natale, nella quale ricopriva il ruolo di direttore artistico del cartellone del teatro Curci. Attore,  regista e autore teatrale, cinematografico e televisivo… la sua carriera lo impegnava continuamente in tournée e in attività formative e di laboratorio con molti giovani artisti. Molti riconoscimenti tra cui il premio Persefone quale “migliore attore” per l’interpretazione in «La parola ai giurati» di Reginald Rose, regia di Alessandro Gassman, nel 2009; il premio della critica per “Roman e il suo cucciolo” tratto da “Cuba and His Teddy Bear” di Reinaldo Povod, regia di Alessandro Gassman nel nel 2010; svariate presenze televisive per aver interpretato parti in diversi film e fiction di successo.

Monica Scattini, muore la celebre attrice toscana

February 5, 2015 Leave a comment

Monica Scattini

Muore all’età di 59 anni, nell’ospedale romano dove era ricoverata in seguito a una lunga malattia, la celebre attrice italiana Monica Scattini. Toscana, figlia del regista Luigi Scattini, nella sua carriera ha lavorato accanto a Ettore Scola ne “La Famiglia”, con Mario Monicelli in “Un’altra vita” fino a “Tolgo in disturbo”, di Stefania Casini e Francesca Marciano, che le valse il Nastro d’Argento come migliore attrice nel 1983. Ha vinto anche il David di Donatello nel 1994, come migliore attrice non protagonista per il film di Simona Izzo, “Maniaci sentimentali”.  Inoltre vanta una presenza cinematografica dedita alla commedia con Carlo Vanzina in “Selvaggi” e in tv con “Lo zio d’America”,  “Elisa di Rivombrosa” e “Un ciclone in famiglia”. Una carriera dedicata alla settima arte, un’attrice versatile, ricca di spirito e humour, fervida di grande passione che la rende partecipe di alcune parentesi internazionale nel film di Francis Ford Coppola “Un sogno lungo un giorno” e nel musical di Bob Marshal, “Nine”, assieme a Daniel Day Lewis, Nicole Kidman e Penelope Cruz. L’ultimo film di Monica è stato “Una donna per amica” di Giovanni Veronesi. Una donna amante della vita, della buona cucina e della sua indipendenza, un artista che adorava il suo lavoro con svariati progetti per il futuro, anche possibilmente dietro la macchina da presa.

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