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Fabrizio Politi, denuncia ai colossi Ikea e Zara al tribunale dell’Aja

Fabrizio PolitiNegli ultimi tre anni, l’imprenditore Fabrizio Politi, Presidente del movimento politico Economia Popolare, ha più volte denunciato sia dalla sua pagina Facebook, sia tramite il suo social network Sixth Continent e le interviste  le diseguaglianze, dal punto di vista della regolamentazione, in ambito lavorativo, tra aziende che operano in Europa o in Occidente e quelle che hanno le proprie sedi in Cina e nei Paesi dell’estremo Oriente, dove grazie alle condizioni di lavoro estreme, alcune multinazionali sono riuscite ad arricchirsi impoverendo, negli ultimi anni, l’Europa e portando al fallimento molte aziende competitor. Ieri, Politi è passato dalle parole ai fatti dichiarando letteralmente guerra a due colossi multinazionali che operano nel mondo dell’arredamento e della fast fashion: Ikea e Zara. L’imprenditore, infatti, ha denunciato al Tribunale Internazionale dell’Aja le due multinazionali per il reato di Crimini Contro l’Umanità. Nella nota diffusa dal suo portavoce, Politi ha dichiarato che “Il comportamento di Inditex e Ikea, come di altre aziende, ha prodotto disoccupazione, povertà, depressione economica e sociale e persino il suicidio di moltissimi imprenditori e padri di famiglia: è questa la conseguenza più grave che spero spinga il Tribunale dell’Aja a prendere seriamente in considerazione la mia denuncia”. Non solo, Politi ha aggiunto: “In Europa e soprattutto in Italia, dove esisteva una forte tradizione nella produzione del mobile e della moda, migliaia di industrie sono state chiuse a causa della concorrenza sleale di Zara e Ikea. Centinaia di migliaia di operai e dipendenti hanno perso il posto di lavoro, la disoccupazione e i costi per gli ammortizzatori sociali sono viceversa aumentati, mentre le entrate nelle casse dello Stato sono notevolmente calate, così da obbligare il Governo ad aumentare le tasse a chi ancora ha un impiego, che sia subordinato o in proprio. Ma di questo passo molti altri non reggeranno e  saranno costretti a chiudere”. L’imprenditore ha raccolto a supporto della denuncia  molta documentzione per dimostrare come i due colossi, a suo avviso, agiscano in regime di concorrenza sleale attraverso operazioni di dumping sociale, ambientale e fiscale, delocalizzando la produzione e la sede della Holding o della Società che riceve royalties sui profitti, in Paesi che offrono condizioni agevolate. Infine, esportano i loro prodotti nei Paesi occidentali per venderli ad un prezzo addirittura inferiore al costo di produzione del medesimo prodotto nello stato. Infine, Politi nella nota ha anche spiegato che il damping oltre a danneggiare le aziende, nuoce anche i consumatori poiché nel medio periodo si ritrovano in una condizione sociale peggiore a causa delle perdita dei posti di lavoro e reddito. Nel lungo termine poi, quando il Paese esportatore ha eliminato la concorrenza del Paese importatore, i prezzi tornano ad alzarsi. Adesso, la palla al Tribunale dell’Aja. (V.M)

Fonte: VM-Mag

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Costituzione Europea, il rispetto delle regole non conforma il razzismo

February 18, 2013 Leave a comment

europa2

Quanto sta accadendo è un fatto negativo e molto pericoloso, economicamente parlando, e non c’entrano nulla bandiere, razze o provenienza. L’Italia, da sempre,  ha accolto tutti. Io poi, personalmente, amo tutti i paesi del Mondo e vorrei che interagissero ancor di più.
Allora ti spiego, ancora una volta, un principio banale quanto però fondamentale:
i Cinesi non sottostanno al regime fiscale e lavorativo degli Europei,
queste aziende pagano il 5% di tasse e 5 euro al mese gli operai. Se non vi sono “calmieri” di mercato tra il loro e il nostro Paese, quelli che un tempo si chiamavano dazi doganali,  il mercato non è più libero ma corrotto dalla concorrenza sleale. In termini legali e COSTITUZIONALI si parla di turbativa di mercato nei principi comunitari sulla concorrenza. La Costituzione Italiana prevede questa protezione, la Costituzione Europea e tutte le altre Costituzioni Occidentali prevedono questi concetti ovvi e banali già stabiliti 60 anni fa, ma i Governi degli ultimi 20 anni hanno provocato il caos, hanno lasciato che si sviluppasse un Mercato Globale senza promulgare leggi che lo regolamentassero. Il Cinese della situazione fa più danni di un evasore totale;  può permettersi prezzi e condizioni che i concorrenti non posso sostenere e per questo sono costretti a chiudere e a essere licenziati.  Zara produce sulle navi fuori dalle acque territoriali della Cina, se lo facesse in Spagna o in Italia, questo colosso verrebbe fermato, ma lo fa in Cina e in acque internazionali, creando per le imprese italiane una vera e propria guerra di prezzi che le conduce alla chiusura, con relativi licenziamenti e ricorso alla cassa integrazione, ergo, lo Stato incassa meno soldi e ha più costi e così aumenta le tasse. Sino a quando i Governi non ristabiliranno condizioni di concorrenza libera è necessario BOICOTTARE i beni prodotti a tali condizioni economiche o l’Italia fallirà.
Immagina, ad esempio, cosa accadrebbe se alle Olimpiadi gli atleti dovessero rispettare le leggi sul doping vigenti nel loro paese di origine: sarebbe una competizione sportiva? No, sarebbe una truffa e poco dopo gli atleti italiani scomparirebbero, ed alcuni di questi andrebbero a vivere in Cina per allenarsi li e drogarsi liberamente. Questo ti ricorda qualcosa in economia? (Fabrizio Politi)

Fonte: VM-Mag

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