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Vittorio Taviani, muore un grande artefice del cinema italiano

April 17, 2018 Leave a comment
Vittorio Taviani
Scherzando, si potrebbe dire che di uomini come Vittorio Taviani non se ne fanno più. Ma Vittorio Taviani ieri è scomparso a Roma, a 88 anni, e probabilmente non ci sarà più una parte di cinema come lo abbiamo conosciuto finora.
Dagli anni ’60 i fratelli Paolo e Vittorio hanno raccontato l’Italia, e la sua società, collaborando con Cesare Zavattini o Gian Maria Volonté, firmando una serie di pellicole dure e rimaste nella storia di chi ha voluto guardare la realtà del nostro Paese: Un uomo da bruciare, Padre Padrone, che nel 1977 conquista la Palma d’Oro e il Premio della Critica al Festival di Cannes, e La notte di San Lorenzo (1982), la storia drammatica di un gruppo di uomini e donne che fuggono dai tedeschi nel tentativo di raggiungere una zona occupata dagli alleati, con la musica di Nicola Piovani (Gran Premio della Giuria a Cannes, David e Nastri d’Argento per la regia e la sceneggiatura)
“Ho perso un amico, una persona generosa, appassionata, affettuosa, colta – ha dichiarato Gavino Ledda, il protagonista di Padre Padrone, appunto – Con Vittorio era un piacere chiacchierare di qualsiasi argomento, dal cinema alla musica, lo ricordo sempre prodigo di consigli e incoraggiamenti. E ricordo che poco tempo dopo l’uscita del film, a Roma, ebbi una volta un malore: mi venne spontaneo chiamarlo. Lui, insieme a Paolo, si precipitò in albergo, portandosi dietro il suo medico e mi rimase vicino fino a quando non ripresi le forze. Ecco, in questo dettaglio apparentemente insignificante, ritrovo tutta l’umanità e l’altruismo di Vittorio”.
Nel 2012 insieme al fratello Paolo vince l’Orso d’Oro al Festival di Berlino con Cesare deve morire e nel 2014 Maraviglioso Boccaccio adatta cinque novelle del Decamerone alle esigenze del XXI secolo, cercando un confronto con le paure dei giovani contemporanei.
Una vita per la pellicola, la cui ultima produzione risale allo scorso anno, con Una questione privata, che ritorna sui passi dei primi film dedicati alle stragi naziste e all’incubo del Fascismo, la nemesi di un grande personaggio come Vittorio Taviani.
Fonte: Exibart
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Taviani, fratelli trionfo cinematografico dell’anno

Terzo riconoscimento per Paolo e Vittorio Taviani  per il loro ultimo film “Cesare deve morire” dopo aver conquistato l’Orso d’Oro a Berlino e il David di Donatello ora si aggiudicano anche il “Nastro d’Argento dell’anno” 2012 uno dei più antichi premi cinematografi d’Europa assegnato fin dal 1946 dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti. Più che un film uno stile unico e originale un documentario fiction fatto interamente dai detenuti di Rebibbia. “Cesare deve morire” celebre dramma di William Shakespeare che mette in scena la morte di Cesare, girato e interpretato dai detenuti del carcere, la pellicola di Taviani ha registrato enormi consensi  da parte del pubblico. Dietro la produzione di Grazia Volpi con Roberto Perpignani come autore del montaggio che  hanno accompagnato i due registi toscani al ritiro del premio, anche una targa speciale è stata donata anche se simbolicamente all’ intero cast del film che secondo il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, “preziosa per la sua originalità”. Ma soprattutto “un’autentica lezione di civiltà, di speranza, di coraggio per un cinema che in Italia raramente ormai riesce a osare anche sperimentando nuovi percorsi”.

Emilio Di Iorio