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Insegne: parole e immagini d’Italia Concorso fotografico Under 35

May 29, 2018 Leave a comment
Insegne- parole e immagini d_Italia Concorso fotografico Under 35
Scadenza 17 settembre 2018

Il Settore Cultura del Comune di Venezia lancia un concorso per una indagine fotografica della “cultura delle insegne” del territorio italiano e della Città Metropolitana di Venezia, fra il centro e le periferie, per leggere il territorio attraverso parole e immagini.

Al concorso fotografico possono partecipare i fotografi under35, senza limitazioni di nazionalità o residenza, individualmente o in gruppo.
Il concorso si sviluppa in due sezioni: Territorio italiano e Città Metropolitana di Venezia.

  1. Territorio italiano: sono ammessi tutti i progetti che includano o abbiano come soggetto insegne, scritte, messaggi, slogan etc in luoghi urbani o extraurbani del territorio della Repubblica Italiana, Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano.
    Premio: 500 euro ed esposizione delle opere in una mostra
  1. Città Metropolitana di Venezia: sono ammessi tutti i progetti che includano o abbiano come soggetto insegne, scritte, messaggi, slogan etc in luoghi urbani o extraurbani del territorio della Città Metropolitana di Venezia.
    Premio: 500 euro ed esposizione delle opere in una mostra

L’iscrizione al concorso è gratuita ed avviene esclusivamente inviando le opere e la scheda d’iscrizione all’indirizzo email candiani@comune.venezia.it o indicando il link (Dropbox, Wetransfer, etc.) da cui sarà possibile scaricare le foto, indicando come oggetto Insegne: parole e immagini d’Italia.
I partecipanti devono fornire un indirizzo email valido e compilare la scheda d’iscrizione con i loro dati personali, che dovrà poi essere firmata e inviata con le fotografie.

Questa proposta nasce dalla mostra No Fashion Places of America di Yuri Catania, ospitata da novembre 2018 al Centro Culturale Candiani, un progetto che cataloga minuziosamente i messaggi che pervadono l’ambiente statunitense. Dalle insegne metropolitane a quelle negli angoli più remoti della provincia, dai cartelloni giganteschi che reclamizzano pneumatici alle insegne dei Motel, o le lavagne con gli annunci più svariati: spettacoli di Broadway, massime ispirazionali, slogan elettorali, fino ai messaggi “artigianali”, realizzati a mano -quasi una sorta di versione antesignana dei post sui social network, dal contenuto curioso e a tratti surreale.

Maggiori informazioni e per scaricare le schede di iscrizioni:
http://www.comune.venezia.it/content/insegne-parole-e-immagini-d-italia-concorso-fotografico-under-35

Fonte: Exibart

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“Quotes from the Left Left hand”, mostra collettiva presso la Galleria Massimodeluca di Venezia

June 6, 2014 Leave a comment
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da un’idea di Stefano Calligaro
Răzvan Botiș
Stefano Calligaro
Ana Manso
Pedro Neves Marques
Giovanni Sartori Braido
Elisa Strinna
6 giugno – 25 luglio 2014
inaugurazione giovedì 5 giugno ore 19
Nuova mostra collettiva per la Galleria Massimodeluca che nei giorni della vernice della 14° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia inaugura Quotes from the Left Left hand ( dal 6 giugno al 25 luglio 2014, opening giovedì 5 giugno 2014, ore 19) iniziativa nata dall’attitudine sperimentale di tre gallerie attive nel contesto europeo.
Il progetto espositivo trae riferimento da un’idea dell’artista Stefano Calligaro. La mostra comprende opere di 6 artisti, che provengono da Italia, Romania e Portogallo: Răzvan Botiș e Stefano Calligaro (Galleria Sabot); Ana Manso e Pedro Neves Marques (Galleria Umberto Di Marino); Giovanni Sartori Braido ed Elisa Strinna (Galleria Massimodeluca).
Il titolo della mostra nasce dal testo “On knowing, essays for the left hand” di Jerome Bruner (1979), che analizza il legame tra conoscenza e forme del linguaggio, compreso quello artistico, attraverso l’affascinantemetafora della mano sinistra, che tradizionalmente rappresenta il potere dell’intuito, dell’immaginazione e della spontaneità, alla ricerca di una mediazione con la razionalità e la tecnica identificati nell’attività della mano destra . «Il linguaggio espresso “dalla mano sinistra” è un linguaggio inarticolato, che non cerca dettagli e descrizioni, ma spontaneità – spiega Stefano Calligaro – ognuno degli artisti selezionati per questa mostra lavora in modo personale e diverso con il linguaggio, producendo poetiche e narrazioni differenti che si traducono naturalmente anche in una pluralità di scelte stilistiche. Il risultato è un miscuglio linguistico che non per forza comunica, ma che di certo trasmette grazie a un bagaglio visivo di codici, gesti, azioni e segni che rifiutano la retorica del concetto e si manifestano invece in tutta la loro imprecisione e nel loro disordine, che non sono altro che le diversità dialettiche che stanno alla base di ogni pensiero».

 

“Manet. Ritorno a Venezia”, esposizione del celebre maestro a Venezia

July 6, 2013 Leave a comment
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L’opera pittorica di Manet è stata presentata in Italia in maniera così significativa soltanto in rare e sporadiche occasioni, e comunque mai a Venezia. Questa mostra colma così una lacuna ritornando sulle radici italiane del pittore, sull’impatto che i viaggi nella penisola esercitarono sulla sua arte e sul suo continuo voler confrontarsi con i maestri italiani.
La mostra esplora inoltre le ragioni e le conseguenze del “ritorno”, nel 1874, di Manet a Venezia, città che l’artista francese aveva scoperto venti anni prima. La necessità avvertita da Manet di compiere un viaggio in Italia qualche mese dopo la prima mostra impressionista, alla quale l’artista aveva rifiutato di partecipare, deve essere analizzata nell’ottica della nuova modernità parigina.
Pur non essendo una retrospettiva classica, la mostra Manet. Ritorno a Venezia permette di analizzare sia gli esordi che i successivi sviluppi dell’opera dell’artista, senza perdere mai di vista il suo forte legame con l’Italia. Questa retrospettiva pone altresì l’accento su un aspetto poco conosciuto e travisato dell’arte di Manet, troppe volte limitata all’influsso che la Spagna esercitò sull’artista.
Questo evento è stato realizzato grazie ai prestiti eccezionali del Museo d’Orsay, ma anche alle opere gentilmente concesse da numerose altre istituzioni francesi e internazionali e dai collezionisti privati.
24 aprile – 1 settembre 2013
Venezia, Palazzo Ducale

“A remote whisper”, straordinaria mostra di Pedro Cabrita Reis a Venezia

June 15, 2013 Leave a comment

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Venezia – dal 30 maggio 2013 al 24 novembre 2013, presso Palazzo Falier, sarà possibile visitare ”A remote whisper”. “A remote whisper” è la straordinaria mostra dell’artista portoghese conosciuto in tutto il mondo Pedro Cabrita Reis, pensata appositamente per la 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia. L’artista presenta nei 700 metri quadri del piano nobile di Palazzo Falier un intervento monumentale, che invade le pareti e i pavimenti invitando il visitatore a intraprendere traiettorie casuali attraverso lo spazio, costruendo così un’intricata percezione dell’opera. La mostra, curata da Sabrina van der Ley, Direttore per l’Arte Contemporanea del National Museum of Art, Architecture and Design di Oslo, è una ricostruzione in situ, semi-precaria, artigianale, che combina alluminio, vetro, lampade fluorescenti, disegni, quadri e foto. Cabrita Reis, la cui ricerca mira da sempre a creare una forte relazione tra opera, spazio e fruitore, nel progetto di Palazzo Falier sottolinea la propensione a sovrapporre lo spazio dell’esposizione con quello del lavoro artistico. Fin dall’inizio degli Anni ’90, il suo lavoro ruota attorno a tematiche quali la casa, l’abitare, le costruzioni e il territorio. Oltre a creare lavori con elementi della vita quotidiana come sedie, tavoli, porte e finestre, l’artista compone opere che si impossessano dello spazio espositivo con strutture complesse e altrettanto pervasive. “I suoi interventi, di natura quasi integralmente site specific, racchiudono una presenza persistente di percorsi che si incrociano, come reminiscenze o esperienze vernacolari appartentemente banali. Ogni lavoro si propone come inventario continuo del mondo e allo stesso tempo come un modello per la sua percezione. Questo personale e intricato metodo di costruzione, caratteristico del linguaggio dell’artista, è l’approccio prevalente nella mostra di Palazzo Falier, e assume i connotati di dialogo con uno spazio da vivere”. -Sabrina van der Ley
La mostra a remote whisper è organizzata per conto del Segretario di Stato per la Cultura del Portogallo con il supporto di Galerie Nelson-Freeman, Parigi | Ivorypress, Madrid | Magazzino, Roma | Mai 36, Zurigo | Peter Freeman Inc., New York.
Sede espositiva: Palazzo Falier, Venezia;
Durata: 30 maggio 2013- 24 novembre 2013;
Giorni e orari: dal martedì alla domenica, 10:00 – 18:00;
Costo del biglietto: ingresso gratuito.

“Love Me, Love Me Not”, straordinaria esposizione di arte contemporanea dell’Azerbaijan a Venezia

June 15, 2013 Leave a comment

Love me Love me not

Venezia – Arte Contemporanea dall’Azerbaijan e dai Paesi Vicini. Evento Collaterale della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia: Love Me, Love Me Not è una straordinaria esposizione di arte contemporanea dell’Azerbaijan e dei paesi vicini che mette in mostra i lavori più recenti di 17 artisti provenienti da Azerbaijan, Iran, Turchia, Russia, e Georgia. Prodotta e supportata da YARAT Contemporay Art Organization, un’organizzazione no-profit per l’arte contemporanea con sede a Baku, e curata da Dina Nasser-Khadivi, la mostra sarà aperta al pubblico dall’ 1 Giugno al 24 Novembre 2013 presso la Tesa 100 dell’Arsenale Nord della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Artisti in mostra:
Faig Ahmed (Azerbaijan) – Rashad Alakbarov (Azerbaijan) – Afruz Amighi (Iran) – Kutluğ Ataman (Turchia) – Shoja Azari (Iran) – Rashad Babayev (Azerbaijan) – Mahmoud Bakhshi (Iran) – Ali Banisadr (Iran) – Ali Hasanov (Azerbaijan) – Orkhan Huseynov (Azerbaijan) – Sitara Ibrahimova (Azerbaijan) – Aida Mahmudova (Azerbaijan) – Taus Makhacheva (Russia) – Farhad Moshiri (Iran) – Farid Rasulov (Azerbaijan) – Slavs and Tatars (‘Eurasia’) – Iliko Zautashvili (Georgia)
“Ogni opera presente in questa mostra ha il ruolo di offrire al visitatore una nuova prospettiva sulle nazioni rappresentate nel padiglione, con il puro intento di dare una più profonda comprensione dell’area a cui fa riferimento. Esporre le opere di questi artisti in un’unica mostra mira fondamentalmente ad interrogarsi sulla propria percezione della storia e della geografia. L’arte promuove il dialogo e la Biennale di Venezia ha dimostrato di essere  la migliore arena di scambio culturale”, spiega la curatrice Dina Nasser-Khadivi.
Il titolo della mostra Love Me, Love Me Not, si riferisce alle vacillanti relazioni tra i paesi che circondano l’Azerbaijan e a quelle tra l’artista e gli osservatori dell’opera, oltre che al il titolo del lavoro esposto del noto collettivo Slavs e Tatars.
Love Me, Love Me Not è prodotta da YARAT Contemporary Art Organization, un’ organizzazione no-profit dedicata alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea in Azerbaijan.
Il catalogo:
Edito dalle curatrici Dina Nasser-Khadivi e Farah Rahim Ismail, include tra gli editor:
- Nada Raza, Assistente Curatrice presso Tate Modern
- Nicholas Cullinan, Curatore di Arte Moderna e Contemporanea presso il Metropolitan Museum of Art 
- Negar Azimi, Scrittrice e Senior Editor presso Bidoun Projects 
- Monica Steinberg, Studentessa PhD presso The Graduate Center, City University of New York 
- Suad Garayeva, Scrittrice e Curatrice specializzata nell’Arte Contemporanea di Russia, Asia Centrale e  Caucaso 
- Slavs and Tatars, Collettivo Artistico “Euroasiatico”
Dettagli della Mostra
Titolo: Love Me, Love Me Not
Luogo: Arsenale Nord, Tesa 100, Venezia, Italia
Press Preview: 30 Maggio, 11.00-14.00
Date della Mostra: 1 Giugno fino a 24 Novembre (apertura al pubblico)
Vaporetto: per raggiungere l’Arsenale Nord le fermate più vicine sono Bacini e Celestia (linee del vaporetto 5.1, 5.2, 4.1, 4.2). Durante le vernici sarà attivo un servizio gratuito di boat shuttle dall’Arsenale.
Accesso: cliccando il link sotto per aprire la mappa con la posizione delle due fermate del vaporetto e della Tesa 100.

Padiglione Tibet, mostra presso Santa Marta Congressi – Venezia

June 15, 2013 Leave a comment

padiglione tibet

Venezia – Dopo le mostre a Venezia presso Cà Zanardi nel 2011 ed a Torino nella Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni nei primi mesi del 2012, coordinata in collaborazione con Dossier Tibet, ISCOS e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, dopo i servizi giornalistici per RAI Parlamento trasmessi su RAI 1 e RAI 2, anche quest’anno Venezia, grazie a Padiglione Tibet – con il patrocinio del Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Giovanili Centro Pace – sarà invasa pacificamente da immagini, colori, atmosfere e suoni che misceleranno, come un prezioso intreccio, la creatività e la sensibilità degli artisti contemporanei, che hanno voluto aderire e contribuire a creare questo particolare Padiglione, con l’arte della composizione dei Mandala dei monaci tibetani (Lama Thupten e Lama Tenzing) che completeranno, con la loro sapiente, accurata e minuziosa perizia durante un rituale-performance che ne evidenzierà ancor più l’intima spiritualità ed energia, un Archivio di STRUTTURE – MANDALA realizzate in sinergia con gli artisti che ne tracceranno le “linee-guida” e con la spiritualità tibetana intrinseca nelle RUOTE DELLA PREGHIERA chiamate anche della legge: strumenti di preghiera buddista, esclusivamente tibetani, per la crescita spirituale.
Strutture cilindriche – realizzate nei laboratori di Albisola, luogo d’eccellenza della ceramica artistica – che saranno elaborate/progettate dagli artisti e realizzate in ceramica con un perno centrale che ne permetterà la rotazione e con cui i visitatori interagiranno attraverso un’esperienza sensoriale che si trasmetterà con un lieve tocco ed uno sfioramento sulla materia-segno. All’interno di ogni ruota sarà arrotolato un mantra (preghiera buddista) che verrà scritto direttamente dai monaci invitati all’evento con i caratteri tipici della loro lingua; i tibetani fanno ruotare le ruote della preghiera (come faranno anche i visitatori della mostra) per invocare un buon karma per tutti gli esseri senzienti rendendo questa pratica più di un semplice movimento rotatorio.
In un’epoca in cui dati di tutti i tipi vengono trasmessi ad iper-velocità da una parte all’altra della Terra – la convinzione che delle preghiere possano essere recitate e diffuse per invocare divinità solo con un semplice, lieve tocco, con un soffio di vento, può sembrare quasi infantile; al contrario è indice di quanto la realtà tibetana profondamente spirituale si fonda intrinsecamente con la natura stessa in un inarrestabile scambio con l’universo. Da sempre la circolarità è sinonimo di movimento, di ritmo, di flusso, un concetto presente in ogni aspetto della storia dell’Umanità e che la cultura tibetana ha sviluppato attraverso la realizzazione di strutture e costruzioni legate alla propria filosofia di vita. Per l’uomo tibetano la maggiore preoccupazione non è cosa fare durante il giorno, ma cosa essere nella propria intera esistenza. Questo grande evento artistico è dedicato ai 100 martiri tibetani (numero ormai tragicamente superato) che si sono immolati per la libertà di altri, per la verità di tutti…
Un unico tema declinato nei modi della pittura, della scultura, della performance, del video per realizzare un grande evento che sottolinei coralmente il profondo senso di spiritualità dell’ universo tibetano e creare un ponte sensibile che induca i visitatori ad una maggiore conoscenza di questo popolo che ormai si può definire, purtroppo, una minoranza etnica e che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e spirituale fondato su concetti di pace e non violenza … un ulteriore motivo per varcare la soglia della Chiesa di Santa Marta.
Artisti
Irene Accarini, Lucio Afeltra, Piergiorgio Baroldi, Luisa Bergamini, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Renzo Bortolussi, Nirvana Bussadori, Jorge Canale, Rosaspina B. Canosburi, Paolo Carnevale, Domenico Castaldi, Stefano Cerioli, Pino Chimenti, Giampietro Cudin – Carla Rigato, Flaminio Da Deppo, Marcello Diotallevi, Gillo Dorfles, Giglio Frigerio, Luciano G. Gerini, Carlos Gigena Seeber, Bruno Gorgone, Isa Gorini, Ursula Huber, Celeste Lazo, Franco Lippi, Oronzo Liuzzi – Roberto Scala, Beatriz Margossian, Fabrizio Martinelli – Giovanni Genshō Ponzoni, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Alessandro Novellino, Silvia Ovsejevich, Clara Paci, Lucia Paese, Marisa Pezzoli, Giorgio Piccaia – Matteo Piccaia, Siro Polazzetto, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori – Simonetta Chierici, Monica Rizzi, Pietro Ronzat, Virginia Ryan, Maria Savino, Pino Secchi, Cesare – Leonardo – Lucio – Simone Serafino, Ilaria Sperotto, Francesco Stefanini, R. Steiner, Roberto Testori, Micaela Tornaghi, Silvio Vigliaturo, Andrea Vizzini, Marcela Zelikowicz.
Video arte
Marco Agostinelli, Ciriaca+Erre, Francesca Lolli, Ruggero Maggi, Marco Rizzo, Ritu Sarin & Tenzing Sonam.
Testi di
Gianluca Anselmo, Elisabetta Bacci, Boris Brollo, Lara Caccia, Claudio Cardelli, Mauro Carrera, Giorgia Cassini, Stefano Dallari, Giulia Fresca, Alexander Larrarte, Enzo Lo Scalzo, Ruggero Maggi, Mimma Pasqua, Cristina Romieri, Alberto Rovida, Massimo Scaringella, Giuliana Schiavone, Roberta Semeraro, Tiziana Tacconi, Claudio Tecchio, Trini Castelli, Piero Verni, Roberto Vidali, Emma Zanella.
PADIGLIONE TIBET
ideato e curato da Ruggero Maggi
Santa Marta Congressi – SpazioPorto – Venezia
1 giugno – 7 settembre 2013
inaugurazione 1 giugno ore 18.00
Vernice 29/30/31 maggio 2013 ore 15.00 – 20.00
con la performance/rituale di monaci tibetani che completeranno alcuni mandala.
Inaugurazione con apertura al pubblico
1 giugno 2013 ore 18.00
con la performance/rituale di monaci tibetani che completeranno alcuni mandala.
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 – chiusura: lunedì
per informazioni e aperture straordinarie (22 giugno – 6 luglio – 7 settembre): www.padiglionetibet.comtel.: 320.9621497
modalità di visita
Data la natura molto particolare della mostra e dei mandala siamo costretti a vietare l’ingresso ai cani. Si prega di tenere i bambini in braccio o comunque lontani dalle opere.

“When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013″, esposizione di Fondazione Prada presso la Ca’ Corner della Regina a Venezia

April 19, 2013 Leave a comment

Ca’ Corner della Regina, Venezia

In concomitanza con la 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, dal 1 giugno al 24 novembre 2013, la Fondazione Prada presenta a Ca’ Corner della Regina a Venezia la mostra “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, a cura di Germano Celant in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas.
Il progetto ricostruisce, in un inedito e sorprendente rifacimento, “Live in Your Head. When Attitudes Become Form”, una mostra ideata e realizzata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna nel 1969 e passata alla storia per il radicale approccio del curatore alla pratica espositiva. La mostra originaria sarà innestata nella storica struttura architettonica e negli ambienti di Ca’ Corner della Regina, arrivando a inserire in scala 1:1 le stanze moderne della Kunsthalle negli antichi saloni affrescati del palazzo veneziano.

“L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi”, mostra al Museo Correr di Venezia

March 7, 2013 Leave a comment

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L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi
Dal 30 Novembre 2013 al 16 Marzo 2014
Museo Correr, Venezia
Il suggestivo universo urbano europeo, dal Rinascimento al Secolo dei Lumi, viene rievocato in questa rassegna, attraverso uno straordinario repertorio iconografico che conta oltre un’ottantina di opere tra dipinti, incisioni e disegni provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed estere.
Sin dal Medioevo la città è stata un campo privilegiato per la pittura europea e grande mezzo di esaltazione e di propaganda delle virtù di uno Stato. La mostra raccoglie dunque quelle immagini globali, di grande impatto qualitativo e spettacolare, che per secoli sono state l’unico o il più suadente e immediato mezzo per mostrare la bellezza e la ricchezza delle maggiori città d’Europa.
Partendo dall’Italia, prima a introdurre, grazie all’invenzione della prospettiva agli inizi del Quattrocento, l’imago urbis come affascinante manifesto delle ambizioni di papi, principi o sovrani, si potranno idealmente visitare, seguendo un itinerario cronologico e geografico, città che il tempo ha completamente trasformato e che in larga parte non esistono più.
Direzione scientifica Gabriella Belli
A cura di Cesare De Seta
Progetto espositivo Daniela Ferretti

“Anthony Caro. Sculture”, personale del maestro Caro al Museo Correr di Venezia

March 7, 2013 Leave a comment

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Anthony Caro
Dall’1 giugno al 27 ottobre 2013
Museo Correr, Venezia
Saranno le splendide sale del Museo Correr a ospitare la prima grande retrospettiva italiana dedicata a uno dei massimi scultori viventi: Sir Anthony Caro (New Malden, Surrey, 1924).
Il versatile artista britannico, che ha lasciato segni indelebili nella storia dell’arte, rivoluziona in modo radicale a partire dagli anni Sessanta la sua arte. Dopo un esordio prettamente figurativo, sotto l’influenza del suo maestro Henry Moore, si allontana infatti dalla tradizione scultorea per creareassemblaggi rivoluzionari, saldati e imbullonati, dipinti a colori vivaci e collocati sul pavimento, nello spazio dello spettatore: opere astratte ma ricche di contenuto ideale. Un nuovo e affascinante linguaggio plastico che consacra Caro come figura cardine nello sviluppo della scultura del XX secolo accanto a David Smith, Mark Di Suvero, Richard Serra.
Il suo materiale prediletto è l’acciaio, ma l’artista non rinuncia a sperimentare con i più svariati elementi come il bronzo, il legno, la carta e il piombo. Gli assemblaggi d’elementi metallici bidimensionali – caratteristica più evidente della sua opera – diventano l’emblema della nuova scultura inglese, punto di partenza e fattore d’influenza per tutte le generazioni successive.
Simbolo del nuovo e della modernità in scultura, Anthony Caro è presente in tutte le più importanti manifestazioni internazionali: ricordiamo la prima personale a New York da André Emmerich nel 1964, la partecipazione – unico scultore – al padiglione inglese della Biennale di Venezia nel 1966, la retrospettiva al MoMa di New York nel ‘75, la mostra dell’84 alla Serpentine Gallery di Londra, itinerante in tutta Europa, il Premio dell’Imperatore del Giappone per la scultura nel 1992, la grande retrospettiva al Museum of Contemporary Art di Tokyo del ’95 e, ancora, la collaborazione con l’architetto Norman Foster per il “Millennium Bridge” di Londra. La Tate Modern Art di Londra nel 2004 ha festeggiato i suoi ottant’anni; ora sarà Venezia a celebrare la personalità carismatica di Anthony Caro.
In collaborazione con Fondazione Anthony Caro e Gagosian Gallery
Con il patrocinio del British Council
Commissari Gabriella Belli e Nicholas Serota
Progetto espositivo Daniela Ferretti

“Discovering Vedova”, mostra di Emilio Vedova al Museo Correr e Ca’ Rezzonico di Venezia

March 7, 2013 Leave a comment

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Discovering Vedova
Dal 18 maggio al 13 ottobre 2013
Museo Correr e Ca’ Rezzonico, Venezia
L’incontro con l’opera di Vedova produce sempre nuove e stimolanti prospettive critiche, tanto più se avviene, come nel progetto della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova curato da Germano Celant, all’interno di spazi monumentali e ricchi di storia come le sale della collezione permanente del Museo Correr e quelle di Ca’ Rezzonico.
L’iniziativa riscopre e allo stesso tempo sottolinea il lavoro di Emilio Vedova e con alcune magistrali opere si confronta con la gloriosa storia artistica di Venezia, all’interno di due luoghi culto della museografia lagunare: Ca’ Rezzonico con le sue visionarie presenze tiepolesche e il Museo Correr che conserva prove eccezionali della grande pittura veneziana tra ’500 e ’700.
In collaborazione con Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
A cura di Germano Celant