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Oumuamua, asteroide interstellare proveniente da Vega

November 25, 2017 Leave a comment
Oumuamua: first observed interstellar visitor
Rappresentazione artistica di Oumuamua. La usa forma allungata ha stupito i ricercatori

Per la prima volta nella storia il telescopio Pan-STARSS 1 delle Hawaii ha intercettato un bolide proveniente dallo spazio profondo: Oumuamua proviene da Vega e ha viaggiato 300.000 anni.

Il 19 ottobre 2017, il telescopio Pan-STARSS 1 in Hawai`i ha osservato un puntino di luce che si muoveva in cielo. All’inizio sembrava un tipico asteroide in rapido movimento, ma ulteriori osservazioni nei giorni seguenti hanno permesso di calcolarne l’orbita con precisione. I calcoli hanno mostrato senza possibilità di dubbio che questo corpo celeste non proveniva dall’interno del Sistema Solare, come tutti gli altri asteroidi o comete mai osservati, ma dallo spazio interstellare. Pur se originariamente classificato come cometa, le osservazioni dell’ESO e di altri siti non hanno trovato nessun segno di attività cometaria dopo il passaggio in prossimità del Sole nel settembre 2017. L’oggetto è stato quindi riclassificato come asteroide interstellare e chiamato 1I/2017 U1 (Oumuamua)

L’avvistamento

“Dovevamo muoverci in fretta”, spiega il membro dell’equipe Oliver Hainaut dell’ESO a Garching. Germania. “`Oumuamua aveva già oltrepassato il suo punto di avvicinamento al Sole e stava tornando verso lo spazio interstellare.”

Il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO è stato quindi messo subito in moto per misurare l’orbita, la luminosità e il colore dell’oggetto con più precisione dei piccoli telescopi. La rapidità era fondamentale perchè `Oumuamua stava rapidamente svanendo alla vista allontanandosi dal Sole e dall’orbita della Terra, nel suo cammino verso l’esterno del Sistema Solare. Ma c’erano in riserbo altre sorprese.

Combinando le immagini prese dallo strumento FORS sul VLT, usando quattro filtri diversi, con quelli di altri grandi telescopi, l’equipe di astronomi guidata da Karen Meech (Institute for Astronomy, Hawai`i, USA) ha scoperto che `Oumuamua varia di intensità in modo drammatico, di un fattore dieci, mentre ruota sul proprio asse ogni 7,3 ore.

Karen Meech spiega l’importanza della scoperta: “Questa variazione di luminosità insolitamente grande significa che l’oggetto è molto allungato: circa dieci volte più lungo che largo, con una forma complessa e contorta. Abbiamo anche scoperto che ha un colore rosso scuro, simile agli oggetti delle zone esterne del Sistema Solare, e confermato che è completamente inerte, senza la minima traccia di polvere.”

La forma di Oumuamua

Queste proprietà suggeriscono che `Oumuamua sia denso, probabilmente roccioso o con un contenuto elevato di metalli, che non abbia quantità significative di acqua o ghiaccio e che la sua superficie sia scura e arrossata a causa dell’irradiazione da parte dei raggi cosmici nel corso di milioni di anni. SI è stimato che sia lungo almeno 400 metri.

Calcoli preliminari dell’orbita hanno suggerito che l’oggetto sia arrivato dalla direzione approssimativa della stella brillante Vega, nella costellazione settentrionale della Lira. In ogni caso, anche viaggiando alla velocità vertiginosa di circa 95 000 km/h, c’è voluto così tanto tempo per questo viaggio interstellare fino al nostro Sistema Solare, che Vega non era nemmeno in quella posizione quando l’asteroide era là vicino circa 300 000 anni fa. `Oumuamua potrebbe aver vagato per la Via Lattea, senza essere legato a nessun sistema stellare, per centinaia di mliioni di anni prima di aver casualmente incontrato il Sistema Solare.

Un oggetto simile all’anno

Gli astronomi stimano che un asteroide interstellare simile a Oumuamua attraversi il Sistema Solare interno circa una volta all’anno, ma poichè sono deboli e difficili da trovare non sono stati identificati finora. Solo recentemente i telescopi per survey, come Pan-STARSS, sono diventati sufficientemente potenti per avere la possibilità di scovarli.

“Stiamo continuando a osservare questo oggetto, unico nel suo genere,” conlclude Olivier Hainaut, “speriamo di riuscire a identificare con maggior precisione il suo luogo di origine e la prossima destinazione di questo suo viaggio galattico. E ora che abbiamo trovato la prima roccia interstellare, ci stiamo preparando per le prossime!”.

Fonte: Nibiru 2012

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Vega, grande successo tecnologico italiano

February 13, 2012 Leave a comment

Il lancio dalla base di Kourou (Guyana francese) alle 11 ora italiana. Portati in orbita nove satelliti.Saggese (Asi): ”Si apre un mercato per un valore totale di 1 mld di euro l’anno”.Dordain (Esa): ”E’ andata meglio di quanto sognassi”. Profumo: ”Connubio di ricerca, ingegno e industria italiana”.
Un’ora e mezza circa. Tanto è bastato per far decretare a scienziati e tecnici dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana che il volo di qualifica del lanciatore europeo Vega è stato “un successo”. Lanciato oggi alle 11 ora italiana dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana Francese, Vega ha portato in orbita ben nove satelliti di piccole dimensioni con una precisione cronometrica. Aprendo di fatto la strada all’Europa ad una nuova autonomia di accesso allo spazio e ad un nuovo mercato in orbita.
Alto 30 metri con 3 metri di diametro massimo e 137 tonnellate di peso al decollo, Vega, che vede in pole l’Italia insieme ad altri 6 Paesi e coinvolti mille esperti e 40 società industriali coordinate da Elv, è ora pronto a ‘lavorare’ accanto ad Ariane5 e a Soyuz. Consentendo così alla famiglia dei lanciatori spaziali dell’Esa di completare la propria gamma e garantendo l’accesso allo spazio dei payload di medio-piccola dimensione (c.a. 1500 Kg) in orbita bassa (dai 700 ai 1000 Km di altezza), quali i satelliti scientifici o di osservazione della terra. In questo modo Vega aprirà all’Europa nuove opportunità offrendo servizi di lancio a costi contenuti per gli studi scientifici e il monitoraggio ambientale e di sicurezza del nostro pianeta.
Il successo del volo di qualifica di Vega, il lanciatore europeo nato in Italia e che conta una partecipazione del nostro Paese per il 65% dei costi di sviluppo, ha segnato dunque un passo importante per il nostro Paese. “Guardiamo con grande fierezza al lancio di Vega che è un connubio di successo fra ricerca, ingegno e industria italiana” è stato infatti il commento del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo. Vega è un progetto “ad elevata efficienza economica che darà rilevanti ritorni industriali, tecnologici e occupazionali” ha detto il ministro Profumo che, attraverso un videomessaggio fatto arrivare al gotha di Esa e Asi a Kourou, non ha voluto far mancare il plauso del Governo per una missione che parla molto italiano.
L’Agenzia Spaziale Italiana ha svolto e svolge infatti un duplice ruolo. Da un lato finanzia il programma dell’Esa e, dall’altro, attraverso la società Elv, ha consentito la realizzazione industriale del sistema. La società, partecipata al 70% da Avio ed al 30% da Asi, è il Primo Contraente industriale dell’Esa per lo sviluppo ed il volo di qualifica di Vega. Al progetto hanno partecipato numerose aziende italiane: dal principale partner industriale Avio, al contributo di Vitrociset e con la collaborazione di Cira, Cgs, Selex Galileo e Telespazio. Presso il Centro di Kourou hanno poi lavorato le società Peirano, Europropulsion e Regulus.
L’Italia, inoltre, è il maggior finanziatore del programma (65%), seguita da Francia (12,43%), Belgio (5,63%), Spagna (5%), Paesi Bassi (3,5%), Svizzera (1,34%) e Svezia (0,8%). A sottolineare il ruolo chiave svolto dal nostro Paese nel programma Vega è stato anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese. “Il lancio di Vega – ha detto il presidente dell’Asi – rappresenta una sfida tecnologica dell’Europa con l’Italia fondamentale protagonista. Vega è un ambizioso programma di elevato valore industriale che pone il nostro Paese all’attenzione mondiale confermando quel ruolo di eccellenza nel settore spaziale”.
Saggese ha sottolineato anche l’entità del mercato che si apre ora per l’Italia e per l’Europa con Vega. “Si tratta – ha detto – di un mercato valutato in decine di satelliti l’anno per un valore totale di mercato di 1 mld di euro l’anno. E non solo”. “A questo si aggiunge – ha proseguito Saggese – un mercato aggredibile di satelliti in cerca di lanciatori per un valore stimato in 300 mln di euro l’anno. Il business potenziale su cui ci potremmo collocare, inoltre, vale dai 70 ai 150 mln di euro l’anno, con 2-4 lanci l’anno”. Nel programma Vega, costato circa 700mln di euro, l’Italia ha investito 500mln e, ha spiegato il numero uno dell’Asi, “il ritorno previsto per il nostro Paese vale circa il 50% del mercato”. E ad esultare per l’obiettivo raggiunto con Vega sono stati in molti.
“E’ andata persino meglio di quanto sognassi” ha detto il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Jean Jacques Dordain, non appena è stato chiaro che il volo di Vega è stato un successo. “E’ un gran giorno per l’Esa e per Arianespace. Oggi si concretizzano 10 anni di lavoro. Ora Ariane, Soyuz e Vega diventano una bellissima ‘famiglia’ di lanciatori” ha detto ancora Dordain che ha ricordato le figure di Antonio Rodotà e Carlo Buongiorno, due italiani chiave per le attività spaziali nazionali ed europee dell’Esa. Entusiasmo anche da parte dei vertici delle imprese coinvolte nel programma spaziale.
“E’ una bellissima giornata, una grandissima soddisfazione. Un momento di grande orgoglio, che corona lo sforzo e l’impegno di tutti noi di Avio e dei nostri partner” ha commentato Francesco Caio, amministratore delegato di Avio, l’azienda italiana che, nel suo stabilimento di Colleferro, ha realizzato il 65% del giovane lanciatore. “Vega ha collocato con precisione millimetri nove satelliti in orbita, è un successo grandissimo” ha aggiunto Caio. “Siamo entusiasti di quello che sta succedendo sia per l’Italia che per lo sviluppo della nostra impresa e delle imprese che vi hanno partecipato” ha affermato Antonio Bontempi, amministratore delegato di Vitrociset, l’impresa italiana General contractor per l’Esa per il Ground Segment del lanciatore Vega.
Il lanciatore è partito con un carico di nove satelliti, due italiani, Lares dell’Asi ed il micro-satellite AlmaSat-1 dell’Università di Bologna, e sette pico-satelliti forniti dalle Università europee, due di questi, e-St@r e UniCubesat, sono stati realizzati da studenti italiani, a cui si aggiungono Goliat (Romania), MaSat-1 (Ungheria), Pw-Sat (Polonia), Robusta (Francia) e Xatcobeo (Spagna). Il lancio di Vega scandisce un “storia iniziata negli ’60” ha voluto infine ricordare il presidente dell’Inaf ed ex presidente dell’Asi, Giovanni Fabrizio Bignami.

Fonte: IGN Adnkronos