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Terra, quarant’anni anni fa previsto collasso del pianeta

Era una ricerca svolta dal MIT, primo studio in campo scientifico che parlò della fine delle risorse del nostro pianeta e di una necessità impellente di uno sviluppo sostenibile. La ricerca fu commissionata nella primavera del 1972 dal Club di Roma e pubblicata in alcuni tratti dell’opera, nelle maggiori riviste ambientaliste e scientifiche dell’epoca fra lo scetticismo generale, poi invece smentito dalle ricerche più moderne. Il libro che ne risultò, riportava una simulazione effettuata con il computer sull’andamento di cinque variabili nella disponibilità di petrolio, cibo e sull’andamento demografico finanche a simulare una previsione che arriva al 2100. Uno dei primi scenari che saltarono fuori dallo studio fu proprio quello relativo ad un collasso economico intorno al 2030, allorquando le risorse a disposizione dell’umanità non saranno più sufficienti per mantenere la crescente richiesta di beni di prima necessità. Ciò ad esempio sta già avvenendo. Nonostante non fosse accolto con favore dalla comunità scientifica, il libro relativo alla ricerca vendette 12 milioni di copie in 34 diversi paesi. Lo stesso Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF e segretario della Fondazione Aurelio Peccei, organo che rappresenta in Italia proprio il Club di Roma che commissionò lo studio, ha in merito dichiarato: “Lo studio fu criticato un po’ da tutti, si disse ad esempio che il capitale umano, attraverso la tecnologia, avrebbe reso possibile superare i limiti delle risorse. In questi ultimi anni però, molti studi stanno dando ragione alle conclusioni che vennero fatte 40 anni fa”.

Fonte: AGS Cosmo

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USGS, terremoto globale in atto

Sembra proprio che nella giornata dello scorso 12 Aprile un disturbo sismico globale é stato registrato dalla rete di monitoraggio dell’USGS, un istituto di sorveglianza geologica localizzata negli Stati Uniti d’America che, dalle strumentazioni impiegate, ha verificato un’azione sismica anomala sul pianeta Terra, il quale nelle ultime 24 ore é stato letteralmente investito da uno sciame di terremoti potenti dagli effetti possibilmente disastrosi che hanno colpito, qui e là, a macchia di leopardo lungo le maggiori linee di faglia del globo terrestre. Questa notizia sconcertante, in maniera del tutto naturale, mette in esame le teorie di Raffaelle Bendandi sui possibili terremoti intensi che si sarebbero dovuti scatenare sparpagliatamente lo scorso 5 o 6 Aprile in varie zone della superficie terrestre, Italia compresa… I geologi non nascondono il loro sbigottimento sugli eventi verificati, non che sconcertati dallo slittamento delle faglie avvenute nel fondale marino di Sumatra, uno spostamento laterale scatenante l’imponente sisma di magnitudo 8,9°R che ha scaturito un fragoroso effetto domino successivo di enorme riverbero sul pianeta, avvertono una preoccupazione effettiva per le zone a maggiore rischio sismico considerandone la condizione di allerta, in particolar modo lungo le coste della California, del Cile, del Giappone, dell’Indonesia, del Messico, della Nuova Zelanda e del Perù.

Marius Creati

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Super tempesta solare, intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia

April 2, 2012 Leave a comment
L’intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia
ARRIVA LA SUPER TEMPESTA SOLARE
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo.
Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dall’elettricità e dalla tecnologia. «Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell’università del Colorado e presidente della commissione della Nasa che ha redatto il rapporto.
Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un’ondata particolarmente violenta di vento solare. A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l’esperto, da far saltare le linee elettriche. L’ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi.
Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa. Telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, così come la radio e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. Senza elettricità le pompe di benzina non funzionerebbero così come le centrali nucleari e a carbone, e l’intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d’anni. Una tempesta solare, afferma Paul Kintner, fisico della Cornell University di Ithaca, New York, farebbe danni almeno dieci volte superiori ad una tragedia meteorologica come quella dell’uragano Katrina.
21/04/2009
Fonte: Il Tempo
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2012DA14, nuovo imminente asteroide in prossimità della Terra

L’allarme è stato lanciato da alcuni scienziati americani, secondo i quali l’asteroide 2012DA14, fra l’altro il più grande osservato fino ad oggi, passerà a circa 27mila km dalla Terra il 15 febbraio 2013. In realtà le probabilità che l’asteroide colpisca il nostro pianeta, stando agli studi dei ricercatori, sono pari a una su 4550, ma ciò come giustamente alcuni hanno già osservato, non garantisce affatto che tale corpo celeste non colpisca la Terra. Per altro, il percorso orbitale dell’asteroide potrebbe nel frattempo subire anche delle sostanziali variazioni, quindi o dirigendosi direttamente verso il nostro pianeta oppure allontanandosi in maniera definitiva. A questo dilemma gli scienziati non sanno dare una risposta. La grande roccia denominata 2012DA14, ha un diametro di circa 45 metri anche se gli studiosi della NASA messi a confronto con altri loro colleghi, pare che non siano d’accordo sia sulle previsioni della traiettoria e sia sulle dimensioni dell’asteroide. Infatti alcuni ricercatori sostengono che il corpo celeste non ha alcuna probabilità di colpirci ed in nessun caso potrebbe generare eventuali cataclismi derivanti dall’impatto. Nel video pubblicato su YouTube, è visibile il grafico e la traiettoria dell’asteroide, cliccando sul link: http://youtu.be/so6W1KjMnuM

Fonte: AGS Cosmo

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GJ 1214b, scoperto pianeta d’acqua avvolto nel vapore

March 5, 2012 Leave a comment

L’esopianeta GJ 1214b ha molta più acqua rispetto alla Terra. E’ in orbita attorno a una nana rossa 40 anni luce da noi.

Il telescopio spaziale Hubble ha confermato l’esistenza di un pianeta fatto in gran parte d’acqua. Si chiama GJ 1214b ed è una Super Terra, più grande del nostro pianeta, ma più piccolo dei giganti di gas come Giove. Gli astronomi l’avevano scoperto già nel 2009, nella costellazione dell’Ofiuco o Serpentario. Allora, però, si era pensato che fosse avvolto da una densa nebbia di idrogeno ed elio.
Di recente, un’osservazione in controluce durante un transito ha permesso agli scienziati di fugare ogni dubbio sulla presenza d’acqua. Il transito è, infatti, una misura grazie alla quale è possibile registrare come l’atmosfera del pianeta filtra la luce proveniente dalla stella madre. E dallo spettro della luce durante il transito i ricercatori sono riusciti a stabilire che GJ 1214b ha una densa atmosfera di vapor d’acqua.
“GJ 1214b è diverso da tutti gli altri pianeti che conosciamo”, ha detto Zachory Berta, dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics e autore dell’articolo in uscita su The Astrophysical Journal. E’, infatti, il primo esemplare di una classe di pianeti del tutto nuova, quelli composti per la maggior parte d’acqua.
In orbita strettissima attorno a una nana rossa a 40 anni luce da noi, GJ 1214b ha una temperatura superficiale stimata intorno ai 230 gradi. La sua densità è di appena 2 grammi per centimetro cubo. Poiché l’acqua ha una densità di un grammo per centimetro cubo e la densità media della terra è di 5,5 grammi per centimetro cubo, GJ 1214b ha molta più acqua di quanta ce ne sia sul nostro pianeta e molta meno roccia. Ma c’è acqua e acqua. Infatti, le alte temperature e le pressioni elevate potrebbero dare origine a materiali esotici, come il “ghiaccio bollente” o “l’acqua superfluida”.

Fonte: TMNews

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Terra, time-lapse del pianeta dalla Stazione Spaziale Internazionale nello spazio

March 2, 2012 Leave a comment

Tentando di mettere ordine ai feed che non ho letto o ho saltato nel periodo degli esami mi sono imbattuta in un articolo de Il Disinformatico che conteneva un bellissimo video realizzato con la tecnica del time-lapse che mostrava la Terra così come la vedono gli astronauti dalla Stazione Spaziale Internazionale. Sarà il time lapse, sarà la musica suggestiva, saranno le immagini ma questo video è davvero capace di emoziare, stupire e far sognare. Imperdibile.
La fotografia time-lapse (dall’inglese time: tempo e lapse: intervallo quindi fotografia ad intervallo di tempo), o semplicemente time-lapse, è una tecnica cinematografica nella quale la frequenza di cattura di ogni fotogramma è molto inferiore a quella di riproduzione. A causa di questa discrepanza, la proiezione con un frame rate standard di 24 fps fa sì che il tempo, nel filmato, sembri scorrere più velocemente del normale. Wikipedia

Fonte: Skimbu

Super-Terra, nuovo eso-pianeta scoperto simile alla Terra

February 15, 2012 Leave a comment

Sensazionale scoperta di un team di astrofisici tedesco-americani, che hanno individuato un pianeta simile alla terra a 22 anni luce di distanza da noi. Il professor Guillem Anglada-Escude’, che insegna all’universita’ di Goettingen, ha spiegato che “questo pianeta ha le maggiori probabilita’ di contenere acqua e forse anche la vita come quella che conosciamo”. La nuova Super-Terra ha una massa 4,5 volte superiore a quella del nostro pianeta, compie una rivoluzione in 28 giorni intorno al proprio sole, considerevolmente piu’ piccolo del nostro.
Steven Vogt, dell’universita’ di California, che ha compiuto la scoperta insieme al suo collega di Goettingen, ha affermato che “la scoperta di questo pianeta fa ritenere probabile che la nostra galassia sia piena zeppa di miliardi di pianeti potenzialmente abitabili”. La “Super-Terra” individuata potrebbe essere solo la prima di una serie di pianeti su cui e’ possibile la vita, ha spiegato Anglada-Escude’, lo scopritore del pianeta denominato “GJ667Cc” che, pur essendo roccioso come la Terra, non e’ ricco di elementi chimici pesanti come ferro, carbonio e silicio.
“La nostra scoperta rivela che potenzialmente esistono pianeti sui quali e’ possibile la vita in zone dell’universo piu’ diverse di quanto si riteneva finora”. Secondo lo scienziato, “con una nuova generazione di strumenti di misura si potra’ procedere alla ricerca sistematica di pianeti prossimi a stelle nane per analizzare con analisi spettroscopiche mirate eventuali segni di vita”. La singolarita’ interessante di “GJ667Cc” e’ dovuta al fatto che, pur situato ad una distanza di 22 anni luce da noi, corrispondenti a 209 mila miliardi di km, di fatto si trova davanti alla nostra porta di casa. Di “esopianeti” come questo, cosi’ chiamati per la loro estraneita’ al sistema solare e classificati nella categoria delle “Super-Terre” a causa delle loro dimensioni maggiori della Terra, ma anche perche’ di natura rocciosa, ne e’ stata gia’ individuata una quantita’ rilevante.
Dei 750 esopianeti finora scoperti solo pochissimi appartengono pero’ alle “Super-Terre” e tra questi figura “Keplero-22b”, sul quale la vita sarebbe teoricamente possibile, anche se si trova ad una distanza dalla Terra di 600 anni luce. “GJ667Cc” ruota intorno al proprio sole su un’orbita molto piu’ vicina di quella su cui si muove la Terra, ma riceve pressoche’ la stessa energia del nostro pianeta a causa del fatto che il suo sole e’ una stella nana di classe M, con un irradiamento energetico debole. In realta’ di questo piccolissimo sistema solare “GJ667″, scoperto a 22 anni luce di distanza da noi, fanno parte altre due stelle nane, che pero’ si trovano ad una considerevole distanza dal pianeta individuato, sul quale inviano una luce assai debole. La scoperta del team del professor Escude’ e’ stata resa possibile dall’analisi dei dati raccolti dall’osservatorio astronomico europeo (Eso) e dal telescopio Magellano II situati in Cile, oltreche’ con i dati ottenuti dall’osservatorio “Keck” delle Isole Hawaii.

Fonte: Agi

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Marocco, meteoriti precipitati dal cielo provenienti da Marte

February 10, 2012 Leave a comment

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Dopo accurati studi ed approfondite analisi arriva la conferma dagli scienziati, quei sassi precipitati dal cielo sul suolo del Marocco nel luglio scorso vengono da Marte. Non è la prima volta che una roccia viene dal pianeta rosso a “visitare” la Terra.
Cadute inaspettatamente lo scorso luglio in terra nordafricana, il loro volo verso il basso era stato testimoniato dai numerosi turisti che, assistendo casualmente all’evento, avevano catturato il momento grazie ad un video amatoriale; le rocce sono state scoperte e raccolte sul suolo soltanto un mese fa. La International Society of Meteoritics and Planetary Science, il gruppo ufficiale di oltre 950 scienziati, ha poi confermato che si tratta di meteoriti ed ha assegnato loro il nome Tissint.
L’organizzazione, che comprende anche molti studiosi della NASA, ha appurato che i frammenti raccolti, per un peso complessivo di 6.8 chilogrammi, provengono effettivamente dal pianeta rosso; il più grande di essi supera i 900 grammi. Fino ad ora, è appena la quinta volta che i ricercatori confermano che sassi originari di Marte siano giunti «in visita» sulla Terra: con una frequenza di circa cinquant’anni, il primo evento del genere si verificò nel 1815 in Francia, nel 1865 in India, nel 1911 in Egitto e, infine, nel 1962 in Nigeria.
Le più note rocce marziane, tuttavia, sono state ritrovate in Antartide e tra queste maggiormente famosa fu sicuramente ALH 84001: oltre un chilo di peso, salita agli onori della cronaca poiché ritenuta depositaria al suo interno di forme di vita aliene, osservazione successivamente smentita da analisi più accurate. Una delle ipotesi degli astronomi è che milioni di anni fa qualcosa di grande andò a scontrarsi con il pianeta rosso, creando dei frammenti che sarebbero andati ad infrangersi in varie zone del sistema del solare e, dunque, occasionalmente anche sulla Terra. Le «nuove arrivate» sono maggiormente apprezzate dagli studiosi, a differenza di quelle cadute milioni di anni fa, poiché queste ultime risultano alterate dal prolungato contatto con gli elementi e la vita terrestre e, dunque, meno pure.
Le buone conoscenze che la scienza può vantare del pianeta rosso, grazie alle numerose sonde che da anni informano sulle caratteristiche del suolo e dell’atmosfera, hanno permesso di determinare che Tissint provenga proprio da Marte. Sul pregio di questi frammenti alcun dubbio: già in passato collezionisti privati, università, musei e scienziati della NASA si sono contesi le rarissime rocce marziane. Il valore commerciale dei sassi piovuti dal cielo in Marocco oscilla tra gli 11 000 e i 25 000 dollari ad oncia, circa dieci volte più alto di quello dell’oro; eppure sono già stati quasi tutti venduti. Ma si sa, per la ricerca scientifica si fa questo ed altro.

Fonte: Fanpage

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Scienza, piante compartecipi al raffreddamento della Terra

La loro comparsa, avvenuta circa 470 milioni di anni fa, potrebbe aver letteralmente scatenato quelle che oggi conosciamo come le ere glaciali verificatesi sul nostro pianeta. I dati sono scaturiti da uno studio condotto dalle università britanniche di Exter ed Oxford e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Geoscience. Le piante in definitiva, cita lo studio, avrebbero raffreddato la terra attraverso l’aumento della deposizione di carbonio e a causa della presenza di nutrienti come il fosforo negli oceani.

Fonte: AGS Cosmo

Miti lunari, effetti esercitati sulla Terra

February 7, 2012 Leave a comment

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Indubbiamente la Luna ha un luogo molto mistico e importante nella storia di tutte le culture umane, quindi non c’è da stupirsi che è stata anche fonte di moltissimi miti, dai lupi mannari alle persone lunatiche fino a tanti miti sulla fertilità o su misteriose energie. Tutte queste leggende si basano sull’idea che in qualche modo la Luna ha un effetto fondamentale sulle persone, sugli animali e sulle piante. In base alla cultura che si esamina si possono trovare diverse sfumature dei miti, ma quasi tutte hanno una predilezione per eventi rari come l’eclissi che fa diventare rossa la Luna o per eventi ciclici simboli come la mezzaluna o la luna piena! In particolare, nella cultura occidentale, la Luna Piena è una delle cose che generato più miti, e non solo nell’antichità o nel medioevo. Molte persone tutt’oggi credono che la Luna Piena abbia qualcosa a che fare con cose come la riuscita delle operazioni chirurgiche o la nascita dei bambini. Ma negli ultimi anni, diversi studi sono stati fatti per verificare tutte queste credenze e cercare se c’è qualche riscontro statistico tra la Luna (e in particolare la Luna Piena) e la biologia umana o il comportamento umano.
Tanti sono stati gli studi fatti in cui si comparano le fasi lunari alla percentuale di nascite, di infarti, di morti, suicidi, violenza, ammissioni negli ospedali psichiatrici, crisi epilettiche e tante altre cose, ma quasi nessuno ha mai trovato alcuna traccia di correlazione e molti di questi miti si basano su una scarsissima conoscenza di astronomia. Un possibile effetto psicologico che ancora attende una conferma riguarda il fatto che prima dell’elettricità, la luce di una luna piena teneva molte persone sveglie la notte, e questo poteva portare alla privazione di sonno e potrebbe aver causato qualche problema. Tuttavia, come detto, è un test ancora senza conferma.
Ma ecco alcuni dei più famosi miti, analizzati uno ad uno:
1) La Luna e le maree sulle persone!
Come tutti sanno, il corpo umano è composto in buona parte di acqua! Per l’esattezza è il 75% acqua, e quindi le persone spesso si chiedono se le maree influenzano anche noi. Domanda curiosa e sicuramente legittima (se non fosse che alcuni, storicamente, hanno dato alcune delle più assurde risposte a questo).
La Luna ed il Sole insieme creano le maree sugli oceani della Terra (l’effetto gravitazionale è infatti così potente che la crosta terrestre stessa si allunga da una parte all’altra durante il giorno, per questi effetti di marea!). Ma le maree sono eventi che si sentono su scala molto grande. Avvengono perché c’è una differenza nell’effetto gravitazionale su una parte di un’oggetto (come la Terra) comparato ad un’altro. Ecco come funziona:
L’oceano sulla Terra che è esposto alla Luna viene tirato verso la Luna stessa più di quanto viene tirato verso il centro del pianeta. Questo crea un’alta marea. Dall’altra parte della Terra però, avviene la marea oposta, perché il centro della Terra viene tirato verso la Luna più di quanto l’oceano sulla parte opposta lo è. Il risultato essenzialmente è che questo effetto gravitazionale tira il pianeta via dall’oceano (una forza negativa che effettivamente sposta gli oceani, allontanandoli dal pianeta!).
Tuttavia, non c’è alcuna differenza misurabile nell’effetto gravitazionale della Luna su un lato del nostro corpo piuttosto che l’altro lato. Anche nel caso di un grande lago, gli effetti delle maree sono estremamente piccoli. Prendete alcuni tra i più grandi laghi del mondo, come il Grande Lago tra gli USA ed il Canada. Le maree qui non sorpassano mai i 5 cm, secondo i dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che aggiunge anche: “Queste variazioni minori sono mascherate però dalle più grandi fluttuazioni nei livelli del lago prodotti dai venti e dai cambi nella pressione barionica. Di conseguenza, i Grandi Laghi sono considerati essenzialmente non influenzati dalle maree.”
Questo ovviamente non significa che le maree non esistono proprio su scala piccola. Gli effetti della gravità diminuiscono con la distanza ma ci sono. La vera domanda è quanto sono potenti. Secondo Straghtdope.com, in una delle pubblicazioni, dei ricercatori hanno calcolato che una madre che tiene suo figlio in braccio, esercita un’attrazione gravitazionale 12 milioni di volte maggiore sul suo figlio dell’effetto di marea che genera in noi la Luna, semplicemente perché è più vicina. Un’altra analogia molto bella è questa, dell’astronomo George O. Abell: “una zanzara sul vostro braccio eserciterà molta più attrazione gravitazionale su di voi di quanto non lo possa fare la Luna”.
Nonostante queste siano cose conosciute da molti decenni, ancora tante persone credono che la Luna possa in qualche modo agire e creare cose come terremoti sulla Terra! Ma non è così.
Considerate anche il fatto che le maree sugli oceani Terrestri avvengono 2 volte al giorno durante la rotazione della Terra sul suo asse, ogni 24 ore circa, portando la luna su è giù nel cielo. Se davvero la marea della Luna ci influenzasse, almeno due volte al giorno dovremmo sentirne l’effetto sull’equilibrio.
2)Correlazioni tra Luna Piena ed Epilessia?
Uno studio pubblicato nel giornale scientifico Epilepsy & Behavior, nel 2004, accertava che non c’è alcun collegamento tra le crisi epilettiche e la luna piena, anche se alcuni pazienti sono convinti che la luna piena scateni la loro crisi. I ricercatori hanno fatto notare che le crisi epilettiche, non molti decenni fa, erano per tanti colpa di maledizioni da parte delle streghe o possessioni da parte di demoni.
Il Dr. Benbadis ed i suoi colleghi hanno statisticamente analizzato 770 crisi avvenute nell’arco di 3 anni di monitoraggio di pazienti colpiti da epilessia. Monitorando l’attività del cervello con un’unità apposita presso il Tampa General Hospital, i fisiologi hanno potuto confermare una diagnosi di epilessia determinando precisamente la posizione ed il tipo di crisi che il paziente ha subito e quale sarà il trattamento migliore.
I ricercatori hanno diviso i pazienti in coloro colpiti da crisi epilettiche e persone che hanno crisi di natura emozionale e non sono colpite da crisi epilettiche vere e proprie. La maggior parte delle convulsioni, 152, sono state registrate nell’ultimo quarto della luna. I ricercatori hanno scoperto che durante la Luna Piena, c’è stato il numero più basso di crisi epilettiche, 94. In sostanza non sembra esserci alcun spostamento statistico significativo in un senso o nell’altro, e di certo la Luna Piena non sta causando crisi epilettiche.
3) Correlazioni tra la Luna Piena ed il numero di visite psichiatriche
Uno studio del 2005, pubblicato da ricercatori della Mayo Clinic, sulla rivista scientifica “Pshychiatric Services”, che non c’era alcuna differenza statistica tra il numero di visite delle persone, durante le tre notti con la Luna Piena, ed il numero di visite negli altri giorni. Sono state contate le ore tra le 6 p.m. e le 6 a.m.
4) Correlazione tra la Luna Piena e le visite nella sala emergenze degli Ospedali.
Un gruppo di ricercatori ha esaminato ben 150.999 registri della sala emergenze di un ospedale suburbano. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “American Journal of Emergency Medicine” nel 1996 e non mostrano alcuna significativa differenza tra le notti con luna piena piuttosto che le altre senza.
5) Correlazioni tra la Luna Piena e gli esiti delle operazioni chirurgiche
Una leggenda urbana narra che nelle notti con la luna piena, i dottori e le infermiere sbagliano molte più cose durante le operazioni, e quindi è sconsigliato farsi operare in quei momenti! Tuttavia, un gruppo di ricercatori ha pubblicato nell’Ottobre 2009 uno studio sul giornale scientifico “Anesthesiology” in cui esponevano come i rischi sono gli stessi tutti gli giorni della settimana o di un mese.
Questo studio si basa sull’analisi di operazioni a cuore aperto fatte su 18.000 pazienti tra il 1993 ed il 2006. Non è stato trovato alcun indizio che faccia pensare ad un possibile collegamento tra le fasi della Luna e gli esiti delle operazioni.
6) Correlazioni tra la Luna Piena e le ferite subite dagli animali domestici
Analizzando attentamente 11.940 casi del Centro Medico Veterinario della Colorado State University, un gruppo di ricercatori ha scoperto che il rischio di finire nella sala emergenze è 23% più alta per i gatti e 28% più alta per i cani durante i giorni con luna piena. Può essere che molte persone portano fuori i loro animali domestici proprio con la luna piena, aumentando così la percentuale di possibili feriti, o forse c’è qualcos’altro in gioco. Questo studio non ha ancora determinato con precisione una causa.
7) Correlazioni tra la Luna Piena e le Mestruazioni
Questo è uno dei quei topic su cui si è speculato di più in assoluto. L’idea è che c’è qualche collegamento tra la durata del ciclo lunare e di quello delle mestruazioni, entrambe si completano nell’arco di un mese circa. Ma ecco dove le cose non funzionano più: i cicli mestruali delle donne variano molto in durata e periodicità, anche se la media si aggira intorno a 28 giorni, mentre il ciclo lunare è fisso, a 29.5 giorni. C’è comunque uno studio, fatto su un campione (relativamente piccolo) di 312 donne, da parte di Winnifred B. Cutler, nel 1980, e pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of Obstetrics & Gynecology” secondo cui c’è una qualche correlazione. Cutler ha scoperto che 40% delle partecipanti avevano un’inizio di mestruazioni entro 2 settimane dalla Luna Piena (ma questo significa anche che la maggior parte, il 60% delle persone, non l’ha avuto). Questa però è l’unica analisi, e non è mai stata seguita da sviluppi.
E’ importante però notare come tutte le altre prove indicano che la durata simile è soltanto una coincidenza. Un’eventuale influenza sui mammiferi da parte del ciclo lunare si sarebbe fatto sentire nella maggior parte dei giorni, invece varia molto nel regno animale. Per esempio, come le donne, la durata è di 28 giorni anche per gli opossum ma sono 11 giorni per i maialini di Guinea, e 16/17 giorni per le pecore, 21 giorni per le mucche, 24/26 giorni per i macachi, 37 per gli scimpanzé, e solo 5 per i ratti e topi! Qualcuno potrebbe argomentare che gli umani sono speciali in qualche modo per la loro intelligenza, ma allora devono spiegare anche la coincidenza con gli opossum, o forse c’è qualcosa su questi animaletti che non sappiamo…
8 ) Correlazioni tra la Luna Piena ed il numero di nascite
Un’analisi fatta nel 2001 si è basata sui registri del Centro Statistico Nazionale per la Salute, e ha preso in considerazione 70 milioni di nascite nell’arco di ben 20 anni!. Non è stato rilevato alcun tipo di correlazioni con nessuna delle fasi lunari. Questo è il più grande test mai fatto di questo tipo e se c’era anche una piccola influenza della Luna, sarebbe stato evidente.
9) Correlazioni tra la Luna Piena e comportamenti violenti negli animali
Anche in questo caso non è ancora del tutto chiaro l’esito. Un paio di studi conflittuali sono stati pubblicati nella rivista scientifica British Medical Journal, nel 2001, e lasciano ancora spazio per il dibattito. In uno di questi studi, i morsi dati dagli animali hanno mandato il doppio dei britannici all’ospedale durante le notti con luna piena, rispetto ad altre notti. Ma in un’altro studio, in Australia, i cani hanno morso le persone con simili frequenze tutte le notti.
10) Correlazioni tra la Luna Piena e la privazione del sonno.
In una pubblicazione sul Journal of Affective Disorders, del 1999, alcuni ricercatori hanno suggerito che prima della moderna illuminazione, la luna piena era una significativa fonte di luce e illuminazione notturna e potrebbe aver influenzato in qualche modo il nostro ciclo di sonno-sveglia, tendendo così a causare problemi con il nostro metabolismo durante il periodo della luna piena. Hanno speculato che questa parziale privazione sarebbe stata sufficiente per indurre problemi nei pazienti bipolari particolarmente suscettibili e convulsioni in altri. Tuttavia, questa ricerca non ha mai avuto alcun tipo di conferma o seguito e mancano moltissimi dati a riguardo, il che lo rende uno studio da prendere con le pinze.
11) Correlazioni tra la Luna Piena ed il numero di suicidi
Un gruppo di ricercatori, nel 1992, ha revisionati molti studi risalenti ai 3 decenni precedenti alla ricerca di pattern riguardo ai suicidi e non ha scoperto alcuna significativa coincidenza tra le fasi della luna ed il numero di suicidi, tentati suicidi o anche solo minacce di suicidi. Nel 1997, Gutiérrez-Garcia e Tusell, hanno studiato 897 casi di suicidi a Madrid e non hanno trovato alcuna relazione tra il ciclo della Luna ed il numero di suicidi. Questi studi, come molti altri dopo, hanno fallito nel trovare qualsiasi tipo di legame tra Luna e morti.
12) Correlazioni tra le Fasi Lunari e le abitudini sessuali
Un gruppo di ricercatori ha studiato per 4 anni ben 76.065 casi diversi e non hanno trovato forti correlazioni di alcun tipo tra le abitudini sessuali, o l’appetito sessuale e la fase lunare. Lo studio risale al 2003 ed è ancora nella fase pilota, per cui serviranno ancora approfondimenti prima di una valutazione definitiva.
13) Correlazioni tra la Luna Piena e l’uso di droghe
Tre studi meritano di essere segnalate in questo particolare caso: Il primo è “Drug Overdose and the full moon” del 1990, pubblicato da M. Sharfman per l’Istituto Nazionale per la Salute. Il ricercatore ha analizzato 1.182 casi di overdose nell’arco di 15 mesi e non ha scoperto alcun segno di correlazione tra questi casi e la fase della Luna Piena.
Il secondo è “Hospital-based toxicology: patterns in use and abuse”, del 1990, da parte di Schwartz JG, Stuckey JH, Prihoda TJ, Kazen CM, Carnahan JJ. Non è stata trovata alcuna correlazione tra 949 casi studiati per un anno e le fasi lunari di quell’anno.
Il terzo è “Declining rate of substances abuse throughout the month” del 2001, pubblicato da Halpern SD e Mechem CC. Questi scienziati hanno studiato l’abuso di droghe in 2.403 pazienti e le malattie mentali in altri 10.501 pazienti. Il tutto per ben 7 anni. Nono sono state trovate alcune correlazioni con le fasi lunari.
14) Correlazioni tra la Luna Piena e gli incidenti
Nel 1998, una pubblicazione chiamata “Cyclical calendar and lunar patterns in automobile property accidents and injury accidents.”, da parte di Laverty WH e Kelly IW, mostra un’analisi di ben 50.492 incidenti d’auto sparsi per un lasso di tempo di 9 anni. Non c’è stata alcuna correlazione tra gli incidenti e le fasi lunari. Un’ulteriore pubblicazione da tenere in considerazione è ” Geophysical variables and behavior: LXVIII. Distal and lunar variables and traffic accidents in Saskatchewan 1984-1989″ del 1992. Questa si basa sullo studio di ben 200.545 incidenti nel traffico, sparsi su 5 anni, e anche in questo caso non c’è alcun tipo di correlazione tra questi e le fasi lunari.
In conclusione, ci sono effetti della luna su di noi? Beh, riflettiamo su questo: il cervello umano è abituato a organizzare la propria esperienza facendo associazioni. Molto spesso, quando ci succede qualcosa di impressionante o particolarmente negativo o particolarmente positivo, memorizziamo inconsciamente dettagli delle condizioni in quel momento. Per esempio, il fatto che ci sia o meno la Luna Piena durante un certo evento.
Il resto è fatto da tanti sostrati mitologici e simbolici che si aggiungono da una generazione all’altra.
Riguardo alla nostra ossessione nella cultura occidentale, con la Luna Piena, pensate a questo: le maree non ci sono solo con la Luna Piena, infatti la Luna esercita la sua forza anche con la Luna Nuova, ma in questo non ci sono tutti i miti che abbiamo per la Luna Piena. Forse si tratta solo di tante spiegazioni antiche per dar ragione di quella grande cosa che vediamo da sempre nel cielo. Ma nel 2012, dopo esserci anche stati con diverse missioni spaziali e astronauti, e con attualmente 3 sonde nella sua orbita, non c’è motivo di aggiungere miti e leggende per rendere incredibilmente affascinante questo corpo del Sistema Solare.
Fonti e altro materiale:
http://faculty.washington.edu/chudler/moon.html
http://www.skepdic.com/fullmoon.html
http://solarsystem.nasa.gov/planets/profile.cfm?Object=Moon&Display=OverviewLong

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http://www.straightdope.com/columns/read/1348/whats-the-link-between-the-moon-and-menstruation
http://www.livescience.com/13323-supermoon-lunacy-full-moon-myths.html
http://www.straightdope.com/columns/read/552/do-things-get-crazy-when-the-moon-is-full

Fonte: Link 2 Universe

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