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Posts Tagged ‘Tangeri’

Tanjazz Festival, 13esima edizione internazionale a Tangeri

September 19, 2012 Leave a comment

Dal 19 al 23 settembre a Tangeri si terrà la 13esima edizione del Tanjazz Festival, un evento che offrirà a tutti gli amanti della musica l’opportunità di ascoltare, vedere e incontrare i grandi artisti della scena jazz internazionale, nonché di vivere la città di Tangeri al ritmo di una musica che propone un’armonia tra la cultura africana e quella occidentale.
Tra gli ospiti dell’edizione 2012: Ben Prestage, Noam Vazana, Manuel Hermia Quintet, Sergio Monroy Trio, Puissance Jazz Big Band e molti altri. Non mancherà l’occasione di lasciarsi trasportare dalle note dei jazzisti marocchini, tra i quali Tawfik Ouldammar & Souissi Trio, M’Oud Swing Quartet e Gnawa Express. 
Il Palais des Institutions Italiennes accoglierà le principali performance in programma durante il festival, ma sarà tutta la città di Tangeri a vibrare al suono dei sassofoni, delle trombe, delle tastiere e delle percussioni. 
Tanjazz rappresenta anche l’occasione ideale per andare alla scoperta di Tangeri, la città bianca del Marocco che domina incontrastata lo stretto di Gibilterra e che continua ad ammaliare artisti e viaggiatori.
Per maggiori informazioni sul Tanjazz Festival 2012: www.tanjazz.org


 

Mohamed Choukri, fondazione culturale dedicata allo scrittore tangerino

July 25, 2012 Leave a comment

Innamorato della perla del nord, Mohamed Choukri ha fatto della città un elemento essenziale dei suoi scritti. In effetti, Tangeri, sarà dotata di una Fondazione culturale che avrà lo scopo di perennizzare l’opera di questo scrittore tangerino deceduto nel 2003. L’annuncio ufficiale di questo progetto è stato dato durante il sesto incontro dedicato all’autore di “Pane Nudo”, che si inscrive nel quadro della 8° edizione del Festival mediterraneo della cultura amazigh “Twiza”, i cui lavori sono terminati domenica 15 luglio, a Tangeri. Secondo gli amici e i parenti di Mohamed Choukri, la creazione di questa Fondazione culturale realizzerà il desiderio di quest’ultimo. Molto attesa ed evocata per la prima volta durante le esequie dello scrittore tangerino, questo progetto, che all’epoca era fortemente voluto dai responsabili ma mai realizzato, si concretizzerà grazie al patnerariato tra il ministro della cultura, il comune urbano di Tangeri e la Fondazione del Festival Twiza, ha dichiarato il sindaco di Tangeri, uno dei fondatori del Festival Twiza. Dalla morte dello scrittore, nove anni fa, molti incontri sono stati dedicati allo scrittore che nacque nella regione del Rif, a Beni Chiker, nel 1942, andando a vivere con i genitori a Tangeri sette anni più tardi. Era analfabeta e solo a 20 anni conobbe la lettura e la scrittura, scrivendo poi il suo primo libro a 37 anni, il famoso Pane Nudo, tradotto in diverse lingue. Questo romanzo autobriografico descrive la vita miserabile e instabile del giovane Mohamed, vita passta in gran parte nell’antica medina di Tangeri. Seguirono poi altri romanzie novelle tra cui Zaman Al Akhtae (Il tempo degli errori), Majnoun Al Ward (Il folle delle rose) e Al Khaima (La tenda). Per i critici letterari, Mohamed Choukri è riuscito grazie alla sua opera a far scoprire la storia di Tangeri, città  considerata come una terra di accoglienza per celebri artisti e scrittori come Paul Bowles, Jean Genet e Tennessee Williams.  Gli iniziatori di questo progetto della Fondazione Mohamed Choukri desiderano creare un luogo di incontro, che contribuirà alla promozione culturale della città; oltre a tutte le opere di Choukri, i visitatori potranno scoprire altri talenti tangerini nei diversi settori artistici come il canto, grande passione dello scrittore marocchino.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Ramadan, mercati di strada illegali e assolati

July 25, 2012 Leave a comment

In queste giornate di luglio e di Ramadan,  dove il termometro oltrepassa i 40°, molti commercianti ambulanti vendono burro, carne, o ancora pesce, sistemato sui carretti o sulla plastica appoggiata al suolo, inondandono la medina. Altri ancora espongono diversi prodotti di consumo, mortadella(nome inappropriato in quanto è un prodotto a base di impasti di carni varie halal), cioccolato, succhi, yougurt, formaggio e biscotti, tutti provenienti dal contrabbando, che stazionano ore e ore sotto il sole cocente. Oltre all’agroalimentare, molti prodotti cosmetici che sono vurnerabili alle alte temperature africane. Pannolini e fazzoletti igienici sono proposti al dettaglio a 1 o 2 Dh (10 cent) alla confezione! E ancora moltitudine di negozi che vengono datteri, frutta secca e altro esposte ovunque sulla strada.  Personalmete ho visto qualche giorno fa, in piena canicola (50° all’ombra), sulla Place Jemaa el Fna, centinaia di bottiglie di acque minerali in plastica scaricate sull’asfalto rovente  in attesa di essere prelevate, non prima del tramonto, dai vari banchi alimentari che affollano la piazza;  tutti sappiano che le bottiglie di plastica, superata una certa temperatura, diventano nocive per la salute. E ancora decine di pseudo-macellai espongono la carne “all’antica“, in pieno sole e in balia degli insetti, e non esitano a trattarla con gelatine e coloranti per fare in modo che risulti fresca.  Lo scenario è praticamente identico in tutte le città del reame marocchino, senza choccare alcuno. I clienti affluiscono su questi mercati dove i prezzi sbaragliano ogni tipo di concorrenza arrivando anche a 30-40% in meno del prezzo presente sui circuiti formali. I prodotti di contrabbando e quelli scaduti inondano il mercato, dal nord al sud del paese. Anche i droghieri ne fanno largo uso e sono esposti in prima fila davanti alle merci legali. Si salvano i medi e grandi centri commerciali in quanto sono tenuti alla tracciabilità. Ci sono comunque anche in questi centri grossi problemi di déffaillances come verdure e carni nello stesso frigo, cattiva conservazione, scadenza dei prodotti. A Tangeri anche i farmacisti inviano i prodotti di parafarmacia all’ingrosso di Sebta, ovviamente scaduti, che vengono venduti a metà prezzo. Ma da dove arrivano questi prodotti che sfuggono ad ogni controllo, minacciando la salute dei consumatori e che decapitano l’economia formale? L’olio da tavola algerino importato clandestinamente dall’Algeria, per esempio, nuoce all’operatore locale sino al 5% della sua cifra d’affari. Queste mercanzie sono introdotte in Marocco dalle enclavi di Sebta e Melilla, dall’Algeria e dalle frontiere della Mauritania, come ha dichiarato Bouzza Kherrati, presidente della Federazione marocchina dei diritti del consumatore, un collettivo che raggruppa 19 associazioni. Questa macchina illegale è ben oliata grazie a dei reseaux organizzati con professionalità, oltre a privati in cerca di buoni affari. La Federazione distingue 3 tipi di contrabbando: il nero che viene introdotto senza che nessuno se ne accorga, il grigio, quando i trafficanti usano il loro potere per far passare le loro mercanzie illegamente, e infine il chiaro: prodotti importati legalmente ma con le date di scadenza modificate o cancellate. Davanti a questo flusso di merci, i servizi della dogana sono scavalcati da queste introduzioni massive. Nelle zone frontaliere, come ovunque nel mondo, esistono fabbriche specializzate nel traffico di prodotti di contrabbando. È ovvio che molti incidenti avvengono a causa di questi prodotti; è di qualche settimana fà la notizia di una intossicazione collettiva causata da maionese e salsa ketchup avariata, nei pressi di Tetouan. Bisogna aggiungere che la responsabilità maggiore è a carico dei consumatori che non esitano ad acquistare prodotti a prezzi irrisori senza tenere in conto la composizione, la data di scadenza o le condizioni in cui il prodotto si trova. Quindi, in finale, i consumatori pagano il prezzo della loro incuranza. E il governo, insieme agli istituti preposti ai controlli stanno a guardare!

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Alexandre Dumas, tre giorni a Tangeri

July 18, 2012 Leave a comment

Nel 1846, lo scrittore francese Alexandre Dumas Père fece una visita di tre giorni a Tangeri. Un soggiorno particolare, che ispirò un testo di un centinaio di pagine sulla descrizione della città. Questo ritratto è stato pubblicato dai tipi Afrique-Orient, 164 anni dopo la sua prima pubblicazione, in un opera titolata Scalo a Tangeri, 1846. Dumas appare come affascinato dagli uomini e le donne che vivono nella città dello Stretto e descrive i tangerini e le loro acconciature bibliche, rimanendo colpito dalla loro dignità. Scrisse che “mai imperatore coperto di porpora, entrando a Roma sul suo carro trionfante percorrendo la Via sacra per salire al Campidoglio, ha alzato la testa con più dignità”.  Secondo Dumas,” la dignità è intrinseca nell’uomo, immagine di Dio, e non è prerogativa del rango che occupa e neppure nell’abito che la copre. L’arabo è sultano nelle sue terre come l’imperatore nel suo reame“.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Cecil Beaton a Tangeri, un Marocco d’autore

June 13, 2011 Leave a comment

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Gli anni ’30 furono per il grande fotografo Cecil  Beaton anni di grande lavoro. Viaggio’ dal Nord Africa alla Spagna, dalla Russia a Palm Beach, passando per Città del Messico. Il lavoro fatto da Beaton in quel decennio rifletterà tutta la sua esperienza e la sua tecnica fotografica. Ritratti di un sempre più vasto campionario di personalità del mondo dello spettacolo, delle arti, hight society, fotografie di moda e le immagini affascinanti che documentano i suoi viaggi  oltreoceano. Cecil Beaton univa elementi barocchi per creare scenari surreali e tuttavia, era ugualmente capace di fare un ritratto splendido senza alcun artificio, usando solo le luci e la sua innata abilità persuasiva per immortalare i soggetti nelle loro pose naturali e, di solito, adulatorie. Per le fotografie di moda per Vogue, Beaton inventò scenari raffinati per gli elegantissimi abiti che appaiono nella rivista. Rigide, drammatiche scene per vestiti importanti di Schiapparelli o Charles James; sfondi capricciosi per abiti romantici, fotogrammi di un racconto il cui svolgimento era libero arbitrio del lettore. Del 1937 il reportage sul Marocco, con immagini di interni di case malfamate come quella con due figure, una composizione quasi pittorica con caratteristiche di spazio e di prospettiva che fanno pensare ad un interno di Vermeer. Lo scoppio della guerra del 1939 segnò l’inizio di una nuova fase nella sua carriera, rinunciando al lato più frivolo che aveva caratterizzato gran parte della sua produzione artistica per dedicarsi con passione al nuovo incarico di fotografo ufficiale di guerra alle dipendenze del Ministero dell’Informazione. In questa veste documentò i danni prodotti dai bombardamenti su Londra e le attività dela RAF nelle sue basi sparse nel paese: poi si recò al fronte in Nord Africa, dove seguì la guerra nel deserto e successivamente in Estremo Oriente. Alcune di queste immagini sono diventate giustamente famose: quella della bambina ferita in un letto d’ospedale che venne pubblicata sulla copertina di Life e, si dice, fu determinante nel convincere l’opinione pubblica americana della necessità di scendere in guerra; le eleganti, tormentate astrazioni realizzate tra i resti di carri armati nel deserto o tra le rovine di case crollate sotto le bombe a Tobruk; la terrificante tempesta di sabbia, da cui un soldato tenta di salvarsi correndo disperatamente verso la sua tenda. Tornando alla vita civile, Beaton riprese le fila della sua carriera, viaggiando, fotografando, progettando. Nell’immediato dopoguerra le sue immagine più sublimi tra cui lo sflogorante studio del ’48, ispirato a Watteau, una composizione complessa con otto modelle in abiti da sera di Charles James, considerato ancora oggi un capolavoro del genere. E’ nell’estate del 1949 che Beaton ritorna in Marocco, precisamente a Tangeri, per incontrare Truman Capote.

Nell’autobiografia di Paul Bowles “Senza mai fermarsi” (Le Comete -Feltrinelli) così lo scrittore descrive quel periodo: “Nell’estate del’49 non si era ancora trasferito (Truman Capote)  nella sua casa di Jemaa el Mokra sulla Montagna, e divideva la Guinnes House de Marshan con Cecil Beaton. Truman non trovava la città del tutto di suo gusto, ma rimase lo stesso tutta l’estate al Farhar con Jane e me perchè c’era Cecil“.  Paul Bowles ricorda ancora nella sua  autobiografia che Beaton resto’ per tutta l’estate a Tangeri e che in occasione di un party che si tenne sulla spiaggia, alle Grotte di Ercole, fu proprio il fotografo a decorare una delle grotte, dove vennero serviti per tutta la notte champagne e hascisc. Tra gli ospiti Barbara Hutton, Gertrude Stern, Burroughs e molti altri importanti artisti. Quella particolare serata fu sottolineta da una orchestra andalusa che rimaneva parzialmente nascosta dalle rocce e dalle lanterne, mentre sulla spiaggia gruppi di invitati giacevano su enormi cuscini, sotto la luce della luna. A partire dal 1957 Beaton dedicò tutte le sue energie al teatro e al cinema mentre gli anni sessanta assistevano ad un grande fermento di giovani talenti e artisti, ai quali si legò con passione. I Rolling Stones, David Hockney, Peter Balke, David Bailey, Rudolph Nureyev e Andy Wharol con il suo entourage,  sono solo alcuni fra i tanti amici e modelli di cui si circondò.  Nei “Diari di Cecil Beaton – 1965/1969” Beaton descrive con dettagli succulenti le sue notti bollenti con i giovanissimi Rolling Stones all’Hôtel El Minzah di Tangeri nel 1967. Nel 1974 Beaton rimase semiparalizzato e questo segno’ la fine ufficiale della sua carriera fotografia anche se il suo splendido servizio sulle collezioni A/I 1979 per Vogue Francia fu un ulteriore prova della sua volontà di non arrendersi mai. Truman Capote, nell’introduzione a “The Best of Beaton” rende omaggio all’occhio del fotografo con parole che sono un epitaffio: “La sua intelligenza visiva è genio (…) Ascoltare Beaton descrivere in termini visivi una persona, un posto o un paesaggio è come assistere ad una rappresentazione , divertente o brutale o bellissima, ma sempre senza ombra di dubbio brillante. (…)  quello che rende l’opera di Beaton unica e la sua straordinaria intelligenza e comprensione visiva che permea le sue foto“.

Fonte: My Amazighen