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“Storia di una madre”, personale di Aka B presso lo Spazio Meme di Carpi

April 20, 2013 Leave a comment

Storia di una Madre - Aka B-w600-h600

Storia di una madre
Personale di AKA B
A cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini.
Illustrazioni tratte dalla fiaba di H.C. Andersen, Alessandro Berardinelli Editore.
Inaugurazione Sabato 20 Aprile ore 19.30, con  live painting dell’artista.
Nell’ambito del Premio Arturo Loria 2013.
Dal 20 Aprile al 22 Maggio 2013
Presso Spazio Meme, in via Giordano Bruno 4 a Carpi (Mo)
Orari : tutti i pomeriggi dalle 16 alle 20,
Sabato e Domenica anche la mattina dalle 10 alle 13,
chiuso il Giovedì
Per informazioni:
Francesca Pergreffi – francesca@spaziomeme.org
Filippo Bergonzini – filippo@spaziomeme.org
http://www.spaziomeme.org
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale ad offerta libera; gli eventi e le mostre sono a ingresso gratuito.
Sabato 20 Aprile alle ore 19.30 Spazio Meme, in via Giordano Bruno 4 a Carpi, sarà lieto d’inaugurare la personale di Aka B “Storia di una madre” a cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini. Per l’occasione l’artista eseguirà un live painting e sarà esposta una selezione delle tavole originali del libro “Storia di una madre” tratto dalla fiaba di H. C. Andersen edito da Alessandro Berardinelli Editore nella collana Sigilli.
Le fiabe non sono mai storie particolarmente liete e rassicuranti, anche nelle loro versioni più edulcorate o rivisitate in chiave disneyana, sono ricche di elementi ambigui e oscuri e macabre allegorie; “Storia di una madre” di Hans Christian Andersen non fa eccezione.
La fiaba racconta le agghiaccianti prove che deve compiere una madre alla ricerca del figlio che la Morte, in persona, le ha sottratto in una gelida notte d’inverno.
Una fiaba che mette in luce l’incondizionato Amore di una madre, che la porta a compiere sacrifici estremi per aiutare e soccorrere il figlio e all’accettazione finale del Volere del Destino.
Aka B si è cimentato nella narrazione per immagini di questa straziante storia, focalizzandosi sulla Disperazione della madre; e noi ne siamo inondati.
Nella sua rilettura grafica della fiaba, Aka B è terribilmente efficace nel visualizzarne le atmosfere cupe, tetre e desolate, nel dare un volto ai personaggi ambigui che la madre incontra durante la sua ricerca e nel tratteggiare gli spettrali paesaggi invernali in cui è ambientata la storia.
La scelta di Aka B è di raccontare senza l’utilizzo di parole, realizzando un fumetto “muto” senza dialoghi né didascalie, affidando la narrazione all’intensità e all’espressività di volti e figure e alla carica simbolica di gesti, pose e ambientazioni. Nel loro scorrere silenzioso le tavole di Aka B hanno una potenza espressiva tale che possiamo sentire l’ululato del vento gelido che graffia il volto alla madre e i suoi piedi che affondano pesanti nella neve, percepire i suoi lamenti e i suoi singhiozzi e udire le sue “grida” di dolore rassegnato dinanzi alla Morte.
Aka B, che è allo stesso tempo pittore, fumettista, illustratore, filmmaker e videoartista, sembra voler sintetizzare in “Storia di una madre” le possibilità visive e narrative di tutti i linguaggi con cui lavora. L’ombra del fumetto s’intravede nelle tavole, Aka B difatti utilizza i baloons, ma compie una sorta di Matrioska narrativa: essi sono privi di parole e contengono a loro volta altre immagini.
Le illustrazioni hanno un segno grafico crudo, asciutto, essenziale, apparentemente didascalico, ma dotato di una forte capacità evocativa; infatti ha il potere di richiamare e sottintendere il testo mancante della fiaba originale.
L’artista fa trasparire la sua sensibilità cinematografica nella composizione narrativa delle tavole: utilizza inquadrature che alternano campi lunghi, primi piani e dettagli; il dipanarsi del racconto tra stacchi netti, piccole ellissi e raccordi.
Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini
Con un segno grafico glaciale Aka-B è riuscito a coniugare la sua idea di arte ad un classico della fiaba quale è Andersen. Ha fatto un’operazione artistica molto difficile: portare attraverso il colore le atmosfere plumbee della storia. Ho letto la fiaba Storia di una madre scorrendo le pagine del volume da lui illustrato e mi è apparsa una realtà aumentata in cui tutti gli elementi concorrono a fare delle sue tavole una vera e propria opera d’arte.
Aka-B è un narratore che si trova a suo agio sia con la parola sia con l’illustrazione che con la pittura. In lui non scinderei questi tre elementi costituitivi: pittura, scrittura, illustrazione. Predilige l’indie, anche perché il suo passato di writer lo porta quasi geneticamente a offrire le sue capacità a soggetti, contenuti, estetiche ancora poco sfruttate e battute dalla critica e dal mondo dell’arte mainstream. Per questo mi sento di dire che è un artista ancora pieno di energia e in fieri pur avendo un’autorialità riconoscibile nel panorama internazionale.
Le sue storie mi sembrano ancora fresche nella loro drammaticità, ispirate nella loro cupa esposizione, e quella che può sembrare un’apocalisse viene resa con la grazia di chi cerca di interpretare il mondo, se stesso, l’animo umano, cercando di trasporli con uno sguardo forte del dono di un talento selvatico eppure controllatissimo
Davide Bregola
Direttore artistico della Festa del Racconto di Carpi. Scrittore e critico.
Tre allegri malfattori (Barbera 2013) il suo romanzo più recente.
Aka B (Milano, 26/07/1976) Aka: acronimo dell’espressione inglese Also Known As, espressione che significa “anche conosciuto come” e usata per descrivere gli pseudonimi, i nickname, i nomi d’arte di un autore.
B: La lettera deriva dall’antichissimo alfabeto lineare, usato nel Sinai più di 3.500 anni fa, a sua volta derivato dal geroglifico, in cui il suono [b] era rappresentato da una casa.
È uno dei fondatori dello Shok Studio. Ha collaborato con le principali case editrici statunitensi, Marvel, Dark Horse, DC Comics. In Italia si segnala la sua collaborazione a vari progetti come Nixon, Lamette, LaScimmia, Monipodio, Rolling Stone,The Artist, Puck, Mucchio Selvaggio, ilMale, Lolabrigida, Collettivo Mensa,WormGod, InPensiero, El Aleph e molte altre. La sua sperimentazione lo porta verso il cinema, e dopo una lunga serie di cortometraggi, animazione classica e in flash, nel 2003 esce “Mattatoio”, lungometraggio da lui scritto e diretto, selezionato per la 60a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a cui fa seguito “Il corpo di Cristo” selezionato al Bellaria Film Festival. Chiude la trilogia invisibile con “Vita e opere di un Santo” selezionato allo Stigma Film Festival di Palermo. Espone in numerose mostre i suoi mostri generati dalla ragione. Dal 2010 è membro del collettivo Dummy. Il suo gruppo sanguigno è 0 Rh-forse.
Lungometraggi :
Mattatoio – selezionato per la 60a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il corpo di Cristo – selezionato al Bellaria Film Festival.
Vita e opere di un Santo – selezionato allo Stigma Film Festival di Palermo.
Libri:
ReVolver per Poseidon Press – Redux e PoP! per Grrrzetic – Le 5 Fasi per BD – Voci Dentro per Latitudine 42 – Come Un Piccolo Olocausto e Un Uomo Mascherato per Logos – Storia di una Madre per Alessandro Berardinelli Editore
Di Prossima Uscita:
M O N A R C H – Logos
In Lavorazione:
Purania
Non Un Atomo
Un Pulcino Con Due Teste
Le Mani Di Z.
The Overdose Death Of Dana Plato
http://mattatoio23.blogspot.it/
http://akab23.tumblr.com/

“Tema del Ritorno”, mostra di Luigi Massari, Patrizia Emma Scialpi presso lo Spazio Meme di Carpi

December 14, 2012 Leave a comment

Border, di Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi, acrilico e collage, 30x40cm

Tema del Ritorno 
mostra di Luigi Massari, Patrizia Emma Scialpi 
a cura di Francesca Pergreffi 
Inaugurazione 15 Dicembre 2012 ore 19
Dal 15 Dicembre 2012 al 13 Gennaio 2013 
Orari mostra: tutti i giorni dalle 16 alle 20; martedì, giovedì, sabato e domenica anche dalle 10 alle 13.
Spazio Meme – via Giordano Bruno 4, Carpi (Mo)
Info: francesca@spaziomeme.org 
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale ad offerta libera; gli eventi e le mostre sono a ingresso gratuito 
www.spaziomeme.org
“Tema”: ciò che pone; radice della parola; argomento; frase musicale posta all’inizio della composizione che viene poi ripresa e sviluppata; timore. 
“Ritorno”: raggiungere un luogo da dove si era partiti; ciclicità; restituzione; conseguenza positiva di un’azione; inversione della direzione di moto. 
Queste declinazioni di significato sono tutte comprese nella realizzazione e nella visione del progetto: Tema del ritorno, di Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi. 
“Tema – che come dicono gli artisti – è declinabile sia verso una concezione primordiale, con un discorso più ampio legato alla riscoperta delle proprie radici naturali; sia verso una riflessione sul tempo, legata quindi a un’indagine sulla memoria e sul passato. 
L’elemento naturale può diventare simbolo di attaccamento e legame con la propria Terra, manifestando la tendenza collettiva a esternare uno slancio vitale verso noi stessi e le nostre origini. Oppure può rappresentare la traccia di un atto di appropriazione e rivitalizzazione del tempo vissuto”. 
Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi partendo dalle loro differenze, sessuali e stilistiche, s’incarnano in una figura bicefala che va alla ricerca di tracce e simboli tutelari di un passato che, una volta vivisezionati e ri-scritti, si fan portatori di un nuovo presente. 
La loro ricerca è un’onda che partendo dal sè va a ritroso verso lo stato embrionale e raccoglie segni che poi rimanda fuori, all’altro. Un moto ondoso che trasforma i segni e li riporta al presente sotto forma di echi. 
Luigi e Patrizia Emma stilano una mappa antropologica in cui gli elementi accostati in un presunto disordine creano una relazione e una dialettica serrata fra l’universale e il personale, la natura e l’individuo, il passato e il presente, l’uomo e la donna. 
Gli artisti compiono una meticolosa opera di tessitura in cui tutti gli elementi concorrono alla visione finale mantenendo la loro essenza originaria; ogni parte potrebbe vivere autonomamente ma ha la necessità di comunicare con le altre perché il loro è un viaggio relazionale. “Per quanto riguarda la presentazione dei lavori – spiegano gli artisti – abbiamo scelto di ispirarci all’atlante figurativo di Aby Warburgcaratterizzato dall’accostamento d’immagini che dialogano secondo molteplici logiche di senso. Allo stesso modo l’allestimento suggerirà una comunicazione tra le nostre opere e il materiale collaterale integrato nell’allestimento (fotografie, schizzi, appunti e ‘oggetti sensibili’) concedendo a chi guarda la facoltà di creare personali percorsi associativi e inediti accostamenti di senso”. 
Il metronomo generato da Luigi e Patrizia Emma è l’unione della visione cruda, magmatica, a tratti apocalittica, di un primordiale, di Massari; e dalla stratificazione mnestica, silenziosa, perpetua e linfatica, della Scialpi. 
Come spiegano gli artisti: “Tema del Ritorno si configura quindi come un’unica opera in evoluzione che tende verso un affievolimento dell’autorialità individuale del singolo artista, a favore di una fusione di stimoli visivi, linguaggi e significati”. 
Francesca Pergreffi 
LUIGI MASSARI 

Nato a Bari nel 1978. 
Diplomato in Pittura e laureato in Pedagogia e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. 
Dal 2010 è ideatore e promotore dell’Underdogstudio, progetto in bilico tra realtà curatoriale indipendente e collettivo di artisti, attivo tra Modena e Milano. 
Nel 2011 in collaborazione con l’artista Carlo Spiga fonda Terzo Fuoco, gruppo musicale sperimentale con una forte componente artistico/performativa. 
Vive e lavora tra Milano e Modena. 
CONTATTI 
www.luigi-massari.blogspot.it 
PATRIZIA EMMA SCIALPI 
Nata a Taranto nel 1984, vive e lavora tra Milano e Modena. 
Laureata nel 2009 in Beni Architettonici, Archeologici e dell’Ambiente presso L’Università degli Studi del Salento, è attualmente iscritta al Biennio Specialistico di Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. 
Da settembre 2010 è promotrice, insieme ad altri artisti, del progetto Underdogstudio, spazio indipendente per l’arte contemporanea. 
Attualmente si occupa della Sezione Arte di VELUM, blog a cura di Giuseppe Damato per nssmag.com 
CONTATTI 
www.patriziaemmascialpi.blogspot.com
 

“A Silent Dialogue”, mostra di Amalia Mora e Daniela Tieni presso lo Spazio Meme di Carpi

November 5, 2012 Leave a comment

A SILENT DIALOGUE
Mostra di Amalia Mora e Daniela Tieni 
A cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini
Il 27 Ottobre alle ore 19, allo Spazio Meme, A Silent Dialogue, progetto nato dalle menti di Amalia Mora e Daniela Tieni, è uscito dalla rete e ha preso fisicità nella mostra a cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini.
Le due illustratrici, nel Maggio del 2012, hanno dato vita ad un dialogo muto: “Io e te: dire sì o no, rispondendo solo con un disegno. Non una parola, né una spiegazione”.
Per sei mesi Amalia Mora e Daniela Tieni si sono parlate tra loro in silenzio attraverso le immagini. Attraverso il loro botta e risposta, a cadenza mensile, hanno dato vita ad una sorta feullieton visivo contemporaneo appassionante e coinvolgente.
Ora le artiste hanno scelto di esporre la loro conversazione composta da diciotto tavole, e di dialogare faccia a faccia attraverso un live painting sulla parete dello Spazio Meme. 
Per capire il “punto di partenza” delle artiste, i curatori hanno scelto di esporre anche una selezione di alcuni lavori a prescindere dal progetto A silent dialogue. Qui di seguitoun’intervista alle illustratrici a cura di Francesca Pergreffi e un testo critico di Filippo Bergonzini.
Ho deciso  d’intervistare Amalia Mora e Daniela Tieni per sentire le loro voci: 
Tutto ha inizio il 4 Maggio. Come vi siete “scelte”?
D: Amalia è stata l’ideatrice del progetto. Mi ha contattata, mi ha chiesto se avevo voglia di intraprendere questa conversazione con lei: ho accettato subito. Seguivo da tempo il suo lavoro e mi sembrava un buon modo per far confluire le energie e per conoscerci meglio.
E l’idea com’è nata?Dalla volontà di una scambio di linguaggio per un confronto artistico?
A: L’idea è nata prima di tutto dalla possibilità di avere una partner con la quale dialogare attraverso quello che ci accomuna: il disegno.  Indubbiamente il confronto artistico è inevitabile, ma resta una conseguenza.
Nella vostra prefazione si legge: “Io e te: dire sì o no, rispondendo solo con un disegno. Non una parola, né una spiegazione” vi siete date altre regole?
D: No, ma ci siamo responsabilizzate subito l’una verso l’altra. Ci siamo sentite in dovere di rispettare il lavoro che stavamo facendo, i nostri appuntamenti, libere di risponderci in qualunque modo.
Come affrontate la problematica della narrazione; ve la siete posta o vi lasciate andare all’impulso, alla casualità di quel che succede lì, per lì?
A: Abbiamo cercato di seguire gli indizi che ogni volta la tavola illustrata alla quale rispondevamo ci suggeriva. L’indizio trovato era il  trampolino dal quale saltare per arrivare più in là, verso un altro spazio, un’altra prospettiva, un’altra inquadratura, un’altra atmosfera.
Son passati sei mesi dall’inizio del vostra conversazione avete visto e sentito, o subito, delle trasformazioni rispetto alla prima battuta?
D: Dal punto di vista figurativo almeno per quel che mi riguarda sì. Ad un certo punto del percorso la figura femminile che entra nella bocca della donna, nel primo disegno di Amalia, smette di essere al centro dell’attenzione e tutto si sposta su un gioco di forme geometriche e di trasformazione. D’altronde un dialogo è anche questo. Si può iniziare a parlare di una cosa e si può finire a parlare di tutt’altro. È stato un ottimo esercizio, uno stimolo a raccogliere i segni di una persona lasciati sul foglio e farli vivere su un altro, come fosse il suo secondo giorno.
La visione del vostro carteggio mi ha affascinato e divertito perché c’è stato un momento di puro godimento giocoso: la curiosità da romanzo giallo di scoprire cosa vi state dicendo. Poi ho deciso di lasciarmi catturare dall’atmosfera che avete creato, infine  mi son concessa la libertà di “ignorarvi”e dare il mio significato senza cercare gli indizi. Di creare una mia storia.
Nella creazione del vostro carteggio che ha volutamente l’aspetto privato e pubblico vi siete mai sentite in dovere di decodificarlo agli altri?
A: No, è tutto nascosto nel disegno e non c’è nient’altro da aggiungere. La nostra è una strana creatura ibrida e il fascino della sua natura sta proprio nell’essere un dialogo privato che diventa pubblico. In questo caso spiegare sarebbe quasi come un venir meno a quella che è l’unica regola del nostro dialogo: il silenzio.
A silent dialogue nasce in rete quindi la partecipazione attiva del pubblico è maggiormente voluta,  che ruolo gli attribuite nel vostro progetto?
D: Esattamente per la curiosità che ha suscitato in te, e che hai descritto nella domanda precedente.
È interessante vedere cosa un’altra persona ha capito del nostro botta e risposta, se ha visto delle cose  che a noi non sono saltate all’occhio. In realtà nasce in rete dopo un periodo già fitto di scambi. Mancava un terzo occhio. Volevamo vedere come sarebbe stato accolto.
Dopo alcuni mesi avete sentito il desiderio di portare il vostro progetto al di fuori della rete, è un punto o un punto a capo?
A: Per ora è un punto e virgola.
Il 27 Ottobre vi incontrate in un dialogo faccia faccia di fronte ad una parete; rimarrete legate alle regole che vi siete date? A silent dialogue cambierà sia la forma che l’essenza poiché per la prima volta lavorerete insieme una affianco all’altra?
D: Direi la forma, ma l’essenza no. Vivremo insieme la serata e insieme dipingeremo su un unico spazio comune, ognuna con la sua voce. Disegno per disegno ci siamo lanciate un filo da stringere per dirci e raccontarci delle cose, seppure surreali e impossibili. Ma è bello conservare degli spazi per essere liberi, e avevamo voglia di dare una conclusione al progetto, di farlo incontrandoci e non stando in due città diverse. Farlo senza uno schermo davanti. 
Sarà il nostro abbraccio.
Francesca Pergreffi , Amalia Mora, Daniela Tieni
Meta-dialoghi:
In un’ epoca di velocissimi scambi sincronici e di rumorose conversazioni simultanee Amalia Mora  e Daniela Tieni hanno preso una strada diversa, inscenando un dialogo lento e silenzioso.
Un esperimento che ha avuto inizio il 4 maggio del 2012 con l’apertura di un blog dove le due artiste conversano solamente attraverso i loro disegni; nessun titolo, nessuna descrizione, nessun commento, ma solo una data a introdurre ogni segmento di questo dialogo visivo. Un botta e risposta afono e asincronico, dove tra la pubblicazione di un disegno e l’altro possono passare pochi giorni o intere settimane.
Piuttosto che di un’opera realizzata a quattro mani si potrebbe parlare di un progetto a due menti, uno scambio di stimoli mentali e visivi, un fluido incrocio di stili grafici.
E’ un dialogo muto dagli spunti narrativi fiabeschi con più di un richiamo ad atmosfere alla Alice in Wonderland, un carteggio onirico in cui le due artiste condividono sogni e visioni, completandosi a vicenda.
Come in una conversazione in cui a lungo andare le voci si sovrappongono lo stesso vale per lo stile dei disegni; se all’inizio le voci grafiche delle due artiste sono ben distinte e riconoscibili – più preciso e descrittivo il tratto di Amalia Mora, più evocativo e astratto quello di Daniela Tieni – in seguito diventano più affini e indistinte, accomunate dalla scelta di immagini sempre più bizzarre e sognanti e l’iniziale linearità e chiarezza del dialogo diventa un flusso mentale unico e amalgamato, un  processo di scrittura “automatica”- o per meglio dire, di disegno automatico – che procede su un binario doppio, ma parallelo verso un’ infinito e indistinto punto di congiunzione.
Ci sono due livelli di lettura, o meglio di ascolto, in questo dialogo senza voci: il primo è quello di un esercizio di stile, in cui gli espedienti retorici sono i richiami al fumetto, all’illustrazione per l’infanzia ma anche alla pittura surrealista e metafisica; il secondo è quello di una conversazione tra due sensibilità creative decise a svelare allo spettatore/uditore le loro fantasie grafiche più intime e meno vincolate alle normali esigenze narrative che fanno parte del lavoro di un illustratore.
Filippo Bergonzini
INFORMAZIONI  GENERALI
PROGGETTO/MOSTRA di Amalia Mora, Daniela Tieni
A CURA DI Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini
INAUGURAZIONE: 27 Ottobre ore 19
LIVE PAINTING: 27 Ottobre ore 19.30 di Amalia Mora e Daniela Tieni
SEDE: Spazio Meme, via Giordano Bruno 4, Carpi (Mo)
PERIODO: dal 27 Ottobre al 9 Dicembre 2012
ORARI: Da Lunedì alla Domenica 16-20, Sabato mattina 9.30-13, pomeriggio 16-20, chiuso al Giovedì.
INFO: Francesca Pergreffi: francesca@spaziomeme.org; Filippo Bergonzini: filippo@spaziomeme.org;  www.spaziomeme.org
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale a offerta libera; gli eventi e le mostre sono a ingresso libero.
A Silent Dialogue: www.asilentdialogue.blogspot.it
Amalia Mora
Nasce nel 1982 a San Benedetto del Tronto, vive e lavora a Bologna. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna in Pittura.Lavora e collabora con: Bologna Dei Musei, Rockit , Lo Straniero,Watt Magazine, Pastiche magazine, Scp Italia, BeeSoft , PetitNoi.
Mostre personali:
NIENTE, BilBolBul festival  – Terre Rare Gallery, Bologna  ed Elastico, Bologna 2011
Collettive:
Weikap!,Castello della Rancia, Tolentino, 2010
C’era una volta Pasolini – Terre Rare Gallery, Bologna 2009
NEW RANT0.3, Tafuzzy Days, Castello degli Agolanti, Riccione 2002
4 tra il 5 l’8, L’Ariete Gallery, Bologna
www.amaliamora.com
Daniela Tieni
Nata nel 1982 a Roma, dove vive e lavora, si è laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti e ha conseguito un Master in Artiterapie all’Università Roma Tre.
Collabora con artisti e scrittori per diversi progetti, mostre collettive.
Viene selezionata per il catalogo e la mostra ai concorsi internazionali: Ilustrarte 2009, Ilustrarte 2012 e alla Bologna Children’s Book Fair 2012.
Pubblicazioni:Confesso che ho desiderato, scritto da Giulia Belloni, Edizioni Campass,selezionato al CJ Picture Book Awards 2011. Noir grand, scritto da Sébastien Joanniez, Rouergue edizioni, 2012.
www.fridainnamorata.blogspot.it
www.daniela-tieni.tumblr.com 
www.flickr.com/photos/tienidaniela/
www.behance.net/danielatieni
 
 

“Reveries”, collettiva presso lo Spazio Meme di Carpi

March 20, 2012 Leave a comment

“REVERIES”
a cura di Fabrica Fluxus Lab
Roberta Fiorito e Nico Murri
Artisti
Mariantonietta Bagliato, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro, Giuseppe Paolillo, Christina Calbari, Alessia Cocca, Fernanda Veron, Wallenberg
Opening 24 Marzo ore 19.00
Spazio Meme via Giordano Bruno 4, Carpi (MO)
In mostra dal 24 Marzo all’ 8 Aprile 2012
Lo Spazio Meme ha il piacere di ospitare “Reveries” la prima tappa di stART HUB, una mostra collettiva che da inizio ad un “tour” che vedrà il progetto presentato in diverse città d’Italia e d’Europa (per iniziare: Milano, Monaco, Berlino e Bari), in occasione di fiere e festival, presso spazi no-profit e gallerie d’arte contemporanea.
stART HUB è un progetto curatoriale ideato e promosso dall’Ass. Fabrica Fluxus Lab (vincitrice del bando Principi Attivi 2010 della Regione Puglia), volto a valorizzare e dare visibilità ai giovani artisti dal linguaggio contemporaneo, attraverso una pratica di promozione e diffusione dinamica dell’arte che ha nella “rete” la sua fondamentale modalità di pratica e d’azione. Una rete di spazi reali e virtuali, una rete fra diverse professionalità, che partendo da una riflessione sull’arte contemporanea e sulle necessarie trasformazioni in merito alla produzione artistica, promozione e fruizione, condividono,  lavorano e sperimentano nuovi metodi di collaborazione e cooperazione. L’intento è quello di creare attraverso esposizioni collettive temporanee occasione di scambio di opinioni e prospettive, fra artisti, curatori, operatori culturali e pubblico, incrementare le opportunità di visibilità per gli artisti emergenti e favorire l’interscambio culturale e creativo a livello nazionale ed internazionale.
Gli artisti partecipanti sono stati divisi in due gruppi, da non considerare come compartimenti stagni, ma anzi in osmosi e continuo dialogo. Uno costituito da artisti operanti nella Regione Puglia, selezionati tramite open call, e giudicati da una giuria di qualità composta da diverse figure professionali operanti nel mondo della cultura e dell’arte contemporanea ed un secondo gruppo composto da artisti nazionali ed internazionali invitati direttamente dai curatori.
La giuria votante è stata composta da:
Luca Beolchi – direttore del portale Lobodilattice;
Giovanni Cervi – curatore indipendente;
Mara Nitti – direttrice di Art Core Contemporary Art Project;
Francesca Pergreffi – curatrice e responsabile per le arti visive dello Spazio Meme;
Squp – artista della Strychnin Gallery di Berlino, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
stART HUB
“Reveries”
“Reveries” è un termine inglese arcaico che indicava uno stato di sogno in dormiveglia nonchè una metafora del sognare ad occhi aperti con suggestioni premonitrici. Il fatto che sia un termine non più in uso di una lingua “viva” allude alla testimonianza di una realtà passata che consegnataci parla in base al tempo che ha conisciuto, è, in un certo qual modo, il fantasma della parola sogno. Partendo da questa suggestione sono state, così, affidate 10 valigie a 10 artisti dando loro il compito di farsi portavoce di quello che sarebbe il sentimento “umano” dinnanzi ad una ipotetica minaccia di estinzione, fantasticando su cosa riporrebbero in una valigia – metafora dell’esodo e della migrazione verso un destino più favorevole- da lasciare in eredità ad un’altra civiltà che possa attraverso questo prezioso patrimonio conoscere quelli che erano i nostri sogni, le nostre paure, le nostre ambizioni ed i nostri fallimenti. Il 2012 è l’anno della “fine del mondo”. Ma lungi dal voler speculare su alcuna delle svariate -e spesso strambe- teorie apocalittiche sulla scomparsa imminente del nostro pianeta, ne abbiamo piuttosto considerato il fascino ed il significato simbolico quanto mai attuale. Sembra piuttosto evidente che il mondo stia affrontando una rivoluzione, che parecchi degli schemi sui quali sembrava poggiarsi stiano drasticamente crollando, e si avverte ora più che mai l’urgenza di un cambiamento su più fronti, da quello politico a quello economico, dalla salvaguardia ambientale a quella “sociale”. L’arte -ora come sempre-  è la cartina di tornasole di questi momenti critici. L’artista ha spesso fornito una testimonianza del suo tempo prima degli altri, anticipando con l’occhio e la mano il racconto della sua epoca.
INFO:
Titolo: “Reveries”
Artisti: Mariantonietta Bagliato, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro, Giuseppe Paolillo,
Christina Calbari, Alessia Cocca, Fernanda Veron, Wallenberg
A cura di: Fabrica Fluxus Lab, Roberta Fiorito, Nico Murri
Luogo: Spazio Meme, via Giordano Bruno 4 – Carpi (Modena)
Date: in mostra dal 24 Marzo all’8 Aprile 2012 – Opening 24 Marzo ore 19.00
Orari: dal Lunedì alla Domenia dalle 16 alle 20, Sabato anche la mattina dalle 9.30 alle 13, Giovedì chiusa
Partner: ART Core Contemporary Art Project, Spazio Meme, Fabrica Fluxus Art Gallery, Lobodilattice, Pool Megazine, Woodenlegs
Contatti:
Roberta Fiorito e Nico Murri di Fabrica Fluxus Lab (curatori e promotori del progetto stART HUB) – starthubproject@gmail.com / http://www.starthubproject.com
Francesca Pergreffi (curatrice e responsabile per le arti visive dello Spazio Meme) – francesca@spaziomeme.org / http://www.spaziomeme.org

“La Commedia di Arturo”, mostra personale di Studio Arturo presso lo Spazio Meme di Carpi

February 14, 2012 Leave a comment

La Commedia di Arturo
Personale di Arturo a cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini dal 18 Febbraio al 18 Marzo 2012
Inaugurazione Sabato 18 Febbraio 2012 ore 19
Spazio Meme, 
via Giordano Bruno 4
Carpi (Mo)
www.spaziomeme.org
Orari: 
da Lunedì alla Domenica dalle 16 alle 20, 
Sabato anche la mattina dalle 9.30 e 13,
chiuso al Giovedì
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale a offerta libera; 
gli eventi e le mostre sono a ingresso libero.
Info:
Francesca Pergreffi: francesca@spaziomeme.org;
Filippo Bergonzini: filippo@spaziomeme.org; 
Arturo, uno studio d’illustrazione e grafica tutto al femminile che con ironia ha scelto paradossalmente di celarsi dietro ad un nome maschile, inaugurerà il 18 Febbraio alle ore 19 presso Spazio Meme la personale: “La Commedia di Arturo”, una ricerca sulla tradizione teatrale della maschera, riletta alla luce della nostra contemporaneità. 
“Benvenuti, prego prendere posto!”
Buio in sala. 
“Silenzio, comincia la Commedia! Entrano gli attori, entrano le maschere!”.
Ecco Brighella l’attaccabrighe; Scaramuccia lo sbirro cafone, Gianduia il patriota; Infausto il medico della peste; Eso Terico il prete…
Ma non andiamo oltre, per non guastarvi lo spettacolo.
Chi è che muove le fila di questi bislacchi attori mascherati?
La regia è in mano al collettivo Arturo, cinque ragazze che destreggiandosi fra illustrazione, grafica e incisione hanno realizzato venticinque ritratti ispirati alle maschere della Commedia dell’Arte settecentesca e rivisitati in chiave contemporanea.
Sono opere realizzate con matrici di linoleum, incise e stampate a mano con il torchio calcografico su carta da incisione Grafia Bianca.
I personaggi della commedia di Arturo sono stereotipi bizzarri di una grottesca e caricaturale messa in scena della società contemporanea: una società in cui le tipologie fisiche, morali e caratteriali non sono poi così distanti da quelle delle maschere settecentesche ma sono alterate, virate e deturpate da colori zuccherini, linee graffianti, forme bizzarre e peculiarità contemporanee, che rimandano alla Street art e all’ironia dei collage dadaisti.
Una serie di maschere che sono al contempo mostruosamente umane e umanamente animalesche, ricche di attributi simbolici che ne definiscono l’universalità. 
Sono personaggi dalle identità plurime, in linea con il manifesto delle loro autrici che afferma: “Arturo è tutti e non è nessuno”.
Giochi di parole e giochi grafici si rincorrono nel caratterizzare queste incisioni, inscenando una delirante parata carnevalesca che fa parte di un progetto unico, firmato Arturo, dal quale emergono le singole personalità e i diversi stili grafici delle cinque artiste, mantenendo però un’omogeneità stilistica dovuta non solo al tema affrontato, quello della maschera, ma anche ai richiami cromatici e compositivi tra le diverse incisioni.
Una tecnica antica – l’incisione – e una base iconografica settecentesca – quella della commedia dell’arte – per una rappresentazione pervasa da un’atmosfera straniante e divertita, in cui la contemporaneità delle rivisitazioni ci permette di sentire queste assurde maschere come molto vicine a noi e di partecipare a un gioco sulle identità e sugli stereotipi.
Una serie d’incisioni non certo pulite e perfette, ma giocate sugli “errori” e sugli “incidenti” di stampa dove gli scarti e le imperfezioni grafiche diventano un valore aggiunto e una specie di marchio di fabbrica, come ci raccontano le artiste stesse: 
Quello che noi chiamiamo incidente di stampa, non è altro che sperimentazione e contaminazione di una tecnica antica e rigorosa, l’incisione, che nasconde però infinite possibilità. L’imperfezione è irripetibile. E proprio questa irripetibilità dà valore alle nostre produzioni. Ogni pezzo è un pezzo unico.”
La Commedia volge al termine, giù il sipario, luci, applausi. 
Filippo Bergonzini e Francesca Pergreffi 
Arturo è uno studio creativo fondato a Roma nel 2007 che si occupa d’illustrazione, grafica e animazione.
Arturo, entità maschile, rappresenta l’unione di cinque menti femminili: Amalia, Bernadette, Cecilia, Elena e Irene. 
Tutto nasce dalla condivisione di un piccolo laboratorio nello storico quartiere di San Lorenzo, per sperimentare le diverse tecniche di stampa e incisione calcografica. 
In questi anni Arturo ha lavorato nell’editoria per bambini e per adulti, per eventi culturali, per il design d’interni, ha curato l’immagine e la comunicazione web per società e figure di rilievo ed emergenti nel campo della cultura e dell’arte, collaborato con grandi aziende tra cui la Centrale del latte di Roma ed Eni.
Il laboratorio si è appena spostato al Pigneto, in uno spazio più grande dove si svolgono anche laboratori e workshop aperti a tutti, curiosi ed esperti.
http://www.studioarturo.com
Esposizioni:
2011
Dicembre 
“LA COMMEDIA DI ARTURO”, personale di Studio Arturo presso il teatro Palladium, Roma
Luglio 
“MATRICI”, collettiva di stampe artigianali con Atelier Vostok e Arrachel’oeil – lazlo biro, Roma
2010 
“IL SALON DI ARTURO”, personale di Studio Arturo presso la galleria RGB 46, Roma 
2009
“COLLETTIVA#3”, collettiva presso la galleria Brandstorming, Milano
2008
“MONEYLISA”, collettiva presso la galleria Mondo Pop, Roma 

“I Mostri a Natale (non) sono più buoni”, presentazione nuove graphic novel presso Spazio Meme a Carpi

December 9, 2011 Leave a comment

I Mostri a Natale (non) sono più buoni
Trama, Maicol & Mirco Show, La Coda del Lupo
Presentazione delle nuove graphic novel di Ratigher, Maicol & Mirco, Marino Neri
Incontro con gli autori e performance a fumetti
Venerdì 16 Dicembre 2011 ore 19 presso Spazio Meme
Ratigher, Maicol & Mirco e Marino Neri da anni calcano la scena del fumetto italiano pubblicando storie brevi e illustrazioni su antologie, riviste e autoproduzioni.
Da qualche tempo a questa parte si sono messi a fare le cose in grande e a pubblicare dei libri o, per meglio dire, delle graphic novel.
Allo Spazio Meme presenteranno le loro ultime fatiche editoriali per raccontarcene la genesi e i segreti nascosti, dopodiché si esibiranno in un’estemporanea performance di disegno.
Quello che accomuna questi quattro autori è la passione per la mostruosità, la deformità e le mutazioni; l’interesse per il “lato oscuro” del disegno e della narrazione è un loro marchio di fabbrica, definito con stili e registri molto diversi tra loro.
Trama (Grrrzetic Editrice), esordio di Ratigher con un racconto lungo, è una parabola horror serrata e avvincente, una discesa violenta e ipercinetica negli abissi dell’umana debolezza, popolata di personaggi folli e ambigui, in cui la linea di confine tra le normali convenzioni sociali e la bestialità viene progressivamente cancellata. Con Trama, Ratigher ci regala una summa del suo stile preciso e graffiante, fatto di corpi martoriati, volti grotteschi e allucinati, che rifugge il realismo ma è intriso di grafica pop e deformazione cartoonesca.
Maicol & Mirco Show (Grzeetic Editrice) è invece una sorta di greatest hits del terribile duo: dieci anni di umorismo nero e politicamente scorretto durante i quali le loro mostruose creaturine sono state protagoniste di brevi “storielle” autoconclusive, in cui disegni apparentemente scarni e abbozzati (ma che in realtà rivelano una grande capacità di sintesi grafica) e dialoghi buffi e surreali contrastano in maniera spiazzante con tematiche come la morte, le malattie terminali, le pulsioni suicide e omicide, raccontate con un’ ironia tanto geniale quanto volutamente fastidiosa, in cui l’orrore diventa lo spunto per un macabro divertissement.
Meno diretto e “punk” degli altri tre, ma più introverso e riflessivo, Marino Neri ne La coda del Lupo (Canicola Edizioni) racconta, con un tratto di pennello espressionista e sequenze costruite tramite l’alternarsi di luci e ombre, un’oscura fiaba ambientata sull’Appennino Emiliano tra religiosità popolare, superstizione e babau notturni, evocando l’orrore più che raccontarlo, giocando con le ombre e i fruscii notturni.
Filippo Bergonzini
filippo@spaziomeme.org
Spazio Meme
via Giordano Bruno 4, Carpi (Mo)
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale ad offerta libera; gli eventi e le mostre sono ad ingresso libero.
Orari: tutti i giorni dalle 16 alle 20, Sabato anche dalle 9.30 alle 13
http://www.spaziomeme.org
Ratigher nasce nel 1978. I suoi primi fumetti escono nel 1998. Storie ed illustrazioni appaiono su KR, Il mirabolante almanacco dei f.lli Mattioli, Carmilla, Petrolio, Fandango, Carta. Nel 2001, a Bologna, con Tuono Pettinato e J.D.Raudo, fonda la Donna Bavosa, etichetta DIY con la quale vengono dati alle stampe albi a fumetti e dischi punk. Continua a pubblicare per la quasi totalità delle riviste indipendenti come Lamette, Nervi, Monipodio, Inguine; in coppia con Alessandro Baronciani realizza un volume della serie 25 disegni. E’ comparso anche su riviste mainstream serializzando il Bimbo Fango sulle pagine di Vice magazine, con il quale sta di nuovo collaborando con la serie “fumetti a caso”, ed ha fatto parte per due anni del gruppo IUK, pubblicando la serie “vita a 3000” sulle pagine del mensile XL di Repubblica. In questi ultimi anni si dedica anima e corpo al nuovo gruppo di fumettisti di cui fa parte, i Super Amici (Maicol&Mirco, Dr.Pira, Tuono Pettinato, LRNZ) con cui realizza la rivista Hobby Comics per Grrrzetic e il primo free-press di fumetti, Pic Nic, dove ricopre il ruolo di editor. Ha appena dato alle stampe il suo primo libro a fumetti, “TRAMA il peso di una testa mozzata”, per Grrrzetic. Vive a Vasto.
Maicol & Mirco hanno iniziato pubblicando su un miliardo di fanzine e auto produzioni (Petrolio, Kerosene, Schizzo, Odrillo, Ganesh, Kerosene Revoluzione, Centrifuga, Succo Acido, Motorino, Par Condicio, Motel, Nixon, LaScimmia, Veins Magazine, Action 30, Lamette, Nervi, Antropoide, Stripburgher, Madburgher, Warburgher, Inguine Mah!Gazine). Loro ataviche autoproduzioni: Grasso, Polistirolo, Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco (Fummo Produzioni).
Dal 2005 collaborano con il mensile “XL di Repubblica” entrando nel gruppo International Urban Kulture con la strip Orso Bimbo.
Hanno pubblicato per la Marvel Italia (Fandango), per Derive e Approdi (Movimenti d’Europa), per Slow Food Editore (Slow Food), per Becco Giallo (Resistenze, Tolleranza Zero), per Rolling Stone Magazine e per Coniglio Editore (Blue, Fortezza Europa). Loro best-seller è “Il suicidio spiegato a mio figlio” (Zooo-DonnaBavosa-Modoinfoshop- SuperAmici).
Nel 2009 realizzano il poster-logo di BilBOlbul 2009.
Nel 2010 realizzano per la GURU tredici quadri per il Salone del Mobile 2010.
Co-fondatori della rivista Hobby Comics (GrrrZetic Editore) – organo cartaceo dei Super Amici – e di PIC NIC, il primo free press al mondo di fumetti.
Hanno vinto il premio Nuove Strade a Napoli Comicon 2005 e l’ XL PRIZE per “Hanchi Pinchi e Panchi” la graphic-novel uscita nel 2009 per la prestigiosa Coconino Press. MAICOL&MIRCO
SHOW (GRRRzetic editrice) è la lussuosa raccolta dei loro ultimi dieci anni di fumetti.
Marino Neri è nato Modena nel 1979. Si fa notare in diversi concorsi nazionali e internazionali: primo premio Arena nel Fumetto 2006, secondo premio al festival Fumetto 2006 di Lucerna, primo premio ex-equo a Komikazen – Festival del fumetto di realtà 2007.
Sempre nel 2007, la galleria Ram Hotel pubblica il catalogo Il segreto dell’autocombustione.
Nel 2008 viene selezionato per l’Annual dell’Associazione illustratori Italiani. pubblicato anche in Francia da Atrabile
Nel 2009 pubblica il suo primo libro “Il Re dei Fiumi” per la casa editrice Kappa Edizioni pubblicato anche in Francia da Atrabile.
La sua ultima fatica è il libro “La coda del Lupo” pubblicato da Canicola Edizoni I suoi lavori sono apparsi su “Nonzi”, “Monipodio”, “Hamelin”, “Arkitip”, “Rolling Stone” e per Schiaffo Edizioni.

“Bianco e Nero e un colore, disegni e serigrafie”, personale di Alessandro Baronciani presso Spazio Meme di Carpi

November 30, 2011 1 comment

Bianco e Nero e un colore, disegni e serigrafie 
Personale di Alessandro Baronciani
Inaugurazione Sabato 3 Dicembre 0re 19
Dal 3 Dicembre 2011 all’8 Gennaio 2012
A cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini

Il 3 Dicembre alle ore 19 presso lo spazio Meme, in via Giordano Bruno 4 a Carpi, ci sarà l’inaugurazione della personale di Alessandro Baronciani: Bianco Nero e un colore, disegni e serigrafie
Durante l’aperitivo con l’artista, saranno realizzate delle serigrafie disegnate lo stesso giorno in giro per la città. 
La serie di serigrafie a tiratura limitata dal titolo: Baci da Carpi, ideate per spazio Meme, saranno una rivisitazione ironica delle cartoline d’epoca. 

Dicembre 2011 
“… Guardare l’oggetto e immaginare e costruirlo dove non lo vediamo è la costante nel lavoro del disegno, penso. Guardare una cosa molte volte vuol dire anche viverla, non si riesce a disegnare una cosa che non si conosce, in questo un buon disegnatore è una persona che si ricorda molti oggetti. In più un fumettista deve trovare modi per identificare degli stati d’animo per poterli disegnare. Non bastano soltanto delle espressioni sul viso per capire la tristezza di un personaggio, alle volte puoi usare anche tutto un paesaggio. Qui poi sta alla sensibilità del disegnatore individuare meglio un sentimento in un scena o in un’azione …” A.B. 
Alessandro Baronciani: 
È poliedrico: si destreggia in ogni campo, pubblicitario, musicale, editoriale. 
È polimaterico: ricorre a qualsiasi supporto, foglio, tessuto, tela, legno, muro, vinile. 
È popolare: si potrebbe definire la Pop star del fumetto italiano indipendente. 
È immediato: arriva a tutti. 
Da quando ha iniziato la sua avventura editoriale disegnando e spedendo per posta storie a fumetti alle persone che si abbonavano, il suo stile si è fatto via via sempre più raffinato. 
Un minimalismo di matrice grafica, fatto solitamente di bianchi e neri intensi, e quando compare il colore, di campiture piatte, di linee nette e sintetiche, di tagli cinematografici. Il suo disegno è capace di sintetizzare le suggestioni di Magnus e Raymond Pettibon, dei fratelli Hernandez e dei manga giapponesi, in particolare gli shōjo. 
L’universo disegnato di Baronciani è popolato da corpi e volti efebici; eleganti ritratti femminili e maschili, cristallizzati in un’eterna giovinezza che appaiono freschi e immediati, a volte circondati da sfondi, carichi di riferimenti simbolici. 
I suoi personaggi sono protagonisti di storie che parlano d’amore, sentimenti, paure nascoste, e poiché ri-prese dalla vita di tutti i giorni piene di rimandi musicali, cinematografici e letterari. 
Un esempio su tutti Le ragazze nello studio di Munari, un fumetto definito dall’autore “un metodo, una specie di manuale per ragazzi alle prese con ragazze”; una vicenda dall’intreccio narrativo rarefatto attraverso la quale Baronciani compie un vero tributo a Bruno Munari, realizzando un “libro oggetto”. 
I disegni e le serigrafie esposti al Meme sono una serie d’istantanee dell’universo dell’artista, possiamo goderne semplicemente apprezzandone l’espressività e la pulizia del segno oppure cercare di scoprirne le tante storie nascoste, ricomponendo i frammenti narrativi di un racconto per immagini. 
Filippo Bergonzini e Francesca Pergreffi 
Per informazioni: 
Francesca, curatrice mostre e design 
francesca@spaziomeme.org 
Filippo, responsabile musica e fumetti 
filippo@spaziomeme.org 
Orari mostra:
tutti i giorni dalle 17 alle 20 
Sabato anche alla mattina dalle 9 alle 13,
Martedì chiusa
Spazio Meme:
via Giordano Bruno 4, Carpi (Mo) 
www.spaziomeme.org 
Meme è una associazione culturale che prevede una tessera soci annuale ad offerta libera, le mostre sono ad ingresso libero 
Link utili: 
www.baronkarza.splinder.com 

“Le Voyage Initiatique”, mostra fotografica collettiva prosso Spazio Meme di Carpi

October 20, 2011 Leave a comment

Le Voyage Initiatique
Tre Fotografe, Tre Colori, Tre Passi verso la Metamorfosi
Mostra fotografica collettiva con Aëla Labbé  (Francia),
Corinne Rozotte (Francia),
Nicol Vizioli (Italia).
a cura di Alice Mazzini in collaborazione con Res Pira

Inaugurazione  Sabato 5 Novembre 2011 ore 19, aperitivo con la Donna Barbuta e lettura del palmo.
Durata esposizione: dal 5 al 27 Novembre 2011 presso Spazio Meme, via G. Bruno 4 Carpi (Mo)
Orari di apertura della mostra: dalle 17-20 ad esclusione del Martedì,
Sabato anche dalle 9.30 alle 13.

Il 5 Novembre 2011 Spazio Meme inaugura la seconda esposizione della stagione 2011-2012 con il progetto Le Voyage Initiatique, già presente nel programma ufficiale dell’ultima edizione del festival Fotografia Europea 2011 di Reggio Emilia, svoltosi dal 6 all’8 maggio.
Attraverso l’incrocio di sguardi di fotografe italiane e straniere, Le Voyage initiatique immagina un percorso di trasformazione intima, segreta e simbolica dell’essere umano da Albero Secco ad Albero Fiorito.
Il processo alchemico non è solo un viaggio iniziatico a livello spirituale, ma anche a livello fisico e materiale; la chimica alchemica è indissolubile dall’aspetto più metafisico e mistico. Se l’Uomo trasmuta nella sua intimità, anche il mondo esterno cambia, il Paese dunque e, ad un livello più ampio, il pianeta. Così in alto come in basso, insomma, in un percorso in cui il microcosmo è in relazione con il macrocosmo e l’Uomo è in relazione con l’Ambiente.
Nero (Nigredo), Bianco (Albedo) e Rosso (Rubedo) sono i colori di tre delle fasi principali del processo alchemico, momenti di una trasformazione auspicata del Paese e dell’essere umano.
La Nigredo (Opera al Nero) è morte apparente, distruzione, vuoto, silenzio e cenere, allora forse è anche il tempo presente. Dal nero la vita torna lentamente a manifestarsi. È il preambolo di nuova linfa, resurrezione, germoglio. Nella visione di Corinne Rozotte sono piccoli segni, oggetti di vita riconoscibili, nella cenere, nella sfocatura del presente.
Inoltrandosi il viaggio si fa sempre più nascosto e segreto. L’Albedo (Opera al Bianco) è l’arrivo della luce dopo la purificazione, è un ulteriore passo nel percorso di rinascita e conoscenza. L’attimo illuminato caravaggesco è quello dei lavori di Nicol Vizioli. Una luce che illumina l’Uomo di nuovo, un Uomo sognato, mutato, dipinto nella sua peculiarità.
La Rubedo (Opera al Rosso), infine è l’infiammarsi di pura essenza. Nulla come l’infanzia è disarmante ed immacolata purezza, incantevole nell’interpretazione di Aëla Labbé.
Le Voyage Intiatique parte dal presupposto che quanto c’è di più alto in questo mondo parla un linguaggio simbolico, passando attraverso una comunicazione segreta tra anima ed anima.
“Ma il vero significato dell’iniziazione è  che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un’ombra, che questa vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno, o, in altre parole, che quanto vediamo è un’illusione. L’iniziazione è il dissolversi – un dissolversi graduale, parziale – di questa illusione.”  Pagine Esoteriche, F. Pessoa (1888-1935)

Collegamenti utili
http://res-pira.blogspot.com/
http://www.spaziomeme.org/content/
Contatti
Per Res Pira:
Alice Mazzini
alicerespira@gmail.com
Per Associazione Culturale Meme:
Francesca Pergreffi
francesca@spaziomeme.org