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Stelle del firmamento, giorni del corridoio blu

April 16, 2012 Leave a comment

Anche in fututo si tornerà a parlare di flare solari, del brillamento, dell’eruzione di plasma sulla superfice del Sole, ma quali i reali pericoli? Cosa sappiamo riguardo questo genere di eventi?
Come sapete, mi piace scrivere anche dopo aver studiato le faccende per esperienze dirette, per ricerche condotte in prima persona e non per vantarmi, ma per passione e missione, seguendo ciò sappiamo che nell’Universo non esiste solo la luce proveniente dal Sole, gialla o, come la vedono ai poli e nelle loro vicinanze, bianca, ben sappiamo che esistono altre stelle emettitrici luce di altri colori, ad esempio blu.
Guardate le stelle che colori hanno, nelle mie visioni sul futuro della Terra datemi dalle Creature extraterrestri, che ci crediate o no, non era la luce del Sole, ma della luce blu a provocare ciò che discerni come “i giorni del corridoio blu”.
Perché solamente per le candele candele e lampade ad olio non esiste pericolo di disfunzionamento? Risposta semplice: perché gli apparati elettronici subiscono interferenze tramite la luce blu e anche gli accumulatori di elettricità, anche pile e batterie, possono subire disfunzioni; le memorie virtuali potranno smagnetizzarsi, perdendo programmi e file, una parte di questi raggi blu possono essere schermati dal vetro e meglio ancora dall’alluminio.
Efficace è l’azione diffusa su altri pianeti, in cui la luce blu, che può permeare nel terreno, viene deviata e riconvertita tramite l’ununezio (chiamato anche ununexio), di cui ne ho scritto al linkhttp://gennaro-gelmini.over-blog.it/article-ununezio-ununexio-uuh-116-50296962.html , che qui sulla Terra non esiste in natura ne è stato possibile ricrearlo tal quale, siccome decade trasformandosi in ununquadio all’istante, poiché solamente se perennemente percorso da energia rimane inalterato, ma confidate nel fatto che, dopo il passaggio di quei raggi, la tecnologia verrà rinnovata in breve tempo anche tramite la collaborazione delle Creature extraterrestri.
Nei “giorni del corridoio blu” vidi nelle visioni proprio come un corridoio di passaggio dal vecchio al nuovo, tutto non era buio di per se, ma perché sopra tutto sulla Terra permeava della luce blu, nel contempo in cui una pioggia meteorica cadrà su di essa, la Terra infranta da sassi come macigni, grandine di sassi invece che di acqua, questo accadrà a causa della ravvicinata presenza, oltreché di Nibiru, anche della sua coda di meteore denominata Coda del Drago.
In quei giorni la gente avrà timore per ciò che non conosceva, l’ignoto, anche per questo occorre prepararla agli eventi futuri e io, giustappunto, divulgo gli eventi futuri: questo 2012 si faccia divulgazione senza remora, tutto il possibile onde preparare la popolazione senza attendere, che l’attesa è solo errore in questo contesto di trasformazione che stiamo per vivere, ogni attesa è tempo perso, ripensamento tardivo per gli incerti, allora andiamo avanti, i pericoli si possono scampare.
Altro link della trasformazione è http://gennaro-gelmini.over-blog.it/article-il-giorno-del-guado-42036272.html .

Fonte: Gennaro-Gelmini

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Pietra del Sole, cristallo magico dei marinai vichinghi

February 15, 2012 Leave a comment

Gli antichi navigatori lo usavano per orientarsi nelle giornate nuvolose? Lo spato islandese potrebbe essere la “pietra del sole” delle antiche saghe.

Lo spato islandese, un cristallo che forse permetteva agli antichi Vichinghi di rilevare la posizione del sole. Fotografia: The Natural History Museum/Ala.
Alcune saghe islandesi – racconti epici basati su veri episodi della storia vichinga – narrano delle cosiddette “pietre del sole”, con cui gli antichi navigatori del grande Nord riuscivano a localizzare la posizione dell’astro per orientarsi anche nelle giornate nuvolose. Ma come funzionavano queste pietre? Gli antichi racconti non forniscono spiegazioni.
Nel 1969, un archeologo danese ipotizzò che le pietre potessero servire a rilevare la polarizzazione della luce solare. La polarizzazione è un fenomeno che si verifica quando la luce incontra un ostacolo, come una superficie lucida o un banco di nebbia, che fa assumere ai suoi raggi un particolare orientamento. Rilevarla – come sono in grado di fare alcuni animali, ad esempio le api – avrebbe aiutato i navigatori vichinghi a orientarsi anche con il tempo coperto.
Di recente Guy Ropars, un fisico dell’Università di Rennes, in Francia, ha condotto un esperimento con un cristallo che potrebbe essere stato usato come “pietra del sole” dagli antichi vichinghi: un pezzo di spato islandese trovato a bordo della Alderney, una nave britannica affondata nel 1592.
In laboratorio, Ropars e i suoi colleghi hanno irradiato il pezzo di spato islandese con una luce laser in parte polarizzata. Passando attraverso il cristallo, la luce si divideva in due raggi, polarizzato e no; ruotandolo, esisteva solo un punto in cui i due raggi avevano la stessa intensità. L’angolo di ingresso della luce dipende dalla posizione del  raggio. L’ipotesi è che i vichinghi usassero il cristallo in un giorno di sole, marcando sulla sua superficie la posizione dell’astro. Nei giorni nuvolosi, poi, il navigatore avrebbe potuto orientarsi osservando la differenza di luminosità dei due raggi.
L’équipe di studiosi ha arruolato 20 volontari che, a turno, hanno guardato attraverso il cristallo nei giorni nuvolosi, cercando di localizzare così la posizione del sole. Si è scoperto che, in media, i volontari riuscivano a trovarla con un solo grado di errore, sui 360 in cui tradizionalmente è divisa la volta celeste.
I risultati confermano che “lo spato islandese è un cristallo ideale, che può essere usato con grande precisione” per localizzare il sole, sostiene Susanne Akeson, ecologa dell’Università di Lund, in Svezia. Nel 2010 un’équipe guidata da Akesson ha dimostrato che le condizioni meteorologiche influenzano la polarizzazione della luce alle latitudini artiche: un fenomeno di cui i Vichinghi avrebbero dovuto tenere conto.
Rimane da stabilire, prosegue la studiosa, “se e quanto fosse usato lo spato islandese” ai tempi dei vichinghi. Su questo punto la fisica non può avere risposte.

Solstizio d’inverno, il mistero tra porte sacre e alchimia

December 21, 2011 Leave a comment

Arriva il solstizio d’Inverno: il piu’ corto dell’anno, quello in cui le ore di luce sono nettamente inferiori alle ore di buio. Per i cultori di esoterismo e’ un’alchimia di mistero e tradizione, il momento del passaggio del Sole attraverso la Porta degli Dei, una sorta di Natale laico, simbolo di una ripartenza spirituale e segno della sconfitta del male da parte del ‘Sol Invictus’.
In fondo alle tenebre, e’ il messaggio delle tavole celesti, c’e’ ancora la Luce. La festa e’ dedicata a San Giovanni Evangelista, che simboleggia la faccia di Giano che e’ rivolta verso l’aurora e testimonia la forza della parola; quella del solstizio d’estate (24 giugno) e’ invece dedicata a San Giovanni Battista di Gerusalemme.
In un antico rituale massonico si legge: “Il Sole, simbolo visibile dello spirito, si e’ ritratto nelle caverne del settentrione. Le giornate si sono accorciate ed allungate le notti. Il dolore e’ nelle nostre anime perche’ il Sole e’ calore, vita, luce. Noi fratelli ravvisiamo in questa rituale morte del Sole una fase della perenne lotta tra il bene e il male. Ma il nostro dolore e’ temperato dalla certezza che il Sole, dopo la sua discesa agli Inferi, risalira’ allo zenith della nostra coscienza”.
Il solstizio d’inverno simboleggia proprio l’ingresso alla caverna, la transizione dal buio alla luce, dalla morte alla rinascita a differenza di quello estivo (24 giugno) che rappresenta l’uscita dalla caverna cosmica. Appartiene, in forme diverse, alla spiritualita’ di tutte le religioni del mondo.
Quell’avvenimento che in India si chiamava il mattino degli dei, inizio’ ad essere celebrato ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, gia’ in epoca preistorica e protostorica.
Esso, inoltre, ispiro’ il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide). Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yule”‘ (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno piu’ corto”)”. Dopo il 21 dicembre la luce comincera’ ad aumentare, anche se in modo ancora poco percettibile il giorno si allunghera’.
Questa fase veniva definita dagli ermetisti come trasmutazione dal nero al bianco. Da questa notte, il sole comincia ad allargare il suo cammino nel cielo e cio’ equivale simbolicamente ad una rinascita.

Fonte: Adnkronos

Elenin, cometa del giudizio caduta nel Sole

October 26, 2011 Leave a comment

L’avevano chiamata la cometa del ‘giorno del giudizio’ perche’ si diceva che avrebbe potuto colpire la Terra: ma invece la cometa Elenin si e’ disintegrata appena si e’ avvicinata al Sole. E’ sopravvissuta solo la sua ‘coda’ luminosa, fotografata da un gruppo di astrofili italiani. Ad avvistare i resti, una nube brillante di polveri e ghiaccio, l’astrofilo Rolando Ligustri, del Circolo Astrofili Talmassons (Udine).

Fonte: Ansa

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Sole, eruzione solare provoca tempesta magnetica in arrivo sulla Terra

August 11, 2011 Leave a comment

Da una potente eruzione solare probabili rischi telecomunicazioni

Una tempesta magnetica è in arrivo sulla Terra dopo che il Sole è tornato in questi giorni in una fase di intensa attività. Una delle tre  macchie solari comparse negli ultimi giorni ha infatti provocato una violenta eruzione che al momento non ha colpito la Terra direttamente. Tuttavia, secondo gli esperti dell’osservatorio della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory) un secondo sciame di particelle liberato dalla stessa eruzione si starebbe dirigendo verso la Terra e potrebbe provocare nei prossimi giorni danni ai satelliti che si trovano in orbita alta. Le radiazioni potrebbero inoltre provocare problemi nelle telecomunicazioni.

La macchia solare all’origine di questa potentissima eruzione, considerata la più violenta dell’attuale ciclo solare, è indicata dagli esperti con il numero 1263 e l’eruzione che ha provocato rientra nella classe X, alla quale appartengono i fenomeni più intensi e rischiosi per satelliti e comunicazioni.
Impossibile al momento, secondo gli esperti, fare previsioni relative ai possibili rischi. Una risposta in questo senso si potrà avere soltanto dopo l’11 agosto.

Fonte: Ansa

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Attività solare, il Sole si risveglia ed aumenta il riscaldamento globale

Pare che ci si debba attendere un aumento consistente del riscaldamento globale per effetto del risveglio del Sole, in quanto l’attività di questo si andrebbe a combinare con i livelli di CO2 nell’aria. Il Sole si sta praticamente risvegliando e riprendendo la sua normale attività dopo un ciclo di stasi e uno studio coordinato da Robert Kaufman della Boston University, ha riportato quanto l’incremento della attività solare possa combinarsi con i livelli di CO2 e generare quindi un aumento sostanziale del riscaldamento terrestre. Kaufman prevede un imminente innalzamento dei valori di calore che durerà circa 10 anni e tale previsione proverrebbe da uno studio eseguito fra il 1998 ed il 2008 che ha portato alla luce quella che è stata definita un’anomalia climatica che è durata per tutto il decennio. Dunque il periodo di massima attività in cui è entrato da poco il sole durerà circa 11 anni e ciò combinato con tutta un’altra serie di fattori contingenti, fa presupporre agli studiosi che in questo lasso di tempo si verificherà un aumento del calore.

Carla Liberatore

Sole, macchie solari e future glaciazioni

Il Sole sta passando da un periodo di minima attività verso uno di massima e alcuni scienziati suppongono l’arrivo di un’era glaciale con conseguenti eventuali danni alle comunicazioni

La sezione Geomagnetismo, Aeronomia e Geofisica Ambientale dell’INGV, ha una lunga tradizione di osservazioni geomagnetiche e ionosferiche e ha raccolto una mole notevole di dati per lo studio della variabilità del Sole, e per la valutazione degli effetti di tale variabilità (radiazione elettromagnetica e vento solare) sul sistema Terra e, in particolare, in media e alta atmosfera.
Attraverso il telerilevamento a microonde da stazioni a terra si studia la variabilità dell’ozono nella media e alta atmosfera in relazione alla variabilità solare, sia radioattiva che corpuscolare.
Grazie anche a un’equipe di specialisti di modellistica della climatologia all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si possono simulare e stimare gli effetti della variabilità solare sul nostro clima.

Studi di breve e lungo termine dei parametri ionosferici possono aiutare a capire il ruolo della variabilità del Sole sul sistema terrestre?

“Il Sole – afferma Antonio Meloni, Dirigente di Ricerca dell’INGV, oltre a emettere radiazione elettromagnetica, emette anche particelle cariche (protoni e elettroni) che a seconda della loro energia raggiungono la Terra in un intervallo di tempo che va dalle ore a un paio di giorni. Esse interagendo con il campo magnetico terrestre formano la magnetosfera. Anche la magnetosfera è modulata dalla variabilità corpuscolare delle emissioni solari. Nella magnetosfera avvengono diversi fenomeni che vengono evidenziati fondamentalmente dalle tempeste magnetiche e ionosferiche, e altri fenomeni naturali di grande spettacolarità quali le aurore boreali. Anche questi hanno per diversi aspetti una notevole influenza sulle attività umane”.

Il ruolo dell’attività solare nel controllare il clima è ancora dibattuto e nella maggioranza degli specialisti prevale l’opinione che sia contenuto e comunque significativo solo sulla scala delle decine di anni o secoli, quando per diversi cicli solari, il numero delle macchie rimane costantemente basso. Cosa attenderci quindi per i prossimi mesi o anni ?

“Secondo gli indicatori solari conosciuti – continua il Dott. Meloni – il Sole sta emergendo da un ‘torpore’ che dura ormai da circa 5-6 anni e sta diventando progressivamente più attivo. Si cominciano a contare sempre più macchie e il massimo si raggiungerà solo alla metà del 2013. Nei prossimi due anni quindi assisteremo a un aumento delle tempeste magnetiche e ionosferiche ma ragionevolmente senza effetti eclatanti sulla nostra vita di ogni giorno”.

E per quanto riguarda il clima?

“Per quanto riguarda il clima, invece, nel breve termine e fino alla fine del ciclo in corso (quindi fino al 2020), non crediamo quindi possa essere il Sole e influenzare in maniera significativa la temperatura della Terra. Continuerà ad essere importante monitorare il contributo naturale all’immissione in atmosfera di gas serra come quelli causati dalle grandi esplosioni ed eruzioni vulcaniche e naturalmente agire in modo da produrre una quantità sempre minore di gas serra antropici”.

Nota –
La valutazione dell’influenza della variabilità del Sole sul clima non è una questione recente. Già un paio di secoli or sono l’astronomo William Herschel suggerì che il numero delle macchie solari (osservate per primo con il telescopio da Galileo) forniva un indizio per conoscere il clima della Terra. Infatti a un numero maggiori di macchie solari poteva corrispondere una temperatura terrestre maggiore. Altri scienziati ebbero già a quei tempi un’opinione contraria e, ancora oggi, il dibattito rimane in gran parte aperto quando si vuole provare a quantificarne gli effetti.
La scoperta dell’esistenza di un ciclo di attività delle macchie solari, diede inizio a un lungo dibattito sulla variabilità del Sole e i suoi effetti sulla Terra. Fu possibile correlare anche il cosiddetto Minimo di Maunder (un periodo con un numero estremamente basso di macchie osservate sul Sole, anni 1645-1710) con il progressivo raffreddamento, testimoniato da dati storici in tutto il mondo in quell’epoca.
Oggi sappiamo che quella che chiamiamo costante solare (circa 1362 W/m2, secondo le ultime misure satellitari), del tutto costante non è; durante un ciclo solare può variare di 1-2 W/m2 , cioè all’incirca dello 0.1%.
Alcuni ricercatori ritengono che, in periodi più lunghi (qualche secolo), questa variabilità possa raggiungere valori di 0.3- 0.4 %. In alcune regioni dello spettro, ultra violetto, a breve termine, in occasione di brillamenti solari, essa può variare anche di un fattore 100 o 1000, mentre nella regione X dello spettro questa variabilità può anche essere rapidissima e avere luogo anche in pochi minuti.

Fonte: Universy

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Sole, tempesta geomagnetica attesa per il 19 Luglio 2011

Un massiccio buco coronale e’ stato osservato oggi dal telescopio della Nasa Solar Dynamic Observatory, sulla superficie del Sole, e’ avrebbe dato origine ad un flusso coronale verso la terra. Si attende per il 19 Luglio questo vento solare che perturbera’ il campo geomagnetico della terra causando aurore boreali ai poli Artici. Non dimentichiamo che la Nasa ha previsto un aumento dell’attivita’ della nostra stella per il 2012-2013 con possibilita’ di danneggiamenti ai trasformatori che erogano corrente elettriche alle grandi metropoli mondiali. Space Weather

Fonte: Terra Real Time

Luna rossa, eclissi lunare totale nei cieli del mondo

Il 15 giugno 2011 sarà possibile assistere in Italia all’eclissi lunare totale. Quel giorno Sole, Terra e Luna si troveranno allineati nello spazio e la Luna attraverserà il cono d’ombra che la Terra proietta nel lato opposto al Sole dando vita al fenomeno. Il nostro satellite naturale sarà avvolto da un’ombra scura di colore rossastro. L’eclissi nel nostro paese sarà visibile in tutto lo stivale, dunque occhi rivolti verso il cielo, si spera sgombro da nuvole. L’orario migliore per ammirare il fenomeno sarà intorno alle 22.30 quando, per circa un’ora, si potrà assistere all’oscuramento della Luna. L’eclissi potrà essere ammirata anche ad occhio nudo. Ma chi volesse attrazzersi può dotarsi anche di un semplice binocolo. Non dovrebbe essere troppo difficile individuare il luogo migliore dal quale assistere al fenomeno, ma sicuramente nel nostro Paese ci sono dei punti di osservazione provilegiati.

Le iniziative per l’evento

L’eclissi di Luna totale visibile dall’Italia a partire dalle 19.30 circa, sembra avere tutte le carte in regola per regalarci uno spettacolo indimenticabile.

Un’esperienza da condividere, dunque, ma anzitutto da vivere. E se volete viverla in compagnia di altri appassionati, magari con la guida di qualche esperto che possa aiutarvi ad apprezzarne anche gli aspetti scientifici e le curiosità storiche, le iniziate in calendario sono tantissime in tutt’Italia. L’elenco completo è disponibile, località per località, nella pagina Astroiniziative curata dall’Unione Astrofili italiani. Per quanto riguarda le serate organizzate dall’INAF, potete già segnarvi questi appuntamenti:

  • All’Osservatorio Astronomico di Teramo, dalle 21:30 alle 24:00, “Quando Spunta la Luna a Collurania”: sarà possibile osservare il fenomeno ed altri corpi celesti con l’ausilio dei telescopi dell’Osservatorio. All’interno del Parco di Collurania verranno inoltre proiettati video immersivi  e presentazioni scientifiche multimediali. I ricercatori dell’Osservatorio saranno lieti di incontrare i visitatori e rispondere alle loro domande.
  • All’Osservatorio Astronomico di Capodimonte (NA), manifestazione speciale in compagnia di Giovanni Bignami, con osservazioni dell’eclissi e di Saturno
  • All’Osservatorio Astronomico di Torino, “La Luna in Rosso”, una serata in collaborazione con INFINI.TO – Museo dello spazio e Planetario digitale con osservazione dell’evento ad occhio nudo e attraverso i telescopi. In caso di brutto tempo sarà possibile assistere a un “The best off per immagini, parole e suoni sulla Luna” in Planetario.
  • Santa Flavia (PA), presso Villa Filangeri, “La notte della luna rossa” in compagnia dell’Osservatorio Astronomico di Palermo.
  • San Marino di Bentivoglio (BO), presso Villa Smeraldi, Osservazione dell’eclissi totale di luna in compagnia dell’Osservatorio astronomico di Bologna.

Tipi di Eclissi.

Le eclissi lunari possono essere di 3 tipi:

  •   parziali di penombra 
  •   parziali d’ombra 
  •   totali d’ombra 

L’eclisse parziale si verifica quando la Luna attraversa parzialmente la penombra terrestre e l’oscuramento visibile sul suo disco è poco appariscente.

L’eclisse parziale d’ombra si verifica quando la Luna attraversa anche una parte dell’ombra terrestre.

L’eclisse totale di Luna si osserva quando la Luna entra completamente nell’ombra terrestre.

Le eclissi totali possono essere osservate da tutte le località che hanno la Luna sopra l’orizzonte.
Siccome l’atmosfera terrestre diffonde i raggi del Sole, raramente la Luna eclissata si rende del tutto invisibile. Dunque niente scherzi, occhi puntati al cielo.

Fonte: Ufoonline

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