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Posts Tagged ‘Salvatore Scalisi’

“La lunga notte” di Salvatore Scalisi, Amazon

January 9, 2016 Leave a comment

la lunga notteL’uomo è nato per creare.
La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.
(Michael Novak)

Una lettura semplice e lineare, quella che il nostro autore propone al proprio lettore con questo romanzo noir.
Realismo e finzione guidano e accompagnano questo lavoro, esso rispecchia totalmente la fantasia dell’autore che, attraverso dialoghi scorrevoli, accompagna e conduce il lettore fin dentro il romanzo stesso.
La fantasia, infatti, motiva tutto il noir, la situazione originale a quella finale, la credibilità degli eventi, la minuziosa descrizione delle azioni e dei luoghi.
Il contenuto graffiante permette di entrare dentro ogni singolo personaggio senza lasciare per scontato nulla, nemmeno il finale dei protagonisti appare lasciato al caso.
Questo costante elemento di mistero appassiona il lettore, che nel proseguo della lettura lo coinvolge emotivamente.
Un noir classico lo definirei, certamente coinvolgente.
Fa da sfondo alla storia una qualsiasi città metropolitana, con i rischi e pericoli che la notte in essa nasconde. Quasi un’ambientazione classica, dove trovano naturale collocazione: la sensazione di paura,il buio,il vicolo chiuso senza uscita.
Sopraggiunge alla fine della lunga notte il grigio dell’alba e, con esso il finale, forse prevedibile, ma non per questo accattivante.
Raccontare, appassionare, OSARE NUOVE IMPRESE, spinge e accompagna l’autore in quest’ultima fatica; a lui l’augurio di ogni successo, al lettore appassionato l’invito ad un’accattivante lettura.
Dott. Luigi Lo Mascolo

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“Caso Amber” (John Parker Vol. 6), romanzo di Salvatore Scalisi

December 6, 2014 Leave a comment

Caso Amber (John Parker Vol. 6)L’inossidabile Parker, stavolta, deve risolvere un caso molto ambiguo. La bellissima Amber soffre di gelosia. “Sente” che suo marito la tradisce. Sarà vero? La donna assolda un killer perché vuole eliminare il consorte. Poi, però, capisce di essersi sbagliata e, presa dai sensi di colpa, vuole salvare il coniuge, facendosi aiutare dal nostro detective. Riuscirà Parker a dipanare i fili della ingarbugliatissima matassa? Salvatore Scalisi ci condurrà, come sempre con penna felice, dentro una storia davvero ricca di “suspence”. L’esito non è per nulla scontato e sorprenderà il lettore con un finale a sorpresa.

Pro. Ssa Maria Carmela Benfatto.

Autore: Salvatore Scalisi

Formato: Formato Kindle

Dimensioni file: 450 KB

Lunghezza stampa: 118

Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato

Venduto daAmazon Media EU S.à r.l.

Lingua: Italiano

ASIN: B00NCUSG8S

Word Wise: Non abilitato

Categories: Lectio Tags:

“Scene da un probabile inferno” di Salvatore Scalisi, A&A Edizioni

September 13, 2013 Leave a comment

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Eddie, l’amico di Parker, invita a casa sua il detective per chiedergli un favore: andare a trovare l’ex compagno di Juana, la sua collaboratrice domestica, la quale da quest’uomo ha avuto una bambina che ha voluto tenergli nascosta. Il motivo è riuscire a farsi dare del denaro che serva ad aiutare in qualche modo la madre e la piccola. Nel frattempo Ted, collega di Parker, dà inizio ad un’indagine il cui scopo è strappare dalle grinfie di una setta religiosa, denominata “Movimento per la salvezza”, il giovane Daniel; e lo fa mettendosi in contatto con un certo Barnes, ex adepto della setta, la cui vicenda all’epoca dei fatti suscitò parecchio interesse nell’opinione pubblica tanto da appoggiare le iniziative dei suoi familiari mirate alla “liberazione” del loro ragazzo. I due investigatori privati, dopo un lungo e laborioso lavoro, si ritroveranno nell’abisso dell’Inferno e dovranno vedersela proprio col diavolo in persona.
15 Ottobre 2013
Prezzo online: € 11.90
Spedizione Gratis
Autore : Salvatore Scalisi
Titolo : Scene da un probabile inferno
Editore: A&A edizioni
ISBN:     9788898408089

Intervista di Marius Creati a Salvatore Scalisi

January 26, 2012 Leave a comment

Salvatore Scalisi é un giovane scrittore siciliano dedito alla scrittura contemporanea caratterizzata da scenografie reali ricche di azione e intrise di aspetti fantastici curati con vibrante attenzione psicologica, attraverso cui condivide attimi di apprensione, ansiosa incertezza e amabile curiosità racchiusi nell’ombra di un lavoro scrupoloso nel quale egli pone tutta la sua creatività narrativa. Appassionato di letteratura noir, dai suoi romanzi evince il desiderio di raccontare storie inquietanti, spesso velate da una realtà pretenziosa, disegnando figure espressive peculiari inserite in un contesto carico di colpi di scena.

Da menzionare il suo ultimo romanzo “Linea 429”, una storia narrata alle spalle di un adattamento catastrofico, quello di un grave nubifragio che attanaglia l’intera comunità cittadina, nel quale l’autore traspone l’identità ciclica e stramaledettamente ordinaria di un normale autobus di linea in un contesto sfalsato, completamente rinnovato, vissuto sino all’inverosimile dai personaggi imbattuti nella vicenda.

Intervista di Marius Creati

M.C.: Come nasce l’idea del tuo nuovo libro?•

S.S.: L’idea è nata dal fatto che in città mi sposto spesso in Autobus; e Catania, la mia città, meravigliosa da vedere un po’ meno sotto l’aspetto della vivibilità, mi ha dato lo spunto per una storia che vuole evidenziare lo stato retrogrado di certe realtà ai limiti della civiltà. Certo, è vero, nel racconto ho inserito un eccezionale evento atmosferico che ne ha ampliato le “note dolenti”, ma questo non aggrava più di tanto quelle che sono le responsabilità di chi ci governa.

M.C.: Come descriveresti il tuo rapporto con la scrittura? In che modo ne percepisci la magica traspirazione tradotta poi in termini narrativi?

S.S.: Diciamo che per me la scrittura è il veicolo per allontanarmi dalla vita reale attraverso storie che poi non si discostano troppo dalla realtà; da essa ne traggo gli aspetti peculiari su cui puntare la mia analisi critica. Con un pizzico di trasgressione letteraria.

M.C.: Cosa desideri esprimere e quali emozioni suscitano in te i personaggi rappresentati nei tuoi romanzi?

S.S.: Curiosità. Credo che sia il termine giusto. Poi, naturalmente, dipende dalla storia, dai personaggi; in ogni caso la curiosità nell’insieme del racconto deve sempre rimanere per me e il lettore, un punto fermo.

M.C.: C’é sempre un personaggio preferito nei tuoi racconti? In tal caso trasponi sempre un po’ di te stesso nel plasmarne le caratteristiche?

S.S.: Beh, provare simpatia per i “buoni” o i personaggi principali, è la risposta più scontata. In “Linea 429, trattandosi di un racconto corale, posso dire che è proprio l’autobus, insieme al piccolo Cristian, ad attirare maggiormente la mia attenzione. È quasi inevitabile che un autore trasmetta parte del suo modo di essere in un personaggio; può anche succedere di volersi identificare in un eroe positivo; per esempio, mi sarebbe piaciuto essere un tipo come il detective John Parker. In verità, quando scrivo le sue avventure, in qualche modo mi sento invincibile come il protagonista

M.C.: La suspense riscontrata all’interno del nuovo romanzo é sintomo di una percezione vivibile nell’intero percorso narrativo?

S.S.: Più di suspense parlerei di storie che durante il percorso del racconto si evolvono, a volte apparentemente tranquillo, fino all’imprevedibile epilogo. Ciò caratterizza la mia scrittura; anche se mi cimentassi con una commedia, credo che la sostanza non cambierebbe.

M.C.: Esiste un metodo programmato per riuscire ad infondere determinati stati d’animo nel lettore o diviene a volte incognito giocoforza della fantasia?

S.S.: No, almeno per quanto mi riguarda; non potrebbe essere diversamente. Nella scrittura trasmetto quelle che sono le mie sensazioni ed emozioni, ma non è detto che questo determini il coinvolgimento del lettore; riuscirci è una grande soddisfazione. Comunque, è anche vero che non scrivo mai per me stesso, bensì per il pubblico; lo so che vado contro corrente, ma è così. Spiegarne il motivo non è semplice.

M.C.: Esiste un genere narrativo particolare nel quale trovi maggiore attinenza rispetto ad altri?

S.S.: Sicuramente il thriller – noir. Non è escluso che in futuro non possa intraprendere altri generi; diciamo, meno angoscianti.

M.C.: Qual è il tuo maggiore interesse quando realizzi un lavoro narrativo? Qual é l’elemento scatenante che ti spinge verso la sua realizzazione?

S.S.: Raccontare una storia che susciti interesse, curiosità. Di solito mi concedo un periodo di pausa molto ristretto fra un racconto e l’atro, quindi, capita spesso di iniziare uno scritto con pochissimi elementi a disposizione. La prima cosa che faccio è cercare di togliermi dalla mente e alla svelta il precedente racconto e di conseguenza iniziare a buttare giù le basi per la nuova storia. È una fatica. Non so, fin quando resisterò. Prometto sempre di prendermi un bel periodo di riposo…

M.C.: Pensi che uno scrittore deve reinterpretarsi costantemente?

S.S.: Se è possibile, direi proprio di sì. Ma non è necessario; ci sono artisti, non so, per fare un esempio: cantanti, registi, pittori etc, che proseguono imperterriti senza modificare di una virgola il proprio stile, continuando a riscuotere consensi positivi. Ma c’è chi riesce a cambiare pelle per non rimanere prigioniero del proprio cliché, ricevendo l’ammirazione del pubblico. Io prediligo quest’ultima soluzione; è utile per rigenerarsi.

M.C.: Pensi che l’ultimo romanzo redatto sia per lo scrittore una lodevole meta ambita oppure un punto di partenza per l’approfondimento di un nuovo racconto

S.S.: Nulla di tutto questo. Alla fine di un romanzo sono sempre convinto di aver dato il massimo delle mie possibilità per renderlo efficace sotto ogni aspetto. Tutto finisce lì. È naturale che se andassi a rileggerlo dopo qualche anno, o addirittura dopo pochi mesi, mi verrebbe voglia di cambiare qualcosa; ma ripeto, è del tutto naturale. E poi, non è detto che i cambiamenti lo migliorino. La scrittura rispecchia lo stato d’animo del momento, perciò è giusto avere rispetto per il proprio lavoro. “Linea 429” è l’ultima pubblicazione, ma non l’ultimo romanzo che ho scritto; ne sono seguiti altri due, fra questi il secondo episodio con Parker protagonista. Bene, sono convinto che a livello lessicale e strutturale ci siano delle differenze, anche impercettibili, fra questi due scritti e “Linea 429”; ma ciò non significa che l’uno sia migliore degli altri o viceversa. Quello che sento dentro di me quando inizio a scrivere un nuovo romanzo, è la consapevolezza di aver fatto un passo avanti verso l’affermazione come autore.

M.C.: Credi che la narrativa sia ancora in grado di meravigliare rispetto alle opere letterarie del passato?

S.S.: Guai se non fosse così; come si suol dire, potremmo chiudere bottega. Le opere letterarie del passato sono un punto di riferimento da custodire gelosamente, ma è un errore quando si vuole a tutti i costi paragonarle alla letteratura contemporanea; è come mettere a confronto un film di cinquanta anni fa con uno di recente produzione. Improponibile. Eppure, probabilmente, sarebbero entrambi degli ottimi film, ognuno con le proprie caratteristiche. Quindi, rispondendo alla tua domanda, ti dico che la narrativa di oggi è sicuramente in grado di meravigliare come in passato. Forse, l’unica differenza è che ai giorni nostri chiunque ha la pretesa di saper scrivere narrativa. Ma sappiamo benissimo che non è così. È vero, c’è un super affollamento di autori, recensori, direttori editoriali, molti dei quali si trovano all’interno del sistema solo per grazia ricevuta. Una volta sfogliavi un libro senza aver letto chi fosse l’autore, ma immediatamente dalle prime pagine ti rendevi conto chi l’avesse scritto. Oggi è difficile farlo perché c’è un appiattimento di argomentazioni e stili per certi versi preoccupante. Stai tranquillo! Esiste sempre la narrativa valida capace di creare forti emozioni, né più né meno dei classici del passato.