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Red Bull BC One, inizia la sfida del Campionato Mondiale di breakdance Uno contro Uno

December 7, 2012 Leave a comment

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Inizia la sfida! Red Bull BC One, il Campionato Mondiale di breakdance Uno contro Uno, sbarca a Rio con la finale
Il prossimo 8 dicembre tutti gli occhi saranno puntati su Rio de Janeiro che per una sera sarà la casa del Red Bull BC One. La città situata sulla costa del Brasile, famosa per le sue spiagge e la statua del Cristo Redentore, ospiterà sabato 8 dicembre il più importante contest di breakdance Uno contro Uno al mondo. Negli ultimi decenni la capoeira e la ginga hanno ispirato fortemente il B-Boying e proprio in questa nazione, conosciuta per i suoi ritmi latini, si ritroveranno i più innovativi breaker dei nostri tempi. Ogni anno la competizione si fa più dura dando luogo alle più ardue power move, freez sbalorditivi e numerose combinazioni creative; partecipare alla finale è un onore riservato solo ai più grandi.
Il 2012 è  stato sicuramente l’anno più intenso di sempre per il Red Bull BC One. Oltre mille b-boys di tutto il mondo si sono sfidati in più di 60 cypher  nazionali.  Successivamente sei qualificazioni hanno scoperto i migliori tra gli sfidanti in Nord America, Sud America, Europa dell’Est, Europa dell’Ovest, Asia e, per la prima volta,  anche in Africa. I vincitori si sono aggiudicati così la possibilità di sfidare il campione in carica Roxrite (USA) e un gruppo di nove top breaker mondiali scelti da una giuria di esperti.
I 16 concorrenti finali si sono allenati intensamente tutto l’anno aspettando il loro momento a Rio.  Si tratta di una competizione estremamente dura  in cui in ogni round viene eliminato un b-boy. I giudici daranno il punteggio in base a: strategia, power move, fondamenta del ballo, creatività e stile.
La musica sarà selezionata dal DJ Skeme Richards e il rapper Brasiliano Dughettu farà da MC per la serata. Le leggende del B-Boy Kwikstep e CROS1  commenteranno la serata per le centinaia di migliaia di fan che guarderanno l’evento in livestream, che oltre ad essere accessibile su redbullcone.com,  sarà disponibile sui siti partner dell’evento.

“Impressionismo : Parigi e modernità”, mostra al CCBB di San Paolo e di Rio de Janeiro e al Fundación Mapfre di Madrid

September 14, 2012 Leave a comment

Mentre la Parigi vecchia scompare sotto l’influsso del barone Haussmann, i pittori Jongkind e Lépine, Manet e Degas, Monet e Renoir, Pissarro e Gauguin, si appassionano per la città e la sua trepidante vita. Nuovi soggetti si offrono agli artisti, boulevard, strade e ponti animati da un movimento incessante, giardini pubblici, mercati coperti e all’aperto brulicanti sotto il sole, ritratti sotto il cielo grigio, ma anche grandi magazzini e vetrine, illuminati a gas o a elettricità, stazioni, caffè, teatri e circhi, corse di cavalli, senza poi dimenticare i balli e le serate mondane…
Assieme a questi luoghi, gli artisti raffigurano altresì tutti i ceti sociali: austere famiglie borghesi nelle tele di Fantin-Latour, borghesia più elegante, che frequenta le località alla moda, ragazze della buona società che suonano il pianoforte nei dipinti di Renoir, prostitute che battono il marciapiede e sulle quali artisti come Degas, Toulouse-Lautrec o Steinlen rivolgono uno sguardo privo di ogni giudizio moralista che diventa addirittura empatico come nel caso di Toulouse-Lautrec.
Tuttavia, anche il richiamo della natura, il desiderio di fuggire dalla città, si manifestano con tanto impeto… Sono gli artisti stessi a rivolgere la loro attenzione verso soggetti più “naturali”, nelle vicinanze di Parigi (Monet, Bazile, Renoir, Sisley a Fontainebleau, Monet ad Argenteuil, Pissarro a Pontoise…). La ricerca di nuove avventure pittoriche spingono gli artisti a trovare rifugio nel sud della Francia (Van Gogh, Gauguin e Cézanne) o in Bretagna (Gauguin, Bernard), mentre i Nabis preferiscono l’intimità di universi interiori. 4 agosto 2012 – 25 maggio 2013

San Paolo, CCBB dal 4 agosto al 7 ottobre 2012
Rio de Janeiro, CCBB, dal 22 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013
Madrid, Fundación Mapfre, dal 6 febbraio al 25 maggio 2013

Fès, splendore in similitudine con le favelas di Rio de Janeiro

September 10, 2011 Leave a comment

La splendida Fès è allo stremo. Hay Aounates El Hajjaj è un quartiere che sul piano della sicurezza ha delle similitudini con le favelas di Rio, senza avere la stessa architettura. Quando ci si avvicina assomiglia a tanti quartieri sparsi nelle varie città marocchine, dal nord al sud. Le costruzioni che nascono a vista d’occhio sono del tipoR+3 o R+4 (3/4 piani), seguendo il modello catastale nazionale in uso nelle città. Ma, a tutti gli effetti, le costruzioni periferiche sono in realtà un muro perimetrale che circonda una città selvaggia dove regna l’anarchia. In seguito alle dimissioni delle autorità, un grupppo di islamici hanno costituito una banda armata con coltelli e spade; questo permette ai suoi membri di affrontare la deliquenza ma anche di imporre le loro ideologie malate. Un fenomeno, che era totalmente sparito dopo gli avvenimenti del 2003, prolifico oggi a causa dell’inesistenza delle autorità preposte e che giornalmente guadagna terreno. I quartieri di Hay 45-Bab Sifr, vicino a Ben Dabab, Hay Chicane a Ben Souda, Hay Laayoune, Zankat Azziate, Sidi Boujida, Hay Wandou-Bab Fthou, Hay Ain Boufaouz, Inane Al Kadiri…queste le zone ad alto rischio abbandonate e conquistate dai trafficanti di droga e dai gangster. Nate senza autorizzazioni, le costruzioni si accumulano in questi quartieri, spogli di ogni struttura culturale, sportiva o di attrazione. Anche gli alberi e i giardini sono rari. “La povertà di tutte le campagne che circondano Fès spinge i giovani demuniti a spostarsi nei quartieri selvaggi della città. Davanti a questa situazione tutti hanno paura. I responsabili non vogliono prendere nessuna iniziativa che rischierebbe di provocare degli scontri che creerebbero grossi problemi ai loro superiori”, ha dichiarato un poliziotto sotto aninimato a Aufait Maroc. Gli abitanti di Fès si sono costituiti in una Associazione, Fès Cultura e Patrimonio dell’Umanità. Il suo presidente, Mohammed Sanhaji, sta combattendo un ardua battaglia con le inesistenti autorità, per ridare nuovo slancio alla splendida città medioevale e imperiale. Mohammed Azhari, presidente di un altra associazione, l’Associazione Fassi per l’ambiente e lo Sviluppo, conferma l’assenza totale dei responsabili davanti al degrado sociale e ambientale della città. Abdenbi Errifi, abitante di Hay Narjis dichiara a Aufait che “in tutta la città di Fès oggi è molto difficile camminare di notte e, di giorno, bisogna essere sempre in guardia. A Aouniate El Hajjaj anche la polizia ha paura di entrare. Sovente si assiste ad aggressioni davanti ai poliziotti stessi che non fanno alcun gesto per difendere le vittime”. L’urbanizzazione selvaggia del Marocco non è altro che lo specchio della corruzione e dell’incompetenza che regna sovrana. Si costruisce di notte, sono ben organizzati e non si sa da dove sbucano, pertanto le zone delle bidonville e gli altri quartieri insalubri si vendono a prezzi alti perchè commercialmente validi per lo spaccio di droga. Come nelle favelas di Rio il crimine si è sviluppato e organizzato al punto di fare paura alle autorità stesse che non osano più, da tempo, avventurarsi in queste zone di non-diritto. Il rischio rimane quello degli islamisti che si installano in quelle zone e si ergono a protettori della popolazione demunita che non puo’ traslocare in luoghi più vivibili. Come a Rio, ci si chiede, la sola soluzione sarà quella di inviare i militari per occupare questi quartieri? La politica di riassorbimento delle bidonville è effettivamente reale solo nelle cifre. Ma non si stanno creando delle periferie calde ovunque attorno alle città del Marocco, cementificando illegamente per produrre niente altro che giovani prigionieri di questi muri? Si rimpiazziano le bidonvilles con dormitori senza anima, senza cultura, senza lavoro, senza educazione, senza spazi verdi degni di questo nome. I candidati alle prossime legislative di novembre inseriranno tutte queste problematiche nei loro programmi e relative soluzioni, dimenticandole velocemente. Comme d’habitude!, dicono i cittadini onesti..

Credits Interviste: Aufait Maroc

Fonte: My Amazighen

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