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Posts Tagged ‘Ramadan’

Laftour Fbab Dar, una première in Marocco

August 16, 2011 Leave a comment

Oggi è il 15° giorno di Ramadan e questa sera sarà organizzata attraverso tutto il paese l’operazione “Laftour Fbab Dar”, che consiste nel rompere il digiuno, per una volta, davanti all’abitazione, in strada. Le adesioni sono arrivate a centinaia di migliaia su Facebook grazie all’iniziativa dell’associazione “Maroc21”. Tutti i media ne parlano oramai da settimane e si prevede una serata di ftour open air per tanti marocchini. Davanti alle porte delle case saranno imbandite tavole con i prodotti tipici dello F’tour, in un clima famigliare, di condivisione e di convivialità e… di buon vicinato. Queste tavole aperte accoglieranno tutte le persone che vorranno usufruirne in segno di solidarietà e generosità, tipico del Ramadan. Quella di questa sera è la prima di una edizione che verrà ripetuta in tutti i Ramadan futuri riproposta nella stessa data, il 15° giorno del mese sacro e, sicuramente, si amplierà a dismisura nel corso degli anni. Immagini, video e fotografie saranno pubblicate sulla pagina di Facebook  dedicata a questo evento e darà tutte le informazioni, città per città, della reale partecipazione, oltre ad una vasta copertura mediatica nazionale ed internazionale. Stasera dunque una rottura del digiuno eccezionale a tutti quelli che si sposteranno in strada, anche se le critiche sono arrivate da alcune associazioni e dagli intelletuali del reame. La principale è quella di non pensare solo al mangiare (chiodo fisso in questo mese di digiuno) ma di rispettare il lavoro e gli impegni, e di donare i soldi che si spenderebbero ad allestire tavolate per i vicini al Corno d’Africa, dove migliaia di persone stanno morendo di fame e di sete. O ancora, senza andare lontano,  di donare tutti questi pasti alle associazioni che in Marocco si occupano delle persone di strada, demuniti, famiglie in gravi difficoltà economiche, orfani.

Fonte: My Amazighen

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Ramadan, pubblicità TV fuori controllo

August 10, 2011 Leave a comment

I telespettatori marocchini hanno potuto constatare, in questo inizio di Ramadan, l’abbondanza anomala di spots pubblicitari nel momento dello Ftour (rottura del digiuno). Una abbondanza che crea molto fastidio, ma che è fonte di moneta sonante per i due principali canali marocchini. In effetti, il costo degli spot pubblicitari aumenta considerevolmente in questo mese sacro: da 35.000 DH per 30 secondi  a passaggio sino a 60.000 DH nei minuti che precedono lo Ftour, di grande ascolto. Benefici che sia 2M che Al Oula non possono lasciarsi sfuggire, qualunque sia l’influenza sul telespettatore. Bisogna ricordare che il mese del Ramadan è la grande occasione per i canali televisivi  di aumentare i loro benefici e la durata media degli spots  passa da 8 minuti per ora a 18 minuti in questo periodo.  Il settore della pubblicità televisiva dovrà, obbligatoriamente, cercare di gestire al meglio questa situazione ramadanesca, per rispetto verso i telespettatori  che fanno fatica a digerire la situazione che diventa di anno in anno insostenibile.

Fonte: My Amazighen

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Ramadan, Consumismo e Morale

August 8, 2011 Leave a comment

La nozione del digiuno è senza alcun dubbio cambiata nel corso di questi ultimi decenni nella vita dei musulmani. Dopo essere stata un occasione solenne per adorare Dio e approcciarsi a Lui con le buone azioni, il Ramadan è diventato oggi un momento di celebrazione consumista: cibo, bevande e i più svariati mezzi di divertimento. Tutte queste cose possono far perdere di significato la sua essenza religiosa, che incita alla armonia e all’amore nei cuori dei musulmani, alfine di rafforzare la loro unità e la loro solidarietà sociale. Questi cambiamenti, ovviamente, sono dovuti e motivati dal benessere instauratosi negli ultimi anni, con la disponibilità del cibo e delle bevande, e dagli innumerevoli mezzi di divertimento che le nuove tecnologie hanno reso popolari; playstation, televisione satellitare, internet. Tutto questo rende il popolo islamico un puro esempio di stupidità che genera lassismo, pigrizia e negatività, durante tutto il mese del Ramadan. Vero è che il contributo dei popoli islamici in tutti i settori della produzione e dell’innovazione sono a un punto morto da decine di anni e pare che il digiuno diminuisca ancor più i loro sforzi, al di sotto dello zero, durante il Ramadan. Questo è il risultato di una cattiva interpretazione dei musulmani su come devono comportarsi durante questo mese, come se si trattasse di un occasione per ridurre la loro produttività in favore delle pratiche religiose vissute con ripetizione quotidiana; il Tahauid, il digiuno, le preghiere notturne e la lettura del Corano durante la giornata, per donarsi poi agli eccessi del cibo, del bere, restando tutta la notte a guardare la televisione. Il mese del Ramadan nei paesi islamici, oggi, stravolge la realtà dei musulmani e mette in evidenza i loro difetti e la cultura malata, attraverso gli aspetti immorali che sono comuni a buona parte della società musulmana. Questi aspetti si possono riassumere cosi’:

  • -Sottostimare il valore del tempo durante il Ramadan, spendendo le ore della giornata in acquisti, dormire, guardare la televisione ed infine frequentare le moschee durante la notte per compiere le preghiere e continuare ancora con la televisione e i divertimenti ramadaneschi sino all’alba.
  • – Darsi ad una consumazione eccessiva di alimenti e bevande, anche se questo significa chiedere prestiti a causa dei costi elevati, quindi il risultato è una consumo sempre più insensato.
  • – Passare le serate del Ramadan nell’immoralità (alcool), depravazione (sesso) e nei differenti giochi d’azzardo.
  • – Testimoniare la diminuzione della capacità produttiva dei paesi islamici, al suo livello più basso, in ragione della tendenza dei lavoratori all’inerzia durante tutto il Ramadan.

In conclusione, i musulmani potrebbero assicurarsi un equilibrio tra la loro salute e le celebrazioni ramadanesche adottando una politica di “non negligenza” che esige da parte degli uomini della religione e le parti sociali, compresi medici, lavoratori sociali e educatori, il posare l’accento sul messaggio corretto che deve essere quello di cambiare la percezione del digiuno e del Ramadan tra i musulmani.

Fonts: Jemal Mohammed Oumar – scrittore e giornalista musulmano praticante/Magharebia

Fonte: My Amazighen

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Ramadan, piccoli commerci crescono…

August 4, 2011 Leave a comment

Già da una settimana prima dell’inizio del Ramadan, piccoli commerci crescono. Nei quartieri popolari è un fiorire di attività legate strettamente alla ricorrenza del mese sacro del Ramadan. Ogni anno sempre più numerose, queste attività sono il termometro reale per capire i consumi e strumento efficace, anche se limitato, alla lotta contro la disoccupazione sempre più preoccupante. Ognuno di questi commercianti è specialista nella preparazione e nella vendita di prodotti particolari. Le donne si installano ovunque nelle strade per vendere differenti tipi didolci marocchini: msemmen, baghir, harcha… In alcuni casi si affittano locali per l’occasione e giovani ragazze preparano la pasta sfoglia per la pastilla o l’onnipresente e immancabile dolce del Ramadan: la Chebbakia. Negli stessi locali si producono e si vendono i prodotti, per assicurare al compratore la massima qualità. La sociologa Samira Kassimi spiega che le donne marocchine dedite a queste attività sono, anno dopo anno, in aumento e incrementano il mercato del lavoro. Nel passato gli uomini non accettavano che i piatti del Ramadan fossero preparati da altre donne ma, da qualche anno a questa parte, le cose sono cambiate. A livello culturale è più accettabile che le donne acquistino piatti pronti perché evidentemente non hanno il tempo per prepararli. Anni addietro le donne lavoratrici, la settimana antecedente il Ramadan, passavano il loro tempo libero dal lavoro a preparare piatti e congelarli. Oggi con l’avvento dei piccoli commerci occasionali, a prezzi corretti, non è più necessario fare questo e si cambiano le abitudini. AhmedBachiri, 29nne laureato in letteratura francese, da quattro anni si mobilita durante il Ramadan, coinvolgento alcuni amici disoccupati, affittando un locale producendo e vendendo Chebbakia. Racconta che dopo tre anni senza lavoro ha deciso di mettere fine a questa situazione cercando di guadagnarsi da vivere con differenti commerci. Dichiara di aver appreso da sua madre la ricetta della Chebbakia e non ha esitato un attimo a realizzare il progetto guadagnando più di10.000 Dh in un mese (1.000 Euro c.ca). E’ un lavoro occasionale dice, ma è meglio che rimane a braccia conserte. La giovane Yasmine con l’aiuto della madre Zohra produce e vende Baghrir. Dice: “Mio padre è deceduto da dieci anni ed è mia madre che ha sempre provveduto ai nostri bisogni. L’aiuto nei suoi lavori e continuo a studiare con serietà. Il mio sogno è  quello di fare un master. Ma prima di iniziare gli studi, il Ramadan è una buona occasione per guadagnare qualche dh.” Anche questo è il Ramadan, in attesa di tempi migliori. Un aiuto a donne e giovani che con spirito imprenditoriale si guadagnano da vivere; un mese di guadagno che servirà al sostentamento di molte famiglie che sognano un futuro migliore, e lo attendono senzaaspettarlo passivamente. Inshalla!

Fonte: My Amazighen

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Il Ramadan nella storia

August 3, 2011 Leave a comment

Da quando i musulmani del mondo intero sono entrati nella bella avventura del mese sacro del Ramadan, non è inutile ricordare che il digiuno, cuore pulsante di questa trenta giorni, si iscrive in una lunga storia. Molto tempo fa l’osservanza del digiuno era nel nono mese dell’anno lunare, e i primi musulmani rispettavano il digiuno della Ashoura, vera eredità del giudaismo, che corrisponde alle celebrazioni del Yom Kippour, il “Giorno della Espiazione” o “Giorno del Grande Perdono“. La seconda sura del Corano che stabilisce il digiuno nel mese del Ramadan, non dimentica di chiamare in causa gli antecedenti: “E’ stato prescritto a as-Syam come è stato prescritto a quelli davanti a voi” (versetto183). Secondo i sapienti religiosi questa prescrizione del digiuno è strettamente collegata ad Abramo, vedi Noè. Ma è stato stabilito da parecchi hadiths e dalla Sura che la prima comunità riunita intorno al Profeta Maometto digiunava il giorno della Ashoura (il decimo giorno del settimo mese del calendario ebreo: decimo si dice “asor” in ebreo e”asara” in arabo). Secondo l’hadith, guardando gli ebrei darsi al giorno di digiuno, il Profeta chiese spiegazioni. Gli ebrei risposero che ricordavano la fuga dall’Egitto ordinata da Mosè. A quel punto, reclamando tutti i profeti biblici che lo avevano preceduto, Maometto disse che aveva più diritto lui e i musulmani di compiere il digiuno in quel giorno. Per evitare di confondere il digiuno musulmano con quello ebreo decise che si sarebbe svolto il nono giorno del settimo mese. Presso i musulmani il digiuno dell’Ashoura venne fissato poi in due giorni. Questa appropriazione del digiuno ebraico trova riscontro nel senso dato a questa pratica presso i musulmani; in effetti, come per gli ebrei che celebrano lo Yom Kippour, il digiuno ha per virtù la totale purificazione dai peccati e questo accade anche per il digiuno dell’Ashoura musulmano. Nel Levitico si legge: “Perchè è in questo giorno che avverrà l’espiazione per voi, al fine di purificarvi: voi sarete purificati di tutti i vostri peccati davanti all’Eterno” (Levitico 16-30). Nell’hadith di Mouslim si legge queste parole del Profeta: “ Io conto su Allah perchè il digiuno osservato nel giorno di Arafat possa farvi espiare i peccati commessi l’anno precedente e quello successivo, e che il digiuno del giorno dell’Ashoura possa farvi espiare i peccati dell’anno precedente“. Certo, prendendo in esame diversi hadiths il digiuno dell’Ashoura commemora diversi avvenimenti; Adamo che lascia il Paradiso terrestre, lo sbarco dell’arca di Noè, Abramo nel fuoco o e ancora la fuga dall’Egitto di Mosè….Ma è la continuità con il digiuno ebreo la più certa e chiara. Oggi, per meglio conoscere la storia del digiuno nel mese sacro del Ramadan, si può rilevare che, quando venne inserito il nuovo ordine per cui il digiuno doveva essere di un mese pieno, i musulmani potevano dispensarsi da questo obbligo, offrendo un mese di pasti ad un povero, per ogni giorno di digiuno non espletato, questo è quello che indica il versetto 183-184 della surate seconda, ma i giuristi hanno preferito privilegiare l’obbligo del digiuno.

Fonte: My Amazighen

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Ramadan, inizia il countdown…

August 1, 2011 Leave a comment

Il countdown sta per iniziare… fatto salvo stravolgimenti del ciclo lunare il Ramadan quest’anno in Marocco inizierà il  2 agosto 2011. Il Ramadan è uno dei 5 pilastri dell’Islam, il quarto nei sunniti e il terzo per gli sciiti duodecimani (maggioritari rispetto agli sciiti). La sua durata è di un mese lunare (29/30 giorni). In Turchia è chiamato Ramazan. Il Ramadan è un mese di digiuno e di preghiera per avvicinarsi a Dio, per tornare a Dio. E’ anche il mese che, nel 610 D.C., Maometto vide l’arcangelo Gabriele che gli annunciò la sua investitura come messaggero di Dio. Questo momento preciso è  la Notte del Destino, Lailat al Qadar, verso la fine del Ramadan (27° giorno), notte che celebra la rivelazione del Corano al Profeta con preghiere e pentimenti. Il Ramadan termina con la festa dell‘Aid al Seghir (piccola festa in arabo) che è  anche chiamata Aid el Fitr (festa della rottura del digiuno) e segna la fine del mese sacro. Ovviamente è una festa che racchiude una gioia profonda dopo un mese di patimenti,ma ve ne parlerò durante questo mese. La storia ci dice che il primo digiuno imposto da Maometto ai suoi discepoli durò una sola giornata prima dellla festività ebrea del Yom Kippour. Questo digiuno riproponeva quello degli ebrei e il Profeta, ovviamente in disaccordo, decise che sarebbe durato più a lungo, anche di quello cristiano della Quaresima, e stabilì’ un mese intero. L’obbligo essenziale del Ramadan è il digiuno (Siam): durante tutta la giornata, dall’alba al tramonto è assolutamente proibito nutrirsi, bere ed avere rapporti sessuali. Con la stagione estiva tutto diventa più difficile tenendo presente che qui siamo nell’ordine dei 38/45 gradi e bere è necessario. Il Ramadan è il tempo della parola di Dio (lettura del Corano) e di incontrarsi a Lui con la preghiera. Sovente durante questo mese un profondo fervore religioso si impadronisce dei credenti che negli oratori e nelle moschee pregano tutta la notte in veglia. In questo mese i musulmani devono anche compiere lo zakat, un altro pilastro dell’Islam, l’elemosina. E’ una tassa obbligatoria che si dona alla fine del digiuno, al termine del Ramadan. Questa “tassa” è calcolata intorno al 25% degli introiti annuali del credente e, il mondo va avanti, alcuni siti islamici accettano i versamenti con carte di credito. I costumi di questo mese sono differenti secondo i Paesi. L’Egitto e il Maghreb vivono il Ramadan come un mese di convivialità e di festa (dopo la rottura del digiuno quotidiano). Le famiglie si riuniscono per mangiare insieme e nelle strade una certa animazione è visibile sino a notte fonda. La tradizione vuole che si acquisti degli abiti nuovi ai bambini e durante la festa della fine del Ramadan verranno indossati per andare alla moschea. Il digiuno del Ramadan in Marocco, contrariamente ad altri Paesi musulmani, è scrupolosamente rispettato. L’Islam è religione di Stato e i marocchini si “sorvegliano” mutualmente (se un marocchino viene sorpreso a mangiare è immediatamente arrestato). Al contrario in Turchia, per esempio, i membri della setta Alèvis digiunano solamente qualche giorno durante tutto il mese sacro. In Marocco, essendo strettamente praticato, molti occidentali che qui vivono e lavorano, abbassano le serrande e se ne vanno in vacanza per evitare disagi e problemi legati naturalmente a questo avvenimento. Vero è che molti locali, bar, caffé e ristoranti, gestiti da marocchini, durante tutta la giornata sono chiusi e, i pochi aperti, aumentano i prezzi a dismisura approfittando della mancanza di servizi. È un mese che, per esperienza personale, è meglio uscire il meno possibile durante il giorno, quando sovente si è spettatori di risse e quant’altro dovute al nervosismo che un digiuno puo’ provocare. Purtroppo ho avuto anche modo di verificare con alcuni ospiti del Riad un po’ ingenui, una certa aggressività verbale verso i turisti che passeggiano con la bottiglia dell’acqua in primo piano o peggio ancora fumano disinvoltamente per la strada. Attenzione dunque ai comportamenti!. Il mese del Ramadan posso consigliarlo a viaggiatori che cercano di capire e carpire usi e costumi del Paese che gli ospita, ma lo sconsiglio ai turisti da Club Vacanze; il Ramadan è un momento sacro (anche se sono evidenti molte incrongruenze in questo periodo) e come tale va rispettato, con una buona dose di pazienza e di buona creanza. Poi è festa! Alla sera è fantastico lasciarsi coinvolgere, nelle strade e nelle piazze, dall’esplosione di felicità che attraversa tutti quanti. Una scarica di adrenalina pura che rimette in moto i pensieri e le azioni, sopite e stordite durante tutta la giornata. E tra le pieghe di questi momenti si incontrano personaggi incredibili, storie di vita vissuta senza protagonismi, come il misterioso e leggendario Sidi (signore) che durante tutto il Ramadan offre un pasto a centinaia di poveri diseredati, nascosto nella penombra della Place Jemaa el Fna per non essere riconosciuto e non dover essere ringraziato. Questo è anche il Ramadan!.

Fonte: My Amazighen

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Ramadan 2011, tradizione vs tecnologia

August 1, 2011 Leave a comment

Ogni anno, la data d’inizio del Ramadan è determinata differentemente secondo i paesi. Quest’anno, la data varierà tra il lunedi’ 1° agosto e il martedi’ 2.  Alcuni paesi scelgono di determinare il primo giorno di Ramadan con un metodo scientifico, altri preferiscono scrutare il cielo, il 29 chabaane, data in cui la nuova luna fa la sua apparizione. Il Ramadan quindi inizierà quest’anno l’uno o il due agosto?  Si saprà con esattezza a fine settimana.  In Francia, Belgio, Marocco, Algeria e Senegal, le istituzioni musulmane osservano il cielo, nella notte del dubbio, il 29 del mese Chabaane, per determinare la luna crescente, e per quest’anno in Marocco il 29 del mese Chabaane corrisponderà a domenica 31 luglio, ma anche qui dipenderà dalla luna. In Canada per esempio, il 29 Chabaane corrisponde a sabato 30 luglio. In Francia, i membri della Commissione Teologica dell’Istituto Musulmano della Grande Moschea di Parigi si riuniranno con degli imam, personalità musulmane e responsabili associativi e dei luoghi di culto, per decidere  insieme il primo giorno del mese del Ramadan, che sin da ora è stato determinato per il 1° agosto, con la menzione: ”E’ suscettibile di una decrescita pari ad un giorno”.  In Belgio, il Consiglio dei Telogici, collegato all’esecutivo Musulmani del Belgio (EMB), aspetta la notte del dubbio. In Italia, il Centro Islamico Culturale, legato alla Grande Moschea di Roma, inserirà un messaggio automatico sulla sua segreteria telefonica dove indicherà la data esatta dell’inizio del mese sacro. In Senegal, una commissione speciale permanente, che raggruppa diverse famiglie religiose, determinerà per tutti i musulmani senegalesi l’inizio del Ramadan osservando la luna. In Marocco, il Ministero degli Habbous sta mobilitando le sue diverse delegazioni regionali oltre alleForze Armate Reali (FAR), attraverso tutto il paese, per osservare la luna. Diversi avvisi concordanti dovranno determinare il primo giorno di digiuno.  In Germania, in Turchia, in Libano, i religiosi hanno optato perun metodo di calcolo scientifico del calendario lunare. L’America del nord con il suo Consiglio del Fiqh d’America del nord (FCNA), assieme alla Società Islamica d’America del nord (ISNA), hanno stabilito che il 1° agosto sarà l’inizio del Ramadan e il 30 agosto l’ultimo giorno. Come il CEFR, questa organizzazione usa  la Mecca come punto di riferimento per determinare il calendario lunare: il Ramadan inizia quando la nuova luna è visibile nella città santa. In Germania, dove i musulmani sono per la stragrande maggioranza turchi, le date dell’inizio e della fine del Ramadan sono già state fissate al 1° agosto e al 29 agosto. Le differenze istituzioni musulmane del paese si riunirono nel 2008 per determinare un metodo unico di calcolo per l’inizio del mese sacro.  In altri paesi, la scelta del metodo non è chiaramente definita. Nei Paesi Bassi, per esempio, la diversità dei musulmani fa si che i due metodi coesistano. I MRE (marocchini residenti all’estero), nel caso di quest’ultimo paese non musulmano, dove nessuna istituzione religiosa trova un accordo, adottano sovente la data d’inizio del Ramadan del loro paese di origine. In Mali, il dibattito è sempre aperto. Un forum  ha avuto luogo nel paese, il 4 luglio scorso, che ha raggruppato tutti i musulmani attorno ad un unico metodo di calcolo e quest’anno una commissione nazionale di osservazione della luna è molto determinata ha informare sulle date del Ramadan, anche se alcuni dignitari musulmani persistono a fornire delle informazioni contradditorie.

Fonte: My Amazighen

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Ramadan, il mese dello Chaâbane

July 6, 2011 Leave a comment

È l’ultimo percorso, il rush finale prima del mese sacro del Ramadan, il mese dello Chaâbane, il cui primo giorno ha coinciso con domenica 2 luglio. È  un mese carico di significati spirituali per tutta la nazione musulmana; il profeta Maometto consigliò ai musulmani di consacrare la notte centrale del mese dello Chaâbane alla preghiera e il giorno dopo al digiuno, come preparazione al mese sacro. Ottavo mese del calendario  musulmano, Chaâbane è preceduto dal mese del Rajab e permette ai musulmani di prepararsi psicologicamente al Ramadan. Questo periodo di digiuno, il Ramadan, arriva all’inizio del nono mese del calendario hegiriano e  dura dai 29 ai 30 giorni, secondo le fasi lunari in corso. Quest’anno è previsto in Marocco il 1° agosto sino al finale del mese, ma  saro’ più preciso in seguito, quando si avranno dati certi in merito.

Fonte: My Amazighen

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