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Adriano Celentano, bufera e sdegno vescovile sullo show anti-clericale

February 15, 2012 Leave a comment

Bufera sullo show anti-Chiesa del Molleggiato, difeso da Bondi e Di Pietro. Il dg Lei invia Marano a “coordinare” il festival.
Bufera su Celentano dopo il suo duro attacco alla Chiesa, e il festival di Sanremo viene commissariato dai vertici Rai. I vescovi esigono le scuse del Molleggiato che, nella serata inaugurale della 62esima edizione, ha definito ipocriti Famiglia Cristiana e Avvenire e ha detto che devono chiudere. Dopo le polemiche, il dg Rai, Lorenza Lei, ha deciso di mandare nella città dei fiori il vicedirettore Antonio Marano per “coordinare” la kermesse. Gianni Morandi ha chiesto: “C’era bisogno di un comunicato ufficiale?”. Alla luce del boom di ascolti (una media del 50 per cento di share) il cantante-presentatore ha scherzato: “Se i prossimi andranno male, sarà colpa di Marano”.
A difendere Celentano è stato il direttore artistico del festival, Gianmarco Mazzi: “Ha espresso il suo diritto di critica”. Secondo Mazzi, Celentano dovrebbe essere apprezzato maggiormente dalla stampa, anziché criticato, perché dopo tanti anni “ha sempre il coraggio di battere strade non battute, di innovare”. Oltre a Mazzi, anche Di Pietro ha spezzato una lancia in suo favore. “L’arte non può e non deve essere censurata”, ha scritto il leader Idv sul suo blog. E, dal canto suo, l’ex ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha detto che quello di Celentano è stato “un grido vibrante a difesa della fede”.
Sdegnata la replica dei vescovi al cantante. “E’ più l’amarezza che il disappunto – ha scritto il Sir, l’agenzia stampa dei vescovi – a prendere il sopravvento. Ci aspettiamo che a parole insensate, cioè impensate, seguano parole pensate e di scusa. Anche senza microfono”. Pure i bersagli più direttamente chiamati in causa, e quindi Avvenire e Famiglia Cristiana, hanno risposto seccati.
Non solo Chiesa. Celentano è andato contro tutti dal palco dell’Ariston, prendendosela anche con la Consulta, la Merkel, Sarkozy e il critico televisivo del Corsera, Aldo Grasso, definito “un deficiente che scrive idiozie”.

Fonte: TMNews

Paolo Garimberti, disinformazione intollerabile al Festival di Sanremo secondo presidente Rai

February 15, 2012 Leave a comment

Rai si dissocia, insulti e censure con protervia inescusabile
Adriano Celentano al Festival di Sanremo si è reso responsabile di “disinformazione” e “intollerabile censura” con “insulti” e anche si “denigrazioni delle istituzioni” da cui il servizio pubblico radiotelevisivo della Rai “non può che dissociarsi”. Lo ha affermato il presidente della Rai Paolo Garimberti.
“La libertà è sacra ed è sacra – ha scritto in una dichiarazione- anche quella di Adriano Celentano. La libertà però deve essere esercitata con responsabilità e rispetto. Perché altrimenti non è libertà, è qualcosa di profondamente diverso che rende persino le provocazioni insopportabili. Auspicare la chiusura di un giornale è invocare la censura, una intollerabile censura. Non c’è altro modo di definirla. E sorprende che a buttarla lì sul tavolo, con inescusabile protervia, sia stato chi, per anni, ha lamentato di essere vittima dello stesso trattamento. Così come è intollerabile insultare qualcuno che non può rispondere. Non si possono poi denigrare istituzioni come la Corte Costituzionale, stravolgendo il senso del suo operato: citare parzialmente l’articolo uno della Carta affermando che la “sovranità appartiene al popolo” senza completarlo aggiungendo “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” è un’operazione di disinformazione da cui la Rai, che è Servizio Pubblico, non può che dissociarsi”.

Fonte: TMNews

Serena Dandini, debutto su canale LA7

January 14, 2012 Leave a comment

“The show must go off”, il nuovo programma che Serena Dandini condurrà dal 14 gennaio il sabato sera su La7. “Sembra un classico show del sabato sera, ma vi assicuro che visto da vicino non lo è, anche se non mancheranno la musica, i balletti e anche la gara canora con bambini molto inquietanti” risposte della conduttrice alla presentazione del nuovo programma. “Volevamo ritornare ad essere una factory, trovare nuovi talenti sia tra gli autori che tra gli attori: in Rai non era possibile, invece qui ci siamo riusciti” che ha assicurato di non pensare a rivalse di nessun tipo sulla Rai, che aveva cancellato all’improvviso il suo “Parla con me”: “Io amo la Rai, spero che si riprenda, ma è importante dimostrare che esiste anche la concorrenza”  sottolineando poi: “La Rai soffre della malattia delle segnalazioni, come tutto il Paese. Credo che ci si debba liberare da quella malattia e riprendere la strada della meritocrazia”. Invece il nuovo programma de La7 sarà dunque un mix di finte fiction che raccontano un “Paese reale” molto primitivo, spot del Governo che hanno per protagonisti “L’Italia dei serissimi”, la musica è curatas dal gruppo di Elio e le storie Tese, e molte le  interviste  iniziando (nella prima puntata ad Andrea Camilleri e Tiziano Ferro). E nella prima puntata ci sarà anche in voce il direttore della Rai Lorenza Lei imitata da Fiorello, che definisce la Dandini “la vecchia malata di sesso”, e il suo nuovo programma “una ciofeca”. Varietà, satira, intrattenimento, e approfondimenti con le interviste, dunque, senza nostalgia per l’era Berlusconiana: “Non ce la facevamo più a fare battute sui capelli, i tacchi, il bugna bunga. Oggi c’è una nuova linfa e molti nuovi spunti. E poi la satira di qualità serve ad alleggerire il clima di ansia in cui viviamo” queste le sue dichiarazioni. La Dandini sarà affiancata anche questa volta  da Dario Vergassola, e ci saranno i protagonisti di “Parla con me”: oltre a Elio e la sua band, Diego Bianchi-Zoro, Ascanio Celestini, Lillo e Greg, Max Paiella, Andrea Rivera, Paola Minaccioni e Federica Cifola, con una partecipazione di Neri Marcorè nei panni di un politico, e una possibile incursione di Corrado Guzzanti: “Può darsi che quest’anno venga a farci una sorpresa” ha affermato la Dandini. A proposito delle aspettative sugli ascolti la conduttrice ha minimizzato: “Oggi La7 fa l’1,5 %, speriamo di raddoppiare” ha detto, mentre il direttore dei programmi della rete Paolo Ruffini ha definito The show must go off “un’alternativa al sabato sera della tv, come La7 è la vera alternativa al resto della tv in Italia”.

 

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“Sono le news, bellezza!” di Michele Mezza, Donzelli Editore

Vincitori e vinti nella guerra della velocità digitale

Michele Mezza – Sono le news, bellezza!

Vincitori e vinti nella guerra della velocità digitale

Prefazione di Derrick de Kerckhove. Postfazione di Pier Luigi Celli

collana Interventi / anno 2011

formato pp. XIV-194 / prezzo € 18,00

ISBN 9788860365507

SINOSSI

Con un occhio rivolto a Google e l’altro a Marx, l’autore analizza il mondo dell’informazione guardando agli sconquassi del mercato editoriale internazionale, per individuare perdenti e vincenti di una guerra che sta selezionando la specie del giornalismo. Il brulicare di infiniti produttori di comunicazione al tempo dei social network comporta una mutazione professionale del profilo del giornalista: non più disvelatore esclusivo della notizia, ma selezionatore, decifratore, e soprattutto coproduttore dei nuovi sistemi intelligenti che tendono sempre più a sostituirsi alla meccanica redazionale. Nel centenario della nascita di Marshall McLuhan – come spiega nella prefazione Derrick de Kerckhove, già direttore del McLuhan Center di Toronto e riconosciuto erede del fondatore della mass-mediologia moderna – si conferma l’intuizione del computer come protesi del cervello umano, che disintermedia le funzioni delegate. Convinto che questa sia più una chance che una iattura, Michele Mezza – giornalista di lungo corso e ideatore di Rai News 24 – prova a delineare la figura di un nuovo mediatore, capace di governare le potenze tecnologiche, di declinare linguaggi sociali, di dare un’anima all’informatizzazione della vita, a patto di bruciare ogni nostalgia e conservatorismo. Con la convinzione, condivisa da Pier Luigi Celli – in passato direttore generale della Rai e oggi direttore della Luiss di Roma –, che i tempi siano ormai maturi per una svolta radicale. Ne sortisce una concreta proposta alternativa di giornalismo, che prefigura filiere produttive, soluzioni editoriali, organizzazioni redazionali capaci di dare al sistema Italia l’ambizione di non essere solo magazzino o retrobottega di una comunicazione «importata». Il messaggio è che il giornalismo ha un grande futuro, oltre che un passato, e che i giornalisti devono rimettersi in gioco con la certezza che l’informazione digitale è un’impresa culturale troppo importante per lasciarla solo ai giornalisti. Ma che diventa impossibile senza di loro.

Michele Mezza, giornalista Rai, insegna Teoria e tecnica dei nuovi media all’Università di Perugia. Inviato del Giornale radio in Urss e in Cina, nel 1992 ha ricevuto il premio Calabria per il giornalismo.Nel 1993 ha collaborato al piano di unificazione del Gr; nel 1998 ha elaborato e realizzato il progetto di RaiNews 24, il primo canale televisivo italiano all news.

Fonte: Donzelli Editore