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Port Royal

June 19, 2012 Leave a comment

Port Royal è stato il principale centro di commercio marittimo della Giamaica nel XVII secolo. In quel periodo acquisì la reputazione di essere “la città più ricca e malfamata al mondo”. Era famosa per la vistosa ostentazione della ricchezza e per i costumi dissoluti, era un centro dove pirati e corsari investivano o spendevano tutti i loro averi. Durante il XVII secolo, gli Inglesi incoraggiarono, ed in alcuni casi pagarono, i bucanieri di stanza a Port Royal ad attaccare le spedizioni navali spagnole e francesi.
Il 7 giugno 1692, un terremoto distrusse Port Royal, provocando l’inabissamento di due terzi della città nel Mar dei Caraibi. Oggi la città è sommersa da anche 8 m di acqua. È considerata il più importante sito archeologico sottomarino nell’emisfero occidentale, possedendo tesori provenienti dalle razzie spagnole nel Guatemala ed essendo numerose le navi, anche pirata, che nel corso dei secoli sono affondate nella baia con il carico trasportato.
Dopo tale disastro naturale, il suo ruolo commerciale fu assunto dalla città di Kingston. Un progetto pionieristico prevede lo sfruttamento turistico della città sommersa, come meta di crociere e la realizzazione, prevista per il 2015-16, di un museo e ristorante con vista sottomarina.
Colonizzazione di Port Royal
Port Royal era situata all’estremità occidentale del tombolo che protegge la baia di Kingston. Fondata come fortificazione spagnola, divenne possesso inglese nel 1655. Nel 1659 il forte era circondato da duecento edifici tra case, negozi e magazzini.
Nel periodo compreso tra la conquista inglese dell’isola (1655) e il terremoto che distrusse la città (1692), Port Royal fu la capitale della Giamaica; dopo il 1692, Spanish Town assunse il suo ruolo, finché la sede del Governo non fu trasferita a Kingston nel 1872.
La pirateria a Port Royal
Diverse caratteristiche della città, risultarono accattivanti per gli scopi della pirateria. Port Royal era situata lungo le rotte di navigazione da e verso la Spagna ed il Panamá e questa vicinanza forniva ai pirati un facile accesso alle loro prede. La baia era sufficientemente vasta da fornire protezione ai velieri che necessitavano di manutenzione ed era una posizione ottimale da cui lanciare attacchi agli insediamenti spagnoli. Da Port Royal, Henry Morgan attaccò Panamá, Portobelo e Maracaibo. Roc Brasiliano, John Davis e Edward Mansveldt (Mansfield) utilizzarono Port Royal per le loro azioni di pirateria.
Poiché gli Inglesi mancavano di truppe sufficienti a difendere la città da Spagnoli e Francesi, i Governatori della Giamaica a volte si rivolgevano ai pirati.
Intorno al 1660, la città si era guadagnata la reputazione della Sodoma del Nuovo Mondo, dove la maggior parte dei residenti erano pirati, tagliagole o prostitute. Quando Charles Leslie scrisse la sua storia della Giamaica, incluse una descrizione dei pirati di Port Royal:
« Il vino e le donne prosciugano i loro averi ad un tale livello che […] alcuni tra loro sono costretti ad elemosinare. Sono diventati famosi per spendere due o tremila pezzi da otto in una sola notte; ed uno ne diede 500 ad una sgualdrina per vederla nuda. Era abitudine comprare una botte di vino, spostarla sulla strada ed obbligare chiunque passasse a bere »
In seguito alla nomina a governatore di Henry Morgan, Port Royal iniziò a mutare. Non c’era più la necessità che i pirati la difendessero; il commercio degli schiavi assunse una maggiore importanza, mentre i cittadini più dignitosi iniziarono a disprezzare la reputazione che aveva acquisito. Nel 1687, la Giamaica approvò una legge anti-pirateria. Da porto franco per i pirati, Port Royal divenne famosa come il luogo della loro esecuzione. Charles Vane e Calico Jack furono impiccati nel 1720 a Gallows Point. Due anni dopo, quarantuno pirati furono uccisi in un solo mese.Port Royal crebbe fino a diventare una delle due città più grandi e il porto economicamente più importante delle colonie inglesi. All’apice del suo successo, in città era presente un’osteria ogni dieci abitanti. Nel luglio del 1661, furono rilasciate quaranta licenze per aprire una taverna. Durante il ventennio che terminò nel 1692, vissero in città circa 6500 persone. Furono censiti in città quattro orafi, quarantaquattro tavernieri ed una varietà di artigiani e mercanti che vivevano in duecento edifici stipati in 51 acri (206.000 m²). Duecentotredici navi sostarono nel porto nel 1688. Alla abituale forma di baratto di beni in cambio di servizi, in città si preferiva fare ricorso a monete.
Il terremoto del 1692 e le sue conseguenze
Il 7 giugno 1692 un terremoto devastante colpì Port Royal e lo spuntone sabbioso su cui la città era costruita sprofondò nella Baia di Kingston. Il livello freatico era generalmente soltanto 2 metri al di sotto della superficie. Il terremoto generò tre onde anomale che erosero progressivamente il tombolo e, in poco tempo, la maggior parte della città si trovò permanentemente sotto il livello del mare, sebbene ancora sufficientemente intatta da permettere ai moderni archeologi l’individuazione di siti ben conservati. Il terremoto e lo tsunami che lo seguì uccisero complessivamente tra le mille e le tremila persone, più della metà della popolazione. Si stima che le malattie che si diffusero in modo incontrollato nei mesi seguenti, portarono alla morte altre duemila persone.
Quando la notizia si diffuse, affiancata, nella mente dei contemporanei, alla reputazione di città peccaminosa, in molti credettero che la distruzione di Port Royal per opera del terremoto fosse un “punizione di Dio”.
Furono compiuti alcuni tentativi di ricostruzione, iniziando da quanto non era stato sommerso, ma incontrarono altri disastri. Un primo tentativo fu nuovamente distrutto nel 1703 da un incendio. Le successive ricostruzioni furono intralciate da diversi uragani nella prima meta del XVIII secolo, e presto Kingston eclissò Port Royal in importanza.
Una nuova Città di Port Royal fu costruita vicino alla vecchia Port Royal e divenne il principale comando delle forze navali britanniche nel Mar dei Caraibi.
Storia recente
Il 14 gennaio 1907 un nuovo e definitivo terremoto ha colpito Port Royal, ne ha distrutto la maggior parte ed ha causato lo sprofondamento in mare di un’altra porzione del tombolo su cui sorgeva la città, sommergendone ulteriori porzioni.
Oggi l’area è un’ombra dell’antica grandezza, con una popolazione di meno di duemila abitanti e poca o nulla influenza commerciale o politica. L’area, comunque meta di turismo, è in stato di abbandono. Il governo della Giamaica ne ha recentemente stabilito il recupero.
Port Royal nella cultura contemporanea
Port Royal, come altre località che si affacciano sul Mar dei Caraibi (Cartagena, Portobelo, l’isola di Tortuga), è ancora associata nell’immaginario collettivo alla Pirateria del XVII secolo e spesso compare in produzioni cinematografiche e televisive di genere.
Numerose scene della trilogia cinematografica Pirati dei Caraibi sono ambientate nella città di Port Royal ai tempi del suo splendore economico.

Fonte: Wikipedia

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Port Royal, storia incredibile dell’atlantide sommersa nel Mar dei Caraibi

Port Royal, piccola cittadina giamaicana colonizzata dagli inglese all’inizio del 1600, venne distrutta da un terremoto molto forte, anche se non particolarmente violento, il 7 Giugno del 1692, attività sismica che interessò la colonia britannica per le condizioni geologiche di enorme sensibilità, sprofondando nel mare aperto e trascinando dietro di se l’intero nucleo abitativo compreso dei suoi abitanti autoctoni. A quel tempo Port Royal era il più ricco possedimento inglese ubicato nel Nuovo Mondo, appellativo e successo influenzato grazie alle scorribande dei pirati delle Indie Occidentali, al commercio del rum e alla tratta degli schiavi provenienti dalle coste dell’Africa occidentale. In quel fatidico mattino del mercoledì 7 Giugno 1692 il reverendo Emmanuel Heath, pastore anglicano della chiesa principale del porto, era intento alla preghiera quando improvvisamente la terra cominciò a tremare con estrema violenta, casualità che favorì la sua salvezza dato che riuscì a mettersi in salvo fuggendo dal luogo colpito dal sisma mentre il terreno circostante cominciava a sprofondare sotto i suoi piedi.
Molti anni prima i pirati inglesi costruirono Port Royal su un lembo di terra, molto soffice e poco consolidato, estremamente instabile: infatti la colonia era ubicata su una fascia costiera caratterizzata da ghiaie fluviali e sabbie spesse oltre 30 metri, in  accentuato declivio verso il mare. Il tremendo terremoto  scosso dalle onde sismiche spinse le masse ghiaiose e sabbiose nel mare scivolando nei suoi fondali e trascinando con se l’abitato. Al feroce sisma successivamente fece seguito un maremoto imponente che inondò le uniche aree rimaste al di sopra della superficie dell’acqua e in pochi minuti, dopo i due eventi catastrofici, Port Royal sprofondò  violentemente sul fondale profondo oltre i 15 metri. Alla fine del evento sismico oltre 2000 persone persero la vita e del porto fiorente non restava alcuna traccia se non che un ammasso di rovine inabissate al di sotto della zona colpita. Alcune settimane più tardi dal terribile disastro naturale il reverendo Emmanuel Heath inveì contro quei  malfattori rimasti indenni in quei luoghi, dicendo loro: “Spero che questo terribile giudizio di Dio li indica a cambiare vita, poichè non penso che esistano persone cosi prive di timor di Dio sulla faccia della terra”.
L’evento disastroso, comunque, non ha disastrato l’agglomerato urbanistico in quanto gran parte della città si é conservata indenne sui fondali del mare Caraibico fino ad oggi, trasformando l’intera zona archeologica in una sorta di Atlantide dei Caraibi, sito sottomarino considerato dagli esperti un raro e autentico patrimonio archeologico sommerso.
Nel 1959, a distanza di circa due secoli dall’accaduto, due archeologi statunitensi decisero di scandagliare i fondali intorno alle coste della Giamaica, effettuando scavi sottomarini al di sotto di uno strato di circa tre metri di limo e sabbia. Dopo diversi giorni di intensa ricerca i resti della città portuale sepolta iniziò a rifiorire ancora integra sotto i fondali marini. Nonostante le condizioni disastrate di molte edifici e costruzioni colpite dal sisma, interi isolati abitativi e commerciali risultavano ancora integri e, rimossi i sedimenti sabbiosi e ciottolosi che ne ricoprivano le strutture, gli archeologi furono in grado di riportare alla luce abitazioni e locali con le colonne e i muri edificati, non che porte e finestre incassate in essi. Inoltre resti di natura biologica, come le ossa di una tartaruga rinvenute nel fondo di un recipiente di rame, ma anche flaconi di medicamenti e medicinali in una farmacia obsoleta, bottiglie di acqua di rose integre, forzieri corrosi dalla salsedine colmi di monete e addirittura anelli, tra cui fede nuziale con iscrizione. Port Royal é ancora oggi un ricco sedimento archeologico che desta ammirazione e curiosità, anche se perlustrarne i fondali risulta essere un’avventura molto rischiosa poiché la Giamaica è una zona sismicamente attiva, ubicata lungo il margine della placca caraibica in continuo contrasto con il bordo più a sud della placca nord-americana, e la continuità sismica della zona potrebbe mettere in pericolo i sommozzatori impiegati nelle ricerche archeologiche.

Marius Creati

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