Archive

Posts Tagged ‘Polonia’

Polonia, ritrovato leggendario treno nazista carico d’oro

August 29, 2015 Leave a comment

treno nazista in Polonia

Due uomini, un polacco e un tedesco, hanno dichiarato di aver ritrovato il leggendario treno, carico di oggetti d’oro rubati dai nazisti prima del 1945 e sparito, finora, nel nulla. Attraverso un notaio avrebbero inoltre avanzato la richiesta alle autorità locali di Walbrzych, in Polonia, di un compenso pari al 10% del valore della loro scoperta, in cambio delle informazioni sulla località in cui si troverebbe il convoglio. La notizia è stata divulgata dall’emittente locale di Breslavia, Radio Wroclaw, secondo la quale si potrebbe trattare di un treno di diversi vagoni che sarebbe partito da Breslavia durante il regime nazista, nel maggio 1945, verso una destinazione finora rimasta ignota. Anche se non vi è alcun prova del ritrovamento del tesoro, la notizia – pubblicata anche da alcuni canali tv polacchi – suscita curiosità fra i collezionisti del luogo, secondo i quali il presunto treno potrebbe esser finito in uno dei nascondigli – dei lunghi tunnel scavati sotto le montagne – che i tedeschi avevano preparato verso la fine della guerra. I media polacchi ricordano però che fino ad oggi l’esistenza storica di questo treno non è mai stata certificata. Uno dei tunnel scavati dai nazi si trova proprio nella zona di Walbrzych, un altro sotto la montagna Sobiesz.

Fonte: Ansa

Allarme Terra, escalation di eventi naturali estremi mentre la scienza non si pronuncia

Specialmente nell’ultimo decennio a livello globale stiamo assistendo ad una vera e propria escalation di eventi naturali estremi, fra tornado, uragani, terremoti, maremoti ed altro ancora. Qualcuno ha azzardato l’ipotesi che possa trattarsi semplicemente del fatto che l’informazione in questo periodo ha incrementato la sua visibilità, ma tale analisi è vera solo in parte, infatti è vero che l’informazione mediatica ha raggiunto livelli impensabili ma è pur vero che gli eventi estremi ed alquanto insoliti ci sono e si stanno realmente verificando. Al di là di ogni possibile e becero quanto insano allarmismo, c’è da considerare che uragani e tornado ad esempio, non si sono mai verificati a memoria d’uomo in zone come la Polonia, la Francia e la Germania, infatti tali eventi sono tipici di zone situate in ben altre latitudini come l’America centrale e meridionale. Dunque, cosa sta succedendo? Semplicemente con molta probabilità accade che la Terra sia coinvolta in un processo di mutazione del Cosmo e del proprio sistema solare. Tutti sanno, anche i bambini che il movimento dei pianeti è indiscutibilmente causa di diverse manifestazioni naturali sul globo terrestre, come ad esempio le fasi lunari capaci di determinare le maree così come il movimento del magma dei vulcani. Di questi movimenti planetari ne parlava anche Raffaele Bendandi, lo studioso e ricercatore osannato prima e discreditato poi fino ai nostri giorni. Certo, soltanto uomini di scienza possono enunciare una teoria che sia credibile e sostanzialmente valida ma il problema sta proprio in questo, cioè che la scienza ufficiale tace, discrimina gli altrui studi e soprattutto tende a minimizzare. Rimane il fatto che questi eventi estremi si stanno realmente manifestando, uccidono le persone, radono al suolo colture e le città e sterminano il bestiame con il risultato che i danni all’agricoltura, all’economia globale e alle popolazioni sono ingenti. Basterebbero e, come al solito quasi sempre non si fanno, delle accurate operazioni di prevenzione e basterebbe che la scienza ufficiale la smettesse di occultare cause a lei già in parte conosciute. Un altro aspetto odioso della questione è determinato dal fatto che in occasione di devastanti terremoti, alcuni Stati, fra cui in primis l’Italia, mentono sulla reale magnitudo probabilmente per non risarcire completamente i danni arrecati alle popolazioni e del dopo-catastrofe, spesso non se ne parla, come ad esempio accade per le zone alluvionate lo scorso anno, della Sicilia, della Liguria e della Toscana. Si tace, si tende a sottacere e a zittire, quando però a gran voce, i governi si appellano al senso di responsabilità dei propri cittadini allorquando c’è da pagare le tasse e a sottostare alle voglie maniacali ed altrettanto devastanti del sistema monetario mondialer e delle banche. Rimane da chiedersi in tutto questo dov’è che sta il senso di responsabilità dei governi in questione? Polemiche a parte anche se dovute e necessarie, l’ultimo degli eventi naturali straordinari che ha colpito l’Europa riguarda la Polonia. Un tornado molto forte d’intensità e alquanto distruttivo ha colpito lo scorso 14 luglio la zona della Pomeriana nel nord-ovest del Paese, nelle vicinanze del Mar Baltico. Il tornado ha provocato la morte di un uomo ed il ferimento di altre 10 persone e decine di famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Il forte mulino di vento ha sradicato centinaia di grossi e pesantissimi alberi e mandato in tilt il traffico per qualche ora. Nel video pubblicato su YouTube è possibile notare la violenza del Tornado: http://youtu.be/bOdnltliCeA. La gente deve sapere, non è la solita populista frase fatta, ma è così che dovrebbe andare. Le persone hanno il diritto di avere delle risposte esaustive e responsabili dalla scienza ufficiale che in tutto questo, col suo mutismo, sta facendo soltanto la parte dell’idiota di turno. Questo è l’appello alla responsabilità necessario e dovuto alle popolazioni di tutto il mondo, prima ancora dei processi economico-mediatici contro quei paesi che stanno alla canna del gas come la Grecia. Il senso di responsabilità è ben altro che strozzare economicamente i popoli, è determinato invece da una delle più belle e mai apprezzate virtù: la coscienza umana.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

Daniel Libeskind

November 16, 2011 Leave a comment

Daniel Libeskind (Łódź, 12 maggio 1946) è un architetto statunitense, nato in Polonia, figlio di due sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, tra i principali esponenti del decostruttivismo nell’architettura americana.

Dall’infanzia ai primi progetti

Libeskind passa l’infanzia in Polonia, dove studia e inizia a dedicarsi alla musica. Finita la scuola quindi, con i suoi genitori si trasferisce in Israele a Tel Aviv. Qui si appassiona con grandi risultati alla musica.
Nel 1960, riesce a vincere una borsa di studio messa in palio dall’ American-Israel Cultural Foundation Fellowship che gli permette il trasferimento negli Stati Uniti, nell’amata New York che sognava da bambino. Si iscrive alla facoltà di architettura della Cooper Union for the Advancement of Science and Art. La Cooper Union è un’università che fa riferimento a una grande fondazione privata, e, a differenza delle “normali” università americane, offre insegnamenti gratuiti agli studenti con minori possibilità economiche e concede molta libertà ai ragazzi, seguendo con attenzione la loro creatività. La laurea arriva nel 1970. Decide di approfondire ancora di più gli studi, grazie alla spinta di Peter Eisenman e si trasferisce a Londra per potersi specializzare, presso la Essex University, in Storia e Teoria dell’Archittetura. Dopo quest’ultimo corso di studi, ormai diventato un uomo dall’elevato spessore intellettuale e artistico, inizia ad insegnare a Londra (all’Architectural Association), negli Stati Uniti ma anche in varie università europee e in Giappone. Dal 1978 ricopre la carica di direttore del Dipartimento di Architettura alla Cranbrook Academy of Art and Design, la celebre scuola di Saarinen. Qui progetta per la prima volta un edificio inclinato che sovverte le regole geometriche in occasione di un concorso per la riqualificazione di un’area abbandonata del Potsdamer Guterbahnhof a Berlino. Nel 1985 conclude il suo lavoro e parte per Milano, dove nel 1986 fonda e dirige fino al 1989 un laboratorio didattico sperimentale no-profit, la Architecture Intermundium. Libeskind poi lascia l’Italia, e accetta l’invito della “Paul Getty Foundation” a lavorare come Senior Scholar al Center for the Arts and the Humanities a Los Angeles. Intanto progetta il City Edge di Berlino, quella che diventerà l’icona irrealizzata del Decostruttivismo, e vince il primo premio per il concorso dell’“IBA City Edge Competition”.

La “Decostructivist Architecture” e la fama mondiale

Si guadagna, grazie ai suoi progetti, un posto alla mostra del 1988 “Deconstructivist Architecture” al “Museum of Modern Art” di New York assieme ad altri 6 architetti importantissimi per il movimento dell’architettura decostruttivista. La mostra lo rende noto a un più vasto pubblico.

Vince, due anni dopo, il concorso per l’ampliamento del Museo Ebraico di Berlino, e si trasferisce nella capitale tedesca. Apre il suo nuovo studio e inaugura una straordinaria serie di progetti: il padiglione di Osaka, sempre nel 1990, il piano urbanistico di Groningen, il piano per l’Alexander Platz a Berlino. Negli anni successivi progetta altro, un complesso commerciale a Wiesbaden, un ponte abitato irrealizzato a Londra, il museo del XX secolo a Norimberga e un giardino dedicato a san Giovanni della Croce per l’ “Associazione cattolica” di Amsterdam. Si dedica anche al teatro, disegna scenografie e costumi per alcuni spettacoli e progetta un teatrino sperimentale a Brema. Dopo il progetto dell’ampliamento del Museo Ebraico di Berlino, seguono i progetti più maturi e importanti: il Felix Nussbaum Museum a Osnabrück, ampliamento al museo dedicato al pittore ebreo ucciso ad Auschwitz; la Filarmonica di Brema; la spiraliforme addizione al Victoria and Albert Museum a Londra; la comunità Ebraica e la sinagoga a Duisburg. Nel 1997, un anno prima della fine dei lavori al Museo Ebraico, gli viene dedicata una mostra personale al NAI di Rotterdam e vince anche il Berlin Cultural Prize. Con l’inaugurazione del Museo Ebraico diventa uno dei maggiori e più importanti architetti dei nostri tempi e per lui inizia un’altra grande serie di eccezionali progetti: l’Imperial War Museum North, a Trafford, in Inghilterra; lo Studio Weill, Port d’Andratx, a Mallorca; nel 2002 il progetto del Creative Media Centre ad Hong Kong e del Militärhistorisches Museum di Dresda, nel 2004 la London University Post Graduate Centre a Londra. Importantissimo progetto, nel 2004, è la riprogettazione di Ground Zero, dopo la caduta delle torri gemelle, la quale costruzione dovrebbe concludersi intorno al 2013. Libeskind ha progettato un quartiere ricco di particolari. Svetta in mezzo a tutto la Freedom Tower, il grattacielo alto 1776 piedi (numero simbolico che ricorda l’anno della dichiarazione d’indipendenza americana). Intanto, in questi ultimi anni altri numerosi progetti, come il CityLife di Milano, la riqualificazione del vecchio quartiere fieristico. Il progetto è inoltre seguito da Zaha Hadid e Arata Isozaki.

Fonte: Wikipedia

Categories: Biografie Tags: ,