Archive

Posts Tagged ‘Pierfrancesco Favino’

Festival di Sanremo 2018, vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro

February 11, 2018 Leave a comment

meta moro

Il Festival di Sanremo 2018 ha i suoi due vincitori: Ermal Meta e Fabrizio Moro. Il duo “inedito” ha trionfato all’Ariston nella serata di ieri sera con il loro brano Non Mi Avete Fatto Niente che è stato al centro, nei giorni precedenti a quelli della finale, di un rischio eliminazione per via del fatto che il brano fosse già stato “parzialmente” eseguito in contesti pubblici.

A comporre il podio della kermesse anche Lo Stato Sociale (secondo posto) e Annalisa (terzo posto): fanalino di coda per classifica gli Elio e le Storie Tese il cui Arrivedorci non ha convinto pubblico e critica. Eppure la serata finale di Sanremo sarà ricordata per ben più delle semplici canzoni. Momento più alto e indimenticabile, il monologo La notte poco prima delle foreste dedicato al tema dell’emarginazione recitato da un eccezionale Pierfrancesco Favino: tolti i panni dello showman, Favino ricorda al pubblico dell’Ariston (e non solo) di essere uno dei migliori attori del nostro cinema regalando alla storia del Festival qualcosa da mettere nella bacheca dei grandi trofei.

Notevole anche l’esibizione di una guarita Laura Pausini che finisce per cantare il suo pezzo addirittura fuori dal teatro per la gioia della folla in delirio. E poi gli abiti scenografici di Michelle Hunziker e la sua simpatia, il ritorno di Fiorello anche solo in audio e tante sorprese che parlano di una televisione di altri tempi eppure così contemporanea. Ci domandiamo, a questo punto, perché nei tanti commenti che sono apparsi sul Festival nessuno abbia evocato una parola “grande varietà di prima serata”.

Forse perché evoca una televisione di altri tempi, antica e polverosa, mentre il Sanremo di Claudio Baglioni sembra essere quanto più di attuale e di ampio respiro ci possa essere. O forse perché, per la prima volta, qualcosa di innovativo nella nostra televisione è davvero accaduto. Certo non senza polemiche ed errori, ma è accaduto.

Fonte: Vogue.it

“Servo per due (One Man, Two Guvnors)”, spettacolo di Pierfrancesco Favino al Teatro della Pergola di Firenze

November 1, 2014 Leave a comment

goldoni-A_servo-per-due-868x580

Nuove repliche per lo spettacolo di maggior successo della scorsa stagione: Pierfrancesco Favino torna con Servo per due  (One Man, Two Guvnors), una riflessione “diversa” su un classico come Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, nella versione inglese di Richard Bean. Oltre ventuno attori, per due cast che si alternano nella tournée, vincono la  scommessa della creazione di una nuova compagnia di repertorio che realizza uno spettacolo esilarante amalgamando virtuosismi e straordinarie interpretazioni e non manca di coinvolgere direttamente anche il pubblico. Servo per due procede di battuta in battuta e colpi di scena accompagnato dall’esecuzione dal vivo di celebri brani d’epoca dell’orchestra Musica da Ripostiglio. Nella Rimini felliniana che fa da sfondo agli equilibrismi del protagonista e della sua compagnia risuonano e si fanno spettacolo Maramao, Il Pinguino innamorato, Un sassolino nella scarpa… La storia Rimini, anni Trenta: Pippo, moderno Arlecchino, ha appena perso il lavoro e si ritrova depresso, senza soldi e senza la possibilità di poter mangiare. Disperato, comincia a cercare un nuovo mestiere e dopo vari tentativi accetta di lavorare contemporaneamente alle dipendenze di due diversi padroni, trovando così non solo il modo di raddoppiare il suo salario e i suoi pasti, ma anche di passare da una sorpresa all’altra… Note di regia “Tre anni fa Richard Bean aveva pensato a un primo adattamento dal testo di Goldoni Il servitore di due padroni e noi abbiamo riadattato la storia negli anni ’30, a Rimini trasportando la tipica comicità inglese nel nostro mondo e trovando nuova linfa dall’adattamento … Pierfrancesco Favino ed io eravamo consapevoli che sarebbe stata una vera sfida coinvolgere il maggior numero di attori e attrici del nostro gruppo, ma quando il pubblico afferma con convinzione “…la cosa bella di questo spettacolo è vedere una meravigliosa collaborazione tra gli attori così rara da trovare…” ci conferma che abbiamo raggiunto lo scopo.” Paolo Sassanelli

Pierfrancesco Favino
di  Richard Bean
Liberamente tratto da  Il Servitore di due padroni di Carlo Goldoni
Tradotto e adattato da  Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen, Simonetta Solder
Con gli attori del gruppo Danny Rose  Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Ugo Dighero, Anna Ferzetti, Giampiero Judica, Marit Nissen, Diego Ribon, Eleonora Russo, Fabrizia Sacchi, Luciano Scarpa, Pietro Ragusa, Roberto Zibetti
Elaborazioni musicali a cura di  Orchestra Musica da Ripostiglio
Musicisti  Luca Pirozzi, Luca Giacomelli, Raffaele Toninelli, Emanuele Pellegrini
Scene  Luigi Ferrigno
Costumi  Alessandro Lai
Luci  Cesare Accetta
Coreografie  Fabrizio Angelini
Regia  Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli
Produzione  Gli Ipocriti / Associazione R.E.P. la Compagnia di Repertorio con la partecipazione della Fondazione Teatro della Pergola
Durata dello spettacolo  2 ore e 45 minuti con intervallo
Orari da martedì a sabato: 20.45; domenica: 15.45

4 nov 2014 – 9 nov 2014

Info: www.teatrodellapergola.com

La Biennale di Venezia, Pierfrancesco Favino e Shekhar Kapur Presidenti delle Giurie

June 6, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

la Biennale di Venezia
69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Pierfrancesco Favino e Shekhar Kapur
Presidenti delle Giurie
Orizzonti e Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”
L’attore Pierfrancesco Favino, uno degli interpreti di maggior spicco della nuova generazione di quarantenni che sta cambiando lo star-system italiano, e il regista e produttore Shekhar Kapur (Elizabeth, Le quattro piume), il cineasta indiano di maggior prestigio internazionale, sono rispettivamente i Presidenti delle Giurie della sezione Orizzonti e del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (29 agosto – 8 settembre 2012).
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.
Interprete duttile e versatile, molto amato dal pubblico cinematografico e televisivo, Pierfrancesco Favino ha vinto quest’anno il David di Donatello come miglior attore non protagonista per il ruolo dell’anarchico Pinelli in Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, ed è candidato al Nastro d’Argento per Romanzo di una strage e per A.C.A.B. di Stefano Sollima. Capace di eccellere sia in ruoli drammatici che di commedia, apprezzato in egual misura da cineasti di genere e grandi autori, appartiene a quella ristretta cerchia di attori italiani rispettati in patria come all’estero, grazie ai ruoli attribuitigli in alcuni film hollywoodiani (Le Cronache di Narnia: il principe Caspian, 2008, di Andrew Adamson, Miracolo a Sant’Anna, 2008, di Spike Lee, Angeli e Demoni, 2009, di Ron Howard). Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, segue poi il corso di perfezionamento diretto da Luca Ronconi. Tra i film che lo hanno messo più in evidenza: L’ultimo bacio (2000) di Gabriele Muccino, Dazeroadieci (2001) di Luciano Ligabue, Emma sono io (2002) di Francesco Falaschi, El Alamein (2002) di Enzo Monteleone, che gli è valso la candidatura al David di Donatello 2003 come miglior attore non protagonista. Nel 2003 gira Passato Prossimo di Maria Sole Tognazzi e nel 2004 è nel cast di Le chiavi di casa di Gianni Amelio, in Concorso alla 61. Mostra di Venezia e per il quale ha ricevuto la nomination per il Nastro d’argento come miglior non protagonista. A seguire: Romanzo Criminale (2005) (David di Donatello quale miglior non protagonista e Nastro d’Argento quale miglior protagonista), La sconosciuta (2006) di Giuseppe Tornatore e Saturno contro di Ferzan Ozpetek, grazie al quale ha ottenuto alla Mostra di Venezia 2007 il premio Diamanti al Cinema come migliore protagonista. Nel 2008 torna nelle sale con il film Disney Le Cronache di Narnia: il principe Caspian, con Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee e L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi. Nel 2009 partecipa a Angeli e Demoni di Ron Howard. Nel 2010 è protagonista di Baciami ancora di Gabriele Muccino, Cosa voglio di più di Silvio Soldini, Figli delle stelle di Lucio Pellegrini, regista con cui presenta nel 2011 La vita facile. Nella stagione 2011/2012 è stato sugli schermi con L’industriale di Giuliano Montaldo, A.C.A.B. di Stefano Sollima, Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone e Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana.
Shekhar Kapur non è soltanto il cineasta indiano di maggior prestigio internazionale – conquistato in virtù dei successi bollywoodiani che hanno caratterizzato la prima parte della sua carriera e, in seguito, per aver diretto alcune grandi produzioni inglesi e americane – ma anche un raffinato intellettuale umanista attento alle problematiche sociali, alle trasformazioni indotte dalla diffusione dei nuovi media e all’esplorazione della confluenza di tecnologie innovative e inediti contenuti. Trasferitosi in Gran Bretagna nel 1970, ha iniziato la sua carriera cinematografica come attore nel film Jaan Hazir Hai (1975) e in seguito in Toote Khilone (1978) e in alcune produzioni di Bollywood. Shekhar Kapur ha esordito alla regia nel 1983 col dramma familiare Masoom, e ottenuto un grande successo di pubblico nel 1987 con Mr. India. La consacrazione da parte della critica avviene però con Bandit Queen (1994), incentrato sulla figura di Phoolan Devi, una sorta di Robin Hood al femminile, perseguitata dalla polizia indiana e acclamata dal popolo. Dopo una serie di produzioni bollywoodiane, ottiene il riconoscimento internazionale con Elizabeth (1998), ispirato alle vicende della Regina Elisabetta I d’Inghilterra e candidato a sette premi Oscar, tra cui quello per la miglior attrice protagonista a Cate Blanchett. Nel 2002 è la volta di The Four Feathers (Le quattro piume), interpretato da Heath Ledger e Kate Hudson, rilettura in chiave anticolonialista dell’omonimo romanzo di Alfred Edward Woodley Mason. Elizabeth: The Golden Age (2007), secondo capitolo di quella che si configura ormai come una trilogia e che vede ancora Cate Blanchett nei panni della Regina Elisabetta I, ottiene nuovamente due candidature all’Oscar e successo di pubblico e critica. Nel 2009 Shekhar Kapur gira un episodio del film collettivo New York, I Love You, interpretato da Julie Christie, John Hurt e Shia LaBeouf. Sempre nel 2009 dirige Passage, cortometraggio incentrato sul ricongiungimento di tre sorelle (Lily Cole, Julia Stiles, Haley Bennett). Nel 2012 sta lavorando a Mallory, film biografico sulla figura di George Mallory e sulla sua ossessione di scalare l’Everest.
La Giuria internazionale di Orizzonti, sezione competitiva di lungometraggi e cortometraggi rappresentativi del cinema contemporaneo nelle sue diverse tendenze e componenti, è composta da 5 a 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi e assegnerà – senza possibilità di ex-aequo  – il Premio Orizzonti per il miglior film, il Premio Speciale della Giuria Orizzonti e il Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.
La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, composta da 5 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, tra i quali un produttore, assegnerà senza possibilità di ex aequo, tra tutte le opere prime di lungometraggio nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione ufficiale e Sezioni autonome e parallele), il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis e 100.000 dollari  messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.

Micaela Ramazzotti, recitare per Carlo Verdone é un riscatto

February 17, 2012 Leave a comment

L’attrice parla del suo ruolo in Posti in piedi in Paradiso “Questo film, per me, rappresenta il riscatto”. Micaela Ramazzotti parla, in un’intervista a Gioia, di “Posti in piedi in Paradiso”, nel quale recita a fianco di Pierfrancesco Favino e Marco Giallini. “Quando ero piccola – dice l’attrice – e, a sedici anni, recitavo in pubblicità e fotoromanzi, i miei amici mi snobbavano, prendendomi in giro perché non recitavo nei film di Verdone, che per noi di Ostia rappresentava il cinema con la ‘C’ maiuscola. Ora proprio Verdone mi ha chiamata e faccio cinema”.
Nel film, la Ramazzotti è una cardiologa, disgraziata e pasticciona, della quale Verdone si innamora. “Gli spettatori – continua – si riconoscono di più nei disadattati e buoni a nulla. Non vale la pena far la parte degli eroi. Per far ridere, devi essere un po’ scema”.

Fonte: TMNews