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Posts Tagged ‘Pier Paolo Pasolini’

Pier Paolo Pasolini, full retrospective at the MoMa – The Museum of Modern Art of New York

December 14, 2012 Leave a comment
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More than two decades after its 1990 retrospective of Pier Paolo Pasolini, MoMA once again joins with Luce Cinecittà and Fondo Pier Paolo Pasolini/Cineteca di Bologna to present a full retrospective of Pasolini’s cinematic output. Many of these celebrated films will be shown in recently restored versions, and all are presented in newly struck prints. Much of this painstaking restoration work was performed by Cineteca di Bologna, alongside several of Pasolini’s former collaborators. Pasolini’s cinematic legacy is distinguished by an unerring eye for cinematic composition and tone, and a stylistic ease within a variety of genres—many of which he reworked to his own purposes, and all of which he invested with his distinctive touch. Yet it is Pasolini’s unique genius for creating images that evoke the inner truths of his own brief life that truly sets his films apart—and entices new generations of cinephiles to explore his work.
Pasolini’s cinematic works roughly correspond to four periods in the socially and politically committed artist’s life. The National Popular Cinema commenced with his debut, Accattone (1961), which immediately made a name for him as a filmmaker of prodigious talent and fury. This was followed by Mamma Romaand a number of episodic comic films containing warm, honest portraits of people living on the fringes of society, culminating in the masterful The Gospel According to Matthew. Marking him as a provocative thinker and audacious artist with an uncompromising vision, Pasolini’s middle period, often termed The Unpopular Cinema, features excoriating depictions of the bourgeoisie that lend a passionate immediacy to films like Teorema, Porcile, and a modern interpretation of Medea.
The Trilogy of Life—The Decameron, The Canterbury Tales, andArabian Nights—produced between 1971 and 1974, is a triumphant reinterpretation of classic tales and fables that retain their universality despite being interpreted by thoroughly modern means. As Pasolini himself noted, he focused on the past precisely because it reflects the present most profoundly. Sometimes referred to as The Abjuration of the Trilogy of Life,the director’s utterly despairing final film, Salò or the 120 Days of Sodom, was held up for years due to censorship issues, and it remains a shockingly raw and profoundly disconcerting experience. Salò was completed in 1975, the year of Pasolini’s mysterious murder.
A series of supplemental events pay tribute to Pasolini’s multifaceted career. An evening of recitals by well-known Italian and American actors highlights Pasolini’s accomplishments as an acclaimed essayist and beloved poet; MoMA PS1 hosts two programs: a day of performances inspired by Pasolini and an installation comprising three of Pasolini’s films screening continuously throughout the run of the retrospective; a roundtable discussion about his artistic legacy takes place at New York University; a selection of Pasolini’s paintings and drawings is exhibited at Location One; and a seminar hosted by the Italian Cultural Institute launches a new publication featuring materials drawn from Pasolini’s archives.


Co-produced by The Museum of Modern Art, New York and Luce Cinecittà, Rome.
The exhibition is organized by Jytte Jensen, Curator, Department of Film, The Museum of Modern Art, and by Camilla Cormanni and Paola Ruggiero, Luce Cinecittà; with Roberto Chiesi, Cineteca di Bologna; Fondo Pier Paolo Pasolini, Bologna; and Graziella Chiarcossi. Presented in association with the Ministry of Culture of Italy. Special thanks to The Italian Cultural Institute, New York.
The exhibition is supported by Gucci and by The International Council of The Museum of Modern Art.

Pier Paolo Pasolini, anniversario della morte del grande regista

November 2, 2012 Leave a comment

Oggi è l’anniversario della morte di Pasolini, grande regista, scrittore e intellettuale profetico. Lo ricordo con questo post (che pubblicai nel 2008). Vi parlo del film del regista Daoud Aoulad Syad, che ha rappresentato ilMarocco in diversi Festival Internazionali ed ha conquistato il premio come Miglior Film Arabo alla 31a edizione del Festival Internazionale del Film al Cairo. Questo struggente film racconta la storia di Thami, che lavora comefigurante nei films stranieri che vengono girati nel suo villaggio, non lontano da Ouarzazate. Diventa amico intimo di Pier Paolo Pasolini durante le rprese del film “Edipo Re” nel 1966. Quarant’anni dopo, un equipe italiana arriva a Ourzazate per prepare le riprese di un film sulla Bibbia. Thami crede, e fa credere agli abitanti del suo villaggio, che il suo grande amico Pier Paolo stà ritornando da lui. Tutto il villaggio si prepara all’avvenimento. La vita di questo ex ragazzo viene capovolta per ben due volte. La prima quando incontrò il regista italiano e la seconda, drammatica, quando scoprirà la morte violenta del suo amico/maestro. Per ThamiPasolini non è solo un grande regista ma una grande esperienza umana. Per tutto il villaggio Pier Paolo è stato un simbolo di gentilezza, di amore e di piacere, condividendo con tutti loro la passione per la 7a arte e non solo. Uno dei passi piùstruggenti e quando Thami, rientrando nella sua umile casa, ricorda l’esperienza di vita con il Mestro e la grande storia d’amore vissuta. Non riuscirà ad immaginare la sua vita senza di lui. Al di là della storia melanconia e garbata di Thami, il film è un playdoyer in favore del cinema; un arte che può cambiare la concezione del mondo, la vita di una persona e la vita di una popolazione. Parlare di cinema al cinema non è impresa facile! “En attendent Pasolini”  è stato prodotto nel 2007 su una scenografia di Youssef Fadel ed è interpretato dai bravissimi Mohammed Majd e Mohamed Bastaoui. Questo film è stato affiancto ad altre produzioni marocchine nel quadro della competizione “Emile Cantillon” che premia la miglior opera prima in concorso.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Massimo Consoli, mostra al Centro Habitat Mediterraneo di Ostia

Presso il Centro Habitat Mediterraneo, delegazione LIPU di Roma in via dell’Idroscalo di Ostia, dal prossimo 11 dicembre sarà allestita una mostra fotografica, organizzata dalla Fondazione Luciano Massimo Consoli in collaborazione con la LIPU e i Parchi Letterari di Pier Paolo Pasolini. La mostra è dedicata allo scrittore, storico e giornalista, attivista gay, Massimo Consoli, in occasione del suo 65esimo compleanno postumo. Alcune delle foto riguardano gli ‘affetti speciali’ dello scrittore, da Dario Bellezza, poeta romano a Pier Paolo Pasolini, fino ai più stretti collaboratori delle sue avventure e documentazioni della storia del movimento LGBT italiano ed internazionale. La rassegna sarà aperta l’11 dicembre dalle ore 10,00 alle ore 18,00. Dalla nota della Fondazione Luciano Massimo Consoli si apprende: “Il Centro Habitat Mediterraneo, ampio 20 ettari ed in fase di raddoppio territoriale, comprende già una riuscitissima ricostruzione ambientale di uno stagno, nel quale, tra una lussureggiante vegetazione acquatica, ripariale e di macchia mediterranea, sono già state censite ben 200 specie di uccelli, con specie nidificanti rarissime come l’airone rosso [qui presente con la più importante colonia nidificante del Lazio]. Parallelamente, i più recenti “Parchi Letterari Pier Paolo Pasolini”, rappresentano un’istituzione culturale finalizzata alla valorizzazione dei luoghi d’ispirazione dell’autore ed alla promozione di uno sviluppo sostenibile del territorio, attraverso eventi e manifestazioni di varia natura, accomunati dall’utilizzare l’opera di Pasolini quale originale chiave di lettura”.

Fonte: AGS Cosmo

Omicidio Pier Paolo Pasolini, caso riaperto e dimenticato?

In aprile del 2009 fu riaperto il caso sulla morte dello scrittore e regista bolognese Pier Paolo Pasolini, ma è stato un caso riaperto e subito ri-dimenticato. Tutto ha avuto inizio grazie ad un libro – ‘Petrolio’ – di cui era scomparso da anni un capitolo e dopo varie interpellanze, lettere al Ministro di Giustizia, nuove testimonianze ed audizioni, finalmente furono fatte ulteriori analisi su dei reperti che erano rimasti abbandonati nel Museo Criminologico di Roma. In marzo dello scorso anno il Senatore Marcello Dell’Utri dichiarò di aver letto casualmente il capitolo scomparso di ‘Petrolio’ scritto di Pier Paolo Pasolini, asserendo che tale capitolo gli passò di mano solo per una pura coincidenza. Il libro in questione è lo scritto che Pasolini non riuscì a portare a termine ed è l’ultima indagine che stava conducendo sui misteri dell’ENI e sulla scomparsa di Enrico Mattei che morì in un incidente aereo nell’ottobre del 1962 e di cui le cause non sono mai state chiarite. Secondo molte persone, ‘Petrolio’ pare che sia la vera ragione dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini ed il capitolo mancante s’intitolava ‘Lampi sull’ENI’. Marcello Dell’Utri dichiarò inoltre che alla mostra del libro del 2010 gli sarebbe stata promessa la copia della parte da lui stesso precedentemente letta, ma il Senatore asserì che la persona che gli aveva fatto tale promessa è letteralmente scomparsa e con lei anche il fatidico capitolo mancante. Così il mistero si è ulteriormente infittito. Nel marzo del 2010, Walter Veltroni fece un’interpellanza parlamentare indirizzata al Ministro Angelino Alfano chiedendo di fare luce sulla morte di Pasolini visto che le nuove teconologie al giorno d’oggi pare riescano a fare miracoli anche su casi irrisolti da decenni. Il Ministro rispose alla richiesta di Veltroni e dopo circa un mese ripartirono le indagini sulla tragica morte dello scrittore, avvenuta all’Idroscalo di Ostia nel 1975. Veltroni nella sua interpellanza fece presente ad Alfano che con le sofisticate teconologie odierne si potrebbe effettivamente risalire al vero autore del delitto e che si dovrebbero approfondire quelle indagini che secondo lui non furono appropriate nemmeno all’epoca. Così su delega della Procura di Roma, il nucleo RIS del Carabinieri ha iniziato una sequenza di accertamenti tecnici irripetibili su alcuni reperti che erano per l’appunto conservati in un vecchio ed impolverato scatolone che fu posto negli archivi del museo Criminologico. Fra questi reperti sono stati analizzati una camicia ‘Missoni’ impregnata di sangue, un paio di jeans strappati, un pullover verde, un anello e un paio di stivaletti misura 41. A distanza di più di un anno però di queste analisi non se n’è saputo più nulla e ciò indicherebbe sia che nemmeno questa ulteriore analisi ha portato a niente e sia che potrebbe continuare a sussistere una precisa volontà da parte di ignoti a non voler far sì che la verità sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini venga mai a galla.

Carla Liberatore