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Posts Tagged ‘Persiani’

I Medi ed i Persiani (parte III)

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Questo popolo di origine montanara ha sempre presentato il capo coperto. I primi copricapi a calotta sono in feltro, semplici o tenuti con un’ampia fascia pieghettata o mediante un alto cordone intrecciato a spirale.  In seguito si distinguono nella foggia del costume persiano diversi tipi di cappelli, tra i quali il più rappresentativo è l’antenato del bashljk, un caratteristico berretto rotondo di feltro piuttosto alto con falda avvolta intorno al collo, semplice o pieghettato, accompagnato da un cappuccio a punta cascante sulle spalle posto sulla folta capigliatura ricciuta, tipico della milizia quando non indossava l’elmo, anch’esso proveniente originariamente dalla civiltà dei Medi, dalla forma a casco con calotta alta e munito posteriormente di paracollo e di paramascella su ciascun lato, ma comunque semi-coperto sul viso; inoltre tiare molto particolari, spesso a forma tronco conica, di tessuto o di metallo, leggermente arcuate verso l’alto, o a corona sparate sulla testa, e diademi preziosi. Estremamente riservata era la kindarid, una tiara cilindrica svasata verso l’alto e circondata da una fascia azzurra e bianca, indossata esclusivamente dai re.

Nella calzatura si assiste alla nascita della prima scarpa interamente cucita, spesso in cuoio, che chiudeva il piede all’interno dell’accessorio confezionato, le caratteristiche morbide babbucce, basse con la tomaia che non supera il malleolo o a stivaletto che possono salire dalla caviglia alla coscia, generalmente con triplice allacciatura a stringhe sulla tomaia in prossimità del collo del piede. I Persiani preferiscono il colore azzurro e giallo con forme slanciate, mentre per dare maggiore slancio alla figura in posizione eretta, scoprono il trucco di inserire nel calzare, in corrispondenza del tallone, strati di sughero cuneiformi.

Nelle acconciature si riscontrano molte analogie con il precedente popolo assiro, ma non è possibile definire se si trattasse di pura imitazione o semplice coincidenza. Inizialmente sobri e morigerati, i Persiani perdono con il tempo le buone abitudini mediante i contatti con le popolazioni mesopotamiche più dedite alla corruzione e al vizio, diffondendo infatti la poligamia e i vizi sessuali all’interno degli harem. Questo favorisce l’uso smodato di unguenti e fragranze varie usate durante le abluzioni del corpo per aromatizzare l’odore della pelle. Infatti cosmetici, belletti, profumi, capelli e barba posticci acquistano ampia diffusione. Barbe e capelli sono abilmente intrecciati e arricciati con estrema cura mediante ferri caldi, in linea con la tradizione locale. Come per le precedenti civiltà egemoni, anche i Persiani usano truccare di color nero il contorno degli occhi.

I monili d’oro e preziosi sono indossati con relativa sobrietà da entrambi i sessi, ma assolutamente ben visibili sulle raffigurazioni, specialmente orecchini ad anello e bracciali a maglia o a catena.

Sono scarse le documentazioni pervenute dai ritrovamenti archeologici attestanti lo stile dell’abbigliamento femminile per cui si presume, come in precedenza per altre civiltà, che il vestiario delle donne persiane non fosse dissimile da quello prettamente maschile, che si suppone poteva assumere una caratteristica pressoché simile, tranne che probabilmente per lievi variazioni puramente individuali. Ma non avendo alcuna testimonianza valutabile, in quanto le donne non venivano mai raffigurate nei bassorilievi, non è possibile definire alcuna certezza sull’argomento, ma solo vaghe supposizioni.

In seguito alla sconfitta della Persia ad opera di Alessandro Magno, il costume persiano perse il suo carattere originario per lasciarsi assoggettare alle nuove influenze dei Greci.

a cura di Marius Creati

I Medi ed i Persiani (parte II)

April 9, 2011 2 comments

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Gran parte delle testimonianze rinvenute dal passato sulla civiltà persiana provengono dalle città di Susa e di Persopoli, che al tempo fu il più grande centro dell’impero.

Nel VI secolo a.C., periodo di importanza cruciale per indicare l’inizio dell’impero persiano nascente, la veste risulta estremamente semplice rispetto al costume assiro, ma dalla linea più sciolta e dal movimento delle vesti e dei drappeggi più morbido, consistente in due rettangoli di tessuto cuciti lateralmente dalla vita in giù, verso l’orlo, lunghe maniche voluminose sfruttanti abilmente l’ampiezza del tessuto, solitamente decorate pesantemente, e una fessura lasciata aperta in alto per consentire il passaggio della testa. L’indumento era trattenuto da una cintura allacciata al di sotto del torace. Un tipico esempio è visibile nel fregio di mattoni vetrificati, rinvenuti nella città di Susa (foto parte I), raffiguranti gli arcieri della guardia reale, nel quale è facilmente intuibile il modo di abbigliarsi dell’epoca, ma possibilmente percepibile la vastità dei colori adottati nel vestiario e la magnificenza dei tessuti raffigurati. Si notano inoltre disegni geometrici e rosette nelle decorazioni e la predominanza del giallo, del marrone, dell’ocra, del porpora e del blu nell’uso del colore. Gli indumenti delle classi sociali elevate erano semplicemente ritoccate per apparire più eleganti e raffinate.

In seguito l’abbigliamento di base si evolve diventando piuttosto articolato rispetto al passato. I Persiani adottano la kandis assimilata dal popolo assiro, ma abilmente modellata e cucita in modo da risultare più aderente sul busto, dai colori vivaci e variegati, caratterizzata da ampie maniche lunghe a saio, un’evoluzione anch’esse del precedente indumento assiro, nelle quali solitamente aggiungono un inserto di tessuto a forma di cono sezionato, dal gomito verso il basso, sul lato esterno di ciascun lato. Al di sopra indossano un soprabito talare più semplice lungo fino alla caviglia, una sorta di kandis più elementare, spesso con i lembi gettati sulle spalle e indossato senza infilare le braccia nelle maniche. Una novità assoluta rispetto alle civiltà precedenti era l’uso di calzoni, ovviamente aderenti, chiamati anaxyrides, in realtà particolari brache indossate al di sotto delle due tuniche e  infilate negli stivaletti alti fino alla caviglia o nei semplici calzari chiusi rasoterra.

L’indumento militare rispecchia pienamente la medesima foggia, ma con alcune lievi sfumature. Una lunga e ampia kandis di lana è indossata come sopravveste, con le maniche ampie a saio, dal gomito verso il basso, semplicemente scivolata sul corpo o addirittura ampiamente drappeggiata dalla vita in giù per conferire maggiore ampiezza nei movimenti; una seconda kandis sottostante indossata al di sopra dei calzoni, dalla linea più diritta e sciancrata e con maniche aderenti. Brache a guisa di calze indossate sotto le due tuniche. L’esercito persiano era composto da un miriade immensa di soldati, suddivisi per etnia, dai costumi militari dai colori variopinti: i Medi indossavano tuniche scarlatte di media lunghezza adorne d’oro, gli Arabi preferivano lunghi camici di lana, gli Assiri adottavano una divisa più sobria con tuniche corte al ginocchio protetti da corazze di lino imbottite ed elmo scintillante, gli Etiopi erano coperti di pelli ferine e armati di clava, i Colchi abiti succinti dal casco di legno, i Traci simile divisa militare dal berretto di pelo di volpe. Durante le battaglie i fanti persiani coprivano il petto con corazze di metallo a difesa del torace, le gambe e i piedi protetti dai calzoni di cuoio e combattevano con uno scudo di vimini, un corto giavellotto, un arco con frecce e un pugnale sospeso alla cintura.

Una sottigliezza importante da non dimenticare in riferimento al costume persiano è riscontrabile nel comportamento di estrema raffinatezza dei singoli individui, i quali per primi adottano l’uso di guanti, mutande e calze.

a cura di Marius Creati

 

I Medi e i Persiani (parte I)

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Alla fine del VII secolo a. C. la civiltà assira venne sopraffatta e sconfitta dall’unione di due civiltà assoggettate precedentemente, i Medi e i Babilonesi, i quali a sua volta furono sconfitti cinquant’anni più tardi, nel mezzo del VI secolo a. C., dall’esercito dei Persiani guidati da Ciro il Grande, il medesimo fondatore della famosa dinastia degli Achemenidi.

Si hanno pochissime testimonianze sul periodo di dominazione dei Medi sul territorio mesopotamico nel periodo intermedio tra le due grandi dominazioni, ma è certo che il popolo persiano nutrì un grande rispetto per questa civiltà, ad esso sconosciuto,  assimilando molte delle loro idee e delle loro abitudini.

In origine i Persiani erano un popolo prettamente montanaro proveniente dalla zona dell’odierno Turkestan,  dedito all’agricoltura, alla pastorizia e alla metallurgia. In seguito alla conquista del vasto territorio si resero conto che l’abbigliamento adottato era assolutamente inadeguato in rappresentanza del nuovo dominio, così diedero inizio ad un vertiginoso cambiamento delle fogge, in balìa di uno stile prettamente eclettico, mescolando le caratteristiche peculiari delle varie precedenti civiltà dominanti della Mesopotamia, assimilate mediante la grande vittoria riportata sul popolo medo-babilonese.

Il contributo elargito da parte dei Medi al nuovo popolo presidiante è enorme, basti pensare che la civiltà persiana adottò la veste d’onore, l’abito indossato dal re e dal suo seguito durante le cerimonie, proprio da questa promettente civiltà, la quale contribuì a lungo nell’arricchire la conoscenza e l’ampollosità del popolo persiano, che da popolazione prevalentemente nomade e povera di contenuti riuscì ad evolversi divenendo un grande impero longevo e potente. Ma, in contropartita, il contributo distribuito nei confronti dei popoli assoggettati è egualmente notevole poiché, in quanto montanari e cavallerizzi, i Persiani erano abituati a confezionare vesti aderenti e indumenti in pelle. In realtà essi erano abili nel taglio e nel cucito ed erano in grado di definire i vari contorni del corpo in un modello. Sommariamente furono i primi sarti della storia del costume e questo permise loro di adeguarsi pienamente ai nuovi materiali più leggeri usati in quei luoghi appena conquistati.

Si devono ai Persiani la confezione dei primi pantaloni lunghi e delle prime giacche con maniche inserite, finora sconosciuti.

a cura di Marius Creati